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1.- Vite dannate con Brad Pitt è un film basato su una storia vera incentrato sul tema della pena di morte. Vite dannate (Too Young ...

1.- Vite dannate con Brad Pitt è un film basato su una storia vera incentrato sul tema della pena di morte.
Vite dannate con Brad Pitt è un film basato su una storia vera incentrato sul tema della pena di morte.
Vite dannate (Too Young to Die?) è un film per la televisione del 1990 diretto da Robert Markowitz. Il film, basato su una storia vera, è incentrato sul tema della pena di morte. Produzione televisiva che ha come protagonista ancora lontana dalla notorietà. Nel cast c'è anche un altro futuro divo: Brad Pitt. Tutto questo non serve peraltro a elevare il livello generale dell'opera che resta
2.- Corsa con la morte, film thriller psicologico con Laura Prepon.
Corsa con la morte, film thriller psicologico con Laura Prepon.
Il film è basato sull’omonimo romanzo giallo di Iris Johansen che ha venduto quasi 2 milioni di copie in tutto il mondo. Il film, il cui titolo in originale è The Killing Game è stato prodotto nel 2011 per una coproduzione tra Stati Uniti e Canada, ha una durazione di circa un'ora e 3 minuti ed è stato diretto dal regista Bobby Roth. Il personaggio di Eve Duncan è protagonista di ben diciotto
3.- Il Federale: un grande Tognazzi per una commedia che aiuta a riflettere.
Il Federale: un grande Tognazzi per una commedia che aiuta a riflettere.
Il federale è un film del 1961 diretto da Luciano Salce con protagonista Ugo Tognazzi. Arcovazzi, fascista della milizia, deve arrestare un noto filosofo da sempre oppositore del regime, il professor Bonafè: il film racconta in chiave satirica il rapporto tra i due personaggi, l'odissea che compiono attraverso l'Italia occupata del 1944 per giungere a Roma e l'amicizia che si stabilisce tra
4.- Breaking Bad (5a stagione).
Breaking Bad (5a stagione).
La quinta ed ultima stagione della serie televisiva Breaking Bad, composta da sedici episodi, è stata trasmessa dal canale statunitense AMC in due parti separate: i primi otto episodi sono andati in onda dal 15 luglio al 2 settembre 2012, mentre gli ultimi otto sono stati trasmessi dall'11 agosto al 29 settembre 2013. In questa stagione vengono introdotti due nuovi personaggi ricorrenti: Lydia
5.- Breaking Bad (4a stagione).
Breaking Bad (4a stagione).
La quarta stagione della serie televisiva Breaking Bad è stata trasmessa dal 17 luglio al 9 ottobre 2011 sul canale statunitense AMC. Finita Dexter, ci mettiamo in cerca di una nuova serie, con la certezza però che niente potrà eguagliare il “Killer preferito d’America”. Ci sbagliavamo. Lo scorso dicembre infatti, recuperiamo le prime stagioni di Breaking Bad, acclamato show televisivo di cui si
6.- Breaking Bad (3a stagione).
Breaking Bad (3a stagione).
La terza stagione della serie televisiva Breaking Bad, composta da 13 episodi, è stata originariamente trasmessa dal canale statunitense AMC dal 21 marzo al 13 giugno 2010. In Italia la terza stagione è stata trasmessa dal 9 luglio al 1º ottobre 2011 su AXN; in chiaro è stata trasmessa su Rai 4 dal 16 novembre al 28 dicembre 2011. Ciò che rende Breaking Bad così celebre infatti, non è la trama
7.- Breaking Bad (2a stagione).
Breaking Bad (2a stagione).
La seconda stagione della serie televisiva Breaking Bad, composta da 13 episodi, è stata originariamente trasmessa negli Stati Uniti dall'8 marzo al 31 maggio 2009 su AMC. In questa stagione vengono introdotti tre nuovi personaggi principali: Saul Goodman, Gus Fring e Mike Ehrmantraut, interpretati rispettivamente da Bob Odenkirk, Giancarlo Esposito e Jonathan Banks. In più, le sequenze di
8.- Breaking Bad (1a stagione).
Breaking Bad (1a stagione).
Breaking Bad è davvero, a nostro parere, un fenomeno televisivo. Ideata da Vince Gilligan, la serie narra le vicende di Walter White, professore di chimica in un liceo di Albuquerque che, scoprendo di essere affetto da un cancro ai polmoni, decide di sfruttare le sue conoscenze scientifiche per “cucinare” metanfetamine con l’aiuto del suo ex-studente Jesse Pinkman. La prima stagione della serie
9.- Breaking Bad un fenomeno televisivo ideato da Vince Gilligan.
Breaking Bad un fenomeno televisivo ideato da Vince Gilligan.
Reazioni collaterali (Breaking Bad) è una serie televisiva statunitense ideata da Vince Gilligan e trasmessa dall'emittente via cavo statunitense AMC dal 20 gennaio 2008 al 29 settembre 2013. La serie ha ricevuto eccellenti recensioni da parte della critica, principalmente per la sceneggiatura, la regia e le interpretazioni di Bryan Cranston, Aaron Paul ed Anna Gunn. Nel 2013 il Writers Guild of
10.- Balla coi lupi, una visione amara e cruda della storia americana e del mito della frontiera.
Balla coi lupi, una visione amara e cruda della storia americana e del mito della frontiera.
Balla coi lupi (Dances with Wolves) è un film del 1990 diretto, prodotto e interpretato da Kevin Costner. La pellicola è tratta dall'omonimo romanzo di Michael Blake, autore anche della sceneggiatura. Il film ha vinto sette premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e miglior regista. Nel 2007 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso
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1.- Vite dannate con Brad Pitt è un film basato su una storia vera incentrato sul tema della pena di morte. Vite dannate (Too Young to Die...

1.- Vite dannate con Brad Pitt è un film basato su una storia vera incentrato sul tema della pena di morte.
Vite dannate con Brad Pitt è un film basato su una storia vera incentrato sul tema della pena di morte.
Vite dannate (Too Young to Die?) è un film per la televisione del 1990 diretto da Robert Markowitz. Il film, basato su una storia vera, è incentrato sul tema della pena di morte. Produzione televisiva che ha come protagonista ancora lontana dalla notorietà. Nel cast c'è anche un altro futuro divo: Brad Pitt. Tutto questo non serve peraltro a elevare il livello generale dell'opera che resta
2.- Corsa con la morte, film thriller psicologico con Laura Prepon.
Corsa con la morte, film thriller psicologico con Laura Prepon.
Il film è basato sull’omonimo romanzo giallo di Iris Johansen che ha venduto quasi 2 milioni di copie in tutto il mondo. Il film, il cui titolo in originale è The Killing Game è stato prodotto nel 2011 per una coproduzione tra Stati Uniti e Canada, ha una durazione di circa un'ora e 3 minuti ed è stato diretto dal regista Bobby Roth. Il personaggio di Eve Duncan è protagonista di ben diciotto

1.- L'ultimo capodanno un'opera grottesca contro la borghesia ipocrita. L'ultimo capodanno è un film del 1998 diretto da Mar...

1.- L'ultimo capodanno un'opera grottesca contro la borghesia ipocrita.

L'ultimo capodanno un'opera grottesca contro la borghesia ipocrita.

L'ultimo capodanno è un film del 1998 diretto da Marco Risi, tratto dal racconto L'ultimo capodanno dell'umanità di Niccolò Ammaniti pubblicato nella raccolta Fango (1996). Il film è ambientato nel Comprensorio "Le Isole", situato sulla via Cassia a nord di Roma. L'azione si svolge la sera di un 31 dicembre a Roma, frammentata in sei appartamenti di due moderne palazzine. Convengono parenti e

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1.- Scorsese e Di Caprio in gran forma, «The Wolf of Wall Street» diverte e convince. Il mondo della finanza secondo Martin Scorsese: il...

1.- Scorsese e Di Caprio in gran forma, «The Wolf of Wall Street» diverte e convince.

Scorsese e Di Caprio in gran forma, «The Wolf of Wall Street» diverte e convince.

Il mondo della finanza secondo Martin Scorsese: il grande regista americano si conferma uno dei più importanti autori del cinema contemporaneo con «The Wolf of Wall Street», l'unico titolo imperdibile di un weekend complessivamente sottotono, a partire dal deludente «Last Vegas» di Jon Turteltaub. Per la quinta volta in carriera, Scorsese sceglie Leonardo DiCaprio come protagonista di una sua

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2.- The Walking Dead, in un mondo post apocalittico un virus ha trasformato gli uomini in zombie.

The Walking Dead, in un mondo post apocalittico un virus ha trasformato gli uomini in zombie.

The Walking Dead è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2010. Progettata dal regista Frank Darabont, la serie è basata sull'omonima serie a fumetti scritta da Robert Kirkman (anche produttore esecutivo dello show) e illustrata da Tony Moore e Charlie Adlard. Rispetto al fumetto, di cui comunque vengono seguite le linee guida a livello di trama, Darabont ha affermato che la serie

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3.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Dicembre 2013.

I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Dicembre 2013.

1.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Dicembre 2013. Zoran, il mio nipote scemo, storia di una parentela che diventa amicizia nell'Italia profonda del No... "Nella cultura rurale della mia regione l'osmiza è il luogo principale di aggregazione, più del bar, perché somiglia a una casa - spiega Giuseppe Battiston, protagonista del film che segna l'esordio

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4.- Zoran, il mio nipote scemo, storia di una parentela che diventa amicizia nell'Italia profonda del Nordest.

Zoran, il mio nipote scemo, storia di una parentela che diventa amicizia nell'Italia profonda del Nordest.

"Nella cultura rurale della mia regione l'osmiza è il luogo principale di aggregazione, più del bar, perché somiglia a una casa - spiega Giuseppe Battiston, protagonista del film che segna l'esordio di Matteo Oleotto - è una specie di agriturismo del Settecento, quando l'imperatore austro-ungarico concesse ai contadini di vendere in proprio i prodotti della loro terra per otto giorni di fila. Si

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5.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Settembre 2013.

I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Settembre 2013.

1.- Prison Break, ingegno, azione, thriller e suspense a cui fa da sfondo il retroscena della politica (The Final Break). The Final Break Prison Break: The Final Break è un film per la televisione diretto da Brad Turner (prima parte) e da Kevin Hooks (seconda parte) che determina la fine della serie televisiva Prison Break. Talvolta i due episodi sono non ufficialmente indicati come le

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6.- Antiwar Songs, 138 canzoni contro la guerra.

Antiwar Songs, 138 canzoni contro la guerra.

Canzoni contro la guerra è un lavoro corale di raccolta di testi relativi a canti di tutto il mondo e di tutte le epoche a contenuto pacifista ed antimilitarista, in forma di Database e strutturato su contributi liberi da parte di lettori e collaboratori. Quando iniziarono a farsi più insistenti le voci di una prossima guerra in Iraq, sui newsgroup it.fan.musica.guccini e it.fan.musica.de-andre,

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7.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Agosto 2013.

I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Agosto 2013.

1.- Prison Break, ingegno, azione, thriller e suspense a cui fa da sfondo il retroscena della politica (The Final Break). The Final Break Prison Break: The Final Break è un film per la televisione diretto da Brad Turner (prima parte) e da Kevin Hooks (seconda parte) che determina la fine della serie televisiva Prison Break. Talvolta i due episodi sono non ufficialmente indicati come le

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8.- Keny Arkana, il rap è semplicemente qualcosa che le è capitato.

Keny Arkana, il rap è semplicemente qualcosa che le è capitato.

Keny Arkana aveva solo dodici anni quando ha iniziato a scrivere i suoi primi testi. Cresciuta in casa, senza mai essere veramente andata a scuola, è bastato poco perché la sua voglia di ribellione confluisse nei suoi primi pezzi. “Erano già parecchio anti-educazione, anti-polizia, anti-giudici, anti-il cosiddetto programma di protezione minori, tutto ciò che allora era la mia vita”, spiega

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9.- Serial killer cinematografici (3a parte).

Serial killer cinematografici (3a parte).

I serial killer nella finzione cinematografica da sempre hanno assunto un ruolo rilevante nel cinema horror. Sin dagli albori della cinematografia, infatti, la figura dello scienziato pazzo (Dr. Henry Jekyll, Dr. Mabuse) o del criminale dotato di poteri paranormali o frutto della perversione di un suo creatore (Dracula, Frankenstein, uomo invisibile) o più semplicemente scherzo della natura (uomo

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10.- Serial killer cinematografici (2a parte).

Serial killer cinematografici (2a parte).

I serial killer nella finzione cinematografica da sempre hanno assunto un ruolo rilevante nel cinema horror. Sin dagli albori della cinematografia, infatti, la figura dello scienziato pazzo (Dr. Henry Jekyll, Dr. Mabuse) o del criminale dotato di poteri paranormali o frutto della perversione di un suo creatore (Dracula, Frankenstein, uomo invisibile) o più semplicemente scherzo della natura (uomo

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1.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Dicembre 2013. Zoran, il mio nipote scemo, storia di una p...

1.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Dicembre 2013.

I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Dicembre 2013.

Zoran, il mio nipote scemo, storia di una parentela che diventa amicizia nell'Italia profonda del No... "Nella cultura rurale della mia regione l'osmiza è il luogo principale di aggregazione, più del bar, perché somiglia a una casa - spiega Giuseppe Battiston, protagonista del film che segna l'esordio di Matteo Oleotto - è una specie di agriturismo del Settecento, quando l'imperatore

2.- Zoran, il mio nipote scemo, storia di una parentela che diventa amicizia nell'Italia profonda del Nordest.

Zoran, il mio nipote scemo, storia di una parentela che diventa amicizia nell'Italia profonda del Nordest.

"Nella cultura rurale della mia regione l'osmiza è il luogo principale di aggregazione, più del bar, perché somiglia a una casa - spiega Giuseppe Battiston, protagonista del film che segna l'esordio di Matteo Oleotto - è una specie di agriturismo del Settecento, quando l'imperatore austro-ungarico concesse ai contadini di vendere in proprio i prodotti della loro terra per otto giorni di fila. Si

 

3.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Settembre 2013.

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1.- Prison Break, ingegno, azione, thriller e suspense a cui fa da sfondo il retroscena della politica (The Final Break). The Final Break Prison Break: The Final Break è un film per la televisione diretto da Brad Turner (prima parte) e da Kevin Hooks (seconda parte) che determina la fine della serie televisiva Prison Break. Talvolta i due episodi sono non ufficialmente indicati come le

 

4.- Antiwar Songs, 138 canzoni contro la guerra.

Antiwar Songs, 138 canzoni contro la guerra.

Canzoni contro la guerra è un lavoro corale di raccolta di testi relativi a canti di tutto il mondo e di tutte le epoche a contenuto pacifista ed antimilitarista, in forma di Database e strutturato su contributi liberi da parte di lettori e collaboratori. Quando iniziarono a farsi più insistenti le voci di una prossima guerra in Iraq, sui newsgroup it.fan.musica.guccini e it.fan.musica.de-andre,

 

5.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Agosto 2013.

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1.- Prison Break, ingegno, azione, thriller e suspense a cui fa da sfondo il retroscena della politica (The Final Break). The Final Break Prison Break: The Final Break è un film per la televisione diretto da Brad Turner (prima parte) e da Kevin Hooks (seconda parte) che determina la fine della serie televisiva Prison Break. Talvolta i due episodi sono non ufficialmente indicati come le

 

6.- Keny Arkana, il rap è semplicemente qualcosa che le è capitato.

Keny Arkana, il rap è semplicemente qualcosa che le è capitato.

Keny Arkana aveva solo dodici anni quando ha iniziato a scrivere i suoi primi testi. Cresciuta in casa, senza mai essere veramente andata a scuola, è bastato poco perché la sua voglia di ribellione confluisse nei suoi primi pezzi. “Erano già parecchio anti-educazione, anti-polizia, anti-giudici, anti-il cosiddetto programma di protezione minori, tutto ciò che allora era la mia vita”, spiega

7.- Serial killer cinematografici (3a parte).

Serial killer cinematografici (3a parte).

I serial killer nella finzione cinematografica da sempre hanno assunto un ruolo rilevante nel cinema horror. Sin dagli albori della cinematografia, infatti, la figura dello scienziato pazzo (Dr. Henry Jekyll, Dr. Mabuse) o del criminale dotato di poteri paranormali o frutto della perversione di un suo creatore (Dracula, Frankenstein, uomo invisibile) o più semplicemente scherzo della natura (uomo

 

8.- Serial killer cinematografici (2a parte).

Serial killer cinematografici (2a parte).

I serial killer nella finzione cinematografica da sempre hanno assunto un ruolo rilevante nel cinema horror. Sin dagli albori della cinematografia, infatti, la figura dello scienziato pazzo (Dr. Henry Jekyll, Dr. Mabuse) o del criminale dotato di poteri paranormali o frutto della perversione di un suo creatore (Dracula, Frankenstein, uomo invisibile) o più semplicemente scherzo della natura (uomo

 

9.- Serial killer cinematografici (1a parte).

Serial killer cinematografici (1a parte).

I serial killer nella finzione cinematografica da sempre hanno assunto un ruolo rilevante nel cinema horror. Sin dagli albori della cinematografia, infatti, la figura dello scienziato pazzo (Dr. Henry Jekyll, Dr. Mabuse) o del criminale dotato di poteri paranormali o frutto della perversione di un suo creatore (Dracula, Frankenstein, uomo invisibile) o più semplicemente scherzo della natura (uomo

 

10.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Luglio 2013.

I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Luglio 2013.

1.- Prison Break, ingegno, azione, thriller e suspense a cui fa da sfondo il retroscena della politica (The Final Break). The Final Break Prison Break: The Final Break è un film per la televisione diretto da Brad Turner (prima parte) e da Kevin Hooks (seconda parte) che determina la fine della serie televisiva Prison Break. Talvolta i due episodi sono non ufficialmente indicati come le

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1.- Il Nome della Rosa romanzo storico scritto da Umberto Eco con ambientazione medievale. Il nome della rosa è un romanzo scritto da Umb...

1.- Il Nome della Rosa romanzo storico scritto da Umberto Eco con ambientazione medievale.


Il nome della rosa è un romanzo scritto da Umberto Eco, edito per la prima volta nel 1980. Dopo aver scritto moltissimi saggi.
Eco decise di scrivere il suo primo romanzo, dopo alcuni anni di meticolosa preparazione, cimentandosi nel genere del giallo ed in particolare nel giallo deduttivo.
L'opera è ambientata nel Medioevo e viene presentata come il manoscritto di un anziano frate che ha trascritto un'avventura vissuta da novizio, molti decenni addietro, in compagnia del suo maestro presso un monastero benedettino dell'Italia settentrionale.
La narrazione, suddivisa in sette giornate, scandite dai ritmi della vita monastica, vede protagonisti Guglielmo da Baskerville, frate francescano, e il novizio Adso da Melk, il narratore della storia.

2.- I cento migliori libri classici di tutti i tempi per festeggiare i 60 anni della fortunata collana Penguin.


Per festeggiare i 60 anni della fortunata collana Penguin Classics, la casa editrice inglese ha stilato una lista con i cento migliori libri classici di tutti i tempi usando un metro particolare: sono state create 20 liste di "sottogeneri" ciascuna con cinque libri (I migliori libri che parlano di viaggi, d'amore, di pazzi, di tradimenti etc...). E' abbastanza evidente il punto di vista anglosassone, nella lista infatti figurano ben 37 autori inglesi, 20 americani, 9 francesi e 6 russi. L'unico italiano è Machiavelli con Il Principe. Dickens, con 4 libri, è l'autore più presente.
Liste del genere vanno sempre prese per quello che sono, non compare neanche Shakespeare a cui la Penguin dedica una collana a parte. Molte curiosità fra le varie miniclassifiche: in quella sui viaggi Sulla Strada di Jack Kerouac si piazza al primo posto lasciandosi dietro addirittura che L'Odissea di Omero.

3.- Il meglio del 2012: romanzi rosa.

mi piacci da morire
Mi piaci da morire. Parole sussurrate al vento. Parole sfuggite. Cercate e poi dette. Ma non solo parole. Mi. Piaci. Da. Morire. Mi piaci tantissimo, appunto, che per te morirei. Tutto racchiuso nel titolo il tema di questo libro: spiritoso, vivace, scorrevole, musicale, eppure semplice, con un linguaggio comune, senza giri di parole, diretto, graffiante, ma anche carezzevole. E’ così l’esordio di Federica Bosco: tutto in uno. Un libro scritto benissimo, da leggere d’un fiato, arrivato già alla ventinovesima edizione.
Monica, la protagonista, ha 31 anni, vive a New York e assomiglia un pò a Bridget Jones... Non ne combina mai una giusta e soprattutto non riesce a trovare uno straccio di uomo che le piaccia o che l’apprezzi. Deve esserci qualcosa che non va in lei, così pensa Monica, guardando tutte le sue amiche fidanzate o anche solo gli sconosciuti per strada, con le loro vite complete, perfette, amate, volute, come lei non si sente. Formato Kindle

4.- I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Marzo 2013.
La dodicesima carta è il sesto libro di Jeffery Deaver dedicato al criminologo tetraplegico Lincoln Rhyme.

la dodicesima cartaCon La Dodicesima Carta sono arrivate a sei le appassionanti indagini che vedono protagonisti Lincoln Rhyme e Amelia Sachs. Frutto della fantasia dell'americano Jeffery Deaver,
l'investigatore noto tanto per la sua quasi totale infermità quanto per i suoi metodi strettamente scientifici, si trova alle prese con un caso apparentemente vecchio di 150 anni: alla metà del 1800 risalgono i fatti che la sedicenne nera Geneva Settle sta studiando per una ricerca scolastica quando viene assalita nella biblioteca del Museo afroamericano di Harlem. Il tentativo di stupro, però, si trasforma presto in diversi e reiterati tentativi di omicidio. Il movente rimane inaccessibile, almeno fino al momento in cui, fra piste e indizi falsi, dal passato riemergono prove che contribuiranno a gettare una luce chiarificatrice sul passato della famiglia di Geneva, segnando definitivamente anche il presente e il corso del suo futuro 

5.- Philip K. Dick ampiamente riconosciuto come il maggior scrittore di fantascienza dei suoi tempi.


Ampiamente riconosciuto come il maggior scrittore di fantascienza dei suoi tempi e adorato come vero e proprio oggetto di culto da parte delle migliaia di fan che ha conqui­stato, Philip K. Dick è oggi visto come autore universale, in grado di creare mondi realistici e al tempo stesso lontani dall'esperienza di tutti i giorni, e di evocare con sarcasmo e acume società e stili di vita realmente esi­stenti.
Dick è autore di più di cinquanta vo­lumi tra romanzi e racconti, e la sua 'scoper­ta1 è passata per il giudizio di scrittori e in­tellettuali molto diversi, da Jean Baudrillard ad Art Spiegelman, da Ursula Le Guin a Fredrìc Jameson.
La notorietà dello scrittore, naturalmente, deve molto agli adattamenti cinematografici: Biade Runnér di Rìdlèy Scott ha segnato l'immaginario visivo di fine XX secolo, creando il modello più affascinante e credibile della metropoli del futuro; e a Dick si sono rivolti Steven Spielberg per il suo Minority Reperì, John Woo per il suo Paycheck e Richard Linklater per il film tratto da Un oscuro scrutare.
   
6.- Il Dono dell'Aquila, il sesto libro del Nagual, un'esperienza realmente vissuta.

Un'esperienza realmente vissuta, ma del tutto estranea alla mentalità dell'uomo occidentale del XX secolo; questa la caratteristica fondamentale che si ritrova nelle opere dell'etnologo e antropologo peruviano Carlos Castaneda.
Nel paesaggio allucinato delle aride e desolate plaghe di un Messico 'diverso', tra le antiche rovine delle civiltà autoctone più remote, l'apprendista raggiunge il livello più alto dei poteri magici: ottiene il "dono dell'Aquila", la libertà, si scioglie da ogni forma di condizionamento e diviene 'nagual', energia cosmica pura.
Carlos Castaneda, partito intorno alla metà degli anni sessanta alla volta del Messico per una tesi sulle proprietà delle piante psicotrope, si imbatte in Don Juan, sciamano e profondo conoscitore delle "piante che danno potere". Si ferma presso di lui e ne diventa apprendista.

7.- Innocente, primo romanzo di Grisham basato su una vicenda realmente accaduta.

I lettori più affezionati noteranno subito le differenze nello stile e nell'esposizione dei fatti e non potranno esimersi dal trarre le loro conclusioni.
Il libro è ben scritto, ordinato e preciso, e percorre la terribile avventura capitata a Ron Williamson e Dennis F. ingiustamente incolpati di omicidio.
Grisham si sofferma a lungo sul passato dei due sfortunati giovani, e in particolar modo sulla vita di Ron, astro del baseball tramontato ancor prima di incominciare veramente a brillare.
Nel corso del Romanzo si incontrano anche personaggi minori, anch'essi vittime dell'arrogante sistema americano e delle persone incompetenti che spesso ne minano la presunta infallibilità.
La storia è commovente e tragica, ma lo stile giornalistico con cui viene presentata non lascia spazio a troppa retorica o a note romanzesche.

8.- Mondo Senza Fine è un ritorno al Medioevo due secoli dopo la costruzione della cattedrale gotica di Kingsbridge.

È il 1327. Il giorno di Ognissanti, quattro bambini si allontanano di nascosto dal priorato di Kingsbridge mentre sono in corso i festeggiamenti. Il gruppo, composto da un piccolo genio, un bulletto, una ladruncola e una ragazzina dalle grandi ambizioni, assiste per caso nella foresta all'uccisione di due uomini.
Da allora le vite di questi ragazzi saranno indissolubilmente legate tra loro e, una volta adulti, conosceranno amore, avidità, ambizione e vendetta. Vivranno momenti di prosperità e carestia, malattia e guerra. Dovranno fronteggiare la più terribile epidemia di tutti i tempi: la peste.
Uno di loro viaggerà per il mondo per poi tornare a casa, un altro diventerà un nobiluomo potente e corrotto, una ragazza inseguirà l'amore impossibile e un'altra sfiderà il potere della Chiesa.

9.- Il meglio del 2012: Saggistica e politica.

anime nere
Il romanzo tratta le vicende di 3 ragazzi dell'Aspromonte non affiliati alla 'Ndrangheta ma coinvolti in una miriade di situazioni tipiche della malavita. È il viaggio infernale dei tre protagonisti, ma anche di un'intera generazione, attraverso le strade d'Europa. Muteranno il destino loro e quello di migliaia di persone che incontreranno sul loro cammino. Carnefici, ma anche vittime di un male antico nato nelle viscere dell'Aspromonte. I luoghi principali in cui si svogle la storia sono l'Aspromonte e Milano, inoltre i tre protagonisti si ritroveranno a viaggiare in lungo e in largo per l'Europa a causa dei loro traffici. Anime nere è il primo libro di una trilogia, che insieme a Zefira e ad American taste, ripercorre le piste infernali seguite dai ragazzi che vivono in realtà particolari. Nel primo romanzo, le vite dei ragazzi dell'Aspromonte, mostrano come metafora la devianza calabrese: essa rappresenta tutte quelle realtà in cui le diseguaglianze e le ingiustizie sociali producono fenomeni delinquenziali che fanno dei protagonisti vittime e carnefici. Criaco racconta un nuovo sud, che rompe con la tradizione fatalistica della letteratura meridionale e ci mostra senza ipocrisie il volto del male, dandone la voce ai protagonisti: i cattivi. Motivo d'interesse del racconto è che proviene da chi nel ventre dell'Aspromonte è nato. Formato Kindle

10.- Il Prigionero del Cielo, terzo capitolo di quella che dovrebbe essere la quadrilogia di Carlos Ruiz Zafón.

il prigionero del cieloNel dicembre del 1957 un lungo inverno di cenere e ombra avvolge Barcellona e i suoi vicoli oscuri. La città sta ancora cercando di uscire dalla miseria del dopoguerra, e solo per i bambini, e per coloro che hanno imparato a dimenticare, il Natale conserva intatta la sua atmosfera magica, carica di speranza.
Daniel Sempere - il memorabile protagonista di "L'ombra del vento" è ormai un uomo sposato e dirige la libreria di famiglia assieme al padre e al fedele Fermín con cui ha stretto una solida amicizia.
Una mattina, entra in libreria uno sconosciuto, un uomo torvo, zoppo e privo di una mano, che compra un'edizione di pregio di "Il conte di Montecristo" pagandola il triplo del suo valore, ma restituendola immediatamente a Daniel perché la consegni, con una dedica inquietante, a Fermín. Si aprono così le porte del passato e antichi fantasmi tornano a sconvolgere il presente attraverso i ricordi di Fermín.

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Quando il corpo di una giovane donna, colpito da numerose coltellate, viene rinvenuto in un isolato cimitero di Londra, Lynley e la sua squa...

questo-corpo-mortale-elizabeth-george-libriQuando il corpo di una giovane donna, colpito da numerose coltellate, viene rinvenuto in un isolato cimitero di Londra, Lynley e la sua squadra sono chiamati a intervenire. 

Ma questo non è un caso come gli altri: li condurrà infatti dalle cupe periferie londinesi allo Hampshire, una zona dell'Inghilterra sconosciuta ai più, un luogo bello e al tempo stesso inquietante, dove gli animali vagano liberi per le strade, i tetti sono ancora di paglia e gli estranei non sono i benvenuti. Una zona che nasconde segreti tragici, crudeli, efferati. 

Cosa ha portato la vittima dalla serenità apparente dello Hampshire alla caleidoscopica confusione di Londra, e chi poteva volere la sua morte? Sono troppi, e spesso misteriosi, i personaggi che si muovevano nella sua orbita: una pittoresca sensitiva, un violinista visionario che sente le voci degli angeli, un artista di strada che colleziona amanti; oltre a un ex fidanzato dal passato oscuro... Un puzzle intricato e sconvolgente, strutturato per condurre il lettore fino alla fine del romanzo con il fiato in gola.

In “Questo corpo mortale” (Longanesi) di Elisabeth George  in Gran Bretagna il mese di giugno era insolitamente caldo. Si susseguivano “giorni senza una nuvola” i quali facevano presagire “un luglio e un agosto torridi”.
Questo clima si ravvisava sia nella movimentata Londra sia nella New Forest nell’Hampshire terra incantata nella quale sembrava non accadere mai nulla.
In uno dei tanti villaggi del luogo composto di cottage dai tetti di paglia e dove i pony “abitanti di antica data della New Forest” brucano liberamente nei prati, tra i sorbi e le betulle, sotto querce e faggi antichisssimi, una giovane donna Jemina Hastings era scomparsa improvvisamente alcuni mesi prima lasciando l’ex fidanzato Gordon Josse, il suo negozio avviato di dolci The Cupcake Queen, le sue amicizie e il fratello Robbie. In un rifugio accanto a una cappella del giardino - cimitero di Abney Park nella zona nord - orientale di Londra era stato ritrovato il cadavere di una giovane donna colpita da numerose coltellate, quel corpo mortale apparteneva proprio a Jemina Hastings, la quale aveva deciso di iniziare una nuova esistenza nella capitale britannica lontano dal suo luogo di origine. Le indagini erano state affidate a Isabelle Ardery sovrintendente investigativo provvisorio di New Scotland Yard, due figli gemelli di otto anni, divorziata, con una pericolosa propensione al bere. La squadra investigativa di Thomas Lynley le cui punte di diamante erano i sergenti investigativi Barbara Havers e Winston Nkata “molto alto, molto scuro, con il viso sfregiato da una cicatrice, ricordo di una rissa adolescenziale” ora erano alle dirette dipendenze dell’ultima arrivata, dopo che il sovrintendente Lynley aveva deciso di prendersi una pausa dal lavoro in seguito all’omicidio della moglie Helen.

La maestra assoluta del mystery all’inglese” come l’ha definita The New York Times, non delude i suoi appassionati lettori e riporta sulla scena del crimine l’ottavo Conte di Asherton il quale si era rifugiato nella natia Cornovaglia per cercare di dare libero sfogo al suo immenso dolore. L’aristocratico Thomas aveva deciso di ritornare a vivere a Londra nella sua abitazione nel quartiere di Belgravia accudito dal suo maggiordomo Charlie Denton. L’uomo era stato convinto da Isabelle a ritornare in servizio, insieme avrebbero cercato di risolvere un caso che via via si andava rivelando sempre più complicato. “Io credo che potremmo lavorare insieme Thomas. Credo che possiamo lavorare molto bene insieme, a dirla tutta”. Chi aveva ucciso Jemima dagli “occhi opachi” il cui cadavere è stato ritrovato in uno storico cimitero che sembra un labirinto dove non avrebbe dovuto stare?
Tutti i rapporti degli agenti investigativi che interrogarono sia Michael Spargo sia sua madre prima della formalizzazione delle accuse contro di lui, indicano che il mattino del decimo compleanno del ragazzo era cominciato male. Certo, tali rapporti potrebbero essere ritenuti so­spetti, vista la natura del crimine di Michael e la forte ostilità della po­lizia e dei membri della comunità nei suoi confronti, tuttavia non si può ignorare il fatto che la lunga relazione dell'assistente sociale ri­masta al suo fianco durante gli interrogatori e gli atti del successivo processo riferiscono le stesse cose. Ci sono sempre dei particolari che rimangono ignoti a chi studia gli abusi sull'infanzia, le disfunzioni fa­miliari e le psicopatologie causate da tali abusi e disfunzioni, ma i fatti principali non si possono nascondere, perché di essi sono necessaria­mente testimoni, a volte direttamente coinvolti, coloro che vengono in contatto con i soggetti coinvolti nel momento in cui questi mostra­no - consciamente o inconsciamente - i disturbi mentali, psicologici o emotivi di cui soffrono. Con Michael Spargo e la sua famiglia accad­de proprio questo.

Michael era il sesto di nove figli. Due di loro (Richard e Rete, che all'epoca avevano diciotto e quindici anni) e la madre, Sue, erano già schedati per comportamento antisociale a causa di continue liti con i vicini, molestie nei confronti dei pensionati delle case popolari, ubria­chezza e danneggiamento di proprietà pubbliche e private. Il padre non viveva con loro: quattro anni prima del decimo compleanno di Michael, Donovan Spargo aveva abbandonato moglie e figli ed era andato a vivere in Portogallo con una vedova di quindici anni più vec­chia, lasciando un biglietto d'addio e una banconota da cinque ster­line sul tavolo della cucina. Da allora non si era più saputo nulla di lui. Al processo di Michael non si fece vedere.



Sue Spargo, che non aveva la benché minima qualifica lavorativa e il cui livello di istruzione non andava oltre un fallito tentativo di pren­dere il diploma, non si vergogna di ammettere « di essersi messa a bere un po' troppo » dopo l'abbandono da parte del marito e di ave

re, di conseguenza, un po' trascurato i suoi figli da quel momento in poi. Sembra che prima della partenza di Donovan Spargo la famiglia mantenesse un certo grado di stabilità apparente (come indicano sia i rapporti scolastici sia i commenti dei vicini e le relazioni della polizia), ma che, una volta partito il capofamiglia, i problemi ignoti alla comu­nità avessero cominciato a venire a galla.
La famiglia viveva nel Buchanan Estate, una squallida distesa di torri grigie di acciaio e cemento e casette a schiera, in un quartiere dall'appropriato nome di Gallows, « Forca », tristemente noto per le risse da strada, i furti d'auto, le effrazioni e le aggressioni agli an­ziani. Gli omicidi erano rari, ma la violenza era all'ordine del giorno. Gli Spargo erano tra i fortunati: essendo una famiglia numerosa, vi­vevano in una delle case a schiera e non in una delle torri; avevano un giardino sul retro e un fazzoletto di terra sul davanti, anche se incolti. La casa era composta da soggiorno, cucina, quattro camere da letto e un bagno. Michael condivideva la stanza con i fratelli minori; erano cinque in tutto, divisi in due letti a castello. Tre dei fratelli maggiori dividevano la stanza adiacente e solo Richard, il maggiore, aveva una stanza tutta per sé, un privilegio a quanto pare dovuto alla sua aggressività verso i fratelli minori. Anche Sue Spargo aveva una stan­za sua. È curioso notare come negli interrogatori affermi più volte che « quando i ragazzi si ammalavano dormivano con lei » e « non con quel mascalzone di Richard».

Il giorno del decimo compleanno di Michael, la polizia venne chia­mata poco dopo le sette. Una lite era degenerata al punto che i vicini avevano cercato di intervenire. Questi ultimi affermano che il loro in­tento era solo quello di riportare la pace e la tranquillità; Sue Spargo, al contrario, li accusa di aver aggredito i suoi ragazzi. L'esame dei ver­bali degli interrogatori della polizia rivela che tra Richard e Rete Spar­go era cominciata una lite al piano superiore, causata dal fatto che Rete non si decideva a liberare il bagno. Richard, molto più grande e forte del fratello, lo aveva aggredito brutalmente. A quel punto Doug, di sedici anni, era intervenuto in difesa di Rete; questo aveva trasformato Rete e Richard in alleati, che insieme avevano aggredito Doug. Quando Sue Spargo era intervenuta, la rissa si era già spostata al piano di sotto, e nel momento in cui era sembrato che Richard e Rete fossero sul punto di aggredire anche lei, il dodicenne David ave­va pensato di proteggerla con un coltello da macellaio preso in cuci­na, dove, a sentire lui, era andato a prepararsi la colazione.

A quel punto erano stati coinvolti i vicini, svegliati dal rumore al di là delle pareti. Purtroppo queste persone, tre in tutto, si erano pre­sentate dagli Spargo armate di una mazza da cricket, un cric e un martello. Stando al resoconto di Richard, era stata proprio la vista di quelle armi a fargli perdere il controllo. « Volevano attaccarci, altro che », affermò il ragazzo, che si considerava il capofamiglia, in dove­re di proteggere la madre e i fratelli.

Michael Spargo si era svegliato nel bel mezzo di quel delirio. « Ri­chard e Rete se la stavano prendendo con la mamma », si legge nella sua deposizione. « Li sentivamo, io e i piccoli, ma non volevamo met­terci in mezzo. » Afferma che non era spaventato, ma alla richiesta di ulteriori spiegazioni, risulta chiaro che aveva fatto di tutto per stare alla larga dai fratelli maggiori per « evitare guai se mi fossi messo con­tro di loro ». Cosa che non sempre gli riusciva, come confermato dai suoi insegnanti, tre dei quali avevano riferito agli assistenti sociali di graffi, ecchimosi, bruciature e di almeno un occhio nero. Tuttavia, l'unico effetto di quei rapporti era stato solo un sopralluogo. Eviden­temente il sistema era troppo oberato per occuparsene.

Ci sono riscontri del fatto che Michael sfogasse quei maltratta­menti sui fratellini minori. Dalle testimonianze raccolte dopo che i quattro più piccoli vennero dati in affidamento, sembra infatti che Michael fosse stato incaricato di evitare che il piccolo Steve « bagnas­se il letto». Privo di indicazioni su come far fronte al compito, pare che facesse regolarmente ricorso alle botte con il fratellino di sette anni, il quale a sua volta sfogava la sua rabbia sui più piccoli.
Non si sa se quel mattino Michael abbia picchiato i fratellini. A sentire lui, una volta arrivata la polizia, si era alzato, aveva messo la divisa della scuola ed era sceso in cucina con l'intenzione di fare co­lazione. Sapeva che era il suo compleanno, ma non si aspettava che la ricorrenza venisse ricordata. « Non me ne fregava niente», avreb­be detto più tardi alla polizia.

La colazione consisteva in cereali e merendine alla marmellata. Non c'era latte-fatto che Michael ribadisce due volte nei primi inter­rogatori - per cui aveva mangiato i cereali così com'erano, lasciando le merendine ai fratellini più piccoli. Ne aveva presa una e l'aveva messa nella tasca della giacca a vento color senape (sia la merendina sia la giacca a vento si sarebbero rivelati particolari cruciali) ed era uscito di casa dal cortile posteriore.
Disse che era sua intenzione andare direttamente a scuola, e nel primo interrogatorio ribadisce di esserci andato. Non cambia versione fino a quando non gli viene letta la deposizione del suo insegnante che al contrario attesta la sua assenza; a quel punto cambia la storia e confessa di essere andato negli orti del Buchanan Estate, situati die­tro le case a schiera dove vivevano gli Spargo, e che una volta lì, for­se, « poteva aver tormentato un po' un vecchio che lavorava in uno degli orti » e « forse poteva essere entrato in uno dei capanni » e « poteva aver preso un paio di cesoie, solo che non le aveva tenute, non lo faceva mai ». Il « vecchio » in questione conferma la presenza di Michael negli orti alle otto del mattino, anche se ritiene improba­bile che gli appezzamenti coltivati potessero avere per lui qualche in­teresse, tanto che aveva passato circa un quarto d'ora « a calpestar­li », afferma il pensionato, finché « non gliene ho dette quattro. Allo­ra se n'è andato, con una sfilza di parolacce».

Sembra che a quel punto Michael si sia incamminato in dirczione della scuola, a poco più di un chilometro dal Buchanan Estate. E du­rante il tragitto si sia imbattuto in Reggie Arnold.

Reggie e Michael non potevano essere più diversi: mentre quest'ulti­mo era alto per la sua età, e piuttosto magro, Reggie era grassottello, tracagnotto e con la testa rasata, dettaglio per cui veniva regolar­mente preso in giro a scuola (era soprannominato Crapapelata), ma a differenza di Michael i suoi vestiti erano sempre puliti e in ordi­ne. Secondo gli insegnanti, Reggie era un bravo ragazzo, ma molto suscettibile; alla richiesta di maggiori spiegazioni, tendono ad attri­buire questa suscettibilità ai « problemi con il padre e la madre, oltre che al problema del fratello e della sorella ». Stando a ciò, è probabil­mente corretto affermare che la strana natura del matrimonio degli Arnold, aggiunta all'invalidità del fratello maggiore e all'infermità mentale della sorella, rendesse Reggie particolarmente vulnerabile al­lo scompiglio della vita quotidiana.
C'è da dire che la sorte non aveva servito delle belle carte a Rudy e Laura Arnold: il figlio maggiore era inchiodato su una sedia a rotelle a causa di una gravissima paralisi cerebrale e la figlia era stata dichia­rata inadatta a frequentare una classe normale. Due fattori che ave­vano portato gli Arnold a concentrare tutte le loro attenzioni sui figli dliabìlì, caricando di ulteriori tensioni un matrimonio già fragile, durante il quale si erano più volte lasciati, con il risultato che Laura era costretta a cavarsela da sola.

Era quindi improbabile che, in una simile situazione, Reggie potes­se ricevere molte attenzioni. Laura confessa candidamente di « non essersi comportata bene con lui », mentre il padre afferma di « averlo fatto andare da lui quattro o cinque volte », riferendosi evidentemen­te all'adempimento dei propri doveri nei periodi di separazione. Co­me si può immaginare, il bisogno insoddisfatto di attenzioni e cure di Reggie si era trasformato in tentativi di attirare l'attenzione degli adulti. Fuori casa questo si traduceva in piccoli furtarelli e in episodi di bullismo verso i ragazzi più piccoli; a scuola, invece, in una condot­ta indisciplinata. Purtroppo questa sua mancanza di disciplina era in­terpretata dai professori come « suscettibilità », appunto, e non co­me il grido di aiuto che in effetti era. Quando veniva contraddetto, Reggie rovesciava il banco e lo prendeva a testate, come faceva con i muri, e si buttava per terra smaniando.
Secondo i resoconti sul giorno del delitto - confermati dalle tele­camere di sorveglianza - Michael Spargo e Reggie Arnold si incontra­rono davanti a un negozio vicino a casa di Reggie, sul percorso che Michael faceva per andare a scuola. I due ragazzi si conoscevano e dovevano aver giocato insieme in passato, anche se i rispettivi geni­tori non sapevano nulla della loro amicizia. Laura Arnold dice di aver mandato Reggie al negozio a prendere il latte, e il negoziante confer­ma che Reggie aveva effettivamente comprato mezzo litro di latte parzialmente scremato oltre, a quanto pare, ad aver rubato due bar­rette di Mars, «per scherzo», a sentire Michael.

Michael si unì a Reggie e, mentre tornavano a casa di quest'ulti­mo, celebrarono l'incontro aprendo il cartone del latte, che versaro­no nel serbatoio di una Harley-Davidson, uno scherzo a cui assistette lo stesso proprietario della moto, il quale li inseguì invano. Il motoci­clista riconobbe in seguito la giacca a vento color senape indossata da Michael e, pur non conoscendo il nome di nessuno dei due ragaz­zi, fu in grado di identificare Reggie Arnold tra le fotografie che la po­lizia gli mostrò.

Arrivato a casa senza il latte che era stato mandato a comprare, Reggie raccontò alla madre, con Michael a suffragare la sua versione, di essere stato aggredito da due ragazzi, i quali gli avevano rubato il denaro per il latte. « Piangeva e stava per fare una delle sue solite sce­nate», afferma Laura Arnold. « E io gli ho creduto: che altro potevo fare? » In effetti. Considerando che doveva prendersi cura da sola di due bambini disabili, la mancanza di un cartone di latte, per quanto necessario fosse stato quel mattino, non poteva che sembrare poca cosa. Volle invece sapere chi fosse il ragazzo che accompagnava il fi­glio. Reggie presentò Michael Spargo come un « compagno di scuo­la », e se lo portò dietro mentre andava a svolgere il secondo dei compiti che la madre gli aveva assegnato, vale a dire fare alzare dal letto la sorella. A quel punto erano quasi le otto e quarantadn-que, e se i ragazzi avevano in programma di andare a scuola, sareb­bero arrivati tardi. Senza dubbio ne erano consapevoli, come risulta dall'interrogatorio di Michael, che riferisce di un diverbio tra Reggie e sua madre a proposito dell'ordine da lei impartito: « Reggie si lamen­tava che avrebbe fatto tardi, ma a lei non importava. Gli disse di por­tare il culo di sopra e di far scendere la sorella, e che doveva ringra­ziare Dio di non essere come gli altri due». A quanto pare, era un ritornello che Laura ripeteva di frequente.

Reggie però non obbedì all'ordine e mandò sua madre « a fare quella brutta cosa » (queste le parole di Michael; Reggie doveva esse­re stato molto più diretto). I due ragazzi uscirono e una volta in strada videro Rudy Arnold, che doveva essere arrivato mentre loro erano in casa, il quale se ne stava in macchina « come se avesse paura di en­trare ». Lui e Reggie si scambiarono qualche parola, di tenore tutt'al-tro che amichevole, almeno da parte di Reggie. Michael asserisce di aver chiesto chi fosse quell'uomo, perché pensava che fosse « il ra­gazzo della madre, o qualcosa di simile», sentendosi rispondere che « quello stupido coglione » era suo padre, dichiarazione alla qua­le seguì un piccolo atto di vandalismo: Reggie prese il cestino del latte di un vicino, lo buttò in strada, gli saltò sopra e lo ruppe.

Michael afferma di non aver preso parte alla cosa. Nella sua depo­sizione a quel punto afferma di aver avuto intenzione di andare a scuola, ma che Reggie aveva insistito per saltare la lezione e andare a divertirsi, una volta tanto. Fu di Reggie, a quanto afferma Michael, l'idea di includere lan Barker in quello che seguì.

All'età di undici anni lan Barker era già stato etichettato come ragaz-10 difficile, disadattato, problematico, pericoloso, borderline, iroso e pllcopatico, a seconda dei rapporti sui quali appare. All'epoca era l'u-figlio di una ragazza di ventiquattro anni (il padre rimane tuttora ignoto) che lui aveva sempre preso per sua sorella. Sembra che fosse parecchio affezionato alla nonna, che credeva sua madre, mentre odiava la ragazza che in realtà lo era. Quando aveva compiuto nove anni era stato considerato grande abbastanza per conoscere la verità. Lui però non l'aveva presa affatto bene, soprattutto perché l'aveva saputo quando Patricia Barker era stata invitata ad andarsene dalla casa di sua madre, portandosi dietro il figlio. La nonna di lan afferma di aver cercato di amarli « con severità. Sarei stata più che felice di tenerli con me tutti e due, il ragazzo e Tricia, a patto che quella ra­gazza lavorasse, ma lei non voleva saperne, voleva solo feste, amici e uscire come e quanto le pareva. Ho pensato che se fosse stata costret­ta ad allevare suo figlio da sola, avrebbe cambiato modo di fare ».

Tricia però non era cambiata. Il governo le aveva assegnato una casa, anche se piccola, dove doveva dividere la stanza con il figlio. Probabilmente la stessa stanza dove lan aveva cominciato a vedere sua madre mentre faceva sesso con uomini diversi e, almeno in un'occasione, con più di uno. Vale la pena notare che lan non si rife­risce mai a lei né come a sua madre né come a Tricia, ma con una serie di epiteti quali « puttana, troia, zoccola, vacca, baldracca ». La nonna non viene nemmeno nominata.

Michael e Reggie non ebbero difficoltà a rintracciare lan Barker, quel mattino. Non andarono a casa sua - a sentire Reggie, « sua ma­dre era sempre incazzata, e gridava parolacce dalla porta » - ma si imbatterono in lui mentre se la prendeva con un ragazzine più picco­lo che stava andando a scuola, lan « gli aveva buttato per terra lo zai­no », e stava frugando all'interno alla ricerca di qualcosa di valore, so­prattutto soldi. Non trovando niente che valesse la pena rubare, lan « lo sbattè contro il muro di una casa » e, secondo le parole di Mi­chael, «cominciò a picchiarlo».

Né lui né Reggie cercarono di fermarlo. Reggie dice che «si stava solo divertendo un po', avevo capito che non voleva fargli male »; Mi­chael afferma invece che « non riuscivo a vedere bene cosa stava fa­cendo », cosa alquanto improbabile, visto che i due ragazzi erano da­vanti a lui sul marciapiede. Quali che fossero le intenzioni di lan, si risolsero nel nulla: un motociclista si fermò e chiese cosa stava succe­dendo, mettendo in fuga i ragazzi.

Qualcuno ha suggerito che proprio la frustrazione delle sue pulsio­ni violente sia stata all'origine di quello che avvenne in seguito. E in effetti, durante l'interrogatorio Reggie sembra più che ansioso di puntare il dito contro lan. Ma benché il suo carattere iroso lo avesse portato in passato a commettere atti riprovevoli, che lo misero in una luce ben peggiore rispetto agli altri due ragazzi quando saltò fuori la verità, le prove dimostrarono che fu correo in quello che seguì.


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