Concerti memorabili della canzone d'autore italiana: Franco Battiato – I concerti teatrali e il progetto "Fleurs"
Il Tempio del Teatro e la Ricerca Metafisica
A differenza dei grandi stadi di Banana Republic o dei palasport rock di De André e PFM, i concerti di Franco Battiato hanno eletto il teatro d'opera e di tradizione come loro habitat naturale. A partire dagli anni Novanta e per tutto il nuovo millennio, Battiato ha trasformato il live in un'esperienza quasi liturgica, un rito laico in cui la musica colta, l'elettronica, la pop music e la spiritualità orientale si fondevano in un unico flusso ipnotico.
1. La Scelta dei Teatri e l'Atmosfera Sospesa
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Battiato ha disertato i grandi spazi aperti per privilegiare i palcoscenici più prestigiosi d'Italia (dal Teatro alla Scala di Milano al Regio di Parma, fino alle antiche rovine e piazze storiche).
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I suoi concerti erano caratterizzati da un rigore formale assoluto: pubblico rigorosamente seduto, luci soffuse, silenzi religiosi interrotti solo dagli applausi e un'assenza totale di retorica o di banale intrattenimento pop.
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L'artista si presentava sul palco con eleganza minimalista, spesso seduto al pianoforte o immobile al centro della scena, lasciando che fosse la forza evocativa dei suoni a guidare la sala.
2. Il Progetto "Fleurs": La Canzone d'Autore Riletta in Chiave Classica
Nato nel 1999 con l'omonimo album e proseguito negli anni con Fleurs 3 (2002) e Fleurs 2 (2008), il progetto Fleurs ha trovato nei concerti teatrali la sua massima espressione dal vivo:
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Battiato ha scelto di interpretare capolavori della canzone italiana e internazionale scritti da altri (da Luigi Tenco a Sergio Endrigo, da Jacques Brel ai Rolling Stones), spogliandoli degli arrangiamenti originali.
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Dal vivo, brani come E ti vengo a cercare, La cura o Povera Patria si alternavano a perle come Che cosa c'è o Ruby Tuesday, vestiti di tappeti orchestrali raffinati e minimalisti.
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La voce di Battiato, unica nel suo timbro vibrante e sospeso, dava a ogni brano un sapore atemporale, quasi meditativo.
3. L'Incontro tra Orchestra, Rock ed Elettronica
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Sul palco Battiato era solitamente affiancato da orchestre sinfoniche di prestigio internazionale (come la Royal Philharmonic Orchestra o l'English Chamber Orchestra) e da fedeli collaboratori storici.
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Tastiere elettroniche e campionatori convivevano in perfetta armonia con gli archi e i pianoforti acustici (guidati dal maestro Carlo Guaitoli), creando un ponte sonoro tra il futuro tecnologico e la grande tradizione classica occidentale.
L'album simbolo di quel percorso di reinterpretazione della grande canzone d'autore e della musica del passato è Fleurs, pubblicato da Franco Battiato nel 1999. Questo disco ha aperto la celebre trilogia (seguito poi da Fleurs 3 e Fleurs 2) che ha portato l'atmosfera raffinata e raccolta dei suoi concerti teatrali in studio.
La scaletta dettagliata di Fleurs (1999), con i relativi autori originali dei brani riletti da Battiato, comprende:
Fleurs (1999)
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La canzone dell'amore perduto
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Autore: Fabrizio De André
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Nota: Una toccante apertura dedicata a uno dei maestri della canzone d'autore italiana.
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Ruby Tuesday
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Autori: Mick Jagger e Keith Richards (The Rolling Stones)
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Nota: Una veste acustica e da camera per un grande classico del rock internazionale.
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J'entends siffler le train
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Autori: Hedy West (ispirata a 500 Miles / Le colline sono in fiore)
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Nota: Interpretata nella versione francese resa celebre da Richard Anthony.
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Aria di neve
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Autore: Sergio Endrigo
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Nota: Una delle perle della melodia d'autore italiana degli anni Sessanta.
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Ed io tra di voi
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Autori: Charles Aznavour e Sergio Bardotti
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Nota: Un testo intenso e drammatico firmato in italiano da Bardotti per la voce di Aznavour.
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Te lo leggo negli occhi
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Autori: Sergio Endrigo e Sergio Bardotti
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Nota: Un brano celebre portato al successo da Nico Fidenco e riletto qui con estrema delicatezza.
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La canzone dei vecchi amanti (La chanson des vieux amants)
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Autore: Jacques Brel
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Nota: Uno dei capolavori assoluti della canzone d'autore francese, tradotto e impreziosito dagli archi.
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Era de maggio
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Autori: Salvatore Di Giacomo e Mario Pasquale Costa
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Nota: Un classico immortale della canzone tradizionale napoletana.
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Che cosa resta (Que reste-t-il de nos amours?)
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Autori: Charles Trenet (adattamento in italiano di Gesualdo Bufalino)
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Nota: La celebre malinconia parigina rivisitata con la penna dello scrittore Gesualdo Bufalino.
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Amore che vieni, amore che vai
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Autore: Fabrizio De André
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Nota: Il secondo omaggio a De André all'interno del disco, riletto con arrangiamenti minimali e sospesi.
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Medievale
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Autori: Franco Battiato e Manlio Sgalambro
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Nota: Un brano originale scritto dal sodale Sgalambro e Battiato che si inserisce perfettamente nel clima arcaico e colto del disco.
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Invito al viaggio
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Autori: Franco Battiato, Manlio Sgalambro e Charles Baudelaire
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Nota: Una traccia di chiusura ipnotica e profonda, ispirata ai versi del celebre poeta francese.
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