Home » , , » Alle fonti del Nilo, un viaggio lungo il maestoso letto del fiume, descritto con grande talento narrativo.

Dopo un interminabile viaggio nelle tierre più remote del mondo conosciuto, per il mago Taita e il fedele Meren è tempo di far ritorno in ...

Dopo un interminabile viaggio nelle tierre più remote del mondo conosciuto, per il mago Taita e il fedele Meren è tempo di far ritorno in Egitto.

La loro amata patria è afflita da piaghe senza fine: sulle regioni del Nilo, già stremate da lunghi anni senza esondazioni, si è abbattuto il flagelo della peste, che non ha risparmiato neppure i figli del faraone Nefer Seti. E mentre i nemici di sempre tramano per mettere le mani sul regno, su di esso piomba una nuova, penosa calamità: il fiume, da sempre fonde de vita e di proisperità, si è ridotto a una catena di pozze fangose del colore del sangue.

Uno scenario drammatico in cui, impalpabile come la tela di un ragno velenoso, si diffonde il culto di una nuova, misteriosa dea dagli straordinari poteri. Un culto che sta affondando i suoi artigli nel seno stesso della famiglia reale. Disperato, il faraone chiede a Taita di remeittersi in camino. Solo il grande stregone, forte dei nuovi poteri ottenuti grazie agli arcani riti custoditi nella lontana Asia, ha qualche speranza di scoprire e sconfiggere la minaccia che si annida alle fonti del Nilo.
Trama.

Ha così inizio un pericoloso viaggio lungo il maestoso letto del fiume, descritto con grande talento narrativo e ineguagliabile ricchezza di dettagli, nel quale alle insidie che minacciano la spedizione si aggiunge la sfida letale del mago con le forze oscure in agguato fuori e anche dentro di sè.....

> Pianki, Lord Harrab.


È il padre di Tanus, uno dei grandi dell’aristocrazia egizia. Aveva la carnagione scura, e gli occhi tipicamente egizi del colore dell'ossidiana levigata; era un uomo più forte che bello, ma dotato d'un cuore nobile e generoso. Qualcuno potrebbe sostenere che era troppo generoso e fiducioso.
Tanus, Lord Harrab.
Giovane e fiero ufficiale dell’esercito, innalzato al rango di Primo dei Diecimila prima del compimento dei vent’anni. Figlio di Pianki e della bella figlia di uno schiavo di Tehenu, Tanus ha ereditato il meglio da entrambi i genitori: la natura generosa del padre e la bellezza della madre. È comandante di uno dei reggimenti della guardia d’elite del Faraone e prende ordini solo da questi. Gode della piena protezione della doppia corona d’Egitto. Il suo dio è Horus. Alto e chiaro di carnagione, di capelli color biondo ramato, è dotato di un grande fascino, che gli deriva dalla sua franchezza e dai modi schietti. I suoi uomini sono disposti a seguirlo fino alla morte. Onesto, nobile e degno di fiducia, manca di doppiezza o malizia. Quando ha preso una decisione, non si lascia dissuadere facilmente.

Lostris, la regina.
La bella figlia del perfido Lord Intef. Cresciuta per sposare il Faraone e diventare regina, è da sempre innamorata di Tanus. Da bambina si dava da fare per aiutarlo e ballava per lui intorno agli accampamenti da caccia. Così ha imparato a conoscere la natura, fino a chiamare per nome ogni pesce e ogni uccello, e sa come maneggiare un arco o una fiocina con uguale maestria. È sempre stata consapevole sia dei doveri che le leggi e la tradizione le imponevano sia dei privilegi derivanti dal suo rango, ed è in soggezione dell’autorità e della tempra del padre. Ha occhi a mandorla di colore verde scuro e porta al collo una medaglietta di Hapi, dea del Nilo, forgiata da Taita.

È molto amata per la sua bellezza, per la sua solarità e per la sua dolcezza. Ha un grande senso dell’umorismo ed è una discepola perspicace e diligente, con una mente profonda e vivace. Per il matrimonio con il faraone, riceve in dote da suo padre lo schiavo Taita e agli inizi della sua vita coniugale dipende quasi interamente dai modesti risparmi dello stesso Taita, grazie al quale si assicura presto un congruo patrimonio e una lunga lista di favori da parte dei suoi nuovi amici ricchi e potenti. Sempre insieme a Taita canta,crea indovinelli e scrive storielle, e per questo entrambi sono molto amati a corte.

Mamose, il Faraone.
Ottavo Faraone a chiamarsi così e ottavo di quella discendenza, è il più debole di una dinastia già debole e vacillante. La corona che gli cinge il capo è la doppia corona in cui sono combinate quella bianca dell’Alto Egitto con la testa di avvoltoio della dea Nekhbet e quella rossa con la testa di cobra di Buto, la dea del Delta, che aveva perso da circa dieci anni. Un altro Faraone regna nel Basso Egitto, portando la sua versione della doppia corona. Tra i due regni ci sono continue guerre che straziano l’Egitto dall’interno.

Il suo palazzo è sull’isola Elefantina, a dieci giorni di viaggio da Tebe su imbarcazioni veloci. Come già i suoi antenati, Mamose dedica la maggior parte della sua vita e dei suoi averi alla costruzione di una tomba in marmo e granito enorme, mentre vive in un palazzo dalle mura di fango col tetto di paglia. È basso, calvo, con mani da donna e piedi piccoli. È un vecchio ossessionato dalla mancanza di un erede maschio. Il suo viso è segnato dalle rughe. Dietro l’aspetto tetro, si nasconde un uomo gentile.


Beni-Jon, il sacerdote.
È il vicino più prossimo e nemico giurato del re Arkoun, che si proclama Re dei Re e sovrano dello stato etiope di Axum. Masara è la sua figlia preferita. Ha una lunga barba bianca e capelli argentei fino alla vita. Da giovane era l’uomo più desiderato in Etiopia e ha avuto 200 mogli. Alcune donne si sono tolte la vita per amore suo.

Masara.
La figlia preferita di Beni-Jon, venduta ad Arkoun per un carico d’argento.

Tamose, il Faraone.
Alto, simile a un dio, è il figlio della regina Lostris e del suo amante Tanus. È amato dai suoi soldati che lo seguono ovunque. Tutti i suoi consiglieri – fatta eccezione per Lord Naja – vorrebbero distoglierlo dall’idea di muovere guerra a Hyksos, ma lui ritiene la riunificazione dell’Egitto sotto la sua guida come la propria missione e il proprio destino. Solo allora riterrà davvero meritata la doppia corona e potrà portarla con la benedizione degli dei. Quattordici dei suoi figli sono morti durante la “piaga dei fiori gialli”; gli unici sopravvissuti sono il principer Nefer Memnone e due sorelle.

Nefer Memnone, il principe.
Figlio del Faraone Tamose, nipote di Lostris e Tanus. “Nefer” significa puro e perfetto nel corpo e nello spirito. Il suo nome divino è Seti, uno dei cinque nomi del potere conferitigli alla nascita, ben prima che la sua ascesa al trono fosse certa. Prodigioso fin dalla nascita, era stato educato per diventare un ottimo cavaliere e auriga. Più vicino al suo tutore Taita che ai suoi genitori o fratelli, gli viene insegnato che la guerra e la gloria sono le ragioni della sua vita su questa terra. Il sovrano non può sposarsi prima dell’incoronazione, ma può essere incoronato solo dopo aver raggiunto la maggiore età o essere un seguace della “Via rossa”. Al momento di salire al trono d’Egitto, prende il nome regale di faraone Nefer Seti. La sua sposa, Mintaka, resta al suo fianco come regina principale.

Taita.
Conosciuto tra gli schiavi come Al-Ker, “fratello maggiore”, è lo schiavo eunuco di formidabile talento, saggio e pio di Lord Intef. Il suo dio è Horus ed è molto devoto di Seth. È in soggezione dell’autorità e della tempra del suo padrone. Nonostante la castrazione subita poco dopo la pubertà prova tutti i normali sentimenti e i desideri di un uomo verso le donne. Nonostante la sua condizione di schiavo, ha una vita agiata: pratica la medicina, è più rispettato di tanti uomini liberi e a lui sono affidati gli affari del Palazzo. Scrive e disegna resoconti di quanto gli accade intorno, ama gli uccelli e gli animali e ha un piccolo serraglio. Ha un talento superiore: si descrive come uno scriba, un sapiente e un artista, un medico, un compositore di musica, un architetto, contabile, consigliere, confidente, ingegnere e bambinaia. Inoltre canta, compone enigmi e scrive racconti.

È un esperto giocatore di Bao, un gioco simile ai nostri Scacchi; è un buongustaio e un cuoco fantastico. Uno dei suoi piatti preferiti è l’anatra selvaggia arrosto con fichi. Una volta invecchiato si mette in viaggio per accrescerela sua sapienza, una ricerca che lo conduce più a fondo nel mondo mistico degli adepti e delle loro arti oscure, per emergerne come un grande mago.

Bakatha, la principessa.
È la terza figlia di Lostris e Tanus, ma è comunemente ritenuta essere stata generata dal fantasma del faraone. La prima parola che ha pronunciato è stata “Tata”.

Tehuti, la principessa.
È la seconda figlia di Lostris e Tanus, ma si ritiene che sia stata generata dal fantasma del Faraone. Taita le è molto vicino e li si rifiuta di addormentarsi prima che lui le abbia raccontato una storia.

Timlet.
È il padre di Lord Naja.

Lord Naja.
Un guerriero potente, comandante dell’esercito di Tamose. È conosciuto come il Grande Leone d’Egitto. Figlio di Timlet e Hyksosian, è un adepto del culto di Osiride. È alto e bello quasi quanto il Faraone Tamose. Arrogante e orgoglioso, è un uomo intelligente, acuto e perspicace, scaltro e ambiguo, di natura voluttuosa e sensuale.

Heseret, la principessa.
È la maggiore delle due sorelle di Nefer. Ha ereditato tutta la bellezza della nonna, la regina Lostris. Ha un corpo ben fatto. La sua pelle è bianca come il latte, ha un sorriso malizioso, grandi occhi verdi e una voce dolcissima.

Merykara, la principessa.
Dolce e graziosa e la più giovane delle due sorelle di Nefer. Prima dell’adolescenza aveva lunghe gambe e girava con il petto, ancora piatto, scoperto, raccogliendo i suoi lunghi capelli neri in una lunga treccia che scendeva lungo la sua spalla sinistra. In seguito li ha accorciati, sopra le spalle.

Meren Cambise.
Nipote di Kratas, amico e compagno di Nefer. Percorre la Via Rossa assieme a lui. Accompagna Taita nel suo viaggio di ricerca.

Magara, Saak e Misha.
Magara e Saak servono le principesse Hereset e Merykara. Misha è la statuaria fanciulla nubiana dal portamento regale e un leggendario paio di natiche. È una serva della principessa Merykara.

Lord Intef.
Padre di Lostris. È l’uomo più ricco dell’Alto Egitto dopo il faraone e la sua ricchezza aumenta di anno in anno. I titoli concessigli dal faraone stesso includono quello di Guardiano delle Tombe Reali, Sostegno dell’Egitto, Compagno del Faraone, Governatore di Karnak e Signore della Necropolis. È lui il governatore di altre 22 province dell’Alto Egitto. Ha otto mogli, sposate per la dote che portavano o per le connessioni politiche influenti che garantivano, ma solo tre figli: Lostris, e due maschi, Menset e Sobek. La sua residenza è a Karnak. È incredibilmente bello, lunghe gambe, ventre piatto e una testa leonina. Scaltro e ambiguo, è capace di nascondere ciò che prova a chi gli sta intorno. È dotato della “pazienza di un coccodrillo”, capace di attendere anni per cogliere l’occasione giusta per colpire i suoi nemici. Preferisce i giovinetti alle donne e non ha visitato il suo harem per quindici anni. Duro con chi lo delude, si rivela pericolosissimo proprio quando il suo tono sembra più mite e il suo sorriso più suadente. Detesta Tanus e la sua famiglia.

Saltis, il re.
Capo dei Re-Pastori di Hyksos, una tribù guerriera emersa improvvisamente da una terra sconosciuta a oriente della Siria. Saltis è asiatico, la sua pelle ha il colore dell’ambra e il suo naso è aquilino. La sua barba, nera e folta, è tagliata dritta, gli arriva al petto ed è intrecciata con nastrini colorati. La sua è una tribù di origini semitiche, un tempo nomade e dedita alla pastorizia, che viveva nelle montagne di Zagros, non lontano dal lago Van. Non conoscono la scrittura e la loro struttura politica è una dura tirannia comandata da Saltis. Le loro vittorie sono il frutto di una strategia militare mai vista prima, basata sull’uso di cavalli e carri. Sono in grado di coprire velocemente grandi distanze e nessun esercito può resistergli. I due figli di Saltis sono i due potentissimi eroi delle legioni di Hyksos, i principi Beon e Apachan.

Sobek e Menset.
I due fratelli di Lostris. Il più giovane segue l’altro ovunque questi lo conduca.

Apepi, il re.
Figlio di Saltis, il re degli Hyskos. È così alto che sovrasta tutti quelli che lo circondano. Porta una corona di avvoltoio sulla sua testa. I suoi occhi sono scuri, la sua barba è striata d’argento, le sue labbra sono grosse e ha un naso a punta. È soprannominato da Taita il barbaro sanguinario, nemico mortale della sua terra e del suo faraone

Beon, il principe.
Figlio di Saltis, comanda la fanteria degli Hyksos quando la corte fa ritorno in Egitto.

Apachan, il principe.
Figlio di Saltis, è alla guida dei carri degli Hyksos quando la corte rientra in Egitto. È talmente alto da sovrastare la sua auriga. Indossa l’alto elmo della famiglia reale degli Hyksos e la sua barba scura è ornata di nastri colorati. È abilissimo nel maneggiare la spada.

Khyan Hyksos.
L’adorato figlio di Trok che Taita ha guarito dalle febbri.

Mintaka.
Figlia del re degli Hyksos Apepi, nata sotto il segno del Gatto. Una fanciulla affascinante con un viso determinato e intelligente. Come tutti gli Hyksos, ha un viso largo e zigomi prominenti, la sua bocca è grande, le sue labbra carnose e il suo naso pronunciato, ma ogni caratteristica è in armonia con le altre e il suo collo è bello e elegante. I suoi occhi a mandorla (non è la figlia di Troh, Troh vorrebbe sposarla!) sono stupendi sotto le sopracciglia arcuate. Ha uno sguardo pronto e vivace. Focosa e tenace, ha il cuore di un guerriero e di una regina. Ha scelto la dea Hathor come sua protettrice, invece di una delle mostruose divinità degli Hyskos. Ha solo tredici anni quando vede per la prima volta il faraone Nefer Seti, di un anno più grande. Porta un anello di lapislazzuli al dito indice, sul quale è inciso il suo sigillo e conosce gli ufficiali di Naja, che una volta erano al servizio di suo padre. Possiede una memoria straordinaria, allenata e resa più acuta dalla pratica del gioco del Bao.

Thana, Soleth e Tinia.
Thana è una delle schiave di Mintaka. È strabica e ha un naso grosso, ma è leale, devota e sincera. Solete era l’eunuco a guardia degli appartamenti di Mintaka. Tinia è la schiava preferita di Mintaka.


WILBUR SMITH è nato nel 1933 nella Rhodesia del Nord (l'attuale Zambia), ma è cresciuto e ha studiato in Sudafrica. Si è dedicato a tempo pieno alla narrativa dal 1964 e da allora ha pubblicato trenta romanzi, che gli hanno valso la definizione di "maestro dell'avventura". E' uno dei massimi autori di bestseller: oltre 110 milioni di copie dei suoi libri sono state vendute nel mondo (più di 17 milioni solo in Italia).

Per maggiori informazioni visitate il sito: http://www.wilbursmith.it

Gli altri romanzi di Wilbur Smith ambientati nell'antico Egitto:


Il dio del fiume
Il settimo papiro
Figli del Nilo


Se ti è piaciuto l'articolo , iscriviti al feed cliccando sull'immagine sottostante per tenerti sempre aggiornato sui nuovi contenuti del blog:

 

rss-icon-feed-1


Trovato questo articolo interessante? Condividilo sulla tua rete di contatti Twitter, sulla tua bacheca su Facebook o semplicemente premi "+1" per suggerire questo risultato nelle ricerche in Google, Linkedin, Instagram o Pinterest. Diffondere contenuti che trovi rilevanti aiuta questo blog a crescere. Grazie! CONDIVIDI SU!

2 commenti:

  1. Wilbur Smith sa come catturare l'attenzione del lettore con la sua prosa travolgente: già dalle prime pagine si è immersi nella storia e non si può fare a meno di proseguire la lettura, trascinati dall'avventura, per scoprire se il Bene riuscirà a trionfare sul Male e se il Nilo tornerà a inondare le valli riarse dalla siccità. Una grande storia d'amore e di magia. Forse il più "magico" dei libri del grande autore africano, quello in cui, più che in ogni altro, si respira il misticismo, la superstizione, il fascino di antichi misteri. Alle fonti del Nilo narra l'eterno scontro tra la verità e la menzogna, in un gioco in bilico tra realtà e fantasia, la cui posta è la fine della civiltà e il trionfo della barbarie. L'antico Egitto, culla del sapere, luogo che ha dato vita alla creatività artistica e letteraria, sta per scomparire definitivamente, inghiottito nel profondo del deserto, animato da forze misteriose che sembrano non avere più controllo. Riuscirà Taita a scoprire la fonte di tanto dolore? Sarà forte a sufficienza da contrastarne l'immenso potere?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Completamente diverso dai precedenti volumi della saga egizia, questo più che un romanzo storico è quasi un fantasy.

      Elimina

Random Posts

Archivio

follow us in feedly Segnala Feed WebShake – spettacolo Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog Aggregatore di blog FeedelissimoItalian Bloggers Blog ItalianiAggregatore Subscribe using FreeMyFeed