Mr. Robot una serie TV metà con tanti monologhi, introspezione, citazioni e una critica profonda, quasi radicale, alla società.

Il geniale e tormentato hacker Elliot Alderson conduce una guerra invisibile contro la multinazionale E Corp e la misteriosa associazione criminale Dark Army.
Mr. Robot è una serie televisiva statunitense di genere drammatico-thriller, creata dallo sceneggiatore Sam Esmail basata su un'idea di Amin Hammani e trasmessa dall'emittente USA Network dal 24 giugno 2015 al 22 dicembre 2019.
La serie ha ottenuto un grande successo di pubblico e ciò ha permesso al produttore, USA Network, di rinnovare la serie con una seconda stagione, che ha debuttato il 13 luglio 2016, e una terza, andata in onda nell'autunno 2017. L'episodio pilota è diretto dal regista di Uomini che odiano le donne, Niels Arden Oplev. A dicembre 2017 la serie è stata rinnovata per la quarta e ultima stagione, la quale è stata confermata il 29 agosto 2018 ed è andata in onda nel 2019. In Italia, la serie è trasmessa sul canale a pagamento Premium Stories, su Infinity, su Prime Video e su Netflix.
Trama
Elliot Alderson è un giovane ingegnere informatico di New York che lavora come esperto di sicurezza informatica presso la Allsafe Cybersecurity.[6] Sociofobico, la sua mente è fortemente influenzata da deliri paranoici e allucinazioni che gli causano grossi problemi nel relazionarsi con le persone e che lo fanno vivere in un costante stato di ansia e paranoia. Nella vita privata, Elliot è uno stalker informatico che tratta le persone come computer da hackerare per scoprirne i segreti più intimi.
Elliot viene avvicinato da Mr. Robot, un misterioso anarchico-insurrezionalista, che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti conosciuti con il nome di fsociety. Il manifesto di fsociety è liberare l'umanità dai debiti con le banche e smascherare i potenti che stanno distruggendo il mondo. Per convincere il giovane a unirsi alla causa, Mr. Robot dichiara di voler causare il fallimento della potente multinazionale E Corp, ritenuta responsabile di un disastro ambientale che causò la morte del padre di Elliot, insieme ad altre centinaia di persone. La E Corp, ribattezzata dal protagonista in Evil Corp (multinazionale malvagia), è il principale cliente della Allsafe e Elliot ne sarà nominato supervisore della sicurezza informatica.
Giustiziere incappucciato, angelo vendicatore, dark e all black come si confà agli incorreggibili antieroi per cui amiamo tifare accucciati al caldo davanti alla tv o a un computer, che per Elliot Alderson è arma suprema di conoscenza di massa, solo in seguito distruzione: anzi, solo nel peggiore dei frangenti (quello, per esempio, che si verifica nella season premiere: un riccastrello che indulge nella pedopornografia, da incastrare con astuzia per poi svanire tra le ombre della notte). Il fatto è che la vita stessa di Elliot, per Elliot, è il peggiore dei frangenti: perché i suoi superpoteri da hacker infallibile in grado di grattare via qualunque password, codice segreto, oscuro nascondimento di chiunque incroci, scoperchiano una verità privata sempre e comunque negativa, deludente, qualche volta orribile, mai sorprendente e soprattutto mai piacevolmente.
Da grandi poteri derivano gesta piccole, medie e infine - sollecitate da Mr. Robot, un Virgilio che lo spinge a farsi burattinaio di una rivoluzione sociopolitica - grandi, ma la tragedia di Elliot è il peso delle responsabilità, e soprattutto delle conseguenze. La prima, in fase crescente durante tutta la serie, punto d’inizio e arrivo della condizione psicologica del Nostro, è un’ineludibile solitudine, dalla quale non solo il genio non può salvarlo ma alla quale è il genio a costringerlo. «I hack everyone»: un istinto naturale, l’unico talento, che lo rende una sorta di Tiresia cieco solamente a se stesso e dalla vista fin troppo allenata, chiara e lucida sull’insensatezza ingabbiante delle passionette e dipendenze umane, dello scacco delle produzioni/lavaggi di cervello industriali, dei social e dei trastulli consumistici oppio del popolo contemporaneo, tanto da farci un monologo-manifesto anch’esso destinato a venir ricondiviso, retwittato, masticato, sputato e dimenticato - ma nella nostra realtà, che in fondo è la sua, in uno sdoppiamento continuo di sguardo e percezione dell’intorno e dell’attualità (la Cina, Trump, Anonymous…) che Sam Esmail manipola, rilancia e riutilizza per creare parallelismi e contraddizioni. Il gioco del doppio è solo la base su cui Mr. Robot sviluppa un vortice tortuoso sempre più e sempre troppo grande rispetto al suo protagonista, che viene gradualmente triturato dalla macchina narrativa, lentamente ridisegnato, declassato allo statuto di pedina, lo stesso ruolo che, con dolore, ha sempre attribuito agli altri.
Opinione
"Mr. Robot" è una serie che offre una visione profonda e complessa del mondo digitale e della psiche umana, con una forte enfasi sui temi sociali e personali.
Mr. Robot descrive quindi un mondo capitalistico crepuscolare, dominato da personaggi alienati, depressi, tristi, grigi, incompleti, ambigui, frustrati, rancorosi, illusi di avere il controllo e manchevoli di una reale affettività salvo rare eccezioni.
La critica antiautoritaria di Sam Esmail diventa universale e non solo anti statunitense, criticando l’egemonia della propaganda militarista governativa di tutti gli stati che strumentalizzano e modificano a loro piacimento prove artefatte per imbastire narrazioni false e meschine. Come la Dark Army, che tramuta la fsociety in una banalissima cellula terroristica iraniana sperando che l’FBI se la beva.
Gli stessi propositi rivoluzionari di Elliot e Mr. Robot vengono anch’essi assimilati e strumentalizzati dal sistema capitalistico trasformandoli in un brand, in una moda, in una pubblicità, banalizzando lo stesso 9 maggio che in sostanza ha favorito soltanto i poteri forti incarnati principalmente da due uomini, Whiterose e Phillip Price, espressione dell’1% più ricco dell’1% più ricco del mondo che gioca a fare Dio senza permesso.
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