Home » » Keny Arkana, il rap è semplicemente qualcosa che le è capitato.

Keny Arkana aveva solo dodici anni quando ha iniziato a scrivere i suoi primi testi. Cresciuta in casa, senza mai essere veramente andata...

Keny Arkana aveva solo dodici anni quando ha iniziato a scrivere i suoi primi testi. Cresciuta in casa, senza mai essere veramente andata a scuola, è bastato poco perché la sua voglia di ribellione confluisse nei suoi primi pezzi.

Erano già parecchio anti-educazione, anti-polizia, anti-giudici, anti-il cosiddetto programma di protezione minori, tutto ciò che allora era la mia vita”, spiega Keny.

A darle la forza sono stati i fratelli maggiori dell’hip-hop francese e, ancora oggi, a Keny piace rappare pezzi di NTM e Assassin.

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Il tempo passa e la situazione inizia a scaldarsi. Alla fine degi anni ’90, la scena Marsigliese è in fermento. Ci sono un sacco di serate open-mic, e per la strada e alla radio si sentono gli FF e i Trosiéme Oeil.

Se c’è un freestyle in giro, Keny non è mai troppo lontana. In quel periodo, Keny rappa con uno dei collettivi più influenti della scena underground, gli Etat-Major, una di quelle magnifiche utopie che solo Marsiglia sembra capace di produrre, con tanto di Mc, Dj e ballerini.

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Salivamo sul palco, di solito dopo una festa di quartiere o cose così, otto Mc e due Dj – immaginatevi! Eravamo tutti appiccicati sul palco – era divertente. C’era una bella atmosfera, come se fossimo veramente una sola grande famiglia”

Nonostante il rap sia un elemento fondamentale nella tumultuosa gioventù di Keny, non è l’unico. Anche i viaggi rivestono un ruolo molto importante. Keny parte con lo zaino in spalla, la voglia di vedere cosa succede nel mondo, in cerca di ispirazione e di nuove conoscenze. Il primo show di Keny Arkana è a Parigi nel 2004, come supporter di Dany Dan e Sinik an Nuoveau Casino. “Da giovane Marsigliese che ero, avevo un po’ di paura ad esibirmi a Parigi per la prima volta, ma alla fine andò molto bene, fu fantastico.”

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I suoi primi contatti con l’industria musicale avvengono nel 2005. Ma ancora prima di iniziare a produrre, Keny realizza la sua prima opera, “L’ Esquisse”, uno street album potente e arrabbiato, che contiene le hit “Le Missile est lancèé” prodotto da Tefa & Masta e “De Opéra à La Plaine”, un gigantesco pezzo freestyle partorito dall’incontro di una ventina di artisti nati e cresciuti sulle strade di Marsiglia.

Le case discografiche si mettono in fila per corteggiare l’ex ragazzina degli Etat-Major. Alla fine la spunta la Because Music, promettendole la massima libertà d’azione, che emergerà subito dal primo pezzo in uscita, “La Rage” un brano infuocato di ribellione, a chitarre spiegate, il primo pezzo mainstream di un’artista che non ha paura a dire di voler cambiare il mondo.

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L’album “Entre Ciment et Belle Etoile” esce nel 2006 ed è la conferma della maturità rap di un’artista forgiata dalle fiamme. Le critiche della strada e dell’opinione pubblica sono tutte positive. La sorprendente “Victoria”, la profetica “Je Me Barre” e la rabbiosa “Eh Conard” sono solo tre delle numerose prove di talento racchiuse in un album che riesce a sedurre i puristi del rap e gli attivisti anti-globalizzazione fan di Manu Chao.

L’EP del 2008 “Désobbéissance” ribadisce la sua presenza al pubblico. Keny si rimette in viaggio, attraverso la Bolivia e il Guatemala, facendo la vita della guerrigliera, alternando gli elogi alla fuga al kickage in studio. “Quando vivo, io vivo fino in fondo. Intensamente e pienamente. Non penso mai a ciò che potrebbe tornare utile per la mia musica. Sono stata fuori dal giro per quasi tre anni. Sono stata nel Sud-Ovest della Francia, in Sud America. Messico e Argentina. Non pensavo al rap, e alla gente con cui stavo non fregava niente. Se fossi rimasta sempre attaccata al mondo del rap, probabilmente avrei avuto molto meno da raccontare. Prendere un po’ d’aria ogni tanto è importante. Adesso penso a quest’ album come se fosse il primo. E non l’avevo pianificato”.

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“Ne L’Esquisse 2” il suo street album del 2011, Keny ha annunciato il titolo del suo secondo album in uscita. Come al solito, Keny ha composto l’album seguendo il suo istinto, senza nessuna premeditazione. “Ancora adesso non pianifico niente. Cerco solo di toccare le giuste corde. Certe volte è difficile trovare le parole che meglio esprimano delle sensazioni. Non mi sento un’intellettuale. A dire la verità non mi trovo a mio agio con l’intelligenza à la francaise, quella che non passa dal cuore”. Il cuore a Keny non manca, e lo dimostra in ognuna delle 16 tracce (più un intro e un outro) di questo progetto così denso, tra urgenza ed emozione, tra tensione e tendenza.

In “J’aiOsé” , che include il contributo strumentale di Djakar, le sonorità rock si mescolano allo ska, dando vita a quel tipo di brano che fa saltare i fans ai concerti. In “Indignados” Keny ritorna alle sue origini argentine e dedica un verso in Spagnolo a tutti i Latini, Sud americani o Spagnoli che siano. “Ho pensato che fosse importante, e dico più o meno le stesse cose che dico in Francese”. I 50.000 Colombiani che hanno partecipato all’Hip-Hop Al Parque Festival a Bogotà a Ottobre 2012, ancora non si sono ripresi dallo shock.

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Ci sono anche due nuovi episodi della saga “Entre Les Lignes” – dei lunghi brani composti da grandi versi con una certa profondità spirituale. “Un viaggio interiore”, spiega Keny. La sonorità di “Tout Tourne Autour du Soleil” è ricca e variegata. “Madeline è uno dei beatmakers più presenti nell’album, ha composto le basi per alcuni dei brani, ad esempio “Gens Pressés”.

Djakar ha composto alcuni pezzi muicali e Djimi Finger ne ha composto uno che si chiama “Esprit Libre”, mentre per “Entre Les Lignes” mi sono affidata al mio vecchio chitarrista Tibo Lanza. Spike Miller ha prodotto “Vie d’Artiste”, un brano che dà la risposta ad alcune domande. Parla della mia instabilità emotiva, mi è servito per eliminare i punti interrogativi che mi giravano per la testa”. Ci sono anche tastiere, chitarre, cori gospel e un quartetto d’archi: un sacco di innovazioni per un album di 16 tracce.

Formazione:
Keny sarà di nuovo on the road per promuovere l’album.

Questa volta, però, proporrà ai concerti la sua formazione nuova di zecca. “Truk, che era il mio Dj dai tempi degli Etat-Major, ha dovuto smettere l’anno scorso per problemi di salute. Era la mia guardia svizzera. Quindi ho dovuto rivedere i miei progetti. Era da un sacco di tempo che volevo fare un concerto accompagnata da dei musicisti, e ora quel momento è arrivato. Ci saranno chitarra, basso, batteria e tastiera, insieme a un Dj e un bracker”.

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