<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009</id><updated>2012-01-31T12:01:00.199+01:00</updated><category term='Dan Brown'/><category term='John Grisham'/><category term='Patricia Cornwell'/><category term='Stieg Larsson'/><category term='Romanzi'/><category term='Jeffery Deaver'/><category term='Cinema'/><category term='Richard Matheson'/><category term='Carlos Castaneda'/><category term='Cormac McCarthy'/><category term='Henning Mankell'/><category term='Libri'/><category term='Peter Hoeg'/><category term='Ken Follett'/><category term='Umberto Eco'/><category term='Stephen King'/><category term='Philip K. Dick'/><category term='Steve Berry'/><title type='text'>RSTP (Raccomandati Se ti Piacciono)</title><subtitle type='html'>"Un uomo lascia sempre tracce. Nè sarebbe un uomo se nos avesse neppure un'ombra". Graffiti sui muri di New York</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>50</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1267284543940704788</id><published>2012-01-31T12:01:00.008+01:00</published><updated>2012-01-31T12:01:00.208+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stieg Larsson'/><title type='text'>La ragazza che giocava con il fuoco</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VKhWoGKiLxw/Twgqc1QpxhI/AAAAAAAAAug/kM58cwAZ0Vs/s1600/la_ragazza_che_giocava_con_il_fuoco.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-VKhWoGKiLxw/Twgqc1QpxhI/AAAAAAAAAug/kM58cwAZ0Vs/s320/la_ragazza_che_giocava_con_il_fuoco.jpg" width="223" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mikael Blomkvist è tornato saldamente alla direzione di Millennium, la rivista da lui fondata è ascesa alle luci della ribalta per aver smascherato i loschi traffici dei vertici della finanza svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unico rimpianto: non avere più alcun rapporto con la giovane, geniale hacker Lisbeth Salander, che gli ha salvato la vita e con cui ha avuto una breve ma intensa relazione. Lisbeth, infatti, ha tagliato ogni contatto e si trova in viaggio ormai da mesi, alle prese con il tentativo di ricostruirsi una vita dopo la travagliata (e ai lettori pressoché sconosciuta) infanzia, le violenze del tutore e una nuova emergente passione: la matematica, cui si appassiona nel tentativo di risolvere una versione del teorema di Fermat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giornale è in procinto di dare alle stampe un'esplosiva inchiesta sul trafficking di prostitute dai paesi dell'Europa orientale, nata dalla collaborazione con il giornalista Dag Svennson e la sua compagna Mia Bergman. Il progetto si blocca nel modo più cruento: l'uccisione di Dag e Mia, nonché dell'avvocato Nils Bjurman, crudele tutore di Lisbeth. Le indagini di polizia e media si concentrano su quest'ultimo delitto e scatta una caccia all'uomo nazionale alla ricerca della violenta, pericolosa, vendicativa e asociale hacker.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A crederla innocente solo pochi fedelissimi tra cui Mikael, che conosce le singolari abitudini, ma la forte moralità di Lisbeth, la donna che si difende da sola e che odia gli uomini che odiano le donne. L'intrigo si fa sempre più ampio e coinvolge poliziotti, politici e perfino esponenti dei servizi segreti, trascinato dai disperati sforzi di Mikael di dimostrare l'innocenza dell'amica e forse di salvarla da un destino anche peggiore.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="335" src="http://www.youtube.com/embed/LyIyAXWYRHg" width="450"&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Era legata con cinghie di cuoio a una stretta branda con il telaio in accia-io. Le cinghie tese sopra il torace premevano. Era stesa sulla schiena. Lemani bloccate all'altezza dei fianchi.Ormai aveva rinunciato da tempo a qualsiasi tentativo di liberarsi. Erasveglia ma teneva gli occhi chiusi. Se li avesse aperti si sarebbe ritrovata albuio, l'unica fonte di luce era una debole striscia che filtrava da sopra laporta. Si sentiva in bocca un sapore cattivo e non vedeva l'ora di potersilavare i denti.Una parte della sua coscienza tendeva l'orecchio per cogliere il rumoredi passi che avrebbe indicato che lui stava arrivando. Non aveva la minimaidea di che ora della sera fosse, al di là del fatto che aveva l'impressioneche cominciasse a essere troppo tardi perché venisse a trovarla. Un'im-provvisa vibrazione della branda la indusse ad aprire gli occhi. Era comese un macchinario di qualche genere si fosse avviato da qualche parteall'interno dell'edificio. Ma dopo un paio di secondi non sapeva se fossestata solo un'illusione oppure se il rumore fosse stato reale.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Mentalmente spuntò un altro giorno sul calendario.Era il suo quarantatreesimo giorno di prigionia.Avvertì un prurito nel naso e girò la testa in modo da poterlo sfregarecontro il cuscino. Sudava. Nella stanza l'aria era calda e soffocante. Indos-sava una semplice camicia da notte che le si era arrotolata sotto il corpo.Spostando l'anca riusciva ad afferrare l'indumento fra l'indice e il medio ea tirarlo giù da una parte un poco alla volta. Ripeté il procedimento conl'altra mano. Ma la camicia faceva ancora una piega sotto l'osso sacro. Ilmaterasso era sformato e scomodo. Il totale isolamento faceva sì che ognipiccola impressione, che altrimenti sarebbe passata del tutto inosservata, siingigantisse pesantemente. Le cinghie erano abbastanza lasche da permet-terle di cambiare posizione e mettersi sul fianco, ma anche così era scomo-da perché doveva stare con una mano dietro la schiena e questo le facevaintorpidire il braccio.Non era spaventata. Al contrario sentiva accumularsi dentro di sé unarabbia violenta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Ma era anche tormentata dai suoi stessi pensieri che si trasformavanocostantemente in sgradevoli fantasie su ciò che le sarebbe successo. Odia-va la sua impotenza coatta. Per quanto cercasse di concentrarsi su qual-cos'altro per far passare il tempo e reprimere il pensiero della sua situazio-ne, l'angoscia riusciva comunque a filtrare. Ristagnava intorno a lei comeuna nube di gas minacciando di infiltrarsi nei suoi pori e avvelenarle l'esi-stenza. Aveva scoperto che il modo migliore per tenere lontana l'angosciaera fantasticare di qualcosa che le desse una sensazione di forza. Chiuse gliocchi e richiamò l'odore della benzina. Lui era in macchina con il finestrino aperto. Lei gli si avventava contro,versava la benzina e accendeva un fiammifero. Questione di un attimo. Le fiamme si alzavano subito. Lui si contorceva dal dolore e lei sentiva le sueurla di terrore e sofferenza. Poteva percepire l'odore della carne bruciatae quello più aspro del rivestimento e dell'imbottitura dei sedili che si incenerivano. Probabilmente si era assopita, dal momento che non aveva sentito i pas-si, ma di colpo fu perfettamente sveglia quando la porta si aprì. La luce dalrettangolo illuminato l'accecò.Alla fine lui era venuto.Non sapeva quanti anni potesse avere, ma era grande. Aveva i capelli arruffati castano scuro, occhiali cerchiati di nero e una rada barbetta. Profumava di dopobarba. Odiava il suo odore.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Rimase ritto in silenzio ai piedi della branda e la osservò a lungo. Odiava il suo silenzio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Il suo viso era in ombra nel controluce della porta aperta e lei vedeva so-lo la sua sagoma. D'un tratto le rivolse la parola. Aveva una voce nitida eprofonda che sottolineava in maniera pedante ogni parola. Odiava la sua voce.&amp;nbsp; Le disse che era il suo compleanno e che voleva farle gli auguri. La vocenon era sgarbata o ironica. Era semplicemente neutra. Lei indovinò chestava sorridendo.&amp;nbsp; &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Lo odiava.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Lui si avvicinò e girò intorno alla branda. Poggiò il dorso di una manoumidiccia sulla sua fronte e le passò le dita fra i capelli in un gesto cheprobabilmente voleva essere gentile. Era il suo regalo di compleanno perlei. Odiava il suo contatto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Lui cominciò a parlare. Lei vedeva la bocca muoversi ma si sforzava diescludere il suono della sua voce. Non voleva ascoltare. Non voleva ri-spondere. Lo sentì alzare il tono. Un tocco di irritazione per la sua man-canza di reazione si era insinuato nella voce dell'uomo. Stava parlando direciproca fiducia. Dopo parecchi minuti tacque. Lei ignorò il suo sguardo.Poi lui alzò le spalle e cominciò a sistemare le cinghie. Le strinse un po'sul torace e si chinò su di lei.Lei si voltò di scatto verso sinistra, più bruscamente che poté. Raccolsele ginocchia fin sotto il mento e poi scalciò forte contro la sua testa. Mira-va al pomo d'Adamo e lo colpì in un punto sotto il mento, ma lui era pre-parato e si scostò, e il risultato fu solo un colpo leggero, appena percettibile.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Cercò di scalciare di nuovo ma lui era già fuori portata.Le sue gambe sprofondarono di nuovo nella branda.Il lenzuolo pendeva sul pavimento. La camicia da notte era finita moltoal di sopra dei fianchi.Lui rimase immobile senza dire nulla. Poi le girò intorno e cominciò alegarle i piedi. Lei cercò di tirare le gambe verso di sé ma lui le afferrò unacaviglia e le abbassò di forza il ginocchio con l'altra mano, bloccandole ilpiede con una cinghia. Poi fece il giro della branda e le legò anche l'altropiede.Adesso era ridotta alla totale impotenza.Raccolse il lenzuolo e la coprì. La guardò in silenzio per due minuti. Leipoteva sentire la sua eccitazione nella penombra benché lui non ne facessemostra in alcun modo. Di sicuro aveva un'erezione. Sapeva che avrebbevoluto allungare una mano e toccarla.Poi lui si voltò e uscì chiudendosi la porta alle spalle. Sentì che chiudevacol catenaccio, cosa perfettamente inutile dal momento che non aveva nes-suna possibilità di slegarsi dalla branda.Rimase diversi minuti con lo sguardo fisso sulla sottile striscia di lucesopra la porta. Poi cominciò a muoversi per cercare di capire quanto fosse-ro strette le cinghie. Riuscì a piegare un po' le ginocchia ma quelle che lebloccavano i piedi opposero immediatamente resistenza. Si rilassò. Restòstesa assolutamente immobile, fissando nel nulla.Aspettava. Intanto fantasticava di una tanica di benzina e di un fiammifero.&amp;nbsp; Lo vide imbevuto di benzina. Poteva percepire fisicamente la scatola dei fiammiferi nella propria mano. La scosse. Ne udì il tipico rumore.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Aveva incontrato una donna che gli insegnava sia la matematica che l'ero-tismo.Aprì la porta e le sorrise estasiato.«Ti va un po' di compagnia?» domandò lei.Lisbeth Salander lasciò George Bland poco dopo le due di notte. Si sen-tiva un piacevole calore dentro e passeggiò lungo la spiaggia anziché se-guire la strada verso il Keys Hotel. Camminava da sola nel buio, sapendoche George l'avrebbe seguita a circa cento metri di distanza.Lo faceva sempre. Non si era mai fermata a dormire da lui, ma spessoGeorge esprimeva vibranti proteste contro il fatto che una donna facesse ri-torno al suo albergo da sola in piena notte, e insisteva nell'affermare cheera suo dovere riaccompagnarla in albergo. In particolare quando facevanomolto tardi. Lisbeth ascoltava paziente le sue motivazioni e poi troncava ladiscussione con un semplice no.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;Io vado dove mi pare e quando mi pare.Fine della discussione. E no, non voglio avere nessuna scorta. La primavolta che si era resa conto che lui la seguiva, si era infastidita. Ma adessovedeva nel suo istinto di protezione un certo fascino e perciò fingeva dinon sapere che lui camminava dietro di lei e che sarebbe tornato verso casasolo dopo averla vista varcare la soglia del suo albergo.Si chiedeva cosa avrebbe fatto se lei d'improvviso fosse stata aggredita.Personalmente, Lisbeth avrebbe utilizzato il martello che aveva acquista-to da MacIntyre's e che teneva nello scomparto esterno della borsa a tracol-la. C'erano poche configurazioni di minaccia fisica cui l'uso di un buonmartello non potesse porre rimedio, pensava.Il cielo era limpido e stellato, e c'era la luna piena. Lisbeth alzò lo sguar-do e identificò Regolo nella costellazione del Leone bassa sull'orizzonte.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Era quasi arrivata all'albergo quando si fermò di colpo. Aveva intravistol'ombra di una figura umana più giù sulla spiaggia, a riva, davanti all'hotel.Era la prima volta che le capitava di vedere un'anima viva sulla spiaggiadopo il calare dell'oscurità. Anche se la distanza era di quasi cento metri,non ebbe nessun problema a identificare l'uomo al chiarore della luna.Era il rispettabile dottor Forbes della stanza 32.Con pochi rapidi passi si spostò di lato e si fermò sotto gli alberi. Quan-do voltò la testa, constatò che anche George Bland si era reso invisibile. Lafigura sulla battigia si muoveva lentamente avanti e indietro. Stava fuman-do una sigaretta. A intervalli regolari si fermava e si chinava, come se stes-se esaminando la sabbia. La pantomima andò avanti per venti minuti, poil'uomo cambiò bruscamente direzione e si diresse a passi spediti verso l'in-gresso dell'albergo sulla spiaggia, sparendo.Lisbeth attese qualche minuto prima di portarsi dove il dottor Forbes a-veva passeggiato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Descrisse un lento semicerchio esaminando il terreno.Riusciva a vedere solo sabbia, conchiglie e qualche sasso. Dopo un paio diminuti interruppe lo studio della battigia e si diresse verso l'albergo.Uscì sul suo balcone, si chinò sopra la ringhiera e sbirciò nel balcone deivicini. Tutto era tranquillo e silenzioso. Il litigio serale evidentemente erafinito. Dopo un momento andò a prendere la borsa, tirò fuori una cartina esi arrotolò uno spinello con la scorta che le aveva fornito George Bland. Sisedette sul balcone. Guardava il mare scuro dei Caraibi mentre fumava epensava.Si sentiva come un'apparecchiatura radar in stato di massima allerta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se      ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed  cliccando   sull'immagine    sottostante per tenerti sempre aggiornato   sui nuovi   contenuti del   blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1267284543940704788?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1267284543940704788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/la-ragazza-che-giocava-con-il-fuoco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1267284543940704788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1267284543940704788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/la-ragazza-che-giocava-con-il-fuoco.html' title='La ragazza che giocava con il fuoco'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VKhWoGKiLxw/Twgqc1QpxhI/AAAAAAAAAug/kM58cwAZ0Vs/s72-c/la_ragazza_che_giocava_con_il_fuoco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-3806009966753125916</id><published>2012-01-27T10:10:00.011+01:00</published><updated>2012-01-27T10:10:00.673+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stieg Larsson'/><title type='text'>Uomini che odiano le donne il primo della trilogia Millennium, pubblicata postuma dopo la prematura scomparsa dell'autore.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q0PY6bkB048/TwgOAq81GEI/AAAAAAAAAuY/fMmhaxSDORg/s1600/uomini_che_odiano_le_donne.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-q0PY6bkB048/TwgOAq81GEI/AAAAAAAAAuY/fMmhaxSDORg/s320/uomini_che_odiano_le_donne.jpg" width="210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mikael Blomkvist, un giornalista economico di discreto successo, perde la causa che lo vede accusato di diffamazione a mezzo stampa nei confronti del finanziere Wennerström e per questo motivo decide di dimettersi da direttore responsabile della rivista Millennium.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Mikael viene proposto di occuparsi in maniera esclusiva di una storia risalente a quasi quarant'anni prima: la misteriosa scomparsa di Harriet Vanger, nipote e pupilla dell'ottantenne Henrik Vanger, un tempo magnate dell'industria svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mikael, malgrado sia sicuro di non trovare nessuna informazione in più rispetto a ciò che è stato scoperto in quarant'anni di indagini, accetta l'incarico e si trasferisce nel Gävleborg, nella cittadina immaginaria di Hedestad.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lisbeth Salander per vivere fa la ricercatrice, in ciò supportata dalle sue capacità di hacker: su commissione si occupa di ricerche particolari allo scopo di trovare informazioni approfondite su persone o aziende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua vita passata è un vero mistero, ma la certezza è che Lisbeth non può disporre in proprio dei suoi averi, nemmeno dei suoi soldi in banca, in quanto sotto tutela. Poiché l'avvocato che per anni le ha fatto da tutore, Holger Palmgren, ha avuto un ictus, a Lisbeth viene assegnato un nuovo tutore, Nils Bjurman, anch'esso avvocato, che si scoprirà essere un vero e proprio sadico. Lisbeth, grazie ai suoi metodi di ricerca, sistemerà definitivamente il nuovo tutore e tornerà a prendere possesso della sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mikael e Lisbeth indagheranno insieme sulla scomparsa di Harriet Vanger e sugli sconvolgenti segreti della famiglia Vanger, scoprendo una realtà molto peggiore della loro più drastica immaginazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Sono passati molti anni da quando Harriet,  nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa  senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l'invio di un dono anonimo  riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia  l'inquietudine di un enigma mai risolto.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Ormai molto vecchio, Henrik  Vanger decide di tentare per l'ultima volta di fare luce sul mistero che  ha segnato tutta la sua vita. L'incarico di cercare la verità è  affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il  giornalista di successo che guida la rivista Millennium, specializzata  in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo  imprenditoriale.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Sulle coste del Mar Baltico, con l'aiuto di Lisbeth  Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista  femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la  storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono  spaventose.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia di Lisbeth e Mikael proseguirà anche nei due successivi romanzi della trilogia, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="381" width="446"&gt;&lt;param name="movie" value="http://cinetrailer.it/v/w1MsPBN8Cu"&gt;&lt;embed src="http://cinetrailer.it/v/w1MsPBN8Cu" width="446" height="381"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; width: 446px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Era diventato un rito che si ripeteva ogni anno. Il desti­natario del fiore ne compiva stavolta ottantadue. Quando il fiore arrivò, aprì il pacchetto e lo liberò della carta da re­galo in cui era avvolto. Quindi sollevò il ricevitore e com­pose il numero di un ex commissario di pubblica sicurezza che dopo il pensionamento era andato a stabilirsi sulle rive del lago Siljan. I due uomini non erano solo coetanei, ma erano anche nati nello stesso giorno - fatto che in quel con­testo poteva essere considerato come una sorta d'ironia. Il commissario, che sapeva che la telefonata sarebbe arrivata dopo la distribuzione della posta delle undici, nell'attesa sta­va bevendo un caffè. Quest'anno il telefono squillò già alle dieci e trenta. Lui alzò la cornetta e disse ciao senza nem­meno presentarsi.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«È arrivato.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Cos'è, questa volta?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Non so che genere di fiore sia. Lo farò identificare. È bianco.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Nessuna lettera, suppongo?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«No. Nient'altro che il fiore. La cornice è la stessa del­l'anno scorso. Una di quelle cornici da poco che uno si mon­ta da solo.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Timbro postale?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Stoccolma.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Calligrafia?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Come al solito, stampatello, tutte maiuscole. Lettere dritte e ordinate.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Con ciò l'argomento era stato esaurito e i due rimasero seduti qualche minuto in silenzio, ognuno dalla sua parte della linea telefonica. Il commissario in pensione si lasciò andare contro lo schienale della sedia davanti al tavolo del­la cucina, succhiando la pipa. Sapeva comunque che non ci si aspettava più che ponesse qualche domanda risolutiva op­pure iperintelligente, in grado di gettare nuova luce sulla faccenda. Quel tempo era passato da un pezzo, e la con­versazione fra i due anziani conoscenti aveva piuttosto il ca­rattere di un rituale intorno a un mistero che nessun altro essere umano al mondo aveva il benché minimo interesse a risolvere.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Il suo nome latino era Leptospermum (Myrtaceae) Rubi­nette. Si trattava di un arbusto piuttosto anonimo dotato di piccole foglie simili a quelle dell'erica, che produceva un fiore di due centimetri con una corolla di cinque petali. Era al­to grossomodo dodici centimetri.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;La pianta era originaria delle regioni montuose e del busb australiani, dove cresceva in robusti agglomerati. In Australia la chiamavano Desert Snow. Più avanti, un'esperta del giardi-no botanico di Uppsala avrebbe constatato che si trattava di una pianta insolita, raramente coltivata in Svezia. Nella sua pe­rizia, la studiosa scriveva che l'arbusto era imparentato con il Leptospermum Flavescens, e che sovente era confuso con il ben più comune cugino Leptospermum Scoparium, che cresceva abbondante in Nuova Zelanda. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il Rubinette era, in definitiva, un fiore sorprendentemente modesto. Era privo di valore commerciale. Non possedeva proprietà medicamentose note né effetti allucinogeni. Non si poteva mangiare, era inutilizzabile come spezia e senza utilità nella fabbricazione di coloranti vegetali. Per contro aveva una certa importanza per gli abitanti originari dell'Australia, gli aborigeni, che tradizionalmente consideravano la zona intorno ad Ayers Rock e la relativa flora come sacra. L'unico scopo della pianta sulla terra sembrava di conseguenza essere quello di fare omaggio della sua capricciosa bellezza all'ambiente circostante.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Nella sua perizia, la botanica di Uppsala constatava che quel piccolo arbusto era poco comune in Australia, in Scandinavia era addirittura raro. Personalmente non ne mai visto un esemplare, ma dopo un'indagine fra i colleghi era venuta a sapere che erano stati fatti dei tentativi di introdurre la pianta in un giardino di Gòteborg, e si immaginava venisse coltivata privatamente in luoghi diversi, da appassionati di giardinaggio e botanici diletttanti dotati di piccole serre. Era difficile da coltivare&amp;nbsp; perché esigeva un clima mite e secco, e doveva essere ricoverata al chiuso durante i mesi invernali. Non tollerava il terreno calcareo ed esigeva annaffiature dal basso direttamente sulla radice. Era una pianta per coltivare gli esperti.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Il fiore era solamente l'ultimo di una lunga serie di scon­certanti omaggi che arrivavano regolarmente dentro una bu­sta imbottita il primo di novembre. Il genere variava ogni anno, ma si trattava sempre di fiori belli e relativamente ra­ri. Al solito, il fiore era stato essiccato, montato con cura su carta da acquerello e messo sotto vetro in una cornice di ti­po semplice nel formato 29 X 16 centimetri.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Il mistero dei fiori non era mai stato reso pubblico, era noto solo a una cerchia ristretta di persone. Tre decenni pri­ma, l'arrivo annuale del fiore era diventato oggetto di ana­lisi - presso il laboratorio della scientifica, fra esperti di im­pronte digitali e grafologi, fra investigatori della polizia, e in un gruppo di parenti e amici del destinatario. Attualmente gli attori del dramma si erano ridotti a tre: l'anziano festeg­giato, il poliziotto in pensione e ovviamente la persona sco­nosciuta che inviava il regalo. Siccome almeno i primi due avevano raggiunto un'età così avanzata che ormai per loro era tempo di prepararsi all'inevitabile, la cerchia degli inte­ressati si sarebbe presto ulteriormente ridotta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Quando si furono congedati, l'ottantaduenne festeggiato rimase seduto immobile un lungo momento a osservare il fiore, grazioso ma insignificante, del quale ancora non co­nosceva il nome. Poi alzò lo sguardo sulla parete sopra la scrivania. C'erano appesi quarantatré fiori essiccati sotto ve­tro e in cornice, in quattro file di dieci fiori ciascuna, più una fila incompleta con quattro quadretti. Nella fila più in alto mancava un quadro. Il posto numero nove era vuoto. Desert Snow sarebbe diventato il quadro numero quarantaquattro.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Per la prima volta accadde tuttavia qualcosa che ruppe lo schema di tutti quegli anni. D'un tratto e senza preavviso, il vecchio cominciò a piangere. Rimase egli stesso sorpreso di quello sfogo improvviso dopo quasi quarant'anni.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se      ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed cliccando   sull'immagine    sottostante per tenerti sempre aggiornato  sui nuovi   contenuti del   blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-3806009966753125916?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/3806009966753125916/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/uomini-che-odiano-le-donne-il-primo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/3806009966753125916'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/3806009966753125916'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/uomini-che-odiano-le-donne-il-primo.html' title='Uomini che odiano le donne il primo della trilogia Millennium, pubblicata postuma dopo la prematura scomparsa dell&apos;autore.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-q0PY6bkB048/TwgOAq81GEI/AAAAAAAAAuY/fMmhaxSDORg/s72-c/uomini_che_odiano_le_donne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-4057017640015399568</id><published>2012-01-22T12:27:00.004+01:00</published><updated>2012-01-22T12:27:00.258+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stieg Larsson'/><title type='text'>Stieg Larsson è stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l'afghano Khaled Hosseini.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2EM6yVTWrus/Twdnyh4dUeI/AAAAAAAAAuQ/fV5IPMv8rS8/s1600/Larsson.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="236" src="http://3.bp.blogspot.com/-2EM6yVTWrus/Twdnyh4dUeI/AAAAAAAAAuQ/fV5IPMv8rS8/s320/Larsson.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Stieg Larsson, nome completo Karl Stig-Erland Larsson (Skellefteå, 15 agosto 1954 – Stoccolma, 9 novembre 2004), è stato uno scrittore e giornalista svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esperto conoscitore di organizzazioni di estrema destra e neonaziste, è stato fondatore della rivista antirazzista Expo, consulente di Scotland Yard e corrispondente dal Regno Unito, consulente del Ministero della Giustizia svedese, inviato per l'OSCE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È morto improvvisamente per un attacco cardiaco nel 2004. Dopo la sua morte sono stati pubblicati i suoi romanzi polizieschi, facenti parte della trilogia Millennium.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l'afghano Khaled Hosseini. A marzo 2010 la sua trilogia Millennium ha venduto 27 milioni di copie in oltre 40 paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cresciuto dai nonni materni, Larsson inizia a lavorare facendo i mestieri più vari. Nel 1983 diventa grafico presso l'agenzia di stampa svedese Tidningarnas Telegrambyrå. Poco alla volta si orienta verso il giornalismo diventando critico letterario (romanzi polizieschi e fumetti soprattutto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1995, dopo l'omicidio di cinque ragazzi a Stoccolma per mano di estremisti di destra, lascia Tidningarnas Telegrambyrå per fondare la rivista trimestrale EXPO, con intenti antirazzisti, rivista che sarà schierata in prima linea contro il rigurgito neofascista in Svezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La battaglia di Stieg Larsson contro il razzismo, il fascismo e l'estremismo di destra è assolutamente seria: nel 1991 scrive, insieme a Anna-Lena Lodenius, Extremhögern ("Estremismo di destra"). Dieci anni dopo pubblica (a quattro mani con Mikael Ekman) Sverigedemokraterna: den nationella rörelsen ("Democratici svedesi: il movimento nazionale").&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia a tenere conferenze in tutto il mondo, Londra compresa, dove viene invitato da Scotland Yard, con cui inizierà a collaborare. In più occasioni riceve minacce di morte.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;Politicamente, Stieg Larsson fu inizialmente un attivista della Kommunistiska Arbetareförbundet (Lega Comunista dei Lavoratori), che lasciò di sua volontà nel 1987 in contrasto con la scarsa democratizzazione dei Paesi del socialismo reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grande fan di Pippi Calzelunghe, il personaggio creato nel 1945 da Astrid Lindgren, Larsson è stato anche lettore appassionato e profondo conoscitore di fantascienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'autore è morto il 9 novembre 2004 a Stoccolma a causa di un infarto, nella redazione del suo giornale EXPO[4]. Il testamento del 1977, con cui egli disponeva la sua eredità a favore della sede di Umeå della sezione svedese della IV internazionale, è stato ritenuto non valido, per cui i suoi beni ed i proventi della vendita dei libri spettano al fratello ed al padre, Joakim ed Erland. Nessun diritto all'eredità è stato riconosciuto alla sua compagna di sempre, l'architetta Eva Gabrielsson, con cui aveva vissuto per 32 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sino al 2004, anno della sua morte, Larsson aveva pubblicato solamente saggi sulla democrazia svedese e sui movimenti di estrema destra. Solo poco prima di morire Larsson contattò una delle principali case editrici svedesi, la Norstedts, e consegnò una serie di tre romanzi polizieschi che costituiscono la trilogia Millennium.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Larsson aveva pensato ad una serie di dieci romanzi e prima di morire aveva già sviluppato il quarto ed il quinto volume. In seguito alla sua morte, la trilogia conobbe un enorme successo, dapprima in Svezia quindi in Francia, dove fu pubblicato dalla casa editrice Actes Sud, poi in tutta Europa divenendo il caso letterario dell'anno: finora sono stati venduti 8 milioni di copie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attualmente i suoi libri sono tradotti in 25 paesi. In Italia i suoi libri sono stati tutti pubblicati dalla casa editrice Marsilio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La trilogia Millennium è composta da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 2005 - Uomini che odiano le donne (Män som hatar kvinnor), Marsilio, 2007.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 2006 - La ragazza che giocava con il fuoco (Flickan som lekte med elden), Marsilio&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 2007 - La regina dei castelli di carta (Luftslottet som sprängdes), Marsilio&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;Se     ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed cliccando  sull'immagine    sottostante per tenerti sempre aggiornato  sui nuovi  contenuti del   blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-4057017640015399568?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/4057017640015399568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/stieg-larsson-e-stato-il-secondo-autore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/4057017640015399568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/4057017640015399568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/stieg-larsson-e-stato-il-secondo-autore.html' title='Stieg Larsson è stato il secondo autore più venduto nel mondo nel 2008, dietro l&apos;afghano Khaled Hosseini.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-2EM6yVTWrus/Twdnyh4dUeI/AAAAAAAAAuQ/fV5IPMv8rS8/s72-c/Larsson.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1056997590037822745</id><published>2012-01-18T21:16:00.009+01:00</published><updated>2012-01-18T21:16:00.214+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henning Mankell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Il ritorno del maestro di danza racconta il rigurgito delle pagine più terribili della storia d'Europa.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-r47Rq85sf9U/TwdaK8AvXVI/AAAAAAAAAuI/rxTnaNm9Acg/s1600/il_ritorno_del_maestro_di_danza.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-r47Rq85sf9U/TwdaK8AvXVI/AAAAAAAAAuI/rxTnaNm9Acg/s320/il_ritorno_del_maestro_di_danza.jpeg" width="204" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Lo Harjedalen, nel nord della Svezia, è una terra di foreste sterminate, i cui lunghi inverni sono a stento rischiarati dal bagliore della neve. E qui, in un casolare sperduto, che Herbert Molin, ex poliziotto in pensione, decide di ritirarsi. E qui, un brutale assassino lo raggiunge per accompagnarlo in un ultimo, terribile ballo con la morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la polizia arriva sulla scena del delitto, trova delle impronte di sangue che sembrano tracciare i passi del tango. Il trentasettenne Stefan Lindman, ispettore della polizia di Boras, un tempo collega della vittima, per non doversi confrontare con la malattia che lo tormenta si butta a capofitto nelle indagini e scopre ben presto l'inquietante passato nazista di Molin. Esiste un legame tra la sua morte atroce e le sue convinzioni politiche?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qual è il ruolo della rete neonazista che, sempre più nitida, viene alla luce e sembra toccare lo stesso Lindman molto da vicino? Sulle tracce dell'assassino, che dalla Sveziaportano in Germania e Argentina, la sua inchiesta ripercorre un pezzo doloroso della nostra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo attende una rivelazione sconvolgente, oltre all'amara consapevolezza che la follia che per anni devastò l'Europa non è affatto sepolta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/LyW01s76Uws" width="420"&gt;&lt;/iframe&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;L'aereo era decollato da un aeroporto militare nei pressi di Londra poco dopo le due del pomeriggio del 12 dicembre 1945. Piovigginava e faceva freddo. Di tanto in tanto soffiava­no forti raffiche che agitavano la manica a vento. Ma poi il vento cessò. L'aereo era un bombardiere quadrimotore Bristol Blenheim che aveva già partecipato alla battaglia d'Inghilterra nell'autunno del 1940. Era stato colpito più volte dai caccia tedeschi e costretto a un attcrraggio di fortuna. Ma era sem­pre stato possibile ripararlo e destinarlo nuovamente al com­battimento. Ora che la guerra era finita, veniva per lo più usato per il trasporto degli approvvigionamenti alle truppe inglesi di stanza nella Germania vinta e distrutta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Proprio quel giorno, Mike Garbett, comandante a bordo, era stato informato che nel pomeriggio avrebbe trasportato un passeggero in una località di nome Bùckeburg, da dove sareb­be poi stato prelevato per fare ritorno in Inghilterra la sera suc­cessiva. Il maggiore Perkins, il suo diretto superiore, non l'a­veva informato di chi fosse quell'uomo né di quale incarico dovesse svolgere in Germania. E Garbett non aveva fatto domande. Anche se la guerra era finita, a volte aveva l'im­pressione che fosse ancora in corso. I trasporti segreti erano piuttosto frequenti.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Ricevuti gli ordini, era andato a sedersi in una delle barac­che dell'aeroporto insieme al copilota Peter Foster e al navi­gatore Chris Wiffin. Sul tavolo, erano aperte le carte geografi­che della Germania. L'aeroporto si trovava a poche miglia dalla città di HamSln. Garbett non ci era mai stato prima, ma Peter Poster lo conosceva. Dato che l'area circostante era pianeg­giante, il volo di avvicinamento non sarebbe stato difficile. L'u­nico inconveniente poteva essere la nebbia. Wiffin andò a par­lare con i meteorologi. Al suo ritorno informò gli altri che sulla Germania settentrionale e centrale nel pomeriggio e in serata era previsto ciclo sereno. Definito il piano di volo, avevano allora calcolato la quantità di carburante necessaria, poi ave­vano arrotolato le carte.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«Trasporteremo un solo passeggero» disse Garbett. «Ma non so chi sia.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Non gli fecero domande, né Garbett se ne aspettava. Erano ormai tre mesi che volava con Poster e Wiffin. Erano uniti per­ché erano tra i sopravvissuti. Molti piloti della Raf erano morti durante la guerra, nessuno di loro sapeva quanti amici avesse perso. Essere ancora vivi era un motivo di sollievo, anche se accompagnato dal tormento di avere avuto salva la vita che i morti sul campo avevano disperatamente invocato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Poco prima delle due, una berlina varcò i cancelli dell'aero­porto. Poster e Wiffin erano già a bordo del grande aereo, impegnati negli ultimi preparativi prima del decollo. Garbett aspettava sulla pista di cemento piena di crepe. Quando vide che il passeggero non era un militare ma un civile, corrugò la fronte. L'uomo che era sceso dal sedile posteriore era basso di statura e tarchiato. In bocca aveva un sigaro spento. Aprì il bagagliaio dell'auto e prese una valigia nera. In quello stesso momento il maggiore Perkins arrivò a bordo della sua jeep. L'uomo che doveva essere trasportato in Germania portava il cappello calcato sulla fronte e Garbett non riuscì a vedere i suoi occhi. Si sentiva a disagio. Quando il maggiore Perkins fece le presentazioni, il passeggero borbottò il proprio nome. Garbett non riuscì a capire cosa avesse detto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«Possiamo decollare» disse Perkins.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Ci sono altri bagagli?» chiese Garbett.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'uomo scosse il capo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«È meglio non fumare durante il volo» aggiunse Garbett. «L'aereo è vecchio. Potrebbero esserci delle fessure. Di solito i vapori della benzina si notano quando è ormai troppo tardi.» L'uomo non rispose. Garbett lo aiutò a salire a bordo. Den­tro, l'aereo era vuoto, fatta eccezione per tre scomode sedie di acciaio. L'uomo si mise a sedere posando la valigia fra le gambe. Garbett si chiese quali oggetti di valore stesse portan­do in Germania.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Una volta in volo, effettuò una virata a sinistra per immet­tersi nella rotta che Wiffin gli aveva mostrato. Poi raddrizzò l'aereo e, una volta raggiunta l'altitudine indicatagli, affidò i comandi a Poster. A questo punto si girò a osservare il pas­seggero. L'uomo aveva sollevato il bavero del cappotto e aveva calcato ancora di più il cappello sulla fronte.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Si chiese se stesse dormendo. Ma qualcosa gli diceva che era perfettamente sveglio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'attcrraggio all'aeroporto di Bùckeburg si svolse senza dif­ficoltà, nonostante il buio e la pista scarsamente illuminata. Un'auto scortò l'aereo fino ai margini di un lungo hangar, dove diversi veicoli militari erano in attesa. Garbett aiutò il passeggero a scendere dall'aereo. Ma quando allungò la mano per prendere la valigia, l'uomo scosse la testa e l'afferrò lui Stesso. Poi salì su una delle vetture e l'autocolonna partì • immediatamente. Wiffin e Poster erano scesi dall'aereo e vide-i'to i fanali posteriori dell'auto scomparire. Il freddo li faceva tremare.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«La cosa mi incuriosisce» disse Wiffin. «Meglio lasciar perdere» rispose Garbett. Poi indicò una jeep che stava avvicinandosi all'aereo. «Credo che dormiremo qui» disse. «Suppongo che quella tp sia per noi.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;fePresero visione dei posti letto assegnati e cenarono. Poi, ni meccanici dell'aeroporto li invitarono a bere in una delle de della città sopravvissute ai bombardamenti. Wiffin e Iter accettarono, ma Garbett era stanco e rimase nella came-Una volta a letto, non riuscì ad addormentarsi. Disteso, liedeva chi fosse mai quel passeggero. Cosa aveva di così importante in quella valigia 8a non permettere a nessuno di toccarla?&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Garbett borbottò fra sé nell'oscurità. Quell'uomo era in mis­sione segreta. Doveva semplicemente riportarlo in Inghilterra il giorno dopo. Nient'altro.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Guardò l'orologio. Era già mezzanotte. Sistemò il cuscino, e quando Wiffin e Poster tornarono verso l'una si era già addormentato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Donald Davenport lasciò il carcere britannico che racco­glieva i prigionieri di guerra tedeschi poco dopo le undici di sera. Abitava in un albergo risparmiato dalla guerra, che ora veniva usato come alloggiamento per gli ufficiali britannici di stanza a Hameln. Sentiva la stanchezza pesargli addosso e aveva bisogno di dormire se voleva portare a termine la sua missione il giorno dopo senza commettere errori. Il sergente inglese MacManaman, che gli era stato assegnato come assi­stente, gli faceva provare una sensazione di inquietudine. A Davenport non piaceva lavorare con collaboratori inesperti. Molte cose potevano andare storte, soprattutto quando la mis­sione era così importante come quella che li aspettava.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Rifiutò una tazza di tè e andò direttamente nella sua came­ra. Si mise a sedere alla scrivania e iniziò a leggere gli appun­ti dell'incontro che si era svolto mezz'ora dopo il suo arrivo. Per prima cosa lesse il formulario battuto a macchina che gli aveva consegnato un giovane maggiore di nome Stuckford, il responsabile dell'intera operazione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Spiegò il documento, sistemò la lampada della scrivania e lesse i nomi. Kramer, Lehmann, Heider, Volkenrath, Grese... Erano dodici nomi in tutto: tre donne e nove uomini. Studiò le informazioni accuratamente e prese appunti. Ci volle un po' di tempo perché, come sempre, il suo orgoglio professionale gli imponeva la massima scrupolosità. Posò la penna solo quan­do era quasi l'una e mezza. A quel punto si era fatto un'idea chiara di tutto. Aveva fatto le sue valutazioni e controllato tre volte di non avere trascurato nulla. Si alzò dalla sedia, si mise a sedere sul letto e aprì la valigia. Anche se sapeva che non dimenticava mai niente, controllò che tutto fosse a posto. Prese una camicia pulita, chiuse la valigia, poi si lavò con l'acqua fredda, che era tutto ciò che l'albergo poteva offrire.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Aveva sempre difficoltà ad addormentarsi. E fu così anche quella notte.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Quando bussarono alla porta poco dopo le cinque, Daven­port era già in piedi e vestito. Dopo una rapida colazione attra­versarono la cittadina buia e tetra e raggiunsero il carcere. Il sergente MacManaman era già sul posto. Era pallidissimo, e Davenport si chiese se sarebbe riuscito a portare a termine il suo compito. Ma Stuckford, che li aveva raggiunti e sembrava avere intuito la sua inquietudine, lo prese in disparte assicuran­dogli che, se anche poteva sembrargli insicuro, MacManaman non avrebbe avuto esitazioni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Alle undici tutti i preparativi erano stati ultimati. Davenport aveva deciso di iniziare con le donne. Dato che le loro celle si trovavano nel corridoio più vicino al patibolo, avrebbero sicu­ramente sentito il rumore della botola che si apriva. E voleva risparmiarglielo. Non teneva conto dei reati commessi dai sin­goli prigionieri. La correttezza gli imponeva di iniziare con le donne.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Tutti quelli che dovevano essere presenti avevano preso&amp;nbsp; posto. Davenport fece cenno a Stuckford che, a sua volta, fece&amp;nbsp; un cenno a una delle guardie del carcere. Si udirono alcuni ordini e il rumore metallico delle chiavi, poi la porta di una cella si aprì. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Davenport rimase in attesa.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;La prima a presentarsi fu Irma Grese. Per un attimo la [lente glaciale di Davenport fu colta da un senso di meravi-|ia. Come poteva quella ventiduenne bionda ed esile avere ustato a morte dei prigionieri nel campo di concentramento i Bergen-Belsen? Era poco più che una ragazzina. Ma quan-era stata pronunciata la sua condanna a morte, nessuno iva avuto dubbi. Era un mostro, doveva morire. La donna crociò lo sguardo di Davenport, poi lo alzò verso il patibolo. Le guardie la condus&amp;amp;ro su per la scala. Davenport le sistemò le gambe esattamente sopra alla botola e le mise il capestro attorno al collo, controllando allo stesso tempo che MacManaman non maneggiasse maldestramente la cintura di cuoio che le aveva stretto intorno alle gambe. Poco prima di metterle il cappuccio sulla testa, sentì la donna pronuncia­re con voce appena udibile una sola parola.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«Schnell!»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;MacManaman fece un passo indietro e Davenport allungò la mano per raggiungere la leva che azionava l'apertura della botola. La donna sprofondò, Davenport sapeva di avere cal­colato esattamente la lunghezza della fune. Sufficientemente lunga da causare la rottura della vertebra del collo evitando però che la testa si staccasse dal corpo. Scese con MacManaman al di sotto dell'impalcatura che sosteneva il patibolo e rimosse il corpo, poi l'ufficiale medico inglese controllò il battito del cuore e constatò il decesso. Il corpo fu portato via. Davenport sapeva che nella dura terra del cortile del carcere erano state scavate delle fosse.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Tornò nuovamente al patibolo e controllò sui suoi docu­menti a quale lunghezza doveva regolare la corda destinata alla donna successiva. Quando tutto fu pronto, fece nuovamente un cenno a Stuckford, e poco dopo Elisabeth Volkenrath era sulla porta con le mani legate dietro la schiena. Era vestita come Irma Grese, con un vestito grigio che le scendeva fino a sotto le ginocchia.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Tre minuti dopo, anche lei era morta.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Complessivamente, le esecuzioni capitali erano durate due ore e sette minuti. Davenport aveva calcolato due ore e un quarto. MacManaman aveva portato a termine il suo compito. Tutto era andato come previsto. Dodici criminali di guerra tedeschi erano stati giustiziati. Davenport ripose le corde e le cinture di cuoio nella valigia nera e si accomiatò dal sergente MacManaman.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«Bevi un bicchiere di cognac» disse. «Sei stato un bravo assi­stente.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Se lo sono meritato» rispose brevemente MacManaman. «Non ho affatto bisogno del cognac.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Davenport lasciò il carcere insieme al maggiore Stuckford. Si chiese se sarebbe stato possibile fare ritorno in Inghilterra prima di quanto previsto. Era stato lui stesso a chiedere di ripartire in serata. Qualcosa poteva andare storto. Dodici ese­cuzioni capitali in un solo giorno non erano cosa abituale nep­pure per Davenport, il boia più esperto d'Inghilterra. Decise però di non modificare il piano concordato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Stuckford lo accompagnò al ristorante dell'albergo e ordinò da mangiare. Presero posto in una sala in disparte. Stuckford aveva una ferita di guerra che lo costringeva a trascinare la gamba sinistra. Davenport provava simpatia per lui, soprattut­to perché non faceva domande inutili. Detestava le persone che chiedevano come ci si sentiva a giustiziare questo o quel cri­minale che, in un modo o nell'altro, era diventato famoso per quanto i giornali avevano scritto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Mangiarono scambiandosi soltanto alcuni vaghi commenti. Sul tempo e sul fatto che gli inglesi avrebbero potuto aspettarsi qualche razione extra di tè o tabacco in vista dell'imminente finale. Fu solo in seguito, bevendo il tè, che Stuckford commentò uello che era successo nella mattinata.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Lehmann era stato l'ultimo che Davenport aveva impiccato quella mattina. Un piccolo uomo che era andato incontro alla morte con tutta calma, quasi assente.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Aveva un fratello spieiato» continuò Stuckford. «Ed è spa­rito nel nulla. Forse è già riuscito a usare uno dei canali di fuga dei nazisti. Può essere in Argentina o in Sudafrica, e in questo caso non lo prenderemo mai.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Rimasero seduti in silenzio. Fuori pioveva.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«Waldemar Lehmann era un sadico senza paragoni» disse Stuckford. «Non solo fu smisuratamente spieiato con i prigio­nieri. Provava anche gusto a insegnare ai suoi subordinati l'ar­te della tortura. Avrebbe dovuto essere impiccato come il fra­tello. Ma non l'abbiamo trovato. Non ancora.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Alle cinque Davenport ritornò all'aeroporto. Nonostante indossasse un cappotto pesante, sentiva freddo. Il pilota lo stava aspettando vicino all'aereo. Davenport si chiese a cosa stesse pensando. Poi salì sull'aereo e prese posto sulla sedia gelata, alzò il bavero del cappotto per proteggersi.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Garbett avviò i motori. L'aereo prese velocità e scomparve fra le nuvole. Davenport aveva assolto al suo compito. Era andata bene. Non per niente veniva considerato il boia più abile d'Inghil­terra. L'aereo sobbalzò passando con difficoltà attraverso una zona di vuoti d'aria. Davenport pensava a quello che gli aveva detto Stuckford riguardo ai criminali di guerra fuggiti. E pensava a Lehmann che provava gusto a insegnare agli altri i più raffinati metodi di tortura.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Si strinse il cappotto intorno al corpo. Avevano superato i vuoti d'aria. L'aereo era sulla rotta di casa, verso l'Inghilterra. Era stata una buona giornata. Aveva fatto il suo dovere senza intoppi. Nessuno dei prigionieri aveva tentato di opporre resi­stenza mentre veniva condotto sul patibolo. Nessuna testa si era staccata dal corpo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Era soddisfatto. Adesso poteva pregustare i tre giorni liberi che lo attendevano. Poi avrebbe dovuto impiccare un assassi­no a Manchester.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Si addormentò sul sedile duro, nonostante il rumore assor­dante dei motori.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mike Garbett continuava a chiedersi chi fosse quel passeg­gero.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;Se    ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed cliccando sull'immagine    sottostante per tenerti sempre aggiornato  sui nuovi contenuti del   blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1056997590037822745?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1056997590037822745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/il-ritorno-del-maestro-di-danza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1056997590037822745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1056997590037822745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/il-ritorno-del-maestro-di-danza.html' title='Il ritorno del maestro di danza racconta il rigurgito delle pagine più terribili della storia d&apos;Europa.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-r47Rq85sf9U/TwdaK8AvXVI/AAAAAAAAAuI/rxTnaNm9Acg/s72-c/il_ritorno_del_maestro_di_danza.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-2999838703282283090</id><published>2012-01-16T17:41:00.021+01:00</published><updated>2012-01-16T17:41:00.031+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henning Mankell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>L'uomo che sorrideva, la realtà di un mondo scandinavo, finora mai scandagliato con tanta acutezza.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-vEpzZTxFrYw/TwclKvenM9I/AAAAAAAAAt4/q5bnde73_dU/s1600/l%2527uomo+che+sorrideva.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-vEpzZTxFrYw/TwclKvenM9I/AAAAAAAAAt4/q5bnde73_dU/s320/l%2527uomo+che+sorrideva.gif" width="202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Una fredda e buia sera di ottobre nel sud  della Scania. L'avvocato Gustaf Torstensson sta tornando a casa dopo una  visita a un cliente.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;All'improvviso scorge una figura legata a una  sedia al centro della strada.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Con una brusca frenata evita la  collisione. Scende dall'auto, fa alcuni passi e viene colpito  violentemente alla nuca. Il giorno successivo, l'avvocato viene trovato  morto all'interno della sua macchina capovolta in un campo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;Nel  frattempo, il commissario Kurt Wallander vaga irrequieto su una spiaggia  a Skagen all'estremo nord della Danimarca. Da mesi è in preda a una  forte depressione. Si sente finito, è deciso a porre termine alla sua  carriera di poliziotto&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;Kurt Wallander, deciso a ritirarsi dalla sua attività di commissario di polizia di Ystad, è costretto a tornare in servizio per indagare sulla morte dell'avvocato Gustaf Torstensson, deceduto in circostanze misteriose in un incidente stradale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;La polizia, che in un primo momento aveva archiviato il caso come un normale incidente, inizia a sospettare di omicidio, allorquando il figlio di Torstensson, Sten, anch'egli avvocato, viene freddato con dei colpi di pistola nel suo ufficio legale.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;Prima di morire Sten Torstensson aveva contattato Wallander per convincerlo ad occuparsi dello strano incidente occorso al padre. Ben presto l'acuto commissario si pone sulle tracce di un insospettabile magnate della finanza svedese, Alfred Herderberg, che gestisce i suoi affari dall'inaccessibile castello di Farnholm, cliente facoltoso dello studio legale e ultimo ad incontrare in vita Gustaf Torstensson.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;Durante le indagini, la segretaria dello studio legale è destinaria di una mina antiuomo trovata nel suo giardino e lo stesso Wallander, assieme alla nuova collega in forze alla polizia di Ystad, Ann-Britt Hoglund, scampa per un soffio ad un attentato.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;Il commissario deve inoltre indagare anche sul finto suicidio di Lars Borman, che aveva inviato agli avvocati, prima di morire, delle lettere minatorie. Il ritrovamento di uno strano contenitore nell'auto incidentata di Torstensson conduce sulla pista di un abietto traffico d'organi umani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UaYkN8A-SPc/TwdPFYKDQfI/AAAAAAAAAuA/kSPAszSm6FM/s1600/Wallander.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="291" src="http://1.bp.blogspot.com/-UaYkN8A-SPc/TwdPFYKDQfI/AAAAAAAAAuA/kSPAszSm6FM/s400/Wallander.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;La nebbia è come un animale da preda che si muove silen­ziosamente, pensò.&lt;br /&gt;Non riuscirò mai ad abituarmi. E questo anche se ho vissu­to tutta la mia vita nella Scania dove la nebbia circonda co­stantemente le persone e le rende invisibili.Erano le nove di sera dell'11 ottobre 1993.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; La nebbia era avanzata rapidamente dal mare. Stava gui­dando per tornare a casa a Ystad e aveva appena passato Bròsarps Backar quando la sua auto si infilò dritta nel muro bianco del banco di nebbia.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Immediatamente, sentì la paura crescere dentro di sé.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Ho paura della nebbia, pensò. Invece dovrei avere paura dell'uomo che ho appena incontrato al castello di Farnholm. Quell'uomo cordiale con quei suoi collaboratori che incutono timore e che si muovono sempre discretamente facendo in modo che i loro volti rimangano nell'ombra. Adesso che so quello che si nasconde dietro a quel suo sorriso di cittadino irreprensibile e al di sopra di ogni sospetto, dovrei pensare solo a lui. È lui quello che devo temere. Non la nebbia che sale silenziosa da Hanobukt. Adesso che so che quell'uomo non esiterebbe un attimo a uccidere chiunque cerchi di osta­colarlo.&lt;br /&gt;Presto fu costretto ad azionare il tergicristallo per eliminare In pillimi ili umidità dal parabrezza. Odiava guidare quando era buio. Il riflesso dei fari sull'asfalto non gli permetteva di distinguere le lepri che continuavano a tagliargli la strada.&lt;br /&gt;Gli era capitato di investire una lepre una sola volta. Era successo trent'anni prima, una sera di primavera mentre gui­dava in dirczione di Tomelilla. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Ricordava ancora il movimento istintivo e inutile del suo piede sul pedale del freno e subito dopo il colpo sordo contro la lamiera. Si era fermato ed era sceso dall'auto. La lepre era stesa sull'asfalto con le zampe posteriori che si muovevano spasmodicamente. Il torso era paralizzato e la lepre continuava a tenere gli occhi fissi su di lui. Si era scosso e aveva raccolto una pietra sul ciglio della strada, l'aveva scagliata contro la testa dell'animale chiudendo gli occhi. Poi era tornato rapidamente all'auto senza voltarsi.&lt;br /&gt;Non aveva mai dimenticato gli occhi della lepre e il movi­mento delle zampe. Non era mai riuscito a liberarsi di quel­l'immagine. Gli tornava in mente in continuazione, spesso quando meno se lo aspettava.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Cercò di scacciare la sensazione di nausea. Una lepre morta da trent'anni può perseguitare un essere umano ma senza troppe conseguenze, pensò. Ho già abba­stanza da fare con quelle vive per occuparmi anche di quelle morte. Si accorse che istintivamente alzava lo sguardo sempre più spesso verso lo specchietto retrovisore.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!-- zanox AdServer code start--&gt;&lt;script type="text/javascript" src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Ho paura, pensò nuovamente. Solo adesso mi sto rendendo conto che la mia è una fuga. Sto fuggendo perché adesso so quello che le mura del castello di Farnholm nascondono. E so anche che loro sanno che ho capito. Ma fino a che punto? Abbastanza perché possano temere che io possa venire meno al giuramento di mantenere il segreto professionale che ho prestato quando sono diventato avvocato tanto tempo fa? In un'epoca lontana quando i giuramenti erano ancora conside­rati un impegno sacro. È possibile che abbiano paura degli scrupoli di coscienza di un vecchio avvocato?&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Lo specchietto retrovisore continuava a rimanere buio. Era solo nella nebbia. In poco meno di un'ora avrebbe raggiunto Ystad.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Per un attimo, a quel pensiero provò un senso di sollievo. Dunque non lo avevano seguito. Domani avrebbe deciso quel­lo che doveva fare. Avrebbe parlato con suo figlio che era anche suo collaboratore e socio dello studio legale. Nel corso&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; della sua vita, aveva imparato che esiste sempre una soluzione. Doveva essercene una anche questa volta.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Con la mano, cercò la radio nel buio. La voce di un uomo che parlava di una nuova scoperta scientifica nel campo della genetica invase l'abitacolo. Le parole erano semplici suoni senza significato. Guardò il quadrante dell'orologio, mancava­no pochi minuti alle nove e mezza. Lo specchietto retrovisore era ancora buio. La nebbia sembrava sempre più fitta. A di­spetto di questo aumentò leggermente la pressione sull'accele­ratore. Più la distanza dal castello di Farnholm aumentava, più si sentiva tranquillo. Forse, dopotutto, si era lasciato prendere inutilmente dall'angoscia.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Con uno sforzo cercò di pensare lucidamente. Come era iniziato tutto? Una normale conversazione telefo­nica, un messaggio scritto su un foglietto posato sulla sua scrivania, nel quale lo si pregava di mettersi in contatto con una persona per chiarire una questione d'affari urgente. Non conosceva la persona che aveva telefonato. Ma aveva chiamato ugualmente, un piccolo studio legale in una cittadina svedese insignificante non poteva permettersi di rifiutare un cliente alla cieca. Ricordava ancora quella voce al telefono, raffinata, con la tipica intonazione dell'alta borghesia svedese, ma allo stesso tempo chiaramente la voce di un uomo che misurava la propria vita in termini di tempo prezioso. Aveva illustrato il suo caso, una transazione complicata che riguardava una so­cietà di navigazione con sede legale in Corsica e una serie di trasporti di forniture di cemento in Arabia Saudita dove una società rappresentava la Skanska, una delle più importanti imprese edili svedesi. L'uomo aveva fatto vaghi accenni a un progetto per una moschea gigantesca che avrebbe dovuto essere costruita a Khamis Mushayt. O forse si trattava di un'università a Gedda.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Alcuni giorni dopo si erano incontrati all'hotel Continental nel centro di Ystad. Era arrivato in anticipo e il ristorante era ancora deserto, a parte un cameriere iugoslavo dall'espressio­ne triste che rimaneva con lo sguardo fisso su una delle grandi finestre. Era metà gennaio e un vento violento si era alzato dal Baltico e presto avrebbe iniziato a nevicare. Ma l'uomo che si era avvicinato al suo tavolo era abbronzato, indossava un com­pleto blu scuro e non doveva avere più di cinquant'anni. In qualche modo sembrava una figura incongrua sia per il mese di gennaio che per Ystad. Si sarebbe detto un estraneo e in qualche modo il suo sorriso non aveva niente a che fare con quel suo volto abbronzato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Quello era il suo primo ricordo dell'uomo del castello di Farnholm. Un uomo apparentemente senza alcun legame, con un abito blu scuro fatto su misura, che si muoveva in un proprio universo, al cui centro era il sorriso e nel quale le ombre terrificanti di satelliti bui sembravano seguire un'orbita protettrice intorno alla sua persona.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Già allora c'erano delle ombre. Non riusciva a ricordare che si fossero mai presentati. Si erano seduti a un tavolo ap­partato e, al termine dell'incontro, si erano alzati silenziosa­mente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(398927)a(1634616)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; L'occasione di una vita, pensò con amarezza. Sono stato così stupido da pensare che potesse esistere. Il mondo imma­ginario di un avvocato non deve essere intorbidito dall'illu­sione di un paradiso in attesa, almeno non sulla terra. Dopo sei mesi, l'uomo abbronzato rappresentava la metà del fattu­rato dello studio legale e un anno dopo gli introiti erano rad­doppiati. I pagamenti venivano effettuati puntualmente e non era mai stato necessario inviare un solo sollecito. Tutto que­sto aveva persino permesso loro di fare restaurare da cima a fondo la casa dove avevano lo studio, e tutte le transazioni erano state oneste anche se complicate e non sempre facili da seguire. L'uomo del castello di Farnholm sembrava impegna­to in affari in tutti i continenti, in luoghi che sembravano del tutto casuali. Spesso ricevevano fax e telefonate e, di tanto in tanto, anche messaggi radio da città sconosciute che riusciva a malapena a individuare sul mappamondo situato di fianco alla sua scrivania. Ma tutte le transazioni erano state ir­reprensibili anche se spesso nebulose e difficili da interpre­tare.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Un momento d'oro, ricordava di avere pensato. È proprio questo. E professionalmente, devo essere eternamente grato al caso che ha fatto sì che l'uomo di Farnholm abbia scelto pro­prio il nostro studio sull'elenco telefonico.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; I suoi pensieri furono interrotti brutalmente. Per un attimo si era detto che era uno scherzo della sua immaginazione. Ma non si era sbagliato, due fari erano apparsi nello specchietto retrovisore.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; L'auto era apparsa come dal nulla e ora era molto vicina.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt; La paura lo attanagliò nuovamente. Dunque lo stavano se­guendo. Avevano pensato che potesse venire meno al suo giu­ramento di avvocato e iniziare a parlare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt; Il suo primo impulso fu di spingere sull'acceleratore e di dileguarsi nella nebbia. Aveva cominciato a sudare copiosa­mente. I fari erano sempre più vicini.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt; Le ombre che uccidono, pensò. Non molleranno certamen­te la presa, non riuscirò a sfuggire al mio destino.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; In quello stesso momento, l'auto lo sorpassò. Intravide il volto grigio di un uomo anziano al di là del finestrino e poi le luci di posizione posteriori furono inghiottite dalla nebbia.&lt;br /&gt;Prese un fazzoletto dalla tasca e asciugò il sudore dal volto e dalla nuca.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Fra poco arriverò a casa, pensò. Non succederà nulla. Come sempre, la signora Dunér ha scritto sulla mia agenda che oggi avevo un appuntamento al castello di Farnholm. Nessuno, neppure lui manderebbe i suoi uomini a uccidere un vecchio avvocato che sta tornando a casa. Sarebbe troppo ri­schioso.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Dovevano passare quasi due anni prima che si rendesse conto per la prima volta che c'era qualcosa di strano. Si era trattato di un incarico semplice, il controllo di contratti per i quali il Dipartimento per le esportazioni si era fatto garante per un totale di crediti considerevole. Pezzi di ricambio per turbine destinate alla Polonia e trebbiatrici per la Cecoslovac­chia. Era stato un dettaglio quasi insignificante, alcune cifre che improvvisamente non corrispondevano. Dapprima aveva pensato che si trattasse di un errore di trascrizione, forse solo due somme che erano state invertite. Ma controllando nuova­mente tutto dall'inizio, aveva dovuto constatare che l'errore non era affatto casuale, ma che era stato fatto di proposito. Non mancava nulla e tutte le cifre erano corrette, a eccezione del risultato finale. Ricordava che era sera tardi e che si era appoggiato allo schienale della sedia rendendosi conto di ave­re scoperto una truffa. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt;Dapprima non aveva voluto crederci. Ma alla fine non era riuscito a trovare altre spiegazioni plau­sibili. All'alba era uscito e aveva camminato per le strade deserte di Ystad. Arrivato nella piazza principale, si era ferma­to, riconoscendo che l'uomo del castello di Farnholm aveva commesso un reato. Truffa aggravata ai danni del Dipartimento per le esportazioni, frode fiscale e una serie di falsificazioni di documenti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt; Da quel momento, aveva costantemente cercato di indivi­duare i buchi neri in tutti i documenti che Farnholm mandava al suo studio. E li aveva trovati, non sempre, ma quasi. Len­tamente, era riuscito a farsi un quadro dell'entità del reato. A lungo aveva cercato di non credere ai propri occhi, ma alla fine non aveva avuto scelta.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Eppure non aveva reagito. Al contrario, aveva persino evi­tato di parlare della sua scoperta con suo figlio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Lo aveva fatto perché inconsciamente non voleva credere che fosse vero? D'altronde, nessun altro, né le autorità fiscali né altri, era riuscito a scoprire la truffa.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Aveva forse scoperto un segreto che non esisteva?&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Oppure, forse era già troppo tardi sin dall'inizio? Sin dal giorno in cui l'uomo del castello di Farnholm era diventato il cliente più importante del suo studio legale?&lt;br /&gt;La nebbia era sempre più fitta. Ma pensò che forse si sareb­be diradata a pochi chilometri da Ystad.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; In quello stesso momento, capì che non avrebbe potuto continuare in quel modo. Ora sapeva che le mani dell'uomo del castello di Farnholm erano sporche di sangue.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;i&gt; Doveva parlare con suo figlio. A parte tutto, la giustizia funzionava ancora in Svezia, anche se sembrava esitare e inde­bolirsi sempre di più. Il suo stesso silenzio era stato parte di quel processo. Il fatto che avesse nascosto la verità così a lungo non giustificava un suo ulteriore indugio.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Non avrebbe mai avuto il coraggio di togliersi la vita. Improvvisamente fu costretto a frenare bruscamente. Qualcosa era apparso nel fascio di luce dei fari. Dapprima aveva creduto che si trattasse di una lepre. Poi, si era reso conto che c'era qualcos'altro sulla strada fra la nebbia. Accese gli abbaglianti.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Al centro della strada c'era una sedia. Una sedia senza schienale, forse uno sgabello, sul quale era seduto un manichi­no. Un manichino dal volto bianco. O forse era un essere umano che assomigliava a un mani­chino. Il cuore gli batteva irregolarmente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; La nebbia sembrava inghiottire la luce dei fari. La sedia e il manichino erano reali quanto la paura paraliz­zante che lo attanagliava. Alzò nuovamente lo sguardo e fissò lo specchietto retrovisore. Solo un muro impenetrabile di nebbia buia. Lentamente guidò fino a circa dieci metri dal manichino. Poi fermò nuovamente l'auto. Il manichino sembrava un essere umano. Non uno spaven­tapasseri piazzato a caso sulla strada.&lt;br /&gt;È stato messo lì per me, pensò. Allungò una mano tremante, spense la radio e rimase in ascolto. Intorno c'era solo silenzio. Non riusciva a prendere una decisione.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Non era la sedia nella nebbia e neppure quel manichino spettrale che lo facevano esitare. C'era qualcos'altro, qualcosa non lontano che non riusciva a vedere. Qualcosa che forse era soltanto dentro di lui. Ho paura, disse nuovamente a se stesso. La paura mi impe­disce di pensare lucidamente. Alla fine si slacciò la cintura di sicurezza e aprì la portiera dell'auto. L'aria fredda e umida lo sorprese.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; Scese dall'auto, con lo sguardo fisso sulla sedia e sul mani­chino illuminati dai fari. Aveva l'impressione di essere davanti a un palcoscenico in attesa che un attore facesse la sua com­parsa. Quello fu il suo ultimo pensiero.Poi udì un rumore dietro di sé. Ma non riuscì mai a voltarsi. Il colpo era stato diretto alla nuca. Quando il suo corpo si accasciò sull'asfalto umido era già morto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; La nebbia era sempre più fitta. Mancavano sette minuti alle dieci. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;Se   ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed cliccando sull'immagine   sottostante per tenerti sempre aggiornato  sui nuovi contenuti del  blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-2999838703282283090?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/2999838703282283090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/luomo-che-sorrideva-la-realta-di-un.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/2999838703282283090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/2999838703282283090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/luomo-che-sorrideva-la-realta-di-un.html' title='L&apos;uomo che sorrideva, la realtà di un mondo scandinavo, finora mai scandagliato con tanta acutezza.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-vEpzZTxFrYw/TwclKvenM9I/AAAAAAAAAt4/q5bnde73_dU/s72-c/l%2527uomo+che+sorrideva.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-9184174569830910752</id><published>2012-01-09T16:18:00.008+01:00</published><updated>2012-01-09T16:18:00.268+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henning Mankell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Muro di Fuoco , un romanzo che mette in luce l'inquietante vulnerabilità di una società apparentemente sempre più efficiente.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Rtri6eO_iyE/TwcSd09OMAI/AAAAAAAAAtg/1Lq6gUuD--E/s1600/muro+di+fuoco.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-Rtri6eO_iyE/TwcSd09OMAI/AAAAAAAAAtg/1Lq6gUuD--E/s1600/muro+di+fuoco.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Dopo una serata trascorsa in un locale, due ragazze, di cui una minorenne, aggrediscono un tassista con un martello e lo finiscono a coltellate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il commissario Wallander non riesce a crederci, incapace di trovare una logica nei gesti dei nuovi assassini, ma è sicuro che quell'omicidio nasconda qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri delitti lo coinvolgono in indagini sempre più complesse: il cadavere di un uomo viene trafugato dall'obitorio e riportato ai piedi del Bancomat dove era stato ritrovato; qualche, giorno dopo, in seguito a un imponente blackout, in una centrale elettrica si scopre il corpo carbonizzato di una ragazza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diversi tasselli di un unico disegno. Per ricomporlo, Wallander deve affrontare una nuova dimensione del crimine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si assiste anche ad un conflitto con uno dei suoi più stretti  collaboratori che, nel tentativo di prenderne il posto, non esita a  metterlo in cattiva luce mettendone in dubbio le capacità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo ottavo romanzo la figlia "ribelle" dell'ispettore Wallander  annuncia l'intenzione di voler entrare nel corpo di polizia seguendo  così le orme del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella storia vengono presentati molti fatti e non a tutti lo scrittore dà una risposta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soluzione apparentemente paradossale perché tradizione vuole che al  genere poliziesco lo scrittore riservi una spiegazione ai fatti narrati,  per quanto strani questi possano sembrare.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Improvvisamente, alla sera, il vento cominciò a perdere di in­tensità. Poi cessò del tutto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Era uscito sul balcone. Di giorno, riusciva a intravedere il mare ; fra una casa e l'altra. Ma ora era circondato dal buio. Di tanto in tanto, portava sul balcone il suo vecchio binocolo da marina inglese e lo usava per guardare le finestre accese nel palazzo di fronte. Ma ogni volta aveva la sgradevole sensazione che qualcuno lo resse scoperto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il ciclo era stellato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;È già autunno, pensò. Forse questa notte gelerà. Anche se sarebbe troppo presto qui in Scania.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Un'auto passò in lontananza. Fu colto da un brivido e tornò all'interno. La porta del balcone si chiudeva con difficoltà. Prese il bloc-notes che era sul tavolo della cucina di fianco al telefono e anotò che il giorno dopo avrebbe dovuto controllare la porta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Passò nel soggiorno. Per un attimo, rimase fermo sulla por­si guardò intorno. Come ogni domenica, aveva rimesso tutto in ordine. Ogni volta che entrava in una stanza perfettamente pulita provava sempre lo stesso senso di soddisfazione. Avvicinò alla scrivania vicino alla parete. Spostò la sedia, accanto la lampada da tavolo e prese il voluminoso giornale di bordo che conservava in un cassetto. Come d'abitudine, iniziò a leggere Iquello che aveva scritto la sera prima.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;4 ottobre 1997. Il vento ha soffiato a raffiche tutto il giorno. Secondo il Servizio meteorologico nazionale, soffiava a 8-10 nodi al secondo. Brandelli di nuvole si rincorrevano nel cielo. Alle sei di mattina, la temperatura era di 7 gradi. Alle due aveva rag­giunto gli 8 gradi. Di sera è scesa a&amp;nbsp; meno 1. Alla fine, aveva aggiunto quattro frasi.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;«Oggi, lo spazio è vuoto e abbandonato. Nessun messaggio. C. non risponde alle chiamate. Tutto è calmo».&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Alzò il coperchio del calamaio e intinse cautamente il pennino d'acciaio. Aveva ereditato la penna da suo padre e l'aveva custo­dita sin dal giorno in cui, ancora giovane, aveva iniziato a lavorare come assistente nella piccola filiale di una banca a Tomelilla. Quando prendeva appunti sul giornale di bordo, usava solo ed esclusivamente quella penna.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Aveva scritto che il vento aveva cominciato a perdere di inten­sità per poi cessare del tutto. Aveva visto che il termometro fissa­to all'esterno della finestra della cucina segnava tre gradi. Il cielo era sereno. Aveva continuato, annotando di avere impiegato tre ore e venticinque minuti per riordinare l'appartamento. Dieci mi­nuti in meno della domenica precedente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Inoltre, dopo essere rimasto seduto nella chiesa di Santa Maria a meditare per mezz'ora, aveva fatto una passeggiata fino al porto turistico.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Prima di continuare si fermò a riflettere. Poi, aggiunse una fra­se nel giornale di bordo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt; «Alla sera, breve passeggiata».&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Prese la carta assorbente e asciugò con cura quello che aveva scritto, ripulì il pennino d'acciaio e abbassò il coperchio del cala­maio.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Prima di richiudere il giornale di bordo, volse lo sguardo verso il vecchio orologio da marina davanti a lui sulla scrivania. Le lan­cette segnavano le undici e venti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Andò in ingresso, mise la sua vecchia giacca di pelle e infilò i piedi in un paio di stivali di gomma. Prima di lasciare l'apparta­mento, controllò di avere messo in tasca le chiavi di casa e il por­tafoglio.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Arrivato in strada, rimase immobile nell'ombra e si guardò in­torno. Come aveva previsto, non c'era nessuno. Poi, si mise a camminare. Come d'abitudine, prese a sinistra, attraversò la stai da che portava a Malmò e si avviò in dirczione dei grandi maga/ zini e dell'edificio di mattoni rossi che ospitava l'Ufficio delle im­poste. Aumentò l'andatura finché non riuscì a trovare il suo ahi tuale e regolare ritmo serale. Di giorno camminava più rapida mente, perché voleva sudare. Le passeggiate della sera erano diverse. Cercava soprattutto di rilassarsi dai pensieri della giornata per prepararsi al sonno della notte e al giorno dopo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;All'altezza dei grandi magazzini per il fai da te, una donna sta­va portando a passeggio il proprio cane. Era un pastore tedesco. Quando usciva alla sera, la incontrava spesso. Un'auto gli passò di fianco ad alta velocità. Intravide un giovane al volante, riuscì a udire la musica nonostante i finestrini chiusi.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Non sanno quello che li aspetta, pensò. Presto, tutti questi gio­vani che vanno in giro nelle loro auto con la musica a tutto volu­me si rovineranno l'udito.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Non sanno quello che li aspetta. Così come non lo sanno le si­gnore sole che portano i loro cani a prendere aria.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Quel pensiero gli fece provare un senso di euforia. Pensò a tut­to il potere che condivideva. Alla sensazione di essere uno degli eletti. Coloro che avevano il potere di annientare verità fossilizza­te per crearne altre completamente nuove e inaspettate. Si fermò e alzò lo sguardo verso il cielo stellato. In verità, nulla è comprensibile, pensò. La mia stessa vita, così come la luce delle stelle che ha impiegato un'infinità di tempo e spazio per arrivare fino a me. L'unica cosa che può dare un barlu­me di significato al tutto è quello che faccio. La proposta che mi è stata fatta quasi vent'anni fa e che ho accettato senza esitazione.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Continuò a camminare. Più rapidamente ora, perché i pensieri che prendevano forma nella sua mente lo turbavano. Si rese conto di provare un crescente senso di impazienza. Avevano atteso così a lungo. Ora si stava avvicinando il momento in cui avrebbero calato le loro visiere invisibili e visto la loro enorme ondata travolge­re la terra.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;'Ma quel momento non era ancora giunto. Il tempo non era ancora sufficientemente maturo. L'impazienza era una debolezza che non poteva permettersi.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Si fermò. Era già arrivato al centro del quartiere di villette. fon aveva intenzione di andare oltre. Voleva essere di ritorno a a, disteso sul suo letto, poco dopo mezzanotte. 1 Si girò e cominciò a tornare sui suoi passi. Appena oltre l'Ufficio delle imposte, decise di andare al Bancomat di fianco ai grandi magazzini. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Mise la mano nella tasca dove aveva il portafoglio, voleva ritirare del denaro. Voleva solo controllare l'estratto Sto per assicurarsi che tutto fosse in ordine.&amp;nbsp; Si fermò alla luce dello sportello e prese la carta blu. La signora il pastore tedesco non c'era più. Udì il rumore di un autotreno carico passare sulla strada da Malmò. Probabilmente si stava dirigendo verso il terminal dei traghetti per la Polonia. A giudica­re dal frastuono, il tubo di scappamento doveva essere rotto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Digitò il suo codice personale e schiacciò il pulsante dell'estrat­to conto. Riprese la carta e la ripose nel portafoglio. Udì il suono metallico all'interno del distributore. Il pensiero lo fece sorridere.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Se solo la gente sapesse, pensò. Se solo la gente sapesse quello che l'aspetta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Prese il biglietto bianco con l'estratto conto. Quando mise la mano in tasca per prendere gli occhiali, si rese conto di averli la­sciati nella giacca che aveva indossato per andare al porto. Per un attimo provò un senso di irritazione per averli dimenticati.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Si avvicinò a un lampione, socchiuse gli occhi e controllò l'estratto conto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Il pagamento automatico effettuato venerdì era stato registrato. Così come la somma in contanti che aveva prelevato il giorno pri­ma. Il saldo era di 9765 corone. Era tutto a posto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Quello che accadde dopo fu del tutto inaspettato. Fu come se fosse stato colpito dal calcio di un cavallo: un dolo­re immenso. Rovinò in avanti stringendo convulsamente nella mano il bi­glietto bianco con le cifre. Quando la sua testa sbattè contro l'asfalto gelido, ebbe un atti­mo di lucidità.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Il suo ultimo pensiero fu di non riuscire a capire.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Poi, fu avvolto da un buio che sembrava provenire da tutte le parti contemporaneamente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Era appena trascorsa la mezzanotte. Era ormai lunedì 6 ottobre 1997. Un altro autotreno passò diretto verso il terminal dei traghetti. Poi, tutto fu avvolto dal silenzio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Appena salito sulla sua auto a Mariagatan a Ystad, Kurt Wallander provò un'acuta sensazione di disagio. Era poco dopo le ot­to di mattina del 6 ottobre 1997. Lasciando la città alle sue spalle, si chiese perché avesse accettato. Provava una intensa avversione , per i funerali. Eppure stava proprio andando a un funerale. Dato i che era partito con un buon anticipo, decise di non prendere la puperstrada per Malmò, ma di seguire la statale lungo la costa in ezione di Svarte e di Trelleborg. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Alla sua sinistra si intravedeva iI mare. Un traghetto si stava avvicinando al porto. 5i disse che quello sarebbe stato il quarto funerale al quale partecipava in sette anni. Il primo era stato quello del suo collega Nydberg, morto di cancro. Era stata una malattia lunga e straziante. Wallander era andato spesso all'ospedale a trovare Rydberg, che sii stava consumando lentamente. Per Wallander, la sua morte un duro colpo. Era stato Rydberg a farlo diventare un&amp;nbsp; poliziotto. Gli aveva insegnato a fare le domande giuste. E di&amp;nbsp; Rydberg, Wallander aveva imparato gradualmente la difficile arte di analizzare la scena di un crimine. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote class="tr_bq"&gt;&lt;i&gt;Prima di iniziare a con lui, Wallander non era altro che un mediocre poliziotto. Ed era stato solo più tardi, quando Rydberg era già morto, Wallander si era reso conto di non essere soltanto testardo ma di avere anche di avere un notevole grado di abilità.,&amp;nbsp; e quando si trovava nel mezzo di un'indagine complicata e al punto di non sapere quale strada scegliere per continuare' allander comunicava mentalmente con Rydberg. Non un giorno senza che sentisse la mancanza del suo collega.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="360" width="640"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/4AlFC9380o0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/4AlFC9380o0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;version=3" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="640" height="360"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se  ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed cliccando sull'immagine  sottostante per tenerti sempre aggiornato  sui nuovi contenuti del blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-9184174569830910752?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/9184174569830910752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/muro-di-fuoco-un-romanzo-che-mette-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/9184174569830910752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/9184174569830910752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2012/01/muro-di-fuoco-un-romanzo-che-mette-in.html' title='Muro di Fuoco , un romanzo che mette in luce l&apos;inquietante vulnerabilità di una società apparentemente sempre più efficiente.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Rtri6eO_iyE/TwcSd09OMAI/AAAAAAAAAtg/1Lq6gUuD--E/s72-c/muro+di+fuoco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-3430495633707747601</id><published>2011-08-29T20:35:00.010+02:00</published><updated>2012-01-06T16:55:04.210+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Patricia Cornwell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Insolito e crudele, uno dei migliori romanzi gialli di Patricia Cornwell.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ozhWntfiF7o/TlvdKs8uQhI/AAAAAAAAAsc/ivQxGjaO_bs/s1600/insolito_e_crudele.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-ozhWntfiF7o/TlvdKs8uQhI/AAAAAAAAAsc/ivQxGjaO_bs/s320/insolito_e_crudele.jpg" width="211" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;“Insolito e crudele” è il quarto libro scritto dalla scrittrice americana Patricia Cornwell. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, in particolare, di uno dei suoi migliori romanzi gialli ed ha vinto nel 1993 il Gold Dagger Awart, assegnato ogni anno dalla Crime Writer’s Association, l’Associazione americana degli scrittori di libri gialli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta, in particolare, di un romanzo ricco di colpi di scena e con protagonista l’ormai nota dottoressa Kay Scarpetta, direttrice del centro di medicina legale di Richmond, uno dei più importanti della Virginia. Insieme alla sua équipe, in particolare, Kay Scarpetta dovrà risolvere un caso spinoso e difficile e dovrà persino difendersi da chi cercherà di incastrarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo è ambientato poco prima di Natale a Richmond: la dottoressa Scarpetta si prepara a compiere l’autopsia sul corpo di Ronnie Joe Waddel, condannato per l’omicidio di Robyn Naismith compiuto 10 anni prima e giustiziato sulla sedia elettrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella che sembra un’operazione di routine, ben presto, però, si complica e assume valenze assai diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla dottoressa Kay Scarpetta, infatti, viene chiesto di recarsi in ospedale per analizzare le ferite di un ragazzino di 13 anni trovato in fin di vita vicino un cassonetto della spazzatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bambino, in particolare, è stato brutalmente mutilato e ferito con un’arma da fuoco e si pensa che abbia subito anche una violenza sessuale, ipotesi avvalorata dal fatto che i suoi abiti sono stati trovati piegati ai suoi piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un’accurata analisi, la dottoressa Kay Scarpetta è assalita da tremendi dubbi: la vittima, infatti, presenta numerosi elementi in comune con Robyn Naismith, la ragazza uccisa dieci anni prima da Ronnie Joe Waddel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Com’è possibile tutto ciò? Ronnie Joe Waddel è stato giustiziato proprio la notte stessa del ritrovamento del ragazzino e durante i 10 anni che ha passato in prigione, non ha mai avuto modo di uscire. Il corpo steso sul suo tavolo delle autopsie è proprio quello di Ronnie Joe Waddel?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione si complica quando la dottoressa Kay Scarpetta si accorge che l’hard disk del suo computer è stato manomesso e, per scoprire il responsabile, chiede aiuto a sua nipote Lucy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sicuramente la manomissione del computer deve essere collegata alle indagini che sta svolgendo, perché da quel momento Kay inizia ad essere accusata ingiustamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro omicidio, inoltre, sembra avvalorare ancora di più l’ipotesi che Ronnie Joe Waddel sia riuscito in qualche modo a sfuggire alla sedia elettrica, ma la verità è ancora lontana e le indagini continuano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con amarezza e stupore Kay si accorge che tutte le informazioni su Ronnie Joe Waddel sono sparite dai computer, compreso il report della sua autopsia e inizia a dubitare persino della sua stessa équipe.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Pronto?» disse una voce maschile che invece non riconob­bi. «Vorrei parlare con il capo medico legale, Kay Scarpetta.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Sono io» risposi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Oh, bene. Sono il detective Joe Trent. Ho trovato il suo numero sull'elenco, scusi se la disturbo a casa.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Dal tono sembrava nervoso. «È che ci troviamo in una situazione... avremmo proprio bisogno del suo aiuto.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Di cosa si tratta?» chiesi, fissando ansiosamente il televiso­re. Stavano trasmettendo una pubblicità. Sperai che non mi volessero sulla scena di un nuovo delitto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Qualche ora fa un ragazzo bianco di tredici anni è stato adescato all'uscita di un negozio nel Northside. Gli hanno sparato alla testa. Potrebbero esserci dei risvolti a sfondo ses­suale.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ebbi un tuffo al cuore. Allungai la mano per prendere carta e penna. «Dov'è il cadavere?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Lo hanno ritrovato sul retro di una grande drogheria in Patterson Avenue. Voglio dire, che non è deceduto. Non ha ancora ripreso conoscenza, e in effetti non sappiamo nemme­no se se la caverà.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quindi, visto che non c'è di mezzo un mor­to, so che non è un caso per lei. Però, vede, il fatto è che alcune ferite sono davvero strane. Non ne avevo mai viste di simili.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;So che lei ha molta esperienza, così speravo che potesse aiu­tarmi a capire come e perché sono state procurate.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Me le descriva» dissi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Dunque, innanzitutto parliamo di due zone: una all'inter­no della coscia destra, in alto, verso l'inguine, l'altra intorno alla spalla destra. Mancano interi brandelli di carne, come se fossero stati asportati, e lungo i margini delle ferite compaio­no graffi e strane incisioni. In questo momento si trova all'Henrico Doctor's.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Avete rinvenuto i tessuti recisi?» Stavo scartabellando mentalmente i miei archivi alla ricerca di qualche analogia con casi del genere.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Non ancora. Comunque i nostri uomini stanno continuan­do le ricerche, anche se l'aggressione potrebbe essere avvenu­ta all'interno di un veicolo.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Quale veicolo?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt; &lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;  &lt;/div&gt;&lt;i&gt;«La macchina dell'aggressore. Il parcheggio dove è stato rinvenuto il corpo si trova a circa sei chilometri dal negozio in il ragazzo era stato visto l'ultima volta. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Probabilmente è salito sulla macchina di qualcuno, magari con la forza.» «Avete scattato delle foto alle ferite, prima di portarlo in ospedale?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Sì, anche se i medici non possono fare molto. Visto il quan-Itivo di pelle mancante, sarà necessario effettuare un tra­tto - un trapianto a tutto spessore - hanno detto.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Significava che gli avevano ripulito le ferite, somministrato antibiotici per via endovenosa e che adesso aspettavano aticargli un prelievo cutaneo dal gluteo. Se, invece, aveva cambiato idea e gli avevano scalzato i tessuti circostanti per suturare, allora non mi sarebbe rimasto granché da vedere. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Non hanno suturato le ferite» dissi, così mi è stato riferito.» Vuole che venga a dare un'occhiata?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Sarebbe magnifico» disse lui, sollevato. «Così potrà esaminare ferite di persona. Quando?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Domani andrebbe benissimo.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Accordo. A che ora? Se non le dispiace preferirei sul .»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Va bene alle otto? La aspetterò davanti al pronto soccorso.» sarò» dissi, mentre lo speaker televisivo mi fissava con pa. Riappesi, afferrai il telecomando e alzai il volume. genia? Nessuna novità da parte del governatore?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;La camera inquadrò il penitenziario di stato: un tratto del James River, appena fuori dal centro della città, duecento anni erano stati stipati i peggiori criminali.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Nell'oscurità si agitavano manifestanti armati e sostenitori della pena capitale dai volti improvisamente spigolosi sotto la luce cruda dei riflettori. La vista di facce che ridevano mi gelò il sangue nelle vene.&lt;/i&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Poi, una graziosa corrispondente con un cappotto rosso in primo piano. Eccomi, Bill» esordì. «Come sai, nella giornata di ieri è stata istituita una linea telefonica diretta fra il penitenziario e del governatore Norring. Non si hanno ancora notizie, ma questo la dice lunga: se il governatore non intende in­tervenire, mantiene il silenzio.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«E che atmosfera si respira? Ci sono fermenti?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;«No, per ora la situazione è tranquilla. Qui fuori sono ormai radunate alcune centinaia di persone, e il penitenziario è pra­ticamente deserto. La maggior parte dei detenuti è stata tra­sferita nel nuovo istituto di pena di Greensville, qui ne sono rimasti pochissimi.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Spensi la tv. Qualche minuto dopo ero già in macchina, di­retta verso est, la sicura delle portiere abbassata e la radio ac­cesa. La stanchezza si stava insinuando in me come una spe­cie di anestesia. Mi sentivo appannata e malinconica. Odiavo le esecuzioni capitali.&lt;/i&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Odiavo aspettare la morte di qualcuno, per poi inciderne con il bisturi le carni ancora calde. Ero un medico con una specializzazione in legge. Mi avevano inse­gnato cosa dava la vita e cosa la toglieva, cosa era giusto e co­sa sbagliato.&lt;/i&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Poi, l'esperienza era diventata la mia maestra. Una maestra che con la mia parte più pristina, idealista e ana­litica, ci si era pulita le scarpe. È straziante ritrovarsi costretti ad ammettere che molti cliché sono veri. Non esiste giustizia a questo mondo. E nulla avrebbe mai potuto cancellare quello che Ronnie Joe Waddell aveva fatto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Da nove anni era rinchiuso nel braccio della morte. Non ero stata io a occuparmi della sua vittima, uccisa prima che mi ve­nisse assegnato l'incarico di capo medico legale della Virginia e che mi trasferissi a Richmond. Ma avevo studiato il suo dossier, e conoscevo anche il più piccolo e raccapricciante dettaglio del­la vicenda. La mattina del quattro settembre di dieci anni pri­ma, Robyn Naismith aveva telefonato a Channel 8, dove lavo­rava come annunciatrice, dicendo di essere indisposta. Era uscita per comprare qualche medicina, poi era rincasata.&lt;/i&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Il giorno seguente avevano ritrovato il suo corpo nudo e strazia­to nel salotto, appoggiato contro il televisore. Un'impronta di sangue rilevata sull'armadietto dei medicinali era poi stata identificata come appartenente a Ronnie Joe Waddell.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quando arrivai, sul retro dell'obitorio trovai alcune macchi­ne parcheggiate. Fielding, il mio vice, Ben Stevens, l'amministratore, e Sifwn Story, la mia assistente di sala, erano già lì.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il portone della zona di carico era aperto e le luci illuminavano la pavimentazione catramata dell'interno. Mentre parcheggiava a mia volta, un agente della polizia di stato scese dall'auto pattuglia dov'era rimasto seduto a fumare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Jon è rischioso tenere la porta aperta?» chiesi. Era un tizio e magro, con folti capelli bianchi. Sebbene in passato avessimo già avuto modo di parlarci, non riuscivo a ricordare i nome.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;Per adesso non sembrano esserci problemi, dottoressa Scarpetta» rispose, allacciandosi la giacca di nylon pesante, ho visto in giro facce sospette. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In modo che così resti.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;i&gt;L'importante è che lei non si allontani.» &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Sò contare su di me. In caso di difficoltà possiamo chiedere dei rinforzi. Pare ci siano molti manifestanti.&lt;/i&gt; &lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Immagino abbia letto sul giornale di quella petizione. Hanno raccolto non so quante firme e l'hanno presentata al governatore. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al  feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato  sui nuovi contenuti del blog:&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-3430495633707747601?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/3430495633707747601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/08/insolito-e-crudele-uno-dei-migliori.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/3430495633707747601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/3430495633707747601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/08/insolito-e-crudele-uno-dei-migliori.html' title='Insolito e crudele, uno dei migliori romanzi gialli di Patricia Cornwell.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ozhWntfiF7o/TlvdKs8uQhI/AAAAAAAAAsc/ivQxGjaO_bs/s72-c/insolito_e_crudele.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-7611083437856760706</id><published>2011-07-31T18:21:00.001+02:00</published><updated>2011-07-31T18:21:17.056+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Patricia Cornwell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Predatore, lo psicologo forense Benton Wesley sta lavorando a un programma che studia il cervello dei criminali.</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img height='380' width='244' src='http://lh4.ggpht.com/-u3xoM0ENvCM/TjV6JvS4wOI/AAAAAAAABKw/NeuE3Q6I2Zw/%25255BUNSET%25255D.jpg?imgmax=800' style='max-width: 800px; float: left; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;'/&gt;Kay Scarpetta e il suo team stanno indagando sulla morte di Johnny Swift, neurochirurgo di Broward, Florida, apparentemente suicidatosi: la causa potrebbe essere la depressione creatasi dopo un'operazione alle mani che avrebbe compromesso la sua capacita' di operare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ma e' davvero cosi'? Vari indizi sembrano portare le indagini verso un'altra direzione, quella dell'omicidio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In contemporanea Benton Wesley sta portando avanti una serie di test su criminali seriali. La "cavia" al momento e' Basil Jenrette, uno stupratore-torturatore-assassino.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il progetto di Wesley si chiama "Predator", cioe' Prefrontal Determinants of Aggressive-Type Overt Responsibity e "studia il ruolo dei lobi prefrontali nell'aggressivita'".&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Allo stesso tempo Wesley indaga anche sul cadavere di una donna rinvenuta con degli strani tatuaggi rossi a forma di mano in vari punti del corpo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Gli stessi tatuaggi compaiono sul corpo di una delle amanti occasionali di Lucy, conosciuta in un bar.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br/&gt;Quale nesso accomuna tutti questi casi? E la violazione del sistema informatico dell'istituto creato da Lucy e' connesso a tutto questo?&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Patricia Cornwell ha riportato in questa storia tutti i personaggi principali: oltre a Kay Scarpetta, ritroviamo il burbero Pete Marino ex-poliziotto, la strana Lucy Farinelli (genio informatico, omosessuale) e Benton Wesley, psicologo,  ex-agente FBI, resuscitato in "Calliphora". &lt;br/&gt;&lt;i&gt;&lt;br/&gt;&lt;/i&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;E' domenica pomeriggio, e Kay Scarpetta è nel suo studio alla Forensic Academy di Hollywood, in Florida. Il cielo è coperto, foriero di tempesta. Di solito, a febbraio, il tempo non è così caldo e piovoso.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Echeggiano  colpi di arma da fuoco, qualcuno urla qualcosa che lei non capisce. Nei weekend spesso si tengono esercitazioni in cui gli agenti del reparto operazioni speciali corrono in tuta nera sparando a destra e a sinistra. Nessuno li sente, a parte Kay, che però  non ci bada e prosegue nella lettura. Sta esaminando il certificato di salute mentale rilasciato da un coroner della Louisiana a una donna che in seguito ha ucciso cinque persone e dichiara di non ricordare nulla.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Sarebbe un caso interessante per il progetto Predator, che sta per Prerfontal Determinants of Aggressive-Type Overt Responsivity e studia il ruolo dei lobi prefrontali nell'aggressività. Si sente il rombo di una moto che si avvicina. &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Kay scrive un'e-mail a Benton Wesley, psicologo forense.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Ho un  soggetto che potrebbe interessarti, ma è una donna. Nonricordo se Predator è limitato ai soggetti di sesso maschile.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;La moto è entrata nel parcheggio della National Forensic Academy e si ferma proprio sotto la finestra dello studio di Kay. Pete sta tornando all'attacco, pensa irritata Kay. Nel frattempo Benton le risponde.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Difficilmente La Louisiana ci concederebbe l'autorizzazione. Con la pena di morte scherzano. Però hanno un'ottima cucina.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Kay guarda fuori dalla finestra e vede Marino che spegne il motore e scende dalla moto guardandosi intorno con l'aria da macho, per vedere se qualcuno lo osserva. Kay chiude i docu­menti relativi al progetto predator in un cassetto della scrivania. Marino entra senza bussare e si accomoda su una sedia.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Che cosa sai del caso Swift?» le chiede. Indossa un giubbotto di jeans con il logo della Harley-Davidson sulla schiena, senza maniche, che lascia scoperte le sue braccia muscolose e tatuate.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Marino è il capo del reparto investigazioni della National Fo­rensic Academy e lavora part-time anche per l'Istituto di medicina legale della contea di Broward. Ultimamente sembra la caricatura di un personaggio di Easy Rider. Posa sulla scrivania di Kay il ca­sco nero, malconcio e pieno di decalcomanie di fori di proiettile.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Non ricordo, rinfrescami la memoria» risponde lei, e poi ag­giunge: «Dovresti usare il casco integrale. Questo è molto ele­gante, ma perfettamente inutile. Se hai un incidente, finisci drit­to fra i donatori di organi».&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Marino lascia cadere una cartellina sul tavolo. «Johnny Swift. Medico di San Francisco con studio a Miami e casa con il fratel­lo a Hollywood, sul mare, vicino al Renaissance. Hai presente quei due condomini uguali vicino al John Lloyd State Park? Tre mesi fa, il giorno prima del Ringraziamento, il fratello lo trova lungo disteso sul divano, con un colpo di fucile al petto. Aveva appena subito un intervento al tunnel carpale che non era anda­to come sperava, per cui si è subito pensato a un suicidio.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Non lavoravo ancora per l'Istituto, in quel periodo» gli ricor­da Kay.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;A quell'epoca Kay Scarpetta era già responsabile del reparto scienza e medicina forense della National Forensic Academy, ma era diventata consulente all'Istituto di medicina legale della contea di Broward solo in dicembre, quando il direttore, il dot-tor Bronson, aveva cominciato a diradare la sua attività, espri­mendo il desiderio di andarsene in pensione.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Ricordo vagamente di averne sentito parlare» dice Kay. È a disagio, in presenza di Marino. Ultimamente non lo incontra vo­lentieri.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«L'autopsia l'ha fatta Bronson» precisa Marino, curiosando sul­la scrivania e guardando tutto fuorché lei.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Hai partecipato alle indagini?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"No, non ero in città, il caso è ancora aperto, perché il dipartimento di polizia di Hollywood teme che sia più complicato di quanto sembra a prima vista, e sospetta di Laureil» &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"E chi è Laurei?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Il fratello del morto. Sono gemelli monozigoti. Non essendoci prove, le indagini sono state sospese, ma poi io ho ricevuto questa strana telefonata a casa. Venerdì, verso le tre di notte. Da un telefono pubblico di Boston, sembra.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Dal Massachusetts?» &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Credevo che il tuo numero non fosse sull'elenco.» &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Infatti.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Marino  estrae dalla tasca posteriore dei jeans un pezzo di carta da pacchi e lo apre.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Ti leggo che cosa mi ha detto, visto che me lo sono scritto parola per parola. Si è presentato come Hog.» "Hog? Nel senso di porco?» &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Kay lo guarda, chiedendosi se la stia prendendo in giro. Negli ultimi tempi lo fa spesso. &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Mi ha detto: "Sono Hog. Hai mandato loro un castigo per derisione". Non so che cosa intendesse, con questo. E poi: "Non è i che dall'appartamento di Johnny Swift siano state trafugate delle prove, e se avete anche solo un po' di raziocinio vi con­verrebbe approfondire la morte di Christian Christian. Nulla è casuale. Chiedete a Kay Scarpetta, perché la mano di Dio distruggerà tutti. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutti, compresa quella lesbica di sua nipote".» &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Kay non lascia trasparire quello che prova, quando replica: &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Ha detto proprio così? Sei sicuro?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt; i"Ti sembra che sono uno che si inventa le cose?» &lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Christian Christian?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Che ne so, non gli ho mica chiesto spiegazioni! Ha parlatosolo lui, sottovoce e con tono calmo, senza tradire emozioni. Poi ha messo giù.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Ha fatto il nome di Lucy o...»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Te l'ho appena letto, quello che mi ha detto» la interrompe lui.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;"Non hai altre nipoti, giusto? Quindi, evidentemente si riferiva a Lucy E non so se te ne sei accorta, ma Hog potrebbe essere l'acronimo di "Hand of God", la mano di Dio di cui ha parlato, per fartela breve ho contattato quelli della polizia di Hollywood, che mi hanno chiesto se io e te potevamo esaminare il caso Swift prima possibile. Sembra che ci sia qualche problema anche con le prove. Alcune suggerivano che il colpo fosse stato sparato da breve distanza, altre il contrario. Ma o l'u­no o l'altro, non ti sembra?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Se il colpo è uno soltanto, sì. A quanto pare non è facile ac­certarlo. Che cosa significa "Christian Christian"? Secondo te è una persona?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Ho provato a fare una ricerca al computer, ma non ho trova­to niente.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Perché me lo racconti solo adesso? Sono stata qui tutto il weekend.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Ho avuto da fare.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Ti arriva una telefonata come questa e aspetti tre giorni per dirmelo?» Kay cerca di non perdere le staffe.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Proprio tu mi rimproveri di non parlare?»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«In che senso, scusa?» ribatte lei, perplessa.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Dovresti stare più attenta. Non ti dico altro.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Parlare per enigmi non serve a niente, Marino.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Ah, quasi mi dimenticavo. Quelli della polizia di Hollywood vorrebbero il parere professionale di Benton» butta lì Marino, come se gli fosse venuto in mente solo in quel momento e la co­sa lo lasciasse indifferente. Ma, come al solito, non riesce a ma­scherare i propri sentimenti nei confronti di Benton Wesley.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Glielo chiedano pure» replica Kay. «Non posso prendere im­pegni per lui.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Vogliono anche che valuti se la chiamata di Hog è attendibi­le. Non so se sia possibile, però, visto che non è stata registrata e che abbiamo solo quello che ho scritto io su un pezzo di carta.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Marino si alza e incombe su di lei, facendola sentire più pic­cola del solito. Prende il suo casco perfettamente inutile e infor­ca gli occhiali da sole. Non l'ha guardata in faccia un attimo da quando è entrato, e adesso si copre anche gli occhi, impedendo­le di leggergli cosa c'è dietro.&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Me ne occupo subito» dice Kay accompagnandolo alla por­ta. «Se vuoi, ci vediamo dopo e ne parliamo.» « Okay.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;«Ti va di venire a casa mia?» &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Okay» fa lui. «A che ora?» &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Alle sette.»&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align='center'&gt;&lt;i&gt;Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style='text-align: center;'&gt;&lt;div style='margin: 0px;'&gt;&lt;span style='color: black; font-size: small;'&gt;&lt;span style='color: black;'&gt;&lt;a href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default'&gt;&lt;img border='0' style='cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;' src='http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg' id='BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978' alt=''/&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=3249f44b-d18c-8044-97bd-ab80271fd44e' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-7611083437856760706?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/7611083437856760706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/predatore-lo-psicologo-forense-benton.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/7611083437856760706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/7611083437856760706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/predatore-lo-psicologo-forense-benton.html' title='Predatore, lo psicologo forense Benton Wesley sta lavorando a un programma che studia il cervello dei criminali.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/-u3xoM0ENvCM/TjV6JvS4wOI/AAAAAAAABKw/NeuE3Q6I2Zw/s72-c/%25255BUNSET%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-9216627699362720445</id><published>2011-07-24T22:42:00.004+02:00</published><updated>2011-07-30T17:33:19.437+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Steve Berry'/><title type='text'>Il Terzo Segreto, nell'Archivio Segreto Vaticano sono conservati mille anni di documenti.</title><content type='html'>&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;img _fcksavedurl="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/il_terzo_segreto.jpg" alt="" height="257" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/il_terzo_segreto.jpg" style="float: left; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px;" width="219" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nell'Archivio Segreto Vaticano sono conservati mille anni di documenti:  la confessione di Galileo, l'ultima lettera di Maria Stuarda, il  trattato firmato tra la Chiesa e Napoleone Bonaparte a Tolentino, la  stesura originale del terzo segreto di Fatima... Ma perché il pontefice  Clemente XV trascorre lunghe ore nell'archivio per riemergerne poi  angosciato e afflitto? &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La risposta forse sta nella missione che il papa decide di assegnare a  monsignor Colin Michener, suo segretario e amico di lunga data. Michener dovrà consegnare una missiva a padre Tibor, al quale Giovanni XXIII  aveva affidato il compito di tradurre dal portoghese il terzo segreto di Fatima. La preoccupazione si trasforma in terrore quando l'anziano  prete viene ucciso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fatima, 13 luglio 1917. La Signora, avvolta in un bagliore che sembra  risplendere più del sole, appare a tre poveri pastorelli e affida loro  il suo messaggio. La gente si affolla intorno ai tre ragazzini, ansiosa  di conoscere le parole della Vergine. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma loro continuano soltanto a ripetere: "È un segreto... È un  segreto..." Città del Vaticano, oggi. Clemente XV è vecchio e stanco. Sa bene di essere soltanto un papa di "transizione" ed è consapevole del  fatto che, tra i cardinali, sono già in atto silenziose manovre per  individuare il suo successore, manovre che si orientano soprattutto sul  cardinale Alberto d'Andrea, il segretario di Stato, un uomo di enorme  potere e influenza.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma c'è un altro problema che lo opprime e che sembra indurlo a scendere  sempre più spesso nella Riserva, la stanza dell'Archivio Segreto  Vaticano alla quale solo il papa può accedere. Colin Michener, suo  fidato segretario e amico, ha da tempo avvertito l'inquietudine del  pontefice ed è dunque con una certa preoccupazione che accetta di  portare a termine una missione riservata: deve recarsi subito in Romania e portare un messaggio ad Andrej Tibor, il prete che ha tradotto il  testo del terzo segreto di Fatima e lo ha consegnato nelle mani di  Giovanni XXIII. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma quello che Michener non sospetta è che d'Andrea è a conoscenza dei  tormenti del papa e vuole avvantaggiarsene nella corsa al soglio  pontificio: l'ambizioso cardinale convince Katerina Lew, la donna che ha vissuto un'intensa e ambigua storia d'amore con l'allora giovane  Michener, a riallacciare i rapporti col segretario papale per poterlo  sorvegliare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nel frattempo, Michener incontra padre Tibor, che gli consegna una  lettera per Clemente XV e con poche parole enigmatiche getta una luce  sinistra sul 'vero' significato del terzo segreto, su qualcosa di  'diverso' dall'interpretazione resa pubblica da Giovanni Paolo II...  Intrappolato in una rete d'inganni, di tradimenti e di delitti, Michener si rende subito conto che quel mistero può decidere il futuro della  Chiesa e inizia così una ricerca che lo porterà dagli archivi vaticani a Medjugorje, in Bosnia, fino alla città natale di Clemente, in Germania. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ma fino a che punto può spingersi un uomo di chiesa per compiere la volontà di Dio?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Dalla moltitudine si levarono le grida di una donna, che&amp;nbsp; chiamava  Lucia e i suoi cugini impostori, giurando che Dio si sarebbe vendicato  del loro sacrilegio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Manuel Marto, zio di Lucia e padre di Giacinta e Francesco, era in piedi dietro di lo­ro e Lucia lo udì mentre intimava alla donna di tacere.  Manuel Marto godeva di un grande rispetto in tutta la vallata: era un  uomo che aveva visto il mondo, ben oltre la Serra da Aire che circonda  la regione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando guardava quei dolci occhi marro­ni e vedeva i suoi modi mansueti, Lucia si sentiva confortata. Era un bene che lui fosse li, accanto a  lei, in mezzo a tutti que­gli sconosciuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fanciulla si sforzò di non far caso a nessuna delle parole che le  venivano urlate, concentrò i propri sensi sul profumo di menta,  sull'aroma di pino e sulla pungente fragranza di ro­smarino selvatico.  Tutti i pensieri, e ora anche lo sguardo, era­no rivolti alla Signora  che fluttuava dinanzi a lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo lei, Giacinta e Francesco potevano vedere la Signora, ma solo lei e Giacinta erano in grado di udirne le parole. Che cosa strana, pensava  Lucia, che Francesco fosse escluso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la prima visita la Signora aveva detto molto chiara mente che  Francesco sarebbe andato in cielo solo dopo aver recitato molti rosari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire da quel momento, erano stati travolti da un mare incessante di domande, divenendo oggetto della derisione da parte dei non credenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La madre di Lucia l'aveva sino portata dal parroco, per costringerla a confessare tutta una bugia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver ascoltato le sue parole, il prete aveva sentenziato che non  era possibile che Nostra Signora fosse scesa dal cielo solo per dire che bisogna recitare il rosario tutti i giorni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soltanto quando rimaneva sola, Lucia trovava conforto; allora si  abbandonava liberamente alle lacriime versate per se stessa e per il  mondo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stava calando l'oscurità, e gli ombrelli che la folla aveva usato per  ripararsi dal sole cominciavano a chiudersi. Lucia si alzò in piedi e  gridó: "Toglietevi i cappelli! Vedo la Nostra Signora"&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;La vera storia:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img _fcksavedurl="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/fatima.jpg" alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/fatima.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il terzo segreto di Fatima consiste, secondo la Chiesa cattolica, in un  messaggio segreto che la Vergine Maria avrebbe consegnato ai tre  pastorelli a cui sarebbe apparsa, a Fatima (in Portogallo), a partire  dal 13 maggio 1917. La trascrizione delle prime due parti del segreto fu nella terza memoria di Suor Lucia, il 31 agosto 1941: gli altri due  pastorinhos, Giacinta e Francisco erano morti infatti subito dopo la  prima guerra mondiale. Nella successiva stesura, l'8 dicembre dello  stesso anno, Suor Lucia vi aggiunse qualche annotazione. La terza parte  fu scritta su ordine del Vescovo di Leiria il 3 gennaio 1944. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Fino al 2000, anno in cui la Chiesa cattolica lo rese pubblico per  volontà di papa Giovanni Paolo II, solo il cardinal Joseph Ratzinger  aveva mostrato di conoscere il segreto oltre al Papa e Suor Lucia,  dichiarando nel 1996 ad una radio portoghese che non c'era nulla di  preoccupante nel segreto, e che rimaneva tale per evitare di confondere  la profezia religiosa con il sensazionalismo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Giovanni Paolo II aveva una speciale devozione nei confronti della  Madonna di Fatima. Egli in particolare riteneva che la Madonna stessa  fosse intervenuta per fermare il proiettile durante l'attentato di cui  era stato vittima, nel 1981, impedendo che raggiungesse direttamente il  cuore, uccidendolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il terzo segreto è stato perciò interpretato, alla luce di questi  eventi, come riguardante principalmente la persecuzione dei cristiani  fino al tentativo di uccisione di un «...vescovo vestito di bianco» che i veggenti di Fatima ebbero «...il presentimento che fosse il Santo  Padre». &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Va però precisato che il testo del messaggio è molto ambiguo e povero di riferimenti concreti a fatti storici o biografici, tali da renderne  impossibile una attribuzione certa e indubitabile, tanto che nel  documento vaticano la congregazione per la dottrina della fede stessa  fornisce solamente "un tentativo di interpretazione del «segreto» di  Fatima".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://rsvp.page.tl/Steve-Berry.htm" href="http://rsvp.page.tl/Steve-Berry.htm"&gt;Gli altri romanzi do Steve Berry&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: small; font-style: italic;"&gt;Se  ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine   sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=5cfb4498-65fa-8cba-b1f5-2a58899aade7" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-9216627699362720445?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/9216627699362720445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/il-terzo-segreto-nell-segreto-vaticano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/9216627699362720445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/9216627699362720445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/il-terzo-segreto-nell-segreto-vaticano.html' title='Il Terzo Segreto, nell&amp;#39;Archivio Segreto Vaticano sono conservati mille anni di documenti.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s72-c/Rss_libro_multimediale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-8855775248683454608</id><published>2011-07-24T22:40:00.003+02:00</published><updated>2011-07-30T15:49:54.806+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dan Brown'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Crypto, qualcuno ha messo a punto un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionag­gio al mondo.</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;img _fcksavedurl="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/crypto.jpg" alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/crypto.jpg" style="float: left; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;A Washington è sabato pomeriggio quando la trentottenne Susan Fletcher,  una delle più brillanti menti matematiche degli Stati Uni­ti -  responsabile della divisione di crittologia dell'NSA (National Security  Agency) -, viene convocata con urgenza nell'ufficio del coman­dante  Strathmore.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;Qualcuno ha messo a punto un programma capace di "ingannare" il più sofisticato strumento informatico di spionag­gio al mondo, un  supercomputer che, grazie ai --noi tre milioni di processori che  lavorano in parallelo, può decodificare qualunque testo ci­frato a una  velocità strabiliante. Pochissimi sanno dell'esistenza di questa  mac­china, ideata per contrastare le nuove minacce alla sicurezza  nell'era eli Internet e in grado di controllare la posta elettronica di  chiunque.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;La National Security Agency , nata cinquant'anni prima con l'in­tento  eli proteggere le comunicazione riservate del governo americano - e di  intercettare quelle&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;destinate, al di fuori del controllo pubblico. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Susan non si stupisce quando viene a sapere che "Fortezza Digitale" -  così è stato battez­zato il programma - è frutto delle ricerche di un  genio informatico: il giapponese Ensei Tankado, handicappato dalla  nascita per i per­duranti effetti del disastro atomico eli Hiroshima  che&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;ha sbattuto la porta in faccia ai suoi capi quando si è accorto che il  supercomputer rischiava eli trasformarsi in un nuovo Grande Fratello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi intenti sono nobili, ma la sua decisione eli boicottare l'operato dell'xsA, mettendo il programma in rete e permettendo a chiunque di  scaricarlo, rischia di creare l'anarchia e di assicurare la più  com­pleta libertà d'azione a spie, criminali, terrori­sti, trafficanti  di droga e riciclatori di denaro.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;In un crescendo eli tensione, Susan si trova a combattere per difendere la nazione e gli scopi dell'Agenzia nella quale crede. Ma dovrà  destreggiarsi fra menzogne e tradimenti, mettendo a repentaglio la  propria vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Crypto Dan Brown torna a affondare lo sguardo in quella zona grigia in cui bene e&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;male si confondono in maniera inestricabile, per consegnarci un  tecno-thriller assolutamen­te realistico che mette a nudo il conflitto,  oggi più problematico che mai, tra libertà personali e salvaguardia  della sicurezza internazionale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;Prima di diventare uno dei più acclamati au­tori di thriller, Dan Brovvn è  stato insegnante di inglese all'università e storico dell'arte.  Collabora con diverse riviste, fra cui il "The&amp;nbsp; Yorker". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi libri sono tradotti in tutto il mondo, lì codice An Vinci è uno dei romanzi più letti di tutti i tempi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dan Brown vive e lavora nel New England.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Erano sulle Smoky Mountains, nel loro bed and breakfast pre­ferito. David le  sorrideva. "Dimmi, luce dei miei occhi, mi vuoi sposare?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Dal letto a baldacchino, lei sollevò lo sguardo e capì che quel­lo era  l'uomo giusto. Per sempre. Mentre fissava quegli occhi verde scuro,  cominciò a squillare qualcosa in lontananza, un campanello assordante  che lo allontanò da lei. Tese le braccia, na strinse solo il vuoto.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Fu il suono del telefono a svegliare completamente Susan Hetcher dal suo  sogno. Trattenendo il respiro, sedette sul letto&amp;nbsp; tastò alla cieca in  cerca del ricevitore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Pronto?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Susan, sono David. Ti ho svegliata?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Lei sorrise, rotolandosi nel letto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Stavo proprio sognando te. Vieni qui a coccolarmi.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Risata. «È ancora buio, fuori.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Mmm.» Un gemito sensuale. «A maggior ragione, vieni qui a coccolarmi. Possiamo dormire un po' prima di partire per il Nord.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;David sospirò, frustrato. «Ti chiamo proprio per questo. Per M nostro viaggio. Bisogna rinviarlo.»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Stasera doveva essere una serata davvero speciale, per fe­steggiare i nostri  primi sei mesi. Ricordi che siamo fidanzati, vero?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Susan...» David sospirò. «Non posso entrare nei dettagli, adesso. C'è una  macchina che mi sta aspettando. Ti chiamo dall'aereo e ti racconto  tutto.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Aereo? Ma cosa succede? Perché mai l'università...»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Non è per l'università, lì spiego più tardi, al telefono. Ora devo proprio  andare, mi stanno facendo fretta. Prometto di chiamarti.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«David!» gridò lei. «Cosa...?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Troppo tardi. Aveva riagganciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Susan Fletcher rimase sveglia per ore ad aspettare la sua chiamata, ma il telefono non squillò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Più tardi, quel pomeriggio, Susan sedeva depressa nella vasca da bagno. Si  immerse nell'acqua insaponata cercando di di­menticare Stone Manor e le  Smoky Mountains. "Dove può es­sere? Perché non mi ha chiamata?"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;L'acqua che le lambiva il corpo passò gradualmente da cal­da a tiepida, poi  diventò fredda. Susan stava per uscire quan­do il cordless diede segni  di vita. Si alzò di scatto, spruzzando acqua sul pavimento mentre  afferrava il ricevitore abbando­nato sul lavandino&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&amp;nbsp; &lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«David?»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Sono Strathmore» rispose una voce.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Susan si accasciò. «Ah.» Non riuscì a nascondere la propria delusione. «Buongiorno, comandante.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Sperava in uno più giovane?» ridacchiò l'interlocutore.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«No, signore» rispose Susan, imbarazzata. «Non è come...»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Certo che lo è.» Si mise a ridere. «David Becker è una per­sona per bene. Non se lo lasci sfuggire.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Grazie, signore.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;La voce del comandante si fece d'improvviso seria. «Susan, la chiamo perché ho bisogno di lei qui, immediatamente.»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Lei cercò di mettere a fuoco. «È sabato, signore. Di solito noi non...»&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Io so» rispose lui con calma «ma si tratta di un'emergenza.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Susan si fece attenta. "Emergenza?" Non aveva mai sentito quella parola  uscire dalla bocca del comandante Strathmore. "Un'emergenza? In Crypto?" Era disorientata. «Sì... signore.» Una pausa. «Arrivo al più presto.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;«Prima ancora.» Strathmore interruppe la comunicazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Susan Fletcher si avvolse in un asciugamano e sgocciolò sui vestiti  ordinatamente ripiegati che aveva preparato la sera precedente:  calzoncini sportivi, maglione per le fresche serate in montagna e la  lingerie comprata per l'occasione. Mesta­mente, aprì l'armadio, tirò  fuori una camicetta pulita e una gonna. "Un'emergenza? In Crypto?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Mentre scendeva le scale, si chiese quale altro inconvenien-te avesse in serbo la giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Presto l'avrebbe scoperto.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: small; font-style: italic;"&gt;Se  ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine   sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; 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il più sofisticato strumento informatico di spionag­gio al mondo.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s72-c/Rss_libro_multimediale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-7614074503170001233</id><published>2011-07-24T22:29:00.042+02:00</published><updated>2012-01-06T13:35:00.060+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Steve Berry'/><title type='text'>Steve Berry avvocato e scrittore statunitense spinto da due grandi passioni, la storia e la narrativa,.</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img height="301" src="http://lh4.ggpht.com/-1uriH9lfh58/Tix_kIMDAHI/AAAAAAAAD6I/siPy-zzbPBA/%25255BUNSET%25255D.jpg?imgmax=800" style="float: left; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; max-width: 800px;" width="200" /&gt;&lt;a href="http://www.steveberry.org/"&gt;Steve Berry&lt;/a&gt; (Stati Uniti, 1955), avvocato e scrittore statunitense.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Steve Berry è da più di vent’anni uno stimato avvocato nella Camden  County. Spinto da due grandi passioni, la Storia e la narrativa, agli  inizi degli anni ’90 comincia a dedicare gran parte del suo tempo e  delle sue conoscenze alla stesura di romanzi e racconti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Dopo  aver venduto i diritti del "Terzo segreto" (Nord, 2005) e della  "Profezia dei Romanov" (Nord, 2007) in tutto il mondo, Berry si è  confermato un autore di bestseller internazionali grazie al clamoroso  successo di "L’ultima cospirazione" (Nord, 2006), "Le ceneri di  Alessandria" (Nord, 2007) e, appunto, "L’ombra del Leone", che  raccontano le avventure di Cotton Malone, un ex agente operativo del  dipartimento di Giustizia americano che si è trasferito a Copenhagen per gestire una libreria antiquaria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Laureato alla Walter F. George School of Law (Mercer University),  esercita la professione di avvocato per venticinque anni, prima di  dedicarsi alla letteratura thriller.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Vive attualmente a Camden County, in Georgia. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt; &lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &amp;nbsp;  &lt;span style="color: black;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;b&gt;Bibliografia &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt; &lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;b&gt; Serie Cotton Malone.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-clzo3yPyfkQ/TjQXGq9GtWI/AAAAAAAAAr4/iEh5hFXkiQs/s1600/l%2527ultima_cospirazione.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-clzo3yPyfkQ/TjQXGq9GtWI/AAAAAAAAAr4/iEh5hFXkiQs/s200/l%2527ultima_cospirazione.jpeg" width="130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://rsvp.page.tl/L-h-ultima-cospirazione.htm" href="http://rsvp.page.tl/L-h-ultima-cospirazione.htm"&gt; &lt;b&gt;2006 - L'ultima cospirazione (The Templar Legacy).&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Al  centro del  romanzo si muovono i due protagonisti Cotton Malone, ex   agente  operativo del Dipartimento di Giustizia americano trasferitosi a    Copenaghen per ricostruirsi un’esistenza più tranquilla, e Stephanie.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;    Nelle che giunge invece in Danimarca per una missione che non ha nulla  a  che vedere con la sicurezza nazionale. Perchè, dietro innumerevoli leggende e tracce elusive, si cela un segreto che può cambiare il corso della Storia...&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="status"&gt;&lt;i&gt;Continua a leggere il resto della recensione&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/01/technorati-verifica.html" target="_blank"&gt; in questa pagina&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-U17G_GF29dc/TjQWRswhpOI/AAAAAAAAArw/PkteBUKF28Q/s1600/le_ceneri_di_alessandria.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-U17G_GF29dc/TjQWRswhpOI/AAAAAAAAArw/PkteBUKF28Q/s200/le_ceneri_di_alessandria.jpeg" width="113" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2007 - Le ceneri di Alessandria (The Alexandria Link).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;Una  tranquilla libreria antiquaria a  Copenhagen è il rifugio scelto da  Cotton Malone, un ex agente del  dipartimento di Giustizia americano,  dopo un'esistenza densa di pericoli  e sempre ai limiti della legalità. Ma le ombre del passato tornano a  incombere su di lui quando la sua ex  moglie irrompe nella libreria e gli  annuncia che il loro figlio è stato  rapito. E la conferma arriva pochi  minuti dopo sotto forma di  un'e-mail: "Hai qualcosa che voglio.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-nRw8Id5GrqU/TjQV5gPIftI/AAAAAAAAArs/EE-GKmBKHYM/s1600/L%2527ombra+del+leone.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-nRw8Id5GrqU/TjQV5gPIftI/AAAAAAAAArs/EE-GKmBKHYM/s200/L%2527ombra+del+leone.jpg" width="136" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2007 - L'ombra del leone (The Venetian Betrayal). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;Si  trova in una sala del Museo di cultura  Greco-Romana di Copenhagen:  ecco tutto ciò che sa Cotton Malone quando  riprende conoscenza. Ma come  è arrivato lì? E perché è svenuto? Cotton  non ha quasi il tempo di  porsi queste domande che l'edificio viene  avvolto dalle fiamme e, come  dal nulla, appare Cassiopea Vitt, la donna  che, in passato, lo ha  aiutato a trovare il tesoro dei Templari e la  Biblioteca di  Alessandria.&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span class="tcorpotesto"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-M1CYpR3i7LM/TjQVdLZaujI/AAAAAAAAAro/G2tMHBSo3yM/s1600/la_tomba_di_ghiaccio.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-M1CYpR3i7LM/TjQVdLZaujI/AAAAAAAAAro/G2tMHBSo3yM/s200/la_tomba_di_ghiaccio.jpeg" width="137" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2008 - La tomba di ghiaccio (The Charlemagne Pursuit).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;Cotton Malone è sempre stato convinto che suo padre, il comandante Forrest Malone, fosse morto in un incidente avvenuto nel 1971 a bordo del Blazek, un sottomarino nucleare di pattuglia nel Nord Atlantico. Ma quando Stephanie Nelle, il suo ex capo al dipartimento di Giustizia, gli procura il riservatissimo dossier del Pentagono, la verità che emerge è sconcertante: il Blazek era impegnato in una missione&lt;span class="truncate_more" style="display: inline;"&gt; segreta sotto i ghiacci antartici e la fine dell'equipaggio è tuttora avvolta nel mistero.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YE4jhm12X5M/TjQfNVULjZI/AAAAAAAAAsI/k4pmC_947zI/s1600/il_tesoro_dell_imperatore.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-YE4jhm12X5M/TjQfNVULjZI/AAAAAAAAAsI/k4pmC_947zI/s200/il_tesoro_dell_imperatore.jpeg" width="134" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2009 - Il Tesoro dell'Imperatore (The Paris Vendetta).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;La ricerca di un tesoro leggendario e i piani di una misteriosa società  segreta nell'avventura più coinvolgente di Cotton Malone. È solo un  incubo, ma sta diventando un’ossessione: Cotton Malone continua a  rivivere in sogno l’attentato di Città di Messico in cui è rimasto  ucciso Cai Thorvaldsen, un giovane&lt;span class="truncate_more" style="display: inline;"&gt; e brillante diplomatico danese.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="truncate_more" style="display: inline;"&gt;Un attentato che lui non è riuscito a  sventare e che gli ha cambiato la vita: dopo le dimissioni da agente  operativo del dipartimento di Giustizia americano, Cotton si è infatti  trasferito a Copenhagen.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-PeNLd8dKbeo/TjQgtsndA6I/AAAAAAAAAsM/nfhSBqfDj5U/s1600/l%2527sercito-fantasma.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-PeNLd8dKbeo/TjQgtsndA6I/AAAAAAAAAsM/nfhSBqfDj5U/s200/l%2527sercito-fantasma.jpg" width="134" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="truncate_more" style="display: inline;"&gt;2010 - L'esercito fantasma.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A essere in pericolo, questa volta, è Cassiopea Vitt, amica e collega  di Cotton Malone: mentre è impegnata nella ricerca del figlio di uno  scienziato russo trasferitosi in Cina, Cassiopea fa un’importante e  misteriosa scoperta archeologica all’interno della tomba dell’imperatore  cinese Qin Shi Huang, difesa dal noto Esercito di terracotta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Qualcuno,  però, interessato ad appropriarsi del misterioso ritrovamento, la  rapisce nel tentativo di giungere in suo possesso e Cotton Malone  finisce per trovarsi, suo malgrado, implicato in questa spinosa  faccenda.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;amp;ct=img&amp;amp;q=http://images.contentreserve.com/ImageType-100/0111-1/%257BC82486B4-B142-45E9-906C-634B01A9E0B8%257DImg100.jpg&amp;amp;usg=AFQjCNE148igwy6YK1PQerVaAMBeDNoV0g" href="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;amp;ct=img&amp;amp;q=http://images.contentreserve.com/ImageType-100/0111-1/%257BC82486B4-B142-45E9-906C-634B01A9E0B8%257DImg100.jpg&amp;amp;usg=AFQjCNE148igwy6YK1PQerVaAMBeDNoV0g"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;b&gt; &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;b&gt;Altri romanzi &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;a _fcksavedurl="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;amp;ct=img&amp;amp;q=http://www.coverbrowser.com/image/bestselling-mystery-thriller-2008/440-1.jpg&amp;amp;usg=AFQjCNEKTX2ELF0luUX7_xXA50vThe7bsA" href="http://images.google.it/url?source=imgres&amp;amp;ct=img&amp;amp;q=http://www.coverbrowser.com/image/bestselling-mystery-thriller-2008/440-1.jpg&amp;amp;usg=AFQjCNEKTX2ELF0luUX7_xXA50vThe7bsA"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-e_AzidaAsF4/TjQZMLhH2XI/AAAAAAAAAsA/CNTfbgGjvKQ/s1600/la_profecia_romanov.jpeg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-e_AzidaAsF4/TjQZMLhH2XI/AAAAAAAAAsA/CNTfbgGjvKQ/s200/la_profecia_romanov.jpeg" width="121" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2004 - La profezia dei Romanov (The Romanov Prophecy).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="tcorpotesto" style="font-size: small;"&gt;Ekaterinburg, 16 luglio 1918. Sono trascorsi  alcuni mesi da quando i bolscevichi hanno preso il potere. È notte e  l'Armata Bianca sta avanzando verso la città in cui Nicola II e la sua  famiglia sono tenuti prigionieri dai rivoluzionari. Lo zar confida  ancora nella salvezza. Invece i Romanov vengono freddamente giustiziati.  Mosca, oggi. Il popolo russo ha deciso: dopo la caduta del comunismo e  una serie di governi deboli, la monarchia sarà ristabilita e una  commissione sceglierà il nuovo zar tra i lontani discendenti di Nicola  II.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mCh2Gi5Cvg8/TjQZeONXpyI/AAAAAAAAAsE/csnWKVJUegk/s1600/il_terzo_segreto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-mCh2Gi5Cvg8/TjQZeONXpyI/AAAAAAAAAsE/csnWKVJUegk/s200/il_terzo_segreto.jpg" width="170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;b&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/il-terzo-segreto-nell-segreto-vaticano.html"&gt;2005 - Il terzo segreto (The Third Secret).&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Nell'Archivio Segreto Vaticano sono conservati  mille anni di documenti: la confessione di Galileo, l'ultima lettera di  Maria Stuarda, il trattato firmato tra la Chiesa e Napoleone Bonaparte a  Tolentino, la stesura originale del terzo segreto di Fatima.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Ma  perché il pontefice Clemente XV trascorre lunghe ore nell'archivio per  riemergerne poi angosciato e afflitto?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;La risposta forse sta nella  missione che il papa decide di assegnare a monsignor Colin Michener, suo  segretario e amico di lunga data.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="status"&gt;&lt;i&gt;Continua a leggere il resto della recensione&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/06/il-terzo-segreto-i-documenti-custoditi.html" target="_blank"&gt; in questa pagina&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se  ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine   sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-7614074503170001233?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/7614074503170001233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/steve-berry-avvocato-e-scrittore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/7614074503170001233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/7614074503170001233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/07/steve-berry-avvocato-e-scrittore.html' title='Steve Berry avvocato e scrittore statunitense spinto da due grandi passioni, la storia e la narrativa,.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh4.ggpht.com/-1uriH9lfh58/Tix_kIMDAHI/AAAAAAAAD6I/siPy-zzbPBA/s72-c/%25255BUNSET%25255D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-4658098813890292813</id><published>2011-06-02T22:32:00.006+02:00</published><updated>2011-06-05T13:53:06.556+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Stieg Larsson'/><title type='text'>La ragazza che giocava con il fuoco, secondo romanzo della trilogia Millennium.</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;img src="http://lh6.ggpht.com/-pWGQ-HfK5aI/TefykkFEO7I/AAAAAAAACJc/pjcPKd5lEUY/%25255BUNSET%25255D.jpg?imgmax=800" style="float: left; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; max-width: 800px;" /&gt;La ragazza che giocava con il fuoco&amp;nbsp; è un romanzo poliziesco dello scrittore e giornalista svedese Stieg Larsson. Il romanzo è il secondo della trilogia Millennium, pubblicata postuma dopo la prematura scomparsa dell'autore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel romanzo si ritrovano i personaggi di Lisbeth Salander, Mikael Blomkvist e di altri già presenti in Uomini che odiano le donne, primo romanzo della trilogia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mikael Blomkvist è tornato saldamente alla direzione di Millennium, la rivista da lui fondata è ascesa alle luci della ribalta per aver smascherato i loschi traffici dei vertici della finanza svedese. Unico rimpianto: non avere più alcun rapporto con la giovane, geniale hacker Lisbeth Salander, che gli ha salvato la vita e con cui ha avuto una breve ma intensa relazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lisbeth, infatti, ha tagliato ogni contatto e si trova in viaggio ormai da mesi, alle prese con il tentativo di ricostruirsi una vita dopo la travagliata (e ai lettori pressoché sconosciuta) infanzia, le violenze del tutore e una nuova emergente passione: la matematica, cui si appassiona nel tentativo di risolvere una versione del teorema di Fermat. Il giornale è in procinto di dare alle stampe un'esplosiva inchiesta sul trafficking di prostitute dai paesi dell'Europa orientale, nata dalla collaborazione con il giornalista Dag Svennson e la sua compagna Mia Bergman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto si blocca nel modo più cruento: l'uccisione di Dag e Mia, nonché dell'avvocato Nils Bjurman, crudele tutore di Lisbeth. Le indagini di polizia e media si concentrano su quest'ultimo delitto e scatta una caccia all'uomo nazionale alla ricerca della violenta, pericolosa, vendicativa e asociale hacker. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A crederla innocente solo pochi fedelissimi tra cui Mikael, che conosce le singolari abitudini, ma la forte moralità di Lisbeth, la donna che si difende da sola e che odia gli uomini che odiano le donne. L'intrigo si fa sempre più ampio e coinvolge poliziotti, politici e perfino esponenti dei servizi segreti, trascinato dai disperati sforzi di Mikael di dimostrare l'innocenza dell'amica e forse di salvarla da un destino anche peggiore.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Era legata con cinghie di cuoio a una stretta branda con i telaio in acciaio. Le cinghie tese sopra il torace premeva­no. Era stesa sulla schiena. Le mani bloccate all'altezza dei fianchi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ormai aveva rinunciato da tempo a qualsiasi tentativo di Hberarsi. Era sveglia ma teneva gli occhi chiusi. Se li avesse i si sarebbe ritrovata al buio, l'unica fonte di luce era debole striscia che filtrava da sopra la porta. Si sentiva in bocca un sapore cattivo e non vedeva l'ora di potersi la­vare i denti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Una parte della sua coscienza tendeva l'orecchio per co-gfcere il rumore di passi che avrebbe indicato che lui stava arrivando. Non aveva la minima idea di che ora della sera fesse, al di là del fatto che aveva l'impressione che comin­ciasse a essere troppo tardi perché venisse a trovarla. Un'im-ptowisa vibrazione della branda la indusse ad aprire gli oc­chi. Era come se un macchinario di qualche genere si fosse avviato da qualche parte all'interno dell'edificio. Ma dopo qq paio di secondi non sapeva se fosse stata solo un'illusio­ne oppure se il rumore fosse stato reale.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mentalmente spuntò un altro giorno sul calendario.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Era il suo quarantatreesimo giorno di prigionia.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Avvertì un prurito nel naso e girò la testa in modo da poterlo sfregare contro il cuscino. Sudava. Nella stanza l'aria era calda e soffocante. Indossava una semplice camicia da notte che le si era arrotolata sotto il corpo. Spostando l'an­ca riusciva ad afferrare l'indumento fra l'indice e il medio e a tirarlo giù da una parte un poco alla volta. Ripetè il pro­cedimento con l'altra mano. Ma la camicia faceva ancora una piega sotto l'osso sacro. Il materasso era sformato e sco­modo. Il totale isolamento faceva sì che ogni piccola im­pressione, che altrimenti sarebbe passata del tutto inosser­vata, si ingigantisse pesantemente. Le cinghie erano abba­stanza lasche da permetterle di cambiare posizione e met­tersi sul fianco, ma anche così era scomoda perché doveva stare con una mano dietro la schiena e questo le faceva in­torpidire il braccio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non era spaventata. Al contrario sentiva accumularsi den­tro di sé una rabbia violenta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ma era anche tormentata dai suoi stessi pensieri che si tra­sformavano costantemente in sgradevoli fantasie su ciò che le sarebbe successo. Odiava la sua impotenza coatta. Per quanto cercasse di concentrarsi su qualcos'altro per far pas­sare il tempo e reprimere il pensiero della sua situazione, l'angoscia riusciva comunque a filtrare. Ristagnava intorno a lei come una nube di gas minacciando di infiltrarsi nei suoi pori e avvelenarle l'esistenza. Aveva scoperto che il modo migliore per tenere lontana l'angoscia era fantasticare di qualcosa che le desse una sensazione di forza. Chiuse gli oc­chi e richiamò l'odore della benzina.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lui era in macchina con il finestrino aperto. Lei gli si av­ventava contro, versava la benzina e accendeva un fiammife­ro. Questione di un attimo. Le fiamme si alzavano subito. Lui si contorceva dal dolore e lei sentiva le sue urla di terrore e sofferenza. Poteva percepire l'odore della carne bruciata e quello più aspro del rivestimento e dell'imbottitura dei sedili che si incenerivano.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Probabilmente si era assopita, dal momento che non ave­va sentito i passi, ma di colpo fu perfettamente sveglia quan­do la porta si aprì. La luce dal rettangolo illuminato l'accecò.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Alla fine lui era venuto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non sapeva quanti anni potesse avere, ma era grande. Aveva i capelli arruffati castano scuro, occhiali cerchiati di nero e una rada barbetta. Profumava di dopobarba.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Odiava il suo odore.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Rimase ritto in silenzio ai piedi della branda e la osservò a lungo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Odiava il suo silenzio.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il suo viso era in ombra nel controluce della porta aper­ta e lei vedeva solo la sua sagoma. D'un tratto le rivolse la parola. Aveva una voce nitida e profonda che sottolineava | in maniera pedante ogni parola.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Odiava la sua voce.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Le disse che era il suo compleanno e che voleva farle gli auguri. La voce non era sgarbata o ironica. Era semplice­mente neutra. Lei indovinò che stava sorridendo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lo odiava.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lui si avvicinò e girò intorno alla branda. Poggiò il dor-| so di una mano umidiccia sulla sua fronte e le passò le dita fra i capelli in un gesto che probabilmente voleva essere gen-| tile. Era il suo regalo di compleanno per lei.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Odiava il suo contatto.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lui cominciò a parlare. Lei vedeva la bocca muoversi ma si sforzava di escludere il suono della sua voce. Non voleva ascoltare. Non voleva rispondere. Lo sentì alzare il tono. Un I tocco di irritazione per la sua mancanza di reazione si era I insinuato nella voce dell'uomo. Stava parlando di reciproca fiducia. Dopo parecchi minuti tacque. Lei ignorò il suo sguardo. Poi lui alzò le spalle e cominciò a sistemare le cin­ghie. Le strinse un po' sul torace e si chinò su di lei.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Lei si voltò di scatto verso sinistra, più bruscamente che potè. Raccolse le ginocchia fin sotto il mento e poi scalciò forte contro la sua testa. Mirava al pomo d'Adamo e lo colpì in un punto sotto il mento, ma lui era preparato e si scostò, e il risultato fu solo un colpo leggero, appena percettibile. Cercò di scalciare di nuovo ma lui era già fuori portata.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Le sue gambe sprofondarono di nuovo nella branda.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Il lenzuolo pendeva sul pavimento. La camicia da notte era finita molto al di sopra dei fianchi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lui rimase immobile senza dire nulla. Poi le girò intorno e cominciò a legarle i piedi. Lei cercò di tirare le gambe ver­so di sé ma lui le afferrò una caviglia e le abbassò di forza il ginocchio con l'altra mano, bloccandole il piede con una cinghia. Poi fece il giro della branda e le legò anche l'altro piede.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Adesso era ridotta alla totale impotenza.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Raccolse il lenzuolo e la coprì. La guardò in silenzio per due minuti. Lei poteva sentire la sua eccitazione nella pe­nembra benché lui non ne facesse mostra in alcun modo. Di sicuro aveva un'erezione. Sapeva che avrebbe voluto al­lungare una mano e toccarla.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Poi lui si voltò e uscì chiudendosi la porta alle spalle. Sentì che chiudeva col catenaccio, cosa perfettamente inu­tile dal momento che non aveva nessuna possibilità di sle­garsi dalla branda.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Rimase diversi minuti con lo sguardo fisso sulla sottile striscia di luce sopra la porta. Poi cominciò a muoversi per cercare di capire quanto fossero strette le cinghie. Riuscì a piegare un po' le ginocchia ma quelle che le bloccavano i piedi opposero immediatamente resistenza. Si rilassò. Restò stesa assolutamente immobile, fissando nel nulla.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Aspettava. Intanto fantasticava di una tanica di benzina e di un fiammifero.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Lo vide imbevuto di benzina. Poteva percepire fasicamente la scatola dei fiammiferi nella propria mano. La scosse. Ne udì il tipico rumore. La aprì e scelse un fiammifero. Lo udì dire qualcosa ma non lo ascoltò. Vero vide l'espressione del suo vi­so, quando strusciò il fiammifero contro la superficie ruvida. Udì il rumore raspante della capocchia di zolfo. Suonava co­me un protratto rombo di tuono. Vide la fiamma scoccare.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Fece un sorriso duro e si rinfrancò.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;In quella notte compiva tredici anni.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se   ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine   sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del  blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; 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float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt; &lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/patricia.cornwell.gi.jpg" style="height: 261px; width: 348px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Patricia Daniels Cornwell (Miami, 9 giugno 1956) è una scrittrice statunitense. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È una discendente di Harriet Beecher Stowe, l'autrice de La capanna  dello zio Tom.  Nata con il nome di Patricia Daniels, la Cornwell è  stata sposata con un &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD4"&gt;docente&lt;/span&gt;  universitario, Charles Cornwell, di cui ha conservato il cognome per  firmare i romanzi che scrive.  Scrittrice ormai affermata e  multimilionaria, la Cornwell - che ha fondato una apposita società, la  Cornwell enterprise - è nota anche per le sue attività benefiche: tra le  altre cose, l'istituzione di una borsa di studio presso l'università  del Tennessee e la donazione della sua collezione di dipinti di Walter  Sickert all'università Harvard.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante un'infanzia difficile e una degenza in un ospedale psichiatrico, ha avuto una &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD12"&gt;lunga&lt;/span&gt; carriera giornalistica e dopo aver fatto l'analista informatico presso l'ufficio di &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD11"&gt;Medicina&lt;/span&gt; Legale della Virginia, ha raggiunto il successo come scrittrice di romanzi, centrando le proprie storie poliziesche sulla &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD5"&gt;figura&lt;/span&gt;  di un medico legale donna, Kay Scarpetta, che affronta e risolve casi  di omicidio, alcune volte con l'aiuto della nipote Lucy e del poliziotto  Pete Marino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'enorme successo di &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD2"&gt;critica&lt;/span&gt; e pubblico dei romanzi che vedono protagonista  la dottoressa Scarpetta non è stato duplicato dai romanzi che hanno per  protagonisti Judy Hammer e Andy Brazil.  Sono molti i legami tra i  libri di Patricia Cornwell e la sua vita privata. Kay Scarpetta e la  nipote Lucy possiedono le caratteristiche e le qualità dell'autrice,  come le conoscenze informatiche e di medicina legale.  Anche  l'omosessualità di Lucy trova riscontro nella realtà: Patricia Cornwell  alla fine degli anni Novanta è stata chiamata a testimoniare in un  processo che vedeva imputato un &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD6"&gt;agente&lt;/span&gt; dell'FBI accusato di aver tentato di uccidere la moglie, anch'essa agente dell'FBI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'uomo aveva scoperto che la moglie aveva avuto una relazione con la  scrittrice, della quale era consulente. In aula Patricia Cornwell ha  ammesso la relazione.  Inoltre l’ultima avventura di Kay Scarpetta (la  quindicesima, intitolata "Book of the Dead", in Italia "Il Libro dei  Morti", pubblicata nel 2007) è dedicata alla «Dr.ssa Staci Gruber,  professoressa associata in Psichiatria alla Harvard Medical School e  direttrice associata del Laboratorio delle Neuroimmagini Cognitive  all’Ospedale McLean». La competenza professionale della dottoressa  Gruber è &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD3"&gt;evidente&lt;/span&gt; nei dettagli scientifici del libro, ma il rapporto fra le due donne è assai più che professionale. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;div style="text-align: left;"&gt;Nel febbraio 2005 le due si sono unite in matrimonio.  Angelina Jolie interpreterà Kay Scarpetta, il medico legale protagonista  di tanti thriller della scrittrice Patricia Cornwell. Dopo anni di  tentativi e con un budget non trascurabile di 10 milioni di dollari  comincia ufficialmente nel 2010 la produzione del primo film che vedrà protagonista  l'investigatrice e medico legale nata nel 1990 sulle pagine del  fortunato thriller Postmortem. Con la produzione della Fox, il film su  Kay Scarpetta dovrebbe essere pronto &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD7"&gt;entro&lt;/span&gt; il 2012.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sceneggiatura è in fase di lavorazione, si cerca un regista. Il  soggetto originale è stato scritto dalla stessa Cornwell, la cui opera  letteraria può a buon diritto essere considerata tra le maggiori fonti  di ispirazione della rinascita del telelefilm di investigazione  scientifica, cioè Csi e suoi derivati. La storia prevede un balzo  indietro nel tempo per il personaggio di Kay Scarpetta, che  letterariamente è una donna di mezza età. Nel film avrà trent'anni e i  suoi fan la ritroveranno, impersonata da Angelina Jolie, agli inizi  della sua carriera. La Cornwell, inizialmente scettica, si è detta poi &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD1"&gt;entusiasta&lt;/span&gt; della scelta della Jolie come &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD10"&gt;interprete&lt;/span&gt; del personaggio da lei inventato.&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="IL_AD" id="IL_AD8"&gt;Biografia&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante un'infanzia difficile e una degenza in un ospedale psichiatrico,[1] ha avuto una lunga carriera giornalistica e dopo aver fatto l'analista informatico presso l'ufficio di Medicina Legale della Virginia, ha raggiunto il successo come scrittrice di romanzi, centrando le proprie storie poliziesche sulla figura  di un medico legale donna, Kay Scarpetta, che affronta e risolve casi  di omicidio, alcune volte con l'aiuto della nipote Lucy e del poliziotto  Pete Marino.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;div style="text-align: left;"&gt;L'enorme successo di critica e pubblico dei romanzi che vedono protagonista la dottoressa Scarpetta non è stato duplicato dai romanzi che hanno per protagonisti Judy Hammer e Andy Brazil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono molti i legami tra i libri di Patricia Cornwell e la sua vita  privata. Kay Scarpetta e la nipote Lucy possiedono le caratteristiche e  le qualità dell'autrice, come le conoscenze informatiche e di medicina legale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche l'omosessualità di Lucy trova riscontro nella realtà: Patricia  Cornwell alla fine degli anni Novanta è stata chiamata a testimoniare in  un processo che vedeva imputato un agente dell'FBI accusato di aver tentato di uccidere la moglie, anch'essa agente  dell'FBI. L'uomo aveva scoperto che la moglie aveva avuto una relazione  con la scrittrice, della quale era consulente. In aula Patricia  Cornwell ha ammesso la relazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre l’ultima avventura di Kay Scarpetta (la quindicesima, intitolata  "Book of the Dead", in Italia "Il Libro dei Morti", pubblicata nel  2007) è dedicata alla «Dr.ssa Staci Gruber, professoressa associata in  Psichiatria alla Harvard Medical School e direttrice associata del  Laboratorio delle Neuroimmagini Cognitive all’Ospedale McLean». La  competenza professionale della dottoressa Gruber è evidente nei dettagli  scientifici del libro, ma il rapporto fra le due donne è assai più che  professionale. Nel febbraio 2005 le due si sono unite in matrimonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Angelina Jolie interpreterà Kay Scarpetta, il medico legale protagonista  di tanti thriller della scrittrice Patricia Cornwell. Dopo anni di  tentativi e con un budget non trascurabile di 10 milioni di dollari  comincia ufficialmente nel 2010 la produzione del primo film che vedrà protagonista l'investigatrice e medico legale nata nel 1990 sulle pagine del fortunato thriller Postmortem. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Con la produzione della Fox, il film su Kay Scarpetta dovrebbe essere pronto entro  il 2012. La sceneggiatura è in fase di lavorazione, si cerca un  regista. Il soggetto originale è stato scritto dalla stessa Cornwell, la  cui opera letteraria può a buon diritto essere considerata tra le  maggiori fonti di ispirazione della rinascita del telelefilm di  investigazione scientifica, cioè Csi e suoi derivati. La storia prevede  un balzo indietro nel tempo per il personaggio di Kay Scarpetta, che  letterariamente è una donna di mezza età. Nel film avrà trent'anni e i  suoi fan la ritroveranno, impersonata da Angelina Jolie, agli inizi  della sua carriera. La Cornwell, inizialmente scettica, si è detta poi entusiasta della scelta della Jolie come interprete del personaggio da lei inventato.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;b&gt;Bibliografia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Romanzi con Kay Scarpetta&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Postmortem (Postmortem, 1990) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Oggetti di reato (Body of Evidence, 1991) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Quel che rimane (All That Remains, 1992) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Insolito e crudele (Cruel and Unusual, 1993) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (vincitore Gold Dagger Award 1993)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La fabbrica dei corpi (The Body Farm, 1994) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il cimitero dei senza nome (From Potter's Field, 1995) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Causa di morte (Cause of Death, 1996) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Morte innaturale (Unnatural Exposure, 1997)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Punto di origine (Point of Origin, 1998) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cadavere non identificato (Black Notice, 1999) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L'ultimo distretto (The Last Precinct, 2000) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Calliphora (Blow Fly, 2003) (Mondadori, 2003)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/la-traccia-chiarire-la-misteriosa-morte.html"&gt; &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;a href="http://www.blogger.com/post-edit.g?blogID=212885809611069009&amp;amp;postID=940235153497428099"&gt;La traccia (Trace, 2004)&lt;/a&gt; &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/la-traccia-chiarire-la-misteriosa-morte.html"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-cVgtxWILCtU/TePP1cc1mHI/AAAAAAAAAp4/WDbpQaR3zAw/s200/la_traccia.jpg" width="129" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Predatore (Predator, 2005) (Mondadori, 2006) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il libro dei morti (Book of the Dead, 2007) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Kay Scarpetta (Scarpetta, 2008) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il fattore Scarpetta (The Scarpetta Factor, 2009) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (Port mortuary, 2010)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Romanzi con Judy Hammer e Andy Brazil&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Il nido dei calabroni (Hornet's Nest, 1997)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Croce del Sud (Southern Cross, 1999)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L'isola dei cani (Isle of Dogs, 2001) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romanzi con Win Garano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A rischio (At Risk, 2006)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Al buio (The Front, 2008) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;b&gt;Altri lavori&lt;/b&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (An Uncommon Friend: The Authorized Biography of Ruth Bell Graham precedentemente A Time for Remembering, 1983)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (Ruth, a Portrait: The Story of Ruth Bell Graham, 1997)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La cena di Natale: a tavola con Kay Scarpetta (Scarpetta's Winter Table, 1998)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; La piccola fiaba della vita (Life's Little Fable, 1999) &lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; (Food to Die for: Secrets from Kay Scarpetta's Kitchen, 2002)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ritratto di un assassino: Jack lo Squartatore. Caso chiuso (Portrait of a Killer: Jack the Ripper - Case Closed, 2002) &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;Filmografia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 1989 - Freddy's Nightmares (Telefilm) - apparizione come attrice nell'episodio "Identity Crisis" (1x21)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 1991 - Matlock (Telefilm) - apparizione come attrice nell'episodio "The Formula" (5x17)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 1999 - ATF (Film TV) - storia e sceneggiatura&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black; margin: 0px; padding: 0px;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form" style="margin-bottom: 3px;"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" style="margin-bottom: 0px; padding-bottom: 0px;" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo" style="display: block; float: left; padding: 0px;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" style="cursor: move;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text" style="display: block; float: left; font-size-adjust: none; font-size: 10px; font-stretch: normal; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; line-height: normal; padding-top: 4px;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se   ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine   sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-940235153497428099?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/940235153497428099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/patricia-cornwell-autrice-dei-romanzi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/940235153497428099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/940235153497428099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/patricia-cornwell-autrice-dei-romanzi.html' title='Patricia Cornwell autrice dei romanzi che vedono protagonista la dottoressa Scarpetta.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cVgtxWILCtU/TePP1cc1mHI/AAAAAAAAAp4/WDbpQaR3zAw/s72-c/la_traccia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-5556561410238722219</id><published>2011-05-29T21:56:00.005+02:00</published><updated>2011-05-30T19:44:00.870+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Patricia Cornwell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>La traccia, chiarire la misteriosa morte di una quattordicenne è il compito di Kay Scarpetta.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-a9tB1xHgysU/TeKkkQP_2oI/AAAAAAAAAp0/yLMWk7tMleE/s1600/la_traccia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-a9tB1xHgysU/TeKkkQP_2oI/AAAAAAAAAp0/yLMWk7tMleE/s320/la_traccia.jpg" width="207" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Un'indagine di Kay Scarpetta. Cinque anni dopo essere stata allontanata dall'autorevole incarico che ricopriva all'Istituto di medicina legale di Richmond, Kay Scarpetta torna in Virginia. Ma non è un ritorno trionfale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ha richiamata l'attuale capo dell'istituto, il presuntuoso e incompetente Joel Marcus (ma in realtà è stato costretto a convocarla), e la scena che si presenta davanti agli occhi di Kay è decisamente preoccupante. Gran parte della morgue è in rovina, i laboratori sono nel caos e non esiste più traccia della perfetta organizzazione che lei aveva creato. Il caso da risolvere per Kay è quello di una quattordicenne, inequivocabilmente cadavere, ma di cui non si riesce a stabilire una causa reale di morte. E non si tratta certo di influenza, come la madre continua a sostenere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accanto a lei il fedele Pete Marino, indimenticabile per la sua stravaganza, per la sua rudezza e timidezza. Accanto a lei, ugualmente, l'affascinante nipote Lucy, a capo di un'agenzia internazionale di investigazioni, un'organizzazione simile a un gruppo paramilitare per gerarchie e tecnologia. Ed è proprio dalle indagini condotte da Lucy su uno strano individuo, che passa il suo tempo a incidere occhi sulle finestre di casa sua o sulle portiere delle sue due Ferrari, che viene scoperto un impercettibile indizio. È da qui che Kay Scarpetta parte, con la sua abilità di investigatrice e patologa, con la sua capacità geniale di ricostruire da un nonnulla un intero mondo di orrori. Come altri scrittori di thriller, Patricia Cornwell sa inventare precisi colpi a effetto, ma il reale segreto dei suoi romanzi è l'umanità che riesce a estrarre dal sensazionalismo e dal sentimentalismo dei suoi personaggi. Un thriller appassionante. Una storia dal fascino straordinario. Un piccolo capolavoro per il ritorno di Kay Scarpetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Scavatrici e bulldozer gialli rimuovono terra e pietre da un luogo che ha visto più morti di tante guerre e Kay Scarpetta, a bordo di un fuoristrada preso a noleg­gio, rallenta fino quasi a fermarsi. Scossa, guarda i macchinari gialli che distruggono quel che resta del suo passato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;«Avrebbero dovuto avvertirmi» dice. Le sue intenzioni erano abbastanza innocenti, in quella grigia mattina di dicembre. In preda alla nostal­gia, aveva pensato di passare davanti all'edificio in cui aveva lavorato tanti anni, senza sapere che lo stavano demolendo. Avrebbero dovuto avvertirla. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Sarebbe stato gentile dirle che quel palazzo in cui aveva trascorso tan-tempo quando era giovane, piena di sogni e di speranze, quando ancora credeva nell'amore, quel palazzo ìt cui provava tanta nostalgia, era in demolizione. » Vede avanzare un bulldozer pronto all'attacco, e la i rumorosa violenza meccanica le sembra allarman­te pericolosa. "Avrei dovuto ascoltare" pensa guardando il palazzo sventrato, con la facciata ormai piena di buchi. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;"Quando mi hanno chiesto di tornare a Richmond, avrei dovuto ascoltarmi di più." &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;"Ho un caso difficile e mi piacerebbe che lei mi desse una mano" le ha detto il dottor Joel Marcus, l'attuale direttore dell'Istituto di medicina legale della Vìrginia, l'uomo che ha preso il suo posto. L'ha chiamata ie­ri pomeriggio al telefono e lei non ha prestato attenzio­ne ai propri sentimenti.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Certamente" gli ha risposto, passeggiando per la cucina della sua casa nel Sud della Florida. "Che cosa posso fare per lei?"&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Una quattordicenne è stata trovata morta nel suo letto due settimane fa, intorno a mezzogiorno. Aveva l'influenza."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Avrebbe dovuto chiedergli come mai aveva deciso di chiamare proprio lei. Ma non si è data ascolto. "Era a casa da scuola?" gli ha chiesto invece.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Sì."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Sola?" Stava mescolando bourbon, miele e olio d'o­liva e teneva la cornetta appoggiata sulla spalla.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Sì."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Chi l'ha trovata? Com'è morta?" ha chiesto versan­do il miscuglio dentro un sacchetto di plastica che con­teneva una bistecca di filetto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "A trovarla è stata la madre e la causa di morte è an­cora da accertare" ha risposto Marcus. "Sembrerebbe tutto normale, a parte il fatto che .non si capisce come mai è morta."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Kay Scarpetta ha messo la bistecca a marinare nel frigo e ha aperto il cassetto in cui tiene le patate, poi ha cambiato idea, ha deciso di fare il pane ai cereali, e lo ha richiuso. Non riusciva a stare ferma, e tantomeno seduta; era nervosa e cercava di non farlo capire. Per­ché il dottor Marcus l'aveva chiamata? Avrebbe dovuto&lt;br /&gt;chiederglielo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Con chi abitava la ragazza?" gli ha domandato in­vece.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Preferirei parlarne di persona" le ha risposto Mar­cus. "È un caso complicato."&lt;br /&gt;Kay stava per dirgli che non poteva aiutarlo, che era in partenza, che aveva in programma due settimane ad Aspen, ma non lo ha fatto. Non lo ha fatto perché non è vero: la vacanza è stata rimandata, o forse annullata del tutto, benché decisa da mesi. Non è riuscita a men­tire ed è ricorsa a una scusa più professionale: "Non posso venire a Richmond perché sto lavorando a un caso molto complesso, una morte per impiccagione che i familiari non vogliono rassegnarsi a considerare un suicidio".&lt;br /&gt;"E perché?" le ha domandato Marcus. Più parlava, meno lei lo ascoltava. "Problemi razziali?"&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "D morto è salito su un albero, si è messo un cappio intorno al collo e si è ammanettato per non poter più cambiare idea" ha spiegato lei, aprendo uno sportello della cucina. "Quando è saltato giù dal ramo, la corda gli ha spezzato la seconda vertebra cervicale e gli ha spinto in avanti il cuoio capelluto, così che, quando lo hanno trovato, aveva un'espressione corrucciata, una sorta di smorfia di dolore. I suoi parenti, qui nel Mississippi, dove l'omosessualità è ancora poco accettata, non riescono a spiegarsi l'espressione del morto e le manette."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Non sono mai stato nel Mississippi" è stato il com­mento di Marcus, che forse voleva dire che non gliene fregava niente né del morto impiccato né di nessuna tragedia che non lo riguardasse personalmente. Ma Kay Scarpetta non lo stava ascoltando e non capiva. "La aiuterei volentieri" gli ha detto aprendo una bottiglia di olio extravergine di oliva non filtrato, che non i nessuna necessità di aprire. "Però non credo che i una buona idea."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; li t Era arrabbiata, ma non voleva ammetterlo con se sa e passeggiava per la sua bella cucina allegra e at-atissima, con gli elettrodomestici in acciaio inos­abile e i piani di granito, guardando dalla finestra la acoastal Waterway. Era arrabbiata di non andare ì Aspen, ma le seccava ammetterlo. Era arrabbiata, ìbbiatissima, ma non voleva essere scortese con larcus ricordandogli che fino a qualche tempo prima aveva ricoperto lei la sua carica e che, quando l'aveva­no mandata via, aveva deciso di non mettere mai più piede a Richmond. Però Marcus stava zitto e lei ha do­vuto spiegargli che il suo trasferimento non era stato propriamente amichevole, come lui senz'altro sapeva.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "E passato molto tempo, Kay" le ha fatto notare al­lora. Lei era stata abbastanza rispettosa e professiona­le da chiamarlo dottor Marcus e da dargli del lei: come si permetteva quel villano di chiamarla per nome? Si è offesa, ma poi si è detta che probabilmente lui voleva solo essere cordiale e amichevole, che non doveva esse­re ipersensibile e negativa: possibile che la gelosia la spingesse a essere tanto prevenuta nei suoi confronti? In fondo, che cosa c'era di male a chiamarla Kay? si disse. E, ancora una volta, non aveva dato retta al pro­prio istinto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "Il governatore nel frattempo è cambiato" ha conti­nuato Marcus. "Probabilmente la signora che ricopre attualmente la carica non l'ha mai sentita nominare."&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Stava forse cercando di umiliarla, facendole capire che era così poco importante e che nessuno sapeva chi era? Ma poi si è detta che stava veramente esagerando, che Marcus non voleva certo offenderla.&lt;br /&gt;"È talmente presa dalla crisi finanziaria e dall'allar­me terrorismo che..."&lt;br /&gt;Kay si rimprovera di essere tanto negativa nei con­fronti del medico che ha preso il suo posto. In fondo Marcus le ha soltanto chiesto una mano in un caso dif­ficile: che male c'è? È normale che i manager usciti da un'azienda vengano poi richiamati in qualità di consu­lenti. E comunque Aspen è saltata.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; "... gli obiettivi in Virginia sono talmente tanti: basi militari, l'accademia dell'FBI, un campo di addestra­mento della cia, la Federai Reserve... Non avrà proble­mi con il governatore, Kay. È una donna troppo ambi­ziosa, aspira ad arrivare a Washington, non ha mai manifestato il minimo interesse per il mio lavoro" ha continuato Marcus con il suo accento del Sud, cercan­do di persuadere Kay che tornare a Richmond dopo cinque anni e offrire una consulenza all'Istituto di me­dicina legale da cui era stata licenziata non avrebbe creato nessun problema, anzi, sarebbe passato del tut­to inosservato. Poco convinta, Kay Scarpetta più che altro ha pensato ad Aspen, a Benton, al fatto che lui era in montagna senza di lei. Il tempo per occuparsi di un altro caso c'era, non aveva impegni pressanti.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Gira lentamente intorno alla vecchia sede dell'Istitu­to di medicina legale della Virginia, assediata da mac­chinali gialli simili a enormi insetti voraci dalle fauci di metallo. Ci sono scavatori e camion ovunque e il fra­stuono è assordante.&lt;br /&gt;«Be', sono contenta di averlo visto» dice Kay Scar­petta. «Ma avrebbero dovuto dirmelo.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Pete Marino, che è in automobile con lei, osserva in silenzio il cantiere.&lt;br /&gt;«E sono contenta che l'abbia visto anche tu, capita­no» aggiunge Kay. Non lo chiama spesso "capitano", anche perché Marino non lo è più. Quando lo fa, è per gentilezza.&lt;br /&gt;«Contenta tu, contenti tutti» borbotta lui con il suo tipico sarcasmo. «Comunque sì, hai ragione, avrebbero dovuto dirtelo. Se non altro, quel coglione che ha preso fi tuo posto e ti ha supplicato di venire qui dopo cinque Anni a dargli una mano.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Probabilmente non ci ha pensato» lo giustifica Kay. I «Sì, bravo» commenta Marino. «Mi sta già sulle palle.» Indossa pantaloni sportivi neri, anfibi, giacca di finta pelle nera e berretto con visiera del Dipartimento di Polizia di Los Angeles. Kay Scarpetta sa che vuole fare del figura del bullo metropolitano perché ce l'ha ancora&amp;nbsp; a morte con "quelli di Richmond" che gli hanno fatto unavita grama quando era ispettore di polizia in Virginia. Marino è convinto di non aver meritato le numerose ammonizioni, le sospensioni, i trasferimenti e i provvedimenti disciplinari che ha ricevuto nel corso della sua carriera e non si rende conto che, se gli altri lo trattano male, spesso è perché lui li provoca.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Kay Scarpetta lo guarda, seduto imbronciato con gli occhiali da sole e quel berretto, e pensa che sembra scemo, soprattutto visto che odia Los Angeles, Holly­wood, il mondo dello spettacolo e tutti quelli che muoiono dalla voglia di farne parte. Il berretto della polizia di Los Angeles è un regalo di Lucy, la nipote di Kay Scarpetta, che recentemente ha aperto una filiale della propria agenzia di investigazioni a Los Angeles. Chissà perché Marino, per tornare a Richmond, ha scelto un look così: forse era sua precisa intenzione mostrarsi completamente diverso da quello che è.&lt;br /&gt;«Dunque non vai ad Aspen» le dice a voce bassa. «Chissà com'è incacchiato Benton.»&lt;br /&gt;«Per la verità è impegnato» risponde Kay. «Quindi se lo raggiungo fra due o tre giorni è più contento.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Due o tre giorni? Tu pensi davvero che ci mettere­mo soltanto due o tre giorni? Vedrai che ad Aspen non ci vai più. Com'è che Benton è impegnato, comunque?»&lt;br /&gt;«Non me lo ha detto e io non gliel'ho chiesto» ri­sponde lei per chiudere il discorso. Non ha nessuna vo­glia di parlarne.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Marino guarda fuori del finestrino senza dire niente e Kay Scarpetta è certa che sta pensando ai suoi rap­porti con Benton Wesley. Probabilmente ci pensa spes­so, troppo spesso: ha intuito che lei si è allontanata da Benton, che da quando sono tornati insieme sono più distanti. La disturba che Marino se ne sia accorto, an­che se è naturale: se qualcuno doveva accorgersene, era ovvio che fosse proprio lui.&lt;br /&gt;«Peccato per Aspen» dice Marino. «Io mi incacchierei, comunque.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Guarda!» esclama Kay Scarpetta, indicandogli il palazzo che viene abbattuto sotto i loro occhi. «Già che siamo qui, tanto vale che ci guardiamo lo spettacolo.» Non vuole parlare né di Aspen né di Benton, né del perché non è in montagna con lui. Gli anni in cui pen­sava che fosse morto l'hanno cambiata profondamen­te. Quando lui è rientrato nella sua vita, nulla è stato più come prima. Kay non sa perché.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Non potevano fare a meno di buttarlo giù» senten­zia Marino guardando dal finestrino. «Ci devono pas­sare i binari dell'Anatrale. Siccome riaprono la Main Street Station, avevano bisogno di spazio. Non so chi me l'ha detto. È passato un sacco di tempo.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Potevi anche dirmelo» gli fa Kay.&lt;br /&gt;«È passato un sacco di tempo, non so neanche più dove l'ho sentito.»&lt;br /&gt;«Avresti potuto dirmelo lo stesso.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; Marino la guarda in faccia. «Senti, capisco che ti gi­rino le scatole. Lo sapevamo che tornare a Richmond non sarebbe stato facile. Siamo appena arrivati e ci troviamo davanti questo scempio. Siamo qui da meno di un'ora e scopriamo che il palazzo in cui lavoravamo insieme è un cumulo di macerie. A me non sembra un gran bel segnale. Senti, stai andando troppo piano: guarda che ci tamponano.»&lt;br /&gt;«Non mi girano le scatole» ribatte Kay Scarpetta. «È solo che avrei gradito essere informata, tutto qui.» &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Procede a passo d'uomo e osserva il cantiere.&lt;br /&gt;«È di cattivo auspicio, questa cosa» ribadisce lui. La guarda poi si volta verso il finestrino.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Non era mica l'ottava meraviglia del mondo» insi­ste Marino, in tono improvvisamente seccato. «Un cu­bo di cemento anni Settanta in cui sono passati chissà quanti morti ammazzati, gente andata al Creatore per aids, cancrena e quant'altro, donne e bambini stuprati, strangolati, pugnalati... pazzi finiti sotto un treno... Ne ha viste di brutture, questo posto... Per non parlare dei cadaveri conservati nella divisione di Anatomia. Quelli sono la cosa peggiore, per me. Ti ricordi che li tiravano fuori dalle vasche di formalina con un argano, aggan­ciandoli per le orecchie? Nudi, rosa come porcellini, tutti rannicchiati... Che orrore!» Avvicina le gambe flesse al mento per mimare la posizione dei cadaveri.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Fino a poco tempo fa non saresti riuscito a tirare su le gambe a quel modo» gli fa notare Kay Scarpetta. «Tre mesi fa, le piegavi a malapena.»&lt;br /&gt;«Ma dai...»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Sul serio. Anzi, volevo dirtelo: sei dimagrito un sac­co, stai proprio bene.»&lt;br /&gt;«Ad alzare una gamba ci vuole veramente poco: basta pensare ai cani. Maschi, naturalmente» scherza Marino, soddisfatto del complimento. Kay Scarpetta si dispiace di non avergli detto prima quanto lo trovava migliorato.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Davvero, sei molto più in forma.» Per anni ha avu­to paura che Marino schiattasse a causa delle sue abi­tudini malsane, e si dispiace di non averlo incoraggiato abbastanza, quando lui ha cominciato a cambiare vita. Si è dovuta trovare di fronte alle macerie del suo vec­chio Istituto di medicina legale per riuscire a dirgli qualcosa di gentile. «Scusami se non te l'ho detto pri­ma» aggiunge. «Spero che tu non segua una dieta iper-proteica.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Abito in Florida, adesso» risponde lui tutto allegro. «Seguo la dieta di South Beach. Anche se a South Beach non metto piede: è pieno di finocchi.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Non mi piace che tu ti esprima in questo modo» lo interrompe Kay. Le da un fastidio terribile sentire certe parole. Marino lo sa e le usa apposta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Ti ricordi il forno?» Marino riprende il filo dei ri­cordi. «Quando c'erano le cremazioni, lo sapevano tut­ti perché usciva il fumo dal comignolo.» Indica la cimi­niera scura del crematorio. «Se vedevo uscire il fumo, chiudevo i finestrini della macchina. Non voglio mica respirare certa roba, io...»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; . Kay Scarpetta sta passando lungo la parte posterio-Jre del complesso, che è ancora intatta e le sembra ^identica a come la ricordava. Il parcheggio è vuoto, a&lt;br /&gt;te un grosso trattore giallo fermo proprio dove lei Bveva il posto macchina quando dirigeva l'istituto, ap­ena a destra dell'entrata. Per un attimo, le pare di ri-lisntire la saracinesca cigolante che si azionava pre-lendo un grosso pulsante rosso e verde, le voci, il favai di carri funebri, ambulanze e barelle che trasportavano i sacchi grigi in cui erano chiusi i cadaveri. Siorno e notte, notte e giorno, senza soluzione di con-tjnuità.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Guarda bene» dice a Marino.&lt;br /&gt;«Ho già visto tutto quello che c'è da vedere» ribatte Itti. «Quanti giri vuoi fare intorno al palazzo?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Due. Per farmi un quadro preciso della situazione.»&lt;br /&gt;Svolta a sinistra in Main Street e gira intorno al can­tiere a velocità, lievemente più alta. Passando di nuovo davanti al parcheggio, nota un uomo in pantaloni ver­de oliva e giacca nera vicino a un trattore giallo, che traffica con il motore. Capisce che sta cercando di ri­parare un guasto e rabbrividisce nel vederlo davanti al­la grossa ruota nera.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; «Secondo me, ti conviene lasciare il berretto in mac­china» dice a Marino.&lt;br /&gt;«Còme, scusa?» chiede lui voltandosi dalla sua parte.&lt;br /&gt;«Mi hai sentito benissimo. È solo un consiglio da amica» risponde Kay, mentre l'uomo davanti al tratto­re scompare alla sua vista.&lt;br /&gt;«TU mi dai spesso consigli» replica lui. «Non so se da amica, però.» Si toglie il berretto con la scritta lapd e lo guarda pensoso. Ha la fronte sudata e i pochi capelli che madre natura gli ha lasciato sono rasati a zero.&lt;br /&gt;«Non mi hai mai detto perché adesso ti radi a zero» gli dice.&lt;br /&gt;«Non me l'hai mai chiesto.»&lt;br /&gt;«Be', te lo chiedo ora.» Svolta in dirczione nord, al­lontanandosi dal cantiere verso Broad Street, e accelera.&lt;br /&gt;«È di moda» risponde Marino. «Per averne pochi, tanto vale non averne e basta.»&lt;br /&gt;«Sì, ha una logica» risponde Kay. «Come tutto, pe­raltro.»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Edgar Allan Pogue si guarda le dita dei piedi rilassan­dosi sulla sdraio. Sorride e pensa alla reazione che avrà la gente quando scoprirà che è andato a stare a Hollywood. "La mia seconda casa" pensa. Lui, Edgar Allan Pogue, ha una seconda casa, dove andare a ripo­sarsi e a prendere il sole.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt; A nessuno verrà in mente che potrebbe trattarsi di Un'altra Hollywood. Quando si parla di Hollywood si pensa sempre all'enorme insegna sulla collina, alle vil­le lussuosissime, a spider ultimo modello e a personag­gi famosi. A nessuno verrà in mente che la Hollywood di Edgar Allan Pogue è nella contea di Broward, a un'ora di macchina da Miami, e senza star del cinema. AI medico lo dovrà dire, però, pensa addolorato. Sì, il Dedico sarà il primo a saperlo, perché deve fargli il uccino. Uno che sta a Hollywood non può rimanere ftza vaccino antinfluenzale, anche se dovesse scar-ijgiare. Pogue si arrabbia al solo pensiero. «Vedi, mamma, siamo qui. Siamo qui veramente,&amp;nbsp; è un sogno» dice con la voce strascicata di chi ha qualcosa in bocca che gli impedisce di pronunciare be­lle parole. Stringe fra i denti bianchi e regolari una piatita di legno. «E tu che pensavi che non ci saremmo&amp;nbsp; arrivati» continua, sbavando sulla matita. Un rivo­to di saliva gli cola sul mento.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black; margin: 0px; padding: 0px;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form" style="margin-bottom: 3px;"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" style="margin-bottom: 0px; padding-bottom: 0px;" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo" style="display: block; float: left; padding: 0px;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" style="cursor: move;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text" style="display: block; float: left; font: 10px Arial; padding-top: 4px;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se  ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine  sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-5556561410238722219?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/5556561410238722219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/la-traccia-chiarire-la-misteriosa-morte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/5556561410238722219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/5556561410238722219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/la-traccia-chiarire-la-misteriosa-morte.html' title='La traccia, chiarire la misteriosa morte di una quattordicenne è il compito di Kay Scarpetta.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-a9tB1xHgysU/TeKkkQP_2oI/AAAAAAAAAp0/yLMWk7tMleE/s72-c/la_traccia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1796820434104726273</id><published>2011-05-27T21:50:00.005+02:00</published><updated>2011-05-27T21:57:39.873+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Jeffery Deaver'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Jeffery Deaver ha conosciuto il successo internazionale con "Il collezionista di ossa".</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SjlQ3GBLf0s/TeAAHbMPr4I/AAAAAAAAAps/7zdh-7frymw/s1600/jeffery_deaver_big.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-SjlQ3GBLf0s/TeAAHbMPr4I/AAAAAAAAAps/7zdh-7frymw/s320/jeffery_deaver_big.jpg" width="245" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Jeffery Deaver (Glen Ellyn, Illinois, 6  maggio 1950) è uno scrittore statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrittore di romanzi Thriller, ha vinto per tre volte l'Ellery Queen  Readers Award for Best Short Story of the Year, vinto il British  Thumping Good Read Award ed è stato più volte &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD2"&gt;finalista&lt;/span&gt; all'Edgar Award.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;Ha conosciuto il successo  internazionale con "Il collezionista di ossa", la prima indagine di  Lincoln Rhyme e &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD7"&gt;Amelia&lt;/span&gt; Sachs, da  cui è stato tratto l'omonimo film.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD1"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="IL_AD" id="IL_AD5"&gt;Ciclo&lt;/span&gt; di Rune&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1988 - Manhattan Is My Beat&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1990 - Death of a Blue Movie Star&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1992 - Hard News&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciclo di John Pellam &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1992 - Sotto terra (Shallow Graves)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1993 - Fiume di Sangue (Bloody River Blues)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2001 - L'ultimo copione di John Pellam (Hell's Kitchen)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciclo di Lincoln Rhyme &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1997 - Il collezionista di ossa (The Bone Collector), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1998 - Lo scheletro che balla (The Coffin Dancer), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2000 - La sedia vuota (The Empty Chair), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2002 - La scimmia di pietra (The Stone Monkey), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2003 - L'uomo scomparso (The Vanished Man), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2003 - Il &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD4"&gt;regalo&lt;/span&gt; di Natale -  raccolto nell'antologia Spirali&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2005 - La dodicesima &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD6"&gt;carta&lt;/span&gt;  (The Twelfth Card), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2006 - La &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD11"&gt;luna&lt;/span&gt; fredda (The  Cold Moon), Sonzogno&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;  Ciclo di Kathryn Dance &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2006 - La luna fredda (The Cold Moon), Sonzogno&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2007 - La bambola che dorme (The Sleeping Doll)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romanzi &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD9"&gt;vari&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1988 - Voodoo&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1988 - Always a Thief&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1992 - Mistress of Justice&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1993 - The Lesson of Her Death&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1994 - Pietà per gli insonni (Praying For Sleep)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1995 - Speaking in Tongues&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1995 - Il silenzio dei rapiti (A Maiden's &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD12"&gt;Grave&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1999 - La &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD3"&gt;lacrima&lt;/span&gt; del  diavolo (The Devil's Teardrop)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2001 - &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/08/profondo-blu-nonostante-manchi-ryme-uno.html"&gt;Profondo Blu (The Blue Nowhere)&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/08/profondo-blu-nonostante-manchi-ryme-uno.html"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-Pv3nvs8iP5w/TeAB9-LZONI/AAAAAAAAApw/mA2v2gYXQbY/s1600/profondo_blu.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2004 - Il giardino delle belve (Garden Of Beasts)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antologie &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2001 - Suspense (A century of great suspense stories),&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2003 - Spirali (Twisted)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2004 - Nocturne&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 2006 - More Twisted&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Filmografia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Film tratti dai suoi romanzi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1997 - Dead Silence (Film TV) - tratto da Il silenzio dei rapiti&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; * 1999 - Il collezionista di ossa (The Bone Collector)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; zoom: 1;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form" style="margin-bottom: 3px;"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" style="margin-bottom: 0px; padding-bottom: 0px;" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo" style="display: block; float: left; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; 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margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; margin-right: auto; margin-top: 0px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1796820434104726273?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1796820434104726273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/jeffery-deaver-ha-conosciuto-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1796820434104726273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1796820434104726273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/jeffery-deaver-ha-conosciuto-il.html' title='Jeffery Deaver ha conosciuto il successo internazionale con &quot;Il collezionista di ossa&quot;.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-SjlQ3GBLf0s/TeAAHbMPr4I/AAAAAAAAAps/7zdh-7frymw/s72-c/jeffery_deaver_big.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-2970367875079600150</id><published>2011-05-08T12:20:00.010+02:00</published><updated>2011-06-05T15:22:09.222+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umberto Eco'/><title type='text'>Umberto Eco accademico, filosofo semiologo, linguista e bibliofilo italiano di fama internazionale.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-mEIKFa1u82Y/TcZu7aL3zII/AAAAAAAAApo/RDxVOqu8fYY/s1600/ilnomedellarosa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-v7MCGSyWtEg/TcZub6JW5NI/AAAAAAAAApk/gK1-FkrSkPo/s1600/Umberto_Eco.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-v7MCGSyWtEg/TcZub6JW5NI/AAAAAAAAApk/gK1-FkrSkPo/s1600/Umberto_Eco.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932) è uno scrittore, filosofo, accademico, semiologo, linguista, massmediologo e bibliofilo italiano di fama internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Definito come l'intellettuale italiano vivente più famoso nel mondo[senza fonte], dal 12 novembre 2010 Umberto Eco è socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Opere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Narrativa.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/il-nome-della-rosa-romanzo-storico.html"&gt;Il Nome della Rosa&lt;/a&gt; (1980) - Un giallo di ambientazione medievale, vincitore del Premio Strega nel 1981, finalista del Edgar Award nel 1984. Vedi anche Postille al nome della rosa per informazioni sull'ambientazione. Da questo libro è stato anche tratto un film omonimo con Sean Connery e Christian Slater.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/il-nome-della-rosa-romanzo-storico.html" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-mEIKFa1u82Y/TcZu7aL3zII/AAAAAAAAApo/RDxVOqu8fYY/s1600/ilnomedellarosa.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il pendolo di Foucault (1988) - Complotti, esoterismo e magia in un contesto ambientato ai giorni nostri.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'isola del giorno prima (1994) - La storia di un nobile del XVII secolo naufragato sulla linea del cambiamento di data.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Baudolino (2000) - La storia di un giovane contadino piemontese adottato dall'imperatore Federico I Barbarossa e delle sue incredibili avventure.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La misteriosa fiamma della regina Loana (2004) - Questo romanzo, benché illustrato a colori, è dominato dalla nebbia. Nella nebbia si risveglia Yambo, dopo un incidente che gli ha fatto perdere la memoria. Accompagnandolo nel lento recupero di sé stesso, la moglie lo convince a tornare nella casa di campagna dove ha conservato i libri letti da ragazzo, i quaderni di scuola, i dischi che ascoltava allora.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il cimitero di Praga (2010)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Saggistica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco ha anche scritto numerosi saggi di filosofia, semiotica, linguistica, estetica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il problema estetico in San Tommaso, Torino: Edizioni di Filosofia, 1956 (Seconda ed. modificata: Il problema estetico in Tommaso d'Aquino, Milano: Bompiani, 1970).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Sviluppo dell'estetica medievale, in Momenti e problemi di storia dell'estetica, Milano: Marzorati, 1959 (Seconda ed. modificata: Arte e bellezza nell'estetica medievale, Milano: Bompiani, 1987)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Storia figurata delle invenzioni. Dalla selce scheggiata al volo spaziale, Milano: Bompiani, 1961 (con G. B. Zorzoli)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Opera aperta, Milano: Bompiani, 1962 (Seconda ed. modificata: 1967; sulla base dell'ed. francese 1965, 1971, Quarta ed. modificata 1976).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Diario minimo, Milano: Mondadori, 1963 (ed. modificata, 1975) (contiene la celeberrima Fenomenologia di Mike Bongiorno e l'altrettanto celebre Elogio di Franti)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Apocalittici e integrati, Milano: Bompiani, 1964 (ed. modificata, 1977)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il caso Bond (a cura di, con Oreste del Buono), Milano: Bompiani, 1965&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Le poetiche di Joyce, Milano: Bompiani, 1966 (ed. modificata sulla base della seconda parte di Opera Aperta, 1972).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Appunti per una semiologia delle comunicazioni visive, Milano: Bompiani, 1967 (poi in La struttura assente)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'Italie par elle-meme. A portrait of Italy. Autoritratto dell'Italia (a cura di, con Giulio Carlo Argan, Guido Piovene, Luigi Chiarini, Vittorio Gregotti e altri), Milano: Bompiani, 1967&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La struttura assente, Milano: Bompiani, 1968 (ultima ed. modificata, 1980)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La definizione dell'arte, Milano: Mursia, 1968&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'arte come mestiere (a cura di), Milano: Bompiani, 1969&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I sistemi di segni e lo strutturalismo sovietico (a cura di, con Remo Faccani), Milano: Bompiani, 1969&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;L'industria della cultura (a cura di), Milano: Bompiani, 1969&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Le forme del contenuto, Milano: Bompiani, 1971&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il nuovo medioevo, Milano: Bompiani, 1972 (con Francesco Alberoni, Furio Colombo e Giuseppe Sacco)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Estetica e teoria dell'informazione (a cura di), Milano: Bompiani, 1972&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il segno, Milano: Isedi, 1973 (seconda ed. modificata, Milano: Mondadori)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il costume di casa, Milano: Bompiani, 1973&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Beato di Liébana, Milano: Franco Maria Ricci, 1973&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Trattato di semiotica generale, Milano: Bompiani, 1975&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) A Theory of Semiotics, Bloomington: Indiana U.P., 1976 (e London: Macmillan, 1977) (versione inglese originale di Trattato di semiotica generale)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il superuomo di massa, Roma: Cooperativa Scrittori, 1976 (ed. modificata, Milano: Bompiani, 1978)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dalla periferia dell'impero, Milano: Bompiani, 1977&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Come si fa una tesi di laurea, Milano: Bompiani, 1977&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) The Role of the Reader, Bloomington: Indiana U.P., 1979 (e London: Hutchinson, 1981) (contiene saggi presi da Opera aperta, Apocalittici e integrati, Forme del contenuto, Lector in Fabula e Il superuomo di massa)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN, FR) A semiotic Landscape. Panorama sémiotique. Proceedings of the Ist Congress of the International Association for Semiotic Studies, Den Haag, Paris, New York: Mouton (= Approaches to Semiotics, 29) (a cura di, con Seymour Chatman e Jean-Marie Klinkenberg).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Lector in fabula, Milano: Bompiani, 1979&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Function and sign: the semiotics of architecture. A componential analysis of the architectural sign /column/, in G. Broadbent e altri (a cura di), Signs, symbols and architecture, New York: Wiley, 1980&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(GR) E semeiologia sten kathemerine zoe, Thessaloniki: Malliares, 1980 (antologia di saggi).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il "Milione": descrivere l'ignoto, in L'espresso, 1982&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Postille al nome della rosa (1983) (aggiunte all'ed. italiana tascabile di Il nome della rosa, Milano: Bompiani, 1984)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;The Sign of Three. Peirce, Holmes, Dupin (a cura di, con Thomas A. Sebeok), Bloomington: Indiana U.P., 1983 (trad. Il segno dei tre, Milano: Bompiani)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Sette anni di desiderio, Milano: Bompiani, 1983&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Semiotica e filosofia del linguaggio, Torino: Einaudi, 1984&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(PT) Conceito de texto, São Paulo: Queiroz, 1984&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Sugli specchi e altri saggi, Milano: Bompiani, 1985&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(FR) De Bibliotheca, Caen: L'échoppe, 1986&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Streit der Interpretationen, Konstanz: Universitätverlag Konstanz GMBH, 1987&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(FR) Notes sur la sémiotique de la réception, Paris: Actes Sémiotiques, IX, 81, 1987 (Centre National de la Recherche Scientifique)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Meaning and mental representations (a cura di, con M. Santambrogio e Patrizia Violi), Bloomington: Indiana U.P., 1988&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Im Labyrinth der Vernunft. Texte über Kunst und Zeichen, Leipzig: Reclam, 1989 (antologia di saggi)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Lo strano caso della Hanau 1609, Milano: Bompiani, 1989&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Leggere i Promessi sposi (con Maria Corti), Milano, Bompiani, 1989&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Auf dem Wege zu einem Neuen Mittelalter, München: DTV Grossdruck, 1990 (antologia di saggi).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I limiti dell'interpretazione, Milano: Bompiani, 1990&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Stelle e stellette, Genova: Melangolo, 1991&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Vocali, Napoli: Guida, 1991&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il secondo diario minimo, Milano: Bompiani, 1992&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Interpretation and Overinterpretation, Cambridge: Cambridge U.P., 1992&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La memoria vegetale, Milano: Ed. Rovello, 1992&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, Bari: Laterza, 1993&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(GR) Ton augousto den Uparchoun eideseis, Thessaloniki: Parateretés, 1993 (antologia di saggi).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Apocalypse Postponed, Bloomington: Indiana U.P, 1994 (a cura di Robert Lumley, saggi da Apocalittici e integrati)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Six Walks in the Fictional Woods, Cambridge: Harvard U.P., 1994 (tradotto come Sei passeggiate nei boschi narrativi, Milano: Bompiani)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Povero Pinocchio (a cura di), Modena: Comix, 1995&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;In cosa crede chi non crede? (con Carlo Maria Martini), Roma: Liberal, 1996&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Neue Streichholzbriefe, München: DTV, 1997&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Cinque scritti morali, Milano: Bompiani, 1997&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Kant e l'ornitorinco, Milano: Bompiani, 1997&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Talking of Joyce (con Liberato Santoro-Brienza), Dublin: University College Dublin Press, 1998&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Gesammelte Streichholzbriefe, München: Hanser, 1998&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Serendipities. Language and Lunacy, New York: Columbia U.P., 1998 (e London: Weidenfeld, 1999)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Tra menzogna e ironia, Milano: Bompiani, 1998&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La bustina di Minerva, Milano: Bompiani, 2000&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(NO) Den nye Middelalderen og andre essays, Oslo: Tiden Norske, 2000 (antologia di saggi)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Mein verrücktes Italien, Berlin: Wagenbach, 2000 (antologia di saggi)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(CS) Mysl a smysl, Praha: Moravia press, 2000 (antologia di saggi)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Experiences in translation, Toronto: Toronto U.P., 2000&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Riflessioni sulla bibliofilia, Milano: Ed. Rovello, 2001&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(DE) Sämtliche Glossen und Parodien, München: Hanser, 2001 (raccolta completa da Diario mimimo, Secondo diario minimo, Bustina di Minerva e altre parodie da raccolte in tedesco)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Sulla letteratura, Milano: Bompiani, 2002&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dire quasi la stessa cosa. Esperienze di traduzione, Milano: Bompiani, 2003&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;(EN) Mouse or Rat?: Translation as Negociation, London: Weidenfeld &amp;amp; Nicholson, 2003 (Experiences in translation e saggi selezionati da Dire quasi la stessa cosa)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Bellezza. Storia di un'idea dell'Occidente (a cura di, CD-ROM), Milano: Motta On Line, 2002&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Storia della bellezza, Milano: Bompiani, 2004 (a cura di)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il linguaggio della terra australe, Milano: Bompiani, 2004 (edizione non commerciale)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il Codice Temesvar, Milano: Ed. Rovello, 2005&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Nel segno della parola (con Daniele Del Giudice e Gianfranco Ravasi), a cura di Ivano Dionigi, Milano: Rizzoli, 2005&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;A passo di gambero. Guerre calde e populismo mediatico, Milano: Bompiani, 2006&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La memoria vegetale e altri scritti di bibliofilia, Milano: Bompiani, 2006&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Sator Arepo eccetera, Roma: Nottetempo, 2006&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Storia della bruttezza, Milano: Bompiani, 2007 (a cura di)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;11/9 La cospirazione impossibile, Milano: Piemme, 2007 (volume di autori vari a cura di Massimo Polidoro)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Dall'albero al labirinto, Milano: Bompiani, 2007&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Nebbia (a cura di, con Remo Ceserani), Torino: Einaudi, 2009 (antologia letteraria di racconti a tema)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Non sperate di liberarvi dei libri (con Jean-Claude Carrière), Milano: Bompiani, 2009&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Vertigine della lista, Milano: Bompiani, 2009&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il Medioevo. Barbari, Cristiani, Musulmani (a cura di), Milano: Encyclomedia Publishers, 2010&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il Medioevo. Cattedrali, Cavalieri, Città (a cura di), Milano, Encyclomedia Publishers, 2011&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Il Medioevo. Castelli, Mercanti, Poeti (a cura di), Milano, Encyclomedia Publishers, 2011&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Costruire il nemico, Milano: Bompiani, 2011&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Letteratura per l'infanzia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La bomba e il generale, Milano: Bompiani, 1966 (con Eugenio Carmi, ed. rivista 1988, poi in Tre racconti)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;I tre cosmonauti, Milano: Bompiani, 1966 (con Eugenio Carmi, ed. rivista 1988, poi in Tre racconti)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Gli gnomi di Gnu, Milano: Bompiani, 1992 (con Eugenio Carmi, poi in Tre racconti)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Tre racconti, Milano: Bompiani, 2004 (raccolta dei tre precedenti)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;La storia de "I promessi sposi" raccontata da Umberto Eco, Roma: Gruppo ed. L'Espresso, 2010 (collana "Save the Story", a cura di Alessandro Baricco)&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se        ti è        piaciuto   l'articolo ,           iscriviti al feed   cliccando                   sull'immagine  sottostante  per tenerti           sempre     aggiornato            sui     nuovi   contenuti del    blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-2970367875079600150?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/2970367875079600150/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/umberto-eco-accademico-filosofo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/2970367875079600150'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/2970367875079600150'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/umberto-eco-accademico-filosofo.html' title='Umberto Eco accademico, filosofo semiologo, linguista e bibliofilo italiano di fama internazionale.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-v7MCGSyWtEg/TcZub6JW5NI/AAAAAAAAApk/gK1-FkrSkPo/s72-c/Umberto_Eco.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-3647279256983336959</id><published>2011-05-08T11:08:00.011+02:00</published><updated>2011-05-30T20:23:11.823+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umberto Eco'/><title type='text'>Il Nome della Rosa romanzo storico  scritto da Umberto Eco con ambientazione medievale.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-OqcfY4KRD-I/TcZdbc0FeNI/AAAAAAAAApY/YbJ-YdOvT60/s1600/il_nome_della_rosa.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-OqcfY4KRD-I/TcZdbc0FeNI/AAAAAAAAApY/YbJ-YdOvT60/s320/il_nome_della_rosa.jpg" width="259" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Il nome della rosa è un romanzo scritto da Umberto Eco, edito per la prima volta nel 1980. Dopo aver scritto moltissimi saggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco decise di scrivere il suo primo romanzo, dopo alcuni anni di meticolosa preparazione, cimentandosi nel genere del giallo ed in particolare nel giallo deduttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'opera è ambientata nel Medioevo e viene presentata come il manoscritto di un anziano frate che ha trascritto un'avventura vissuta da novizio, molti decenni addietro, in compagnia del suo maestro presso un monastero benedettino dell'Italia settentrionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La narrazione, suddivisa in sette giornate, scandite dai ritmi della vita monastica, vede protagonisti Guglielmo da Baskerville, frate francescano, e il novizio Adso da Melk, il narratore della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal romanzo è stato tratto nel 1986 un film omonimo per la regia di Jean-Jacques Annaud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo provvisorio del libro, durante la stesura, era L'abbazia del delitto, poi Eco aveva pensato anche al titolo Adso da Melk (ma poi considerò che nella letteratura italiana - a differenza di quella inglese - i libri aventi per titolo il nome del protagonista non hanno mai avuto fortuna), per approdare infine al titolo Il nome della Rosa tratto dal motto nominalista che chiude il romanzo: stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus ("La rosa primigenia [ormai] esiste [soltanto] in quanto nome: noi possediamo nudi nomi" - nel senso che, come sostenuto dai nominalisti, non possiamo cogliere l'essenza delle cose - diversamente da quanto sostenuto da Aristotele e dalla dottrina cattolica di san Tommaso d'Aquino).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il titolo inoltre rimanda implicitamente ad alcuni dei temi centrali dell'opera: la frase stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus ricorda anche il fatto che di tutte le cose alla fine non resta che un puro nome, un segno, un ricordo. Così è per la biblioteca e i suoi libri distrutti dal fuoco, ad esempio, e per tutto un mondo, quello conosciuto dal giovane Adso, destinato a scomparire nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma in realtà tutta la vicenda narrata è un continuo ricercare segni, "libri che parlano di altri libri", come suggerisce lo stesso Eco nelle "Postille al Nome della Rosa", le parole e i "nomi" attorno a cui ruota tutto il complesso di indagini, lotte, rapporti di forza, conflitti politici e culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel prologo, l'autore racconta di aver letto durante un soggiorno all'estero il manoscritto di un monaco benedettino riguardante una misteriosa vicenda svoltasi in età medievale in un'abbazia dell'Italia settentrionale. Rapito dalla lettura, egli inizia a quel punto a tradurlo su qualche quaderno di appunti prima di interromprere i rapporti con la persona che gli aveva messo il manoscritto tra le mani. Dopo aver ricostruito la ricerca bibliografica che lo portò a recuperare alcune conferme oltre alle parti di testo mancanti, l'autore passa quindi a narrare la vicenda di Adso da Melk.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È la fine di novembre del 1327. Guglielmo e Adso si recano in un monastero benedettino di regola cluniacense sperduto sui monti dell'Italia settentrionale. Questo monastero sarà sede di un delicato convegno che vedrà protagonisti i francescani - sostenitori delle tesi pauperistiche e alleati dell'imperatore Ludovico - e i delegati della curia papale, insediata a quei tempi ad Avignone.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dfkRfxzoe54/TcZovjQBKcI/AAAAAAAAApc/oac3nly4BbA/s1600/nomedellarosa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="216" src="http://2.bp.blogspot.com/-dfkRfxzoe54/TcZovjQBKcI/AAAAAAAAApc/oac3nly4BbA/s400/nomedellarosa.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;I due monaci (Guglielmo è francescano e inquisitore "pentito", il suo discepolo Adso è un novizio benedettino) si stanno recando in questo luogo perché Guglielmo è stato incaricato dall'imperatore di partecipare al congresso quale sostenitore delle tesi pauperistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo l'abate, preoccupato che l'inspiegabile morte del giovane confratello Adelmo durante una bufera di neve possa far saltare i lavori del convegno e far ricadere la colpa su di lui, confida nelle capacità inquisitorie di Guglielmo affinché faccia luce sul tragico omicidio, cui i monaci - tra l'altro - attribuiscono misteriose cause soprannaturali. Nel monastero circolano infatti numerose credenze circa la venuta dell'Anticristo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la quasi totale libertà di movimento concessa all'ex inquisitore, altre morti violente si susseguono: quella di Venanzio, giovane monaco traduttore dal greco e amico di Adelmo, e quella di Berengario, aiutante bibliotecario che aveva ottenuto illecitamente i favori del giovane Adelmo. Anche altri monaci troveranno la morte nell'abbazia, mentre i delegati del papa disputano con i francescani delegati dall'imperatore sul tema della povertà della Chiesa cattolica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guglielmo scopre che le morti sono riconnesse a un manoscritto greco custodito gelosamente nella biblioteca, vanto del monastero (costruita come un intricato labirinto a cui hanno accesso solo il bibliotecario e il suo aiutante).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel monastero sono presenti anche due ex appartenenti alla setta dei dolciniani: il cellario Remigio da Varagine e il suo amico Salvatore, che parla una strana lingua. Remigio intrattiene un commercio illecito con una povera fanciulla del luogo, che in cambio di favori sessuali riceve cibo dal cellario. Anche il giovane Adso fa la conoscenza della ragazza e scopre così i piaceri della carne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione è complicata dall'arrivo dell'inquisitore Bernardo Gui, che trova la fanciulla insieme a Salvatore e prende spunto dalla presenza di un gallo nero, che la ragazza affamata avrebbe voluto mangiare, e di un gatto nero, per accusarli di essere cultori di riti satanici e responsabili delle misteriose morti. Dopo aver fatto torturare il povero Salvatore, che confessa il suo passato di dolciniano, Bernardo Gui - facendosi assistere dall'Abate e da Guglielmo da Baskerville - processa e condanna fra' Remigio, Salvatore e la fanciulla, dichiarandoli colpevoli delle morti avvenute nel monastero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I personaggi, anche quelli minori, si offrono ad una doppia (alle volte tripla) lettura; alcuni sono di fantasia e altri realmente esistiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra' Guglielmo, oltre ad un medievale Sherlock Holmes, ricorda anche in maniera palese il filosofo francescano inglese Guglielmo di Occam, maestro del metodo deduttivo; peraltro, nelle citazioni l'autore inventa una fittizia discendenza discepolare di fra' Guglielmo da Ruggero Bacone, anch'egli filosofo d'Oltremanica tardo-medievale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infine, il paese di provenienza di Guglielmo si richiama a Il mastino dei Baskerville di Conan Doyle, autore dello stesso Sherlock Holmes. Allo stesso modo Adso ricorda Watson, il non meno celebre aiutante di Holmes, ed entrambi sono narratori in prima persona dei fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni epiteti di Jorge da Burgos sono direttamente tratti dagli strali lanciati dal doctor mellifluus Bernardo di Chiaravalle contro l'origine diabolica del riso. Il personaggio, peraltro, appare una riuscita caricatura di Jorge Luis Borges: ciò non soltanto per la comune cecità e per l'evidente assonanza dei nomi, ma anche per la diretta discendenza borgesiana dell'immagine della biblioteca come specchio del mondo e persino della planimetria poligonale con cui la biblioteca dell'abbazia è disegnata (cfr. La biblioteca di Babele).&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bjhRMaiZIdI/TcZo9d3YM2I/AAAAAAAAApg/_MurqRtOeXk/s1600/frate-salvatore-in-nome-della-rosa3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="270" src="http://1.bp.blogspot.com/-bjhRMaiZIdI/TcZo9d3YM2I/AAAAAAAAApg/_MurqRtOeXk/s400/frate-salvatore-in-nome-della-rosa3.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;L'ex dolciniano Salvatore - ed il suo grido "Penitenziagite!", con cui accoglie i nuovi venuti all'abbazia - ci riporta alle lotte intestine della chiesa medievale, alle volte anche sanguinose, tra i vescovi cattolici e il movimento degli spirituali, portato avanti dai seguaci di fra' Dolcino da Novara. La parola Penitenziagite è una contrazione della locuzione latina Penitentiam agite cioè fate la Penitenza, frase con cui, a detta di Bernardo Gui, il celebre inquisitore, nel suo trattato Practica Inquisitionis Heretice Pravitatis, i dolciniani ammonivano il popolo al loro passaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altri sono personaggi storicamente vissuti come il domenicano Bernardo Gui, Ubertino da Casale e Michele da Cesena, tutti primi attori della disputa francescana tra conventuali e spirituali del periodo del papato avignonese di papa Giovanni XXII e dell'impero di Ludovico il Bavaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra notazione può essere fatta sui luoghi dove sono ambientate le storie. Se da un lato Eco non rinuncia a situare l'abbazia nella sua terra natale (la zona di confine tra Liguria e Piemonte), nel nome Adso da Melk probabilmente subisce la suggestione di una delle più importanti biblioteche europee, quella appunto dell'abbazia benedettina di Melk, oggi in Austria, affacciata sul Danubio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tecnica con cui vengono assassinati i monaci è chiaramente ispirata dalla leggenda sulla realizzazione del "Jin Ping Mei" (金瓶梅; pinyin: Jīn Píng Méi), un romanzo della letteratura cinese del XVI secolo. Anche la fiaba intitolata Il pescatore venerando e l'arcigno ginn presente nella raccolta Le mille e una notte contiene la descrizione della stessa tecnica con cui i monaci venivano uccisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nome di Remigio da Varagine, ex dolciniano, può essere ricondotto al frate domenicano Jacopo da Varagine, scrittore in latino, che deve la sua fama ad una raccolta di vite di santi, tra le quali spicca la Legenda aurea, una versione della leggenda della Vera Croce, ripresa tra l'altro anche da Piero della Francesca per il suo ciclo di affreschi in San Francesco ad Arezzo (Storie della Vera Croce).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un'atmosfera inquietante, alternando lunghe digressioni storico-filosofiche, ragionamenti investigatori e scene d'azione, Guglielmo e Adso si avvicinano alla verità penetrando nel labirinto della biblioteca e scoprendo il luogo dove è custodito il manoscritto fatale (l'ultima copia rimasta del secondo libro della Poetica di Aristotele), che tratta della commedia e del riso. Alla fine, il venerabile Jorge, dopo la morte del bibliotecario Malachia, tenta di uccidere Guglielmo offrendogli il manoscritto dalle pagine avvelenate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Guglielmo lo sfoglia con le mani protette da un guanto, e allora il vecchio monaco, in un eccesso di fanatico fervore, divora le pagine avvelenate del testo in modo che più nessuno possa leggerle. Nel tentativo di fermarlo, Guglielmo e Adso provocano un incendio che nessuno riuscirà a fermare e che inghiottirà nel fuoco l’intera abbazia. Adso e il suo maestro partiranno infine da quelle macerie, in cui il giovane tornerà anni dopo, trovando la solitudine più totale, in quello stesso luogo che era stato teatro di omicidi e intrighi, veleni e scoperte.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Protagonisti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Adso da Melk (voce narrante), novizio benedettino al seguito di Guglielmo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Guglielmo da Baskerville, francescano, già inquisitore, in visita presso il monastero dove si svolge la vicenda.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Monaci dell'Abbazia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Abbone, abate del monastero; è l'unico, insieme al bibliotecario al suo aiutante e a padre Jorge Da Burgos, a conoscere i segreti della biblioteca.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Jorge da Burgos, anziano cieco, profondo conoscitore dei segreti del monastero e in passato bibliotecario.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Adelmo da Otranto, miniatore ucciso nel primo delitto.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Alinardo da Grottaferrata, il più anziano dei monaci e per il suo comportamento considerato da tutti un pazzo ma si rivela utile alla risoluzione della vicenda.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Aymaro da Alessandria, trascrittore italiano.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Bencio da Uppsala, giovane scandinavo trascrittore di testi di retorica e nuovo aiuto-bibliotecario.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Berengario da Arundel, aiuto bibliotecario dell'abbazia.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Personaggi minori&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Magnus da Iona, trascrittore.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Patrizio da Clonmacnois, trascrittore.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Rabano da Toledo, trascrittore.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Waldo da Hereford, trascrittore.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Contadina del villaggio, il cui nome è taciuto; è l'unica donna con la quale Adso prova l'esperienza sessuale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Malachia da Hildesheim, bibliotecario.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Nicola da Morimondo, vetraio.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Remigio da Varagine, cellario ex-dolciniano.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Salvatore, ex-eretico dolciniano, amico di Remigi; parla una lingua mista di latino e volgare.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Severino da Sant'Emmerano, erborista.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Ubertino da Casale, francescano spirituale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Venanzio da Salvemec, traduttore dal greco e dall'arabo, conoscitore dell'antica Grecia e devoto di Aristotele.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Delegazione pontificia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Bernardo Gui, inquisitore dell'ordine domenicano.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Bertrando del Poggetto, cardinale a capo della delegazione pontificia.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Delegazione imperiale (minoriti)&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Berengario Talloni.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Girolamo di Caffa, vescovo.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Michele da Cesena, generale dell'ordine dei frati minori e capo della delegazione imperiale.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Ugo da Novocastro.&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;Bonagrazia da Bergamo&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se        ti è        piaciuto  l'articolo ,           iscriviti al feed   cliccando                  sull'immagine  sottostante  per tenerti           sempre     aggiornato           sui     nuovi   contenuti del    blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-3647279256983336959?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/3647279256983336959/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/il-nome-della-rosa-romanzo-storico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/3647279256983336959'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/3647279256983336959'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/05/il-nome-della-rosa-romanzo-storico.html' title='Il Nome della Rosa romanzo storico  scritto da Umberto Eco con ambientazione medievale.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-OqcfY4KRD-I/TcZdbc0FeNI/AAAAAAAAApY/YbJ-YdOvT60/s72-c/il_nome_della_rosa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1279667133736981805</id><published>2011-04-30T22:13:00.008+02:00</published><updated>2011-05-08T13:31:13.579+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Philip K. Dick'/><title type='text'>Philip K. Dick ampiamente riconosciuto come il maggior scrittore di fantascienza dei suoi tempi.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AV978LuJsFQ/TbxtQUKSuaI/AAAAAAAAAog/o9MqXDrlMAo/s1600/philip_k_dick.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-AV978LuJsFQ/TbxtQUKSuaI/AAAAAAAAAog/o9MqXDrlMAo/s320/philip_k_dick.jpg" width="206" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ampiamente riconosciuto come il maggior scrittore di fantascienza dei suoi tempi e adorato come vero e proprio oggetto di culto da parte delle migliaia di fan che ha conqui­stato, Philip K. Dick è oggi visto come autore universale, in grado di creare mondi realistici e al tempo stesso lontani dall'esperienza di tutti i giorni, e di evocare con sarcasmo e acume società e stili di vita realmente esi­stenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dick è autore di più di cinquanta vo­lumi tra romanzi e racconti, e la sua 'scoper­ta1 è passata per il giudizio di scrittori e in­tellettuali molto diversi, da Jean Baudrillard ad Art Spiegelman, da Ursula Le Guin a Fredrìc Jameson.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notorietà dello scrittore, naturalmente, deve molto agli adattamenti cinematografici: Biade Runnér di Rìdlèy Scott ha segnato l'immaginario visivo di fine XX secolo, creando il modello più affascinante e credibile della metropoli del futuro; e a Dick si sono rivolti Steven Spielberg per il suo Minority Reperì, John Woo per il suo Paycheck e Richard Linklater per il film tratto da Un oscuro scrutare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Biografia:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Philip Kindred Dick (Chicago, 16 dicembre 1928 – Santa Ana, 2 marzo 1982) è stato uno scrittore statunitense.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu famoso in vita solo nell'ambito della fantascienza statunitense, sia in patria che in Europa (divenne già negli anni ottanta autore di culto in Italia e in Francia). Dopo la sua morte si è avuta la riscoperta della sua narrativa realistica, che è stata pubblicata tutta postuma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A partire dalla sua morte, Dick ha influito profondamente non solo sulla fantascienza, ma sulla narrativa nordamericana in generale; giunse alla fama al di fuori della fantascienza solo dopo che i diversi adattamenti cinematografici delle sue opere lo fecero conoscere a un pubblico più vasto (in particolare Blade Runner di Ridley Scott). I suoi lavori sono ora tra i più popolari della fantascienza e della letteratura postmoderna in generale (Ursula K. Le Guin lo definì "il nostro Borges[1]"), e si può affermare che da morto Dick ha ottenuto sia la fama che il rispetto da parte dei critici: ciò che in vita aveva a un tempo desiderato e temuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scartando la visione ottimistica e semplicistica della fantascienza dell'età dell'oro, Dick esplorò consistentemente i temi della natura della realtà e dell'umanità nei suoi romanzi popolati di persone comuni, piuttosto che da élite galattiche. Dedicò grande attenzione all'impatto dei media sulla società e la politica. S'interrogò su questioni importanti della storia e della cultura degli Stati Uniti. Fu parte integrante dell'ondata postmodernista, assieme ad altri autori di fantascienza e non. Anticipando il genere cyberpunk, Dick esplorò l'anomia della California settentrionale in molti suoi lavori. Il suo acclamato romanzo La svastica sul Sole, vincitore del Premio Hugo, è un lavoro pionieristico che unisce i generi dell'ucronia e della fantascienza. Ha scritto anche moltissimi racconti brevi, pubblicati in massima parte su riviste pulp.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue opere sono caratterizzate da un senso della realtà costantemente eroso, con protagonisti che spesso scoprono che i loro cari (o anche loro stessi) sono segretamente robot, alieni, esseri soprannaturali, sottoposti a lavaggio del cervello, spie, morti o una combinazione di queste possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le opere realistiche di Dick, dapprima ignorate o incomprese dai fan della fantascienza, sono comunque degne della massima attenzione, e alcune di loro, come L'uomo dai denti tutti uguali, In questo piccolo mondo e l'ultimo, La trasmigrazione di Timothy Archer, tengono testa ai suoi migliori romanzi fantascientifici. Dick contribuisce alla costruzione dell'immagine letteraria della California a pari dignità con i suoi predecessori John Steinbeck e Raymond Chandler, spianando la strada alla produzione di Jonathan Lethem e di altri autori avantpop, come Steve Erikson.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Bibliografia:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Romanzi&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nota: le opere sono elencate in ordine di pubblicazione. Tra parentesi la prima versione italiana, e altri titoli con cui è stato pubblicato il romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1955&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Solar Lottery (Il disco di fiamma, pubblicato anche come Lotteria dello spazio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1956&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The World Jones Made (Il mondo che Jones creò, pubblicato anche come E Jones creò il mondo)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Man Who Japed (Redenzione immorale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1957&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Eye in the Sky (L'occhio nel cielo)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Cosmic Puppets (La città sostituita)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1959&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Time Out of Joint (Tempo fuor di sesto, pubblicato anche come Il tempo si è spezzato, L'uomo dei giochi a premio e Tempo fuori luogo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1960&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dr. Futurity (Il dottor Futuro)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vulcan's Hammer (Vulcano 3)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1962&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Man in the High Castle (La svastica sul sole, pubblicato anche come L'uomo nell'alto castello)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1963&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Game-Players of Titan (I giocatori di Titano)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1964&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Martian Time-Slip (Noi marziani)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Simulacra (I simulacri)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Clans of the Alphane Moon (Follia per sette clan)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Penultimate Truth (La penultima verità)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1965&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Three Stigmata of Palmer Eldritch (Le tre stimmate di Palmer Eldritch)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dr. Bloodmoney, or How We Got Along After the Bomb (Cronache del dopobomba)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1966&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Crack in Space (Svegliatevi, dormienti, pubblicato anche come Vedere un altro orizzonte)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Now Wait for Last Year (Illusione di potere)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Unteleported Man (Utopia, andata e ritorno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1967&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Counter-Clock World (In senso inverso, pubblicato anche come Redivivi S.p.A. e Ritorno dall'aldilà)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Zap Gun (Mr. Lars, sognatore d'armi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Ganymede Takeover, scritto con Ray Nelson (L'ora dei grandi vermi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1968&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Do Androids Dream of Electric Sheep? (Il cacciatore di androidi pubblicato anche come Ma gli androidi sognano pecore elettriche? e Blade Runner)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1969&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ubik (Ubik)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Galactic Pot-Healer (Guaritore galattico)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1970&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Maze of Death (Labirinto di morte)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Our Friends from Frolix 8 (Nostri amici da Frolix 8, pubblicato anche come I nostri amici di Frolix&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1972&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; We Can Build You (L'Androide Abramo Lincoln, pubblicato anche come A. Lincoln, Androide)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1974&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Flow My Tears, The Policeman Said (Scorrete lacrime, disse il poliziotto, pubblicato anche come Episodio temporale)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1975&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Confessions of a Crap Artist (Confessioni di un artista di merda)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1976&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Deus irae (Deus irae) in collaborazione con Roger Zelazny.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1977&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Scanner Darkly (Un oscuro scrutare, pubblicato anche come Scrutare nel buio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1981&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; VALIS (Valis)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Divine Invasion (Divina invasione)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1982&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Transmigration of Timothy Archer (La trasmigrazione di Timothy Archer)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1985&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Man Whose Teeth Were All Exactly Alike (L'uomo dai denti tutti uguali)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Radio Free Albemuth (Radio libera Albemuth)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Puttering About in a Small Land (In questo piccolo mondo)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; In Milton Lumky Territory (In terra ostile)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1986&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Humpty Dumpty in Oakland&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1987&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mary and the Giant (Mary e il gigante)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1988&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Broken Bubble&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nick and the Glimmung (per bambini) (Nick e il Glimmung)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1994&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Gather Yourselves Together (Il paradiso maoista)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2007&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Voices From The Street (Voci dalla strada)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Racconti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nota: le opere sono elencate in ordine di pubblicazione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-y497ZO3NdTE/TbxvCexdJ2I/AAAAAAAAAok/sekrwOMdQeE/s1600/dick_Collage.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" src="http://3.bp.blogspot.com/-y497ZO3NdTE/TbxvCexdJ2I/AAAAAAAAAok/sekrwOMdQeE/s400/dick_Collage.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Da L'occhio nel cielo fino alla trilogia di Valis, uno dei temi ricorrenti nell'opera di Dick è l'irruzione del divino nella realtà quotidiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1952&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Beyond Lies the Wub (Ora tocca al wub)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Gun (Il cannone)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Little Movement (Minibattaglia)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Skull (Il teschio)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Variable Man (L'uomo variabile)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1953&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Builder (La barca)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Colony (Colonia)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Commuter (Il sobborgo dimenticato)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Cookie Lady (La signora dei biscotti)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Cosmic Poachers (Pirati cosmici)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Defenders (I difensori della Terra)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Expendable (Un uomo a rischio)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Eyes Have It (Invasione oculare)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Great C (Il grande C)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Hanging Stranger (L'impiccato)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Impossible Planet (Pianeta impossibile)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Impostor (Impostore)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Indefatigable Frog (L'infaticabile ranocchio)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Infinities (Cavie)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The King of the Elves (Il Re degli Elfi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Martians Come in Clouds (Nuvole marziane)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mr. Spaceship (La mente dell'astronave)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Out in the Garden (In giardino)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Paycheck (I labirinti della memoria)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Piper in the Woods (I pifferai)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Planet for Transients (Pianeta alieno)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Preserving Machine (La macchina salvamusica)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Project: Earth (Progetto: Terra)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Roog (Ruug)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Second Variety (Modello due)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Some Kinds of Life (Un certo tipo di vita)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Trouble with Bubbles (Il mondo in una bolla)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The World She Wanted (Il mondo che lei voleva)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1954&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A World of Talent (Il mondo dei mutanti)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Last of the Master (L'ultimo dei capi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Adjustment Team (Squadra riparazioni)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Beyond the Door (Dietro lo sportello)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Breakfast at Twilight (Colazione al crepuscolo)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Crawlers (Quelli che strisciano)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Crystal Crypt (La cripta di cristallo)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Exhibit Piece (Il padiglione del passato)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Father-thing (La Cosa-padre)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Golden Man (Non saremo noi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; James P. Crow (Jeams P. Crow)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Jon's World (Il mondo di Jon)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Little Black Box (I seguaci di Mercer)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Meddler (Il fattore letale)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Of Withered Apples (Mele avvizzite)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Present for Pat (Un regalo per Pat)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Prize Ship (La nave nemica)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Progeny (Progenie)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Prominent Author (Un autore importante)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sales Pitch (Vendete e moltiplicatevi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Shell Game (Rivolta contro la Terra)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Short Happy Life of the Brown Oxford (Breve vita felice di una scarpa marrone)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Small Town (Piccola città)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Souvenir (Souvenir)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Strange Eden (Strano Eden)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Survey Team (Squadra di ricognizione)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Time Pawn (Il dottor futuro)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tony and the Beetles (Tony e i coleotteri)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Turning Wheel (La ruota cosmica)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Upon the Dull Earth (Sulla monotona Terra)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1955&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Autofac (Autofac)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Captive Market (Commercio temporale)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Chromium Fence (Saltare il fosso)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Foster, You're Dead! (Foster, sei morto!)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Hood Maker (Il fabbricante di cappucci)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Human Is (Umano è)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Mold of Yancy (Yancy)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Nanny (Nanny)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Psi-man Heal My Child! (Psi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Service Call (Servizio assistenza)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Surface Raid (Un'incursione in superficie)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vulcan's Hammer (Vulcano 3)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; War Veteran (Veterano di guerra)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle sue descrizioni di sinistre città futuristiche ipertecnologiche, Dick anticipò le atmosfere del cyberpunk&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1956&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Glass of Darkness (La città sostituita)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Minority Report (Rapporto di minoranza)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Pay for the Printer (Diffidate delle imitazioni)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; To Serve the Master (Al servizio del padrone)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1957&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Misadjustment (Le illusioni degli altri)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Unreconstructed M (La macchina)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1958&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Null-o (Non-o)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1959&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Explorers We (Tornando a casa)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fair Game (Selvaggina pregiata)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Recall Mechanism (Meccanismo di ricordo)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; War Game (Il gioco della guerra)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1963&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; All We Marsmen (Noi marziani)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Days of Perky Pat (I giorni di Perky Pat)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; If There Were No Benny Cemoli (Se non ci fosse Benny Cemoli)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Stand-by (Presidente di riserva)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; What'll We Do With Ragland Park? (Cosa ne facciamo di Ragland Park?)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1964&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cantata 140 (Svegliatevi, dormienti)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Game of Unchance (Giocate e vincete)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Novelty Act (Uno show originale)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Oh, to be a Blobel! (Oh, essere un blobel!)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Orpheus with Clay Feet (Orfeo dai piedi d'argilla)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Precious Artifact (Il gatto)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Unteleported Man (Utopia, andata e ritorno)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The War with the Fnools (Bacco, tabacco e... Fnools!)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Waterspider (Pulce d'acqua)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; What the Dead Men Say (Quel che dicono i morti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1965&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Project Plowshare (Mrs. Lars, sognatore d'armi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Retreat Syndrome (Sindrome regressiva)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1966&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Holy Quarrel (Teologia per computer)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; We Can Remember It For You Wholesale (Ricordiamo per voi)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Your Appointment Will Be Yesterday (Il suo appuntamento è fissato per ieri)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1967&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Faith of our Fathers (La fede dei nostri padri)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Return Match (Partita di ritorno)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1968&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Not By Its Cover (Legatura di pelle)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Story To End All Stories (Il racconto che mette fine a tutti i racconti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1969&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A. Lincoln, Simulacrum (A. Lincoln, androide)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Electric Ant (Formica elettrica)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1972&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cadbury, the Beaver Who Lacked (Cadbury, il castoro scarso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1974&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Different Stages of Love&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Pre-persons (Le pre-persone)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; A Little Something For Us Tempunauts (Noi temponauti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1979&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Exit Door Leads In (L'ultimo test)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1980&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; I Hope I Shall Arrive Soon (Spero di arrivare presto)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Rautavaara's Case (Il caso di Rautavaara)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Chains of Air, Web of Aethyr (Catene d'aria, ragnatela d'etere)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1981&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Alien Mind (La mente aliena)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1984&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Strange Memories Of Death (Strani ricordi di morte)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1987&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Day Mr. Computer Fell Out of Its Tree (Il giorno che il signor Computer uscì di testa)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Eye of The Sibyl (L'occhio della sibilla)&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fawn, Look Back&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Stability (Stabilità)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1988&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Fawn, Look Back&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1989&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; 11-17-80&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1992&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; The Name of the Game is Death (Labirinto di morte)&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se       ti è        piaciuto  l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando                  sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre     aggiornato           sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1279667133736981805?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1279667133736981805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/04/umberto-eco-accademico-filosofo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1279667133736981805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1279667133736981805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/04/umberto-eco-accademico-filosofo.html' title='Philip K. Dick ampiamente riconosciuto come il maggior scrittore di fantascienza dei suoi tempi.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-AV978LuJsFQ/TbxtQUKSuaI/AAAAAAAAAog/o9MqXDrlMAo/s72-c/philip_k_dick.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1171827316635737489</id><published>2011-03-14T21:23:00.013+01:00</published><updated>2011-05-30T19:53:28.442+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='John Grisham'/><title type='text'>Io confesso: John Grisham torna con il suo cavallo di battaglia preferito,  l’odiosità della pena di morte.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-JttP-dhucAA/TX556YcYoII/AAAAAAAAAnU/-X_2CWBkxwk/s1600/Io-confesso.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584034631886872706" src="http://2.bp.blogspot.com/-JttP-dhucAA/TX556YcYoII/AAAAAAAAAnU/-X_2CWBkxwk/s320/Io-confesso.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 320px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 240px;" /&gt;&lt;/a&gt;Quando in una fredda mattina d’inverno uno sconosciuto si presenta nella sua parrocchia e chiede insistentemente di vederlo, il reverendo Keith Schroeder non può immaginare che quell’incontro cambierà la sua vita per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’uomo si chiama Travis Boyette, ha subito varie condanne per reati sessuali, è in libertà vigilata e sostiene di custodire da molti anni un terribile segreto che è deciso a confessare. Perché proprio adesso? Dice di avere un tumore incurabile al cervello e di volersi liberare dal peso che grava sulla sua coscienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con la sua testimonianza potrebbe scagionare Donté Drumm, un giovane di colore condannato a morte in una piccola città del Texas per l’omicidio di una ragazza bianca il cui corpo non è mai stato ritrovato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donté si è sempre proclamato innocente, la sua famiglia e Robbie Flak, il suo avvocato, noto per l’impegno sociale e il carattere bellicoso, si sono battuti per nove anni con ogni mezzo per dimostrarlo; il caso ha suscitato un enorme scalpore, ma finora tutto è stato inutile. Boyette afferma di sapere chi è il vero assassino, ma non ha intenzione di rivelarlo a nessuno se non al reverendo Schroeder. Mancano quattro giorni all’esecuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basteranno per salvare Donté, o almeno per una sospensione della condanna? Come può un pregiudicato convincere avvocati, giudici e politici che stanno giustiziando l’uomo sbagliato? In una spasmodica corsa contro il tempo, il reverendo e l’avvocato faranno di tutto per ottenere un rinvio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, come spesso accade, la verità, se clamorosa, sembra avere vita più difficile della menzogna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-bQoOzI5qk7w/TX56yL7hrzI/AAAAAAAAAnc/FoEAZnTJk0k/s1600/john-grisham-300x195.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="https://lh4.googleusercontent.com/-bQoOzI5qk7w/TX56yL7hrzI/AAAAAAAAAnc/FoEAZnTJk0k/s1600/john-grisham-300x195.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;John Grisham torna con il suo cavallo di battaglia preferito: l’odiosità  della pena di morte e la fallibilità di verdetti che spesso – a  condanna eseguita – si rivelano basati su falsi presupposti. Con Io  confesso (in uscita per Mondadori, pp. 437, e20; qui ne anticipiamo  l’incipit) l’inventore del legal thriller ripercorre in sostanza la  strada iniziata nel 2008 con Innocente, incurante degli effetti  collaterali di simili atti d’accusa: il pubblico americano sembra  infatti irritarsi profondamente e ogni volta lo penalizza nelle vendite. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente per lui, l’Italia – e l’Europa in generale – non la  pensano così e gli restituiscono ciò che perde in patria tifando  incondizionatamente per il poveraccio di turno, anche se colpevole.  Prigioniero comunque di una civiltà giudiziaria barbara, insopportabile  alle nostre coscienze. In questo caso però pare proprio che l’imputato,  il nero Dontè Drumm, a 24 ore dall’esecuzione, sia innocente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O, per lo  meno, è quanto sostiene Travis Boyette, criminale fuori sulla parola,  fedina penale costellata di ogni tipo di reato, ma con un tumore maligno  al cervello e dunque pronto a confessare al reverendo Keith Schroeder  il vero nome dell’assassino della bianca Nicole Yarber, il cui corpo non  è mai stato ritrovato, pur di ottenere l’assoluzione prima di morire.  Come in gran parte dei romanzi di Grisham, anche qui il ritmo, l’ansia e  il colpo di scena sono dirompenti e attanagliano qualsiasi tipo di  lettore&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Il custode della chiesa di Si Mark aveva appena grattato via dieci centimetri di neve dal marciapiede, quando comparve l'uomo con il bastone. C'era il sole, ma il vento ululava e la temperatura era bloccata sullo zero. L'uomo indossava soltanto dei pantaloni da lavoro di tela, una camicia estiva, un paio di logori scarponcini da trekking e una giacca a vento leggera che poteva opporre ben poca resistenza al gelo. Ma comunque non sembrava soffrire il freddo, e neppure avere fretta. Camminava zoppicando, con una leggera inclinazione a sinistra, il lato su cui si appoggiava al bastone. Avanzò faticosamente lungo il marciapiede accanto alla cappella e si fermò davanti a un ingresso laterale contrasse­gnato dalla scritta ufficio in caratteri rosso scuro. Non bussò e aprì la porta, che non era chiusa a chiave. Entrò proprio mentre un'altra raffica di vento lo colpiva alle spalle.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;La stanza era un'area ricevimento, con quell'aspetto polve­roso e disordinato che ci si aspetta di trovare in una vecchia chiesa. Sulla scrivania al centro del locale c'era una targhetta che annunciava la presenza di Charlotte Junger, la quale sedeva poco dietro il proprio nome. «Buongiorno» salutò la donna con un sorriso.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Buongiorno» disse l'uomo. Una pausa. «Fa molto freddo fuori.»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Sì, è vero» concordò la donna, mentre dava una rapida oc­chiata al visitatore. Il problema più evidente era che non aveva il cappotto né qualcosa che gli riparasse testa e mani.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Immagino che lei sia Miss Junger» disse l'uomo, fissando il nome sulla targhetta.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«No, Miss Junger oggi non c'è: ha l'influenza. Per il momento la sostituisco io. Mi chiamo Dana Schroeder, sono la moglie del pastore. Cosa, possiamo fare per lei?»&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;C'era una sedia davanti alla scrivania e l'uomo la guardò speranzoso. «Posso?» domandò.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Naturalmente» rispose Dana. L'uomo si sedette quasi con cautela, come se ogni movimento richiedesse un'attenta rifles­sione.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«C'è il reverendo?» domandò, guardando una grande porta chiusa sulla sinistra.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Sì, ma è occupato. Cosa possiamo fare per lei?» Dana era minuta, con un bel seno sotto il maglione aderente. A causa della scrivania, l'uomo non poteva vedere nulla al di sotto della cintura. Le donne piccole di statura erano sempre state le sue preferite. Questa aveva un viso grazioso, grandi occhi azzurri e zigomi alti; nel complesso una bella ragazza, la perfetta mogliettina del pastore.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Era passato parecchio tempo dall'ultima volta che aveva toccato una donna.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Ho bisogno di parlare con il reverendo Schroeder.» L'uomo congiunse le mani in un gesto di preghiera. «Ieri ero in chiesa, ho ascoltato il suo sermone e... be', mi serve un consiglio.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Mio marito è molto occupato, oggi» disse Dana con un sorriso. Bei denti.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«È che si tratta di una questione piuttosto urgente» insistette l'uomo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dana era sposata con Keith Schroeder da abbastanza tempo per sapere che nessuno era mai stato cacciato via dal suo ufficio, avesse o meno un appuntamento. Inoltre era un gelido lunedì mattina, e Keith non era poi così occupato. Qualche telefonata, un colloquio con una giovane coppia che stava battendo in ritirata davanti all'imminente matrimonio - incontro in corso proprio in quel momento - e poi le solite visite negli ospedali. Dana frugò tra i fogli sulla scrivania e trovò il questionario che stava cercando. &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Okay, adesso le chiederò qualche dato personale e poi vedremo cosa si può fare.» &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Aveva già la penna in mano.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Grazie» disse l'uomo, chinando leggermente la testa.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Nome?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Travis Boyette.» L'uomo sillabò istintivamente il proprio cognome. «Data di nascita: 10 ottobre 1963. Luogo: Joplin, Missouri. Età: quarantaquattro anni. Single, divorziato, nessun figlio. Nessun indirizzo. Nessun lavoro. Nessuna prospettiva.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dana assorbì i dati mentre la penna cercava freneticamente gli spazi giusti da riempire. Le informazioni dell'uomo suscitavano molte più domande di quelle che prevedeva il suo elementare modulo. «A proposito dell'indirizzo...» disse, continuando a scrivere. «Dove abita attualmente?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Attualmente mi trovo sotto la responsabilità del dipartimento Amministrazione penitenziaria del Kansas. Mi hanno mandato in un centro di recupero in Seventeenth Street, a qualche isolato da qui. Sto per essere rilasciato, o "reinserito", come piace dire a loro. Qualche mese nel centro qui a Topeka e poi sarò un uomo libero, con niente in cui sperare se non la libertà vigilata per il resto della vita.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;La penna smise di scrivere, ma Dana continuò comunque a fissarla. Il suo interesse nel questionario era improvvisamente scemato. Esitava a chiedere altro. Tuttavia, avendo lei dato inizio all'interrogatorio, si sentiva obbligata a continuare. Cos'altro avrebbero potuto fare mentre aspettavano il reverendo?&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Le andrebbe del caffè?» domandò, sicura che quella fosse una domanda innocua.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Ci fu una pausa, troppo lunga, come se Boyette non riuscisse a decidersi. «Sì, grazie. Nero, con poco zucchero.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dana uscì in fretta dalla stanza. Boyette la guardò allontanarsi, osservandola attentamente nei particolari, notando il bel sedere rotondo sotto i pantaloni sportivi, le gambe affusolate, le spalle atletiche, perfino la coda di cavallo. Un metro e sessanta, forse sessantadue. Cinquanta chili al massimo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dana se la prese comoda, e quando rientrò trovò Travis Boy-ette esattamente dove l'aveva lasciato, ancora seduto come un monaco, la punta delle dita della mano destra che picchiettava­no la punta delle dita della sinistra, il bastone di legno scuro di traverso sulle cosce, gli occhi che fissavano il nulla sulla parete di fronte. La testa era calva, piccola, perfettamente rotonda e lu­cente. Un inquietante tatuaggio risa­liva strisciando lungo il lato sinistro del collo. Boyette prese la tazza e ringraziò. Dana riguadagnò la propria posizione, con la scrivania tra di loro.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Lei è luterano?» domandò, impugnando di nuovo la penna.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Ne dubito. In realtà non sono niente. Non ho mai sentito il bisogno di appartenere a una chiesa.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Però ieri era qui. Perché?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Boyette teneva la tazza davanti al mento con tutte e due le mani, come un topo che rosicchia un boccone. Se la risposta a una semplice domanda sul caffè richiedeva dieci secondi, per quella sulla chiesa poteva forse servire un'ora. L'uomo bevve un sorso e si passò la lingua sulle labbra. «Quanto tempo pensa che ci vorrà prima di poter vedere il reverendo?» domandò alla fine.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;"Non sarà mai abbastanza presto" pensò Dana, a quel punto ansiosa di passare il visitatore a suo marito. Guardò l'orologio appeso alla parete e rispose: «Solo pochi minuti, ormai».&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Sarebbe possibile restarcene seduti in silenzio, mentre aspet­tiamo?» domandò Boyette con grande educazione.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://zbox.zanox.com/scripts/adbox_content.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;CallAdBoxTracking(356582, 99162128, 0, 300, 250, 'B0E0E6', 'FFFFFF', '000000', '336699', '333333', '0', '', true);&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dana assorbì il colpo, e decise rapidamente che il silenzio non era poi una cattiva idea. Ma la curiosità ebbe la meglio. «Certo. Solo un'ultima domanda.» Aveva lo sguardo abbassato sul questionario, come se il modulo esigesse un'ultima risposta. «Per quanto tempo è stato in prigione?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Metà della mia vita» rispose Boyette senza esitare, quasi fosse abituato a fornire quell'informazione cinque volte al giorno.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dana scribacchiò qualcosa, poi rivolse l'attenzione alla tastiera del computer. Picchiettò sui tasti con gesti decisi e teatrali, come se all'improvviso avvertisse un'urgenza. L'e-mail che aveva inviato a Keith diceva: "Qui c'è un ex detenuto che vuole par­lare con te. Non se ne andrà finché non lo avrà fatto. Sembra abbastanza a posto. Offerto caffè. Sbrigati".&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Cinque minuti più tardi, la porta dell'ufficio del reverendo si aprì. Una giovane donna sgusciò in fretta all'esterno. Si stava asciugando gli occhi. La seguiva il suo ex fidanzato, il quale riuscì a produrre contemporaneamente un'espressione seria e accigliata e un sorriso. Nessuno dei due rivolse la parola a Dana. Nessuno dei due notò Travis Boyette. Tutti e due scomparvero.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Quando la porta d'ingresso si richiuse sbattendo, Dana disse a Boyette: «Solo un minuto». Poi entrò in fretta nell'ufficio del marito per un rapido briefing.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;fl reverendo Keith Schroeder aveva trentacinque anni, era felice­mente sposato con Dana da dieci ed era padre di tre ragazzini, nati a intervalli di venti mesi l'uno dall'altro. Era il pastore di St Mark da due anni; in precedenza c'era stata una chiesa a Kansas City. Anche suo padre era un pastore luterano, ora in pensione, e Keith non aveva mai sognato di essere qualcosa di diverso. Era cresciuto in una cittadina vicino a St Louis, aveva frequentato scuole non molto lontane da casa e, a parte una gita scolastica a New York e la luna di miele in Florida, non si era mai allontanato dal Midwest. Era per lo più ammirato dalla sua congregazione, anche se qualche problema c'era stato. Lo screzio più grave si era verificato l'inverno precedente quando, durante una bufera di neve, aveva aperto il seminterrato della chiesa per ospitare diversi senzatetto. Dopo che la neve si era sciolta, alcuni ospiti si erano dimostrati riluttanti ad andarsene. Il comune era intervenuto con una citazione per uso non consentito dei locali e il quotidiano della città aveva pubblicato un articolo piuttosto imbarazzante.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Il tema del suo sermone del giorno prima era stato il perdono: il potere infinito e grandioso di Dio di perdonare i nostri peccati, per quanto odiosi possano essere. I peccati di Travis Boyette erano atroci, incredibili, orrendi. I suoi crimini contro l'umanità lo avrebbero sicuramente condannato alla sofferenza eterna. A quel punto della sua miserabile vita, Boyette era convinto che non avrebbe mai potuto essere perdonato. Ma era curioso.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Abbiamo avuto parecchia gente che veniva dal centro di reinserimento» stava dicendo Keith. «Vi ho addirittura celebrato delle funzioni.» Erano in un angolo del suo ufficio, lontani dalla scrivania, due nuovi amici che facevano una chiacchierata seduti sulle poltroncine di canapa semisfondate. Accanto a loro, finti ceppi ardevano in un finto caminetto.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Il centro non è un brutto posto» disse Boyette. «Di sicuro migliore della prigione.» Era un uomo fragile, con la carnagione pallida di chi è rimasto confinato in luoghi privi di luce. Il ba­stone scuro era posato di traverso sulle ginocchia ossute, così vicine da toccarsi.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Dov'è stato in prigione?» Keith aveva in mano una tazza di tè bollente.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Qua e là. Gli ultimi sei anni a Lansing.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«E per cosa è stato condannato?» domandò Keith, ansioso di scoprire di quali reati fosse colpevole in modo da sapere qualcosa di più di quell'uomo. Violenza? Droga? &lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Probabilmente. Oppure Travis poteva essere stato condannato per appropriazione in­debita o evasione fiscale. Di sicuro non sembrava tipo da fare del male a qualcuno.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;«Un mucchio di brutte cose, reverendo. Non riesco a ricordarle tutte.» Boyette preferiva evitare il contatto visivo. Il tappeto sotto i piedi sembrava catturare tutta la sua attenzione. Keith bevve un sorso di tè, osservò bene il suo ospite e fu allora che notò il tic. Ogni pochi secondi la testa di Boyette si inclinava leggermente a sinistra. Era un movimento rapido, seguito da un più deciso scatto per riportare la testa in posizione eretta.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Dopo qualche minuto di totale silenzio, Keith domandò: «Di cosa volevi parlarmi, Travis?».&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Ho un tumore al cervello, reverendo. Maligno, mortale, praticamente incurabile. Se avessi un po' di soldi potrei cercare di combatterlo... radiazioni, chemio, la solita roba, il che forse mi darebbe dieci mesi, magari un anno. Ma è un glioblastoma, di quarto grado, e questo significa che sono un uomo morto. Sei mesi, un anno, non ha molta importanza. Tra un po' me ne sarò andato.» Come se avesse aspettato la battuta per l'entrata in scena, il tumore si presentò. Boyette fece una smorfia, si piegò in avanti e prese a massaggiarsi le tempie. Il respiro era affannato, faticoso, e tutto il corpo sembrava in preda al dolore.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Mi dispiace molto» disse Keith, rendendosi pienamente conto di quanto la frase fosse inadeguata.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Maledetti mal di testa» si lamentò Boyette, gli occhi ancora chiusi. Lottò contro il dolore per qualche minuto. Keith lo guar­dava impotente, mordendosi la lingua per impedirsi di dire qualcosa di stupido come: "Vuoi un Tylenol?". Poi la sofferenza si attenuò e Boyette sembrò rilassarsi. «Mi scusi.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Quando le è stato diagnosticato?» chiese il reverendo.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Non lo so. Un mese fa. Il mal di testa è cominciato a Lansing, in estate. Può immaginare la qualità delle cure in quel posto: non ho avuto nessun aiuto. Dopo che mi hanno rilasciato e mandato qui, mi hanno portato al St Francis Hospital, dove mi hanno fatto tutti gli esami e le tac, e mi hanno trovato un bell'uovo in mezzo alla testa, proprio tra le orecchie, troppo in profondità per intervenire.» Fece un respiro profondo, buttò fuori l'aria e sorrise per la prima volta. Gli mancava un dente nell'arcata superiore, a sinistra, e il buco era vistoso. Keith sospettò che in prigione le cure odontoiatriche lasciassero un po' a desiderare.&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Immagino che lei abbia già incontrato gente come me» riprese Boyette. «Gente vicina alla morte.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Ogni tanto. Fa parte del mestiere.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«E immagino che queste persone tendano a prendere parec­chio sul serio Dio, il paradiso, l'inferno e tutta quella roba lì.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Proprio così. È la natura umana. Quando dobbiamo con­frontarci con la nostra mortalità, pensiamo all'aldilà. E cosa mi dici di te, Travis? Tu credi in Dio?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Certi giorni sì e certi altri no. Ma, anche quando ci credo, sono comunque abbastanza scettico. Per lei è semplice credere in Dio, ha avuto una vita facile. La mia storia è molto diversa.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Ti va di raccontarmela?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Non proprio.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Allora perché sei qui, Travis?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Il tic. Quando la testa fu di nuovo ferma, gli occhi di Boyette si guardarono intorno nella stanza e poi si fermarono su quelli del pastore. I due si fissarono a lungo, entrambi senza sbattere le palpebre. Poi Boyette disse: «Reverendo, io ho fatto delle brutte cose. Ho fatto del male a persone innocenti. Non sono sicuro di volermi portare tutto nella tomba».&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;"Adesso finalmente arriviamo da qualche parte" pensò Keith. Il peso del peccato non confessato. La vergogna di una colpa sepolta. «Parlarmi di quelle brutte cose ti sarebbe d'aiuto. E il punto migliore da cui partire è la confessione.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Sarebbe confidenziale?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«In linea di massima sì, ma ci sono delle eccezioni.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Quali eccezioni?»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Se tu ti confidi con me e io mi convinco che costituisci un pericolo per te stesso o per altri, il vincolo di segretezza non vale. Posso fare i passi che ritengo necessari per proteggere te o l'altra persona. In altre parole, posso chiedere aiuto.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;«Sembra complicato.»&lt;/i&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt; &lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se       ti è         piaciuto  l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando                   sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre      aggiornato           sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1171827316635737489?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1171827316635737489/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/03/io-confesso-john-grisham-torna-con-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1171827316635737489'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1171827316635737489'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/03/io-confesso-john-grisham-torna-con-il.html' title='Io confesso: John Grisham torna con il suo cavallo di battaglia preferito,  l’odiosità della pena di morte.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-JttP-dhucAA/TX556YcYoII/AAAAAAAAAnU/-X_2CWBkxwk/s72-c/Io-confesso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1769393594313884303</id><published>2011-03-07T22:11:00.008+01:00</published><updated>2012-01-06T16:20:02.923+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henning Mankell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>L'Uomo Inquieto, ultimo libro che l'autore svedese dedica al commissario Kurt Wallander.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kNXFJnHQ2rs/TXVKUhMk4lI/AAAAAAAAAnM/rzxjy_83z18/s1600/luomo_inquieto.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5581449029564555858" src="http://2.bp.blogspot.com/-kNXFJnHQ2rs/TXVKUhMk4lI/AAAAAAAAAnM/rzxjy_83z18/s320/luomo_inquieto.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 307px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 200px;" /&gt;&lt;/a&gt;Ritroviamo in &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD4"&gt;questo&lt;/span&gt;  nuovo lavoro di Mankell, il commissario Kurt Wallander protagonista  della serie di libri che lo scrittore ha dedicato al romanzo giallo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;Un po’ di anni sono passati dall’ultima volta che l’abbiamo incontrato,  come sempre impegnato nel suo lavoro presso la polizia di Ystad, lavoro  al quale dedica praticamente tutto se stesso con &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD5"&gt;grande&lt;/span&gt; competenza, serietà e ostinazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ha compiuto ormai sessant'anni e da cinque si è trasferito dall’appartamento di Mariagatan in una casetta nel &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD3"&gt;verde&lt;/span&gt; fuori città. Un sogno che da tempo coltivava insieme a quello di avere un &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD1"&gt;cane&lt;/span&gt;, che si procura subito dopo l’acquisto della nuova abitazione. Un cucciolo di &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD11"&gt;labrador&lt;/span&gt; nero che chiama Jussi e che faticherà non poco ad addestrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma le novità non finiscono qui: sua figlia Linda lavora insieme a lui,  al distretto di polizia di Ystad. Ha subito dimostrato di possedere  tutte le doti necessarie per diventare l’erede ideale del padre e di ciò  Wallander è particolarmente orgoglioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è anche orgoglioso nel giorno in cui Linda lo renderà nonno, dando  alla luce una bella bambina. Da qualche tempo la figlia vive con Hans  von Enke che lavora per una società finanziaria di &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD9"&gt;hedge funds&lt;/span&gt;. Wallander, anche in questo  caso, come probabilmente ogni padre del mondo, ha qualche riserva sul  giovane - ricco e nobile -, che riesce in parte a superare solo  contagiato dall’entusiasmo e dalla sicurezza di Linda. Anche i futuri  consuoceri concorrono con la loro semplicità e simpatia a  tranquillizzarlo: Hankan von Enke è un ex Capitano di Corvetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ha avuto nella sua vita incarichi delicati ed importanti ed ha comandato  cacciatorpedinieri e sottomarini. La moglie Louise ha insegnato lingue.  Sarà del tutto soddisfatto quando Linda gli riferirà in che modo i  coniugi Enke si sono espressi nei suoi confronti: “Tuo padre è un gran  bell’acquisto per la famiglia.” Le cose, dunque, sembrano aver preso la  strada giusta, anche se Wallander non è un uomo semplice, vive sempre  come inseguito da una serie di interrogativi sulla sua vita, sia passata  che futura, ai quali non riesce a dare risposte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deve combattere ormai da dieci anni contro una forma di &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD7"&gt;diabete&lt;/span&gt;  che l’ha costretto a un drastico cambiamento di vita. Ma non sono  bastati il moto, i nuovi regimi alimentari ed i farmaci; ora deve  assumere giornalmente insulina.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Nonostante ciò continua con l’impegno di  sempre a lavorare. Il caso di cui si sta occupando è la brutale  aggressione nei confronti di due anziani: un vecchio commerciante di  armi e sua moglie. Ed è durante questa indagine che succede un fatto  imprevisto: durante una solitaria cena in un ristorante cittadino  Wallander, visibilmente ubriaco, dimentica la pistola nel locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si apre un’inchiesta a suo carico durante la quale il commissario è  costretto a confessare di non ricordare di avere portato con sé l’arma  nè dove abbia potuto perderla. Viene ovviamente sospeso dal suo lavoro  fino alla chiusura dell’inchiesta, ma nel frattempo un altro grave fatto  si aggiunge alla già non facile situazione: il capitano Hankan von  Enke, padre di Hans suo genero, scompare.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Da qui si snoda la vicenda che Henning Mankell conduce con grande &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD2"&gt;maestria&lt;/span&gt;.  I colpi di scena dell'intreccio si legano alla capacità dell’autore di  non perdere mai di vista la vita, i sentimenti, gli affetti e i problemi  dei suoi protagonisti. Non mancano anche le considerazioni e le  sottolineature sulla situazione della società e sulla politica svedese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mankell non si limita a raccontare una storia gialla ma costruisce un vero e proprio grande romanzo. Da leggere con calma, soprattutto perché questo pare sia l’ultimo libro che l’autore intende dedicare al suo protagonista più amato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/mankell_uomo_inquieto.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 100%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt;La  storia inizia con un accesso d'ira.   Fino a poco prima, nel Palazzo  del governo svedese dove si verificò l'episodio, regnava la tranquillità  del mattino.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; La causa  fu un rapporto che era stato consegnato la sera precedene e  che il primo ministro, seduto al suo tavolo da lavoro scuro stava ora  leggendo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Era i uno dei primi giorni di primavera del 1983, a Stoccolma una  indefinibile foschia umida era sospesa sulla città e sugli alberi che  non avevano ancora iniziato a germogliare.  La sua competenza in fatto  di tempo era dovuta a un pas­satempo che coltivava al di fuori del  lavoro.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Leander era ce­libe, viveva in un appartamento non &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD8"&gt;troppo&lt;/span&gt; grande a Kungs-holmen ed era lì che si teneva in contatto con una rete mon­diale di entusiasti amici radioamatori.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Da tempo aveva impa­rato a memoria i diversi codici nel tipico gergo degli acroni-mi usati dai radioamatori.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Non solo che Qrt significava "Tra­smissione interrotta" o che Aurora si  riferiva a interferenze nella trasmissione e ricezione dovute ad aurore  boreali ad al­ta frequenza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Quasi ogni sera, si sedeva con le cuffie sulle orecchie e trasmetteva i  suoi Qrz: «Vi chiama...», a cui face­va seguito il suo nome.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Una leggenda raccontava che una volta, molto tempo addietro, il primo  ministro dell'epoca, per qualche motivo, voleva informarsi sul tempo nei  mesi di ottobre e novembre alla Pitcairn Island, la lontana isola  dell'Oceano Pacifico dove i marinai del Bounty che si erano ammutinati  contro il capitano Bligh avevano bruciato la na­ve sequestrata e dove  erano rimasti per sempre.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Il giorno se­guente, Leander aveva fornito al primo ministro le previsioni meteorologiche richieste, senza fare domande. Era, come si è già detto, un uomo molto discreto.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Quando passava camminando lentamente nei corridoi, le malelingue  bisbigliavano che nessuno al ministero degli Esteri poteva misurarsi con  lui quando si trattava di contatti internazionali.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Ma neppure Àke Leander avrebbe potuto prevedere l'ac­cesso d'ira che  stava per infrangere l'atmosfera tranquilla di quel mattino.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Il primo ministro finì di leggere l'ultima pagina, si alzò e andò alla finestra. Fuori i gabbiani volteggiavano nell'aria.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Allora erano venute alla luce delle prove. Ma che fine ave­vano fatto?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Nessuno sa quello che il ministro della Difesa dell'epoca disse in difesa propria e della commissione d'inchiesta.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Non scrisse alcun rapporto e Olof &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD6"&gt;Palme&lt;/span&gt;, che fu assassinato alcu­ni anni più tardi, non lasciò alcun commento scritto al ri­guardo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Neanche Àke Leander fece commenti, né a voce né per iscritto,  sull'accesso d'ira nell'ufficio del primo ministro. La­sciò il suo posto  di lavoro nella primavera del 1989 e si ritirò nel suo appartamento per  comunicare con i suoi amici via radio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Fu ringraziato calorosamente dal primo ministro di al­lora e, quando  morì in silenzio nell'autunno del 1998, nessu­no ebbe mai la sensazione  che si aggirasse come un fantasma del Palazzo del governo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt;  &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; L'episodio si svolse con tale le che nessuna delle persone che in quel  momento io nelle vicinanze ci fece caso. L'uomo arrestato si i  Wennerstròm, era un colonnello dell'aeronautica&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Una spia al soldo dell'Unione Sovietica. lento del suo arresto, Tage  Erlander, il primo mi­se dell'epoca, stava rientrando da una delle rare i  ferie all'estero, trascorsa in uno dei villaggi Reso ale.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Quando era sceso, subito circondato dai i solo era del tutto impreparato  ma anche qua-ite all'oscuro del caso. Non sapeva nulla del-a proposito  del colonnello Wennerstròm.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; I sospetti erano turbinati nella sua mente come vecchia polvere quando  il ministro della Difesa conferiva personalmente con lui, di tanto in  tanto.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Ma nulla di serio, niente che meritasse particolare attenzione. Vi erano  sempre sospetti di spie sovietiche che si muovevano fra le acque  tor­bide della guerra fredda. La risposta di Erlander fu quindi quella  che fu.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; L'uomo che era stato ininterrottamente per di­ciassette anni il primo  ministro svedese ci rimediò una peno­sa figura da idiota, senza sapere  cosa rispondere, in quanto né il ministro della Difesa Andersson né  alcun'altra persona coinvolta nel caso l'avevano informato di quanto  stava suc­cedendo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Durante il volo di un'ora da Copenaghen a Stoc­colma, avrebbe avuto il  tempo di essere sufficientemente ag­giornato su quella faccenda scabrosa  e di prepararsi prima di incontrare l'orda di giornalisti eccitati.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Ma nessuno gli era andato incontro a Kastrup, l'aeroporto della capitale danese, per accompagnarlo in Svezia.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Anche se non fu mai di dominio pubblico, durante i giorni che seguirono,  Erlander fu molto vicino a dare le dimisioni da primo ministro e da  capo del partito socialdemocrata.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;i&gt; Mai prima di allora era stato così deluso dai suoi colleghi di governo.  Naturalmente, anche Olof Palme, che già allora era il favorito a  succedergli, condivideva lealmente  la negligenza all'origine  dell'umiliazione.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;Ricerca personalizzata&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=8049&amp;amp;AFF=51935"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se       ti è        piaciuto l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando                 sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre     aggiornato          sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1769393594313884303?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1769393594313884303/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/03/luomo-inquieto-ultimo-libro-che-lautore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1769393594313884303'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1769393594313884303'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/03/luomo-inquieto-ultimo-libro-che-lautore.html' title='L&apos;Uomo Inquieto, ultimo libro che l&apos;autore svedese dedica al commissario Kurt Wallander.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kNXFJnHQ2rs/TXVKUhMk4lI/AAAAAAAAAnM/rzxjy_83z18/s72-c/luomo_inquieto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-650955508382991875</id><published>2011-02-27T09:39:00.004+01:00</published><updated>2011-05-30T19:57:18.814+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='John Grisham'/><title type='text'>Innocente, primo romanzo di Grisham basato su una vicenda realmente accaduta.</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;img src="http://lh6.ggpht.com/_SbcV8oS9tVE/TWlIuTpX9BI/AAAAAAAABHI/1Zmc6x8U9Gc/%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800" style="float: left; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; max-width: 800px;" /&gt;I lettori più affezionati noteranno subito le differenze nello stile e nell'esposizione dei fatti e non potranno esimersi dal trarre le loro conclusioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il libro è ben scritto, ordinato e preciso, e percorre la terribile avventura capitata a Ron Williamson e Dennis F. ingiustamente incolpati di omicidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grisham si sofferma a lungo sul passato dei due sfortunati giovani, e in particolar modo sulla vita di Ron, astro del baseball tramontato ancor prima di incominciare veramente a brillare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso del Romanzo si incontrano anche personaggi minori, anch'essi vittime dell'arrogante sistema americano e delle persone incompetenti che spesso ne minano la presunta infallibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia è commovente e tragica, ma lo stile giornalistico con cui viene presentata non lascia spazio a troppa retorica o a note romanzesche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abilità di Grisham è notevole, perchè con questa sua ultima fatica dimostra di essere in grado di colpire e coinvolgere anche senza usare la sua talentuosa fantasia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un libro che si legge agilmente, che provoca indignazione e sconcerto, un libro-trattato di pregevole fattura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un nuovo Grisham.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;Nota dell'autore:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;i&gt;Mentre sfogliavo il "New York Times" due giorni dopo i fune­rali di Ron Williamson, rni cadde l'occhio su un articolo dedi­cato alla sua vicenda. Mi colpì il titolo: Muore a 51 anni Ronald Williamson, ingiustamente condannato a morte, e lo lessi. Era di Jim Dwyer e mostrava una foto di Ron in aula il giorno del&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;proscioglimento, con l'espressione a metà fra l'incredulo e il sollevato.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non avevo mai sentito parlare né di lui né di Dennis Fritz.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Rilessi l'articolo una seconda volta. Neppure al massimo del­la mia creatività sarei riuscito a concepire una storia così com­plessa e articolata come quella realmente vissuta da Ron. E non sapevo ancora tutto! Contattai le sorelle di Ron, Annette e Re-nee, e decisi di scrivere un libro sulla vicenda.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Non avevo mai preso seriamente in considerazione l'idea di scrivere non fiction - mi diverto troppo a costruire romanzi -e non sapevo a che cosa sarei andato incontro. Per condurre le ricerche e scrivere il libro ho impiegato diciotto mesi. Sono an­dato a Ada diverse volte - nel palazzo di giustizia, nel carcere e in diversi locali -, ho visitato la vecchia e la nuova sede del braccio della morte del McAlester, sono stato due ore a parlare di baseball con Muri Bowen ad Asher, mi sono recato negli uf­fici di Innocence Project a New York, ho pranzato con il giu­dice Frank Seay in un ristorante di Seminoie, ho fatto il giro dello Yankee Stadium, ho incontrato Tommy Ward nel carcere di Lexington e a Norman, dove facevo base, ho discusso per ore con Mark Barrett. Ho incontrato anche Dennis Fritz a Kan-sas City, Annette e Renee a Tulsa e, quando sono riuscito convincere Greg Wilhoit a raggiungermi in Oklahoma dalla California, mi sono fatto accompagnare da lui al Big Mac, do­ve Greg ha rivisto la sua vecchia cella per la prima volta dopo quindici anni.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;A ogni incontro la storia prendeva una piega diversa. Avrei potuto scrivere un libro di cinquemila pagine.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Questa avventura mi ha fatto scoprire il mondo degli errori giudìziari, cui non avevo mai prestato troppa attenzione, nep­pure quando facevo l'avvocato. Vicende di questo genere non sono prerogativa dell'Oklahoma, tutt'altro. Ne avvengono ogni mese in tutti gli Stati del Nordamerica, per motivi sem­pre diversi e al tempo stesso sempre uguali: indagini appros­simative, analisi che hanno poco di scientifico, identificazioni fallaci, difensori incapaci e pubblici ministeri troppo pigri o troppo arroganti.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nelle grandi città, i tecnici forensi sono oberati di lavoro e per sveltire le procedure a volte diventano approssimativi; nel­le città più piccole, i poliziotti spesso mancano di adeguata for­mazione e supervisione. Omicidi e stupri sono scioccanti, la gente vuole che la polizia trovi il colpevole prima possibile. Si da per scontato che il sistema funzioni con professionalità e ri­gore. Quando così non è, accadono episodi come quelli di Ron Williamson e Dennis Fritz.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;O di Tommy Ward e Karl Fontenot, cui la pena di morte è stata commutata in carcere a vita. Tommy un giorno potrebbe ottenere la condizionale, Karl no, per un problema procedura­le. Il dna non può scagionarli perché non esiste materiale bio­logico. Non si scoprirà mai chi ha ucciso Denice Haraway. O perlomeno la polizia non lo scoprirà mai. Se volete saperne di più, consultate www.wardandfontenot.com.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Mentre svolgevo le mie ricerche, ho scoperto altri due casi legati a Ada. Nel 1983 un certo Calvin Lee Scott fu processato per stupro nel tribunale della contea di Pontotoc. La vittima era una giovane vedova, aggredita nel sonno in casa propria, che non aveva visto in faccia l'uomo perché questi le aveva messo un cuscino sulla faccia. Un perito dell'OSBi dichiarò che due peli ritrovati sul corpo della vittima risultavano "compatibili" con quelli di Calvin Lee Scott, che pure si proclamava innocente. La giuria lo condannò a venticinque anni di detenzione. Uscì dopo venti. Quando nel 2003 il test del dna attestò la sua innocenza, aveva già scontato la pena.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://lh3.ggpht.com/_SbcV8oS9tVE/TWoNmefvpBI/AAAAAAAABHQ/-9SkwxD-Bz4/%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800" style="max-width: 800px;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;A condurre le indagini era stato Dennis Smith, a perseguire il caso Bill Peterson.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Nel 2001, l'ex vicecapo della polizia Dennis Corvin si di­chiarò colpevole di traffico di sostanze stupefacenti e venne condannato a sei anni di reclusione. Corvin, come ricorderete, era il poliziotto che Glen Gore disse essere suo fornitore di metamfetamina.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ada è una bella città. Quando si deciderà a togliere di mez­zo le mele marce?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando si stancherà di pagare per i loro errori, forse. Negli ultimi due anni, le imposte catastali sono aumentate ben due volte, per rimpinguare le riserve prosciugate dai risarcimenti versati a Ron e Dennis. È scandaloso che anche i Carter, es­sendo proprietari di immobili, abbiano dovuto tirar fuori quei quattrini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È impossibile calcolare i costi di simili errori. L'Oklahoma spende circa 50.000 dollari l'anno per ogni detenuto. Senza contare le spese aggiuntive relative al braccio della morte e alle cure psichiatriche: solo per Ron ne ha spesi 600.000. E lo stesso per Dennis. Aggiungiamo le somme ottenute dai due a titolo di risarcimento e i conti sono presto fatti. L'errore giudiziario, nel loro caso, è costato diversi milioni di dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente, questa cifra non comprende le migliaia d i ore degli avvocati d'ufficio che hanno lavorato con tanta dili­genza per rimediarvi, né quelle degli addetti della procura che cercavano invece di confermarlo. A pagare, come sempre, sono stati i contribuenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure si giocò al risparmio, riconoscendo a Barney Ward il misero compenso di 3600 dollari per la difesa di Ron e negan­dogli la perizia di parte, eccessivamente costosa. Anche Greg Saunders ricevette 3600 dollari per difendere Dennis e anche a lui venne negata la perizia per mancanza di fondi.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;Se i danni economici sono irritanti, quelli dal punto di vista umano sono a dir poco scandalosi. Com'è ovvio, il fatto di essere condannato ingiustamente pesò moltissimo sulla malat­tia mentale di Ron, che non si riprese più, neppure dopo che venne rilasciato. Succede quasi sempre. Dennis Fritz è stato fortunato: ha avuto il coraggio, l'intelligenza e alla fine anche i soldi per potersi rifare una vita. A Kansas City conduce un'esi­stenza tranquilla e agiata e l'anno scorso è diventato nonno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bill Peterson lavora tuttora alla procura di Ada, insieme a Nancy Shew e Chris Ross. Anche Gary Rogers continua a fare l'ispettore. Dennis Smith è andato in pensione nel 1987 ed è morto improvvisamente il 30 giugno 2006. Barney Ward è de­ceduto nell'estate del 2005, mentre io scrivevo il libro, e non ho avuto la possibilità di intervistarlo. Il giudice Ron Jones ha smesso di fare il giudice nel 1990 e si è trasferito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Glen Gore è nella H Unit del McAlester. Nel luglio del 2005 la Corte d'appello dell'Oklahoma gli ha dato ragione e ha or­dinato un nuovo processo. Il motivo è che Gore non ricevette un giusto processo in quanto il giudice Landrith non concesse al suo difensore di ammettere come prova il fatto che altri due uomini erano stati condannati per lo stesso reato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 21 giugno 2006 Gore è stato condannato nuovamente. La giuria non è riuscita a pervenire a un accordo sulla pena di morte e, come prescrive la legge, il giudice Landrith l'ha con­dannato all'ergastolo senza possibilità di condizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono molte le persone che mi hanno aiutato a scrivere que­sto libro e che desidero ringraziare. Annette, Renee e i loro fa­miliari mi hanno dato libero accesso a ogni aspetto della vita di Ron. Mark Barrett mi ha dedicato moltissimo tempo, ac­compagnandomi in giro per l'Oklahoma, raccontandomi sto­rie che all'inizio facevo fatica a credere, aiutandomi a contat­tare testimoni e a trovare vecchi atti e documenti. La sua assistente, Melissa Harris, mi ha fotocopiato migliaia di docu­menti, conservandomeli in perfetto ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dennis Fritz ha ripercorso la sua dolorosa storia con note­vole entusiasmo e ha risposto a ogni mia domanda. Lo stesso ha fatto Greg Wilhoit.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Brenda Tollett dell'«Ada Evening News» ha frugato negli archivi tirandone miracolosamente fuori tutti gli articoli rela­tivi alla vicenda Carter e Haraway. Ann Kelley Weaver, che adesso lavora per «The Oklahoman», ricordava molti dei ser­vizi pubblicati sul proscioglimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulle prime il giudice Frank Seay è stato riluttante a parlare del suo lavoro. Come i giudici di una volta, ritiene che il pro­prio ruolo imponga di stare lontani dalle luci della ribalta. Al­la fine, però, ha acconsentito a parlarmi. Nel corso di una telefonata, l'ho chiamato "eroe" e lui ha respinto la mia defi­nizione quasi come se fosse stata un'obiezione a un processo. Vicky Hildebrand lavora ancora con lui e ricorda benissimo l'emozione che provò nel leggere la petizione di Habeas Cor­pus di Ron.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jim Payne è diventato giudice federale e, pur essendo molto collaborativo, ha manifestato scarso interesse a prendersi il merito del rinvio dell'esecuzione di Ron. Tuttavia, è stato an­che lui un "eroe": la sua attenta lettura della memoria di Janet Chelsey a casa, fuori dell'orario lavorativo, gli suscitò abbastan­za preoccupazione da fargli raccomandare al giudice Seay un rinvio in extremis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur essendo entrato in scena solo all'ultimo, il giudice Tom Landrith ebbe l'enorme soddisfazione di presiedere l'udienza in cui Ron e Dennis furono prosciolti, nell'aprile del 1999. In­contrarlo nel palazzo di giustizia di Ada è stato sempre un piacere, per me, oltre che fonte di informazioni preziose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barry Scheck e gli altri dell'Innocence Project sono stati di­sponibili e gentilissimi. Hanno fatto prosciogliere già centottan-ta persone grazie al test del dna e hanno ispirato altri movi­menti per la liberazione degli innocenti in tutto il paese. Se volete saperne di più, visitate il sito www.innocenceproject.org. Tommy Ward ha passato tre anni e nove mesi nel braccio della morte, la vecchia F Cellhouse, prima di venire esiliato per sempre nel carcere di Lexington. Ci siamo scritti molte let­tere. Mi ha raccontato anche cose di Ron, consentendomi di ri­portarle nel mio libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per riferire la sua vicenda da incubo, mi sono rifatto a The Dreams of Ada di Robert Mayer. È un libro affascinante, che prova quanto può essere importante scrivere di fatti realmen­te avvenuti. Mayer mi ha aiutato molto nelle mie ricerche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono avvalso di volumi e volumi di testimonianze giura­te rese dalla maggior parte dei personaggi coinvolti nella vi­cenda. Alcune interviste non sarebbero neppure state necessa-rie. Alcune non sono state concesse. Le uniche cose che ho cambiato sono i nomi delle presunte vittime di stupro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;i&gt;John Grisham&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=8049&amp;amp;AFF=51935"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se       ti è       piaciuto l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando                sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre    aggiornato          sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie"&gt;&lt;img alt="" class="zemanta-pixie-img" src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=799cfa3d-35cc-88e4-b998-766c3e647945" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-650955508382991875?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/650955508382991875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/02/innocente-primo-romanzo-di-grisham.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/650955508382991875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/650955508382991875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/02/innocente-primo-romanzo-di-grisham.html' title='Innocente, primo romanzo di Grisham basato su una vicenda realmente accaduta.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh6.ggpht.com/_SbcV8oS9tVE/TWlIuTpX9BI/AAAAAAAABHI/1Zmc6x8U9Gc/s72-c/%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-8706010593367957583</id><published>2011-02-25T22:03:00.004+01:00</published><updated>2011-05-30T19:58:50.126+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='John Grisham'/><title type='text'>I romanzi di John Grisham, definiti legal thriller, riprendono molto dalla sua esperienza di avvocato.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ju2tvgLNOwY/TWgZyfKsFcI/AAAAAAAAAnE/d7dYBfzhxHU/s1600/john-grisham.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577736493648844226" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ju2tvgLNOwY/TWgZyfKsFcI/AAAAAAAAAnE/d7dYBfzhxHU/s320/john-grisham.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 320px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 238px;" /&gt;&lt;/a&gt;Secondo di cinque fratelli, Grisham è nato nel 1955 a Jonesboro, Arkansas, in una modesta famiglia del sud. Suo padre ha lavorato come operaio edile e coltivatore del cotone. Dopo essersi spostati spesso, la famiglia si è trasferita nel 1967 nella piccola città di Southaven, Mississippi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Consigliato dalla madre, il giovane Grisham divenne un avido lettore, influenzato particolarmente dal lavoro di John Steinbeck di cui ammirava la chiarezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre studiava alla Mississippi State University, Grisham cominciò a tenere un diario, una pratica che successivamente lo ha aiutato nelle sue attività creative. Dopo aver conseguito la laurea in legge nel 1981, ha esercitato la professione di avvocato nella piccola città Southaven per quasi un decennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1983 venne eletto per i Democratici alla Camera dei Rappresentanti del Mississippi, dove resterà fino al 1990 pur continuando la sua professione di avvocato. Nel suo tempo libero, e come hobby, Grisham cominciò a lavorare al suo primo romanzo, nel quale esplorava cosa sarebbe accaduto se il padre di una ragazza stuprata avesse assassinato i suoi aggressori. Nel 1987, dopo tre anni di lavoro, la sua opera prima, A Time to Kill (Il momento di uccidere), venne completata. Inizialmente rifiutata da diversi editori, venne infine accettata dalla Wynwood Press, che lo pubblicò nel giugno 1988 con una tiratura di sole 5.000 copie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena finito di scrivere Il momento di uccidere, Grisham iniziò subito un nuovo romanzo. Il socio fu il settimo romanzo più venduto del 1991. La rivista statunitense Publishers Weekly dichiarò Grisham: "Lo scrittore maggiormente venduto degli anni novanta", con un totale di 60.742.289 copie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi romanzi sono definiti legal thriller, riprendono molto dalla sua esperienza di avvocato e sono stati oggetto di numerose versioni cinematografiche.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script type="text/javascript"src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Bibliografia&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* 1989 - Il momento di uccidere (A Time to Kill).&lt;br /&gt;* 1991 - Il socio (The Firm).&lt;br /&gt;* 1992 - Il rapporto Pelican (The Pelican Brief).&lt;br /&gt;* 1993 - Il cliente (The Client).&lt;br /&gt;* 1994 - L'appello (The Chamber).&lt;br /&gt;* 1995 - L'uomo della pioggia (The Rainmaker).&lt;br /&gt;* 1996 - La giuria (The Runaway Jury).&lt;br /&gt;* 1997 - Il partner (The Partner).&lt;br /&gt;* 1998 - L'avvocato di strada (The Street Lawyer).&lt;br /&gt;* 1999 - Il testamento (The Testament).&lt;br /&gt;* 2000 - I confratelli (The Brethren).&lt;br /&gt;* 2001 - La casa dipinta (A Painted House).&lt;br /&gt;* 2001 - Fuga dal Natale (Skipping Christmas).&lt;br /&gt;* 2002 - La convocazione (The Summons).&lt;br /&gt;* 2003 - Il re dei torti (The King of Torts).&lt;br /&gt;* 2003 - L'allenatore (Bleachers).&lt;br /&gt;* 2004 - L'ultimo giurato (The Last Juror).&lt;br /&gt;* 2005 - Il broker (The Broker).&lt;br /&gt;* 2006 - Innocente. Una storia vera (The Innocent Man).&lt;br /&gt;* 2007 - Il professionista (Playing for Pizza).&lt;br /&gt;* 2008 - Ultima sentenza (The appeal)&lt;br /&gt;* 2006 - Innocente. Una storia vera (The Innocent Man)&lt;br /&gt;* 2009 - Il Ricatto  (The Associate).&lt;br /&gt;* 2010 -Ritorno a Ford County (Ford County).&lt;br /&gt;* 2010 - Io Confesso (The Confession)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Trasposizioni cinematografiche&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* Il socio (The Firm, 1993), regia di Sydney Pollack&lt;br /&gt;* Il rapporto Pelican (The Pelican Brief, 1993), regia di Alan J. Pakula&lt;br /&gt;* Il cliente (The Client, 1994), regia di Joel Schumacher&lt;br /&gt;* Il momento di uccidere (A Time to Kill, 1996), regia di Joel Schumacher&lt;br /&gt;* L'ultimo appello (The Chamber, 1996), regia di James Foley&lt;br /&gt;* L'uomo della pioggia (The Rainmaker, 1997), regia di Francis Ford Coppola&lt;br /&gt;* Conflitto di interessi (The Gingerbread Man, 1998)&lt;br /&gt;* The Street Lawyer (2003) - film TV&lt;br /&gt;* A Painted House (2003) - film TV&lt;br /&gt;* La giuria (Runaway Jury, 2003), regia di Gary Fleder&lt;br /&gt;* Mickey (2004)&lt;br /&gt;* Fuga dal Natale (Christmas with the Kranks, 2004), regia di Joe Roth&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=8049&amp;amp;AFF=51935"&gt;&lt;/script&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color:#999999;color:#000000"&gt;  &lt;div class="cse-branding-form"&gt;    &lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;      &lt;div&gt;        &lt;input type="hidden" name="cx" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;input type="hidden" name="ie" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;input type="text" name="q" size="31" /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;input type="submit" name="sa" value="Cerca" /&gt;&lt;br /&gt;      &lt;/div&gt;    &lt;/form&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div class="cse-branding-logo"&gt;    &lt;img src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" alt="Google" /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div class="cse-branding-text"&gt;    Ricerca personalizzata&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Se       ti è       piaciuto l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando                sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre   aggiornato          sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-8706010593367957583?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/8706010593367957583/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/02/i-romanzi-di-john-grisham-definiti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/8706010593367957583'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/8706010593367957583'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/02/i-romanzi-di-john-grisham-definiti.html' title='I romanzi di John Grisham, definiti legal thriller, riprendono molto dalla sua esperienza di avvocato.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ju2tvgLNOwY/TWgZyfKsFcI/AAAAAAAAAnE/d7dYBfzhxHU/s72-c/john-grisham.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-8866246205874384441</id><published>2011-02-20T08:43:00.008+01:00</published><updated>2011-05-30T20:00:49.153+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Una giapponese fa tremare (di paura) Jack Nicholson e Anthony Hopkins.</title><content type='html'>&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-keem6b-9OpA/TWDIvh72JQI/AAAAAAAAAl8/jsywpNQTagQ/s1600/cinema.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5575677057573463298" src="http://3.bp.blogspot.com/-keem6b-9OpA/TWDIvh72JQI/AAAAAAAAAl8/jsywpNQTagQ/s320/cinema.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 253px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 253px;" /&gt;&lt;/a&gt;Una giapponese fa tremare (di paura) Jack Nicholson e Anthony Hopkins.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se a provocarvi incubi cinematografi­ci sono Jack Terrance, l'allucinato  scrittore di Shining interpretato da Jack Nicholson o il geli­do  psicanalista canniba­le di II silenzio degli inno­centi portato sullo  scher­mo da Anthony Hop­kins, tremate: i critici del Times, che hanno  re­datto una classifica dei «10 film più psicopatici» del cinema,  relegano questi personaggi «so­lo» al secondo e al terzo posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di peggio c'è Asami Yamazaki, la sadica protagonista di Auditìon, don­na  bellissima, interpretata dall'ex modella Eihi Shiina, amata dagli  appassionati dell'hor­ror nipponico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La classifica prose­gue con lo yuppie Christian Bale), protagonista di American Psycho.  Seguono l'ossessiva Glenn Close (Attrazione fatale} e la fanatica Kathy  Bates, armata di martello, di Misery non deve morire. Ultimo, Robert  Garlyle in Trainspotting. Vio­lento, ma un po' troppo buono.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;1. Eihi Shiina&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Audition&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/audition.jpg" style="height: 427px; width: 301px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="font-size: small; font-weight: bold;"&gt;2. Jack Nicholson&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Shinning&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/shinning.jpg" style="height: 361px; width: 302px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;3. Anthony Hopkins&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Il silenzio degli innocenti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/silenzio_innocenti.jpg" style="height: 226px; width: 301px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;4. &lt;/span&gt;&lt;span class="IL_AD" id="IL_AD5" style="font-weight: bold;"&gt;Christian  Bale&lt;/span&gt;  &lt;span class="IL_AD" id="IL_AD6" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span class="IL_AD" id="IL_AD6" style="font-weight: bold;"&gt;American&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Psicho&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/american-psycho.jpg" style="height: 388px; width: 302px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; 5. Glenn Glose&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Attrazione fatale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/attrazionefatale.jpg" style="height: 408px; width: 275px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;6. Robert Mitchum&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Cape Fear (Il Promontorio della Paura)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/capefear.jpg" style="height: 425px; width: 299px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;7. Kathy Bates&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Misery non deve morire&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/misery.jpg" style="height: 440px; width: 301px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt; &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;8. Joe Pesci&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Quei bravi ragazzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/queibravi.jpg" style="height: 472px; width: 301px;" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; font-weight: bold; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;9. Bette&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;  Davis&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; font-weight: bold; text-align: left;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; Che fine ha fatto Baby JaNE?&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/che-fine-ha-fatto.jpg" style="height: 421px; width: 295px;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small; font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;10. Robert Carlyle&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: small; font-weight: bold;"&gt;Trainspotting&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span style="color: #333333;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: inherit; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;img alt="" src="http://img.webme.com/pic/r/rsvp/trainspotting.jpg" style="height: 195px; width: 301px;" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=8049&amp;amp;AFF=51935"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size: small; font-style: italic;"&gt;Se       ti è      piaciuto l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando               sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre   aggiornato         sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-8866246205874384441?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/8866246205874384441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/02/una-giapponese-fa-tremare-di-paura-jack.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/8866246205874384441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/8866246205874384441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/02/una-giapponese-fa-tremare-di-paura-jack.html' title='Una giapponese fa tremare (di paura) Jack Nicholson e Anthony Hopkins.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-keem6b-9OpA/TWDIvh72JQI/AAAAAAAAAl8/jsywpNQTagQ/s72-c/cinema.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-1186436451027479655</id><published>2011-01-05T20:05:00.015+01:00</published><updated>2011-07-30T18:48:52.400+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ken Follett'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Mondo Senza Fine è un ritorno al Medioevo due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica di Kingsbridge.</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/TSTBff3kGXI/AAAAAAAAAkY/DnC9AMo8uTs/s1600/mondo-senza-fine.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5558780586956691826" src="http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/TSTBff3kGXI/AAAAAAAAAkY/DnC9AMo8uTs/s320/mondo-senza-fine.jpg" style="cursor: pointer; float: left; height: 320px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 211px;" /&gt;&lt;/a&gt;È il 1327. Il giorno di Ognissanti, quattro bambini si allontanano di nascosto dal priorato di Kingsbridge mentre sono in corso i festeggiamenti. Il gruppo, composto da un piccolo genio, un bulletto, una ladruncola e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste per caso nella foresta all'uccisione di due uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora le vite di questi ragazzi saranno indissolubilmente legate tra loro e, una volta adulti, conosceranno amore, avidità, ambizione e vendetta. Vivranno momenti di prosperità e carestia, malattia e guerra. Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi: la peste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno di loro viaggerà per il mondo per poi tornare a casa, un altro diventerà un nobiluomo potente e corrotto, una ragazza inseguirà l'amore impossibile e un'altra sfiderà il potere della Chiesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma su ciascuno resterà l'ombra di quell'inspiegabile omicidio di cui sono stati testimoni in quel fatidico giorno della loro infanzia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quasi vent'anni il romanzo I Pilastri della terra continua ad appassionare milioni di lettori nel mondo, con un successo senza precedenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi Ken Follett ritorna al Medioevo ambientando Mondo senni fine due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica di Kingsbridge, sullo sfondo di un lento ma inesorabile mutamento - che rivoluzionerà le arti quanto le scienze - in cui ci si lascia alle spalle il buio e si cominciano a intravedere i primi bagliori di una nuova epoca. Mondo senza fine segna il grandioso ritorno di uno dei maestri della narrativa del nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda aveva otto anni, ma il buio non le faceva paura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando aprì gli occhi non vide nulla, però non fu questo a spaventarla. Sapeva di trovarsi al priorato di Kingsbridge, nel lungo edificio di pietra chiamato ospitale, stesa a terra su un giaciglio di paglia. Accanto a lei era sdraiata la ma­dre; dal tiepido profumo, Gwenda comprese che stava allat­tando il piccolo, ancora senza nome. Vicino alla mamma c'erano il papà e poi il fratello maggiore Philemon, di dodi­ci anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'ospitale era affollato, e benché la bambina non riuscisse a vedere le altre famiglie coricate sul pavimento, stipate co­me pecore in un recinto, percepiva l'odore acre dei loro corpi caldi. All'alba sarebbe stato Ognissanti, che quell'anno cade­va di domenica e quindi era un giorno particolarmente be­nedetto. La sera che lo precedeva, la vigilia, era un momento pericoloso in cui gli spiriti maligni circolavano liberamente. Al pari della famiglia di Gwenda, centinaia di persone erano accorse a Kingsbridge dai villaggi vicini per trascorrere la fé sta entro i confini consacrati del priorato e assistere all'alba ni servizio religioso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come tutte le persone di buonsenso, Gwenda temeva gli spiriti maligni, ma ancor più la terrorizzava quel che avreb­be dovuto fare durante la funzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Scrutò nell'oscurità cercando di non pensarci. Sapeva che nella parete di fronte a lei c'era una finestra ad arco priva di Vetri - solo gli edifici più importanti avevano vetri alle fine&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;stre -, con appena una tenda di lino a riparare dalla fredda aria autunnale. Tuttavia non scorse alcun bagliore grigia­stro nel punto in cui doveva trovarsi l'apertura, e se ne ral­legrò. Sperava che il mattino tardasse ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non c'era nulla da vedere, ma molto da ascoltare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pa­glia che copriva il pavimento frusciava in continuazione, ogni volta che la gente si agitava o cambiava posizione men­tre dormiva. Un bimbo si mise a piangere, forse svegliato da un brutto sogno, e fu subito tranquillizzato da un affettuoso bisbiglio. Di tanto in tanto qualcuno farfugliava una mezza parola nel sonno. Da qualche parte arrivarono i rumori di due persone che stavano facendo le cose che tutti i genitori facevano ma di cui non parlavano mai, quello che Gwenda chiamava "grugnire", perché non sapeva come definirlo al­trimenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Molto presto scorse una luce. Dalla porta a est del lungo stanzone, dietro l'altare, entrò un monaco con una candela in mano; l'accostò a un accenditoio posto lì accanto e con quello fece ardere le lampade alle pareti. Ogni volta la sua lunga ombra si proiettava sul muro come un riflesso, men­tre l'accenditoio incrociava la propria sullo stoppino del lume.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La luce crescente illuminò le file di corpi indistinti raggo­mitolati a terra, avvolti in mantelli di lana grezza o addos­sati ai vicini in cerca di calore. I malati occupavano i paglie­ricci accanto all'altare per trarre il massimo beneficio dalla sacralità del luogo. Sul lato opposto, una scala conduceva al piano superiore, dove erano alloggiati i nobili in visita: in quella occasione, il conte di Shiring con alcuni, membri della sua famiglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il monaco si sporse verso Gwenda per accendere il lume sopra la sua testa e sorrise nell'incrociarne lo sguardo. Lei ne studiò il viso alla tremula luce e riconobbe in lui frate Godwyn. Era giovane e bello, e la notte precedente aveva rivolto a Philemon parole gentili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vicino a Gwenda c'era un'altra famiglia del suo villaggio: Samuel, un prospero contadino con un vasto podere, la mo­glie e i due figli, il più piccolo dei quali, Wulfric, era un&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;bambino pestifero di sei anni, convinto che lanciare ghian­de alle femmine e poi darsela a gambe fosse la cosa più di­vertente del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La famiglia di Gwenda non era ricca. Il padre non posse­deva terre e faceva il bracciante per chiunque fosse disposto a pagarlo. Il lavoro non mancava mai durante l'estate, ma dopo il raccolto, quando cominciavano i primi freddi, spes­so pativano la fame.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Per questo lei era costretta a rubare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Immaginò di essere sorpresa in flagrante: una mano forte l'afferrava in una morsa, mentre lei si dibatteva disperata­mente; una voce profonda e crudele diceva: "Bene, bene, ec­co una ladruncola"; il dolore e l'umiliazione delle frustate, e poi la cosa peggiore, la straziante sofferenza di vedersi moz­zare la mano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Suo padre aveva già subito quella punizione: il braccio si­nistro terminava in un orrendo moncherino rattrappito. Se la cavava bene con una mano sola, riusciva a maneggiare la pa­la, a sellare un cavallo e perfino a costruire una rete per cattu­rare gli uccelli, e tuttavia era sempre l'ultimo bracciante a ve­nire ingaggiato in primavera e il primo a essere lasciato a casa in autunno. Non poteva cercare lavoro fuori del villag­gio, perché l'amputazione lo marchiava come ladro e quindi nessuno era disposto ad assumerlo. Negli spostamenti, co­priva il moncherino con un guanto imbottito per non essere scansato da ogni estraneo che incontrava, ma l'espediente non ingannava a lungo le persone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda non aveva assistito alla punizione del padre, su­bita prima che lei nascesse, ma se l'era spesso immaginata, e in quel momento non riusciva a smettere di pensare che la stessa cosa sarebbe accaduta a lei. Nella mente vedeva la la­ma della scure abbattersi sul suo polso, tranciando pelle e ossa fino a recidere per sempre la mano dal braccio. Dovette serrare i denti per impedirsi di gridare a squarciagola.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I pellegrini cominciavano ad alzarsi; si stiravano, sbadi­gliavano, si stropicciavano gli occhi. Gwenda si mise in pie­di e si rassettò i vestiti. Aveva ereditato tutti gli indumenti dal fratello maggiore: sopra una camiciola di lana lunga fi-&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;no alle ginocchia portava una tunica fermata in vita da un cordone di canapa; i calzari, un tempo allacciati, avevano gli occhielli ormai laceri e le stringhe si erano consumate, per cui li legava con paglia intrecciata. Infilò i capelli in un berretto di code di scoiattolo e fu pronta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Incrociò lo sguardo del padre, che le indicò furtivamente una famiglia: una coppia di mezza età con due figli poco più grandi di lei. L'uomo, basso e magro, aveva la barba rossa e ricciuta. Stava affibbiandosi la spada, il che lo identificava come armigero o cavaliere: alla gente comune, infatti, non era concesso portare la spada. La moglie era una donna esile e accigliata, dai modi bruschi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Mentre Gwenda li studiava, frate Godwyn li salutò ri­spettosamente con un cenno del capo. «Buongiorno, sir Ge­rald, lady Maud.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda vide che cosa aveva attirato l'attenzione del ge­nitore: la borsa che sir Gerald teneva appesa alla cintola con una cinghietta di cuoio. Una borsa rigonfia che poteva con­tenere parecchie centinaia di sottili penny d'argento e mo­netine da mezzo e da un quarto di penny, i soldi che circola­vano in Inghilterra: una quantità di denaro che suo padre avrebbe guadagnato in un anno, se fosse riuscito a trovare lavoro, sufficiente per sfamare tutta la famiglia fino all'ara­tura di primavera. Forse quella borsa conteneva addirittura monete d'oro straniere, fiorini fiorentini o ducati veneziani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda portava al collo un piccolo coltello in un fodero di legno. Grazie alla lama affilata avrebbe potuto tagliare con un colpo deciso la cinghietta e far cadere la borsa nella sua mano, a meno che sir Gerald, avvertendo qualcosa di strano, non l'avesse bloccata prima...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Godwyn alzò la voce per sovrastare il brusio. «Per amore di Cristo, che ci insegna la carità, la colazione sarà servita dopo la messa di Ognissanti» disse. «Per intanto, è possibile dissetarsi all'acqua pura della fontana nel cortile. Ricordate, prego, di usare le latrine esterne: non si orina qui dentro!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Frati e suore erano rigorosi in fatto di pulizia. La sera pre­cedente, Godwyn aveva sorpreso un bambino di sei anni mentre faceva pipì in un angolo e lo aveva buttato fuori con&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;tutta la famiglia. Senza un penny per pagarsi la taverna, sa­rebbero stati costretti a passare la fredda notte di ottobre sul pavimento di pietra del portico nord della cattedrale. An­che gli animali erano banditi. Hop, il cane a tre zampe di Gwenda, era stato scacciato. La bambina si chiese dove a-vesse trascorso la notte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quando tutti i lumi furono accesi, Godwyn aprì il massic­cio portone di legno. Gwenda sentì l'aria pungente della notte sulle orecchie e sulla punta del naso. Gli ospiti si strin­sero nei mantelli e cominciarono a defluire. Quando sir Ge­rald e i familiari si incamminarono, il papà e la mamma si misero in fila dietro di loro, seguiti da Gwenda e Philemon.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fino ad allora era stato Philemon a rubare, ma il giorno prima, al mercato di Kingsbridge, aveva rischiato di essere acciuffato. Si era lasciato sfuggire di mano un vasetto di co­stoso olio che aveva arraffato dal chiosco di un mercante ita­liano; per fortuna non si era rotto nel cadere, però tutti aveva­no visto. Il ragazzino se l'era cavata sostenendo di averlo accidentalmente urtato sul banco.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Philemon, fino a poco tempo prima basso e poco appari­scente come Gwenda, nel corso dell'ultimo anno era cresciu­to parecchio, la voce si era fatta profonda e lui si muoveva in modo goffo e maldestro, come se non riuscisse ad abituarsi alle nuove dimensioni del suo corpo. La sera precedente, do­po l'incidente del vasetto d'olio, il papà aveva dichiarato che Philemon era ormai troppo grande per rubare cose di valore, e quindi da quel momento sarebbe stato compito di Gwenda farlo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Era per questo che lei aveva dormito così male, quella notte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il vero nome di Philemon era Holger. All'età di dieci anni aveva deciso di farsi frate, per cui aveva annunciato a tutti che da quel momento si sarebbe chiamato Philemon, un no­me molto più adatto a un religioso. Stranamente la maggior parte delle persone si era mostrata condiscendente verso quel suo desiderio, mentre i genitori avevano continuato a chiamarlo Holger.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oltre la porta si profilarono due file di monache tremanti&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che reggevano torce accese per illuminare la strada che dal­l'ospitale conduceva al grande portale ovest della cattedrale di Kingsbridge. Le ombre vacillavano intorno alle torce, co­me se gli spiriti e i demoni della notte danzassero lì vicino, tenuti a distanza solo dalla santità delle monache.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda si aspettava di vedere Hop appena fuori, invece il cagnolino non c'era. Forse aveva trovato un posto al caldo dove passare la notte. Mentre avanzavano verso la chiesa, il papà fece in modo di stare alle calcagna di sir Gerald. Qual­cuno, da dietro, le tirò con forza i capelli e Gwenda gridò, te­mendo che si trattasse di uno spirito maligno, ma voltandosi vide Wulfric, che con una risata schizzò indietro per sfuggi­re alle sue mani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Stai bravo!» lo rimbrottò il padre, allungandogli uno scappellotto, e il bambino scoppiò a piangere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'immensa chiesa era una forma indistinta che torreggiava sulla folla accalcata. Soltanto le parti inferiori erano chiara­mente visibili, archi e montanti delineati dalla tremula luce arancione e rossa delle torce. La processione rallentò nell'av-vicinarsi all'ingresso della cattedrale. Gwenda vide arrivare dalla direzione opposta una fiumana di gente proveniente dalla città. Erano centinaia, pensò, se non migliaia, anche se non aveva un'idea precisa di quante persone ci volessero per fare un migliaio, perché non sapeva contare fino a mille.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La folla attraversò lentamente il vestibolo. La luce inquie­ta delle torce cadeva sulle figure scolpite lungo i muri, fa­cendole danzare all'impazzata. Al livello inferiore vi erano demoni e mostri. Gwenda guardò con apprensione draghi e grifi, un orso dalla testa di uomo, un cane con due corpi e un solo muso. Alcuni demoni lottavano con esseri umani: un diavolo metteva un cappio al collo di un uomo, un mo­stro dai tratti di volpe trascinava una donna per i capelli, un'aquila con le mani artigliava un uomo nudo. Al di sopra di queste scene, una fila di santi rappresentati al riparo di un baldacchino e poi, ancora più in alto, gli apostoli assisi in trono; infine, nell'arco sovrastante il portale principale, san Pietro con la chiave e san Paolo con una pergamena al­zavano lo sguardo adorante su Gesù Cristo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda sapeva che Gesù le diceva di non peccare se non voleva subire il tormento dei diavoli, ma gli esseri umani la terrorizzavano ben di più. Se non fosse riuscita a rubare la borsa di sir Gerald, avrebbe assaggiato la frusta del padre e, quel che era peggio, alla famiglia non sarebbe restato che nutrirsi di zuppa di ghiande. Lei e Philemon avrebbero pa­tito la fame per intere settimane, la mamma avrebbe perso il latte e il piccolo sarebbe morto come gli ultimi due fratelli­ni. Il papà sarebbe scomparso per giorni, senza altro da mettere in pentola al suo ritorno che uno scarno airone o un paio di scoiattoli. La fame era ancora peggio delle frustate: faceva soffrire più a lungo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Fin da piccola le era stato insegnato a rubacchiare: una mela da un banco, un uovo appena deposto dalla gallina di un vicino, un coltello distrattamente lasciato cadere a terra da un ubriaco in una taverna. Ma col denaro era tutt'altra cosa. Se fosse stata sorpresa a rubare a sir Gerald, non sa­rebbe servito a nulla scoppiare in lacrime e sperare di essere trattata da piccola monella, come una volta le era riuscito dopo avere sottratto un paio di calzari di cuoio buono a una suora dal cuore tenero. Tagliare il legaccio della borsa di un cavaliere era non un peccatuccio da bambini, ma un vero e proprio reato da adulti, e lei sarebbe stata trattata di conse­guenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si sforzò di non pensarci. Era piccola, agile e svelta, e a-vrebbe preso la borsa senza farsene accorgere, come un fan­tasma; a patto che fosse riuscita a non tremare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La grande chiesa era già gremita. Nelle navate laterali mo­naci incappucciati reggevano torce che proiettavano balugi-nii rossastri. Gli imponenti pilastri si innalzavano verso l'o­scurità. Gwenda si tenne vicina a sir Gerald mentre la folla si accalcava verso l'altare. Il cavaliere dalla barba rossa e la mo­glie smilza non si accorsero di lei, e i due figli non le dedica­rono più attenzione di quanta ne dedicassero ai muri di pie­tra della cattedrale. Gwenda perse di vista i familiari, rimasti indietro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La navata centrale si riempì in fretta. La ragazzina non aveva mai visto tanta gente tutta insieme: più che in un&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;giorno di mercato sul prato della cattedrale. Le persone si salutavano, felici di trovarsi in quel luogo sacro al riparo dagli spiriti maligni, e il suono di tutte le conversazioni crebbe fino a diventare una specie di sordo boato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Al rintocco della campana, scese il silenzio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sir Gerald era accanto a una famiglia di cittadini. Indossa­vano tutti mantelli di tessuto fine, quindi probabilmente era­no ricchi mercanti di lana. Vicino al cavaliere c'era una bam­bina sui dieci anni. Gwenda si mise alle loro spalle. Cercò di passare inosservata ma, con suo grande sgomento, la bambi­na si voltò per rivolgerle un sorriso rassicurante, come a dir­le di non avere paura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I frati che circondavano la folla spensero le torce a una a una, finché la grande chiesa fu immersa nella più completa oscurità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda si chiese se la bambina ricca si sarebbe ricordata di lei in seguito. Non le aveva soltanto lanciato un'occhiata distratta per poi ignorarla, come in genere facevano tutti. L'aveva notata, forse avvertendo il suo timore, e per quello le aveva sorriso con aria amichevole. Ma nella cattedrale c'e­rano centinaia di bambini. Nella luce fioca, non poteva es­sersi fatta un'impressione molto chiara di lei, cercò di rassi­curarsi Gwenda.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Invisibile al buio, mosse un passo avanti per insinuarsi con cautela tra le due figure. Sentì la morbida lana del mantello della bambina da un lato e il tessuto più ruvido della vecchia sopravveste del cavaliere dall'altro. Era l'occasione giusta per puntare alla borsa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Introdusse la mano nella scollatura della tunica e sfilò dal fodero il piccolo coltello.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;II silenzio fu interrotto da un urlo raccapricciante. Gwenda se lo aspettava, la mamma le aveva spiegato che cosa sarebbe accaduto durante la funzione, eppure ne fu sconvolta. Sem­brava il grido di una persona sotto tortura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Seguì un suono stridulo e ripetuto, come se qualcuno bat­tesse su un piatto metallico. Poi altri rumori: pianti, risate folli, un corno da caccia, un crepitio, versi di animali, una campana fessa. Nella congregazione, un bambino scoppiò a&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;piangere, imitato ben presto da altri. Alcuni adulti ridevano nervosamente: tutti sapevano che quei rumori erano prodot­ti dai monaci, e tuttavia la cacofonia risultava agghiacciante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Non era il momento di prendere la borsa, pensò Gwenda spaventata. Tutti erano vigili, tesi. Il cavaliere avrebbe perce­pito anche il minimo sfioramento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il rumore diabolico si intensificò finché non si inserì un nuovo suono: una musica. Sul principio era così impercetti­bile che Gwenda pensò di averla immaginata, poi pian pia­no prese vigore. Le suore intonarono un canto. Gwenda sentì il corpo entrare in tensione. Il momento era ormai vici­no. Muovendosi come un fantasma, leggera come l'aria, si voltò indietro verso sir Gerald.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sapeva esattamente che cosa indossava il cavaliere: una veste di lana pesante fermata in vita da un'ampia cintura borchiata. La borsa era legata alla cintura con una cinghietta di cuoio. Sulla veste portava una sopravveste ricamata, co­stosa ma logora, con bottoni d'osso ingiallito sul petto. Ne aveva allacciato solo qualcuno, forse impigrito dalla sonno­lenza, oppure perché il tratto dall'ospitale alla chiesa era molto breve.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Con la massima delicatezza, Gwenda appoggiò le piccole dita sulla sopravveste. Immaginò che la mano fosse un ragno, talmente leggero da risultare inawertibile. Fece avanzare la mano ragno e, trovata l'apertura, la insinuò sotto l'orlo della sopravveste, fino alla pesante cintura, sfiorando la borsa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il pandemonio andò attenuandosi mentre la musica cre­sceva di volume. Un mormorio riverente salì dalle prime fi­le di fedeli. Gwenda non riusciva a vedere nulla, ma sapeva che sull'altare era stata accesa una lampada per illuminare un reliquiario, una teca di avorio e oro riccamente intarsia­ta, contenente le ossa di sant'Adolfo, che non era lì quando le luci si erano spente. La folla avanzò perché tutti cercava­no di avvicinarsi ai sacri resti. Premuta tra sir Gerald e l'uo­mo che gli stava davanti, Gwenda sollevò la mano destra e appoggiò la lama del coltello alla cinghietta della borsa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il cuoio, resistente, non cedette al primo tentativo. La bambina usò il coltello come un seghetto, sperando con tut&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;ta se stessa che sir Gerald fosse troppo interessato alla scena in atto sull'altare per accorgersi di quanto stava accadendo sotto il suo naso. Alzò gli occhi e si rese conto di cominciare a vedere il profilo della gente intorno a lei: frati e suore sta­vano accendendo le candele. La luce sarebbe presto diven­tata più intensa. Non c'era tempo da perdere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda diede un colpo secco con il coltello e sentì la cin-ghietta cedere. Sir Gerald emise una sorta di grugnito: aveva sentito qualcosa oppure quel verso era la sua reazione allo spettacolo che si svolgeva sull'altare? La borsa cadde, atter­rando sulla mano di Gwenda, ma era talmente grossa che lei non riuscì ad afferrarla bene. In un attimo di terrore pensò che le sarebbe scivolata a terra, fra i piedi delle persone incu­ranti, allora chiuse con forza il pugno per trattenerla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Avvertì un lampo di sollievo euforico: l'aveva presa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La situazione, però, era ancora molto pericolosa. Il cuore le batteva così forte che tutti, le sembrava, avrebbero potuto sentirlo. Si voltò in fretta per dare la schiena al cavaliere. Nello stesso istante infilò la pesante borsa nello scollo della tunica. Si rese conto che quel rigonfiamento al di sopra della cintola, prominente come il ventre di un vecchio, non pote­va passare inosservato. Spostò la borsa sul fianco, per co­prirla in parte con il braccio. Con la luce più forte sarebbe stata comunque visibile, ma non aveva altro posto in cui na­sconderla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Rimise il coltello nel fodero. Doveva allontanarsi in fretta, prima che sir Gerald si accorgesse del furto, ma la ressa dei fedeli, che l'aveva aiutata a prendere la borsa senza essere notata, a quel punto ostacolava la sua fuga. Tentò di retroce­dere, di aprirsi un varco tra i corpi dietro di lei, ma tutti spin­gevano avanti per cercare di guardare le ossa del santo. Era intrappolata, impossibilitata a muoversi, proprio davanti al­l'uomo che aveva derubato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una voce all'orecchio le disse: «Stai bene?».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Era la bambina ricca. Gwenda si sforzò di soffocare il pa­nico. Non doveva farsi notare. Una bambina più grande pronta ad aiutarla era l'ultima cosa di cui aveva bisogno. Non rispose.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Attenti!» disse la bambina ai vicini. «State schiacciando questa piccolina.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda ebbe voglia di gridare. Quell'atteggiamento pre­muroso avrebbe finito per farle mozzare la mano.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nel tentativo disperato di allontanarsi, spinse con forza l'uomo davanti a lei, con l'unico risultato di retrocedere. Riuscì soltanto ad attirare l'attenzione di sir Gerald.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Non riesci a vedere niente da lì in basso, vero?» chiese la sua vittima in tono gentile e, con grande orrore di Gwenda, l'afferrò sotto le braccia per sollevarla.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si sentì impotente. La mano dell'uomo sotto l'ascella quasi sfiorava la borsa. Gwenda era rivolta in avanti, quindi lui po­teva vederle soltanto la nuca, e guardava al di sopra della calca l'altare intorno al quale frati e suore stavano accenden­do altre candele mentre cantavano per il santo morto da tan­to tempo. Sullo sfondo, una debole luce apparve oltre il gran­de rosone sul lato est: stava sorgendo il sole, che avrebbe scacciato tutti gli spiriti maligni. Il frastuono era cessato e i canti risuonarono con più forza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Un frate alto e di bell'aspetto salì all'altare, e Gwenda lo riconobbe: era Anthony, il priore di Kingsbridge. Sollevando le mani in un gesto benedicente, disse a voce alta: «E così, ancora una volta, per grazia di Cristo Gesù, il male e le tene­bre di questo mondo vengono scacciati dall'armonia e dalla luce della santa Chiesa di Dio».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;I fedeli esplosero in un urlo di gioia, poi cominciarono a rilassarsi. Il momento culminante della cerimonia era pas­sato. Gwenda si dimenò, sir Gerald colse il messaggio e la rimise a terra. Tenendo il viso voltato per non farsi vedere, lei lo superò per aprirsi un varco verso la parte posteriore della chiesa. La folla non si accalcava più per guardare l'al­tare, quindi la bambina riuscì a farsi strada tra i corpi. Più si allontanava, più diventava facile, finché finalmente si trovò vicino al grande portale ovest e scorse la sua famiglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;II padre la scrutò pieno di aspettativa, pronto a montare su tutte le furie se lei non fosse riuscita nell'intento. Gwenda estrasse la borsa dalla tunica e gliela lanciò, ben lieta di libe­rarsene. Lui l'afferrò al volo, la girò lentamente e vi guardò&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;dentro. Un sorriso beato si dipinse sul viso. Poi passò la bor­sa alla madre, che si affrettò a nasconderla tra le pieghe della copertina in cui era avvolto il suo piccolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Quella terribile prova era finita, ma Gwenda correva an­cora dei rischi. «Una bambina ricca mi ha notato» disse, con­sapevole dell'acuto terrore nella propria voce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gli occhi piccoli e scuri del padre furono attraversati da un lampo di collera. «Ha visto quel che hai fatto?»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«No, ma ha detto agli altri di non schiacciarmi, e poi il ca­valiere mi ha sollevato per farmi vedere meglio.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La mamma emise un cupo lamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Dunque, ti ha visto in faccia» disse il papà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Ho cercato di tenere la testa voltata.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Comunque, è meglio evitare che ti incontri di nuovo. Non ci torniamo, all'ospitale dei frati. Andiamo alla taverna per la colazione.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Non riusciremo a nasconderci per tutto il giorno» os­servò la mamma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«No, ma possiamo confonderci tra la folla.»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Gwenda cominciò a sentirsi meglio. Il papà sembrava con­vinto che non ci fosse un pericolo reale, e comunque la rassi­curava che a quel punto fosse lui a decidere, sollevandola dal peso della responsabilità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«E poi» continuò lui «voglio pane e carne, non il porridge acquoso dei frati. Me lo posso permettere, adesso!»&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uscirono dalla chiesa. Il cielo era soffuso del chiarore per­laceo dell'alba. Gwenda voleva prendere la mamma per ma­no, ma il piccolo si mise a piangere e la madre si distrasse. Poi Gwenda vide un cagnolino senza una zampa, tutto bian­co con il muso nero, attraversare di corsa il recinto della cat­tedrale e venirle incontro con un familiare passo sbilenco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Hop!» gridò lei, e lo sollevò per abbracciarlo.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=8049&amp;amp;AFF=51935"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Se       ti è     piaciuto l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando              sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre   aggiornato        sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-1186436451027479655?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/1186436451027479655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/01/mondo-senza-fine-e-un-ritorno-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1186436451027479655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/1186436451027479655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/01/mondo-senza-fine-e-un-ritorno-al.html' title='Mondo Senza Fine è un ritorno al Medioevo due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica di Kingsbridge.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/TSTBff3kGXI/AAAAAAAAAkY/DnC9AMo8uTs/s72-c/mondo-senza-fine.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-5253158536423397054</id><published>2011-01-04T19:32:00.010+01:00</published><updated>2011-07-30T18:51:58.787+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Henning Mankell'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Delitto di mezza estate è la settima storia della saga dell'ispettore di polizia Kurt Wallander.</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;img height="320" src="http://lh5.ggpht.com/_P-H3qjYWw0A/TSNnPn_H18I/AAAAAAAADOo/N96HrChfnCY/%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800" style="float: left; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; max-width: 800px;" width="217" /&gt;Delitto di mezza estate (titolo originale Steget efter - One step behind) è un romanzo giallo dello scrittore svedese Henning Mankell edito nel 1997; è la settima storia della saga dell'ispettore di polizia Kurt Wallander ed è ambientata, come le altre, a Ystad, Svezia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tre ragazzi vengono uccisi in un bosco durante la festa del solstizio d'estate. Uno dei principali collaboratori di Wallander, l'ispettore Svedberg viene trovato morto. Sembra che tra i delitti ci sia un collegamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svedberg in segreto aveva condotto un'indagine sui tre ragazzi e nascosto del materiale tra cui una fotografia di donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa unisce l'ispettore ucciso ai ragazzi e alla donna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kurt Wallander, a cui è stato diagnosticato il diabete, assalito dai dubbi sull'integrità del collega morto, si trova di fronte ad un assassino esperto sempre avanti di un passo, che sembra conoscere le mosse della polizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due foto tra le carte di Svedberg convincono Wallander dell'inesorabile  intreccio tra i due casi di omicidio, mal'assassino è sempre un passo in  anticipo sulle mosse degli investigatori,che sono alle prese con gli  inquietanti segreti di "uno di loro", un uomo checredevano di conoscere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' impossibile intuirne i movimenti, prevedere chisarà la sua prossima  vittima: in una calma apparente cova la follia criminale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ritratto di una società svedese in cui la violenza e la brutalità prendono sempre più piede, dove la polizia deve comunque combattere per arginare le forze negative che agiscono per deteriorare la società.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;&lt;!--google_ad_client = "pub-1005953070460828";/* RSTP_Insieme_Links_468x15, creato 08/05/11 */google_ad_slot = "2901101466";google_ad_width = 468;google_ad_height = 15;//--&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;script src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js" type="text/javascript"&gt;&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;&lt;blockquote style="font-style: italic;"&gt;La pioggia smise di cadere poco dopo le cinque. L'uomo rannicchiato vicino al grosso tronco iniziò a to­gliersi lentamente la giacca a vento. La pioggia che era caduta per poco più di mezz'ora non era stata intensa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma l'uomo si rese conto che l'umidità era penetrata nei suoi indumenti. Si sentì preso da una rabbia improvvisa. Non voleva prendere un raffreddore. Non in quel momento, non in piena estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posò la giacca e si alzò. Le gambe gli si erano irrigidite. 'Iniziò a dondolarsi avanti e indietro lentamente per permette­te al sangue di rifluire. Allo stesso tempo continuò a guardarsi intorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapeva che quelli che stava aspettando non sarebbero am­ati prima delle otto. Esattamente come avevano stabilito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma che se minimo, c'era sempre il rischio che qualcuno potesse praggiungere da uno dei tanti sentieri che attraversavano la erva naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il solo imprevisto che anche un piano perfetto come il suo non poteva prevedere. La sola cosa di cui non poteva ere sicuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure non era affatto preoccupato. Era la vigilia  di mezza estate. Nella riserva non esistevano né campeggi né aree pubbliche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, sapeva che quelli avevano scelto cura un luogo dove erano certi di rimanere indisturbati, vevano deciso dove incontrarsi esattamente due settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre vagava la riserva, aveva evitato con cura di farsi notare. Una volta sola aveva intravisto una coppia di anziani camminare lungo uno dei sentieri. Ma era riuscito a nascondersi e la coppia era passata senza vederlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando era arrivato in quel luogo aveva capito subito che era il posto ideale. Una depressione del terreno poco lontano da un sentiero. Protetta alla vista da fitti arbusti. Poco più lontano si ergeva un gruppo di alberi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avrebbero potuto scegliere un luogo migliore. Sia per loro scopi, ma ancora di più per i suoi. Le nuvole avevano iniziato a diradarsi. Appena il sole fece capolino, sentì subito una piacevole sensazione di caldo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quei primi venti giorni, il mese di giugno era stato ecce­zionalmente freddo. Tutti quelli con cui aveva parlato si erano lamentati di quel gelido inizio di estate nella Scania. Era stato d'accordo con loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era sempre d'accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il modo migliore di sfuggire, pensò. Evitare tutto quello che gli si presentava davanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si era imposto di usare quell'espediente in ogni occasione. Ne aveva fatto un'arte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'arte di dare l'impressione al prossi­mo di essere sempre d'accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alzò lo sguardo verso il cielo. Non avrebbe più piovuto. La primavera e il preludio dell'estate erano stati veramente trop­po freddi. Ma ora nella chiara serata di mezza estate, final­mente il sole era apparso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarà una notte magnifica, pensò. Una notte che varrà la pena di ricordare.&lt;br /&gt;Poteva sentire l'odore dell'erba bagnata: Udì un uccello che si alzava in volo poco lontano. Alla sua sinistra, fra gli alberi al di là del pendio, riusciva a intravedere il mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divaricò le gambe e sputò il tabacco da masticare che aveva in bocca. Poi lo calpestò con cura nel terreno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lasciava mai tracce dietro di sé. Mai e poi mai. Pensò che avrebbe dovuto smetterla di usare il tabacco da masticare. Era un vizio. Qualcosa che non gli si addiceva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevano deciso di incontrarsi nella cittadina di Hammar.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il luogo più adatto visto che alcuni venivano da Simrishamn e gli altri da Ystad. Di lì avrebbero guidato fino alla riserva naturale, avrebbero parcheggiato le loro automobili e si sarebbero incamminati verso il luogo che avevano scelto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non era stata una decisione facile. Avevano discusso a lun­go alternative e proposte diverse. Ma quando finalmente uno di loro aveva parlato di quel luogo, tutti avevano accettato immediatamente. Forse perché non avevano più molto tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I preparativi da mettere in atto erano tanti e il giorno prescel­to era ormai vicino. Uno di loro si era incaricato di procurare il cibo e le bevande, un altro era andato a Copenaghen per affittare i vestiti e le parrucche che servivano. Niente era stato lasciato al caso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevano persino preparato tutto il necessario in caso di brutto tempo.&lt;br /&gt;Alle due del pomeriggio della vigilia della festa di mezza estate, uno di loro, che si era offerto di farlo, aveva messo il grande telo di plastica in una borsa insieme a un rotolo di nastro adesivo e a dei picchetti da tenda in metallo leggero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avrebbero permesso alla pioggia di fermarli. Ma avrebbe­ro fatto in modo di non bagnarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto era stato predisposto accuratamente. Ma nessuno aveva potuto prevedere quello che sarebbe accaduto. Uno del gruppo si era improvvisamente ammalato. Era una giovane donna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E forse tra loro quella che aveva maggiormente pregustato ciò che avrebbero fatto in quella vigilia della festa di mezza estate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lei era stata l'ultima a en­trare a fare parte del gruppo, poco meno di un anno prima. Si era svegliata all'alba e non si era sentita bene. Subito aveva pensato che fosse una reazione dovuta all'eccitazione per quella festa.&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;script type="text/javascript"&gt;var uri = 'http://impit.tradedoubler.com/imp?type(js)pool(443314)a(1758838)' + new String (Math.random()).substring (2, 11);document.write('&lt;sc'+'ript type="text/javascript" src="'+uri+'" charset="ISO-8859-1"&gt;&lt;/sc'+'ript&gt;');&lt;/script&gt;&lt;/div&gt;Ma qualche ora più tardi, quando mezzogiorno era ormai passato, aveva iniziato a vomitare e ad avere febbre. Rimase distesa a letto sperando che fosse un semplice malessere passeggero. Ma quando quello che doveva venirla a prendere suonò, andò alla porta con fatica e fu costretta a dirgli che non avrebbe potuto partecipare alla festa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parcheggiarono vicino alla riserva naturale, presero le ceste li avviarono lungo uno dei sentieri. Uno di loro ebbe l'im-fessione di avere sentito il suono di una fisarmonica in lontananza. Ma intorno c'èrano solo uccelli e il lontano brusio del mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena arrivati sul luogo prescelto si resero immediata­mente conto che era il posto ideale. Lì sarebbero stati in pace. Lì avrebbero potuto attendere l'alba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora il cielo era completamente libero da nuvole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarebbe stata una notte di mezza estate serena e luminosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Già dall'inizio di febbraio avevano deciso come avrebbero celebrato la festa di mezza estate. Quella sera erano rimasti seduti a lungo bevendo una grande quantità di vino e discu­tendo giocosamente sul vero significato della parola crepuscolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando aveva veramente inizio quel momento tra la luce e il buio che viene chiamato crepuscolo? Era veramente possi­bile usare parole per descrivere l'imbrunire? Fino a che punto era possibile notare quando la luce diventava tanto debole da capire di trovarsi in quel vago istante di transizione, quel momento fugace ed effimero, così vicino alle ombre che avan­zavano lentamente ma inesorabilmente?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non erano riusciti a trovare un punto di accordo. Il crepu­scolo rimase un mistero irrisolto. Poi, quella sera, avevano iniziato a programmare la loro festa.&lt;br /&gt;Quando arrivarono a quella depressione del terreno, posa­rono i loro cesti e poi ognuno di loro scelse un luogo e iniziò a cambiarsi i vestiti al riparo dei folti cespugli. Con l'aiuto di piccoli specchi infilati tra i rami, controllarono che le parruc­che fossero a posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno di loro si rese conto che poco più lontano un uomo stava osservando attentamente i loro preparativi. Le parrucche presentarono il problema minore. Fu più difficile con i corsetti, i cuscini e le sottovesti. Altrettanto laboriosi furono gli alti colletti inamidati, gli jabot e gli spessi strati di cipria. Ma tutto doveva essere perfetto. Stavano preparandosi per un gioco. Ma lo facevano seriamente per renderlo il più reale possibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando uscirono da dietro ai rispettivi cespugli e si guar­darono erano le otto. Per tutti e tre la sensazione era meravi­gliosa ed emozionante allo stesso tempo. Ancora una volta erano usciti dalla propria epoca ed erano entrati in un'altra. L'epoca di Bellman. Il grande poeta svedese. Si avvicinarono l'uno all'altro e scoppiarono a ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tornarono immediatamente seri. Stesero il grande telo di plastica e iniziarono a svuotare i cesti. Poi accesero il registratore portatile con la cassetta sulla quale avevano registrato diverse versioni delle Epistole di Fredman, il lavoro di Bellman che preferivano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La festa ebbe così inizio. Più tardi, al ritorno dell'inverno, avrebbero pensato spesso a quella sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavano creando un loro nuovo mistero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mezzanotte non aveva ancora preso una decisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sapeva di non avere fretta. Sapeva che sarebbero rimasti fino all'alba. Forse si sarebbero fermati per dormire fino a mattino inoltrato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosceva i loro piani nel minimo dettaglio. E questo gli dava una sensazione di superiorità senza limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo colui che ha il sopravvento poteva sfuggire, salvarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena passate le undici, quando si era reso conto che erano ubriachi, aveva cautamente cambiato posizione. Già durante la sua prima visita a quel luogo aveva scelto da dove avrebbe cominciato. Si trattava di un folto cespuglio verso la metà del pendio. Da lì aveva un panorama completo di tutto quello che accadeva intorno e sul telo azzurro chiaro. Poteva avvicinarsi senza essere notato. Di tanto in tanto si allontana­vano dal telo per rispondere ai loro bisogni naturali. Anche questo non poteva sfuggirgli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mezzanotte era ormai passata. Ma aspettava ancora. Non riusciva ad agire perché improvvisamente si sentiva insicuro. Qualcosa era cambiato. Era successo qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avrebbero dovuto essere in quattro. Ma una mancava. Nella sua mente cercò tutte le possibili spiegazioni. Non esisto­no spiegazioni. È successo qualcosa di imprevisto. Forse la Ragazza ha cambiato idea? Forse si è ammalata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascoltò la musica. Le loro parole. Le risate. Di tanto in ito immaginava di essere seduto con loro su quel telo azzurcon un bicchiere di vino in mano. Dopo, più tardi, avrebbe trovato una delle parrucche. Forse anche uno dei loro vestiti?&lt;br /&gt;jante cose poteva fare. Non c'erano limiti. La sua superiorità non avrebbe potuto essere più grande neppure se si fosse invisibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erano ormai le tre e dieci.&lt;/blockquote&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;object height="400" width="500"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/2JEJZvCVUbU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/2JEJZvCVUbU?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="400"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Serie del commissario Kurt Wallander&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/08/assassino-senza-volto-una-splendida.html"&gt;1991 - Assassino senza volto &lt;/a&gt;(Mördare utan ansikte - Faceless Killers).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/10/i-cani-di-riga-seconda-storia-della.html"&gt;1992 - I cani di Riga&lt;/a&gt; (Hundarna i Riga - The Dogs of Riga).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/10/la-leonessa-bianca-e-la-terza-storia.html"&gt;1993 - La leonessa bianca&lt;/a&gt; (Den vita lejoninnan - The White Lioness).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;   1994 - L'uomo che sorrideva (Mannen som log - The Man Who Smiled).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/10/la-falsa-pista-quinta-inchiesta-del.html"&gt;1995 - La falsa pista&lt;/a&gt; (Villospår - Sidetracked).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/07/la-quinta-donna-e-un-fine-romanzo-sulla.html"&gt;1996 - La quinta donna&lt;/a&gt; (Den femte kvinnan - The Fifth Woman).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    &lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/2011/01/delitto-di-mezza-estate-e-la-settima.html"&gt;1997 - Delitto di mezza estate&lt;/a&gt; (Steget efter - One Step Behind).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;    1998 - Muro di fuoco (Brandvägg - Firewall).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;     1999 - Piramide (Pyramiden - The Pyramid).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;     2002 - Prima del gelo (Innan frosten - Before the frost).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;2009 - L'uomo inquieto (Den orolige mannen).&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;style type="text/css"&gt;@import url(http://www.google.com/cse/api/branding.css);&lt;/style&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cse-branding-bottom" style="background-color: #999999; color: black;"&gt;&lt;div class="cse-branding-form"&gt;&lt;form action="http://www.google.com/cse" id="cse-search-box" target="_blank"&gt;&lt;div&gt;&lt;input name="cx" type="hidden" value="partner-pub-1005953070460828:hfh3d92p49u" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="ie" type="hidden" value="ISO-8859-1" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="q" size="31" type="text" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;input name="sa" type="submit" value="Cerca" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/form&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-logo"&gt;&lt;img alt="Google" src="http://www.google.com/images/poweredby_transparent/poweredby_999999.gif" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="cse-branding-text"&gt;Ricerca personalizzata&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;script language="javascript" src="http://www.clickpoint.it/db/loadsmart.cp?ID=8049&amp;amp;AFF=51935"&gt;&lt;/script&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se       ti è     piaciuto l'articolo ,           iscriviti al feed  cliccando              sull'immagine  sottostante  per tenerti          sempre   aggiornato        sui     nuovi   contenuti del   blog:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://rasetipi.blogspot.com/feeds/posts/default"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5421843225813840978" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/Sz5BsA599FI/AAAAAAAAAZU/ANvkmxZbiFc/s200/Rss_libro_multimediale.jpg" style="cursor: pointer; display: block; height: 179px; margin: 0px auto 10px; text-align: center; width: 215px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/212885809611069009-5253158536423397054?l=rasetipi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://rasetipi.blogspot.com/feeds/5253158536423397054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/01/delitto-di-mezza-estate-e-la-settima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/5253158536423397054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/212885809611069009/posts/default/5253158536423397054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://rasetipi.blogspot.com/2011/01/delitto-di-mezza-estate-e-la-settima.html' title='Delitto di mezza estate è la settima storia della saga dell&amp;#39;ispettore di polizia Kurt Wallander.'/><author><name>patagoniaexpress</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13314843039663038410</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='25' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/SW4CNW2itmI/AAAAAAAAAGc/QSrDM7FPFwk/S220/40_fotos_bonsai_html_1ccb1c51.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh5.ggpht.com/_P-H3qjYWw0A/TSNnPn_H18I/AAAAAAAADOo/N96HrChfnCY/s72-c/%5BUNSET%5D.jpg?imgmax=800' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-212885809611069009.post-5715039474829360942</id><published>2010-11-20T22:34:00.008+01:00</published><updated>2010-11-21T10:09:13.496+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Richard Matheson'/><title type='text'>La Casa d'Inferno mobilita le sue energie e i suoi orrori per sloggiare gli intrusi e ucciderli.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/TOg_z6tM3RI/AAAAAAAAAjA/kvx8VkdiJGA/s1600/la_casa_d_inferno_1.jpg"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 200px; height: 294px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_3EaVVmk2sH4/TOg_z6tM3RI/AAAAAAAAAjA/kvx8VkdiJGA/s320/la_casa_d_inferno_1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5541749502644116754" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nel nostro paese il romanzo &lt;i&gt;&lt;a class="keyword"&gt;La casa d’inferno&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; (&lt;i&gt;Hell House&lt;/i&gt;, 1971) di &lt;a class="keyword" href="http://rasetipi.blogspot.com/2010/08/richard-matheson-e-noto-in-italia-anche.html"&gt;Richard Matheson&lt;/a&gt;  ha avuto un ben strano destino, in quanto è stato pubblicato  addirittura nel 1974 da Rizzoli, poi un lunghissimo silenzio rotto solo  dalla ristampa (con la stessa traduzione) avvenuta nel 1995 nella  collana La Biblioteca del Brivido dei F.lli Fabbri (collana di ristampe  che pubblicò circa quaranta titoli, durò un solo anno e poi riempì i &lt;i&gt;Remainder’s&lt;/i&gt; di tutto il paese).&lt;p&gt;In  ogni caso, sia per il nome dell’autore e forse per una diffusione  minima, il titolo era ricercatissimo dai lettori e ancor più dai  collezionisti.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Per i cultori dell'occulto era quello che la cima dell'Everest è per gli alpinisti: una sfida, una minaccia, un'ambizione che poteva ucciderli. Il suo nome non era usurpato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Casa d'Inferno, sontuosa reggia della perdizione, sperduta fra le nebbie perenni di una valle mefitica nel Nord degli Stati Uniti - dove un tempo si eran dati convegno lussuriosi e pervertiti d'ogni risma - è divenuta (dopo la morte di quei peccatori) il luogo di ricetto, la casamatta di potenze tenebrose, di entità senza nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La diabolica dimora ha già sgominato due agguerrite spedizioni di scienziati e di "maghi" che, ' a distanza di anni, avevano tentato di sondarne il micidiale mistero, quando l'incarico di un terzo tentativo viene affidato - da un eccentrico miliardario - al maggior esperto di parapsicologia del momento: il dottor Barrett. Come cacciatore di fantasmi, il dottor Barrett è singolare: non crede negli spiriti. Ha una sua rigorosa teoria elettro­magnetica in proposito. Più che dalla sete di guadagno, egli è mosso dal desiderio di dare alla parapsicologia dignità di scienza naturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A ogni buon conto, il miliardario motore dell'impresa (che non bada a spese pur di avere una "parola definitiva" sulla vita ultraterrena, e che, ovviamente, ritiene non ci sia miglior "periscopio" sull'aldilà della Casa d'Inferno) affianca a Barrett due seguaci di diverse teorie: la medium "spiritualista" Florence e il medium "fisico" Fischer (che ha un conto in sospeso con la Casa). Ai tre si aggiunge Edith, la giovane e sessualmente incerta moglie di Barrett.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così l'assortito quartetto da battaglia all'invisibile nemico nella dimora che il leg­gendario Belasco, in vita, aveva trasformato in una corte corrotta da far invidia al "divino Marchese", e, in morte, in un pantheon di ombre malefiche. Il soggiorno si rivela ben presto un vero inferno per i quattro esploratori dell'ignoto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Casa mobilita le sue energie e i suoi orrori per sloggiare gli intrusi e ucciderli: oggetti inanimati e gatti neri li aggrediscono, fulmini psichici si abbattono su di loro, una mummia murata in cantina complica l'enigma...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma è soltanto l'inizio: la Casa d'Inferno sfodererà tutti i suoi agghiaccianti stratagemmi prima di cedere il suo repellente segreto e venir "domata" in modo imprevedibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;blockquote&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La porta della camera da letto si dischiuse, e il segretario di Deutsch, Hanlcy, apparve sulla soglia. « Dottore » disse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrett afferrò il suo bastone e, alzatesi, attraversò zoppi­cando l'anticamera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si fermò di fronte al segretario, più basso di lui, e attese che questi, rigirandosi, annunciasse dalla porta: « II dottor Barrett, signore ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora passò oltre ed entrò nella camera, mentre Hanley richiudeva il battente alle sue spalle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La stanza da letto era immensa, con pannelli scuri alle pa­reti. Eccomi nel sancta sanctorum del re, pensò Barrett, appres­sandosi al letto, su cui il vecchio sedeva. Lo guardò: Rolf Ru-dolph Deutsch aveva ottantasette anni, era calvo, scheletrico, e i suoi occhi scuri scintillavano in fondo al pozzo delle orbite. Barrett sorrise. « Buon pomeriggio » disse, e intanto pensava, affascinato, che quel rudere d'uomo imperava su un vasto do­minio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Lei è zoppo » diceva la voce rasposa di Deutsch. « Que­sto non me l'avevano detto. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Chiedo scusa? » Barrett si era irrigidito. « Lasciamo stare. » Deutsch tagliò corto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;« Non è poi tanto importante. Lei mi è stato raccomandato da gente di cui mi fi­do.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi assicurano che lei è fra i primi cinque, nel suo cam­po. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;II respiro del malato era affannoso. « II suo onorario sarà di centomila dollari. »&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Barrett trasalì.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« II suo compito sarà quello di appurare dei fatti. » « Riguardo a che cosa? » domandò Barrett.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Deutsch parve esitare prima di rispondere, quasi la cosa fosse indegna di lui. Alla fine disse: «Alla vita ultraterrena». « Lei vuole che io?... » «... che lei mi dica se c'è o meno un aldilà. Fatti. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrett cascarono le braccia. Quella somma di denaro o allettante ma, perbacco, come poteva, in coscienza,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-style: italic;"&gt;un incarico del genere, a quei patti? Non voglio frottole » soggiunse Deutsch. « Accetterò la risposta si o no, quale che sia. Purché definitiva. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« E dove li dovrei trovare? Io sono un fisico. Studio para­psicologia da vent'anni, e non m'è ancora capitato... »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Deutsch l'interruppe: « Se esistono dei fatti, lei potrà accer­tarsene nel solo luogo su questa terra dove, ch'io sappia, la vita ultraterrena non è mai stata confutata. La casa Belasco su nel Maine ».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« La Casa d'Inferno? »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Una luce brillò nelle pupille del vecchio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« La Casa d'Inferno » disse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrett avvertì una punta di eccitazione. « Mi risulta però che gli eredi di Belasco l'hanno fatta murare dopo quello che accadde... »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Sono passati trent'anni da allora » l'interruppe nuovamen­te il vecchio. « Più di trent'anni. Ora avevano bisogno di dena­ro, hanno venduto, e l'ho comprata io, quella proprietà. Lei può recarsi là lunedì prossimo? »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrett esitò. Poi, vedendo che Deutsch si accigliava, fece un cenno di assenso. « Sì. » Non poteva lasciarsi scappare quel­l'occasione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Con lei verranno altre due persone » disse Deutsch. « Posso chiederle chi?... »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Florence Tanner e Benjamin Franklin Fischer. » Barrett cercò di non tradire il suo disappunto. Quei due lì!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una medium spiritualista iperemotiva e l'unico superstite del baratro del 1940 !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflette, se valesse la pena di sollevare obiezionii. Lui aveva già i propri assistenti, dotati di virtù medianiche non vedeva proprio come Florence Tanner oppure quel Fischer gli sarebbero stati d'aiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fischer, sì, da ragazzo, aveva dato prove strabilianti; ma, dopo il collasso subito, aveva lentamcnte perso i suoi doni naturali: diverse volte era stato in fallo, per frodi, finché era scomparso del tutto dalla vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Distratto da questi pensieri, quasi non ascoltava Deutsch frattanto, gli stava dando dei ragguagli: Florence Tanner avrebbe fatto il viaggio in aereo insieme a lui, mentre Fischer li avrebbe raggiunti poi nel Maine.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il vecchio notò la sua espressione. « Non si preoccupi, sarà Lei a comandare, » disse « e se le affianco la Tanner è solo perchè i miei amici consulenti m'assicurano ch'è una medium di primo ordine. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Una medium mentale però » disse Barrett.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«... e io desidero che, oltre al suo, dottore, si segna anche il metodo medianico » seguitò Deutsch, come se l'altro non avesse interloquito. « Quanto a Fischer, la sua presenza è ovvia. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Barrett annuì. Si rendeva conto che non c'era altro da fare. Tuttavia, una volta avviate le cose, avrebbe fatto lo stesso veni­re uno dei suoi assistenti. « Quanto alle spese... » cominciò.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il vecchio l'interruppe con un gesto. « Se la veda con Hanley. 1 fondi a sua disposizione saranno illimitati. »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« E quanto al tempo? »&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;« Questo è invece limitato » disse Deutsch. « Io voglio la ri­sposta in capo a una settimana. »&
