Concerti memorabili della canzone d'autore italiana: Franco Battiato - Concerto di Baghdad (1992) L'Arte come Ponte oltre la Guerra
L'Arte come Ponte oltre la Guerra: Il Concerto di Baghdad
Il 4 dicembre 1992 il Teatro Nazionale di Baghdad ospita uno degli eventi più intensi, coraggiosi e simbolici della storia della musica moderna: il concerto di Franco Battiato nella capitale dell'Iraq. In un momento storico segnato dalle ferite ancora aperte della prima Guerra del Golfo e dal rigido isolamento internazionale del Paese, il cantautore siciliano sceglie di portare la sua musica come supremo strumento di dialogo, pace e vicinanza umana.
1. Il Contesto: Un Atto di Coraggio e Diplomazia Culturale
L'invito a suonare a Baghdad arriva tramite i canali diplomatici nell'ambito delle iniziative umanitarie (legate al comitato "Un ponte per Baghdad" a sostegno dell'infanzia irachena). Anni dopo, Battiato racconterà di aver accettato immediatamente, senza esitazioni, contravvenendo alla sua solita prudenza di fronte ai progetti complessi. In un'epoca in cui l'Iraq era tagliato fuori dai circuiti culturali globali, quel concerto rappresentò una finestra sul mondo e un segnale di umanità che superava le barriere della politica.
2. La Serata al Teatro Nazionale (4 Dicembre 1992)
La realizzazione tecnica e logistica dell'evento fu un'impresa al limite del possibile. Tra le difficoltà organizzative più celebri, Battiato ricordava spesso il pianoforte a coda che dovette essere accordato a 440 Hz anziché a 442 Hz, per paura che le condizioni climatiche o la tensione potessero compromettere lo strumento durante l'esibizione. Davanti a un pubblico composto da cittadini, intellettuali e autorità locali, il Maestro salì sul palco con un approccio di totale rispetto, privo di qualsiasi retorica trionfalistica, affidandosi interamente alla forza evocativa e spirituale della sua musica.
3. La Scaletta: Tra Occidente e Oriente
Il repertorio proposto a Baghdad fu un viaggio sonoro e mistico, cucito su misura per unire la sensibilità della canzone d'autore italiana alla tradizione e alle suggestioni del Medio Oriente:
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Le vette mistiche: Brani fondamentali del repertorio colto e metafisico di Battiato come L'ombra della luce, Il re del mondo, Fisiognomica e L'oceano di silenzio.
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Il dialogo linguistico: Momenti di straordinaria intensità in cui Battiato eseguì brani adattati o cantati in arabo, tra cui una versione toccante de L'ombra della luce e il brano tradizionale Fog an Nakhal (Sopra la palma), omaggio diretto alla cultura ospite.
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Il finale simbolico: Uno dei momenti più potenti della serata fu la chiusura sul palco accanto a una bambina irachena, Aida, immagine di un'innocenza violata dalla guerra ma abbracciata dalla poesia.
4. L'Impatto e il Valore Universale
Il Concerto di Baghdad non fu un semplice live, ma un manifesto vivente della visione di Battiato: l'arte intesa come preghiera laica, come dissolvimento dei confini e come unico linguaggio capace di arrivare là dove la diplomazia fallisce. Registrato e trasmesso successivamente anche in Italia (diventando un documento imperdibile della sua discografia video e audio), rimane il testamento di come un artista possa farsi ambasciatore di pace attraverso la pura bellezza del suono.
Il Concerto di Baghdad non è stato pubblicato originariamente come un classico album in studio o CD audio commerciale, bensì come uno straordinario album video (uscito in VHS e successivamente in DVD) che documenta l'evento storico del 4 dicembre 1992 al Teatro Nazionale iracheno.
La scaletta di quel live unisce la forma canzone d'autore alle sue vette mistiche, alle arie classiche e ai Lieder ottocenteschi, accompagnato dall'orchestra de I Virtuosi Italiani e dall' Orchestra Sinfonica Nazionale d'Iraq.
La Scaletta Ufficiale del Concerto di Baghdad (1992)
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L'ombra della luce (eseguita parzialmente o introdotta in lingua araba)
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Il re del mondo
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Fisiognomica
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Prospettiva Nevski
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I treni di Tozeur
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Mesopotamia
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E ti vengo a cercare
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Gilgamesh (Trio dal II atto dell'opera lirica omonima di Battiato)
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Schmerzen (Lieder di Richard Wagner)
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Plaisir d'amour (di Jean-Paul-Égide Martini)
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Gestillte Sehnsucht (Lieder di Johannes Brahms)
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Oh, Sweet Were the Hours (di Ludwig van Beethoven)
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Come un cammello in una grondaia
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L'oceano di silenzio
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Fogh in Nakhal (Canto tradizionale iracheno)
Il legame con "Caffè de la Paix" (1993)
Questo repertorio così colto e orientato alla fusione tra musica colta occidentale, tradizione mediorientale e spiritualità ha fatto da ponte diretto per il successivo album in studio di Battiato, Caffè de la Paix (pubblicato nel 1993). All'interno di quel disco troverà infatti posto ufficiale in studio proprio la celebre versione di Fog el Nakhal, consacrando l'amore del cantautore per le suggestioni e le metriche musicali d'Oriente.
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