Il Codice da Vinci un successo planetario, un fenomeno di costume, un libro controverso e criticato.
Posted by Fausto Baccino
Posted on sabato, maggio 05, 2012
with 1 comment
Il libro è un best seller internazionale, avendo venduto globalmente oltre 80 milioni di copie.
Trama
Il curatore del Louvre, Jacques Saunière, a Parigi, viene ucciso per mano di uno strano monaco albino appartenente all'Opus Dei. Lo studioso di simbologia, il professor Robert Langdon, viene a sapere dell'omicidio e, condotto al Louvre, viene interrogato, poiché ritenuto colpevole della morte del curatore.
Langdon, affiancato da Sophie Neveu, nipote del curatore ucciso, e successivamente anche dallo studioso sir Leigh Teabing, dovrà ripercorrere attraverso indizi nascosti in importanti opere d'arte, enigmi e misteriosi nemici, il percorso del Santo Graal, uno dei più grandi misteri dell'umanità. Tale percorso si incrocia con quello di un'antica e misteriosa società segreta nota come Priorato di Sion (di cui faceva parte Saunière), che nasconde un segreto che potrebbe compromettere i fondamenti stessi del Cristianesimo, nella versione tramandata dalla Chiesa cattolica.
Le prime edizioni diffuse avevano all’inizio del romanzo una pagina che affermava la piena veridicità del romanzo e che il contenuto e gli avvenimenti narrati erano frutto di numerose ricerche. Molti storici, tra cui l’esperto della storia delle religioni Massimo Introvigne, lo criticarono duramente e lo invitarono ad un confronto diretto per discutere sulla veridicità dei contenuti presenti. Lanciata la sfida, Dan Brown decise di non accettarla ma di togliere la pagina di intestazione. È per questo che la versione italiana o di altre lingue non ha la premessa fatta da Dan Brown riguardante la veridicità del romanzo, al contrario delle prime versioni pubblicate in inglese.
Dan Brown, nel corso di un'intervista del 2003 alla CNN con Martin Savidge, ha comunque ribadito la pretesa storicità dell'opera dicendo che il contenuto era veritiero al 99%, ma che molti critici l'hanno valutato come un libro storico riscontrando di conseguenza una serie di errori che si aggirano sulla trentina, di cui alcuni molti molto gravi (soprattutto per quanto attiene la storia del Cristianesimo); secondo Brown il libro non va considerato come un saggio storico, ma come pura finzione.
Robert Langdon: docente di iconologia religiosa all'Università di Harvard, negli Stati Uniti, ed esperto di simbolismo. È anche un ottimo nuotatore e soffre di claustrofobia a causa di un trauma infantile.
Sophie Neveu: la protagonista femminile del romanzo. Ha perso i genitori e il fratello in un tragico incidente venendo poi presa dal nonno Saunière.
Sir Leigh Teabing: anziano e ricco cavaliere inglese che ha dedicato la sua vita allo studio del Santo Graal e del Priorato di Sion. Antagonista del romanzo e mandante dell'omicidio di Jacques Saunière. Avvelena il suo maggiordomo, essendo quest'ultimo uno scomodo testimone.
Silas: il monaco-killer assoldato da Teabing per uccidere Jacques Saunière.
Bezu Fache: l'ispettore di polizia incaricato dell'arresto dei protagonisti.
Jérôme Collet: tenente della polizia, aiuta Fache nelle operazioni di cattura dei protagonisti.
Arcivescovo Manuel Aringarosa: membro influente dell'Opus Dei.
Rémy Legaludec: fedele maggiordomo di Teabing. Viene avvelenato da quest'ultimo.
Jacques Saunière: Gran Maestro del Priorato di Sion e nonno di Sophie. Viene ucciso da Silas all'inizio del romanzo.
André Vernet: il direttore della banca dove si trova il cryptex che contiene la "chiave di volta", l'indizio fondamentale per recuperare il Santo Graal.
Suor Sandrine: suora che viene uccisa da Silas.

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Erano anni che mi dicevo “Un giorno lo leggerò”, “Prima o poi lo leggerò” ma non lo facevo mai, poi qualche settimana fa l’ho finalmente iniziato.
RispondiEliminaIn linea generale ovviamente sapevo la trama ed ero anche a conoscenza dei più clamorosi colpi di scena perciò l’effetto sorpresa, sul quale il libro punta moltissimo per non dire tutto, non c’era.
Si tratta di un thriller dove fondamentale importanza hanno opere d’arte, simboli e personaggi storici di cui l’autore fornisce informazioni di tale accuratezza da far sembrare tutto reale; l’intreccio è geniale, così come gli indizi lasciati da Saunière, tuttavia, sebbene il volume non annoi mai, l’ho trovato decisamente arido dal punto di vista dei sentimenti. Langdon viene catapultato improvvisamente in un’assurda caccia al tesoro e tutto quello che riesce a pensare è che ha sonno?!Le sue emozioni non vengono mai citate se si esclude il senso di colpa ad un certo punto del racconto e così il bacio con Sophie l’ho visto del tutto fuori luogo.
Capire per quale motivo ha avuto tanto successo è facile: il mare di documenti e intrighi creati presumibilmente dalla Chiesa per nascondere il grande segreto. Se si tratti della verità oppure no probabilmente non lo sapremo mai, ma una cosa mi sembra palese e su ciò concordo con quanto scritto nel romanzo: la Chiesa delle origini ha demonizzato la figura femminile e soltanto in tempi più o meno recenti è iniziata la sua rivalutazione. Non che gli antichi innalzassero statue d’oro al gentil sesso ma per lo meno non erano viste nell’ottica negativa tipica dei secoli successivi.
Ad ogni modo si tratta di un lettura piacevole che non mi senti di sconsigliare.