Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cinema. Mostra tutti i post

Creare una lista "definitiva" dei 100 migliori film è un’impresa quasi impossibile, poiché la bellezza del cinema risiede nella so...

Creare una lista "definitiva" dei 100 migliori film è un’impresa quasi impossibile, poiché la bellezza del cinema risiede nella soggettività. Tuttavia, esistono opere che compaiono sistematicamente in cima alle classifiche dei critici (come Sight & Sound), del pubblico (IMDb) e degli esperti del settore (AFI).

Ecco una selezione dei capolavori assoluti, suddivisi per categorie per aiutarti a navigare nella storia del cinema.


️ I Pilastri Storici (I "Sempreverde")

Questi film hanno inventato il linguaggio del cinema moderno. Se vuoi conoscere le basi della settima arte, parti da qui:

  1. Quarto Potere (Citizen Kane, 1941) – Orson Welles

  2. La donna che visse due volte (Vertigo, 1958) – Alfred Hitchcock

  3. 2001: Odissea nello spazio (1968) – Stanley Kubrick

  4. Il Padrino (1972) – Francis Ford Coppola

  5. 8½ (1963) – Federico Fellini

  6. I sette samurai (1954) – Akira Kurosawa

  7. Viaggio a Tokyo (1953) – Yasujirō Ozu

  8. Ladri di biciclette (1948) – Vittorio De Sica

  9. Cantando sotto la pioggia (1952) – Stanley Donen & Gene Kelly

  10. Luci della città (1931) – Charlie Chaplin


I Grandi Cult Popolari

Film che hanno unito critica e pubblico, diventando parte integrante della cultura di massa:

  • Pulp Fiction (1994) – Quentin Tarantino

  • Schindler's List (1993) – Steven Spielberg

  • Blade Runner (1982) – Ridley Scott

  • Apocalypse Now (1979) – Francis Ford Coppola

  • Star Wars: Una nuova speranza (1977) – George Lucas

  • Il buono, il brutto, il cattivo (1966) – Sergio Leone

  • Psyco (1960) – Alfred Hitchcock

  • Il Cavaliere Oscuro (2008) – Christopher Nolan

  • Quei bravi ragazzi (1990) – Martin Scorsese

  • Le ali della libertà (1994) – Frank Darabont


Capolavori del Cinema Internazionale

Il cinema non è solo Hollywood. Queste opere hanno segnato la cultura mondiale:

Titolo
Regista
Paese

Fino all'ultimo respiro
Jean-Luc Godard
Francia

In the Mood for Love
Wong Kar-wai
Hong Kong

Parasite
Bong Joon-ho
Corea del Sud

La città incantata
Hayao Miyazaki
Giappone

Il settimo sigillo
Ingmar Bergman
Svezia

Roma città aperta
Roberto Rossellini
Italia

Stalker
Andrej Tarkovskij
URSS


I Nuovi Classici (XXI Secolo)

Anche il cinema recente ha prodotto opere destinate a restare nella storia:

  • Mulholland Drive (2001) – David Lynch

  • Il petroliere (2007) – Paul Thomas Anderson

  • Mad Max: Fury Road (2015) – George Miller

  • Moonlight (2016) – Barry Jenkins

  • La zona d'interesse (2023) – Jonathan Glazer


Dove trovare le liste complete?

Se desideri consultare le liste integrali da 100 posizioni, ti consiglio queste tre fonti autorevoli (aggiornate al 2025/2026):

  1. Sight & Sound (BFI): La classifica più prestigiosa, votata da critici e registi ogni 10 anni.

  2. IMDb Top 250: La classifica basata esclusivamente sui voti degli utenti (più orientata al cinema americano e moderno).

  3. AFI's 100 Years... 100 Movies: La lista definitiva dei migliori film americani secondo l'American Film Institute.

Ponyo è un film d'animazione giapponese, scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki sotto il sigillo della qualità dello Studio Ghibli...

Ponyo è un film d'animazione giapponese, scritto e diretto dal maestro Hayao Miyazaki sotto il sigillo della qualità dello Studio Ghibli. Questo film è uscito nelle sale in Giappone nel 2008, poi è arrivato in Europa e in America tra il 2009 e il 2010. Questo film ha raccolto più di 200 milioni da $ ed è stato assegnato il premio per il miglior film d'animazione ai Japanese Academy Awards.

Delitti e Segreti (Kafka) è un film del 1991 diretto da Steven Soderbergh liberamente tratto dalla vita e dalle opere di Franz Kafka. Il...

Puede ser una imagen de 1 persona y texto que dice "DOMENICA 5 kinEst fest 2025 ARENA ADUA Jeremy Irons kAFKA DELITTI E SEGRETI di Steven Soderbergh 3479348300 @kinestfest"

Delitti e Segreti (Kafka) è un film del 1991 diretto da Steven Soderbergh liberamente tratto dalla vita e dalle opere di Franz Kafka.

Il film miscela vita e fiction fornendo una presentazione semi-biografica della vita e dell'opera di Kafka. La narrazione porta Kafka attraverso molti dei suoi scritti, soprattutto Il castello e Il processo.

Il film si ispira alla vita ed alle opere di Franz Kafka, la trama è sviluppata principalmente attorno a Il castello e Il processo, si percepiscono rimandi a tali romanzi nella burocrazia dell'istituto assicurativo e nelle prassi legate ad essa ed ai funzionari del Castello. Gli aiutanti gemelli di Kafka, Ludwig e Oscar sono un chiaro riferimento ai gemelli Arturo e Geremia che vengono assegnati all'agrimensore K. nel romanzo Il castello.

Gli insospettabili (Sleuth) è un film del 1972, l'ultimo diretto da Joseph L. Mankiewicz, tratto dalla pièce teatrale di Anthony Shaff...

Gli insospettabili (Sleuth) è un film del 1972, l'ultimo diretto da Joseph L. Mankiewicz, tratto dalla pièce teatrale di Anthony Shaffer, che ha scritto anche l'adattamento cinematografico.

Ha la particolarità di avere in scena per l'intera durata, oltre due ore, solo due interpreti, Laurence Olivier e Michael Caine (nei titoli di testa sono indicati altri quattro nomi, fittizi). Oltre una comparsa sporadica del commisario di polizia.

Ha ricevuto quattro nomination agli Oscar (miglior regia, attore, per entrambi gli interpreti, colonna sonora originale) e tre nomination ai Golden Globe (miglior film, attore, per entrambi gli interpreti).

Ecco alcuni film memorabili, suddivisi per genere e con una breve descrizione:   Classici: Casablanca (1942): Un classico int...

Ecco alcuni film memorabili, suddivisi per genere e con una breve descrizione:  

Classici:


Casablanca (1942):
Un classico intramontabile ambientato durante la seconda guerra mondiale, con Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Racconta la storia di un americano che gestisce un locale a Casablanca, in Marocco, e incontra la sua ex fiamma, che è sposata con un eroe della resistenza.


Il Padrino (1972):


Un capolavoro di Francis Ford Coppola, che esplora la storia della famiglia mafiosa dei Corleone. Con Marlon Brando e Al Pacino, è un film epico sulla famiglia, il potere e la violenza.


2001: Odissea nello spazio (1968):


Un'opera visionaria di Stanley Kubrick, che esplora il rapporto tra l'uomo e la tecnologia, con immagini spettacolari e una colonna sonora memorabile.


Citizen Kane (1941):


Considerato uno dei film più influenti della storia del cinema, diretto e interpretato da Orson Welles, racconta la vita di un magnate della stampa, interpretato da Orson Welles.


La vita è meravigliosa (1946):


Un classico natalizio di Frank Capra, che racconta la storia di un uomo che, in un momento difficile, vede cosa sarebbe stata la vita dei suoi cari se non fosse mai nato.

Drammatici:


Schindler's List (1993):


Un film drammatico e commovente di Steven Spielberg, che racconta la storia di Oskar Schindler, un imprenditore tedesco che salva la vita a più di mille ebrei durante l'Olocausto.


Forrest Gump (1994):
Un film che attraversa la storia americana del XX secolo, attraverso gli occhi di un uomo con un basso quoziente intellettivo ma con un cuore grande.


Il miglio verde (1999):
Un film toccante di Frank Darabont, che racconta la storia di un carceriere che si affeziona a un detenuto condannato a morte, accusato ingiustamente di aver ucciso due bambine.


C'era una volta in America (1984):


Un film epico di Sergio Leone, che racconta la storia di un gruppo di amici che diventano gangster a New York.


La parola ai giurati (1957):


Un film intenso e drammatico di Sidney Lumet, che si svolge interamente in una stanza, dove una giuria deve decidere se un giovane è colpevole o innocente.


Fantascienza e fantasy:


2001: Odissea nello spazio (1968):


Vedi sopra.


Star Wars (1977):


Un classico della fantascienza, che ha dato vita a una saga epica e a un intero universo cinematografico.


Blade Runner (1982):


Un film di fantascienza che esplora temi come l'intelligenza artificiale e la condizione umana.


Il Signore degli Anelli: La compagnia dell'anello (2001):


Un film fantasy epico basato sull'opera di J.R.R. Tolkien, che ha dato vita a una trilogia di successo.


Matrix (1999):


Un film che ha rivoluzionato il genere della fantascienza, con effetti speciali innovativi e una trama complessa.

"El Chacal de Nahueltoro" è considerato un capolavoro di Miguel Littín. Uscito nel 1969, il film è una delle opere chiave del Nu...

"El Chacal de Nahueltoro" è considerato un capolavoro di Miguel Littín. Uscito nel 1969, il film è una delle opere chiave del Nuovo Cinema Latinoamericano e si distingue per la sua attenzione alla critica sociale e al sistema penale cileno.

El Chacal de  Nahueltoro è un film cileno del 1969, prodotto dall'Università del Cile, scritto e diretto da Miguel Littín e prodotto da Luis Cornejo Gamboa. Basato su eventi reali, il film ricostruisce un crimine sconvolgente, una pietra miliare nella narrativa poliziesca cilena della metà degli anni '60.

Trama.

Basato su una storia vea. Accadde quando un contadino di nome Jorge del Carmen Valenzuela Torres fu arrestato per l'omicidio plurimo di una contadina e dei suoi cinque figli nella città di Nahueltoro (Coihueco).

A causa della brutalità del crimine, gli fu dato il soprannome di "Lo sciacallo". Uscì nelle sale cinematografiche cilene il 4 maggio 1970.

Il punto di partenza è una storia di cronaca nera che sconvolse l'opinione pubblica nei primi anni '60. A Nahueltoro, vicino a Chillán, José del Carmen Valenzuela Torres, un afueri (un contadino che viaggia di luogo in luogo in cerca di lavoro stagionale) analfabeta e alcolizzato, ubriaco, accoltellò a morte la sua compagna occasionale e le sue cinque figlie, tra cui una neonata di pochi mesi. Il gruppo stava trascorrendo la notte in campagna dopo che la vedova e i suoi figli erano stati sfrattati dal ranch in cui vivevano.

Dopo approfondite ricerche sul campo, Littin scrisse la sceneggiatura, che fu modificata durante le riprese. Le riprese hanno utilizzato i luoghi reali in cui si sono svolti i fatti (la scena del crimine, la cella della prigione, ecc.) e tutti i testi ascoltati sono ufficiali: tra questi, il fascicolo del tribunale e le interviste stampa al serial killer.

La storia inizia con l'arresto dello Sciacallo. L'interrogatorio del giudice istruttore serve a collegare le storie successive che ricostruiscono l'infanzia di José, i suoi vagabondaggi in campagna da adulto socialmente emarginato, l'incontro e la convivenza con Rosa Rivas e il brutale crimine. Quest'ultimo, mostrato in tutta la sua ferocia, è senza dubbio il momento più impressionante e riuscito del film. Più tardi, in prigione, il prigioniero viene accolto dagli altri detenuti e, mentre il processo si protrae, José impara a leggere e scrivere, impara un mestiere (costruendo chitarre), si converte al cattolicesimo e partecipa alla Messa.

Nella fase finale, l'assassino viene condannato a morte, riceve assistenza spirituale dal cappellano del carcere e viene intervistato da un giornalista, che a sua volta intervista il giudice. Attende fino all'ultimo la grazia presidenziale, ma viene giustiziato. Il film descrive dettagliatamente la procedura di esecuzione. Questa sequenza è la più debole del film, poiché in essa Littin, perdendo la sua prospettiva "oggettiva", cerca di sottolineare la sua tesi sull'ipocrisia di un sistema giudiziario che punisce con la morte un assassino pentito che è diventato un altro uomo. In breve, l'ipocrisia di una società disinteressata a eliminare l'emarginazione e la miseria che danno origine a un crimine come questo. Questa sezione presenta colpi di scena tipici del melodramma, e lo stesso linguaggio cinematografico – che fino ad ora ha utilizzato telecamere a mano e lunghi piani sequenza – perde la sua forte valenza investigativa.

Premi.

Vincitore del Premio OCIC 1970 al Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Cast

Nelson Villagra nel ruolo di Jorge Valenzuela
Shenda Román nel ruolo di Rosa Rivas
Luis Alarcón nel ruolo del Giudice
Marcelo Romo nel ruolo del Giornalista
Héctor Noguera nel ruolo di Eloy Parra

Con riprese e montaggio in stile documentaristico, le riprese hanno utilizzato i luoghi reali in cui si sono svolti gli eventi (la scena del crimine, la cella della prigione, Cachapoal, ecc.) e tutti i testi ascoltati sono ufficiali, inclusi gli atti del processo e le interviste stampa al serial killer.

Il Nuovo Cinema Cileno.

Il film fa parte del cosiddetto Nuovo Cinema Cileno, insieme a film come Valparaíso, mi amor di Aldo Francia e Tres tristes tigres di Raúl Ruiz, tutti presentati in anteprima al Festival del Cinema Latinoamericano di Viña del Mar nel 1969. Riunisce un numero significativo di registi e attori di questo movimento, come Pedro Chaskel, Héctor Ríos, Fernando Bellet, Shenda Román, Nelson Villagra, Marcelo Romo, Luis Alarcón e Héctor Noguera. Dimostra l'importanza che il Centro Sperimentale di Cinematografia dell'Università del Cile ha avuto nello sviluppo del Nuovo Cinema Cileno, ed è probabilmente uno dei film più riusciti del periodo.

Opinione.

Chiaramente, il film non è solo il frutto del lavoro personale di Littin, ma anche il frutto del lavoro di una squadra, con una fotografia, un montaggio (di Pedro Chaskel) e un cast eccezionali. In questo senso, l'interpretazione principale di Nelson Villagra è straordinaria, sfumando il divario tra attore e personaggio; identificandosi completamente con Valenzuela Torres, la sua interpretazione diventa il fulcro della storia.

I guerrieri della palude silenziosa (Southern Comfort) è un film del 1981 diretto da Walter Hill. Trama Louisiana, 1973. Durante un fi...

I guerrieri della palude silenziosa (Southern Comfort) è un film del 1981 diretto da Walter Hill.

Trama

Louisiana, 1973. Durante un fine settimana si svolgono le manovre di addestramento militare della Guardia Nazionale dell'Esercito della Louisiana a ridosso delle grandi paludi e l'incarico assegnato alla Squadra Bravo, comandata dal sergente scelto Crawford Poole, è di attraversarne un tratto largo alcune decine di miglia, per poi ricongiungersi con il resto delle truppe presso la parrocchia di Catahoula. Una volta addentratisi nella palude, i nove soldati si accorgono che la mappa in loro possesso non è precisa e che il fiume ha esondato, interrompendo il loro sentiero.

La squadra, anziché tornare al punto di partenza, decide di proseguire utilizzando delle canoe abbandonate lungo la riva, i cui proprietari, bracconieri cajun, arrivano mentre la pattuglia è a metà del guado; il soldato di prima classe Stuckey si diverte a spaventarli dirigendo verso di loro una raffica della sua mitragliatrice M60 caricato a salve ma inaspettatamente i cajun rispondono al fuoco, uccidendo il sergente Poole con un colpo di carabina. Gli otto soldati superstiti, che nella concitazione cadono in acqua perdendo bussola e radio, rimanendo in questo modo tagliati fuori dalle comunicazioni con la base, raggiungono la riva a nuoto, e da lì iniziano una tortuosissima avanzata attraverso le foreste e le paludi per cercare una via d'uscita, sempre braccati dagli invisibili cajun, ancora più spietati dopo che i militari hanno fatto prigioniero un loro amico e il caporale "Coach" Bowden, che sta scivolando nella follia, ha fatto esplodere il loro capanno.

Le uniche manifestazioni della presenza dei cajun sono dei macabri segnali che lasciano lungo il percorso: otto animali sventrati e appesi a dei pali come monito per i soldati per la fine che li attende, i loro mastini lanciati d'improvviso all'attacco nel mezzo della foresta e le mortali trappole nascoste nella palude come quella che uccide il soldato di prima classe Tyrone Cribbs. In un crescendo di tensione ed angoscia tra i superstiti, il caporale Charles Hardin uccide durante una colluttazione la testa calda Lonnie Reece che intendeva affogare l'ostaggio e quest'ultimo ne approfitta per fuggire. Il risentimento per l'incapacità del sergente Casper, che aveva preso la guida della squadra, porta ad una disgregazione del gruppo, in cui solo Hardin e il soldato di prima classe Spencer, caratterialmente diversi ma uniti dal medesimo disincanto antimilitarista, sembrano mantenere la sufficiente freddezza per fronteggiare il pericolo incombente.

Mentre partono le ricerche dei dispersi (i protagonisti vedono passare un elicottero Bell 206 dell'esercito tra gli alberi ma non riescono a farsi localizzare), i cacciatori cajun uccidono uno ad uno tutti i commilitoni di Hardin e Spencer, ma un mattino a sorpresa questi ricevono un aiuto dall'ex-prigioniero, che indica loro un sentiero da seguire per uscire dagli acquitrini. Lungo la pista, i due sopravvissuti ottengono un passaggio su un furgone da una coppia che li conduce ad uno sperduto villaggio cajun privo di telefoni ed in cui gli abitanti si stanno preparando per una festa. Lo smarrimento dei due soldati è pari a quello dello spettatore, che non è in grado di decifrare se gli abitanti di questo villaggio, che parlano pochissimo inglese, siano amici o spettatori della vicina mattanza, ed un montaggio alternato delle scene dei due confusi in un ballo e di un gruppo di uomini che ammazzano e squartano due maiali non fa che aumentare la tensione.

Mentre la festa continua, tre cacciatori, di cui due arrivati in canoa ed uno dal sentiero, per catturare i superstiti, ingaggiano un feroce corpo a corpo con i due militari tra le stanze di un magazzino, mentre a pochi metri i suoni di un concerto e del ballo coprono i rumori degli spari. Hardin viene ferito a una spalla ma i due riescono ad eliminare gli inseguitori e ad uscire vivi dal paese, mentre sopra di loro ripassa l'elicottero in ricognizione; mentre lo rincorrono tra gli alberi, cercando disperatamente di farsi localizzare, viene tagliata loro la strada da un camion: solo all'ultima inquadratura del film compare il simbolo dell'Esercito degli Stati Uniti sulla portiera laterale dell'automezzo.

Phenomena è un film del 1985 diretto da Dario Argento e interpretato da Jennifer Connelly, Daria Nicolodi e Donald Pleasence, la cui tram...

631.-Fenomeni-Dario-Argento-esp.jpg

Phenomena è un film del 1985 diretto da Dario Argento e interpretato da Jennifer Connelly, Daria Nicolodi e Donald Pleasence, la cui trama è simile a quella di Suspiria, un altro film diretto da Argento. Michele Soavi è l'assistente alla regia di questo film.

Negli Stati Uniti venne distribuito con il titolo Creepers.

Recensione.

Una turista danese perde l'autobus sulle montagne svizzere e viene brutalmente assassinata da un misterioso assassino legato con catene in una baita desolata. È solo la prima di una lunga serie di vittime. Mesi dopo, Jennifer Corvino viene mandata dal padre, l'attore Paul Corvino, in un collegio femminile svizzero teatro di misteriosi omicidi ai danni di giovanissime ragazze. Il suo sonnambulismo la porta ad assistere accidentalmente a uno degli omicidi e a incontrare uno scimpanzé, che la conduce dall'entomologo John McGregor. Jennifer diventa sua amica, ama gli insetti e riesce persino a comunicare con loro in qualche modo.

Un secondo episodio di sonnambulismo porta Jennifer a incontrare una lucciola, che le fa scoprire dei guanti impigliati tra i rami di una siepe. All'interno di questi guanti si trovano larve di mosca, che il professore identifica come larve della "mosca sarcofago", un insetto capace di percepire la presenza di cadaveri anche a distanze immense. L'uomo spiega a Jennifer che tra gli insetti esiste una vera e propria telepatia e che la giovane ha la capacità di farsi guidare dalla mosca alla ricerca dell'assassino, data la presenza certa di cadaveri nelle sue vicinanze. Durante la notte, però, l'assassino arriva per uccidere lui stesso l'entomologo. Inga, la scimmia del professore, assiste all'omicidio e si allontana nella notte brandendo un rasoio.

Poiché Jennifer è ora malvista al college per tutte le stranezze che la riguardano, prenota un posto su un aereo, ma in attesa del primo volo disponibile dovrà passare un'altra notte in Svizzera. Frau Brückner, la vicepreside del college, le offre ospitalità per la notte nella sua villa, dove la donna la picchia, stordendola.

Nel frattempo, l'ispettore Geiger arriva alla ricerca di Jennifer: Brückner chiude tutte le stanze e blocca ogni finestra della casa con un dispositivo elettronico prima di dare il benvenuto all'ispettore. Dopo essersi ripresa, Jennifer sente le urla dell'ispettore e riesce a entrare in un tunnel.

Spaventata a morte, Jennifer cade in una vasca orribile, contenente scheletri, resti di cadaveri in decomposizione e larve di insetti. Geiger riesce a liberarsi parzialmente dalle catene e colpisce Brückner, permettendo a Jennifer di fuggire. La ragazza incontra il figlio di Brückner, affetto dalla sindrome di Patau, e fugge su una barca ormeggiata nel capannone di casa. La creatura cerca di attaccare Jennifer, ma gli insetti accorrono in aiuto della ragazza, che cade in acqua morente.

Jennifer nuota verso la riva, dove Brückner cerca di ucciderla, ma all'improvviso appare Inga, lo scimpanzé del professore, che vendica il suo padrone a colpi di rasoio.

La colonna sonora di Phenomena è stata pubblicata in Italia in formato LP nel 1985 e in CD nel 1987 dalla Cinevox Record e comprende un totale di 12 brani, tra cui musiche composte da:

Claudio Simonetti (N.1 "Phenomena")
Iron Maiden (N.2 "Flash of the blade")
Goblin (N.6 "The wind", N.8 "Sleepwalking", "Jennifer", "Jennifer's friends")
Bill Wyman (N.7 "Valley")
Motörhead (N.9 "Locomotive")
Andi Sex Gang ("You Don't Know Me", "The Naked and the Dead")

La colonna sonora, ampiamente pubblicizzata in televisione, ebbe un grande successo. Curiosamente, la versione LP include il brano "Two Tribes" dei Frankie Goes to Hollywood, completamente assente nel film e nella versione CD.

Interpreti e personaggi.

Jennifer Connelly: Jennifer Corvino
Daria Nicolodi: vice-direttrice Frau Brückner
Donald Pleasence: Professor John McGregor
Dalila Di Lazzaro: director
Patrick Bauchau: ispettore Rudolf Geiger
Fiorella Argento: Vera Brandt
Federica Mastroianni: Sophie
Fiorenza Tessari: Gisela Sulzer
Alberto Cracco: sportellista
Gaspare Capparoni: Karl
Mario Donatone: Morris Shapiro
Antonio Maimone: doctor
Davide Marotta: figlio de Frau Brückner
Fulvio Mingozzi: padre di Gisela Sulzer
Francesca Ottaviani: infermiera
Michele Soavi: Kurt
Francesco Trevisi: agente immobiliare
Dario Argento: voce narrante
Doppiatori italiano
Ilaria Stagni: Jennifer Corvino
Georgia Lepore: Sophie
Maria Pia Di Meo: regista
Cesare Barbetti: ispettore Rudolf Geiger
Sergio Graziani: Professor John

Opinione

Uno dei migliori film del maestro del suspense italiano Dario Argento. Dopo Tenebre, il Dario nazionale torna con Phenomena (1985). Il film inizia subito con un brutale omicidio, a farne le spese è Vera Brant (Fiore Argento). Jennifer Corvino (Jennifer Connelly), viene mandata in un collegio in Svizzera. Jennifer stringe subito amicizia con la sua unica amica Sophie (Federica Mastroianni), ma presto si rende conto che il collegio nasconde un terribile segreto. La stessa notte in cui Jennifer arriva al collegio, viene commesso un altro omicidio dal "mostro". La stessa notte Jennifer ha un attacco di sonnambulismo, si alza dal letto e cammina fino a raggiungere la strada dove due cattivi la caricano su un'auto per poi abbandonarla poco dopo in un bosco. Jennifer incontra subito la scimmia Inga che la condurrà dall'entomologo John McGregor (Donald Plaesence).

Fonte immagini: IMDB.

Proseguo con questa rassegna di film che hanno lasciato un segno indelebile nel mio animo di amante del cinema, del buon cinema per intend...

168-Reseña-pelicula-El-Crimen-de-Cuenca-2.png

Proseguo con questa rassegna di film che hanno lasciato un segno indelebile nel mio animo di amante del cinema, del buon cinema per intenderci, condividendo con tutti i cinefilii amici di questa bellissima Community alcuni bellissimi film che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del cinema.

La maggior parte dei film li ho visti nella mia prima giovinezza -e più volte nel corso degli anni li ho rivisti- e mi sono sorpreso dei ricordi che ancora conservavo intatti nella mia mente, nonostante gli anni trascorsi.

Scene di cui ricordo come se il tempo non fosse mai passato. Forse perché ognuno di noi ha attraversato, nella sua giovinezza, quella fase in cui i problemi non esistono o hanno un'importanza minima. Il passare del tempo ci ha costretti a concentrare la nostra attenzione su problemi più urgenti, spingendo gli altri in secondo piano.

Oggi vorrei raccontarvi di un film che mi ha colpito molto quando lo vidi per la prima volta negli anni Ottanta. Non molti anni fa l'ho rivisto con lo stesso entusiasmo della prima volta.

Sto parlando di Delitto di Cuenca , un'opera cinematografica davvero monumentale di Pilar Miró.

La trama del film è basata su una storia vera: nel 1913 i pastori Gregorio Valero Contreras e León Sánchez Gascón, amici e vicini di casa di Osa de la Vega (Cuenca), vengono arrestati perché responsabili della morte di José María Grimaldos López, soprannominato "El Cepa", pastore ed ex compagno di squadra (in realtà scomparve di sua spontanea volontà).

Le persone insieme alla moglie della presunta vittima li accusano raccogliendo false prove contro di loro e i due uomini finiscono per confessare il crimine dopo numerose torture sotto la promessa che così facendo eviteranno la pena di morte in cambio di una condanna a diciotto anni di carcere. Questo per quanto riguarda la cronaca della polizia.

Recensione

Nel migliore stile dei racconti cantati dai menestrelli medievali, in questo caso è un uomo cieco a raccontare - all'inizio del film - in uno dei suoi romanzi i fatti accaduti qualche anno prima nella provincia di Cuenca.

La trama inizia quindi a svolgersi con la scomparsa della presunta vittima quando sua madre, Juana López, esce a cercarlo, sperando di trovarlo sulle rive del fiume dove aveva detto che sarebbe andato a fare il bagno.

Pochi giorni dopo (ed è qui che cominciano davvero i tocchi umanisti e critici del film verso una società dalle radici rurali, profondamente ignorata e legata a convinzioni secolari) Juana e suo marito Anselmo si recano al tribunale di Belmonte (Cuenca) per denunciare la scomparsa del figlio, arrivando persino a rassicurare il giudice che è stato probabilmente assassinato perché era andato a fare il bagno e non era più tornato. Ignoranza e superstizione si fondono mirabilmente in un contesto di arretratezza sociale e di reciproca diffidenza.

168-Reseña-pelicula-El-Crimen-de-Cuenca-1.jpg

Il Delitto di Cuenca è uno dei migliori film spagnoli mai realizzati.

Alcuni raccontano che l'ultima volta che lo videro fu in compagnia di due braceros, Gregoria e León, che lavoravano per un proprietario terriero locale.

I genitori vanno dai braceros per chiedere spiegazioni e tutto finisce in una lite, poiché non è la prima volta che il ragazzo fa la stessa cosa.

Odio, vecchi rancori e diffidenze si uniscono per far sì che i due uomini vengano accusati del crimine, sopraffatti dalle prove dei precedenti penali a loro carico, poiché entrambi avevano aggredito uno degli esattori del deputato Contreras durante le ultime elezioni, sebbene siano stati poi assolti.

Il deputato rieletto Contreras convince il giudice a emettere un mandato di arresto per i due sospettati, che vengono arrestati e sottoposti a torture disumane per farli confessare e persino a metterli l'uno contro l'altro, promettendo clemenza a chi consegnerà la compagna.

Le indagini proseguono nella zona attorno al fiume nel tentativo vano di ritrovare il corpo.

Dopo una presunta accusa su dove potrebbe essere sepolto El Cepa, entrambi vengono condotti al cimitero e, di fronte a una folla che li attacca verbalmente e cerca di linciarli, procedono a dissotterrare i resti di una tomba che, alla fine, si rivela non essere quella di El Cepa.

Dolores, la moglie di uno dei detenuti, è costretta a unirsi alla cospirazione e a testimoniare il falso contro di lui, sotto la minaccia che se non lo facesse, avrebbe visto la sua figlioletta morire di fame.

Alla fine, nonostante la mancanza di prove e le torture e le umiliazioni subite, entrambi vengono condannati a diciotto anni di carcere.

Il menestrello, in questo caso il cieco, chiude la storia della loro storia d'amore con un -apparente- sanguinoso omicidio che si conclude con i criminali nelle prigioni di Cartagena e Valencia.

Dieci anni dopo, il primo ad essere rilasciato per buona condotta è Gregorio, che torna a casa ma non saluta la moglie, che lo ha ingiustamente denunciato, nonostante la minaccia di vedersi portare via la figlia.

Un evento apparentemente insignificante inizia a far luce sul mistero. Don Rufino, il parroco, riceve una lettera da Mira de la Sierra e la mostra al deputato e uomo forte della città Contreras, dove gli viene chiesto da un'altra parrocchia il certificato di nascita di José María Grimaldos López, soprannominato "El Cepa" - il presunto assassinato - e il certificato di morte di Juana, sua madre, perché Grimaldos vuole sposarsi.

Cercando di scoprire (o nascondere) la verità, Contreras afferra la lettera dal parroco e gli chiede di dimenticarsene. Tuttavia, è troppo tardi per nascondere il segreto perché il parroco lo aveva già confessato a più di una persona nella parrocchia.

Nel frattempo, la Guardia Civil andò a cercare Cepa, che si stava preparando per la festa di nozze (aveva già tre figli dalla donna con cui conviveva) e andò anche a cercare Gregorio e León, uno per farlo testimoniare e l'altro per liberarlo.

Il 10 luglio 1926 la Corte Suprema emise la sentenza definitiva che riesaminò il caso, dichiarando nulla la condanna e proclamando l'innocenza di Gregorio Valero e León Sánchez.

Ma la parte migliore e più toccante del film è la fine, quando i tre sono in cammino verso il tribunale e Cepa si ritrova a metà strada tra Gregorio e León. Si guardano per un attimo e corrono ad abbracciarsi, mentre Cepa - in mezzo - trema di terrore e pensa che vogliano attaccarlo per le disgrazie e le accuse ingiuste che ha subito.

 

168-Reseña-pelicula-El-Crimen-de-Cuenca.png

 

Interpreti e personaggi-

Amparo Soler Leal come Varona, la moglie di Gregorio
Héctor Alterio come giudice Emilio Isasa
Daniel Dicenta come Gregorio Valero
José Manuel Cervino come León Sánchez
Mary Carrillo come Juana, madre di José María
Guillermo Montesinos come José María Grimaldos "El Cepa" (José María Grimaldos "El Cepa")
Fernando Rey come membro del Parlamento Francisco Martínez de Contreras
Mercedes Sampietro come Alejandra, serva del giudice Isasa
Assumpta Serna nel ruolo di Manuela, la moglie di José María

 

168-Reseña-pelicula-El-Crimen-de-Cuenca-libro.png

Il libro che ha ispirato il film di Pilar Mirò

banner-cinema-950x153-la-mia-opinione.png

Il film è una dura accusa contro la tortura praticata dai membri della Guardia Civil, e si lascia intendere che si tratti di una pratica spesso utilizzata dalla Guardia Civil.

La minuziosità con cui è stata descritta la tortura ha spinto i rappresentanti dell'Unione del Centro Democratico (UCD) a chiederne il sequestro e la consegna al quartier generale militare.

Infine, dopo che la sua stessa regista Pilar Miró fu sottoposta a un processo militare, il film uscì nelle sale a metà agosto del 1981, portandosi dietro il riconoscimento unanime della critica cinematografica mondiale e il triste riconoscimento di essere l'unico film spagnolo proibito durante la democrazia, dopo la scomparsa della censura nel 1977.

header-rounded-separador-cine-in-photoretrica.png

Il film è un duro legato contro la tortura portata a bordo dai membri della Guardia Civil e se da parte di una pratica utilizzata nel menu dello stesso.

La minuziosità con cui sono state descritte le torture è stata tale che i rappresentanti dell'Unione del Centro Democratico (UCD) hanno sollecitato la loro custodia e hanno disposto la missione militare.

Alla fine, dopo che la sua direttrice Pilar Miró fuera qualche volta in un processo militare, il film fu strenada a metà agosto del 1981, caricando sulle sue spalle il riconoscimento unanime della critica cinematografica mondiale e il triste riconoscimento di essere l'unico film spagnolo proibito durante la democrazia, tras la scomparsa della censura nel 1977.

168-Reseña-pelicula-El-Crimen-de-Cuenca-locandina-esp.png

Carancho è un film di suspense drammatica del 2010, coprodotto da Argentina, Cile e Francia, diretto da Pablo Trapero e interpretato da Ri...

carancho-film

Carancho è un film di suspense drammatica del 2010, coprodotto da Argentina, Cile e Francia, diretto da Pablo Trapero e interpretato da Ricardo Darín, Martina Gusmán, Darío Valenzuela, Carlos Weber e José Luis Arias. La sceneggiatura è stata scritta da Trapero insieme ad Alejandro Fadel, Martín Mauregui e Santiago Mitre. È stato presentato in anteprima il 6 maggio 2010.

La storia si concentra sul rapporto tra un medico e un avvocato senza licenza, ed è legata alle vittime di incidenti stradali e al business dei risarcimenti ad essi correlati, nonché alle condizioni in cui lavorano molti medici e infermieri.

Carancho è un film del 2010 diretto da Pablo Trapero, con Ricardo Darín e Martina Gusmán.Trama.

Centomila morti in dieci anni, una media di ventidue al giorno e un numero di feriti che non si conta. Gli incidenti stradali sono la piaga dell'Argentina. Dietro ad essa prospera il mercato delle assicurazioni, con i suoi sciacalli. Sosa è uno di questi, si aggira per le corsie del pronto soccorso in cerca di clienti e, per riguadagnare in fretta la licenza persa, lavora per una fondazione che della truffa, ai danni dei più disgraziati, ha fatto il proprio modus operandi. L'incontro con la dottoressa Lujàn lo spinge a perseguire con maggior convinzione il suo percorso fuori dal crimine, ma i debiti da pagare non finisco mai, il sangue chiama nuovo sangue. 


L'argentino Pablo Trapero torna nel quartiere delle sue origini, La Matanza, e chiama ancora una volta a sé la complicità e la dote di Martina Gusman, attrice e produttrice, che qui divide la scena con Ricardo Darin, l'attore argentino più noto e acclamato.


Ma soprattutto il regista non abbassa il tiro e persegue la strada di un cinema di temi forti e destini senza fortuna, guardando dritto negli occhi il dolore e le sue espressioni fisiche, corporali, senza mai farsi tentare dal compiacimento, con pudore ed empatia.


Nei drammoni di Trapero l'amore ha sempre uno spazio privilegiato e autentico, i sentimenti emergono senza bisogno di alzare la voce o di segnalarsi con l'evidenza di dettagli costruiti ad hoc: è nelle azioni semplici che i personaggi compiono (un bacio sulla testa, un piatto cucinato insieme anche in silenzio) che l'amore si dichiara, come forza in grado di resistere al baccano degli eventi intorno, di trovare il proprio tempo sospeso in mezzo alla frenesia dei guai, di unire indissolubilmente, anche a distanza, com'era per esempio in Nacido y Criado. Qui il risultato cinematografico è meno sconvolgente ma comunque di alto livello, per il modo in cui combina azione, visione, emozione (non a caso l'autore è anche un esperto montatore). 


La Buenos Aires senza legge dell'illegalità perpetrata sulla pelle della gente e della giustizia autoproclamata colora il film di una luce di genere e lo porta verso un finale col botto (anzi più d'uno, con effetto domino), sempre teso, senza gioco, cupo sotto la luce del sole.

Interpreti e personaggi.

Ricardo Darín: Sosa

Martina Gusmán: Luján

Carlos Weber: El Perro

José Luis Arias: Casal

Fabio Ronzano: Pico

Loren Acuña: Mariana

Gabriel Almirón: Munoz

José Espeche: Garrido
Premi.

Courmayeur Noir in festival 2010: Leone nero al miglior film

Opinione

In Carancho, come in El Bonaerense - il film di Trapero a cui somiglia di più - l'universo che circonda i personaggi è ostile, oscuro, a tratti disperato. Il punto di vista dello spettatore è quello di Luján: è attraverso di lei che scopriamo gli strati di corruzione, gli affari che si gestiscono dietro gli incidenti stradali, i legami che uniscono i diversi "giocatori".

Fatalista, sanguinario, spietato (forse troppo) e violento, Carancho si inserisce nella tradizione dei film polizieschi realizzata da Ricardo Darín. E forse questa è la cosa più difficile, ancor più dell'Aura e per non parlare del segreto dei loro occhi. Sul suo volto c'è già quella stanchezza appiccicata al mondo: è come se l'attore e il personaggio chiedessero qualcuno che li tirasse fuori di lì, con urgenza. E per questo deve esserci Luján, un personaggio in cui Gusman brilla ancora una volta come una delle migliori attrici del cinema argentino, trovando quel difficile mix tra innocenza e durezza, simpatia e incoscienza.

    La pellicola è la prima parte dell'adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da Frank Herbert, primo capitolo del ciclo di...

    La pellicola è la prima parte dell'adattamento cinematografico del romanzo omonimo scritto da Frank Herbert, primo capitolo del ciclo di Dune, già trasposto nel film del 1984 di David Lynch e con le miniserie televisive Dune - Il destino dell'universo (2000) e I figli di Dune (2003).


    Il film è composto da un cast corale che include Timothée Chalamet, Rebecca Ferguson, Oscar Isaac, Josh Brolin, Stellan Skarsgård, Dave Bautista, Stephen McKinley Henderson, Zendaya, Chang Chen, Sharon Duncan-Brewster, Charlotte Rampling, Jason Momoa e Javier Bardem.


    Ai premi Oscar 2022 è stato il film più premiato, con sei statuette vinte.


    Trama


    In un distante futuro dell'umanità esiste un pianeta chiamato Arrakis, detto "Dune". Questo pianeta completamente sabbioso è l'unica fonte della sostanza più preziosa dell'universo, la "spezia": essa è una sostanza psichedelica simile a una polvere luccicante e presente nelle sabbie che coprono il pianeta, che conferisce il dono della premonizione e amplifica le capacità mentali, rendendo possibile l'utilizzo dei macchinari per il viaggio interstellare; è inoltre ritenuta sacra dai nativi di Dune, i Fremen, per via degli effetti visionari che ha sugli umani. Un giorno l'imperatore Shaddam Corrino IV tolga il controllo del pianeta Arrakis alla crudele casata Harkonnen per darlo nelle mani della nobile famiglia Atreides, la cui popolarità continua a crescere nel resto dell'Imperium.
    Il figlio del Duca Leto Atreides, il giovane Paul, ha sogni ricorrenti su una ragazza Fremen; tali sogni spesso hanno tratti premonitori, e quando questi figurano la morte del suo maestro di spada Duncan Idaho, Paul tenta inutilmente di avvertirlo prima che questi parta in ricognizione su Arrakis, mentre lo sostituirà Gurney Halleck. La madre di Paul, Lady Jessica, riconosce in quanto strega Bene Gesserit il potenziale dei sogni del figlio che sta addestrando a usare i poteri della voce, e lo comunica a Gaius Helen Mohiam, veridica Bene Gesserit dell'Imperatore; Paul viene così testato dalla veridica, tramite una strana e inquietante prova di resistenza, e dimostra di essere degno di ereditare potere, ma scopre anche che le Bene Gesserit hanno da secoli incrociato linee di sangue per creare il Kwisatz Haderach, un eletto in grado di usare i loro poteri a un livello mai visto e cambiare l'universo. Intanto, pur sapendo che l'offerta di Arrakis fa parte di una complessa trappola creata dall'Imperatore, atta a fare sì che gli Harkonnen li combattano per riaverne il controllo indebolendo il loro potere, il Duca Leto obbedisce per onore e lascia la sua casa sul pianeta Caladan, portando con sé la sua famiglia e il resto dei suoi uomini.
    Leto prende il controllo di un'operazione di estrazione della spezia, resa pericolosa dalla presenza di enormi vermi delle sabbie, creature native di Arrakis. Nonostante l'Imperatore abbia eletto la planetologa Liet-Kynes per arbitrare il cambio di gestione su Arrakis, la situazione è stata chiaramente minata dall'inizio dagli stessi Harkonnen ancor prima che lasciassero il pianeta. Alcuni Fremen sul pianeta riconoscono in Paul l'eletto che le Bene Gesserit hanno profetizzato da secoli, mentre il ragazzo continua a sperimentare sogni premonitori sulla ragazza Fremen. Una spia Harkonnen infiltrata tenta perfino di assassinare Paul, al che la veridica Bene Gesserit dell'Imperatore si rivolge direttamente al Barone Vladimir Harkonnen, rivale storico del Duca, ordinandogli di non uccidere il ragazzo né lady Jessica: il Barone le promette di non toccare madre e figlio, ma in realtà manifesta la sua intenzione di ucciderli, ordinando di farli abbandonare nel deserto di Arrakis. Nel frattempo il Duca invia i suoi uomini a prepararsi per la riconquista di Arrakis: se gli Harkonnen uccidevano o maltrattavano i Fremen, Leto intende invece farseli alleati, per sfruttare la loro conoscenza del pianeta e il loro numero contro i loro predecessori e rivali. Durante un incontro con uno dei loro capi, Stilgar, questi riconosce Paul come l'eletto e accetta di non contrastare gli Atreides, a patto che loro non interferiscano con i Fremen.
    Durante un'ispezione con l'arbitro Liet-Kynes, Leto porta Gurney e Paul a controllare l'estrazione di spezia, avendo prova tangibile dei sabotaggi Harkonnen, ma l'arbitro del cambio confessa che le è stato chiesto di non fare nessun rapporto, così che nessuna casata sappia che il tutto è una manovra atta a indebolire gli Atreides, che ereditavano troppo potere. Dopo avere visto per la prima volta un verme delle sabbie Paul viene visitato dal dottor Yueh e scopre di essere sensibile agli effetti psichedelici della spezia, che potenziano le sue visioni premonitrici e intensificano i suoi sogni. Gli Harkonnen ottengono segretamente l'aiuto dall'Imperatore stesso, che offre tre battaglioni di Sardaukar, le sue truppe speciali, per combattere contro gli Atreides. In una visione premonitrice Paul scopre che la madre Jessica è incinta, e glielo rivela. Durante la notte, il dottor Yueh, la cui moglie era tenuta in ostaggio dal Barone, disattiva gli scudi e gli allarmi della fortezza Atreides, e in seguito paralizza il Duca Leto confessandogli il tradimento, ma dandogli comunque una capsula di gas letale, nascosta in un dente finto, da sprigionare quando sarà vicino al Barone. Gurney guida un contrattacco ma gli Harkonnen vincono sugli Atreides e riconquistano il pianeta, rapendo lady Jessica e Paul per abbandonarli nel deserto. Il Barone uccide Yueh, ma prima di eliminare Leto questi sprigiona il gas, ferendolo gravemente e uccidendo i servitori intorno a lui. Paul e Jessica si liberano con i poteri Bene Gesserit della voce, costringendo i soldati Harkonnen a lasciarli andare.
    Il nipote del Barone, Rabban, riprende il controllo di Arrakis e dà la caccia a Paul e alla madre. Il giovane Atreides ha invece una visione chiara del suo futuro: tutte le casate e i Fremen si uniscono fanaticamente sotto il suo stendardo in una guerra santa in suo nome, idolatrandolo come il messia, l'eletto creato dalle Bene Gesserit. Duncan e Liet-Kynes trovano i due e li portano in un rifugio Fremen nel deserto, dove l'arbitro del cambio decide finalmente di disubbidire all'Imperatore e comunicare al resto delle casate cosa è realmente successo su Arrakis e quali fossero i piani dell'Imperium. I Sardaukar trovano però il nascondiglio e Duncan si sacrifica per permettere a Paul, Jessica e Kynes di fuggire. Durante la fuga Kynes viene uccisa dai soldati imperiali prima che possa cavalcare un verme delle sabbie, ma prima di morire richiama il gigantesco mostro che uccide gli inseguitori, permettendo la fuga di Paul e Jessica. Rabban li ritiene morti e fa rapporto a suo zio, ormai in via di guarigione.
    Le visioni di Paul diventano sempre più chiare, e tramite esse riesce a trovare il luogo dove si nascondevano i Fremen. Dopo essere sfuggiti dall'attacco di un verme delle sabbie Paul e Jessica vengono catturati da Stilgar con il suo gruppo; tra di loro vi è la ragazza dei sogni di Paul, Chani, che si presenta a lui. Per essere accettato tra i Fremen Paul vince un duello contro uno di loro e viene preso nel clan. Le previsioni sul futuro cominciano ad allinearsi e la profezia sull'eletto Paul, il Kwisatz Haderach, prende forma. Il suo viaggio ha così inizio.


    Personaggi
        Paul Atreides, interpretato da Timothée Chalamet: erede della Casa Atreides.
        Lady Jessica, interpretata da Rebecca Ferguson: Bene Gesserit e concubina del duca, madre di Paul.
        Duca Leto Atreides, interpretato da Oscar Isaac: capo della Casa Atreides e padre di Paul.
        Gurney Halleck, interpretato da Josh Brolin: guerriero e menestrello della Casa Atreides e mentore di Paul.
        Barone Vladimir Harkonnen, interpretato da Stellan Skarsgård: nemico giurato di Leto e capo della Casa Harkonnen.
        Glossu "Bestia" Rabban Harkonnen, interpretato da Dave Bautista: nipote del barone Harkonnen.
        Thufir Hawat, interpretato da Stephen McKinley Henderson: un mentat leale alla Casa Atreides.
        Chani, interpretata da Zendaya: una misteriosa e giovane donna Fremen.
        Piter De Vries, interpretato da David Dastmalchian: un mentat deviato leale alla Casa Harkonnen.
        dott. Wellington Yueh, interpretato da Chang Chen, un medico Suk al servizio della famiglia Atreides.
        dott.ssa Liet-Kynes, interpretata da Sharon Duncan-Brewster: planetologa imperiale di Arrakis e madre di Chani.
        Gaius Helen Mohiam, interpretata da Charlotte Rampling: reverenda madre Bene Gesserit e veridica dell'imperatore.
        Duncan Idaho, interpretato da Jason Momoa: maestro di spada della Casa Atreides e mentore di Paul.
        Stilgar, interpretato da Javier Bardem: capo della tribù dei Fremen del sietch Tabr.ub

     

    La fontana della vergine è un film del 1960 diretto da Ingmar Bergman, tratto da una leggenda svedese del XIV secolo.  Nel 1961, il film vi...

    La fontana della vergine è un film del 1960 diretto da Ingmar Bergman, tratto da una leggenda svedese del XIV secolo.

     Nel 1961, il film vinse l'Oscar al miglior film straniero e il Golden Globe per il miglior film straniero. 

    "La Fontana della Vergine” è fondamentale nella filmografia di Ingmar Bergman, perché è la prima ed unica opera del regista svedese nella quale la tematica religiosa, quasi sempre presente nei suoi film, è sviluppata sino al punto di risolversi in una possibile coincidenza del piano umano e di quello divino.



    Trama.

    Nella Svezia medievale, il proprietario terriero Töre insiste perché la sua giovane figlia Karin consegni di persona dei ceri alla Madonna in un giorno di festa, in accordo alla tradizione che vuole che a farlo sia una ragazza vergine. La giovane è accompagnata da Ingeri, serva disonorata e pagana. Durante il viaggio però, dei briganti violentano e uccidono la giovane Karin, senza che Ingeri possa aiutarla, ma senza nemmeno che tenti di farlo, bloccata dall'invidia provata per la ragazza. Nella fuga, gli assassini cercano riparo per la notte proprio dal padre di Karin, a loro insaputa.

    Dopo essersi rifocillati, essi commettono un inconsapevole e fatale errore: quello di offrire in vendita alla madre della ragazza la veste della figlia uccisa, veste che la donna prende dalle mani di uno dei briganti dicendo però che sull'acquisto solo il padrone di casa può decidere. Ai genitori non occorre molto per intuire quale sorte sia toccata alla loro Karin, specie dopo il racconto di Ingeri, che nel frattempo è tornata alla casa del padrone, benché inizialmente si sia nascosta in preda ai rimorsi.

    Töre metterà in pratica la sua vendetta uccidendo i briganti, tra i quali purtroppo anche un bambino innocente. Più tardi, Ingeri accompagna la famiglia nel luogo in cui si trova il cadavere di Karin e, mentre cercano di spostarlo per dare sepoltura alla sfortunata ragazza, dal punto in cui era poggiata la testa prende a sgorgare una sorgente d'acqua. 


    Il film uscì nei circuiti cinematografici della Svezia l'8 febbraio 1960 e vinse l'Oscar al miglior film straniero l'anno successivo; fu inoltre candidato allo stesso premio per i costumi. Vinse anche il Golden Globe, sempre per il miglior film straniero, e la "menzione speciale" del Festival di Cannes in Francia, mentre in Giappone si aggiudicò il Kinema Junpo Awards per il miglior film e il miglior regista stranieri.

    Cría cuervos è un film del 1976 scritto e diretto da Carlos Saura, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 29º Festival di Cannes...

    Cría cuervos è un film del 1976 scritto e diretto da Carlos Saura, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 29º Festival di Cannes.

     Cría Cuervos è un film rischioso sia nella forma che nel contenuto, che rasenta i limiti del politicamente corretto in un periodo di cambiamento epocale per la Spagna. Più che essere vicino alla fine del regime di Franco, introduce messaggi completamente contrari a ciò che il regime aveva promulgato.

    In La prima Angélica Saura aveva già giocato sul filo del rasoio. In effetti, questo film è il chiaro precedente di Cría Cuervos. Secondo lo stesso regista, l'ultima inquadratura de La prima Angélica contiene la sua idea germinale: la scissione di madre e figlia come due espressioni di una sola persona, che si concretizza nell'uso della stessa attrice per rappresentare sia la madre che la figlia adulta. D'altra parte, è importante sottolineare il ruolo chiave giocato dal periodo storico in termini di censura: Cría Cuervos fu girato nei mesi precedenti la morte del Caudillo e la sua proiezione coincise con i primi passi del post-franchismo, il che giocò a suo favore.



    Trama.

     

    Ormai donna, Ana ricorda la sua infanzia di venti anni prima. Si rivede legata da un profondo affetto alla madre, morta poi di un male incurabile , mentre odiava a tal punto il padre - un ufficiale franchista infedele alla sua povera moglie - da volerlo avvelenare (ma la pozione usata era un'innocua polverina). L'uomo morì davvero, ma per infarto, durante un convegno amoroso con una amica di casa. Dell'orfanella e delle sue due sorelline cominciò allora a occuparsi una zia, Paolina, che però non seppe guadagnarsi il loro affetto. Ana, nei cui sogni tornava continuamente la madre, credette - convinta dei propri poteri magici - di potersi liberare anche di lei, allo stesso modo usato col padre. Naturalmente, neanche a Paolina accadde nulla. Infine, con la riapertura delle scuole, si chiuse per Anna la più triste


    Interpreti e personaggi

        Ana Torrent: Ana bambina
        Geraldine Chaplin: Ana adulta / La madre
        Conchi Pérez: Irene
        Maite Sanchez: Maite
        Mónica Randall: Paulina
        Florinda Chico: Rosa
        Josefina Díaz: la nonna
        Germán Cobos: Nicolás Garontes
        Héctor Alterio: Anselmo
        Mirta Miller: Amelia Garontes

    Sulla mia pelle è un film del 2018, diretto da Alessio Cremonini. Il film è stato selezionato come film d'apertura della sezione ...

    Sulla mia pelle è un film del 2018, diretto da Alessio Cremonini.

    Il film è stato selezionato come film d'apertura della sezione "Orizzonti" alla 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Racconta l'ultima settimana di vita di Stefano Cucchi, interpretato da Alessandro Borghi.

    Quando Stefano Cucchi muore nelle prime ore del 22 ottobre 2009, è il decesso in carcere numero 148. Al 31 dicembre dello stesso anno, la cifra raggiungerà l’incredibile quota di 176: in due mesi trenta morti in più. Nei sette giorni che vanno dall'arresto alla morte, Stefano Cucchi viene a contatto con 140 persone fra carabinieri, giudici, agenti di polizia penitenziaria, medici, infermieri e in pochi, pochissimi, hanno intuito il dramma che stava vivendo. È la potenza di queste cifre, il totale dei morti in carcere e quello del personale incontrato da Stefano durante la detenzione che hanno spinto il regista del film, Alessio Cremonini, a raccontare la sua storia: sono numeri che fanno impressione, perché quei numeri sono persone. Come dichiarato dallo stesso regista, Sulla mia pelle nasce dal desiderio di strappare Stefano alla drammatica fissità delle terribili foto che tutti noi conosciamo, quelle che lo ritraggono morto sul lettino autoptico, e ridargli vita.

    Trama
    Il giovane geometra romano Stefano Cucchi, una sera di ottobre del 2009 è in macchina con un amico mentre fumano una sigaretta. Dietro di loro si ferma una macchina, si sentono le porte chiudersi e due agenti bussano al finestrino intimando ai giovani di scendere. I due ragazzi vengono perquisiti e Stefano viene trovato in possesso di varie confezioni di hashish, cocaina e una pasticca di un medicinale per l'epilessia, di cui soffre sin da ragazzo, ragion per cui viene arrestato e portato alla stazione dei Carabinieri, dove viene interrogato dal comandante.

    Poco dopo l'interrogatorio viene accompagnato a casa dei genitori per perquisire la sua stanza e riportato immediatamente in caserma, dove viene messo in custodia cautelare. Durante tutta la vicenda i rapporti tra Cucchi e le forze dell'ordine sono di assoluta negazione di lui e di accuse verbalmente aggressive da parte loro. In caserma, però, viene portato dai tre agenti in una stanza a forza. Riportato in caserma per fargli firmare i verbali delle perquisizioni e del test farmacologico, Stefano presenta visibili ematomi al volto. Rifiutatosi di firmare le carte, viene portato al Tor Sapienza.

    Durante la notte si sente male e, chiamata la guardia gli dice di aver freddo, di sentirsi male e di aver bisogno delle sue pillole per l'epilessia; questo lo fa visitare (nonostante il rifiuto di Cucchi di farsi vedere da un dottore). Arrivato il 118, Stefano rifiuta le cure e di farsi vedere scacciando via i soccorritori nonostante l'insistente aiuto prestatogli. La mattina seguente viene svegliato per essere portato in tribunale ed uno dei secondini nota gli evidenti ematomi al volto che Stefano giustifica affermando che alcuni suoi amici lo avevano fatto cadere dalle scale. Gli viene comunicato che sarebbe stato portato prima in ospedale ma Stefano insiste nell'essere portato direttamente in tribunale.

    Durante il processo fa fatica a parlare ma non dice nulla riguardo alle sue condizioni, nemmeno al padre preoccupato. Nonostante le richieste di Stefano di avere il suo avvocato, gli viene affidato uno di ufficio. Il giudice stabilisce che deve rimanere in custodia cautelare nel carcere di Regina Coeli, preso in custodia, viene visitato in ospedale e sono messe a referto lesioni, fratture ed ematomi diffusi su tutto il corpo. Arrivato in carcere, durante la registrazione del suo ingresso, denuncia di essere stato pestato dai carabinieri. Questi lo fanno visitare dal medico interno che lo manda in ospedale a fare delle lastre e rifiutatosi di dirgli il vero motivo di quei lividi, viene esortato di dire ai medici la verità. In ospedale gli vengono fatte delle lastre e viene rimandato in carcere. La mattina seguente viene riportato di urgenza in ospedale con le sue condizioni peggiorate e più marcati lividi al volto.

    Portato in un ospedale carcerario gli viene messo il catetere e non riesce a mangiare a causa dei dolori, le sue condizioni continuano a peggiorare. Nonostante gli sforzi, i genitori e la sorella non riescono a vederlo, lui rifiuta le cure pur di poter vedere il suo avvocato che non verrà mai. Il 22 ottobre, all'arrivo di un infermiere per un prelievo, viene trovato morto ed ogni tentativo di rianimazione risulta vano. Le prime informazioni arrivate ai genitori sono riguardanti una richiesta di esecuzione dell'autopsia. Riusciti finalmente, dopo varie insistenze, di vedere Stefano almeno da morto, all'obitorio si rendono conto delle reali condizioni. Nel finale della tragedia, vengono mostrate le riprese reali della sorella in protesta con una gigantografia del volto tumefatto del fratello, la didascalia del processo e, nei titoli di coda, la registrazione dell'interrogatorio di Stefano in tribunale.

    Promozione
    Il 26 luglio 2018, in concomitanza con l'annuncio della partecipazione al Festival di Venezia, è stato diffuso il primo teaser trailer del film. Il 29 agosto è stato diffuso il primo trailer.

    Distribuzione
    Il film è stato presentato in anteprima il 29 agosto 2018 nella sezione "Orizzonti" della 75ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, dove è stato il film d'apertura. A fine proiezione, il film ha ricevuto sette minuti di applausi, da spettatori visibilmente emozionati.

    È stato distribuito contemporaneamente nelle sale cinematografiche italiane da Lucky Red e attraverso il servizio di streaming Netflix a partire dal 12 settembre 2018. Con una media di 30.000 spettatori nella prima settimana di uscita nelle sale, i dati sugli incassi sono stati penalizzati dalle proiezioni gratuite organizzate dai centri sociali e dai collettivi studenteschi nelle piazze di tutta Italia.

    Critica
    La pellicola, a metà tra film di denuncia e un racconto dettagliato e meticoloso del contesto famigliare, rappresenta il dolore e la solitudine di Stefano Cucchi in un modo rispettoso ed empatico, ma privo di scene violente.

    Sulla mia pelle è stato accolto da una standing ovation al Bobbio Film Festival del 2019 e per la prima volta è stato presentato in un penitenziario, il Coroneo di Trieste, città nella quale avvenne anche il sacrificio di Riccardo Rasman.

    Secondo il critico Gianni Canova, in un film privo di contenuto cristologico, Borghi «cuce Cucchi sulla sua pelle. Se lo tatua addosso. Si taglia i capelli come li portava lui. [..] Ci fa vedere sul suo corpo, come poche altre volte abbiamo visto al cinema, il mistero irresolubile del vivere e del morire».
    Per entrare nella parte del protagonista, l'attore è riuscito a perdere una ventina di chili in poche settimane.
    Interpreti e personaggi
    Alessandro Borghi: Stefano Cucchi
    Max Tortora: Giovanni Cucchi
    Jasmine Trinca: Ilaria Cucchi
    Milvia Marigliano: Rita Calore
    Andrea Lattanzi: Emanuele Mancini
    Tiziano Floreani: Luca
    Orlando Cinque: Roberto Mandolini
    Mauro Conte: Francesco Tedesco
    Paolo D Bovani: Raffaele D'Alessandro
    Andrea Ottavi: Alessio Di Bernardo
    Walter Nestola: Gabriele Aristodemo
    Davide Petrucci: Gaetano Bazzicalupo
    Stefano Miglio: Gianluca Colicchio
    Alessio De Persio: Francesco Ponzo
    Massimiliano Frateschi: Pietro Schirone
    Roberta Sferzi: Maria Inzitari
    Gaetano Aronica: Emanuele Di Salvo
    Marco Giuliani: Giorgio Domenico Rocca
    Aleksandros Memetaj: Levanaj
    Alessandro Forcinelli: Luigi Lainà
    Marco Belocchi: Giovanni Battista Ferri
    Maurizio Pepe: Antonio La Rosa
    Federico Tocci: Bruno Mastrogiacomo
    Pietro Faiella: Gianluca Piccirillo
    Bernardo Casertano: Domenico Lo Bianco
    Dora Romano: Stefania Corbi
    Elodie Treccani: Rosita Capponnetti
    Francesca Tomassoni: Silvia Porcelli
    Emiliano Capogna: Marco

    fonte; https://it.wikipedia.org/wiki/Sulla_mia_pelle_(film_2018)

    Il filo nascosto (Phantom Thread) è un film del 2017 scritto, diretto e co-prodotto da Paul Thomas Anderson. Ambientato all’interno dell...

    Il filo nascosto (Phantom Thread) è un film del 2017 scritto, diretto e co-prodotto da Paul Thomas Anderson.

    Ambientato all’interno dell'industria della moda londinese degli anni cinquanta, vede nel cast Daniel Day-Lewis, Lesley Manville e Vicky Krieps. Il film segna l'ultima interpretazione di Day-Lewis, che nel giugno 2017 ha annunciato il suo ritiro dalla recitazione.


    Trama.
    Londra, secondo dopoguerra. Il rinomato stilista Reynolds Woodcock domina la scena della moda britannica: dal suo atelier passano le migliori clienti dell’aristocrazia e della borghesia europea. Il suo talento nel campo dell'alta sartoria si accompagna a un carattere maniacale che lo porta a voler tenere sotto controllo ogni aspetto della propria vita in maniera ossessivamente precisa. Sua sorella Cyril lo aiuta a condurre l'atelier, svolgendo un ruolo predominante nella sua carriera e nella sua esistenza. L'uomo ama attorniarsi di belle donne, che frequenta finché esse non reclamano la sua attenzione, totalmente indirizzata al lavoro.

    Un giorno, dopo un importante lavoro, Reynolds si reca nella sua abitazione di campagna, e nel paese incontra Alma, una giovane e bella cameriera che lo affascina. Reynolds la sceglie come propria modella, musa ispiratrice e compagna di vita, portandola a vivere con sé nell'atelier. Qui la ragazza viene inizialmente osteggiata da Cyril, che la ritiene una delle tante conquiste del fratello; successivamente, grazie al suo carattere determinato, guadagna il rispetto della donna e diventa parte integrante del processo creativo.

    Inizialmente Alma è felice della sua vita, ma ben presto viene soggiogata dalla personalità complessa di Reynolds: quanto più lei si innamora, più lui si isola e trova fastidiose le sue attenzioni. Dopo che lei fa di tutto per organizzare una romantica cenetta a due, lui le critica le modalità di preparazione dei cibi e le dice di non tollerare alcuna deviazione dalla perfetta routine sulla quale si imposta la sua vita. Alma, umiliata, pianifica una vendetta: aggiunge al tè di Reynolds un estratto di funghi velenosi.

    Reynolds, che mostra i primi sintomi dell'intossicazione, cade su un abito da sposa confezionato per una principessa belga, rovinandolo; lo stilista cade preda di febbre e allucinazioni durante le quali vede lo spettro di sua madre con indosso il primo abito che lui abbia mai creato. Alma si prende cura di lui, e quando guarisce l'uomo si rende conto di non poter più fare a meno della sua devozione, così le chiede di sposarlo. La ragazza, inizialmente dubbiosa, subito dopo acconsente al matrimonio.

    Il rapporto tra i due novelli sposi è inizialmente felice, ma ben presto i due tornano a una routine di litigi e prevaricazioni reciproche, con Alma che vorrebbe uscire e divertirsi assieme a suo marito e Reynolds totalmente dedito al proprio lavoro. A seguito della perdita di alcuni affari, Reynolds si confessa con Cyril attribuendo a sua moglie la colpa, chiedendosi se non sia arrivato il momento di mandarla via. Alma assiste a questa conversazione, impassibile.

    Pochi giorni dopo serve al marito un'omelette ripiena di funghi velenosi. Quando l'uomo la assaggia, lei gli rivela il suo piano: lo vuole indebolire momentaneamente allo scopo di averlo sotto controllo e potersi prendere cura di lui, per poi tornare a essergli sottomessa una volta guarito. Reynolds inghiotte l'omelette, accettando al contempo il continuo alternarsi del rapporto vittima-carnefice propostogli da Alma. Alma assiste Reynolds durante la sua guarigione, immaginando un futuro sereno con un figlio e la gestione congiunta degli affari; la donna comprende che la loro relazione sarà sempre difficile, ma il loro amore prevarrà, anche grazie all'accordo silenzioso che intercorre tra i due.

    Interpreti e personaggi
    Daniel Day-Lewis: Reynolds Woodcock
    Vicky Krieps: Alma Elson
    Lesley Manville: Cyril Woodcock
    Camilla Rutherford: Johanna
    Gina McKee: contessa Henrietta Harding
    George Glasgow: Nigel Cheddar-Goode
    Brian Gleeson: dott. Robert Hardy
    Harriet Sansom Harris: Barbara Rose
    Lujza Richter: principessa Mona Braganza
    Julia Davis: Lady Baltimore
    Nicholas Mander: Lord Baltimore
    Philip Franks: Peter Martin
    Phyllis MacMahon: Tippy
    Silas Carson: Rubio Gurrerro
    Richard Graham: George Riley
    Martin Dew: John Evans
    Jane Perry: sig.ra Vaughan
    Doppiatori italiani
    Massimo Lodolo: Reynolds Woodcock
    Benedetta Degli Innocenti: Alma Elson
    Claudia Catani: Cyril Woodcock
    Marco Vivio: dott. Robert Hardy
    Aurora Cancian: Barbara Rose
    Domitilla D'Amico: principessa Mona Braganza
    Silvio Anselmo: George Riley
    Mauro Magliozzi: John Evans

    fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_filo_nascosto

    Character - Bastardo eccellente è un film del 1997 diretto da Mike van Diem. Premiata con l’Oscar quale migliore film straniero, questa pell...

    Character - Bastardo eccellente è un film del 1997 diretto da Mike van Diem.

    Premiata con l’Oscar quale migliore film straniero, questa pellicola tratta da due racconti di Ferdinand Bordewijk mette in campo molti argomenti senza risolverne, volutamente, nessuno. Lo scopo di Van Diem è quello di narrare la storia dei personaggi e di portarla a compimento, non di fornire risposte. E questo è senz’altro un pregio, perché al termine della visione avvertiamo comunque la vicenda conclusa, senza falsi moralismi e senza finali emotivamente ricattatori. I personaggi sono maschere tragiche, vittime e contemporaneamente carnefici di un dramma che affonda le proprie radici nella funzione del denaro, vero fulcro della vicenda, e nella morale calvinista.


    Trama
    Rotterdam, anni '20. Un giovane esce da un edificio che sorge lungo il canale della città, con il viso coperto ed insanguinato, attirando l'attenzione della gente che frequenta la zona. Giunto nella sua abitazione, qualche ora dopo, la polizia effettua un'irruzione, arrestandolo. Dreverhaven, uno dei più importanti amministratori della città, è stato assassinato, e il giovane, Jacob Katadreuffe, è il sospettato principale. Quest'ultimo, interrogato dal commissario, con un lungo flashback, racconta la propria vita, e svela il legame che lo collega alla vittima, senza omettere alcun particolare...


    Interpreti e personaggi
    Jan Decleir: Dreverhaven
    Jonathan Maxwell Reeves: Communist
    Fedja van Huêt: Jacob Katadreuffe
    Betty Schuurman: Joba
    Tamar van den Dop: Lorna te George
    Victor Löw: De Gankelaar
    Hans Kesting: Jan Maan
    Lou Landré: Rentenstein
    Bernard Droog: Stroomkoning

    L'uomo sul treno - The Commuter (The Commuter) è un film del 2018 diretto da Jaume Collet-Serra. Il film ha come protagonista Liam Nees...

    L'uomo sul treno - The Commuter (The Commuter) è un film del 2018 diretto da Jaume Collet-Serra.

    Il film ha come protagonista Liam Neeson, affiancato da Vera Farmiga, che ritrova sul set Patrick Wilson dopo The Conjuring, Sam Neill, Elizabeth McGovern e Jonathan Banks.

    Con "L'uomo sul treno" la collaborazione tra il regista Jaume Collet-Serra e l'attore Liam Neeson è arrivata alla quarta pellicola, dopo i precedenti "Unknown - Senza identità" (2011), "Non Stop" (2014) e "Run All Night" (2015). Ormai si può dire che il direttore spagnolo, adottato da Hollywood, abbia trovato il perfetto alter ego nell'interprete irlandese, che presta fisicità e volto ai personaggi di eroi comuni, loser, uomini sempre con una dirittura morale e un alto senso della giustizia.

    Trama
    Michael MacCauley è un mite pendolare di Tarrytown che tutti i giorni prende il solito treno per recarsi a Manhattan, dove lavora nel campo delle assicurazioni, al quale è passato dopo anni di servizio nella polizia di New York. Un giorno viene licenziato e, sul treno che lo riporta a casa, viene avvicinato da una donna, Joanna.

    Per passare il tempo, Joanna gli propone una sfida: trovare un passeggero, nome in codice Prynne, che non dovrebbe trovarsi sul treno, e la cui esistenza mette in pericolo quella di tutti gli altri occupanti; Prynne ha con sé una borsa, all'interno della quale dovrebbe esserci un oggetto rubato: se Michael riuscirà a riconoscerlo e a infilare nel bagaglio un localizzatore GPS prima che Prynne scenda alla stazione di Cold Spring, otterrà una ricompensa di 100.000 dollari, in due tranches, prima 25mila in un gabinetto del treno, più altri 75mila ad operazione conclusa. Quando Joanna lascia il treno, Michael, inizialmente convinto si tratti di uno scherzo, non sembra prendere la cosa troppo sul serio, ma vinto dalla curiosità si reca infine nel luogo indicatogli in uno dei gabinetti, trovando parte della somma (25mila), capendo quindi che non si tratta di un gioco.

    Tentato dal guadagno che risolverebbe molti dei suoi problemi, ma non volendo farsi coinvolgere, Michael cerca di lasciare il treno, quando viene avvicinato da una ragazza che gli consegna una busta con dentro la fede nuziale della moglie, facendogli capire che ora non può più tirarsi indietro e che se cercherà di infrangere le regole ne andrà di mezzo la sua famiglia. Spaventato per la sua incolumità e per quella della sua famiglia, che non riesce a contattare, Michael affida un messaggio ad un suo amico pendolare per fargli chiamare la polizia una volta sceso, con il solo risultato di vederlo gettato sotto un autobus subito dopo aver lasciato la stazione successiva, a riprova del fatto che qualcuno a bordo lo sta tenendo d'occhio.

    A questo punto Michael non ha altra scelta che mettersi sulle tracce di Prynne e, dopo alcuni tentativi, si convince di averlo riconosciuto in un giovane latino con il quale ha una violenta discussione, ma al quale riesce infine a mettere addosso il localizzatore. Convinto di esserne finalmente uscito, Michael contatta il suo amico ed ex partner nella polizia Murphy, da cui apprende che Prynne è legato probabilmente ad un caso di apparente suicidio avvenuto qualche tempo prima, del quale è stato testimone e le cui rivelazioni potrebbero mettere in pericolo molte persone influenti di New York. Michael capisce quindi che i mandanti vogliono eliminare Prynne e cerca di salvare l’uomo col quale ha avuto una scazzottata, ma è troppo tardi: l'uomo viene infatti trovato morto da Michael in una botola di emergenza, ucciso dal killer che si nasconde ancora tra i passeggeri. Perquisendolo, però, Michael scopre che in realtà è un agente dell'FBI; poco dopo una telefonata di Joanna lo informa che quello non era il vero Prynne, esortandolo a proseguire la sua ricerca se vuole evitare che la sua famiglia sia uccisa.

    Quando mancano poche fermate all'arrivo a Cold Spring (il capolinea del treno), Michael, disperato, dopo avere convogliato tutti i restanti passeggeri in un'unica carrozza per averli sotto controllo, arriva ad isolare cinque persone (un'infermiera messicana, un broker, una studentessa, un musicista afroamericano e un giocatore di poker) tra le quali dovrebbe esserci Prynne.

    In un primo momento, sembra che il musicista possa essere il suo bersaglio, ma questi si rivela invece essere il killer al soldo di Joanna e, dopo una violenta colluttazione in una carrozza vuota, Michael riesce ad ucciderlo gettandolo giù da un finestrino; Michael viene contattato nuovamente da Joanna, che lo avvisa che ora l'unico modo che ha per uscirne e salvare la sua famiglia è eliminare lui stesso l'obiettivo una volta che lo avrà trovato.

    Quando però il broker scende ad una fermata diversa da quella ipotizzata, Michael capisce di aver sbagliato persona e che Prynne è in realtà colei che gli sedeva accanto: una giovane donna di nome Sophia. Parlando con lei, l'uomo apprende che è stata testimone dell'omicidio del cugino, un urbanista del comune, e di aver portato via dalla scena del crimine un hard-disk che prova i comportamenti illeciti di molte personalità in vista di New York, aggiungendo inoltre che gli assassini erano dei poliziotti; Sophia aveva quindi contattato l'FBI, che la sta aspettando a Cold Spring per inserirla nella protezione testimoni.

    Joanna chiama Michael e cerca di convincerlo a uccidere Sofia per il bene della sua famiglia, ma Michael si rifiuta. Joanna attiva il piano di sicurezza e fa deragliare il treno per uccidere tutti a bordo. Il treno inizia quindi a prendere velocità, ma con il sacrificio del capotreno, lui e Michael riescono a staccare l'ultima carrozza, che dopo un pauroso deragliamento si ferma lasciando i passeggeri sostanzialmente incolumi.

    Di lì a breve però il vagone viene circondato dalla SWAT e dalla polizia, giunti per arrestare Michael in quanto accusato di terrorismo e sequestro: tra gli agenti accorsi vi è anche Murphy, che, indossato un rilevatore per farsi riconoscere dai sensori montati sui fucili della SWAT, entra nella carrozza in qualità di negoziatore. Il poliziotto tenta di convincere l'amico ad arrendersi, ma parlando con lui Michael capisce da una sua frase che anch'egli è uno dei corrotti, nonché il responsabile dell'omicidio del cugino di Sophia: ne nasce un violento scontro, con Michael che, aiutato anche dagli altri passeggeri, riesce a strappare il rilevatore di Murphy e metterlo addosso a se stesso, con il risultato di vedere l'ex-partner ucciso dai cecchini.

    Passata la crisi, Michael viene riabilitato e può riabbracciare la sua famiglia. Il suo ex capitano, in precedenza ingiustamente indicato come un corrotto da Murphy, per creare sospetti in Michael, lo informa che buona parte dei cospiratori, inclusa Joanna, sono riusciti a scappare, ma le informazioni nell'hard-disk e la testimonianza di Sophia saranno più che sufficienti a far saltare parecchie teste illustri; inoltre, gli offre di tornare a lavorare al suo servizio come detective e lui accetta. Qualche tempo dopo, Michael riesce a trovare Joanna su un treno e, mostrandole il distintivo, la arresta.

    Interpreti e personaggi
    Liam Neeson: Michael McCauley
    Vera Farmiga: Joanna
    Patrick Wilson: Alex Murphy
    Jonathan Banks: Walt
    Elizabeth McGovern: Karen McCauley
    Sam Neill: Capitano Hawthorne
    Ella-Rae Smith: Sofia
    Andy Nyman: Tony
    Adam Nagaitis: Jimmy
    Colin McFarlane: Sam
    Florence Pugh: Gwen
    Clara Lago: Eva
    Kingsley Ben-Adir: Agente speciale Garcia
    Killian Scott: Agente FBI Dylan
    Kobna Holdbrook-Smith: Oliver
    Roland Møller: Jackson
    Shazad Latif: Vince
    Nila Aalia: Sherri
    Doppiatori italiani
    Alessandro Rossi: Michael McCauley
    Francesca Fiorentini: Joanna
    Alessio Cigliano: Alex Murphy
    Gerolamo Alchieri: Walt
    Roberta Paladini: Karen McCauley
    Gino La Monica: Capitano Hawthorne
    Sara Labidi: Sofia
    Luigi Ferraro: Tony
    Davide Perino: Jimmy
    Alberto Angrisano: Sam
    Emanuela Ionica: Gwen
    Jacopo Venturiero: Oliver
    Alberto Bognanni: Jackson

    The Great Debaters - Il potere della parola (The Great Debaters) è un film biografico del 2007 diretto e interpretato da Denzel Washington. ...

    The Great Debaters - Il potere della parola (The Great Debaters) è un film biografico del 2007 diretto e interpretato da Denzel Washington.
    Ambientato nel 1935, il film è basato sulla storia vera di Melvin B. Tolson, un professore del Wiley College, stato del Texas.


    Trama
    Il professor Tolson, dopo un'accurata selezione (si parte da 360 studenti per poi sceglierne 45 e arrivare alla fine a soli 4), sceglie i componenti del gruppo dei *debaters*. Sono: Henry Lowe (che lo stesso professore ha salvato qualche giorno prima da un possibile omicidio in una rissa), Samantha Booke (unica, e prima, donna a partecipare all'esperienza), James Farmer Jr. (quattordicenne, figlio dell'illustre James Farmer) e infine Hamilton Burgess. Con loro forma la prima squadra della scuola, nella quale la ragazza e il più giovane del gruppo saranno le due riserve. Sia il piccolo James Farmer che Henry si innamorano di Samantha, ma lei ricambia i sentimenti del ragazzo più grande causando un notevole disagio nel più giovane del gruppo.

    Gli allenamenti al dibattito cominciano. Il professor Tolson, che un giorno viene coinvolto in un dibattito con i suoi allievi, fa sfoggio della sua cultura citando Willy Lynch, schiavista, da cui deriva il termine linciaggio. La prima sfida degli studenti è contro un college famoso, il Paul Quinn College, comunque composto da soli neri. In questo dibattito, citando la locuzione latina: solitudinem faciunt, pacem appellant riescono ad ottenere la prima vittoria.

    Si susseguono molte altre vittorie e si arriva infine alla sfida con l'università di Oklahoma. A questo punto, però, Hamilton Burgess lascia il gruppo, per paura di possibili ritorsioni. Samantha sostituisce Hamilton, e, nel suo primo dibattito ufficiale, racconta del sergente Crocker (l'ultimo soldato ad essere ucciso il 13 maggio 1865 nella guerra civile) e di Henry Johnson e Needham Roberts, tutti eroi afroamericani. Samantha termina ribattendo all'avversario che il tempo per l'eguaglianza dei diritti deve essere sempre 'oggi'.

    Dopo altri sforzi e altri dibattiti sulla discriminazione razziale, la squadra di Tolson riesce a confrontarsi, tra le tante, con la squadra di Harvard, e vince grazie all'ultimo discorso tenuto dal più giovane del gruppo.
    Interpreti e personaggi
    Denzel Washington: Melvin B. Tolson
    Forest Whitaker: Dr. James Farmer Sr.
    Nate Parker: Henry Lowe
    Jurnee Smollett: Samantha Booke
    Jermaine Williams: Hamilton Burgess
    Denzel Whitaker: James Farmer Jr.
    Gina Ravera: Ruth Tolson
    John Heard: Sceriffo Dozier
    Kimberly Elise: Pearl Farmer
    Devyn A. Tyler: Helen Farmer
    Trenton McClain Boyd: Nathaniel Farmer
    Doppiatori italiani
    Luca Biagini: Melvin B. Tolson
    Massimiliano Lotti: Dr. James Farmer Sr.
    Simone D'Andrea: Henry Lowe
    Ludovica De Caro: Samantha Booke
    Paolo De Santis: Hamilton Burgess
    Andrea Oldani: James Farmer Jr.
    Renata Bertolas: Ruth Tolson
    Federico Danti: Sceriffo Dozier
    Cristiana Rossi: Helen Farmer

    Fight Club è un film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk. È stato sceneggiato da Jim Uhls ...

    Fight Club è un film del 1999 diretto da David Fincher, basato sull'omonimo romanzo di Chuck Palahniuk.

    È stato sceneggiato da Jim Uhls e prodotto da Art Linson e Arnon Milchan.

    Il film, che offre una visione altamente critica del consumismo e dell'alienazione dell'uomo moderno, è stato inserito nel 2008 al decimo posto nella classifica Lista dei 500 migliori film della storia secondo Empire.


    Trama

    Il protagonista è un uomo il cui vero nome non è mai pronunciato. Lavora come consulente nel ramo assicurativo di un'importante casa automobilistica. Si tratta dello stereotipo dello yuppie frustrato dalla vita moderna: schiavo del consumismo, depresso, insonne, ansioso e stordito dal jet lag. L'uomo trova un'apparente cura ai suoi problemi solo cominciando a frequentare gruppi d'ascolto per persone affette da mali incurabili; in questo modo incontra anche Marla Singer, una ragazza che come lui finge di avere gravi malattie.

    Durante uno dei suoi viaggi di lavoro il protagonista conosce Tyler Durden, un originale ed eccentrico produttore e venditore di saponette. Quello stesso giorno, tornato dal lavoro, il protagonista scopre che la propria abitazione è andata distrutta in un'esplosione causata da una perdita di gas propagatasi all'interno di essa; disperato e affidandosi al caso, telefona a Tyler e decide di incontrarlo nuovamente. Dopo aver passato la serata in un locale, decidono di picchiarsi e in seguito Tyler lo porta nella propria fatiscente abitazione. Tra i due nascerà un affiatato quanto bizzarro rapporto.

    Nelle settimane successive, il protagonista viene coinvolto da Tyler nella creazione del Fight Club, un circolo segreto i cui appartenenti prendono parte a violenti combattimenti tra loro. I due, entrati in simbiosi, radunano nuovi e numerosi adepti; in breve tempo, quello che era un circolo di combattimenti clandestini si trasforma in un ritrovo per uomini alienati e insoddisfatti, pronti a combattere fino alla morte pur di rovesciare ciò che considerano il loro nemico giurato, la società in cui vivono e che trova la sua massima espressione nell'American way of life. Tale indirizzo culmina nella creazione di un gruppo sovversivo e nel concepimento del "Progetto Mayhem" di stampo eco-terrorista e Anarco-primitivista.

    Il protagonista, nel frattempo, parte alla ricerca di Tyler, temporaneamente scomparso, e di una risposta quantomeno plausibile a quanto sta accadendo. In ogni città in cui scende, continua ad avere una fortissima impressione di deja vu. Una notte, improvvisamente Tyler si materializza nella camera d'albergo in cui alloggia, e gli rivela che "Tyler Durden" non esiste: è solo un'invenzione del protagonista, che è dunque l'unico responsabile dei danni causati dal Progetto Mayhem. Attraverso un flashback, il protagonista rivede il primo combattimento con Tyler e si rende conto che allora si era picchiato da solo. È stato lui, quindi, a creare il Fight Club.

    Spaventato dalle conseguenze estreme dall'attuazione del Progetto Mayhem, il protagonista denuncia alla polizia di essere il capo dei numerosi circoli legati alle lotte clandestine e di avere intenzione di far esplodere i più importanti istituti di credito della città, al fine di ristabilire la parità tra le persone e di creare caos. Nel finale, dopo una colluttazione con il suo alter ego, il protagonista si spara in bocca per stroncare la vita di entrambi, ma la ferita non è mortale. Raggiunto da Marla, che nel frattempo è stata trascinata nel palazzo da alcuni appartenenti al club, assiste al crollo dei dodici istituti di credito in cui erano state piazzate le bombe.


    Interpreti e personaggi.

        Edward Norton: Narratore
         Brad Pitt: Tyler Durden
         Helena Bonham Carter: Marla Singer
         Jared Leto: Faccia d'Angelo
         Meat Loaf: Robert "Bob" Paulson
         Zach Grenier: Richard Chesler
         David Andrews: Thomas
         Rachel Singer: Chloe
         Tim De Zarn: ispettore Bird
         Ezra Buzzington: ispettore Dent
         David Lee Smith: Walter
         Eion Bailey: Ricky
         Evan Mirand: Steph
         Thom Gossom Jr.: detective Stern
         Peter Iacangelo: Lou
         Joon B. Kim: Raymond K. Hessel
         Michael Shamus Wiles: Barista


    Doppiatori italiani.

        Massimo De Ambrosis: Narratore
         Sandro Acerbo: Tyler Durden
         Micaela Esdra: Marla Singer
         Simone Mori: Robert "Bob" Paulson
         Fabrizio Manfredi: Faccia d'Angelo
         Angelo Nicotra: Richard Chesler
         Tiziana Avarista: Chloe
         Sergio Di Stefano: ispettore Bird
         Dario Penne: ispettore Dent
         Roberto Gammino: Ricky
         Renato Mori: detective Stern
         Nino Prester: Lou
         Vittorio Stagni: Raymond K. Hessel

    I fratelli Sisters (The Sisters Brothers) è un film del 2018 diretto da Jacques Audiard, al suo primo film in lingua inglese. La pellicola,...

    I fratelli Sisters (The Sisters Brothers) è un film del 2018 diretto da Jacques Audiard, al suo primo film in lingua inglese.

    La pellicola, adattamento cinematografico del romanzo del 2011 Arrivano i Sister scritto da Patrick deWitt, ha come protagonisti John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed.


    Trama
    Oregon, 1851. Due fratelli, Charlie ed Eli Sisters, il primo impulsivo, scontroso, amante di vino e donne, il secondo più riflessivo e sensibile, lavorano insieme, ma non vanno sempre d'accordo, così battibecchi ed incomprensioni sono all'ordine del giorno. I Sisters lavorano per conto di un ricco uomo d'affari, che si fa chiamare Commodoro, per eliminare i suoi nemici in modo veloce ed efficace. L'ultimo compito dei Sisters consiste nel far sparire Hermann Warm, un chimico, accusato di aver rubato dal Commodoro, che contatta ulteriormente il detective privato John Morris per catturare Warm e incontrarsi con i fratelli per giustiziarlo.

    Morris incontra Warm che viaggia con una carovana diretta per la California all'apice della corsa all'oro e stringe amicizia con lui. Giunti a Jacksonville, dove Morris intende consegnare Warm ai fratelli, Warm scopre le vere intenzioni di Morris e lo minaccia con una pistola, ma Morris lo sconfigge e a quel punto Warm rivela di avere creato una formula chimica che gli permette di individuare l'oro dai letti dei fiumi; i Sisters sono stati inviati per estirpargliela torturandolo, prima di ucciderlo. Non volendo permettere la morte di un innocente, Morris decide di ribellarsi agli ordini imposti dal Commodoro e lascia Jacksonville con Warm. Mentre viaggiano per San Francisco, Warm confida a Morris il suo desiderio di creare una società utopica, libera dall'avidità e dai difetti che tormentano le altre località del West.

    Nel frattempo, il tragitto dei Sisters è afflitto da infortuni; un orso grizzly attacca il loro accampamento e ferisce un cavallo, Eli rischia la morte dopo essere stato morso in bocca da un ragno velenoso e Charlie si ubriaca troppo spesso per poter riuscire a proseguire senza impicci. Quando giungono a Jacksonville e scoprono il tradimento di Morris, i Sisters partono al loro inseguimento e giungono a una locanda a Mayfield, dove la proprietaria nega di averli visti passare e accoglie i fratelli calorosamente. Una prostituta però decide di avvertire Eli di un attacco a sorpresa, e tenta di scappare con un Charlie ubriaco. Quando vengono circondati da dei pistoleri assunti dalla signora Mayfield, i Sisters si difendono rispondendo al fuoco e interrogano Mayfield per farsi dire la meta di Morris e di Warm, prima di ucciderla e derubarla.

    A San Francisco, Eli inizia a litigare con Charlie affermando di preferire mollare il caso e ritirarsi, ma Charlie rifiuta rabbiosamente la proposta. Il giorno seguente, infatti, Charlie rivela di avere individuato una rivendicazione territoriale nel nome di Morris, ed Eli accetta di portare a termine la loro ultima missione. Tuttavia i Sisters vengono catturati da Morris e Warm, che vengono in seguito intercettati da degli uomini di Mayfield, mandati da lei prima della sua morte per prendersi la formula. I quattro uniscono le forze per uccidere gli uomini di Mayfield, poi i Sisters accettano di aiutarli a trovare l'oro in cambio della metà del raccolto. I quattro uomini iniziano a conoscersi intimamente; Morris e Warm pianificano di erigere un falansterio a Dallas, mentre Eli spiega che Charlie ha ucciso il loro padre abusivo e alcolista quando erano giovani, ed Eli svolge con riluttanza lo stesso mestiere di Charlie per seguirlo e proteggerlo dalle sue tendenze violente.

    Durante la costruzione di una piccola diga per recuperare l'oro, Eli scopre che il suo cavallo è morto per via della ferita inferitagli dall'orso che si era infettata. Completata la diga, Warm spiega che quando la sua formula chimica viene aggiunta all'acqua, fa brillare brevemente l'oro allo stato grezzo, ma è estremamente caustica. Gli uomini versano la formula nel fiume e iniziano a raccogliere l'oro. Quando il bagliore inizia a svanire, Charlie si fa prendere dal panico e cerca di aggiungere altra formula, ma versa la sostanza non diluita sulla sua mano e nel fiume. Eli si precipita fuori dal fiume per trattenere Charlie, mentre la formula non diluita corrode gravemente Warm e Morris, rimasti in acqua. Il giorno successivo, Warm soccombe alle ferite mentre Morris si spara per porre fine al dolore. Charlie si fa amputare il braccio disciolto e Eli lo protegge uccidendo dei pistoleri inviati dal Commodoro, e Charlie stabilisce che devono ucciderlo.

    Tornati a Oregon City, tuttavia, scoprono che il Commodoro è deceduto. I Sisters si recano al funerale del Commodoro ed Eli tira un pugno al suo cadavere per accertarsi che è morto. Infine i fratelli decidono di ritirarsi andando a vivere con la loro madre. Benché inizialmente diffidente, la donna li accetta in casa.
    Interpreti e personaggi
    John C. Reilly: Eli Sisters
    Joaquin Phoenix: Charlie Sisters
    Jake Gyllenhaal: John Morris
    Riz Ahmed: Hermann Kermit Warm
    Rutger Hauer: Commodoro
    Rebecca Root: Mayfield
    Carol Kane: sig.ra Sisters
    Allison Tolman: prostituta nel saloon
    Ian Reddington: sig. Sisters
    Hugo Dillon: dott. CRane
    Richard Brake: Rex
    Doppiatori italiani
    Simone Mori: Eli Sisters
    Fabio Boccanera: Charlie Sisters
    Stefano Crescentini: John Morris
    Gabriele Sabatini: Hermann Kermit Warm
    Daniele Blandino: Mayfield
    Stefanella Marrama: sig.ra Sisters
    Daniela Abbruzzese: prostituta nel saloon
    Emilio Mauro Barchiesi: dott. CRane
    Achille D'Aniello: Rex

    Random Posts

    follow us in feedly Segnala Feed WebShake – spettacolo Paperblog : le migliori informazioni in diretta dai blog Aggregatore di blog FeedelissimoItalian Bloggers Blog ItalianiAggregatore My Ping in TotalPing.com