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Birdman di Mo Hayder è un thriller al limite dello splatter: tanta violenza per un serial killer che infesta l'Inghilterra. Attenzione...

Birdman di Mo Hayder è un thriller al limite dello splatter: tanta violenza per un serial killer che infesta l'Inghilterra. Attenzione: non è un romanzo per i deboli di cuore

E dopo Non è un paese per vecchi, beh, non è un romanzo per i deboli di stomaco.

Birdman è un thriller che risale a qualche anno fa. Stiamo parlando del 2001, periodo in cui la grande Patricia Cornwell stava facendo il cacao a tutti gli altri scrittori. Il suo personaggio, Kay Scarpetta, a cavallo tra anatomopatologia e crimine, raccontava storie crude e violente. Sempre con un background scientifico di alto livello.

Nel momento migliore appare questo Mo Hayder... e, ragazzi, la violenza diventa l'unico filo conduttore che conduce questo romanzo a tinte forti. Davvero forti. Oh, davvero!

Una cosa colpisce subito di questo libro, e segna chiaramente la differenza rispetto ai thriller made in USA che la facevano da padroni in quegli anni: è ambientato in Inghilterra. E allora, dite? Allora la polizia è disarmata. E anche solo vedere un detective bussare a un appartamento mette i brividi.

Ma l'amica Mo non si ferma qui. Mescola insieme cadaveri orribilmente mutilati, malcontento sociale e disperazione, whisky e pugni allo stomaco.

Jack Caffery è un detective che è ben lontano dall'idea che si ha di un poliziotto al servizio di Sua Maestà. Ha alle spalle un'infanzia difficile, un rapporto interessante con l'alcol e una rabbia dentro che lo rende un pericolo per se stesso prima che per gli altri.

Si ritrova a dover indagare su un caso di omicidio plurimo. Un serial killer che rapisce delle donne, le tortura, tenta persino dei bei interventi chirurgici amatoriali, e poi le uccide. Ma prima lascia la sua firma, che non vi rivelo altrimenti l'assassino finirà per cercare anche me. Credetemi, la firma è... riconoscibile. Ecco.

È uno dei pochi libri in cui mi sono dovuta fermare più volte per bere un bicchiere d'acqua (venendo da Treviso, sembra difficile da credere, vero?). Ma alcune parti hanno un tale pathos, spingono così tanto sulla violenza, che ci vuole davvero forza per andare avanti.

Ma per chi ama le montagne russe (non quelle delle Olimpiadi invernali), per chi ascolta heavy metal, per chi indossa calzini bianchi di spugna con completi eleganti, questo è un libro imperdibile (in quanto a immagini forti, non sono da meno di Hayder).

Purtroppo, almeno a mio parere, le opere successive di questa promettente scrittrice sono scivolate miseramente in un campo quasi splatter, un desiderio di digerire a forza. E non è mai riuscita a replicare la sua grande opera d'esordio.

Ma Birdman vale la pena di essere letto. Be', magari in un pomeriggio soleggiato...

Recensione.

North Greenwich. Fine maggio. Mancavano tre ore all'alba e il fiume era deserto. Alcune chiatte scure ondeggiavano controcorrente e la marea di primavera sollevava delicatamente le prue delle piccole imbarcazioni dalla fanghiglia. Una nebbia si alzava dall'acqua, diffondendosi nell'entroterra, oltre i magazzini bui, sopra il Millennium Dome, avvolgendo brughiere desolate, strani paesaggi lunari, finché non scomparve, a circa cinquecento metri di distanza, tra i macchinari spettrali di un'area industriale in rovina.

All'improvviso apparvero i fari di un'auto: una pattuglia della polizia svoltò nella strada di accesso, le sue luci blu lampeggiarono nel silenzio, seguita pochi istanti dopo da una seconda e una terza auto. Nei successivi venti minuti, altri veicoli raggiunsero la zona industriale: otto pattuglie della zona, due Ford Sierra senza contrassegni e il furgone Transit bianco degli uomini della scientifica. Fu istituito un blocco all'ingresso della strada e alcuni ufficiali locali in uniforme furono inviati a impedire l'accesso dal fiume. Il primo addetto della CID contattò la sede centrale di Croydon e chiese i numeri del cercapersone dell'Area Major Investigation Pool, il principale team investigativo della zona, e, a otto chilometri di distanza, il detective Jack Caffery, della B Squad dell'AMIP, fu buttato giù dal letto.

Jack rimase sdraiato al buio per qualche istante, raccogliendo i pensieri, sbattendo le palpebre e lottando contro l'istinto di riaddormentarsi. Poi, con un profondo respiro, fece uno sforzo: scese dal letto e andò in bagno a lavarsi la faccia (niente più Glenmorangie nelle settimane di reperibilità, Jack, giuralo, ora, giuralo), si vestì (non troppo in fretta, è meglio arrivare ben svegli e calmi), indossò la cravatta, non troppo vistosa (la CID non vuole che li facciamo fare brutta figura). Il cercapersone e il caffè, caffè solubile, zuccherato, ma niente latte, niente latte. E soprattutto non mangiare, non sai mai cosa ti aspetta. Ne bevve due tazze, trovò le chiavi della macchina nella tasca dei jeans e, svegliato all'istante dalla caffeina, con una sigaretta che aveva appena arrotolato stretta tra i denti, guidò attraverso le strade deserte di Greenwich fino alla scena del crimine. Lì, fuori dalla zona industriale, il suo superiore, il commissario Steve Maddox, un uomo piccolo, prematuramente ingrigito, impeccabile come sempre nel suo abito grigio-marrone, lo stava aspettando. Passeggiava sotto un lampione solitario, giocherellando con le chiavi e mordendosi il labbro.

Vide Jack fermare la macchina, si avvicinò a lui, appoggiò un gomito sul tetto e, avvicinandosi al finestrino aperto, esclamò: "Spero che tu non abbia appena mangiato".

L'altro tirò il freno a mano, poi afferrò i giornali e il tabacco dal cruscotto.

"Splendido. Proprio quello che volevo sentire."

"Ben oltre la fase di decomposizione." Maddox fece un passo indietro, mentre Jack scendeva dall'auto. "Donna, parzialmente sepolta. Un bel ritrovamento, quaggiù nel bel mezzo del nulla."

"Immagino che l'abbia già vista prima?"

"No, no. Sono stato informato dalla CID. E, hmm..." Esitò, guardandosi alle spalle, dove gli agenti della CID avevano formato un capannello. Quando si voltò di nuovo, parlò a bassa voce: "È stata sottoposta ad autopsia. Con la classica incisione a Y".

Jack rimase in silenzio per un momento, con la mano sulla porta. "Autopsia?"

"Sì."

"Allora probabilmente verrà da un laboratorio di patologia."

"Lo so..."

"Una barzelletta da studente di medicina..."

"Lo so, lo so." Maddox sollevò le mani, immobilizzandolo. "Non è esattamente la nostra zona, ma ascolta..." Lanciò un'altra occhiata alle sue spalle, poi si avvicinò a Jack. "Di solito sono molto corretti con noi, quelli del CID di Greenwich. Cerchiamo di assecondarli. Non perdiamo niente se gli diamo un'occhiata, giusto?"

"Giusto."

“Bene. Ora veniamo a te...” continuò, raddrizzandosi. “E tu?

Pensi di essere pronto?"

"Non ci sto." Jack sbatté la porta, tirò fuori il distintivo dalla tasca e scrollò le spalle. "Certo che no. Quando mai lo sarò?"

Si diressero verso l'ingresso, seguendo la recinzione perimetrale. L'unica luce era la debole luce giallo-sodio dei rari lampioni, accompagnata di tanto in tanto dai lampi bianchi della squadra forense, che illuminavano quello squallore per qualche istante. A nord, a un miglio di distanza, incombeva imponente il Millennium Dome, tutto illuminato, con le sue luci rosse di avvertimento per gli aerei che tremolavano sullo sfondo stellato.

"L'hanno messo in un sacco della spazzatura o qualcosa del genere", spiegò Maddox. "Ma è così buio laggiù che il primo inserviente non ne è sicuro... È il suo primo caso, e sta bruciando di fuoco sacro". Poi, con un brusco cenno del capo, indicò un gruppo di auto. "Vedi la Mercedes?"

"Sì", rispose Jack senza muoversi. Un uomo dalle spalle larghe che indossava un cappotto color cammello sedeva curvo sul sedile anteriore e parlava con un agente della CID,

“È il proprietario. Stanno lavorando sodo qui, riorganizzando tutto. Per la faccenda del nuovo millennio. Dice di aver ordinato a una squadra di ripulire il posto la settimana scorsa. Con tutti quei macchinari probabilmente hanno spostato la tomba senza saperlo, e poi a mezzanotte...” Rimase in silenzio per un momento. Erano arrivati ​​al cancello, dove mostrarono i loro badge e si fecero riconoscere. Poi si chinarono per scavalcare il nastro che delimitava la scena del crimine. “E poi, a mezzanotte,” riprese, “tre uomini che stavano armeggiando con un bidone di Evostick l'hanno trovata. Ora sono scesi alla stazione. Il responsabile ci racconterà di più. L'ha già vista.”

Il commissario Fiona Quinn, l'ufficiale addetto al coordinamento della scena del crimine arrivata da Scodand Yard, li stava aspettando, con la sua tuta bianca e un'aria spettrale, in una radura ben illuminata accanto a un modulo prefabbricato.

Quando i due si avvicinarono, lei si tolse il cappuccio.

Maddox fece le presentazioni.

"Jack, ti ​​presento il commissario Fiona Quinn. Fiona, questo è Jack Caffery, il nuovo detective."

Jack le si avvicinò, tendendole la mano. "Piacere di conoscerti."

"Piacere di conoscerti." La donna si tolse i guanti di lattice e gli strinse la mano.

"Questo è il tuo primo caso, non è vero?"

"Con AMIP, sì."

"Beh, avrei voluto dargliene uno migliore. La faccenda qui non è molto piacevole. In effetti, non lo è affatto. Qualcosa le ha spaccato il cranio in due: un'auto, probabilmente. È sdraiata sulla schiena." A mo' di dimostrazione, si appoggiò allo schienale, aprendo le braccia e la bocca. Nella penombra, Jack notò il riflesso di alcune otturazioni. "Dalla vita in giù, è sepolto nel cemento, una specie di pavimento o qualcosa del genere."

"È lì da molto tempo?"

"No, no. Circa..." - si rimise un guanto e porse a Maddox una mascherina di cotone - "...per meno di una settimana, ma è ancora troppo per giustificare l'invio immediato di una squadra speciale.

Penso che sia meglio aspettare fino all'alba prima di buttare giù dal letto il patologo. Sarà in grado di dirti di più quando l'avrà esaminato e valutato l'azione dell'insetto. E mezzo sepolto, mezzo avvolto in un sacco della spazzatura. Questo cambia le cose."

"Il patologo?" chiese Jack. "Pensi davvero che avremo bisogno di un patologo? Il CID pensa che sia già stata sottoposta ad autopsia."

"È vero."

"E lui vuole che la vediamo comunque?"

"Sì." Il volto di Quinn non cambiò espressione. "Sì, credo che tu abbia bisogno di vederla. Questa non è un'autopsia professionale."

Maddox e Caffery si scambiarono un'occhiata e, dopo un momento di silenzio, Jack annuì.

"Va bene, va bene." Si schiarì la gola, prese i guanti e la maschera che la donna gli aveva consegnato e si infilò rapidamente la cravatta nella camicia.

"Allora, andiamo a vedere di cosa si tratta."

Per una vecchia abitudine del CID, Jack Caffery camminava con le mani in tasca anche quando indossava i guanti protettivi. Di tanto in tanto perdeva di vista la torcia di Quinn, il che gli causava una vaga inquietudine: la zona industriale era buia a quel punto. La troupe aveva finito e si era chiusa nel furgone, duplicando il nastro originale. Ora l'unica luce era la luce chimica e nebulosa del nastro fluorescente che Quinn aveva usato per contrassegnare i manufatti su entrambi i lati della corsia, in modo da proteggerli fino all'arrivo dell'agente AMIP. Si muovevano nella foschia come fantasmi ficcanaso, tra le sagome verdi indistinte di bottiglie, lattine schiacciate, un oggetto informe che avrebbe potuto essere una maglietta o un asciugamano. Nastri trasportatori e gru a ponte si elevavano per quasi cento piedi nel cielo notturno che li circondava, grigio e silenzioso come una montagna russa insolitamente fredda.

Quinn alzò la mano per fermarli. "Laggiù", disse a Jack. "La vedi?

Sdraiata sulla schiena."

"Dove?"

"Vedi il vecchio bidone di petrolio?" chiese, illuminandolo con la torcia.

"SÌ."

"E le due barre di rinforzo sulla sua destra?"

"SÌ."

"Seguiteli."

Oddio.

"Lo vedi?"

"Sì." Jack si riprese. "Sì, la vedo."

Quello? Quello è un corpo? Pensò che fosse un pezzo di schiuma poliuretanica, quella contenuta nei contenitori, tanto era gonfia, gialla e lucida. Poi vide i capelli e gli occhi e riconobbe un braccio. E, infine, chinando la testa di lato, si rese conto di cosa stava osservando.

"Mio Dio", disse Maddox gravemente. "Dai, lascia che qualcuno la copra con un

Birdman di Mo Hayder è un thriller al limite dello splatter.

Birdman di Mo Hayder è un thriller al limite dello splatter: tanta violenza per un serial killer che infesta l'Inghilterra. Attenzione: non è un romanzo per i deboli di cuore

E dopo Non è un paese per vecchi, beh, non è un romanzo per i deboli di stomaco.

Birdman è un thriller che risale a qualche anno fa. Stiamo parlando del 2001, periodo in cui la grande Patricia Cornwell stava facendo il cacao a tutti gli altri scrittori. Il suo personaggio, Kay Scarpetta, a cavallo tra anatomopatologia e crimine, raccontava storie crude e violente. Sempre con un background scientifico di alto livello.

Nel momento migliore appare questo Mo Hayder... e, ragazzi, la violenza diventa l'unico filo conduttore che conduce questo romanzo a tinte forti. Davvero forti. Oh, davvero!

Una cosa colpisce subito di questo libro, e segna chiaramente la differenza rispetto ai thriller made in USA che la facevano da padroni in quegli anni: è ambientato in Inghilterra. E allora, dite? Allora la polizia è disarmata. E anche solo vedere un detective bussare a un appartamento mette i brividi.

Ma l'amica Mo non si ferma qui. Mescola insieme cadaveri orribilmente mutilati, malcontento sociale e disperazione, whisky e pugni allo stomaco.

Jack Caffery è un detective che è ben lontano dall'idea che si ha di un poliziotto al servizio di Sua Maestà. Ha alle spalle un'infanzia difficile, un rapporto interessante con l'alcol e una rabbia dentro che lo rende un pericolo per se stesso prima che per gli altri.

Si ritrova a dover indagare su un caso di omicidio plurimo. Un serial killer che rapisce delle donne, le tortura, tenta persino dei bei interventi chirurgici amatoriali, e poi le uccide. Ma prima lascia la sua firma, che non vi rivelo altrimenti l'assassino finirà per cercare anche me. Credetemi, la firma è... riconoscibile. Ecco.

È uno dei pochi libri in cui mi sono dovuta fermare più volte per bere un bicchiere d'acqua (venendo da Treviso, sembra difficile da credere, vero?). Ma alcune parti hanno un tale pathos, spingono così tanto sulla violenza, che ci vuole davvero forza per andare avanti.

Ma per chi ama le montagne russe (non quelle delle Olimpiadi invernali), per chi ascolta heavy metal, per chi indossa calzini bianchi di spugna con completi eleganti, questo è un libro imperdibile (in quanto a immagini forti, non sono da meno di Hayder).

Purtroppo, almeno a mio parere, le opere successive di questa promettente scrittrice sono scivolate miseramente in un campo quasi splatter, un desiderio di digerire a forza. E non è mai riuscita a replicare la sua grande opera d'esordio.

Ma Birdman vale la pena di essere letto. Be', magari in un pomeriggio soleggiato...spegne.

 

 

Immagine fonte: Mo Hayder.

Continuo a condividere con tutti i lettori di questo blog i libri di una delle mie scrittrici preferite: Patricia Cornwell. Oggi vi parl...

Patricia-Cornwell-Il-Cimitero-dei-Senza-Nome

Continuo a condividere con tutti i lettori di questo blog i libri di una delle mie scrittrici preferite: Patricia Cornwell.

Oggi vi parlerò del sesto libro dedicato alla saga che ha come protagonista principale Kay Scarpetta, la celebre anatomopatologa, affiancata come sempre dalla nipote Lucy Farinelly e dal fedele detective e amico Pete Marino.

Da Potter's Field un nome è stato originariamente pubblicato nel 1995.

Questa volta Kay dovrà affrontare per l'ultima volta il pericolosissimo serial killer Temple Gaul (a cui era già sfuggita in 'Unusual and Cruel'), che sarà responsabile dell'omicidio della sua gemella Jayne, del NYPD Jimmy Davila e del vice sceriffo Brown di Richmond.

Recensione.

È la notte della vigilia di Natale.

Kay Scarpetta, medico legale capo della Virginia e consulente permanente dell'FBI in patologia forense, sta per partire per Miami per raggiungere la sua famiglia, sua madre è ricoverata in gravi condizioni di salute e Lucy non si è ancora completamente ripresa dalla brutta relazione con Carrie Grethen.

Mentre esamina un cadavere, viene avvisata che il corpo di una donna sconosciuta è stato trovato a Central Park. La donna è stata assassinata da Temple Gault, il serial killer che Kay aveva inseguito qualche anno prima, il modus operandi è lo stesso delle altre vittime, e Kay, Marino e Benton vanno a New York per indagare.

"Stavamo inseguendo quest'uomo da anni ed era impossibile fare un elenco completo di tutti i danni che aveva causato. Non sapevamo quante persone avesse aggredito e ucciso, ma eravamo sicuri che ce ne fossero almeno cinque, tra cui una donna incinta che aveva lavorato per me e un ragazzo di tredici anni di nome Eddie Heath. Non sapevamo quante vite avesse avvelenato con i suoi crimini, ma la mia era sicuramente una di quelle".

È l'inizio di un incubo e le vittime sono destinate ad aumentare, finché Kay non si rende conto che il vero bersaglio di Temple Gault è solo lei...

LA NOTTE PRIMA DI NATALE

Camminò con sicurezza nella neve profonda di Central Park. Era già tardi, anche se non sapeva esattamente che ora fosse. Le rocce verso il Ramble erano una massa nera sotto le stelle. Poteva sentire e vedere il suo respiro: Temple Gault non era come le altre persone. Era sempre stato un essere magico, un dio incarnato in un corpo umano. Camminava dove chiunque altro sarebbe scivolato e non conosceva la paura. Da sotto la visiera del suo berretto da baseball, i suoi occhi scrutavano l'oscurità.

Quando arrivò nel punto esatto si accovacciò, spingendo via il risvolto del suo lungo cappotto nero. Lasciò cadere un vecchio zaino militare sulla neve e sollevò le mani nude e insanguinate, fredde ma non ancora congelate, davanti al viso. A Gault non piacevano i guanti a meno che non fossero di lattice, ma sfortunatamente il lattice non si scaldava. Si lavò le mani e il viso nella soffice neve bianca, poi la raccolse fino a formare una palla intrisa di sangue e la mise accanto allo zaino. Non poteva abbandonare né l'uno né l'altro.

Sorrise con le sue labbra sottili. Poi, come un cane felice di scavare nella sabbia, si lanciò sullo strato di neve per cancellare le impronte e cercare l'uscita di emergenza. Eccola lì, proprio dove pensava che fosse. Continuò a scavare nella neve finché non trovò il foglio di alluminio che aveva piegato e inserito tra il portello e il telaio. Afferrò la maniglia e sollevò il coperchio sprofondato da terra. Sotto poteva vedere le viscere scure della metropolitana e il rumore stridulo di un treno. Lasciò cadere lo zaino militare e la palla di neve all'interno. Mentre scendeva, i suoi stivali fecero tintinnare la scala di ferro.

La notte della vigilia di Natale era fredda e punteggiata da lastre insidiose di ghiaccio annerito. Gli scanner emettevano la colonna sonora gracchiante delle chiamate di servizio. Raramente venivo lasciato dopo il tramonto nei quartieri operai di Richmond. Ero solito essere l'autista. Ero l'unico autista del furgone blu dell'obitorio che arrivava sulla scena di crimini violenti e inspiegabili. Quella notte, tuttavia, ero seduto sul sedile del passeggero di una Crown Victoria, avvolto dalle note della musica natalizia e dalle voci di agenti e centralinisti che parlavano tra loro in codice.

«Babbo Natale ha svoltato poco più avanti». Feci un cenno con la mano. «Immagino che lo sceriffo si sia perso».

"Sì, beh, diciamo solo che è completamente perso", mi corresse il capitano Pete Marino, comandante del violento distretto che stavamo superando. "La prossima volta che ci fermiamo, prova a guardarlo negli occhi".

Nessuna sorpresa. Nella sua vita privata, lo sceriffo Lamont Brown guidava una Cadillac e indossava pesanti gioielli d'oro; la comunità locale, tuttavia, lo adorava per il ruolo che interpretava all'epoca. Quelli di noi che conoscevano la verità non osavano dire una parola. Dire che Babbo Natale non esiste è ancora un sacrilegio, ma in quel caso Babbo Natale non esisteva affatto: lo sceriffo Brown sniffava cocaina e probabilmente rubava metà di ciò che gli veniva dato ogni anno per pagare l'albero di Natale.

Nessuna sorpresa. Nella sua vita privata, lo sceriffo Lamont Brown guidava una Cadillac e indossava pesanti gioielli d'oro; la comunità locale, tuttavia, lo adorava per il ruolo che interpretava all'epoca. Quelli di noi che conoscevano la verità non osavano dire una parola. Dire che Babbo Natale non esiste è ancora un sacrilegio, ma in quel caso Babbo Natale non esisteva affatto: lo sceriffo Brown sniffava cocaina e probabilmente rubava metà di ciò che gli veniva dato ogni anno per distribuirlo di persona ai poveri. Era un vero bastardo. Alla luce del nostro reciproco disprezzo, di recente mi aveva persino fatto entrare in giuria in un processo.

I tergicristalli sferragliavano sulla crosta ghiacciata del parabrezza e i fiocchi di neve turbinavano mentre sfioravano l'auto di Marino. Dopo aver attraversato l'alone di luce dei lampioni, le vergini bianche della palla divennero macchie nere come il ghiaccio che ricopriva le strade. Il freddo era pungente. La maggior parte della città era barricata al chiuso, con alberi illuminati che sporgevano dalle finestre e il camino acceso. Il sognante Natale bianco di Karen Carpenter fu bruscamente interrotto da Marino, che cambiò canale.

«Non ho rispetto per una donna che suona la batteria.» Strinse forte l'accendino.

«Karen Carpenter è morta», dissi, come se ciò fosse sufficiente a proteggerla da ulteriori insulti. «E ora non suonava nemmeno la batteria».

"Eh, sì." Tirò fuori una sigaretta. "Soffriva di una di quelle malattie legate al cibo... non ricordo come si chiama."

Il coro del Tabernacolo mormone esplose in Hallelujah. La mattina dopo dovetti andare a Miami per far visita a mia madre, mia sorella e Lucy, mia nipote. Mia madre era in ospedale da settimane. In passato era stata una fumatrice accanita, proprio come Marino. Aprii una fessura nella finestra.

"E poi il suo cuore si è fermato... in effetti, è questo che alla fine l'ha fottuta", ha continuato.

"È questo che alla fine manda tutti nei guai, Pete", ho sentenziato.

"Non qui. In questo fottuto posto è la contaminazione da piombo che ti fotte."

Eravamo incastrati tra due volanti della polizia di Richmond con luci rosse e blu lampeggianti sul tetto, in mezzo a una processione di auto stipate di ufficiali, giornalisti e troupe televisive. A ogni fermata, i rappresentanti dei media manifestavano il loro spirito natalizio catapultandosi fuori armati di taccuini, microfoni e telecamere per catturare scatti sentimentali di un raggiante Babbo Natale che distribuiva pacchi di cibo e regali ai bambini dimenticati del quartiere e alle loro madri allucinate. Marino e io, d'altra parte, distribuivamo coperte, la mia donazione personale di quell'anno.

Mentre svoltavamo l'angolo di Magnolia Street a Whitcomb Court, le porte si spalancarono e colsi un lampo rosso mentre Babbo Natale si tuffava nei fari seguito dal capo della polizia di Richmond e da altri pezzi grossi. Le telecamere illuminate volteggiavano come dischi volanti sulla folla. Ci fu un'esplosione di lampi.

Marino imprecò, sommerso sotto la pila di coperte. Questo fa schifo. Dove le hai prese, in un negozio di animali?'

"Sono caldi, si lavano rapidamente e in caso di incendio non emanano fumi tossici come il cianuro", risposi.

'Gesù, che pensieri felici!'.

Guardai fuori chiedendomi dove fossimo.

"Non li userei nemmeno per la cuccia", insistette Marino.

"Non hai un cane o una cuccia, e comunque nessuno ti ha offerto nulla. Perché ci siamo fermati qui? Questa casa non è sulla lista."

"Bella domanda."

Giornalisti, poliziotti e assistenti sociali si accalcavano davanti all'ingresso di uno dei tanti edifici identici in quel quartiere di cemento che sembrava un dormitorio militare. Marino e io ci siamo fatti largo tra la folla e il mare di telecamere che galleggiavano nell'oscurità, dominati dai fuochi d'artificio dei flash e dalle grida di Babbo Natale di "Oh! Oh!

Finalmente siamo arrivati ​​all'appartamento. Lo sceriffo aveva sollevato un ragazzo di colore sulle sue ginocchia e gli stava porgendo dei giocattoli incartati. Il ragazzo si chiamava Trevi e indossava un cappello azzurro con una foglia di marijuana stampata sulla visiera. Aveva due occhi enormi. Seduto sulle gambe di velluto rosso dell'uomo, accanto a un albero decorato con piccole luci, il suo sguardo sembrava perso. La piccola stanza surriscaldata era priva di aria e puzzava di grasso.

«Faccia largo, signora.» Un cameraman mi diede una gomitata.

"Lascialo lì."

"Dove sono gli altri giocattoli?"

"Per favore, signora, si faccia indietro." Il cameraman mi ha quasi buttato a terra. Stavo iniziando a innervosirmi davvero.

"Abbiamo bisogno di un altro pacchetto..."

"No. È qui, guarda."

'... Cibo. Oh, sì, va bene. Grazie.'

"Se ricevi assistenza sociale", apostrofò il cameraman, "perché non torni lì, eh?".

«Se usassi anche solo metà del tuo cervello, ti accorgeresti che la signora non riceve assistenza sociale», intervenne Marino, lanciandogli uno sguardo eloquente.

Sul divano, una vecchia signora con un grembiule svasato scoppiò a piangere, e un agente si sedette accanto a lei per consolarla. Marino si avvicinò a me, "Sua figlia è stata uccisa il mese scorso. Il caso King, ricordi?" mi sussurrò all'orecchio.

Scossi la testa. No, non me lo ricordavo. I casi erano troppi.

«Quello che pensiamo l'abbia uccisa è un bastardo spacciatore di nome Jones», continuò, cercando di rinfrescarmi la memoria.

Scossi di nuovo la testa. Anche i bastardi spacciatori erano troppi, e Jones non era un cognome insolito.

Il cameraman stava filmando la scena e quando Santa mi ha fissato, ho girato la testa dall'altra parte. Il cameraman mi ha di nuovo urtato violentemente.

"Se fossi in te, non lo rifarei", lo ammonii con tono minaccioso.

I giornalisti avevano puntato l'attenzione sulla nonna, la vera protagonista della serata: una giovane donna era stata assassinata, la madre della vittima piangeva, Trevi era orfano. A riflettori spenti, lo sceriffo ha rimesso a terra la ragazza.

"Capitano, le prendo una delle sue coperte", disse un assistente sociale.

"Non capisco davvero perché siamo venuti qui", commentò, porgendole l'intero pacchetto. "Vorrei che qualcuno me lo spiegasse".

«C'è un solo bambino in questa casa», rispose l'assistente. «Sono troppi». Afferrò una coperta e gli restituì il pacco, offesa, come se Marino le avesse in qualche modo disobbedito.

"Sì, ma in teoria dovrebbero esserci quattro bambini. Ti dico che questa discarica non era sulla lista", brontolò.

A quel punto si è unito a me un giornalista. "Dottoressa Scarpetta, perché è qui stasera, sta aspettando che qualcuno muoia?"

Lavorava per un giornale locale che non mi aveva mai trattato con particolare riguardo. Feci finta di non sentirlo. A quel punto, Santa scivolò in cucina - comportamento insolito, dato che non era casa sua e non aveva chiesto il permesso a nessuno. Ma la nonna, accasciata sul divano, non sembrò nemmeno accorgersene.

Mi inginocchiai accanto a Trevi, che era rimasto solo sul pavimento, ancora perso di fronte ai suoi meravigliosi giocattoli. "Che bel camion dei pompieri", commentai.

"Guarda, si illumina. Mi ha mostrato una piccola luce rossa sul tetto del camion dei pompieri, che ha fatto scattare un piccolo interruttore e ha iniziato a lampeggiare.

Anche Marino si è avvicinato e si è inginocchiato accanto a noi. "Vi hanno dato delle batterie di riserva?" Nonostante cercasse di sembrare burbero, non riusciva a nascondere il sorriso nella voce. "Devi prenderle della misura giusta. Vedi questo lembo? Devi metterle lì dentro, okay? Devi usare quelle..."

Il primo sparo echeggiò nella cucina come il ritorno di fiamma di un motore a combustione interna. Lo sguardo di Marino si fece gelido. Estrasse la pistola dalla fondina, mentre Trevi si accovacciò sul pavimento con la schiena inarcata. Istintivamente, lo schermai con il mio corpo. Gli spari continuarono mentre il caricatore di una semiautomatica si svuotava contro un bersaglio non specificato vicino all'ingresso posteriore.

"Giù! Giù!"

"Oh, Dio!"

'Gesù!'

Telecamere e microfoni caddero e si frantumarono mentre la folla urlava e lottava per raggiungere l'uscita o per non schiantarsi a terra.

"Tutti a terra!"

Marino si lanciò in direzione della cucina, stringendo la nove millimetri con entrambe le mani. Improvvisamente gli spari cessarono e la stanza piombò nel silenzio.

Opinione.

Mi piacciono i romanzi di Patricia Cornwell perché Kay Scarpetta è un personaggio fantastico. È una donna intelligente e coraggiosa che combatte il male in compagnia dei suoi amici fidati e della sua amata nipote.

È un romanzo pieno di suspense e colpi di scena.

I personaggi sono ben delineati, anche se li conosciamo attraverso gli occhi del protagonista.

Le descrizioni delle autopsie e il software utilizzato erano una novità negli anni Novanta; leggerlo oggi non ha lo stesso effetto, ma è un romanzo divertente.

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In questi ultimi giorni ho avuto modo di leggere un po' più del solito (con mia grande gioia!) e infatti questa settimana sono riuscit...

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In questi ultimi giorni ho avuto modo di leggere un po' più del solito (con mia grande gioia!) e infatti questa settimana sono riuscita a finire non uno ma ben due libri!

Il primo è quello di cui vi parlo oggi, Body of Evidence , il secondo libro della serie di gialli di Patricia Cornwell con protagonista Kay Scarpetta. La mia intenzione era di leggere questo libro il mese scorso, ma sfortunatamente ho dovuto aspettare; ma l'attesa è stata decisamente ricompensata!

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1Qualcuno sta perseguitando la scrittrice Beryl Madison. Qualcuno che la spia, osserva ogni sua mossa e fa telefonate minacciose e oscene. E una notte, inspiegabilmente, Beryl lascia entrare il suo assassino in casa sua. Così inizia l'indagine della dottoressa Kay Scarpetta su un crimine tanto subdolo quanto bizzarro. Perché Beryl ha aperto la porta? Scarpetta inizia a mettere insieme le intricate prove forensi e, mentre ripercorre i passi della giovane scrittrice, si avvicina gradualmente e inconsapevolmente a un assassino che si nasconde nell'ombra...

 

TRAMA

 

13 agosto

Key West

Caro M,

Sono passati trenta giorni di delicate sfumature di sole e venti mutevoli. Penso troppo e non dormo.

Trascorro la maggior parte dei pomeriggi sulla veranda di Louie's, scrivendo e guardando il mare. Sopra il patchwork di lingue sabbiose, l'acqua è smeraldo screziato, verde-bluastro dove si fa più scura. Il cielo è eterno, le nuvole sono volute bianche in perpetuo movimento, come fumo. Una brezza costante trasporta i suoni delle persone che nuotano e delle barche a vela che gettano l'ancora oltre le rocce. La veranda è coperta e quando arriva un temporale improvviso, come spesso accade nel tardo pomeriggio, resto al mio tavolo, annusando la pioggia e guardandola incresparsi sull'acqua come una pelliccia accarezzata contro i capelli. A volte diluvia e c'è il sole allo stesso tempo.

Nessuno mi disturba. Ormai faccio parte della famiglia del ristorante, come Zulu, il labrador nero che si tuffa in acqua per rincorrere i frisbee, e i gatti randagi che si aggirano silenziosi in cortese attesa degli avanzi. Le creature a quattro zampe di cui si prende cura Louie mangiano meglio di qualsiasi essere umano. È confortante vedere come il mondo tratti le sue creature con gentilezza. Non posso lamentarmi delle mie giornate.

Sono le notti che mi spaventano.

Quando i pensieri si insinuano di nuovo nelle oscure fessure della mia mente e tessono le loro terrificanti ragnatele, mi tuffo nelle affollate strade della città vecchia, attratta dal trambusto dei bar come una falena dalla luce. Walt e PJ hanno trasformato le mie abitudini notturne in arte. Walt torna per primo alla pensione, dopo il tramonto, perché il commercio di gioielli in argento a Mallory Square cessa non appena cala la notte. Stappiamo bottiglie di birra e aspettiamo PJ. Poi usciamo, di bar in bar, e di solito finiamo allo Sloppy Joe's. Stiamo diventando inseparabili. Spero che rimangano tali per sempre. Il loro amore non mi sembra nemmeno più fuori dall'ordinario. Niente sembra più così, tranne la morte che vedo intorno a me.

Uomini emaciati, senza vita, i loro occhi sono come finestre attraverso cui intravedo le loro anime tormentate. L'AIDS è un olocausto che brucia le offerte di questa piccola isola. È strano che mi senta a casa tra gli esiliati e i morenti. Ma potrebbero tutti sopravvivermi. Quando vado a letto la sera ascoltando il ventilatore che ronza alla finestra, vengo assalito dalle immagini di come accadrà.

Ogni volta che sento squillare il telefono, mi ricordo. Ogni volta che sento qualcuno camminare dietro di me, mi giro. Di notte guardo nell'armadio, dietro la tenda e sotto il letto, e poi spingo una sedia contro la porta.

Oddio, non voglio tornare a casa.

Beryl

30 settembre

Key West

Caro M,

ieri da Louie's, Brent è uscito sul portico per dirmi che ero ricercato al telefono. Quando sono entrato, il mio cuore batteva forte, ma ha risposto solo il gracidio interurbano, e poi la linea è caduta.

Dio, che sensazione! Mi sono detto che ero troppo paranoico. Se fosse stato lui, avrebbe detto qualcosa, si sarebbe divertito con la mia paura. Non c'è modo che sappia dove sono, non c'è modo che avrebbe potuto localizzarmi qui. Uno dei camerieri si chiama Stu. Qualche tempo fa ha rotto con un amico al nord e si è trasferito qui. Forse era lui a chiamare, e la linea era pessima. Forse sembrava che stesse chiedendo "Straw" invece di "Stu", quindi quando ho risposto ha riattaccato.

Vorrei non aver detto a nessuno il mio soprannome. Sono Beryl. Sono Straw. Ho paura.

Il libro non è finito. Ma sono quasi al verde e il tempo è cambiato. Stamattina è buio e c'è vento. Sono rimasta nella mia stanza perché se avessi provato a lavorare da Louie's le pagine sarebbero volate via in mare. I lampioni sono accesi. Le palme lottano contro il vento e le loro foglie sembrano ombrelli. Fuori dalla mia finestra il mondo geme, come se fosse ferito, e il rumore della pioggia sul vetro suggerisce che un esercito oscuro ha marciato su Key West per assediarla.

Presto me ne andrò. Mi mancherà quest'isola. Mi mancheranno PJ e Walt. Mi hanno fatto sentire accudita e protetta. Non so cosa farò quando tornerò a Richmond. Forse dovrei andarmene ora, ma non so dove.

Berillo

 

LA MIA OPINIONE

 

Innanzitutto devo ammettere che sono stata felice di aver ritrovato i personaggi che mi avevano tanto colpito nel primo libro della saga, 'Postmortem'; Kay Scarpetta, anatomopatologa conosciuta in tutto il mondo, caparbia e determinata a dare pace ai corpi che arrivano al suo tavolo e Pete Marino, il suo fedele compagno, sempre pronto a proteggerla e anche a farla (e farci) ridere a crepapelle. Una coppia che mi piace molto e che sono stata felice di aver ritrovato in questa nuova avventura.

In 'Objects of Crime' ho ritrovato anche tutti quegli elementi che mi avevano convinto leggendo il libro precedente, lo stile di scrittura della Cornwell è sempre eccezionale, riesce a catturarti alle pagine presentandoti un'indagine intrigante, scritta con assoluta fluidità, e che, forse non ti fa trattenere il fiato, ma si lascia leggere con estremo piacere.

Anche in questo caso non mancano colpi di scena, così come l'insolita soluzione, che si trova proprio dove non avresti mai pensato, il tutto ruota attorno a questo misterioso manoscritto che nessuno riesce a trovare ma che porterà diritti diretti alla soluzione? O forse sì?

Cosa aggiungere, un libro assolutamente consigliabile che avrebbe sicuramente meritato di più se non fosse stato per un piccolissimo difetto; mi è piaciuto il fatto che anche in questo caso lavoro e vita privata della protagonista siano legati attraverso il ruolo di un personaggio, in questo caso Mark Jones, ex fidanzato di Kay che all'improvviso è tornato a trovarla per un po', ma non più come prima. è strutturato. La rivelazione sul suo reale spazio all'interno della storia, infatti, mi ha sorpreso ma non mi ha convinto particolarmente.

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L'uomo sul treno - The Commuter (The Commuter) è un film del 2018 diretto da Jaume Collet-Serra. Il film ha come protagonista Liam Nees...

L'uomo sul treno - The Commuter (The Commuter) è un film del 2018 diretto da Jaume Collet-Serra.

Il film ha come protagonista Liam Neeson, affiancato da Vera Farmiga, che ritrova sul set Patrick Wilson dopo The Conjuring, Sam Neill, Elizabeth McGovern e Jonathan Banks.

Con "L'uomo sul treno" la collaborazione tra il regista Jaume Collet-Serra e l'attore Liam Neeson è arrivata alla quarta pellicola, dopo i precedenti "Unknown - Senza identità" (2011), "Non Stop" (2014) e "Run All Night" (2015). Ormai si può dire che il direttore spagnolo, adottato da Hollywood, abbia trovato il perfetto alter ego nell'interprete irlandese, che presta fisicità e volto ai personaggi di eroi comuni, loser, uomini sempre con una dirittura morale e un alto senso della giustizia.

Trama
Michael MacCauley è un mite pendolare di Tarrytown che tutti i giorni prende il solito treno per recarsi a Manhattan, dove lavora nel campo delle assicurazioni, al quale è passato dopo anni di servizio nella polizia di New York. Un giorno viene licenziato e, sul treno che lo riporta a casa, viene avvicinato da una donna, Joanna.

Per passare il tempo, Joanna gli propone una sfida: trovare un passeggero, nome in codice Prynne, che non dovrebbe trovarsi sul treno, e la cui esistenza mette in pericolo quella di tutti gli altri occupanti; Prynne ha con sé una borsa, all'interno della quale dovrebbe esserci un oggetto rubato: se Michael riuscirà a riconoscerlo e a infilare nel bagaglio un localizzatore GPS prima che Prynne scenda alla stazione di Cold Spring, otterrà una ricompensa di 100.000 dollari, in due tranches, prima 25mila in un gabinetto del treno, più altri 75mila ad operazione conclusa. Quando Joanna lascia il treno, Michael, inizialmente convinto si tratti di uno scherzo, non sembra prendere la cosa troppo sul serio, ma vinto dalla curiosità si reca infine nel luogo indicatogli in uno dei gabinetti, trovando parte della somma (25mila), capendo quindi che non si tratta di un gioco.

Tentato dal guadagno che risolverebbe molti dei suoi problemi, ma non volendo farsi coinvolgere, Michael cerca di lasciare il treno, quando viene avvicinato da una ragazza che gli consegna una busta con dentro la fede nuziale della moglie, facendogli capire che ora non può più tirarsi indietro e che se cercherà di infrangere le regole ne andrà di mezzo la sua famiglia. Spaventato per la sua incolumità e per quella della sua famiglia, che non riesce a contattare, Michael affida un messaggio ad un suo amico pendolare per fargli chiamare la polizia una volta sceso, con il solo risultato di vederlo gettato sotto un autobus subito dopo aver lasciato la stazione successiva, a riprova del fatto che qualcuno a bordo lo sta tenendo d'occhio.

A questo punto Michael non ha altra scelta che mettersi sulle tracce di Prynne e, dopo alcuni tentativi, si convince di averlo riconosciuto in un giovane latino con il quale ha una violenta discussione, ma al quale riesce infine a mettere addosso il localizzatore. Convinto di esserne finalmente uscito, Michael contatta il suo amico ed ex partner nella polizia Murphy, da cui apprende che Prynne è legato probabilmente ad un caso di apparente suicidio avvenuto qualche tempo prima, del quale è stato testimone e le cui rivelazioni potrebbero mettere in pericolo molte persone influenti di New York. Michael capisce quindi che i mandanti vogliono eliminare Prynne e cerca di salvare l’uomo col quale ha avuto una scazzottata, ma è troppo tardi: l'uomo viene infatti trovato morto da Michael in una botola di emergenza, ucciso dal killer che si nasconde ancora tra i passeggeri. Perquisendolo, però, Michael scopre che in realtà è un agente dell'FBI; poco dopo una telefonata di Joanna lo informa che quello non era il vero Prynne, esortandolo a proseguire la sua ricerca se vuole evitare che la sua famiglia sia uccisa.

Quando mancano poche fermate all'arrivo a Cold Spring (il capolinea del treno), Michael, disperato, dopo avere convogliato tutti i restanti passeggeri in un'unica carrozza per averli sotto controllo, arriva ad isolare cinque persone (un'infermiera messicana, un broker, una studentessa, un musicista afroamericano e un giocatore di poker) tra le quali dovrebbe esserci Prynne.

In un primo momento, sembra che il musicista possa essere il suo bersaglio, ma questi si rivela invece essere il killer al soldo di Joanna e, dopo una violenta colluttazione in una carrozza vuota, Michael riesce ad ucciderlo gettandolo giù da un finestrino; Michael viene contattato nuovamente da Joanna, che lo avvisa che ora l'unico modo che ha per uscirne e salvare la sua famiglia è eliminare lui stesso l'obiettivo una volta che lo avrà trovato.

Quando però il broker scende ad una fermata diversa da quella ipotizzata, Michael capisce di aver sbagliato persona e che Prynne è in realtà colei che gli sedeva accanto: una giovane donna di nome Sophia. Parlando con lei, l'uomo apprende che è stata testimone dell'omicidio del cugino, un urbanista del comune, e di aver portato via dalla scena del crimine un hard-disk che prova i comportamenti illeciti di molte personalità in vista di New York, aggiungendo inoltre che gli assassini erano dei poliziotti; Sophia aveva quindi contattato l'FBI, che la sta aspettando a Cold Spring per inserirla nella protezione testimoni.

Joanna chiama Michael e cerca di convincerlo a uccidere Sofia per il bene della sua famiglia, ma Michael si rifiuta. Joanna attiva il piano di sicurezza e fa deragliare il treno per uccidere tutti a bordo. Il treno inizia quindi a prendere velocità, ma con il sacrificio del capotreno, lui e Michael riescono a staccare l'ultima carrozza, che dopo un pauroso deragliamento si ferma lasciando i passeggeri sostanzialmente incolumi.

Di lì a breve però il vagone viene circondato dalla SWAT e dalla polizia, giunti per arrestare Michael in quanto accusato di terrorismo e sequestro: tra gli agenti accorsi vi è anche Murphy, che, indossato un rilevatore per farsi riconoscere dai sensori montati sui fucili della SWAT, entra nella carrozza in qualità di negoziatore. Il poliziotto tenta di convincere l'amico ad arrendersi, ma parlando con lui Michael capisce da una sua frase che anch'egli è uno dei corrotti, nonché il responsabile dell'omicidio del cugino di Sophia: ne nasce un violento scontro, con Michael che, aiutato anche dagli altri passeggeri, riesce a strappare il rilevatore di Murphy e metterlo addosso a se stesso, con il risultato di vedere l'ex-partner ucciso dai cecchini.

Passata la crisi, Michael viene riabilitato e può riabbracciare la sua famiglia. Il suo ex capitano, in precedenza ingiustamente indicato come un corrotto da Murphy, per creare sospetti in Michael, lo informa che buona parte dei cospiratori, inclusa Joanna, sono riusciti a scappare, ma le informazioni nell'hard-disk e la testimonianza di Sophia saranno più che sufficienti a far saltare parecchie teste illustri; inoltre, gli offre di tornare a lavorare al suo servizio come detective e lui accetta. Qualche tempo dopo, Michael riesce a trovare Joanna su un treno e, mostrandole il distintivo, la arresta.

Interpreti e personaggi
Liam Neeson: Michael McCauley
Vera Farmiga: Joanna
Patrick Wilson: Alex Murphy
Jonathan Banks: Walt
Elizabeth McGovern: Karen McCauley
Sam Neill: Capitano Hawthorne
Ella-Rae Smith: Sofia
Andy Nyman: Tony
Adam Nagaitis: Jimmy
Colin McFarlane: Sam
Florence Pugh: Gwen
Clara Lago: Eva
Kingsley Ben-Adir: Agente speciale Garcia
Killian Scott: Agente FBI Dylan
Kobna Holdbrook-Smith: Oliver
Roland Møller: Jackson
Shazad Latif: Vince
Nila Aalia: Sherri
Doppiatori italiani
Alessandro Rossi: Michael McCauley
Francesca Fiorentini: Joanna
Alessio Cigliano: Alex Murphy
Gerolamo Alchieri: Walt
Roberta Paladini: Karen McCauley
Gino La Monica: Capitano Hawthorne
Sara Labidi: Sofia
Luigi Ferraro: Tony
Davide Perino: Jimmy
Alberto Angrisano: Sam
Emanuela Ionica: Gwen
Jacopo Venturiero: Oliver
Alberto Bognanni: Jackson

hBad Samaritan è un film del 2018 diretto da Dean Devlin. La pellicola, un thriller/horror, ha per protagonisti David Tennant e Robert Sheeh...

hBad Samaritan è un film del 2018 diretto da Dean Devlin. La pellicola, un thriller/horror, ha per protagonisti David Tennant e Robert Sheehan. Il film è inedito in Italia.

Trama
Portland, Oregon, il giovane Sean Falco tenta di guadagnarsi da vivere come fotografo freelance. Si rifiuta di essere legato a un noioso lavoro in giacca e cravatta in qualche azienda, con grande dispiacere per suo padre. Almeno ha il sostegno della fidanzata Riley nel continuare a inseguire i suoi sogni. Tuttavia, vivere in questo mondo costa denaro, e così Sean la sera è costretto a fare il parcheggiatore in un popolare ristorante assieme al suo migliore amico Derek. Questa attività è tuttavia solo una facciata, dato che i due, a turno, prendono "in prestito" le lussuose macchine che vengono lasciate loro in custodia e ripuliscono gli appartamenti dei clienti mentre questi sono seduti a tavola, rubando oggetti la cui assenza sperano non sia mai notata. Una notte pensano di poter fare il colpo della vita quando un ricco uomo d’affari, Cale Erendreich, si presenta a bordo di una Maserati e gliela affida. Tuttavia quando Sean arriva nella villa delle meraviglie, all’interno trova una ragazza legata e imbavagliata, una scoperta che ben presto metterà in grave pericolo non soltanto la sua vita, ma anche quelle delle persone a cui tiene di più.

Produzione
Il 16 settembre 2013 è stato annunciato che l'Electric Entertainment di Dean Devlin ha acquisito il copione del thriller No Good Deed, scritto da Brandon Boyce, sul quale Marc Roskin avrebbe debuttato come regista e che sarebbe stato prodotto da Devlin, Roskin, e Rachel Olschan. Il 25 agosto 2016 è stato riferito che Devlin avrebbe diretto il film e che David Tennant era stato scelto come un uomo la cui casa è stata svaligiata dai parcheggiatori delle auto. Il 22 settembre 2016, Robert Sheehan è stato scelto per recitare, come uno dei ladri, e il 29 novembre 2016, Carlito Olivero si è unito per interpretare l'altro ladro. Più tardi, fu annunciato il cast, tra cui Kerry Condon, Jacqueline Byers e Lisa Brenner.

Le riprese del film sono iniziate all'inizio del 2017 a Portland, in Oregon.
Interpreti e personaggi
David Tennant: Cale Erendreich
Robert Sheehan: Sean Falco
Kelly Macdonald: Katie NicAoidh
Jacqueline Byers: Riley
Carlito Olivero: Derek
Kerry Condo: Katie Hopgood
Tracey Heggins: Olivia Fuller

I predoni (Marauders) è un film del 2016 diretto da Steven C. Miller con protagonisti Christopher Meloni, Bruce Willis e Dave Bautista. A og...

I predoni (Marauders) è un film del 2016 diretto da Steven C. Miller con protagonisti Christopher Meloni, Bruce Willis e Dave Bautista.

A oggi la miglior prova dietro la macchina da presa di Steven C. Miller, regista di b-movie recuperanti star del genere in parziale declino, I predoni è un solido action thriller che pur non apportando sostanziali modifiche al filone possiede una profonda solidità d'insieme.

Trama
Dopo che una banca viene colpita da una brutale rapina per mano di un drappello di uomini ben addestrato, tutti i sospetti cadono sul proprietario Jeffrey Hubert. Il detective Montgomery ha da poco appagato la sua sete di vendetta nei confronti dell’assassino della moglie, quando gli viene affidato un caso di efferata violenza che lo fa sprofondare nuovamente nel baratro infernale, un drappello di uomini ben addestrato sta portando a termine una serie di rapine in città, l’incursione termina sempre con un'esecuzione di uno degli ostaggi. Mentre il gruppo di rapinatori continua a colpire mortalmente, diventa subito chiaro che c’è in gioco una cospirazione più grande dovuta forse ad un vecchio debito che qualcuno è venuto a riscattare.

Interpreti e personaggi
Christopher Meloni: Ag. speciale Jonathan Montgomery
Bruce Willis: Jeffrey Hubert
Dave Bautista: Ag. Stockwell
Adrian Grenier: Ag. speciale Wells
Texas Battle: Ranger TJ Jackson
Johnathon Schaech: Detective Mims


Doppiatori italiani
Riccardo Lombardo: Ag. speciale Jonathan Montgomery
Luca Biagini: Jeffrey Hubert
Roberto Draghetti: Ag. Stockwell

The Jackal è un film del 1997 diretto da Michael Caton-Jones, liberamente tratto dal romanzo Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth....

The Jackal è un film del 1997 diretto da Michael Caton-Jones, liberamente tratto dal romanzo Il giorno dello sciacallo di Frederick Forsyth. La pellicola, che vede come protagonisti Bruce Willis, Richard Gere e Sidney Poitier, può essere considerata come un remake del film del 1973 intitolato Il giorno dello sciacallo.


Trama
A Mosca, agenti dell'FBI collaborano con il Ministero degli affari interni della Russia - MVD per sgominare una organizzazione della mafia russa; durante un raid, uno dei presenti sta per sparare all'agente federale americano Carter Preston, ma viene freddato dal maggiore Valentina Koslova della polizia russa. Il morto era fratello del capo dell'organizzazione, che vuole vendicarsi ad ogni costo; così incarica i suoi uomini più fidati di rintracciare un sicario tra i più abili nell'ambiente.

Il prescelto è the Jackal (lo Sciacallo), un misterioso ed infallibile killer professionista, abilissimo nel non lasciare tracce dietro di sé; il capomafia russo lo ingaggia per uccidere due persone (che non vengono mostrate allo spettatore); sapendo che una volta fatto il lavoro sarà ricercato ovunque e dovrà sparire per sempre, l'assassino chiede una cifra molto alta: 70 milioni di dollari. Quando l'MVD riesce a catturare uno degli uomini che avevano cercato Jackal, durante l'interrogatorio salta fuori il nome del killer, però mancano i dettagli sui bersagli; l'agente Preston e il maggiore Koslova ritengono che essi siano la stessa Koslova (che ha ucciso il fratello del boss) e il direttore dell'FBI (che ha appoggiato l'operazione congiunta).

Per fermare il killer prima che compia la sua missione, i due poliziotti si ritrovano costretti a cercare chi ha avuto contatti con il killer in passato; tra i nomi più probabili c'è Isabella Zanconia, una separatista basca ormai sparita da anni; la donna ha rinunciato alla politica e alla lotta armata e si è costruita una famiglia; per trovarla, Preston e la Koslova vanno a parlare con il suo ex ragazzo, un ex terrorista dell'IRA Declan Joseph Mulqueen, ora rinchiuso in carcere; Declan si rifiuta di coinvolgere Isabella ancora e si offre al suo posto, poiché anche lui è una delle poche persone ad aver conosciuto Jackal e quindi capace di riconoscerlo. Nonostante tutto, Preston insiste per parlare con Isabella, e Declan acconsente a patto che la donna sia tenuta fuori dalla caccia; parlando con la Koslova, Isabella dichiara di averlo conosciuto in un campo d'addestramento in Libia, e lo descrive portando Declan come controesempio: l'irlandese era pieno di fuoco ma nonostante tutto non andava oltre certi limiti (non ha mai fatto attentati contro obiettivi civili o provocato stragi per spargere terrore), mentre Jackal era già allora freddo ed impassibile, praticamente privo di emozioni.

Tra un inseguimento e l'altro attraverso il Nordamerica, presto i tre scopriranno che rintracciare Jackal è un'impresa quasi impossibile, vista la sua abilità nel cambiare continuamente identità e nascondere le proprie tracce; Jackal è inseguito anche da terroristi ed altre organizzazioni a cui ha pestato i piedi. Intanto Declan e Valentina Koslova si avvicinano nonostante le differenze; l'ex terrorista spiega ad un certo punto che per lui è una questione personale: Jackal sparò a lui e Isabella anni prima, colpendo la donna al ventre e uccidendo così il bambino che portava in grembo. Ottenuta la vendetta, Declan vuole sparire sfruttando una chiave datagli da Isabella, che apre un armadietto con un passaporto pulito e contanti, nascosti lì all'epoca dell'arresto di Declan da suoi amici che affidarono la chiave ad Isabella.

Dopo vari tentativi di neutralizzazione dello Sciacallo, quest'ultimo, dopo aver assassinato il suo armiere e l'uomo che lo ospitava (il killer si era finto gay per corteggiarlo e farsi invitare a casa sua, in modo da usarla come base non rintracciabile) scoverà la Koslova e la ucciderà a sangue freddo, insieme all'agente FBI Witherspoon.

Da una frase che Jackal ha sussurrato alla Koslova affinché la riferisse all'irlandese e da un servizio televisivo, Declan intuisce che il vero obiettivo del sicario non è il Direttore dell'FBI, bensì un'altra persona che apparirà con lui ad un evento pubblico, la First Lady. Quindi, arrivato appena in tempo con le forze speciali per sventare l'attentato, l'ex terrorista localizza Jackal che tenta la fuga in metropolitana, e nel contempo l'agente Carter Preston, del Federal Bureau americano, riesce a salvare la First Lady dai colpi sparati da un'arma, fuori controllo, piazzata all'interno di un furgone dallo stesso killer. Questi, sceso nella metro, prende in ostaggio una ragazza e neutralizza Declan: ma Isabella, giunta sul posto, riesce a sparare a Jackal salvando la vita dell'ex compagno, il quale subito dopo salverà entrambi sparando più volte al mercenario non ancora morto.

Giorni dopo Declan e l'agente Preston, convalescenti per le rispettive ferite, assistono alla sepoltura del killer in una tomba anonima, con una lapide che dice solo The Jackal. Preston è dispiaciuto che le autorità non abbiano concesso la grazia a Declan nonostante il suo aiuto, ma Declan è soddisfatto di aver chiuso i conti col killer. Allora Preston (che ha sempre saputo della chiave), dopo averlo ringraziato per le azioni eroiche svolte e avergli augurato buona fortuna, lo lascia solo per trenta minuti in modo che possa dileguarsi.

Interpreti e personaggi
Bruce Willis: The Jackal
Richard Gere: Declan Joseph Mulqueen
Sidney Poitier: Carter Preston, FBI
Diane Venora: Valentina Koslova
Mathilda May: Isabella Zanconia
J. K. Simmons: Witherspoon
Ravil Isyanov: Ghazzi Murad
Richard Cubison: Generale Belinko
Daniel Dae Kim: Akashi
Maggie Castle: l'ostaggio
John Cunnigham: Brown
Jack Black: Lamont
Tess Harper: First Lady
Leslie Phillips: Woolburton
Stephen Spinella: Douglas
Sophie Okonedo: Alsaria
David Hayman: Terek Murad


Doppiatori italiani
Massimo Venturiello: The Jackal
Mario Cordova: Declan Joseph Mulqueen
Vittorio Di Prima: Carter Preston
Anna Mazzotti: Valentina Koslova
Roberta Greganti: Isabella Zanconia
Mario Bombardieri: Witherspoon
Michele Kalamera: Brown
Marco Bresciani: Lamont
Fabrizia Castagnoli: First Lady
Roberto Certomà: Douglas
Antonella Alessandro: Alsaria
Carlo Valli: Terek Murad
Vittorio Amandola: Belinko
Valentina Mari: Maggie
Pasquale Anselmo: Ghazzi Murad
Marco Guadagno: commesso Internet
Bruno Conti: agente
Enrico Di Troia: agente
Ambrogio Colombo: Bolinodov
Franco Mannella: Vasilov
Mario Bombardieri: poliziotto
Luigi Ferraro: giornalista
Laura Romano: giornalista
Marco Guadagno: giornalista
Mario Bombardieri: uomo alla dogana

Riflessi sulla pelle (The Reflecting Skin) è un film del 1990 scritto e diretto da Philip Ridley. È stato presentato in concorso al Festiva...

Riflessi sulla pelle (The Reflecting Skin) è un film del 1990 scritto e diretto da Philip Ridley.

È stato presentato in concorso al Festival di Locarno, dove ha vinto il Pardo d'argento, il Premio FIPRESCI e il Premio CICAE, e nella Settimana Internazionale della Critica al 43º Festival di Cannes.

Ridley con le sue gigionerie visive può di diritto entrare a far parte del club di Lynch e di altri come i fratelli Coen.

Trama.

Idaho, anni '50. Tre bambini fanno un brutto scherzo ad una vedova, Dolphin. Fanno esplodere una rana che la imbratta di sangue. Seth è uno dei tre bimbi. Suo padre gestisce una pompa di benzina ed il suo unico svago è leggere fumetti sui vampiri, la madre odia la propria vita, la puzza di benzina che impregna tutto e vive solo in attesa del ritorno del figlio maggiore, Cameron, in servizio nel Pacifico. Quando uno degli amichetti di Seth viene rinvenuto morto nel pozzo d'acqua della famiglia, lo sceriffo, al quale manca una mano, un occhio ed ha un orecchio mozzato, accusa il padre di Seth, precedentemente accusato di molestie nei confronti di un minore. Questi, pieno di vergogna, si suicida facendosi saltare in aria assieme alla pompa di benzina. Seth intanto, nella sua ingenua ignoranza, passa il suo tempo in compagnia di un feto morto, convinto che sia il suo amico morto divenuto un angelo e si convince che la vedova sia una vampira. Quando suo fratello maggiore fa ritorno dalla guerra e s'innamora di questa, cerca in tutti i modi di evitare che tra loro possa nascere una storia per evitare che anche lui muoia, vedendo il fratello deperire. In realtà il fratello sta morendo per le radiazioni che lo hanno colpito durante i test atomici. Nel frattempo è stato trovato il corpo esanime dell'altro compagno di giochi del piccolo Seth. Anche Dolphin morirà per mano degli stessi assassini, una banda di balordi che scivolano sulle polverose vie della campagna su un'automobile nera. Solo quando vede la donna morta e la disperazione del fratello, Seth capisce dove si annida veramente il male.

Interpreti e personaggi.

Viggo Mortensen: Cameron Dove
Lindsay Duncan: Dolphin Blue
Jeremy Cooper: Seth Dove
Sheila Moore: Ruth Dove
Duncan Fraser: Luke Dove
David Longworth: Joshua
Robert Koons: Sceriffo Ticker
David Bloom: Deputy
Evan Hall:    Kim
Codie Lucas Wilbee: Eben

uThe Double è un film del 2011 diretto da Michael Brandt. Oltre ai protagonisti Richard Gere e Topher Grace nel film figurano anche Martin S...

uThe Double è un film del 2011 diretto da Michael Brandt. Oltre ai protagonisti Richard Gere e Topher Grace nel film figurano anche Martin Sheen, Odette Annable e Stephen Moyer.

L'ossessione di una carriera. L'agente della CIA, Paul Shepherdson, è andato in pensione senza essere riuscito ad inchiodare un misterioso e imprendibile killer sovietico. Ora viene richiamato in servizio perché l'omicidio di un senatore sembra portare la firma del suo storico avversario. Una caccia voluta dal suo ex superiore Tom Highland che lo vede collaborare con il giovane agente dell'FBI, Ben Geary. La coppia analizza i crimini del passato, ricostruisce la personalità dell'assassino e scopre che la realtà è molto diversa da quello che si pensava.


Trama.


Washington: l'uccisione di un senatore degli Stati Uniti d'America richiama alla mente, per le sue modalità, gli omicidi compiuti da una spia sovietica conosciuta con il nome in codice di "Cassio" e di cui si erano perse le tracce, tanto da essere ormai creduto morto. Per indagare, viene eccezionalmente richiamato in servizio l'ex-agente della CIA in pensione Paul Shepherdson, il quale ha impegnato gran parte della propria vita professionale dando la caccia a Cassio. A lui viene affiancato il giovane agente dell'FBI Ben Geary. Si scoprirà, quasi all'inizio del film, togliendo quindi l'effetto sorpresa che è proprio Paul Shepherdson ad essere Cassio e il motivo per cui è tornato ad uccidere è per vendicarsi della famiglia che il KGB gli ha ucciso. Si scoprirà anche che il giovane Ben Geary è anche lui una spia russa infiltrata con il compito di trovare ed eliminare Cassio. Tra i due, comunque, nascerà una complicità per cui ucciso un altro agente del KGB (responsabile diretto dello sterminio della famiglia di Shepherdson) il giovane Geary lo indicherà come Cassio. Shepherdson muore ucciso dal finto Cassio, mentre Geary, seguendo il consiglio datogli da Shepherdson prima di morire, rinuncia a fuggire a Mosca e ritorna dalla sua donna e dai suoi figli.


Interpreti e personaggi
Richard Gere: Paul Shepherdson
Topher Grace: Ben Geary
Martin Sheen: Tom Highland
Odette Annable: Natalie Geary, moglie di Ben
Jeffrey Pierce: Agente Weaver
Stephen Moyer: "Bruto"
Tamer Hassan: Bozlovskij
Chris Marquette: Oliver
Stana Katic: Amber


Doppiatori italiani
Mario Cordova: Paul Shepherdson
Stefano Crescentini: Ben Geary
Carlo Valli: Tom Highland
Domitilla D'Amico: Natalie Geary, moglie di Ben
Pasquale Anselmo: Bozlovskij
Alessandro Budroni: Oliver
Emanuela D'Amico: Amber

Limite estremo (Boiling Point) è un film del 1993, diretto da James B. Harris ed interpretato da Wesley Snipes, Dennis Hopper e Viggo Morten...

Limite estremo (Boiling Point) è un film del 1993, diretto da James B. Harris ed interpretato da Wesley Snipes, Dennis Hopper e Viggo Mortensen.


Un buon cast per un onesto film poliziesco. Due antagonisti, un poliziotto e un killer. Tutti e due hanno la scadenza di una settimana: il primo per acciuffare il secondo; il secondo per pagare un debito. Ma i problemi non si fermano qui,

Una sorta di "Heat-La sfida" in tono minore(anche qui poliziotti e criminali hanno problemi familiari e non solo),noir malinconico e disilluso,dove i personaggi hanno uno spessore non indifferente,e l'azione è tenuta a freno.Commovente la scena finale.Hopper,nonostante la tinta dei capelli alla Aldo Biscardi,è perfetto nel ruolo del criminale sognatore e patetico.Mortensen inquieta come killer che uccide con indifferenza.Il genere di film da riscoprire e gustare,ma che da noi è quasi introvabile,e perdipiù con un doppiaggio perfetto per una soap opera,tipo "Terra nostra"

Trama:

Red, un artista della truffa, viene rilasciato dalla prigione insieme a Ronnie, un giovane teppista. I due si mettono in società e causano la morte di un agente dei servizi segreti. Un collega della vittima giura vendetta, ma ha solo una settimana di tempo per catturare gli assassini prima di essere trasferito ad altro incarico.

Interpreti e personaggi.


Wesley Snipes: Jimmy Mercer
Dennis Hopper: Rudolph "Red" Diamond
Viggo Mortensen: Ronnie
Lolita Davidovich: Vikki Dunbar
Christine Elise: Carol
Jonathan Banks: Max Waxman
Valerie Perrine: Monica
Seymour Cassel: Virgil Leach
James Tolkan: Levitt
Tony Lo Bianco: Tony Dio
Paul Gleason: uomo di transizione
Tobin Bell: Roth
Dan Hedaya: Brady
Bobby Hosea: Steve
Stephanie Williams: Sally Mercer
James Pickens Jr.: guardia carceraria
Nancy Sullivan: Clerk
Lisa Kaseman: ballerina
Rick Dean: Bartender
George Gerdes: Henderson
Mark Phelan: Banner

A History of Violence è un film del 2005 diretto da David Cronenberg. Il film è tratto dall'omonimo romanzo grafico scritto da John Wag...

A History of Violence è un film del 2005 diretto da David Cronenberg.

Il film è tratto dall'omonimo romanzo grafico scritto da John Wagner, illustrato da Vince Locke e pubblicato dalla Vertigo (etichetta della DC Comics) nel 1997, noto in italiano come Una storia violenta (edito dalla Magic Press). Il lungometraggio è stato presentato in concorso al 58º Festival di Cannes.



Trama.
Tom Stall è il proprietario di una tavola calda e vive con sua moglie Edie, avvocato, suo figlio Jack e sua figlia minore Sarah in una piccola città dell'Indiana, Millbrook. Egli diventa l'eroe locale dopo aver difeso se stesso e altre persone da un tentativo di rapina, uccidendo i rapinatori Leland e Billy che stavano per uccidere la cameriera e che avevano già ucciso in altri luoghi. La sua storia diventa in breve di dominio pubblico attirando l'attenzione dell'intera nazione e anche dei membri della mafia irlandese di Filadelfia. Alcuni di loro arrivano in città guidati dallo sfregiato Carl Fogarty. Egli sostiene che Tom in realtà è Joey Cusack, che li aveva traditi vent'anni prima. Queste supposizioni rompono l'equilibrio dell'intera famiglia.

Intanto Jack, che fino ad allora si era sempre tirato indietro dalle risse scolastiche, reagisce ai bulli che lo avevano tormentato a scuola sino ad allora, pestando a sangue il peggiore. Viene però rapito dalla banda di Fogarty che lo prende come ostaggio per avere Tom con sé. Tom però, al momento dello scambio riesce ad uccidere tutti i suoi assalitori, eccetto Fogarty che viene ucciso da Jack con un colpo di fucile alla schiena. Dall'abilità mostrata nell'affrontare i gangster risulta evidente che Tom è Joey Cusack. La moglie e il figlio si infuriano con lui per aver mentito così a lungo, ma quando lo sceriffo comincia a pensare che le parole di Fogarty fossero vere, Edie difende il marito.

I guai però non sono finiti perché il fratello di Joey, Richie, uno dei boss della malavita di Filadelfia, telefona a Joey chiedendogli di fargli visita. Joey accetta per chiedere al fratello di far cessare quella faida anche se un rifiuto costerebbe probabilmente la vita a lui e alla sua famiglia. Parte quindi per Filadelfia, dove incontra il fratello a casa sua. Dopo un abbraccio, in un clima apparentemente cordiale, Richie ricorda a Joey che il suo comportamento gli è costato molto denaro per scongiurare il rischio dell'appartenenza alla mafia irlandese dell'Est Coast, che era stata sul punto di ucciderlo. Alla domanda di Joey su che cosa possa fare per rimediare e fare pace, Richie gli risponde: «Potresti morire». Uno degli uomini di Richie, come da accordo precedente, tenta di uccidere Joey col "laccetto", ma quest'ultimo riesce a uccidere sia il primo assalitore che quelli successivi. Prima di andar via uccide lo stesso Richie con un colpo di pistola alla fronte.

Joey ritorna a casa durante l'ora di cena. L'atmosfera è intensa: il resto della famiglia è a tavola e sta per iniziare a mangiare. Joey si siede, e i figli gli porgono un piatto e del cibo mentre la moglie lo guarda e scoppia in lacrime.

Riprese.
Il film è ambientato nella cittadina immaginaria di Millbrook nell'Indiana, Stati Uniti d'America, ma le riprese sono in realtà avvenute a Millbrook nell'Ontario, in Canada, tra il 2 agosto e il 14 novembre 2004. Gli incassi hanno superato i 30 milioni nel mercato nord-americano.


Interpreti e personaggi.
Viggo Mortensen: Tom Stall/Joey Cusack
Maria Bello: Edie Stall
Ed Harris: Carl Fogarty
William Hurt: Richie Cusack
Ashton Holmes: Jack Stall
Peter MacNeill: sceriffo Sam Carney
Stephen McHattie: Leland Jones
Greg Bryk: Billy Orser
Sumela Kay: Judy Danvers
Kyle Schmid: Bobby Jordan
Deborah Drakeford: Charlotte
Gerry Quigley: Mick
Heidi Hayes: Sarah Stall
Aidan Devine: Charlie Roarke
Bill MacDonald: Frank Mulligan
Michelle McCree: Jenny Wyeth
Ian Matthews: Ruben
R.D. Reid: Pat
Doppiatori italiani
Pino Insegno: Tom Stall
Francesca Fiorentini: Edie Stall
Adalberto Maria Merli: Carl Fogarty
Rodolfo Bianchi: Richie Cusack
Andrea Mete: Jack Stall
Renato Mori: sceriffo Sam Carney
Davide Perino: Bobby Jordan
Angelo Nicotra: Leland Jones
Vittorio De Angelis: Billy Orser
Gianluca Machelli: Mick

Delitto perfetto (A Perfect Murder) è un film del 1998 diretto da Andrew Davis, remake de Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock del 1954. ...

Delitto perfetto (A Perfect Murder) è un film del 1998 diretto da Andrew Davis, remake de Il delitto perfetto di Alfred Hitchcock del 1954.

Con il precedente film di Hitchcock ha in comune soltanto la derivazione dalla pièce teatrale Dial M for Murder (1952) di F. Knott, peraltro radicalmente ristrutturata nella sceneggiatura di Patrick Smith Kelly. Con personaggi ridotti a meccaniche funzioni narrative è un film di provetto e anodino mestiere perfettamente in linea con le convenzioni del cinema hollywoodiano degli anni '90. Davis conferma una vecchia regola: da un ex direttore della fotografia raramente nasce un regista originale.

Trama.

New York. Il ricco e potente Steven Taylor, magnate della finanza, è sposato con la bella Emily, giovane di ricca famiglia ed interprete multilingue alla sede dell'ONU, ed insieme vivono in un lussuoso appartamento della città; da tempo, Emily si sente in crisi con Steven e per questo ha instaurato una relazione extraconiugale con l'affascinante David Shaw, pittore squattrinato e bohémien, ma non ha mai trovato il coraggio di lasciare Steven.

Assoldando un detective, Steven scopre la relazione extraconiugale della moglie e si reca a casa di David, con la scusa di voler ammirare alcuni suoi quadri, e gli dimostra di conoscere tutto del suo passato: David è in realtà Winston Lagrange, un ladruncolo specializzato nel legarsi a vecchie e facoltose signore per impossessarsi dei loro averi, che ha imparato a dipingere non a Berkeley, come egli afferma, ma durante le lunghe detenzioni in carcere[2]. Dato il suo passato, Steven ritiene che egli sia la persona adatta per attuare il piano che cova già da tempo: uccidere Emily per ereditarne l'immenso patrimonio. Steven, infatti, sta attraversando gravi problemi economici, che tiene nascosti alla moglie, e ritiene di poterli risolvere, oltre a placare la folle gelosia che lo corrode, eliminandola. Grazie ad un suo astuto stratagemma, David sarebbe venuto in possesso della chiave di Emily e sarebbe entrato in casa in un momento di assenza di Steven.

David, anche se contrariato, accetta: Steven gli ha promesso un compenso di 500.000 dollari, di cui 100.000 anticipati. Ma la sera dell'omicidio mentre Steven, per crearsi un alibi, va a giocare a poker al circolo ed Emily è sola in casa, David non ha il coraggio di uccidere la donna, e manda al posto suo un ex detenuto da lui conosciuto durante i suoi "soggiorni" nelle patrie galere. Ma le cose non vanno come previsto: l'aggressore incappucciato tenta di strangolare Emily ma lei, resistendo forsennatamente, riesce ad uccidere il suo aggressore, e viene trovata al rientro di Steven coperta di sangue ed in stato di shock. Una volta visto il cadavere per terra, credendo sia il corpo di David, Steven gli sfila la chiave dalla tasca inserendola nel mazzo di chiavi di Emily: quella chiave tuttavia non è di Emily, ma è la chiave di casa dell'aggressore.

Mentre il sospettoso detective Karaman si occupa del caso, Steven ricontatta David, rifiutandogli i rimanenti 400.000 dollari del compenso poiché non ha portato a termine il "lavoro". Ma il giovane ha registrato di nascosto l'accordo verbale con Steven, e adesso può ricattarlo a sua volta, minacciandolo di consegnare il nastro alla polizia. Dopo aver svelato la reale identità di David ad Emily che, in lacrime, lo abbraccia e gli chiede perdono promettendogli fedeltà, Steven consegna il denaro a David che sta per salire sul vagone letto di un treno in partenza. Ma nella toilette del compartimento stesso è nascosto Steven, che lo uccide accoltellandolo allo stomaco e si riprende il denaro, ma scopre che David ha mandato una copia della registrazione a casa di Emily.

Contemporaneamente, Emily ha fatto delle ricerche per conto proprio e, oltre alla reale identità di David, ha scoperto anche le gravi lacune economiche del marito, connettendole ad alcuni episodi poco chiari avvenuti prima, durante e dopo il "delitto perfetto"; inoltre è anche riuscita a raggiungere l'appartamento del suo aggressore. Il marito torna a casa dalla stazione e scopre che Emily non ha aperto le lettere, trova quella con la registrazione e la nasconde nella cassaforte, dopodiché va a farsi una doccia mentre Emily, conoscendo la combinazione della cassaforte (la data del loro matrimonio), la apre ed ascolta la registrazione; poi finge di andare ad ordinare del cibo per cena, per consentire così al marito di uscire a riprendersi la chiave di casa di Emily (nascosta sotto una tubatura vicino alla porta di servizio) e scoprirlo. Emily lo affronta rivelando di aver capito tutto, dopodiché tenta di uscire ma Steven la blocca; Emily reagisce dandogli un pugno sull'occhio ma Steven, accecato dalla rabbia, la aggredisce con l'intenzione di ucciderla, ma Emily prende la pistola che porta sempre con sé e gli spara un colpo ferendolo al braccio; dopodiché tenta di nuovo la fuga, ma Steve agonizzante, riprende le forze per attaccare di nuovo la moglie, la quale lo colpisce in faccia con la pistola; Steven tenta di aggredirla nuovamente ma Emily riprende la pistola e uccide Steven sparandogli due colpi al petto.

All'arrivo del detective Karaman, la giovane vedova racconterà tutta la storia, facendogli anche ascoltare la macabra registrazione.

Interpreti e personaggi.

Michael Douglas: Steven Taylor
Gwyneth Paltrow: Emily Bradford Taylor
Viggo Mortensen: David Shaw
David Suchet: Mohamed Karaman
Constance Towers: Sandra Bradford

Doppiatori italiani.

Pino Colizzi: Steven Taylor
Claudia Catani: Emily Bradford Taylor
Luca Ward: David Shaw
Sergio Di Giulio: Mohamed Karaman

La corsa dell'innocente è un film del 1992, diretto da Carlo Carlei. Trama Vito è un ragazzino che vive nella campagna calabrese. La s...

La corsa dell'innocente è un film del 1992, diretto da Carlo Carlei.

Trama

Vito è un ragazzino che vive nella campagna calabrese. La sua famiglia collabora con la 'Ndrangheta e un giorno viene sterminata da una gang criminale: solo Vito riesce a scampare nascondendosi sotto il letto.

Disperato, trova il padre in fin di vita che gli ordina di scappare. Si imbatte in una caverna dove trova lo zaino e il corpo di Simone, un ragazzino benestante, sequestrato dall'organizzazione e morto di stenti. Purtroppo ritrova anche l'uomo che ha massacrato la sua famiglia, lo stesso che teneva in ostaggio Simone. Inizia così la fuga di Vito verso la Toscana, per cercare la famiglia del bambino morto.

La pellicola fu candidata a Los Angeles nel 1994 al Golden Globe come Miglior Film Straniero.

Interpreti e personaggi

Manuel Colao: Vito
Federico Pacifici: Scarface
Salvatore Borgese: padre di Vito
Lucio Zagaria: Orlando
Giusi Cataldo: Giovanna
Massimo Lodolo: Rocco
Anita Zagaria: madre di Vito
Isabelle Mantero: poliziotta
Nicola Di Pinto: questore
Severino Saltarelli: autista di Scarface
Gianfranco Barra: Porter
Giovanni Pallavicino: nonno di Vito
Anna Lelio: nonna di Vito
Beppe Chierici: Don Silvio
Ester Galazzi: vecchia
Francesca Neri: Marta Rienzi
Jacques Perrin: Davide Rienzi
Alessandro Pess: Simone (con il nome Sandro Barletta)

Doppiatori italiani
Cesare Barbetti: Davide Rienzi

In fondo al bosco è un film del 2015 diretto da Stefano Lodovichi, con protagonisti Filippo Nigro e Camilla Filippi. In fondo al bosco ritro...

In fondo al bosco è un film del 2015 diretto da Stefano Lodovichi, con protagonisti Filippo Nigro e Camilla Filippi.

In fondo al bosco ritrova la sua originalità solo quando pone al pubblico le domande più interessanti relative alla natura del legame paterno: quanto conta il richiamo del sangue nella genitorialità maschile?

E cosa fa di un uomo un padre? 

Un'ottima idea mettere a frutto quanto fa ormai parte dell'immaginario collettivo contemporaneo ed elevarlo dalla bassa lega delle ricostruzioni da salotto televisivo alla dignità cinematografica.

Trama.

Durante un gelida notte dell'inverno 2010, il piccolo Tommaso, di soli 4 anni, scompare misteriosamente, mentre in paese è in corso una festa dove gli abitanti sono mascherati da Krampus.

Cinque anni dopo viene ritrovato un bambino senza identità e, quando il test del DNA rivela che si tratta di Tommi, i genitori possono finalmente riabbracciare il loro figlio.

Il padre Manuel è felice di averlo ritrovato e può finalmente scagionarsi agli occhi della comunità, che lo ha sempre ritenuto il primo sospettato della sua scomparsa; la madre Linda, invece, fatica ad adattarsi al ritrovamento, giacché percepisce strani ed inquietanti segni.

Mentre tutti si chiedono cosa sia successo veramente al bambino, alcuni indizi portano ad un'antica leggenda locale ed al terribile sospetto che il bambino sia l'incarnazione del diavolo.

Interpreti e personaggi.


Filippo Nigro: Manuel Conci
Camilla Filippi: Linda Weiss
Teo Achille Caprio: Tommaso Conci
Giovanni Vettorazzo: Pietro Weiss
Stefano Detassis: Hannes Ortner
Maria Vittoria Barrella: Else
Roberto Gudese: Flavio
Luca Filippi: Dimitri
Alessandro Corabi: Tommaso a 4 anni

Split è un film del 2017 diretto da M. Night Shyamalan . Shyamalan ha sviluppato la sua sceneggiatura su un soggetto liberamente ispirato ...

Split è un film del 2017 diretto da M. Night Shyamalan.

Shyamalan ha sviluppato la sua sceneggiatura su un soggetto liberamente ispirato alla figura di Billy Milligan, un criminale statunitense affetto da disturbo dissociativo dell'identità.

James McAvoy interpreta il pericoloso psicopatico, mentre le altre interpreti principali sono Anya Taylor-Joy, Jessica Sula, Haley Lu Richardson e Betty Buckley.

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Trama
Filadelfia, tre adolescenti, le popolari Claire e Marcia e la problematica Casey, vengono rapite e tenute prigioniere dall'enigmatico "Dennis". Questi è in realtà una delle molteplici personalità di Kevin Crumb, persona con gravi disturbi mentali insorti presumibilmente a causa di una infanzia molto problematica.

Negli anni, la psichiatra Karen Fletcher, che ha diagnosticato a Kevin una grave forma di disturbo dissociativo dell'identità, è riuscita ad instaurare un rapporto di fiducia con Kevin nonché ad affidare alla personalità più equilibrata, quella di "Barry" S., la capacità di far entrare "nella luce" – cioè avere il controllo del corpo – le altre personalità e di relegare lontano "dalla luce" le personalità del violento ossessivo compulsivo "Dennis" e della maniaca "Patricia "colpevoli di terrorizzare le altre personalità raccontando della Bestia. Purtroppo però un recente incidente sul lavoro – due ragazze hanno costretto Kevin a toccare loro il seno per scommessa – ha risvegliato le personalità iperprotettive di Dennis e Patricia. La dottoressa ha identificato ben 23 personalità distinte, ognuna con caratteristiche diverse, persino fisiche, al punto che, ad esempio, addirittura una di esse ha il diabete.

Mentre Claire e Marcia vogliono attaccare Dennis e scappare, Casey, che fin da piccola è stata abituata dal padre a cacciare, vuole prima valutare con chi ha a che fare. In breve si accorgono che l’uomo ha più personalità e, quando si mostra con quella di un bambino di 9 anni, Hedwig, lei cerca di convincerlo a liberarle, ma lui si rifiuta e, inavvertitamente, rivela che la stanza in cui sono rinchiuse ha un punto debole. Claire lo trova e prova a fuggire ma finisce per essere punita da Dennis che la divide dalle altre. Quando poi anche Marcia tenta di fuggire, Patricia divide anche lei da Casey. Questa, rimasta sola, riceve la visita di Hedwig che convince a portarla nella sua stanza dove lui le mostra il walkie talkie di Kevin. Casey allora, approfittando dell'ingenuità del bambino, lancia un SOS che però cade nel vuoto.

Dato che il momento di sacrificare le ragazze alla Bestia si avvicina, ben 15 personalità di Kevin chiedono alla psichiatra un appuntamento urgente ma poi è sempre Dennis a presentarsi anche se fa di tutto per farsi credere Barry. L’esperienza della donna le fa capire che la personalità con cui parla è quella di Dennis così va a trovare l’uomo nel posto in cui vive e scopre non solo che la "Bestia" è la 24esima personalità di Kevin che sta per "nascere", ma anche che Dennis ha rapito tre ragazze. Dennis tramortisce la donna e poi sale su un treno e si trasforma nella Bestia: un essere dotato delle qualità animali delle varie creature che popolano lo zoo dove lavora e vive.

Tornato allo zoo, la Bestia uccide la psichiatra e sbrana Marcia e Claire; Casey invece scappa e trova un biglietto della dottoressa che dice come bloccare l'azione delle personalità di Kevin, cioè dire il suo nome per intero: Kevin Wendell Crumb. Raggiunta dalla Bestia, Casey pronuncia il nome completo di Kevin che così si risveglia e, scoperto cos'è successo, chiede a Casey di prendere il fucile e ucciderlo, ma prima che lei possa farlo emergono le altre personalità e alla fine quella della Bestia ha il sopravvento. Casey fugge nei sotterranei dell'edificio; riesce a sparare alla Bestia, che però non muore e si scaglia ancora contro di lei. Quando vede che la ragazza porta sul suo corpo i segni di un’infanzia travagliata – la ragazza infatti è stata abusata per anni dallo zio John, che tra l’altro è diventato il suo tutore legale dopo la morte del padre – la lascia vivere perché le persone che hanno sofferto sono "pure".

Mentre Casey viene trovata nel seminterrato da uno dei custodi dello zoo e dalla polizia (alla quale la ragazza trova il coraggio di dichiarare gli abusi subiti da parte dello zio), si vedono Dennis, Patricia ed Hedwig che esercitano un controllo permanente sul corpo e sono pronti a scatenare la Bestia quando lo ritengono necessario.

Infine, in una tavola calda, dalla tv la voce di una giornalista si riferisce a Kevin Wendell Crumb come l’“Orda”, e tra le persone presenti una nota delle similitudini con un criminale arrestato quindici anni prima, ma del quale non ricorda il nome. Dietro di lei, un uomo (David Dunn) ricorda il suo soprannome: l'Uomo di Vetro" (vedi Unbreakable - Il predestinato).

Interpreti e personaggi
James McAvoy: Kevin Wendell Crumb / "Bestia"
Anya Taylor-Joy: Casey Cook
Betty Buckley: Dr.ssa Karen Fletcher
Haley Lu Richardson: Claire Benoit
Jessica Sula: Marcia
Brad William Henke: zio John
Sebastian Arcelus: padre di Casey
Neal Huff: padre di Claire
Izzie Coffey: Casey da piccola
M. Night Shyamalan: Jai
Bruce Willis: David Dunn
Doppiatori italiani
Massimiliano Manfredi: Kevin Wendell Crumb, le sue 23 personalità e la "Bestia"
Letizia Ciampa: Casey Cook
Aurora Cancian: Dr.ssa Karen Fletcher
Lucrezia Marricchi: Claire Benoit
Elena Perino: Marcia
Paolo Marchese: zio John

I Peaky Blinders furono una gang criminale attiva a Birmingham nel XIX e XX secolo. Furono una delle tante gang giovanili dell'epoca. ...

I Peaky Blinders furono una gang criminale attiva a Birmingham nel XIX e XX secolo. Furono una delle tante gang giovanili dell'epoca.

Secondo lo storico Carl Chinn, il nome Peaky Blinders deriva dalla pratica di cucire dei rasoi nella visiera dei cappelli, i quali all'occorrenza potevano essere utilizzati come armi.

Protagonista la famiglia Shelby, criminali conosciuti sotto il nome di Peaky Blinders.

Più precisamente ci troviamo nel malfamato quartiere di Small Heath, dove violenza, povertà e degrado sono all’ordine del giorno.


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Episodi.
La prima stagione della serie televisiva Peaky Blinders è stata trasmessa in prima visione assoluta nel Regno Unito dal canale via cavo BBC Two dal 12 settembre al 17 ottobre 2013.

Episodio 1.

Dopo la Grande Guerra del 1919, i Peaky Blinders, guidati da Thomas "Tommy" Shelby, si appropriano di una spedizione di armi dalla fabbrica di armi locale. Winston Churchill invia l'ispettore Campbell a Birmingham per recuperare le armi. Campbell esamina il record di Tommy, che nota che era un ex sergente maggiore decorato. Zia Polly esorta Tommy a restituire le armi, ma sente di poterle usare a suo vantaggio. Suo fratello Arthur non è d'accordo con Tommy sul fissare corse di cavalli, credendo che causerà problemi con Billy Kimber, che gestisce le corse. L'ispettore Campbell e i suoi uomini catturano Arthur e lo picchiano mentre indagano sulla rapina con la pistola. Campbell propone ad Arthur e alla banda di lavorare con lui per trovare le armi. La sorella di Tommy, Ada, è coinvolta con Freddie Thorne, una comunista. Barmaid Grace inizia a lavorare al bar. All'insaputa dei Peaky Blinders, è stata collocata a Birmingham dall'ispettore Campbell per aiutare a trovare le armi. Danny ha un altro episodio di PTSD e uccide un imprenditore italiano. Per evitare una guerra con gli italiani, Tommy accetta di uccidere Danny, con gli italiani che guardano dall'altra parte del canale. Tuttavia, la morte di Danny è falsa e si reca a Londra per un incarico speciale.

Episodio 2.
Tommy, Arthur e John si incontrano con le fecce per cercare un cavallo per la prossima gara. Le fecce insultano i Peaky Blinders, scoppia una rissa e in seguito Tommy riceve un proiettile con sopra il suo nome. La forza speciale di Campbell lancia un giro di vite a sorpresa, prendendo di mira i socialisti e cercando le armi. Freddie e Ada riescono a fuggire, ma Freddie deve lasciare la città. Campbell affronta Polly e attacca tutti gli stabilimenti di Shelby. Per rappresaglia, Tommy organizza che un giornalista scriva di una protesta che brucia l'immagine del re, che spinge Churchill a fare pressione su Campbell. Tommy incontra Campbell e gli dà un ultimatum: se i Peaky Blinders vengono lasciati soli, restituirà le armi; se l'ispettore interferisce con i suoi piani, Tommy invierà le armi all'IRA e rovinerà il lavoro di Campbell a Belfast. Campbell è d'accordo, ma in seguito ordina a Grace di avvicinarsi a Tommy e trovare la posizione delle armi. Polly capisce che Ada è incinta e lo dice a Tommy, che minaccia di uccidere Freddie. Tuttavia, in seguito dice a Freddie di portare via Ada; Freddie invece propone ad Ada e decide di rimanere in città. Billy Kimber e i suoi uomini affrontano gli Shelby, ma Tommy li convince a unire le forze per combattere i Lieviti, il loro nemico comune.

 Episodio 3.
Ada e Freddie si sposano e la zia Polly dà loro i soldi per lasciare il paese. Nonostante i migliori sforzi di Tommy per mantenere segrete le armi, sembra che le persone continuino a scoprirle, inclusi due membri dell'IRA. Grace li ascolta mentre cerca di ricattare Tommy e ne segue uno, ma lui la attacca. Grace riesce a sparare al suo aggressore morto per legittima difesa. Tommy avverte Kimber che la gente di Lee deruberà ancora una volta i bookmaker di Kimber durante le gare. Tommy porta Grace come suo appuntamento alle gare di Cheltenham nel tentativo di distrarre Kimber e di convincerlo che dovrebbe assumere i Blinders come sua sicurezza. Kimber è d'accordo se può passare del tempo da solo con Grace, Tommy è d'accordo. All'ultimo minuto, ha un cambiamento di cuore e afferma che Grace è in realtà una prostituta con "l'applauso" (sifilide). Freddie decide che Tommy non lo spaventerà e tornerà.

Episodio 4.
Tommy ha reso legittimo il business ottenendo una licenza di scommesse. Anche se non si fida completamente di lei ed è diffidente nei suoi confronti, Tommy assume Grace come segretaria. John chiama la famiglia per dire loro che ha deciso che i suoi quattro figli hanno bisogno di una madre e che ha deciso di voler sposare Lizzie, una prostituta locale. Tommy disapprova perché non pensa che Lizzie abbia rinunciato alla sua precedente professione. I Lees derubano la tana da gioco degli Shelbys come vendetta per i Peaky Blinders che hanno protetto i bookmaker di Billy Kimber durante le gare. Tommy decide di chiamare una tregua con la famiglia Lee in modo che possa avere un alleato contro Billy Kimber e sposa John con la figlia di Lees, Esme, per portare a compimento l'accordo. Ada arriva al matrimonio ma subito dopo inizia il travaglio. Freddie viene a vedere il nuovo bambino ma viene arrestato quando si presenta.

Episodio 5.

Credendo che Tommy abbia tradito Freddie, Ada non vuole vedere o parlare con la sua famiglia. Sebbene Arthur Sr. (Tommy Flanagan) abbia abbandonato la famiglia un decennio fa, torna in città. Tommy non vuole avere niente a che fare con lui, ma Arthur Jr. crede di essere cambiato e vuole fare qualsiasi cosa per aiutarlo, incluso il finanziamento dell'apertura di hotel in America. Tuttavia, Arthur Sr. decolla con i soldi che Arthur Jr. gli ha dato. Quando Arthur Jr. alla fine rintraccia suo padre, Arthur Sr. ammette di non aver mai avuto alcun piano e ha sentito che la famiglia Shelby gli doveva. Un membro dell'IRA inizia a indagare sull'uomo ucciso da Grace. Grace e Tommy uccidono gli altri membri dell'IRA. Ora innamorato di Tommy, Grace dice all'ispettore Campbell, se gli dà la posizione delle pistole, deve lasciare in pace Tommy e la sua famiglia. Sospetta che le armi siano sepolte in una falsa tomba dopo aver scoperto che Danny non è davvero morto, ma a Londra per lavoro per la famiglia Shelby. Grace lascia il posto all'ispettore Campbell e rassegna il servizio alla corona. Mentre si è dimessa, e le pistole hanno trovato, ad eccezione di una, l'ispettore Campbell propone il matrimonio, che Grace rifiuta.

Episodio 6.

L'ispettore Campbell sa che Grace è stata con Tommy. Tuttavia, conferma a Winston Churchill che Grace dovrebbe ricevere qualche encomio da parte sua nel trovare le armi mancanti. Polly incontra Grace per rivelare che conosce il segreto di Grace e che non la perdonerà mai. I Peaky Blinders, guidati da Danny, scatenano Freddie dalla prigione. Tommy raccoglie i Peaky Blinders e i Lees per affrontare gli uomini di Kimber in pista, ma Kimber cattura gli Shelby alla sprovvista e supera in numero affrontandoli a casa. Freddie aiuta Peaky Blinders tirando fuori la mitragliatrice dalle armi rubate, ma Ada salta nel mezzo delle riprese cercando di portare la pace. Kimber spara contro i Peaky Blinders, ferendo Tommy e uccidendo Danny. Tommy, a sua volta, uccide Kimber. Tommy incontra Grace e lei gli dice che lo ama e andrà a Londra per qualche giorno; ha un'idea di come possano stare insieme. Tommy scrive una lettera e lancia una moneta per decidere se andrà con Grace. Mentre ciò accade, Campbell affronta Grace alla stazione ferroviaria e le punta la pistola. Mentre la scena si attenua, c'è uno sparo.

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El Chapo è una serie televisiva statunitense co-prodotta da Univision e Netflix. La serie racconta la vita di Joaquín "El Chapo" G...

El Chapo è una serie televisiva statunitense co-prodotta da Univision e Netflix. La serie racconta la vita di Joaquín "El Chapo" Guzmán. È trasmessa dal 23 aprile 2017 sul canale Univision.

A livello globale, la serie viene distribuita dal 16 giugno 2017 sul servizio on demand Netflix.

Il 12 maggio 2017, Univision ha rinnovato la serie per una seconda stagione che è andata in onda dal 17 settembre al 3 dicembre 2017, mentre a livello internazionale è stata rilasciata da Netflix il 15 dicembre 2017.

La seconda stagione è stata trasmessa in patria dal 17 settembre al 3 dicembre 2017 ed è stata pubblicata su Netflix il 15 dicembre 2017. In seguito, è stata rinnovata per una terza stagione, che va in onda negli Stati Uniti dal 9 luglio 2018, mentre a livello globale verrà distribuita il 28 luglio 2018 da Netflix.

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Ozio, padre dei vizi, cugino del binge watching (che una volta si chiamava “Ammazzarsi di tv”, ma in inglese fa più figo) e soprattutto grande amico di Netflix. Se utilizzate la popolare piattaforma di streaming, sapete che ogni tanto questa vi propone qualche titolo sulla base di quelli già visti ed apprezzati tipo che so, Narcos. Ecco, El Chapo è tipo Narcos, però in tono minore, ma l’attrazione gravitazionale del divano è potente (sir Isaac Netwon lo sapeva), quindi vediamo com’è questo El Chapo.

Ideata da Silvana Aguirre e Carlos Contreras, trasmessa per la prima volta dal 23 aprile 2017 dal canale Univision, la trovate anche su Netflix più o meno da giugno L’ambizione è quella di proporre al pubblico un altro anti eroe televisivo, perché, parliamoci chiaro, da I Soprano in poi la tv non è mai più stata la stessa: una volta tifavamo per dei buoni alla MacGyver, ora i nostri eroi sono gangster, narcotrafficanti, serial-killer ed ex professori di chimica convertiti alla produzione di metanfetamine.

Interpreti e personaggi.
Marco de la O: Joaquín "El Chapo" Guzmán
Valentina Acosta: Alejandra
Alejandro Aguilar: Toño
Juan Carlos Oliva: El Güero
Rodrigo Abed: Amado
Juliette Pardau: Graciela
Teté Espinoza: Chío
Humberto Busto: Don Conrado Sol
Hernán Romo: Benjamín Avendaño
Abril Schreiber: Guadalupe

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