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Cyclops di Clive Cussler.
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AUTORE
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TITOLO
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DESCRIZIONE
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| BERRY, Steve | L'ultima cospirazione | Una spirale d'intrighi e di morte legata ai Templari. |
| JACQ, Christian | Il Romanzo di Ramses |
Racconto storico ricco di eventi, di personaggi e di mistero.
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| MANKELL, Henning | Il Cinese |
Romanzo di Henning Mankell a metà strada tra un thriller e un romanzo storico.
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| NARIA, Giuliano | I duri | Storie, volti e voci del popolo della mala, una serie di brevi racconti dal carcere. |
| SMITH, Wilbur |
Un viaggio lungo il maestoso letto del fiume, descritto con grande talento narrativo.
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Medicus (Der Medicus) è un film tedesco del 2013 diretto da Philipp Stölzl, prodotto in Germania e basato (liberamente) sull'omonimo ...
Der Medicus, religione e scienza nel medioevo nell’ultimo colossal tedesco.
Medicus (Der Medicus) è un film tedesco del 2013 diretto da Philipp Stölzl, prodotto in Germania e basato (liberamente) sull'omonimo romanzo di Noah Gordon.
Il film tratta di un orfano proveniente da una città inglese la cui madre muore per la misteriosa "malattia del fianco" (probabilmente appendicite) durante l'XI secolo. Il ragazzo si vota quindi allo studio della medicina e decide di recarsi in Persia in cerca del famoso medico Ibn Sina.
Con un cast internazionale e la regia di Philipp Stölzl per una produzione tedesca, questo colossal girato in inglese mette molta carne al fuoco nelle sue due ore e mezza di pellicola, condita con tutti gli ingredienti necessari per soddisfare il grande pubblico con le avventure di un personaggio che ricorda un Lawrence d’Arabia ante litteram, armato di bisturi e bende invece che di spada, ma determinato più che mai ad offrirci un epos smaltato di Storia, seguendo così un filone produttivo che non sembra perdere la sua fortuna.
Trama.
Durante l'XI secolo in Inghilterra, cerusici viaggiatori cercavano di adempiere alle cure mediche per la popolazione, spesso correndo il rischio di essere perseguitati dalla Chiesa per stregoneria.
Robert Cole scopre di possedere un dono straordinario, ma terribile: è in grado di avvertire, infatti, quando qualcuno potrebbe morire se non curato. Ne prende consapevolezza da bambino, quando sente che la madre sta per morire a causa di un'appendicite. Rimasto orfano, si unisce ad un cerusico itinerante che si fa chiamare Barber. Barber gli insegna le basi della medicina medievale, servendosi di pratiche come la coppettazione, il salasso e l'estrazione dentaria . Anche se è un semplice apprendista, Rob riconosce i limiti del suo insegnante e quando Barber sta per perdere la vista a causa della cataratta, consulta per lui un vero medico, di religione ebraica, che riesce a guarirlo completamente. Robert è affascinato dalle conoscenze del medico, del quale vorrebbe seguire le orme. Tuttavia gli viene risposto che, per farlo, dovrebbe studiare presso la madrasa di Isfahan, in Persia, dove insegna il famoso Ibn Sina, ma ciò è impedito ai cristiani.
Rob però intende diventare un medico e decide di correre il rischio, partendo per Isfahan. Si finge ebreo e in Egitto si sottopone alla circoncisione per non essere scoperto. Con il nome di Jesse Ben Benjamin, si unisce ad una carovana diretta ad Isfahan. Tra gli altri, viaggia con lui Rebecca, con la quale stringe amicizia e che gli legge il libro delle Mille e una notte (in particolare le novelle di Aladdin e Sinbad il Marinaio). La carovana è però investita da una tempesta di sabbia e dispersa prima di raggiungere la sua meta. Rob, stremato, raggiunge Isfahan credendo di essere l'unico sopravvissuto al viaggio. Raggiunta la scuola di Ibn Sina, Rob viene fatto malmenare dal guardiano e poi curato invece dal grande medico che ne apprezza l'interessamento alla medicina e lo accoglie tra i suoi studenti. Qui conosce e diventa amico di un ebreo, Mirdin, e di un ricco persiano, Karim. È tramite Mirdin che viene invitato al matrimonio di Rebecca, scampata anch'essa alla tempesta, con un anziano e ricco ebreo.
Nell'ospedale (Bimaristan) e nella madrasa, apprende da Ibn Sina le basi della medicina insieme ad altre scienze come la filosofia (incluse la filosofia aristotelica e la filosofia islamica). Quando la peste arriva in città e migliaia di persone muoiono, i dottori rimangono al fianco dei pazienti. Rob partecipa alla scoperta che i principali precetti igienici possono contribuire a debellare l'epidemia: in particolare, individua nelle pulci dei ratti il mezzo di trasmissione e suggerisce di bruciare i cadaveri e avvelenare i ratti. Si avvicina inoltre di nuovo a Rebecca, contagiata dalla peste e per questo abbandonata dal marito. Rebecca ormai ristabilitasi, rimane incinta in seguito ad un rapporto extraconiugale con Rob. Al termine dell'epidemia torna però suo marito e l'adulterio è scoperto e la legge ebraica prevede la lapidazione per Rebecca.
Nonostante il suo grande successo nell'aver contributo a debellare la peste, Rob è amareggiato dal fatto che non esista una cura per l'appendicite. Decide allora di aprire il cadavere di un uomo deceduto in conseguenza di tale malattia per individuarne la causa. Scoperto, però, viene arrestato e, con lo stesso Ibn Sina, condannato a morte per negromanzia. Ad Isfahan si contrappongono però due visioni dell'Islam: quella tollerante dello Scià e della sua corte e quella più intransigente degli imam, che cercano l'appoggio dei Selgiuchidi. Quando la città viene attaccata dai Selgiuchidi, Rob e il suo maestro vengono salvati dai soldati dello Scià, che ha bisogno di nuovo del loro aiuto. Colpito da appendicite, infatti, esige di essere operato da Rob, per poter poi guidare le truppe in battaglia. In cambio, interrompe l'esecuzione di Rebecca.
Nonostante l'operazione vada a buon fine e lo Scià esca dalle mura alla testa dell'esercito, la situazione è disperata e la città sembra ormai prossima a cadere: Ibn Sina decide allora di suicidarsi piuttosto che ricadere in un periodo di oscurantismo, mentre Rob e Rebecca fuggono.
Dopo la morte di Ibn Sina, Rob Cole ritorna con sua moglie Rebecca a Londra, per fondare un ospedale. Il vecchio Barber, il primo insegnante di Cole, viene a sapere dalla voce un bambino del ritorno del suo allievo considerato già un filantropo.
Interpreti e personaggi
Tom Payne: Rob Cole/Jesse Ben Benjamin
Ben Kingsley: Ibn Sina/Avicenna
Stellan Skarsgård: Barber
Elyas M'Barek: Karim
Emma Rigby: Rebecca
Olivier Martinez: Scià Ala ad-Daula
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The Grandmaster (Yut doi jung si) è un film del 2013 scritto e diretto da Wong Kar-wai e interpretato da Tony Leung e Zhang Ziyi. È basa...
The GrandMaster, una biografia in cui la violenza si esprime attraverso l'arte.
The Grandmaster (Yut doi jung si) è un film del 2013 scritto e diretto da Wong Kar-wai e interpretato da Tony Leung e Zhang Ziyi.
È basato sulla vita di Yip Man, maestro di arti marziali Wing Chun e mentore di Bruce Lee.
della prima versione, mai proiettata in pubblico e della durata presunta di circa 4 ore, si contano tre diversi montaggi: la versione cinese di 130 minuti, quella europea di 122 minuti vista in anteprima al Festival di Berlino, e quella americana, distribuita dalla Miramax, di 108 minuti.
La versione europea, vista anche in Italia, differisce da quella originale soprattutto nella seconda parte. È stato infatti omesso un lungo dialogo notturno tra il protagonista e il vecchio Jiang che ha per argomento il triste destino toccato a Gong Er. Di contro, è presente un corposo flashback in cui Gong Er ricorda se stessa da bambina, in inverno, intenta ad ammirare di nascosto gli esercizi di Kung-fu del padre e subito dopo, alla soglia dei venti anni, mentre pratica in prima persona la sacra arte. Nella versione europea viene inoltre fatto cenno a un secondo incontro (dopo un primo sul treno) tra Gong Er e "il rasoio", anche se non viene chiarito se i due abbiano una vera conversazione o inizino una qualche relazione. Differente anche il finale: la versione cinese si chiude con delle immagini delle statue buddiste, mentre quella europea termina con la fotografia in b/n di Yip Man in compagnia dei suoi allievi, per poi riaprirsi, a titoli di coda già avviati, con un breve segmento in cui lo stesso guarda in macchina e pone al pubblico una domanda.
Trama.
Il film ripercorre alcuni momenti della vita di Yip Man, lasciandone volutamente in ellissi molti altri. Molto spazio è dato anche ai personaggi di:
Gong Yutian, anziano maestro del Nord a cui si deve l'incontro tra diverse scuole e stili diversi, e che è ora in procinto di ritirarsi;
Gong Er, sua figlia, erede unica della tecnica delle "64 mani";
Ma San, allievo ingrato ed ambizioso, che ucciderà il proprio maestro;
Yixiantian detto "il rasoio", spia nazionalista e nemico giurato del governo fantoccio voluto dagli invasori giapponesi.
Al centro del film ci sono due scontri principali: quello tra Yip Man e Gong Er, all'interno di un lussuoso bordello, che si chiude con una sostanziale parità facendo al contempo sbocciare un sentimento d'amore tra i due (mai trasformatosi in una relazione), e quello tra Gong Er e Ma San, che ha per luogo una stazione ferroviaria e che termina con il ferimento e l'umiliazione di quest'ultimo. Nell'ultima parte si conosce il destino dei protagonisti: Gong Er muore di malattia dopo aver dedicato tutta la vita alla causa delle arti marziali in onore del padre, mentre Yip Man si trasferisce ad Hong Kong dove contribuisce alla diffusione del Wing Chun.
Interpreti e personaggi.
Tony Leung: Yip Man
Zhang Ziyi: Gong Er
Cung Le: Tiexieqi
Song Hye-kyo: Cheung Wing-sing
Chang Chen: Razor Yixiantian
Julian Cheung:
Zhao Benshan: Ding Lianshan
Leung Siu-lung:
Wang Qingxiang: Gong Yutian
Zhang Jin: Ma San
Shang Tielong: Jiang
Doppiatori italiani.
Antonio Sanna: Yip Man
Valentina Mari: Gong Er
Carlo Valli: Gong Yutian
Christian Iansante: Ma San
Paolo Marchese: Jiang
La figura di Ip Man è già stata affrontata dal cinema anche con un buon esito come nel caso dei film di Wilson Yip che sta costruendo sul Maestro una sorta di saga. Si è però sempre rimasti nell'ambito della biografia fortemente romanzata in cui i combattimenti prevalevano su qualsiasi altra opzione. Wong Kar Wai (dopo 8 anni di preparazione, l'avvio delle riprese nel 2009 e il completamento della post produzione all'ínizio del 2013) trova invece in questa storia un'occasione per una sintesi del proprio modo di fare cinema. I suoi film elevano all'ennesima potenza il gioco di luci ed ombre che percorre le esistenze sia sul piano formale che su quello delle vicende portate sullo schermo. Il piacere (talvolta di un estetismo un po' fine a se stesso) che pervade ogni singola inquadratura trova ora nei gesti dell'arte marziale un universo da esplorare in cui la violenza si esprime attraverso l'arte, un'arte che è frutto di lungo tirocinio. L'avere scelto come coreografo dei combattimenti Yuen Wo Ping (Matrix, Kill Bill, tra gli altri) mette in evidenza quanta attenzione andasse offerta alla musicalita' del movimento.
Sul piano della narrazione poi la vicenda di Ip Man e Gong Er si adatta alla perfezione a quell'universo di relazione tra i sessi che ha sempre affascinato il regista. Sono le storie 'impossibili' quelle che lo attraggono. Storie in cui è l'impedimento a dominare, in cui l'amore è incandescente ma costretto dagli stessi protagonisti a covare sotto uno strato di cenere che lo soffoca senza spegnerlo. Ecco allora che la superficie scabra ma colorata che apre il film viene progressivamente oscurata fino a divenire nel finale un magma in cui domina l'oscurità. Perché se nel kung fu, come diceva Ip Man, "esistono solo due parole: orizzontale e verticale. Commetti un errore-orizzontale. Sei l'ultimo che resta in piedi e vinci", nell'amore si fanno largo innumerevoli variazioni rispetto a questi due estremi. I protagonisti del cinema di Wong Kar Wai ne soffrono esistenzialmente la presenza, talvolta perdendosi per ritrovarsi e talaltra ritrovandosi per poi perdersi in un'inquietudine mai del tutto sopita.
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Bad Company - Protocollo Praga è un film del 2002 diretto da Joel Schumacher con Anthony Hopkins e Chris Rock. Un ibrido tra una ...
Bad Company - Protocollo Praga è un actioin-move di bassa lega, ma Hopkins riesce anche in questa impresa.
Bad Company - Protocollo Praga è un film del 2002 diretto da Joel Schumacher con Anthony Hopkins e Chris Rock.
Un ibrido tra una "spy story", un "action movie" e una commedia di bassa lega, questo è "Bad Company" ultima fatica di Joel Schumacher ("Tigerland"), un regista che personalmente ho messo sul mio libro nero dopo che ha letteralmente distrutto l'uomo pipistrello con il suo inguardabile "Batman Forever".
Questa volta, nel suo costante viaggio verso un'identità personale, adotta uno stile di ripresa con camera in movimento dall'alto ed un montaggio serrato alla "Tony Scott", ma con un gusto per le luci più "caldo", quasi rassicurante; il risultato è un prodotto che, anche in forza di una trama non certo innovativa, non coinvolge più di tanto.
A dispetto di dialoghi da dimenticare e di un'interpretazione di Hopkins all'insegna del minimalismo, le quasi due ore di film scorrono via senza annoiare, grazie a qualche scena spettacolare, al giusto numero di sparatorie e ad un Chris Rock in versione "mattatore".
Trama.
L'agente della CIA Kevin Pope (Chris Rock / "Arma Letale 4") è infiltrato a Praga all'interno di un'organizzazione dedita alla vendita di armi provenienti dall'ex-URSS. Il suo compagno, l'agente Oaks (Anthony Hopkins / "Titus"), dovrà spacciarsi per un compratore interessato ad una testata atomica portatile che fa gola a molti terroristi, soprattutto a Dragan Adjanic (Matthew Marsh / "Spy Game") ed alla sua spietata organizzazione. Per impedire la vendita della bomba a quelli che crede essere suoi concorrenti, Dragan organizza un agguato in cui Kevin resta ucciso. A questo punto l'unica possibilità di chiudere l'affare risiede nel fratello gemello di Kevin, Jake (sempre Rock, ovviamente), che dovrebbe prenderne il posto all'insaputa dei terroristi. Facile no? Peccato che Jake non sia un agente della CIA, anzi per dirla tutta è un dj perdigiorno che sbarca il lunario facendo il bagarino, che non ha il minimo senso della misura, ma soprattutto del dovere e che la sua unica "molla" siano i soldi, il tutto senza considerare la sua totale intolleranza per le regole.
La pellicola è stata costruita appositamente sul contrasto tra i due agenti: Rock ed Hopkins e sul loro modo di affrontare la vita; alla sconsiderata irruenza del primo, si contrappone la fredda calma del secondo, il tutto nell'ottica di creare gag più o meno divertenti. La netta divisione tra il periodo di addestramento e quello sul campo, ricalca la dicotomia tra la commedia ed il film d'azione. Questo grande polpettone, dove non manca la bellona di turno, il cattivo di prammatica ed un finale in puro stile USA, alla fine non convince più di tanto, restando uno dei tanti sottoprodotti hollywoodiani che attingono al bacino dello spionaggio (molto in voga in questo periodo).
Un ultima considerazione sui "temibili" terroristi: visto che ormai la cortina è caduta, gli islamici fanno ancora troppa paura per essere portati sullo schermo ed i cinesi è meglio non nominarli, rimangono, come di consueto, i soliti nostalgici esuli del vecchio regime (affetti da stupidità incurabile ed incapacità cronica) che si avvalgono del consueto stereotipo: "ora anche voi americani capirete cosa vuol dire avere dei morti in casa!". Penso di aver sentito questa frase almeno cinque volte nell'ultimo biennio; non si potrebbe trovare qualcosa di nuovo?
Vedi anche: Anthony Hopkins ha conquistato il mondo intero con le sue straordinarie performances.
Interpreti e personaggi.
Anthony Hopkins: Officer Oakes
Chris Rock: Jake Hayes/Kevin Pope/Michael Turner
Peter Stormare: Adrik Vas
Gabriel Macht: Officer Seale
Kerry Washington: Julie
Brooke Smith: Agente Swanson
Irma P. Hall: Mrs. Banks
Doppiatori italiani.
Dario Penne: Officer Oaks
Fabrizio Vidale: Jake Hayes/Kevin Pope/Michael Turner
Francesco Pannofino: Adrik Vas
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Balla coi Lupi, una visione amara e cruda della storia americana e del mito della frontiera.
Il film ha vinto sette premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regista. Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al settantacinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.
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Mediterraneo è un film del 1991, diretto da Gabriele Salvatores, con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli e Giuseppe Cederna.
La pellicola ha vinto il premio Oscar per il miglior film straniero.
Mediterraneo è un film generazionale, ovvero un'opera che identifica, esprime e incarna la riflessione storica di una determinata generazione.
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Vita da cani è un film del 1950, diretto dai registi Mario Monicelli e Steno ; successivamente Monicelli rivelò di essere stato il solo regi...
Vita da cani pittoresco, sciolto, brioso film sul mondo dell'avanspettacolo.
Vita da cani è un film del 1950, diretto dai registi Mario Monicelli e Steno; successivamente Monicelli rivelò di essere stato il solo regista.
«Steno e Monicelli (...) avvertendo senza dubbio il carattere ormai oleografico dell'argomento, hanno avuto la buona idea (...) di puntare sulla descrizione di un ambiente meno noto: quello dei paesini visitati, appunto, soltanto dalle compagnie di terzo e quart'ordine. (...).
Tutta la prima parte del film è non soltanto divertente ma anche veritiera. Nella seconda parte, invece, il film passa (...) all'intreccio e subito decade nella ricetta e nel luogo comune (...).» (Giuseppe Marotta, L'Europeo, 15/11/1950)
Il signore delle mosche è un film del 1963 diretto da Peter Brook, presentato in concorso al 16º Festival di Cannes. È ispirato all'o...
Il Signore dell Mosche è un apologo pessimista sulla regressione
Una ventina di ragazzini inglesi dai sette ai quattordici anni, sopravvissuti a un incidente aereo, restano abbandonati a sé stessi su un'isola tropicale. Non hanno problemi di sopravvivenza.
Si organizzano, eleggono un capo, il saggio e volitivo Ralph, ma presto la comunità si spacca in due e prende il sopravvento il gruppetto dei cacciatori, guidati da Jack, che regredisce allo stato tribale e si dedica al culto di un totem, il signore delle mosche, che è un appellativo di Belzebù.



