Corpi mutilati, sezionati, irriconoscibili, vittime di una mano esperta e priva di esitazioni. Un macabro spettacolo di fronte al quale la p...

Corpi mutilati, sezionati, irriconoscibili, vittime di una mano esperta e priva di esitazioni. Un macabro spettacolo di fronte al quale la polizia brancola nel buio. Chi si diverte a uccidere seguendo un rituale tanto preciso e spietato? E qual è l’inspiegabile movente? Le indagini sembrano a una svolta quando si fa strada l’ipotesi di un serial killer, un camionista francese, chiamato il “Macellaio”, ricercato in patria per un omicidio simile. Ma Marco Corvino, che segue per il suo giornale questa pista, comincia a nutrire dei dubbi quando, durante un’autopsia, viene ritrovato in un corpo un frammento d’acciaio a più strati.

Il guardiano : Lugli, Massimo: Amazon.it: Libri 

Una chiesa sconsacrata, un animale sacrificato, un neonato brutalmente martoriato: quanto basta per far aprire un'indagine in cui Marco ...

Una chiesa sconsacrata, un animale sacrificato, un neonato brutalmente martoriato: quanto basta per far aprire un'indagine in cui Marco Corvino si troverà coinvolto. A distanza di venticinque anni dalla cattura di uno spietato assassino, il giornalista sarà di nuovo al centro di una macabra inchiesta: una vicenda di riti satanici che seguirà passo dopo passo per il suo giornale. Dovrà fare i conti, suo malgrado, con un mondo di cui ignorava l'esistenza, popolato da sensitivi, esorcisti, maghi, adepti del Candomblé e della Santería, ma anche con figure pericolose, potenti e prive di scrupoli. Travolto da una relazione passionale e clandestina e perseguitato da eventi inspiegabili, diventerà ben presto preda di un turbamento profondo che assumerà il volto del terrore. Le sue certezze vacilleranno per lasciare spazio a interrogativi senza risposta. Una vicenda inquietante che lo condurrà a una cruda verità: le cose spesso nascondono un volto oscuro e sono ben diverse da come appaiono.

 

Nonostante una prosa scorrevole e veloce infatti, il romanzo di Massimo Lugli risulta a chi lo legge una semplice successione di fatti di cronaca nera, dai delitti in famiglia ai suicidi, totalmente privi di qualsiasi emozione.
Il tema centrale del libro poi, quello che dovrebbe monopolizzare la narrazione delle 280 pagine, viene trattato in modo sommario, quasi dimenticato.
Marco Corvino, il giornalista di “nera” protagonista del romanzo, si ritrova ad inseguire un’inchiesta che dovrebbe portarlo ad indagare nel lato oscuro di una città, tra maghi, stregoni vudù e culti satanici. Dovrebbe. Lo sviluppo della storia invece smentisce il tutto.
Oltre ad una caratterizzazione banale del protagonista che viene presentato al lettore venti anni dopo il suo più grande successo giornalistico( fatti narrati in un altro romanzo di Lugli dal titolo “il carezzevole”) come un uomo che ha fallito su tutti i fronti, dalla sua carriera alla famiglia, il lettore si ritrova a vivere più le sue turbe psicologiche dovute alla relazione clandestina che intrattiene con una donna, di nome Lidia, che non alle vicissitudini della sua inchiesta giornalistica. Gli stessi personaggi che fanno da contorno alla storia, dai colleghi giornalisti a tutti “i rappresentanti” del mondo dell’occulto appaiono come delle comparse anonime che non aiutano affatto lo sviluppo e l’identità del romanzo stesso.
A prova di ciò il libro ha una conclusione che definire deprimente è un eufemismo: brusca, senza alcun colpo di scena( in questo forse rimane coerente con tutto il flusso del romanzo) totalmente anonima.
Il più grosso neo che si può riscontrare nella lettura di questo romanzo è il fatto forse di essere troppo autobiografico: ricordando che M.Lugli è giornalista di “nera” dal 1985 presso il quotidiano “La Repubblica”, sembra quasi che abbia voluto “frullare” in un unico calderone tutte le sue passioni, compresa quella delle arti marziali praticata ovviamente anche dal Corvino con l’unico risultato di rendere totalmente anonimo e banale il protagonista del romanzo.

a vicenda narrata da Massimo Lugli nel primo romanzo con protagonista Marco Corvino, giornalista in prova, si svolge (presumibilmente) a R...

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a vicenda narrata da Massimo Lugli nel primo romanzo con protagonista Marco Corvino, giornalista in prova, si svolge (presumibilmente) a Roma in un’epoca imprecisata a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso: un’epoca senza telefoni cellulari, ma con le immancabili cabine a gettone, senza computer e altre diavolerie elettroniche, senza una polizia scientifica stile C.S.I. e un giornalismo ben lontano da quello cui ci hanno abituato gli scribacchini odierni.

Corvino svolge il suo tirocinio come nerista nella redazione di un giornale di sinistra, e si trova ad avere a che fare con casi (anche umani) tra i più disparati, in un avvicendarsi di situazioni e di esperienze che lo porteranno, infine, a confrontarsi con il Carezzevole, un assassino seriale dai risvolti diabolici. Lugli ne approfitta per raccontare il giornalismo di una volta e, anche se la presentazione dei personaggi dura un centinaio di pagine, riesce a non annoiare il lettore grazie alla convincente rappresentazione di un’epoca e di un mestiere perduti, senza nostalgie e sentimentalismi ma con sobria lucidità.

E ci impartisce anche alcune memorabili lezioni di giornalismo attraverso la vita da nerista di Corvino, dibattuto tra un lavoro per il quale non sempre si sente tagliato e una vicenda sentimentale che sconvolge il suo equilibrio interiore, nonostante il continuo cimento nelle arti marziali. Notevole la rappresentazione dei trucchi più biechi cui ricorrono i cronisti di nera per riuscire a intrufolarsi tra i familiari delle vittime e ottenere uno scoop.

Grazie al realismo e allo stile immediato, spoglio di sfoggi di stile, Lugli riesce ad appassionare il lettore (persino alle arti marziali) dalla prima all’ultima pagina. E Il Carezzevole è un romanzo talmente ben congegnato che neppure i brani di riempitivo mostrano la corda ma, anzi, contribuiscono a creare il tessuto della vicenda integrandosi perfettamente con il resto della trama.
Un’opera imperdibile per gli amanti del genere, apprezzabile anche da chi non ama particolarmente gialli e thriller. Un ottimo esordio narrativo.

Nonostante le nomination e i premi, Nightmare Alley non è riuscito a vincere nessuna statuetta di Oscar. / No obstante las nominaciones y...

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Nonostante le nomination e i premi, Nightmare Alley non è riuscito a vincere nessuna statuetta di Oscar. / No obstante las nominaciones y los premis El Callejón de las Almas Perdidas no pudo adjudicarse ninguna estatuilla del Oscar

Nightmare Alley è un film che quest'anno, in occasione degli Oscar, ha ricevuto 4 nomination per la statuetta d'oro. Tuttavia, non è riuscito a vincere alcun premio.

Diretto da Benicio del Toro e con un cast omogeneo, un cosiddetto "cast d'ensemble", vale a dire un cast in cui agli attori e ai personaggi principali viene assegnata all'incirca la stessa importanza in un film, è un ottimo noir psicologico thriller dell'anno 2021.

Gli attori principali includono Bradley Cooper, Cate Blanchett, David Strathairn, Richard Jenkins, Ron Perlman, Rooney Mara, Toni Collette e Willem Dafoe,

È difficile accettare il motivo per cui non ha ricevuto alcun premio.

Questa è la circostanza che mi ha portato ad inaugurare questa serie di rassegne cinematografiche dedicate a film che hanno riscosso un'ottima accoglienza da parte della critica e del grande pubblico. Eppure, quando è arrivato il momento di raccogliere, di raccogliere qualche statuetta d'oro da Hollywood, sono rimasti a mani vuote.

Non sarà il primo né l'ultimo ad aver dovuto attraversare queste vicissitudini della giuria, che non toglie nulla al merito del prodotto in quanto tale.

Il fatto che sia un remake dell'originale potrebbe aver contribuito a questo. Come è noto, l'Accademia di Hollywood ha (quasi) sempre preferito l'originalità dei prodotti cinematografici presentati, se possibile, senza versioni precedenti.

Poco dopo l'uscita del romanzo originale, la 20th Century Fox ha acquisito i diritti per realizzare un film con Tyrone Power, Joan Blondell, Coleen Gray e Helen Walker, tra gli altri attori. A quel tempo, Power era un po' stanco di essere sempre inquadrato nei ruoli romantici e spavaldi che gli hanno portato la fama, quindi aveva accettato di buon grado la sceneggiatura che gli era stata presentata.

A quei tempi era insolito che una figura di altissimo livello come Power recitasse in un film del cosiddetto "film noir di polizia" e forse per questo, pur non essendo un fallimento, fu tutt'altro che un successo in base al budget utilizzato.

A causa della pandemia di COVID-19, il film ha subito diversi ritardi, sia nelle riprese che nel montaggio fotografico. È stato finalmente rilasciato negli Stati Uniti a metà dicembre 2021.

Fatte queste precisazioni, passiamo alla recensione di Nightmare Alley.

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La trama inizia con una scena particolarmente strana il cui significato scopriremo solo verso la fine del film.

Un uomo brucia la sua casa nel Midwest americano, una fattoria totalmente isolata da ogni popolazione e senza nemmeno un albero intorno, dopo aver scavato una buca nel pavimento di legno e aver seppellito una persona.

Raccoglie le sue cose e parte alla ricerca di nuovi orizzonti. Lungo la strada scopre una roulotte itinerante di un parco divertimenti che lo porta con sé e gli offre un lavoro.

Stanton "Stan" Carlisle inizia a lavorare svolgendo compiti umili e scopre che l'attrazione principale è l'uomo bestia, una persona privata di qualsiasi segno di umanità.

Quando, a causa di maltrattamenti, questo povero personaggio viene lasciato alla fine della sua vita, Stan aiuta Clem, il proprietario, a lasciarlo abbandonato alle porte di una farmacia quando una pioggia torrenziale si abbatte.

Quando Stan chiede a Clem, il proprietario del parco divertimenti, di spiegare come il cosiddetto "uomo bestia" sia stato ridotto in questo stato, Clem le confessa un piccolo segreto.

In realtà sono persone assolutamente abbandonate dalle loro famiglie, dagli amici e dalla società stessa che ogni giorno si intossicano sempre più consumando droghe e alcol. Li prende promettendo loro un lavoro. Ma in realtà continua a drogarli fino a farli diventare "uomini bestia", principale fonte di attrazione nei suoi spettacoli. Gli mostra persino dove viene conservato il liquore usato per drogarli accanto alle bottiglie di metanolo tossico usato in altri spettacoli.

L'idea disgusta Stan che inizia a scoprire in se stesso strani doni paranormali che gli fanno intuire determinati comportamenti in alcune situazioni.

Ad esempio, quando la polizia tenta di fare irruzione nel parco per motivi di trattamento disumano e mancanza di etica, morale e buone maniere.

Riesce a convincere del contrario l'ispettore di polizia ed evitare la chiusura del luna park, guadagnandosi la stima del proprietario.

Contribuisce inoltre a rendere più efficace e realistico lo spettacolo di una donna che "apparentemente" muore folgorata su una sedia.

In realtà, scopre gradualmente che i giochi mentalistici sono una truffa, dal momento che Madame Zeena, l'indovina, usa un sistema di linguaggio codificato per far credere al pubblico di possedere poteri mentali straordinari. È sostenuta dal suo anziano marito Pete, che non può nascondere la sua debolezza per il bere.

Una notte, di nascosto, chiede a Stan di offrirgli da bere alle spalle della moglie. Accidentalmente o meno, l'interpretazione spetta allo spettatore, Stan gli dà da bere una bottiglia di metanolo al posto del normale liquore e il vecchio illusionista muore.

Per evitare sospetti e rappresaglie Stan, che sta diventando sempre più abile nel gioco mentale, insieme alla sua collega Molly lascia il parco per iniziare a lavorare come freelance.

La trama va avanti di due anni e mostra un affermato illusionista Stan con la sua assistente Molly che è riuscita a perfezionare gli insegnamenti di Madame Zeena e lavora per un ricco cittadino d'élite nella città di Buffalo.

La sua fama suscita invidia e sospetto. Una notte una donna (la psicologa Lilith Ritter) cerca di prenderlo in giro chiedendogli di indovinare cosa c'è nella sua borsa.

Stan, che agisce sempre con gli occhi bendati, ha un trucco per le situazioni di emergenza. Consiste nel fingere di stare male, tirare giù la benda, guardarsi intorno e in questo caso la borsa della donna a un paio di metri di distanza), coprirsi di nuovo gli occhi e cercare di indovinare sfruttando i veri doni che possiede.

In questo modo, gli dice che ha una piccola rivoltella nella borsa, tra lo stupore di tutti i presenti, che confermano e applaudono.

Quando lo psicologo gli chiede di spiegare come ha indovinato, perché lei sa che è un falso, Stan spiega la procedura e chiarisce di aver visto un oggetto pesante all'interno della sua borsa che lo faceva piegare da un certo lato.

Poco dopo Stan viene contattato dal giudice Kimball che cerca di contattare il suo unico figlio deceduto tramite sua moglie. Ma prima ha contattato lo psicologo Ritter per scoprire se Stan è un truffatore o se è davvero un medium.

Da quel momento inizia una certa collaborazione tra i due, anche se nessuno dei due si fida dell'altro. La psicologa rivela aspetti della vita del giudice a Stan per affermare la sua fiducia e in cambio lo sottopone a sessioni di terapia in cui sonda i sensi di colpa di Stan. Sulla vita con il padre alcolizzato (in un flashback scopriamo che è lui la persona che Stan ha lasciato morire congelato nella cabina nella cabina, sepolto e poi bruciato).

Insieme a Kimball, iniziano ad arrivare i grandi clienti e con loro i soldi. Stan cerca di catturare un paio di ricchi clienti e poi va a godersi la sua fortuna. Molly gli consiglia di mollare tutto e di ritirarsi per vivere in pace.

Il nuovo ricco cliente che segnerà l'inizio della fine è Ezra Grindle, un altro ricco e potente socialite. Divorato dal senso di colpa per aver causato la morte della sua amante, lo assume per contattarla e chiederle perdono.

Tuttavia, tutto va storto. Molly, che a malincuore lo aveva aiutato in quest'ultima "interpretazione" impersonando Dory, l'amante defunta, non riesce ad evitare il contatto fisico di Grindle con lei (in realtà il "fantasma" doveva apparire da lontano, irraggiungibile per il ricco uomo d'affari che aveva pagato senza limiti per questa sessione).

Con il contatto fisico Grindle realizza l'inganno, si infuria e viene ucciso a colpi di bastone dallo stesso Stan in un atto di follia e violenza per paura di essere scoperto.

Molly, dopo aver scoperto la vera personalità di Stan, fugge per sempre. L'unico rifugio rimasto è lo studio della psicologa, ma scopre di averlo sempre truffato trattenendo i suoi soldi e denunciandolo ai carabinieri che stanno arrivando.

In un ultimo atto di vendetta cerca di uccidere la donna, ma l'arrivo della polizia glielo impedisce. Fugge senza una meta fissa, ferito e ricercato dalle forze dell'ordine in tutto lo stato, scopre che in zona c'è un luna park.

Quando arriva scopre che è lo stesso parco che lo ospitava anni fa, solo che il proprietario è cambiato. Clem si è ritirato e lo ha venduto a un nuovo proprietario che rifiuta le capacità mentali di Stan quando Stan si presenta in cerca di lavoro.

Infatti, gli dice quando Stan si gira per andarsene, c'è un lavoro che continua a destare la curiosità dei telespettatori, è solo temporaneo e non sa se sarebbe di suo gradimento: è l'"uomo bestia" .

Abbandonando ogni traccia di umanità e dignità, ridendo e singhiozzando e conoscendo il futuro che lo attende, Stan accetta l'offerta di lavoro.

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Fonte

Bradley Cooper: Stanton "Stan" Carlisle
Cate Blanchett: Lilith Ritter
Toni Collette: Zeena Krumbein
Willem Dafoe: Clem Hoately
Richard Jenkins: Ezra Grindle
Rooney Mara: Molly
Ron Perlman: Bruno
David Strathairn: Pete Krumbein
Holt McCallany: Anderson

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Fonte

Nominato all'Oscar per il miglior film, la migliore fotografia, i migliori costumi e la migliore scenografia.

Vincitore dei premi del National Board of Review per la Top 10 del miglior film, della San Diego Film Critics Society e del San Francisco Bay Area Film Critics Circle per la migliore scenografia.

Ha ricevuto un totale di 52 nomination ai premi e ha vinto solo tre premi.

Ci sono film che basta guardarli un attimo per vedere in quale momento storico sono ambientati. Il vicolo delle anime perdute è uno di questi. Ottimo montaggio fotografico, inizialmente sospeso causa pandemia COVID-19.

Il finale è un capolavoro che espone il personaggio principale ai suoi incubi principali: l'avidità, l'avarizia, l'egoismo dell'essere umano che lo trasforma in una vera bestia.

Non meno lodevole è il flashback in cui, finalmente, lo spettatore trova un senso all'immagine iniziale del film in cui Stan seppellisce un corpo nella sua casa e gli dà fuoco.

L'immagine del protagonista che si allontana in mezzo alla desolazione di un paesaggio, nel mezzo della depressione americana, è di una solitudine agghiacciante mentre sullo sfondo si vede la cabina in fiamme è antologica.

Forse non è una semplice curiosità che l'autore del romanzo si sia suicidato nella stessa stanza in cui ha scritto il libro con due carte: in una ha spiegato la sua terribile situazione personale ed economica. E dall'altro ha semplicemente detto: "Preferisco morire piuttosto che affrontare la verità".

 

 

fonte: https://hive.blog/hive-121744/@greengalletti/nightmare-alley-aspired-to-much-and-came-up-empty-eng-el-callejon-de-las-almas-perdidas-aspiraba-a-mucho-y-se-quedo-sin-nada-e

 Lo scrittore Jeffery Deaver è senza dubbio celebre per i romanzi che hanno come protagonisti Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, portati sul gran...

 Lo scrittore Jeffery Deaver è senza dubbio celebre per i romanzi che hanno come protagonisti Lincoln Rhyme e Amelia Sachs, portati sul grande schermo con i volti di Denzel Washington e Angelina Jolie. Meno conosciuto, ma del medesimo alto livello, il “Giardino delle Belve”.

1936: la Germania di Adolf Hitler rialza la testa dopo il trattato di Versailles, avviando un riarmo che preoccupa in molti. In America, l’ex pugile ed ora assassino, Paul Schumann, viene incastrato ed arrestato dall’FBI. La sua “politica di lavoro”, riguardo l’uccidere solo criminali in modo da “porre rimedio agli errori di Dio”, gli fa valere da parte di misteriose eminenze grigie l’offerta di un’alternativa rispetto alla prigione: sfruttare la sua conoscenza del tedesco e le olimpiadi a Berlino per fingersi giornalista, introdursi in Germania ed uccidere un elemento di spicco dell’esercito del Reich. In caso di successo avrà una seconda vita e molto denaro; se per caso fallisse...

Deaver ci permette di sbirciare la Germania nazista prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e assistere allo sbocciare dei primi semi che porteranno all’Olocausto e al conflitto mondiale. Berlino è ridisegnata con una precisione storica notevole, permettendo una più facile comprensione dell’atmosfera di quegli anni. Gli “schieramenti” americani e tedeschi vengono trattati con equità, tanto che in entrambi si possono trovare onore ed orrore. I fan del detective Rhyme non verranno delusi da quella che può sembrare una sua versione tedesca, il detective Willy Khol, forse più umano ma altrettanto geniale ed ovviamente sulle tracce di Paul.

Il protagonista merita una menzione a parte: l’assassino di malvagi è un cliché fin troppo usato nei libri e nel cinema, ma questa volta acquisisce una versione più umana. Non è un eroe, ma nel corso della storia, cerca di compiere qualcosa di eroico.


La fontana della vergine è un film del 1960 diretto da Ingmar Bergman, tratto da una leggenda svedese del XIV secolo.  Nel 1961, il film vi...

La fontana della vergine è un film del 1960 diretto da Ingmar Bergman, tratto da una leggenda svedese del XIV secolo.

 Nel 1961, il film vinse l'Oscar al miglior film straniero e il Golden Globe per il miglior film straniero. 

"La Fontana della Vergine” è fondamentale nella filmografia di Ingmar Bergman, perché è la prima ed unica opera del regista svedese nella quale la tematica religiosa, quasi sempre presente nei suoi film, è sviluppata sino al punto di risolversi in una possibile coincidenza del piano umano e di quello divino.



Trama.

Nella Svezia medievale, il proprietario terriero Töre insiste perché la sua giovane figlia Karin consegni di persona dei ceri alla Madonna in un giorno di festa, in accordo alla tradizione che vuole che a farlo sia una ragazza vergine. La giovane è accompagnata da Ingeri, serva disonorata e pagana. Durante il viaggio però, dei briganti violentano e uccidono la giovane Karin, senza che Ingeri possa aiutarla, ma senza nemmeno che tenti di farlo, bloccata dall'invidia provata per la ragazza. Nella fuga, gli assassini cercano riparo per la notte proprio dal padre di Karin, a loro insaputa.

Dopo essersi rifocillati, essi commettono un inconsapevole e fatale errore: quello di offrire in vendita alla madre della ragazza la veste della figlia uccisa, veste che la donna prende dalle mani di uno dei briganti dicendo però che sull'acquisto solo il padrone di casa può decidere. Ai genitori non occorre molto per intuire quale sorte sia toccata alla loro Karin, specie dopo il racconto di Ingeri, che nel frattempo è tornata alla casa del padrone, benché inizialmente si sia nascosta in preda ai rimorsi.

Töre metterà in pratica la sua vendetta uccidendo i briganti, tra i quali purtroppo anche un bambino innocente. Più tardi, Ingeri accompagna la famiglia nel luogo in cui si trova il cadavere di Karin e, mentre cercano di spostarlo per dare sepoltura alla sfortunata ragazza, dal punto in cui era poggiata la testa prende a sgorgare una sorgente d'acqua. 


Il film uscì nei circuiti cinematografici della Svezia l'8 febbraio 1960 e vinse l'Oscar al miglior film straniero l'anno successivo; fu inoltre candidato allo stesso premio per i costumi. Vinse anche il Golden Globe, sempre per il miglior film straniero, e la "menzione speciale" del Festival di Cannes in Francia, mentre in Giappone si aggiudicò il Kinema Junpo Awards per il miglior film e il miglior regista stranieri.

Lo scheletro che balla (The Coffin Dancer) è un romanzo del 1998 di Jeffery Deaver, scrittore statunitense, pubblicato per la prima volta in...

Lo scheletro che balla (The Coffin Dancer) è un romanzo del 1998 di Jeffery Deaver, scrittore statunitense, pubblicato per la prima volta in Italia nel 1999. Il romanzo è il secondo della serie di thriller nella quale è protagonista il criminologo Lincoln Rhyme. 

Oltre alla trama principale, in questo libro Jeffery Deaver inserisce informazioni supplementari sul passato di Rhyme, sulle circostanze del primo incontro tra lui e lo Scheletro, e ci dona gli sviluppi del rapporto particolare tra il criminalista tetraplegico e Amelia Sachs, che lo affianca.



Trama.

Una bomba piazzata su un jet privato di una compagnia di voli charter, la Hudson Air Charters, viene fatta esplodere nella fase di atterraggio, causando la morte del pilota Ed Carney e del copilota. Grazie alle informazioni relative ad un delitto avvenuto ad Alexandria qualche settimana prima, Lon Sellitto, detective del dipartimento di polizia di New York, riesce a collegare l'attentato al jet ad un noto assassino su commissione, chiamato lo Scheletro che balla per via di un macabro tatuaggio sull'avambraccio raffigurante la Danza macabra.

Il caso viene affidato ufficiosamente a Lincoln Rhyme, il criminalista tetraplegico che ha già in passato affrontato lo Scheletro, affiancato ancora dall'agente Amelia Sachs, oltre che da Sellitto e da Fred Dellray, agente dell'FBI. L'idea degli investigatori è che il delitto sia collegato ad un caso di traffico di armi, e che Phillip Hansen, il presunto mandante dello Scheletro che balla, intenda far sparire i testimoni a suo sfavore prima dell'udienza davanti al gran giurì.

Inizia così una corsa contro il tempo in difesa dei due testimoni superstiti, entrambi piloti della Hudson, Brit Hale e Percey Clay. Percey, la vedova di Ed, non vuole rassegnarsi al possibile fallimento della compagnia e pertanto dichiara ai detective che lei stessa piloterà il prossimo volo della Hudson, nonostante il rischio di essere uccisa dal killer.

Intanto la mente di Rhyme, aiutata dal corpo di Amelia e dalle sofisticate analisi di laboratorio di Mel Cooper, si preoccupa di prevedere le prossime mosse dello Scheletro ed eventualmente di catturarlo. La vicenda prosegue come una sorta di duello intellettuale fra Rhyme e lo Scheletro, che si dimostra un maestro nell'arte dell'inganno, mentre i tentativi di mettere in trappola il killer metteranno più volte a rischio la vita dei due testimoni. 



L'isola di Toraigh ha un nuovo re. Dopo aver sconfitto i nemici, Conan regala al suo regno un periodo di pace e prosperità e il suo amor...



L'isola di Toraigh ha un nuovo re. Dopo aver sconfitto i nemici, Conan regala al suo regno un periodo di pace e prosperità e il suo amore con la druida Gwynedd sta per essere coronato da un fastoso matrimonio. Ma il destino si prenderà la rivincita. 

Nel corso di una movimentata battuta di caccia, quando Gwynedd è stata fortunosamente sottratta agli artigli di un orso, dall'ombra compare un uomo misterioso. 

E Cathbad, il druido maestro di Conan, che tutti credevano morto. L'uomo reca una tragica notizia: a uno a uno, tutti i druidi di Inis Fàil stanno scomparendo. Il sospetto è che qualcuno li rapisca e li tenga nascosti costringendoli a decifrare la Stele di Danu, che porta inciso un misterioso enigma.

  Kazuo, giovane impiegato del Ministero delle Finanze nel derelitto Giappone del dopo Seconda Guerra Mondiale, intreccia una relazione con ...

 

Kazuo, giovane impiegato del Ministero delle Finanze nel derelitto Giappone del dopo Seconda Guerra Mondiale, intreccia una relazione con Kiriko, una donna sposata con una figlia di nove anni, Fusako. 

Quando Kiriko muore per un attacco cardiaco, Kazuo inizia a frequentare la sua casa, popolata apparentemente solo dalla piccola Fusako e da una silenziosa, connivente governante. L’attrazione per la bambina comincia a farsi sempre più morbosa.

L’immagine che reiteratamente traspare, appare, si incarna dalle righe di questo breve capolavoro che Mishima scrisse in giovanissima età è quella della lacerazione, figurata e non. E’ innanzitutto lacerato il Giappone che Mishima mirabilmente fa rivivere, appena uscito da una guerra disastrosamente persa, ancora occupato da truppe americane che ne limitano la sovranità, ancora a metà strada tra il nostalgico sogno imperial-nazionalista e la sudditanza culturale e politica nei confronti dei vincitori. Sono lacerati i personaggi che si muovono sullo sfondo della vicenda: impiegati vergini chiusi in ufficio notte e giorno, donne malate che si offrono in balere di periferia, politici che rincorrono depressi e sfiduciati un’inflazione galoppante. 

Lacerato l’Io, l’identità del protagonista, continuamente e dolorosamente sospeso tra un integerrimo affetto paterno nei confronti della bizzarra bambina Fusako e la voglia irresistibile di violarne le carni indifese con brutalità. E’ questo dolore che Mishima rappresenta, lo stesso dolore che si fa sogno nelle notti di Kazuo con immagini e simbolismi che ricordano in modo impressionante (precorrendolo) lo stile visionario del regista cinematografico David Lynch. Ispirato ad un periodo di lavoro presso il Ministero delle finanze dello stesso Mishima, 

Una stanza chiusa a chiave è un meccanismo perfetto, una piccola ma letale macchina di tortura, una sorta di originalissimo mix tra Sade, il Neorealismo e il già citato Lynch che troppo spesso non è citato tra le opere essenziali del geniale scrittore giapponese, un posto d’onore che invece meriterebbe anche solo per il bruciante, disperante, angosciante finale.



  Natascia Blake è una detective molto particolare. Le sue indagini non hanno per oggetto omicidi, rapine, o truffe. Natascia è una genealog...

 


Natascia Blake è una detective molto particolare. Le sue indagini non hanno per oggetto omicidi, rapine, o truffe. Natascia è una genealogista: scavando nel passato, porta alla luce antichi segreti familiari, scandali soffocati, tragedie dimenticate. 

Quando Bethany Marshall, vent'anni sbocciati in una bellezza fragile e inquieta, le affida un incarico apparentemente banale, Natascia non immagina di restare invischiata in una vicenda dai risvolti drammatici e morbosi. 

Di lì a poco, infatti, Bethany scompare. Unico indizio, un diario dalle pagine ingiallite, scritto in epoca vittoriana da una giovane che si firma con le sole iniziali, J. M. Incalzata dall'ambiguo fidanzato di Bethany, Natascia fa di tutto per rintracciarla.

  Cent'anni di solitudine (Cien años de soledad) è un romanzo del 1967 del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez, considerato t...

 


Cent'anni di solitudine (Cien años de soledad) è un romanzo del 1967 del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez, considerato tra le opere più significative della letteratura del Novecento.

Narra le vicende di sette generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite, José Arcadio, fonda alla fine del XIX secolo la città di Macondo. La storia è narrata con uno stile elaborato e personale, ricco di prolessi che anticipano drammaticamente gli avvenimenti ancora da narrare. Attraverso un modello che unisce rigore formale e frasi sontuose, radici classiche e sperimentazione, il romanzo svelò il vitalismo di un universo di solitudini incrociate, dove si succedono i destini ineluttabili di una famiglia, romanzo nel quale, come disse Ariel Dorfman, «l'individuo è divorato dalla storia e la storia è divorata a sua volta dal mito».

Il romanzo, scritto in diciotto mesi è considerato l'opera maggiore dell'autore; pubblicato originariamente dalla casa editrice Sudamericana a Buenos Aires nel giugno 1967, vendette in due settimane ottomila copie; nei tre anni successivi 600 000 copie. Fu in seguito tradotto in 37 lingue vendendo più di venti milioni di copie.

Lo stile del romanzo, il celebre realismo magico, e la materia tematica fanno sì che Cent'anni di solitudine diventi rappresentativo del boom latinoamericano degli anni sessanta e settanta, influenzato stilisticamente dal modernismo (europeo e nordamericano) e dal movimento letterario legato alla rivista cubana Vanguardia.

Cent'anni di solitudine è la storia delle sette generazioni della famiglia Buendía nell'immaginaria cittadina di Macondo, nella Colombia caraibica. Lo stile di questo romanzo, definito in seguito "realismo magico", racconta un microcosmo arcano e segregato in cui la linea di demarcazione fra vivi e morti non è così nitida e ai vivi è dato il dono tragico della chiaroveggenza, il tutto sullo sfondo di un drammatico messaggio di isolamento e arretratezza. 

Il romanzo è diviso in capitoli separati da un'interruzione di pagina, che non sono tuttavia numerati né intitolati. Dalla fondazione di Macondo alla sua fine passano circa cento anni, appunto, di "solitudine"; pressappoco equivalente, nella lente trasfigurata della fantasia dell'autore, al periodo colombiano dal 1830 (anno di fondazione della Colombia simboleggiata da Macondo) alla depressione economica post-bananiera del 1930, come si evince dai pochi avvenimenti storici ricordati e dalle tecnologie usate.

Follia per sette clan (Clans of the Alphane Moon) è un romanzo di fantascienza scritto nel 1967 da Philip K. Dick. Deriva dal racconto breve...



Follia per sette clan (Clans of the Alphane Moon) è un romanzo di fantascienza scritto nel 1967 da Philip K. Dick. Deriva dal racconto breve Shell Game, pubblicato nel 1954 sulla rivista statunitense Galaxy Science Fiction.

Trama

Il libro è composto da due filoni inizialmente autonomi che si intrecciano per concludere in un finale comune. Il primo filone è ambientato su un pianeta (o più correttamente su una luna) fittizio chiamato Alfa III L2. Tale pianeta era una ex-colonia dei terrestri, su cui essi avevano posto in ricovero coatto degli individui affetti da svariati disturbi psicotici. Una volta abbandonato il pianeta, i malati ne hanno preso possesso, dando vita a sette clan, uno per ogni disturbo.


Essi si riuniscono in consiglio saltuariamente, ed è proprio da uno di questi consigli che si dirama il libro. Il secondo filone è formato dalla storia di Chuck Rittersdorf e sua moglie Mary, in procinto di separarsi. Chuck lavora per la CIA (Counter Intelligence Authority), acronimo con cui Dick sfrutta abilmente l'assonanza con la famosa agenzia americana, per la quale scrive discorsi di propaganda per il "mondo rosso".


Sua moglie Mary invece è una consulente matrimoniale che si è offerta volontaria per partecipare ad un progetto che prevede di mandare una delegazione terrestre su Alfa III L2 a verificare la situazione sociale dei malati. Suo marito, in fuga dalla disfatta matrimoniale e dalla sua stessa vita (tenterà infatti il suicidio) si rifugia in un infimo motel dove incontra, tra gli altri un non-T (non terrestre): una muffa gelatinosa di Ganimede di nome Lord Running Clam, capace di leggere il pensiero, che si rivelerà fondamentale per il cammino del protagonista, che, accecato da una nuova rabbia nei confronti di sua moglie, si recherà anch'esso su Alfa III L2. A questo intrigo di personaggi si aggiunge anche Bunny Hentman, comico e showman terrestre, e amico degli alfani (nemici dei terrestri) le cui intenzioni reali resteranno mascherate fino alla fine.

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