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Character - Bastardo eccellente è un film del 1997 diretto da Mike van Diem. Premiata con l’Oscar quale migliore film straniero, questa pell...

Character - Bastardo eccellente è un film del 1997 diretto da Mike van Diem.

Premiata con l’Oscar quale migliore film straniero, questa pellicola tratta da due racconti di Ferdinand Bordewijk mette in campo molti argomenti senza risolverne, volutamente, nessuno. Lo scopo di Van Diem è quello di narrare la storia dei personaggi e di portarla a compimento, non di fornire risposte. E questo è senz’altro un pregio, perché al termine della visione avvertiamo comunque la vicenda conclusa, senza falsi moralismi e senza finali emotivamente ricattatori. I personaggi sono maschere tragiche, vittime e contemporaneamente carnefici di un dramma che affonda le proprie radici nella funzione del denaro, vero fulcro della vicenda, e nella morale calvinista.


Trama
Rotterdam, anni '20. Un giovane esce da un edificio che sorge lungo il canale della città, con il viso coperto ed insanguinato, attirando l'attenzione della gente che frequenta la zona. Giunto nella sua abitazione, qualche ora dopo, la polizia effettua un'irruzione, arrestandolo. Dreverhaven, uno dei più importanti amministratori della città, è stato assassinato, e il giovane, Jacob Katadreuffe, è il sospettato principale. Quest'ultimo, interrogato dal commissario, con un lungo flashback, racconta la propria vita, e svela il legame che lo collega alla vittima, senza omettere alcun particolare...


Interpreti e personaggi
Jan Decleir: Dreverhaven
Jonathan Maxwell Reeves: Communist
Fedja van Huêt: Jacob Katadreuffe
Betty Schuurman: Joba
Tamar van den Dop: Lorna te George
Victor Löw: De Gankelaar
Hans Kesting: Jan Maan
Lou Landré: Rentenstein
Bernard Droog: Stroomkoning

L'uomo sul treno - The Commuter (The Commuter) è un film del 2018 diretto da Jaume Collet-Serra. Il film ha come protagonista Liam Nees...

L'uomo sul treno - The Commuter (The Commuter) è un film del 2018 diretto da Jaume Collet-Serra.

Il film ha come protagonista Liam Neeson, affiancato da Vera Farmiga, che ritrova sul set Patrick Wilson dopo The Conjuring, Sam Neill, Elizabeth McGovern e Jonathan Banks.

Con "L'uomo sul treno" la collaborazione tra il regista Jaume Collet-Serra e l'attore Liam Neeson è arrivata alla quarta pellicola, dopo i precedenti "Unknown - Senza identità" (2011), "Non Stop" (2014) e "Run All Night" (2015). Ormai si può dire che il direttore spagnolo, adottato da Hollywood, abbia trovato il perfetto alter ego nell'interprete irlandese, che presta fisicità e volto ai personaggi di eroi comuni, loser, uomini sempre con una dirittura morale e un alto senso della giustizia.

Trama
Michael MacCauley è un mite pendolare di Tarrytown che tutti i giorni prende il solito treno per recarsi a Manhattan, dove lavora nel campo delle assicurazioni, al quale è passato dopo anni di servizio nella polizia di New York. Un giorno viene licenziato e, sul treno che lo riporta a casa, viene avvicinato da una donna, Joanna.

Per passare il tempo, Joanna gli propone una sfida: trovare un passeggero, nome in codice Prynne, che non dovrebbe trovarsi sul treno, e la cui esistenza mette in pericolo quella di tutti gli altri occupanti; Prynne ha con sé una borsa, all'interno della quale dovrebbe esserci un oggetto rubato: se Michael riuscirà a riconoscerlo e a infilare nel bagaglio un localizzatore GPS prima che Prynne scenda alla stazione di Cold Spring, otterrà una ricompensa di 100.000 dollari, in due tranches, prima 25mila in un gabinetto del treno, più altri 75mila ad operazione conclusa. Quando Joanna lascia il treno, Michael, inizialmente convinto si tratti di uno scherzo, non sembra prendere la cosa troppo sul serio, ma vinto dalla curiosità si reca infine nel luogo indicatogli in uno dei gabinetti, trovando parte della somma (25mila), capendo quindi che non si tratta di un gioco.

Tentato dal guadagno che risolverebbe molti dei suoi problemi, ma non volendo farsi coinvolgere, Michael cerca di lasciare il treno, quando viene avvicinato da una ragazza che gli consegna una busta con dentro la fede nuziale della moglie, facendogli capire che ora non può più tirarsi indietro e che se cercherà di infrangere le regole ne andrà di mezzo la sua famiglia. Spaventato per la sua incolumità e per quella della sua famiglia, che non riesce a contattare, Michael affida un messaggio ad un suo amico pendolare per fargli chiamare la polizia una volta sceso, con il solo risultato di vederlo gettato sotto un autobus subito dopo aver lasciato la stazione successiva, a riprova del fatto che qualcuno a bordo lo sta tenendo d'occhio.

A questo punto Michael non ha altra scelta che mettersi sulle tracce di Prynne e, dopo alcuni tentativi, si convince di averlo riconosciuto in un giovane latino con il quale ha una violenta discussione, ma al quale riesce infine a mettere addosso il localizzatore. Convinto di esserne finalmente uscito, Michael contatta il suo amico ed ex partner nella polizia Murphy, da cui apprende che Prynne è legato probabilmente ad un caso di apparente suicidio avvenuto qualche tempo prima, del quale è stato testimone e le cui rivelazioni potrebbero mettere in pericolo molte persone influenti di New York. Michael capisce quindi che i mandanti vogliono eliminare Prynne e cerca di salvare l’uomo col quale ha avuto una scazzottata, ma è troppo tardi: l'uomo viene infatti trovato morto da Michael in una botola di emergenza, ucciso dal killer che si nasconde ancora tra i passeggeri. Perquisendolo, però, Michael scopre che in realtà è un agente dell'FBI; poco dopo una telefonata di Joanna lo informa che quello non era il vero Prynne, esortandolo a proseguire la sua ricerca se vuole evitare che la sua famiglia sia uccisa.

Quando mancano poche fermate all'arrivo a Cold Spring (il capolinea del treno), Michael, disperato, dopo avere convogliato tutti i restanti passeggeri in un'unica carrozza per averli sotto controllo, arriva ad isolare cinque persone (un'infermiera messicana, un broker, una studentessa, un musicista afroamericano e un giocatore di poker) tra le quali dovrebbe esserci Prynne.

In un primo momento, sembra che il musicista possa essere il suo bersaglio, ma questi si rivela invece essere il killer al soldo di Joanna e, dopo una violenta colluttazione in una carrozza vuota, Michael riesce ad ucciderlo gettandolo giù da un finestrino; Michael viene contattato nuovamente da Joanna, che lo avvisa che ora l'unico modo che ha per uscirne e salvare la sua famiglia è eliminare lui stesso l'obiettivo una volta che lo avrà trovato.

Quando però il broker scende ad una fermata diversa da quella ipotizzata, Michael capisce di aver sbagliato persona e che Prynne è in realtà colei che gli sedeva accanto: una giovane donna di nome Sophia. Parlando con lei, l'uomo apprende che è stata testimone dell'omicidio del cugino, un urbanista del comune, e di aver portato via dalla scena del crimine un hard-disk che prova i comportamenti illeciti di molte personalità in vista di New York, aggiungendo inoltre che gli assassini erano dei poliziotti; Sophia aveva quindi contattato l'FBI, che la sta aspettando a Cold Spring per inserirla nella protezione testimoni.

Joanna chiama Michael e cerca di convincerlo a uccidere Sofia per il bene della sua famiglia, ma Michael si rifiuta. Joanna attiva il piano di sicurezza e fa deragliare il treno per uccidere tutti a bordo. Il treno inizia quindi a prendere velocità, ma con il sacrificio del capotreno, lui e Michael riescono a staccare l'ultima carrozza, che dopo un pauroso deragliamento si ferma lasciando i passeggeri sostanzialmente incolumi.

Di lì a breve però il vagone viene circondato dalla SWAT e dalla polizia, giunti per arrestare Michael in quanto accusato di terrorismo e sequestro: tra gli agenti accorsi vi è anche Murphy, che, indossato un rilevatore per farsi riconoscere dai sensori montati sui fucili della SWAT, entra nella carrozza in qualità di negoziatore. Il poliziotto tenta di convincere l'amico ad arrendersi, ma parlando con lui Michael capisce da una sua frase che anch'egli è uno dei corrotti, nonché il responsabile dell'omicidio del cugino di Sophia: ne nasce un violento scontro, con Michael che, aiutato anche dagli altri passeggeri, riesce a strappare il rilevatore di Murphy e metterlo addosso a se stesso, con il risultato di vedere l'ex-partner ucciso dai cecchini.

Passata la crisi, Michael viene riabilitato e può riabbracciare la sua famiglia. Il suo ex capitano, in precedenza ingiustamente indicato come un corrotto da Murphy, per creare sospetti in Michael, lo informa che buona parte dei cospiratori, inclusa Joanna, sono riusciti a scappare, ma le informazioni nell'hard-disk e la testimonianza di Sophia saranno più che sufficienti a far saltare parecchie teste illustri; inoltre, gli offre di tornare a lavorare al suo servizio come detective e lui accetta. Qualche tempo dopo, Michael riesce a trovare Joanna su un treno e, mostrandole il distintivo, la arresta.

Interpreti e personaggi
Liam Neeson: Michael McCauley
Vera Farmiga: Joanna
Patrick Wilson: Alex Murphy
Jonathan Banks: Walt
Elizabeth McGovern: Karen McCauley
Sam Neill: Capitano Hawthorne
Ella-Rae Smith: Sofia
Andy Nyman: Tony
Adam Nagaitis: Jimmy
Colin McFarlane: Sam
Florence Pugh: Gwen
Clara Lago: Eva
Kingsley Ben-Adir: Agente speciale Garcia
Killian Scott: Agente FBI Dylan
Kobna Holdbrook-Smith: Oliver
Roland Møller: Jackson
Shazad Latif: Vince
Nila Aalia: Sherri
Doppiatori italiani
Alessandro Rossi: Michael McCauley
Francesca Fiorentini: Joanna
Alessio Cigliano: Alex Murphy
Gerolamo Alchieri: Walt
Roberta Paladini: Karen McCauley
Gino La Monica: Capitano Hawthorne
Sara Labidi: Sofia
Luigi Ferraro: Tony
Davide Perino: Jimmy
Alberto Angrisano: Sam
Emanuela Ionica: Gwen
Jacopo Venturiero: Oliver
Alberto Bognanni: Jackson

The Great Debaters - Il potere della parola (The Great Debaters) è un film biografico del 2007 diretto e interpretato da Denzel Washington. ...

The Great Debaters - Il potere della parola (The Great Debaters) è un film biografico del 2007 diretto e interpretato da Denzel Washington.
Ambientato nel 1935, il film è basato sulla storia vera di Melvin B. Tolson, un professore del Wiley College, stato del Texas.


Trama
Il professor Tolson, dopo un'accurata selezione (si parte da 360 studenti per poi sceglierne 45 e arrivare alla fine a soli 4), sceglie i componenti del gruppo dei *debaters*. Sono: Henry Lowe (che lo stesso professore ha salvato qualche giorno prima da un possibile omicidio in una rissa), Samantha Booke (unica, e prima, donna a partecipare all'esperienza), James Farmer Jr. (quattordicenne, figlio dell'illustre James Farmer) e infine Hamilton Burgess. Con loro forma la prima squadra della scuola, nella quale la ragazza e il più giovane del gruppo saranno le due riserve. Sia il piccolo James Farmer che Henry si innamorano di Samantha, ma lei ricambia i sentimenti del ragazzo più grande causando un notevole disagio nel più giovane del gruppo.

Gli allenamenti al dibattito cominciano. Il professor Tolson, che un giorno viene coinvolto in un dibattito con i suoi allievi, fa sfoggio della sua cultura citando Willy Lynch, schiavista, da cui deriva il termine linciaggio. La prima sfida degli studenti è contro un college famoso, il Paul Quinn College, comunque composto da soli neri. In questo dibattito, citando la locuzione latina: solitudinem faciunt, pacem appellant riescono ad ottenere la prima vittoria.

Si susseguono molte altre vittorie e si arriva infine alla sfida con l'università di Oklahoma. A questo punto, però, Hamilton Burgess lascia il gruppo, per paura di possibili ritorsioni. Samantha sostituisce Hamilton, e, nel suo primo dibattito ufficiale, racconta del sergente Crocker (l'ultimo soldato ad essere ucciso il 13 maggio 1865 nella guerra civile) e di Henry Johnson e Needham Roberts, tutti eroi afroamericani. Samantha termina ribattendo all'avversario che il tempo per l'eguaglianza dei diritti deve essere sempre 'oggi'.

Dopo altri sforzi e altri dibattiti sulla discriminazione razziale, la squadra di Tolson riesce a confrontarsi, tra le tante, con la squadra di Harvard, e vince grazie all'ultimo discorso tenuto dal più giovane del gruppo.
Interpreti e personaggi
Denzel Washington: Melvin B. Tolson
Forest Whitaker: Dr. James Farmer Sr.
Nate Parker: Henry Lowe
Jurnee Smollett: Samantha Booke
Jermaine Williams: Hamilton Burgess
Denzel Whitaker: James Farmer Jr.
Gina Ravera: Ruth Tolson
John Heard: Sceriffo Dozier
Kimberly Elise: Pearl Farmer
Devyn A. Tyler: Helen Farmer
Trenton McClain Boyd: Nathaniel Farmer
Doppiatori italiani
Luca Biagini: Melvin B. Tolson
Massimiliano Lotti: Dr. James Farmer Sr.
Simone D'Andrea: Henry Lowe
Ludovica De Caro: Samantha Booke
Paolo De Santis: Hamilton Burgess
Andrea Oldani: James Farmer Jr.
Renata Bertolas: Ruth Tolson
Federico Danti: Sceriffo Dozier
Cristiana Rossi: Helen Farmer

Fight Club è un film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. È stato sceneggiato da Jim Uhls ...

Fight Club è un film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk.

È stato sceneggiato da Jim Uhls e prodotto da Art Linson e Arnon Milchan.

Il film, che offre una visione altamente critica del consumismo e dell'alienazione dell'uomo moderno, è stato inserito nel 2008 al decimo posto nella classifica Lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire.


Trama

Il protagonista è un uomo il cui vero nome non è mai pronunciato. Lavora come consulente nel ramo assicurativo di un'importante casa automobilistica. Si tratta dello stereotipo dello yuppie frustrato dalla vita moderna: schiavo del consumismo, depresso, insonne, ansioso e stordito dal jet lag. L'uomo trova un'apparente cura ai suoi problemi solo cominciando a frequentare gruppi d'ascolto per persone affette da mali incurabili; in questo modo incontra anche Marla Singer, una ragazza che come lui finge di avere gravi malattie.

Durante uno dei suoi viaggi di lavoro il protagonista conosce Tyler Durden, un originale ed eccentrico produttore e venditore di saponette. Quello stesso giorno, tornato dal lavoro, il protagonista scopre che la propria abitazione è andata distrutta in un'esplosione causata da una perdita di gas propagatasi all'interno di essa; disperato e affidandosi al caso, telefona a Tyler e decide di incontrarlo nuovamente. Dopo aver passato la serata in un locale, decidono di picchiarsi e in seguito Tyler lo porta nella propria fatiscente abitazione. Tra i due nascerà un affiatato quanto bizzarro rapporto.

Nelle settimane successive, il protagonista viene coinvolto da Tyler nella creazione del Fight Club, un circolo segreto i cui appartenenti prendono parte a violenti combattimenti tra loro. I due, entrati in simbiosi, radunano nuovi e numerosi adepti; in breve tempo, quello che era un circolo di combattimenti clandestini si trasforma in un ritrovo per uomini alienati e insoddisfatti, pronti a combattere fino alla morte pur di rovesciare ciò che considerano il loro nemico giurato, la società in cui vivono e che trova la sua massima espressione nell'American way of life. Tale indirizzo culmina nella creazione di un gruppo sovversivo e nel concepimento del "Progetto Mayhem" di stampo eco-terrorista e Anarco-primitivista.

Il protagonista, nel frattempo, parte alla ricerca di Tyler, temporaneamente scomparso, e di una risposta quantomeno plausibile a quanto sta accadendo. In ogni città in cui scende, continua ad avere una fortissima impressione di deja vu. Una notte, improvvisamente Tyler si materializza nella camera d'albergo in cui alloggia, e gli rivela che "Tyler Durden" non esiste: è solo un'invenzione del protagonista, che è dunque l'unico responsabile dei danni causati dal Progetto Mayhem. Attraverso un flashback, il protagonista rivede il primo combattimento con Tyler e si rende conto che allora si era picchiato da solo. È stato lui, quindi, a creare il Fight Club.

Spaventato dalle conseguenze estreme dall'attuazione del Progetto Mayhem, il protagonista denuncia alla polizia di essere il capo dei numerosi circoli legati alle lotte clandestine e di avere intenzione di far esplodere i più importanti istituti di credito della città, al fine di ristabilire la parità tra le persone e di creare caos. Nel finale, dopo una colluttazione con il suo alter ego, il protagonista si spara in bocca per stroncare la vita di entrambi, ma la ferita non è mortale. Raggiunto da Marla, che nel frattempo è stata trascinata nel palazzo da alcuni appartenenti al club, assiste al crollo dei dodici istituti di credito in cui erano state piazzate le bombe.


Interpreti e personaggi.

    Edward Norton: Narratore
     Brad Pitt: Tyler Durden
     Helena Bonham Carter: Marla Singer
     Jared Leto: Faccia d'Angelo
     Meat Loaf: Robert "Bob" Paulson
     Zach Grenier: Richard Chesler
     David Andrews: Thomas
     Rachel Singer: Chloe
     Tim De Zarn: ispettore Bird
     Ezra Buzzington: ispettore Dent
     David Lee Smith: Walter
     Eion Bailey: Ricky
     Evan Mirand: Steph
     Thom Gossom Jr.: detective Stern
     Peter Iacangelo: Lou
     Joon B. Kim: Raymond K. Hessel
     Michael Shamus Wiles: Barista


Doppiatori italiani.

    Massimo De Ambrosis: Narratore
     Sandro Acerbo: Tyler Durden
     Micaela Esdra: Marla Singer
     Simone Mori: Robert "Bob" Paulson
     Fabrizio Manfredi: Faccia d'Angelo
     Angelo Nicotra: Richard Chesler
     Tiziana Avarista: Chloe
     Sergio Di Stefano: ispettore Bird
     Dario Penne: ispettore Dent
     Roberto Gammino: Ricky
     Renato Mori: detective Stern
     Nino Prester: Lou
     Vittorio Stagni: Raymond K. Hessel

I fratelli Sisters (The Sisters Brothers) è un film del 2018 diretto da Jacques Audiard, al suo primo film in lingua inglese. La pellicola,...

I fratelli Sisters (The Sisters Brothers) è un film del 2018 diretto da Jacques Audiard, al suo primo film in lingua inglese.

La pellicola, adattamento cinematografico del romanzo del 2011 Arrivano i Sister scritto da Patrick deWitt, ha come protagonisti John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed.


Trama
Oregon, 1851. Due fratelli, Charlie ed Eli Sisters, il primo impulsivo, scontroso, amante di vino e donne, il secondo più riflessivo e sensibile, lavorano insieme, ma non vanno sempre d'accordo, così battibecchi ed incomprensioni sono all'ordine del giorno. I Sisters lavorano per conto di un ricco uomo d'affari, che si fa chiamare Commodoro, per eliminare i suoi nemici in modo veloce ed efficace. L'ultimo compito dei Sisters consiste nel far sparire Hermann Warm, un chimico, accusato di aver rubato dal Commodoro, che contatta ulteriormente il detective privato John Morris per catturare Warm e incontrarsi con i fratelli per giustiziarlo.

Morris incontra Warm che viaggia con una carovana diretta per la California all'apice della corsa all'oro e stringe amicizia con lui. Giunti a Jacksonville, dove Morris intende consegnare Warm ai fratelli, Warm scopre le vere intenzioni di Morris e lo minaccia con una pistola, ma Morris lo sconfigge e a quel punto Warm rivela di avere creato una formula chimica che gli permette di individuare l'oro dai letti dei fiumi; i Sisters sono stati inviati per estirpargliela torturandolo, prima di ucciderlo. Non volendo permettere la morte di un innocente, Morris decide di ribellarsi agli ordini imposti dal Commodoro e lascia Jacksonville con Warm. Mentre viaggiano per San Francisco, Warm confida a Morris il suo desiderio di creare una società utopica, libera dall'avidità e dai difetti che tormentano le altre località del West.

Nel frattempo, il tragitto dei Sisters è afflitto da infortuni; un orso grizzly attacca il loro accampamento e ferisce un cavallo, Eli rischia la morte dopo essere stato morso in bocca da un ragno velenoso e Charlie si ubriaca troppo spesso per poter riuscire a proseguire senza impicci. Quando giungono a Jacksonville e scoprono il tradimento di Morris, i Sisters partono al loro inseguimento e giungono a una locanda a Mayfield, dove la proprietaria nega di averli visti passare e accoglie i fratelli calorosamente. Una prostituta però decide di avvertire Eli di un attacco a sorpresa, e tenta di scappare con un Charlie ubriaco. Quando vengono circondati da dei pistoleri assunti dalla signora Mayfield, i Sisters si difendono rispondendo al fuoco e interrogano Mayfield per farsi dire la meta di Morris e di Warm, prima di ucciderla e derubarla.

A San Francisco, Eli inizia a litigare con Charlie affermando di preferire mollare il caso e ritirarsi, ma Charlie rifiuta rabbiosamente la proposta. Il giorno seguente, infatti, Charlie rivela di avere individuato una rivendicazione territoriale nel nome di Morris, ed Eli accetta di portare a termine la loro ultima missione. Tuttavia i Sisters vengono catturati da Morris e Warm, che vengono in seguito intercettati da degli uomini di Mayfield, mandati da lei prima della sua morte per prendersi la formula. I quattro uniscono le forze per uccidere gli uomini di Mayfield, poi i Sisters accettano di aiutarli a trovare l'oro in cambio della metà del raccolto. I quattro uomini iniziano a conoscersi intimamente; Morris e Warm pianificano di erigere un falansterio a Dallas, mentre Eli spiega che Charlie ha ucciso il loro padre abusivo e alcolista quando erano giovani, ed Eli svolge con riluttanza lo stesso mestiere di Charlie per seguirlo e proteggerlo dalle sue tendenze violente.

Durante la costruzione di una piccola diga per recuperare l'oro, Eli scopre che il suo cavallo è morto per via della ferita inferitagli dall'orso che si era infettata. Completata la diga, Warm spiega che quando la sua formula chimica viene aggiunta all'acqua, fa brillare brevemente l'oro allo stato grezzo, ma è estremamente caustica. Gli uomini versano la formula nel fiume e iniziano a raccogliere l'oro. Quando il bagliore inizia a svanire, Charlie si fa prendere dal panico e cerca di aggiungere altra formula, ma versa la sostanza non diluita sulla sua mano e nel fiume. Eli si precipita fuori dal fiume per trattenere Charlie, mentre la formula non diluita corrode gravemente Warm e Morris, rimasti in acqua. Il giorno successivo, Warm soccombe alle ferite mentre Morris si spara per porre fine al dolore. Charlie si fa amputare il braccio disciolto e Eli lo protegge uccidendo dei pistoleri inviati dal Commodoro, e Charlie stabilisce che devono ucciderlo.

Tornati a Oregon City, tuttavia, scoprono che il Commodoro è deceduto. I Sisters si recano al funerale del Commodoro ed Eli tira un pugno al suo cadavere per accertarsi che è morto. Infine i fratelli decidono di ritirarsi andando a vivere con la loro madre. Benché inizialmente diffidente, la donna li accetta in casa.
Interpreti e personaggi
John C. Reilly: Eli Sisters
Joaquin Phoenix: Charlie Sisters
Jake Gyllenhaal: John Morris
Riz Ahmed: Hermann Kermit Warm
Rutger Hauer: Commodoro
Rebecca Root: Mayfield
Carol Kane: sig.ra Sisters
Allison Tolman: prostituta nel saloon
Ian Reddington: sig. Sisters
Hugo Dillon: dott. CRane
Richard Brake: Rex
Doppiatori italiani
Simone Mori: Eli Sisters
Fabio Boccanera: Charlie Sisters
Stefano Crescentini: John Morris
Gabriele Sabatini: Hermann Kermit Warm
Daniele Blandino: Mayfield
Stefanella Marrama: sig.ra Sisters
Daniela Abbruzzese: prostituta nel saloon
Emilio Mauro Barchiesi: dott. CRane
Achille D'Aniello: Rex

«Monsieur Batignole» è un film del 2002, diretto da Gérard Jugnot, che ne è anche il principale interprete. Trama Parigi, 1942; Edmond Bat...

«Monsieur Batignole» è un film del 2002, diretto da Gérard Jugnot, che ne è anche il principale interprete.


Trama
Parigi, 1942; Edmond Batignole è un rosticcere che, durante l'occupazione tedesca della Francia, cerca di destreggiarsi evitando con cura di prendere posizione e curandosi soltanto dei suoi affari. Un giorno degli abitanti del quartiere - la famiglia ebrea Bernstein - vengono arrestati e deportati. Sua moglie chiede a Pierre jean, fidanzato della figlia Micheline e collaborazionista tedesco, di intercedere presso le autorità tedesche affinché venga loro assegnato il prestigioso appartamento che è rimasto vuoto dopo l'arresto. La cosa mette a disagio Edmond, che però non ha voglia di opporsi alle insistenze della moglie.

Grazie alle entrature del collaborazionista la casa viene loro assegnata. Ma proprio nel giorno in cui la famiglia Batignole si trasferisce nell'appartamento e festeggia l'evento assieme agli ufficiali tedeschi, suona alla porta Simon, uno dei bambini della famiglia Bernstein, che è riuscito a fuggire prima di essere deportato in Germania. Edmond dapprima lo vuole mandar via, ma poi si fa sempre più coinvolgere nel tentativo di salvare il ragazzino, al quale si aggiungono poi altre due bimbe, Sara e Guila Cohen, cioè due cugine di Simon anche loro sfuggite alla deportazione della loro famiglia.

Alla fine il senso di giustizia prende il sopravvento in Edmond. Sfidando con insospettabile coraggio le SS, riesce a trovare i soldi per organizzare la fuga dei tre bimbi verso la Svizzera. Ma Pierre jean li scopre e minaccia fanaticamente di denunciarlo alle SS. Edmond lo uccide e fugge in treno assieme ai tre bimbi per raggiungere la frontiera svizzera. La figlia Micheline, benché fosse la fidanzata di Pierre jean, approva le sue azioni.

Riuscendo fortunosamente a eludere i controlli, i quattro arrivano in una fattoria vicino al confine, dove vengono ospitati da Irène, il cui marito è prigioniero di guerra. Qui rischiano di essere arrestati per la sbadataggine del piccolo Simon e di Martin, il figlio di Irène geloso delle attenzione della madre per Edmond. Ma anche in questo caso riescono a sfuggire ai tedeschi.

Alla fine Edmond riesce a condurre i bambini alla frontiera svizzera. Al momento di salutare i tre bambini, anche Edmond decide di restare con loro, scegliendo così una vita meno conformista. Simon, Sara e Guila si salveranno, ma non rivedranno mai più le loro famiglie.
Interpreti e personaggi
Gérard Jugnot: Edmond Batignole
Jules Sitruk: Simon Bernstein
Michèle Garcia: Marguerita, moglie di Batignole
Jean-Paul Rouve: Pierre Jean
Alexia Portal: Micheline, figlia di Batignole
Violette Blankaert: Sara Cohen, bambina.
Daphné Baiwir: Guila Choen, altra bambina
Goetz Burger : Spreicht, Colonnello delle SS
Marie Gaelle Cals: Edwige
Elisabeth Commelin: Irène, contadina, madre di Martin
Damien Joullerot: Martin, suo figlio piccolo
Karine Pinoteau: infermiera
Sylvie Herbert: portinaia a Montmartre
Daniel Martin: Agente della Gendarmerie
Hubert Saint Macary: Tenente della Gendarmeria
Christophe Rouzeud: Parroco del villaggio
Eric Cyvanian: Gallerista d'arte
Roland Marchisio: Guardiano del deposito oggetti
Tichy Holgado: Lucien Morel, un affarista

Arrestatemi (Arrêtez-moi) è un film del 2013 diretto da Jean-Paul Lilienfeld. Il soggetto è tratto dal romanzo di Jean Teulé Les Lois de la...

Arrestatemi (Arrêtez-moi) è un film del 2013 diretto da Jean-Paul Lilienfeld. Il soggetto è tratto dal romanzo di Jean Teulé Les Lois de la gravité del 2003.

Trama

Una donna entra in un commissariato di sera per autodenunciarsi per un omicidio vecchio di dieci anni. Fu lei infatti a spingere il marito giù dal balcone per quello che venne archiviato come un incidente. A raccogliere la confessione, un'esperta ispettrice, il tenente Pontoise, che, scavando nel passato della donna, comprende come questa abbia commesso l'atto omicidiario in preda ad una reazione comprensibilissima dato le ripetute violenze e vessazioni subite ad opera del marito. In pratica l'ispettore cerca di convincere in tutti modi la donna a desistere dal costituirsi, non essendoci alcun interesse né privato né pubblico nel suo arresto. La donna però vuole espiare la sua colpa ed insiste. Quando si scopre che alla mezzanotte scadranno esattamente i dieci anni che sanciscono la prescrizione, l'ispettrice temporeggia con tutti i mezzi fino ad impedire alla donna di rendere la deposizione in tempo. Seppure fra continui attriti, tra le due donne nasce comunque una complicità e una solidarietà che permette all'ispettrice, una volta rilasciata la donna, di proporre a questa un'ultima opportunità. Si può redigere una confessione scritta a mano e mettere la data del giorno precedente motivando il tutto con l'impossibilità ad usare il computer, che effettivamente il tenente aveva messo fuori uso. La donna accetta e così può finalmente avviarsi serena verso il carcere, dando compimento al senso di giustizia che l'aveva mossa.

Interpreti e personaggi ;

Sophie Marceau: la colpevole
Miou-Miou: tenente Pontoise
Marc Barbé: Jimmy
Yann Ebonge: Joliveau
Valérie Bodson: Madeleine
Arthur Buyssens: Cedric
Dinara Droukarova: tenente Pontoise giovane

Truman - Un vero amico è per sempre (Truman) è un film del 2015 diretto da Cesc Gay. Interpretato da Ricardo Darín, Javier Cámara e Dolores...

Truman - Un vero amico è per sempre (Truman) è un film del 2015 diretto da Cesc Gay.

Interpretato da Ricardo Darín, Javier Cámara e Dolores Fonzi, il film racconta, attraverso i toni lievi e ironici della commedia, di due amici che si ritrovano dopo tanto tempo in un momento difficile della propria vita, dimostrando come l'amicizia sia più forte di ogni cosa.

Niente è scontato nei personaggi di Truman o nelle svolte della loro storia, eppure tutto ha un senso, è umanamente comprensibile, né mai il regista sottovaluta l'intelligenza e l'esperienza di vita degli spettatori, che (ri)conoscono ognuna delle reazioni di Tomas e Julian, fuori dai cliché del melodramma. Ricardo Darin nei panni di Julian e Javier Camara in quelli di Tomas sono straordinari e straordinariamente credibili. La loro amicizia è di quelle che tutti vorrebbero perché comporta un'accettazione totale dell'altro, manchevolezze comprese.

Trama
Julian e Tomas sono due amici che si ritrovano dopo tanto tempo. Tomas è venuto dal Canada a Madrid per incontrare Julian che sta per morire. Julian ha lottato per un anno contro un tumore, ma adesso ha deciso di abbandonare ogni cura e vivere serenamente questi ultimi mesi di vita. Julian ha un cane di nome Truman e desidera darlo in adozione. Così contatta una famiglia e glielo lascia per due giorni. Però il loro figlio non accetta che un giorno dovrà dirgli addio, essendo Truman molto anziano, così rifiutano di adottarlo. Julian contatta un'altra signora, ma l'amico Tomas lo convince a non darglielo. Intanto Julian e Tomas vanno ad Amsterdam per salutare il figlio di Julian che compirà ventun anni e non sa dello stato di salute del padre. Vorrebbe dirglielo ma non ne ha il coraggio. Ritornati a Madrid Julian incontra Gloria, sua ex-moglie, e viene a sapere che il figlio, in realtà, sapeva tutto poiché aveva insistito con la madre per conoscere la verità. Dopo quattro giorni Tomas ritorna a Montreal, e all'aeroporto si danno l'addio. Julian consegna Truman a Tomas, che lo dovrà accudire amorevolmente a casa sua. Tomas accetta questo incarico. Sa che non vedrà più il suo caro amico Julian.



Interpreti e personaggi
Ricardo Darín: Julián
Javier Cámara: Tomás
Dolores Fonzi: Paula
Eduard Fernández: Luis
Àlex Brendemühl: veterinario
Pedro Casablanc: medico
José Luis Gómez: produttore
Doppiatori italiani
Paolo Marchese: Julián
Marco Mete: Tomás
Francesca Fiorentini: Paula

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni  è un film del 2007 di Cristian Mungiu, interpretato da Anamaria Marinca, Vlad Ivanov e Laura Vasiliu. Vincit...

4 mesi, 3 settimane, 2 giorni  è un film del 2007 di Cristian Mungiu, interpretato da Anamaria Marinca, Vlad Ivanov e Laura Vasiliu.

Vincitore della Palma d'oro al 60º Festival di Cannes, e premiato come miglior film alla 20ª edizione degli European Film Awards, è stata tra le opere più apprezzate dalla critica mondiale nel 2008.

L'idea iniziale per il film nasce dal progetto di Mungiu per un altro film, Racconti dell'età dell'oro, con il quale racconterà la storia del comunismo in Romania attraverso le sue leggende metropolitane. Mentre lavorava a quest'ultima pellicola, Mungiu sentì la necessità di fare un film serio incentrato su una storia tragica sotto il regime, per bilanciare gli intenti commedici di Racconti dell'età dell'oro.


Trama
Romania, 1987. Nei conclusivi e difficili anni del regime di Ceaușescu due ragazze di provincia, Otilia e Găbița, dividono la stanza in un pensionato universitario. Quando Găbița rimane incinta senza volerlo, inizia per loro il calvario di trovare un modo illegale per abortire, al tempo un reato nel paese. Riescono a rintracciare un certo Bebe, il quale le riceve in una stanza d'albergo, lontano da occhi indiscreti. Qui però le ragazze scoprono che i loro soldi non bastano, sicché Bebe vuole un pagamento in natura: una riluttante Otilia è costretta ad accettare, mettendo il bene dell'amica davanti allo spregevole ricatto. Quindi Bebe opera Găbița, spiega alle ragazze come disfarsi del feto e le lascia al loro destino.

Frattanto Otilia, la quale aveva già preso un impegno con il suo fidanzato, lascia Găbița da sola in albergo, in attesa che l'operazione faccia il suo corso, e in compagnia della famiglia del ragazzo cerca di dimenticare per qualche ora gli ultimi e inconfessabili eventi. Quando torna dall'amica, questa ha ormai abortito, e Otilia, al culmine di una orribile giornata, si ritrova costretta allo straziante gesto di liberarsi del feto, vagando di notte per la città, prima di gettarlo nella spazzatura. Tornata in albergo da Găbița, la quale aveva supplicato l'amica di dare una degna sepoltura al feto, questa riceve da Otilia solo la risposta che non parleranno mai più della questione.

La maggior parte del film è stato girato a Bucarest, soltanto alcune scene in un albergo a Ploiești.

Interpreti e personaggi
Anamaria Marinca: Otilia
Vlad Ivanov: Mr. Bebe
Laura Vasiliu: Găbița
Alexandru Potocean: Adi


Doppiatori italiani
Claudia Catani: Otilia
Luca Biagini: Mr. Bebe
Valentina Mari: Găbița
Fabio Boccanera: Adi

Il caso Kerenes è un film drammatico del 2013 diretto da Călin Peter Netzer. È stato proiettato in anteprima alla 63ª edizione del Festival...

Il caso Kerenes è un film drammatico del 2013 diretto da Călin Peter Netzer.

È stato proiettato in anteprima alla 63ª edizione del Festival di Berlino, aggiudicandosi l'Orso d'oro e il premio FIPRESCI.

Nel 2014 è stato designato come film rappresentante il cinema rumeno alla selezione per l'Oscar al miglior film straniero, venendo però escluso dalla candidatura.

Il titolo italiano del film contiene un errore relativo al cognome della protagonista, che in realtà è Kenereș e non Kerenes.

Trama.

La sessantenne Cornelia Kenereș è un architetto, sposata con un chirurgo, con frequentazioni nell'alta borghesia rumena e un pessimo rapporto con il suo unico figlio Barbu, che convive con una donna divorziata e combatte per rendersi indipendente dalla madre. Dopo che Barbu, guidando ad alta velocità, investe e uccide un ragazzo che attraversa la strada, l'istinto materno e la volontà di avere tutto sotto controllo spingono Cornelia ad usare ogni sua conoscenza e a ricorrere ad espliciti atti di corruzione per evitargli il carcere.

Il ragazzo si oppone al tentativo di riavvicinamento da parte della madre e, pur capendo di correre maggiori rischi, preferisce non avere aiuti da lei. Cornelia non demorde e dopo aver parlato con un testimone dell'incidente, disposto a cambiare versione in merito alla velocità dell'auto di Barbu in cambio di un ricco compenso, convince il figlio ad incontrare i familiari della vittima per offrire loro di pagare le spese del funerale e chiedere perdono. Il gesto, in origine ideato come cinica mossa per evitare o almeno rendere più lieve il processo, si rivela invece, nell'incontro con lo strazio e la dignità della povera famiglia del ragazzo ucciso, un'occasione per ripercorrere (e considerare finalmente in modo corretto) i rapporti tra Cornelia e Barbu.

Il cavallo di Troia è sempre e comunque il senso di colpa che cerca di instillare nel figlio il quale è ormai incapace di affrontare qualsiasi altra opzione che non comporti la fuga dalle responsabilità. Sullo sfondo, ma messa a fuoco da una sceneggiatura capace di un work in progress efficace, c'è la Romania di oggi.


Interpreti e personaggi

    Luminița Gheorghiu: Cornelia Kenereș
     Bogdan Dumitrache: Barbu
     Ilinca Goia: Carmen
     Natașa Raab: Olga Cerchez
     Florin Zamfirescu: Aurelian Făgărășanu
     Vlad Ivanov: Dinu Laurențiu

Doppiatori italiani

    Aurora Cancian: Cornelia Kenereș
     Edoardo Stoppacciaro: Barbu
     Barbara De Bortoli: Carmen
     Antonella Giannini: Olga Cerchez
     Nino Prester: Aurelian Făgărășanu
     Angelo Maggi: Dinu Laurențiu

Cuore selvaggio (Wild at Heart) è un film del 1990 diretto da David Lynch, basato sul romanzo omonimo di Barry Gifford, vincitore della Palm...

Cuore selvaggio (Wild at Heart) è un film del 1990 diretto da David Lynch, basato sul romanzo omonimo di Barry Gifford, vincitore della Palma d'oro come miglior film al 43º Festival di Cannes, conferita dalla giuria presieduta dal regista italiano Bernardo Bertolucci.[1]

Interpretato da Nicolas Cage, Laura Dern, Diane Ladd, Harry Dean Stanton e Willem Dafoe, il film mescola una storia d'amore shakespeariana a eventi bizzarri e scene di violenza insana che lo rendono un road movie atipico, nel pieno stile del regista statunitense. Il film è anche un grottesco omaggio alla storia del Mago di Oz.

Scandaloso, provocatorio, innovativo, David Lynch dirige un film in cui l'elemento onirico, si scontra con l'elemento reale, in un esplosione di follia piuttosto lontana rispetto a capolavori come Mulholland Drive e Strade Perdute, ma che rispecchia l'anello di congiunzione che segnerà la sua cinematografia a partire dagli anni novanta.

Trama
Sailor Ripley e Lula Pace Fortune sono amanti, ma si separano dopo che Sailor viene incarcerato in seguito ad un omicidio commesso per legittima difesa. Dopo il suo rilascio, i due fuggono per andare in California, violando apertamente gli obblighi di libertà vigilata. Marietta Fortune, la madre psicopatica di Lula che aveva già inizialmente cercato di fare uccidere Sailor, sguinzaglia un detective privato e tutte le sue conoscenze nella criminalità per trovarli.

Nonostante questo la loro fuga continua attraverso l'America, fino a quando i due non assistono alla morte di una ragazza dopo un terribile incidente stradale, che si rivelerà per loro un cattivo presagio. Giunti in una piccola città del Texas, a corto di soldi e con la ragazza ormai incinta, Sailor accetta per disperazione la proposta del torbido Bobby Peru di partecipare ad una rapina, destinata a finire male: Peru viene ucciso e Sailor viene di nuovo incarcerato.

Uscito di galera, trova Lula ed il figlio Pace ad aspettarlo, ma nel tragitto di ritorno a casa Sailor ha un ripensamento ed abbandona nuovamente la sua amata, avviandosi a piedi verso la stazione. Ed è proprio durante questa camminata che viene aggredito da una gang locale: mentre è a terra, gli appare la "fata buona" che gli suggerisce di riconciliarsi con Lula, cosa che fa subito dopo essersi ripreso, nuovamente felice.


Interpreti e personaggi
Nicolas Cage: Sailor Ripley
Laura Dern: Lula Pace Fortune
Diane Ladd: Marietta Fortune
Willem Dafoe: Bobby Peru
J.E. Freeman: Marcelles Santos
Isabella Rossellini: Perdita Durango
Harry Dean Stanton: Johnnie Farragut
Crispin Glover: Cugino Dell
W. Morgan Sheppard: sig. Reindeer
Pruitt Taylor Vince: Buddy
Grace Zabriskie: Juana Durango
Sheryl Lee: Glinda la strega buona
Sherilyn Fenn: Ragazza dell'incidente
Jack Nance: OO Spool
Frank Collison: Timmy Thompson
Eddy Dixon: Rex
Peter Bromilow: Hotel Manager
Gregg Dandridge: Bob Ray Lemon


Doppiatori italiani
Edizione originale
Massimo Lodolo: Sailor Ripley
Giuppy Izzo: Lula Pace
Mario Cordova: Bobby Peru
Gabriella Genta: Marietta Fortune
Pino Colizzi: Marcelles Santos
Roberta Paladini: Perdita Durango
Pietro Biondi: Johnnie Farragut
Carlo Sabatini: sig. Reindeer
Giorgio Lopez: Buddy
Manuela Andrei: Juana Durango
Germana Dominici: Glinda, la strega buona
Loredana Nicosia: Ragazza dell'incidente
Massimo Rinaldi: Timmy Thompson
Stefano Benassi: Rex
Mario Bardella: Hotel Manager
Giovanni Petrucci: Bob Ray Lemon
Teo Bellia
Paola Giannetti
Gaetano Varcasia: Voci alla radio


Ridoppiaggio (2005)

Tony Sansone: Sailor Ripley
Cristina Giachero: Lula Pace
Gianluca Machelli: Bobby Peru
Carlo Reali: sig. Reindeer

C'è in buona sostanza quel connubio tra indifferenza della collettività e presa di coscienza di un pugno di individui a fare da base per...

C'è in buona sostanza quel connubio tra indifferenza della collettività e presa di coscienza di un pugno di individui a fare da base per questo film rapido e secco, che non ha preliminari nè code ma è concentrato nella missione dei tre.

Come nei migliori western non intellettuali ci sono poche parole e molti fatti ed è il muoversi in una terra di nessuno che pare non appartenere agli uomini ed essergli indifferente che fornisce il giusto quantitativo di epica autunnale. Inoltre è proprio la presenza di una donna che non ha tratti mascolini ma una determinazione femminile unita alla fibra morale necessaria a non abbassare la testa ed è proprio la sensanzione che la violenza sia necessaria perchè apparteniene più ai luoghi che agli uomini che la abitano, a connotare Go with me come un piccolo gioiello.

Trama.

In un paese in cui nessuno sembra intenzionato a ergersi contro Blackway, "l'uomo più pericoloso in zona", un terzetto di outsider decide di partire alla vendetta. Una donna con le spalle al muro, terrorizzata dalle minacce e dallo stalking di Blackway, tocca il fondo quando questo criminale ex vice sceriffo le decapita il gatto ma si scontra contro il muro di gomma della polizia che non intende agire e le suggerisce anzi di essere lei ad andarsene. Anche il consiglio dei saggi del paese riuniti in una terribile segheria sembra non volerla aiutare, nessuno tranne un vecchio, dotato di sue motivazioni, e un ragazzo scemo che si accompagna a lui. Contro i consigli pavidi di tutti e le minacce velate della comunità indiana di questo paese di provincia sul confine tra Stati Uniti e Canada, i tre dovranno trovare Blackway, il temuto e pericoloso mafioso, killer e maniaco, farlo ragionare (improbabile) o farlo fuori (molto più probabile).

Interpreti e personaggi.

Anthony Hopkins    Lester
Julia Stiles    Lillian
Alexander Ludwig    Nate
Ray Liotta    Blackway
Hal Holbrook    Whizzer
Lochlyn Munro    Murdoch

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