La zona morta (The Dead Zone) è un film del 1983 diretto da David Cronenberg, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King. Interpreti e...

La zona morta (The Dead Zone) è un film del 1983 diretto da David Cronenberg, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King.


Interpreti e personaggi
Christopher Walken: Johnny Smith
Brooke Adams: Sarah Bracknell
Tom Skerritt: sceriffo Bannerman
Herbert Lom: dottor Sam Weizak
Anthony Zerbe: Roger Stuart
Colleen Dewhurst: Henrietta Dodd
Martin Sheen: Greg Stillson
Jackie Burroughs: Vera Smith
William B. Davis: autista dell'ambulanza
Nicholas Campbell: Frank Dodd

Doppiatori italiani
Claudio De Davide: Johnny Smith
Antonella Rinaldi: Sarah Bracknell
Giorgio Bandiera: sceriffo Bannerman
Carlo Alighiero: dottor Sam Weizak
Sergio Rossi: Roger Stuart
Elio Zamuto: Greg Stillson
Francesca Palopoli: Vera Smith
Teo Bellia: Frank Dodd


Trama
Il professore di lettere Johnny Smith cade in un lungo periodo di coma in seguito ad un incidente stradale. Al suo risveglio, dopo diversi anni, scopre che la sua vita sentimentale è distrutta: la sua fidanzata Sarah infatti si è sposata con un altro uomo. Johnny scopre anche di possedere un oscuro potere, che gli consente di predire il futuro delle persone con cui entra in contatto fisico. Una semplice stretta di mano, ad esempio, genera improvvise visioni nella mente dell'uomo, che sa anticipare con assoluta certezza eventi drammatici e anche tragici che stanno per colpire la persona che ha toccato.

Questa sua facoltà lo conduce ad affrontare alcuni episodi spaventosi. La polizia del paese di Castle Rock chiede la sua collaborazione per svelare l'identità di un serial killer che sta mietendo vittime nel villaggio. L'intervento di Johnny conduce alla risoluzione del caso. A volte il suo potere ottiene risultati positivi, come quando l'uomo riesce a salvare la vita ad un suo giovane allievo. Smith in questo caso comprende che le sue previsioni gli consentono di intervenire sul futuro che gli è apparso, e quindi modificare in meglio il destino delle persone.

Un giorno Smith stringe la mano al nuovo candidato al Senato degli Stati Uniti, l'ambiguo ed arrivista Greg Stillson, e scopre che l'uomo, entro qualche anno, diventerà presidente e scatenerà un conflitto nucleare su scala mondiale.

Il professore riflette sul suo dovere e prende una decisione: si arma con un fucile per cercare di uccidere Stillson proprio il giorno del comizio che lo porterà a diventare senatore. Dalla galleria del teatro spara però a vuoto, senza colpire Stillson che, per difendersi, afferra il figlio di Sarah e lo usa come scudo. Un fotografo immortala però l'azione meschina compiuta dal politico. La guardia del corpo del senatore ferisce mortalmente Johnny che cade dalla balconata e Stillson si reca quindi infuriato verso il suo corpo ormai in fin di vita. Johnny con le ultime forze afferra il braccio di Stillson e riceve allora la visione di un nuovo futuro: il politico che decide di suicidarsi con un colpo di pistola in seguito allo scandalo risultante da quella foto in cui si fa scudo di un bambino. Johnny, visto che la temuta catastrofe non si verificherà, muore con il cuore in pace fra le braccia di Sarah.

Produzione
Sceneggiatura
Il film ed il romanzo di Stephen King sono basati sulla vita del famoso psichico Peter Hurkos. Hurkos disse di aver acquisito poteri dopo essere caduto da una scala a pioli ed aver battuto la testa.

The Grand Seduction è un film del 2013 diretto da Don McKellar. Un remake del film franco-canadese The Grand Seduction, che racconta la stor...

The Grand Seduction è un film del 2013 diretto da Don McKellar.

Un remake del film franco-canadese The Grand Seduction, che racconta la storia di un piccolo paese portuale in cerca di un dottore, per poter ottenere un contratto che servirà per assicurarsi un industria. Gleeson interpreta un residente che userà diverse tattiche per sedurre il dottore a rimanere al villaggio permanentemente. Il film avrà un budget di 12.7 milioni di dollari.

Trama
Murray French è un pescatore della piccola comunità di Tickle Head, che ormai conta poco più di cento abitanti, i quali sopravvivono grazie ai sussidi governativi. Quando anche il sindaco si tras scorre molto piacevolmtente.ferisce in città, a Saint John, per motivi di lavoro, Murray prende il suo posto, impegnandosi a proseguire le trattative con una società petrolchimica interessata ad aprire uno stabilimento a Tickle Head, creando nuovi posti di lavoro e salvando così la remota cittadina portuale. Murray, temporaneamente abbandonato dalla moglie, anche lei andata a lavorare a Saint John, prende le redini del paese, facendo in modo che tutti i cittadini collaborino affinché l'azienda investa sul territorio. Tra le pretese della compagnia, tra cui una cospicua tangente, vi è la necessità di avere tra i residenti un medico. Di conseguenza, quando l'ex sindaco, ora controllore nell'aeroporto di St. John, trova un chirurgo plastico in possesso di una dose di cocaina, chiude un occhio forzando però il medico a vivere per un mese a Tickle Head.

Durante tali trenta giorni, Murray e i suoi concittadini devono quindi far innamorare il dottore, Paul Lewis, del luogo, sperando possa accettare a diventare il medico fisso della comunità. Con una pesante opera di ammaliazione e manipolazione, fingendosi appassionati di cricket, sport praticato da Paul, e continuamente violando la sua privacy, riescono nell'intento. Sarà lo stesso Paul, infatti, complice la rottura del suo fidanzamento e l'infatuazione per una donna del posto, a chiedere di rimanere. Ma Murray, preoccupato dai possibili effetti che le continue menzogne subite potrebbero provocare al dottore, prova a ritornare sui suoi passi lasciandolo andar via al termine dei trenta giorni.

Al momento della partenza la verità viene a galla e Paul deciderà di rimanere. Lo stabilimento potrà quindi essere avviato e la popolazione di Tickle Head, che sembrava destinata all'estinzione, ritornerà a crescere.


Si tratta di un remake in lingua inglese del film del 2003, anch'esso canadese, La grande seduzione (La grande séduction), girato in francese. La produzione venne annunciata per la prima volta nel 2011, quando i diritti per altri remake furono venduti anche in Francia e in Italia.

La regia inizialmente era stata affidata a Michael Dowse, che rinunciò per divergenze creative con uno dei produttori, e in seguito a Ken Scott, a sua volta costretto a rinunciare poiché già impegnato nel rifacimento del suo film Starbuck, prima di essere definitivamente assegnata a Don McKellar. Sia Dowse che Scott sono accreditati come autori della sceneggiatura.

Robin Williams era stato considerato per interpretare uno dei protagonisti, ma era già impegnato in altri progetti. Brendan Gleeson e Taylor Kitsch interpretano rispettivamente Murray French e il dottor Paul Lewis; nel cast figurano anche Gorden Pinsent nei panni di Simon, ruolo grazie al quale nel 2014 ha vinto un Genie Award come miglior attore non protagonista[5], Mary Walsh, Cathy Jones e Liane Balaban.

Le riprese si sono svolte nell'estate del 2012 nei dintorni di Saint John's e nella baia di Trinity Bay, Terranova e Labrador.

Distribuzione
Il film è stato presentato per la prima votla al Toronto International Film Festival del 2013, raccogliendo buone recensioni dalla critica.

Limite estremo (Boiling Point) è un film del 1993, diretto da James B. Harris ed interpretato da Wesley Snipes, Dennis Hopper e Viggo Morten...

Limite estremo (Boiling Point) è un film del 1993, diretto da James B. Harris ed interpretato da Wesley Snipes, Dennis Hopper e Viggo Mortensen.


Un buon cast per un onesto film poliziesco. Due antagonisti, un poliziotto e un killer. Tutti e due hanno la scadenza di una settimana: il primo per acciuffare il secondo; il secondo per pagare un debito. Ma i problemi non si fermano qui,

Una sorta di "Heat-La sfida" in tono minore(anche qui poliziotti e criminali hanno problemi familiari e non solo),noir malinconico e disilluso,dove i personaggi hanno uno spessore non indifferente,e l'azione è tenuta a freno.Commovente la scena finale.Hopper,nonostante la tinta dei capelli alla Aldo Biscardi,è perfetto nel ruolo del criminale sognatore e patetico.Mortensen inquieta come killer che uccide con indifferenza.Il genere di film da riscoprire e gustare,ma che da noi è quasi introvabile,e perdipiù con un doppiaggio perfetto per una soap opera,tipo "Terra nostra"

Trama:

Red, un artista della truffa, viene rilasciato dalla prigione insieme a Ronnie, un giovane teppista. I due si mettono in società e causano la morte di un agente dei servizi segreti. Un collega della vittima giura vendetta, ma ha solo una settimana di tempo per catturare gli assassini prima di essere trasferito ad altro incarico.

Interpreti e personaggi.


Wesley Snipes: Jimmy Mercer
Dennis Hopper: Rudolph "Red" Diamond
Viggo Mortensen: Ronnie
Lolita Davidovich: Vikki Dunbar
Christine Elise: Carol
Jonathan Banks: Max Waxman
Valerie Perrine: Monica
Seymour Cassel: Virgil Leach
James Tolkan: Levitt
Tony Lo Bianco: Tony Dio
Paul Gleason: uomo di transizione
Tobin Bell: Roth
Dan Hedaya: Brady
Bobby Hosea: Steve
Stephanie Williams: Sally Mercer
James Pickens Jr.: guardia carceraria
Nancy Sullivan: Clerk
Lisa Kaseman: ballerina
Rick Dean: Bartender
George Gerdes: Henderson
Mark Phelan: Banner

Il bacio della donna ragno (Kiss of the Spider Woman) è un film del 1985 diretto da Héctor Babenco. Ispirato all'omonimo romanzo di Manu...

Il bacio della donna ragno (Kiss of the Spider Woman) è un film del 1985 diretto da Héctor Babenco. Ispirato all'omonimo romanzo di Manuel Puig, descrive la relazione che si instaura tra due detenuti: un omosessuale e un dissidente politico, negli anni settanta, durante la dittatura militare argentina.

Per l'interpretazione del personaggio di Molina, William Hurt vinse l'Oscar al miglior attore e il premio per la miglior interpretazione maschile al 38º Festival di Cannes.

La pellicola, sceneggiata da Leonard Schrader, è ambientata quasi interamente nello spazio ristretto e claustrofobico di una cella, scenario del confronto fra questi due personaggi diametralmente opposti fra loro, ma fra i quali nascerà un profondissimo legame. Se Valentin è un militante che si dedica anima e corpo a combattere per i principi in cui crede, Molina riesce a evadere dalla propria condizione di prigioniero grazie alla sua sconfinata immaginazione, ammantata di un romanticismo d'altri tempi che trova la sua più compiuta espressione nella magia del cinema. Ed è il cinema lo strumento privilegiato attraverso il quale la fantasia mette le ali e spicca il volo, simbolo del trionfo della finzione rispetto alla realtà; una realtà crudele e disperata alla quale il protagonista sceglie di contrapporre il potere dei sogni. Dietro la struttura del dramma carcerario, Il bacio della donna ragno è in primo luogo un apologo sulla fantasia come suprema forma di libertà: la libertà di vivere e di manifestare se stessi, anche per mezzo del sogno.


Trama
Due detenuti, Valentin Arregui, rivoluzionario marxista, e Luis Molina, omosessuale condannato a otto anni di reclusione per aver avuto un rapporto con un minore, dividono la stessa cella. Molina è un personaggio eccentrico, dai modi effeminati e teatrali, che ama rivivere le storie d'amore dei film immedesimandosi nelle protagoniste femminili e condividerle con il compagno di cella, insieme ai propri ricordi, pensieri e sogni. Valentin è un personaggio duro e concentrato sui propri ideali rivoluzionari; benché inizialmente infastidito da Molina per la mancanza di concretezza e di impegno sociale, progressivamente si appassiona ai racconti del compagno di cella e instaura un dialogo che gradualmente li avvicina.

La realtà della vita carceraria si alterna alle scene di un film ambientato a Parigi, durante l'occupazione nazista, che Molina racconta a Valentin con tono trasognato e ricchezza di dettagli che sottolineano lo stile di vita lussuoso e frivolo dei protagonisti. Al centro della storia c'è l'amore tra Leni Lamaison, una ragazza che collabora con la resistenza francese, e l'ufficiale nazista Werner. A un certo punto del racconto Valentin si rende conto che il film descritto come storia d'amore è in realtà una pellicola di propaganda nazista e rimprovera il compagno di non essersene reso conto e di vivere fuori dal mondo: i nazisti, che lo affascinano tanto, hanno sterminato gli omosessuali come lui. Pur consapevole dei crimini nazisti, Molina gli risponde che l'immersione in quel mondo patinato è l'unica possibile fonte d'evasione.

Valentin e Molina hanno entrambi delle donne che li aspettano fuori dal carcere: nel caso di Molina, è la madre; nel caso di Valentin sono la fidanzata, nonché compagna di lotta, Lidia e l'amante borghese Marta, che l'uomo immagina come la Leni del racconto di Molina.

Le condizioni della prigionia mettono a dura prova i due protagonisti: dapprima Molina e dopo Valentin patiscono dolori addominali a causa del cibo somministrato loro. In quest'occasione Molina si prende amorevolmente cura del compagno.

Presto si scopre però che Molina è un doppiogiochista: si è prestato a collaborare col direttore del carcere e con un poliziotto di colore, accettando di strappare a Valentin informazioni preziose sul suo gruppo rivoluzionario, al fine di ottenere la libertà condizionata e generi di conforto (cibo, sigarette, etc.). Si scopre anche che le coliche addominali erano dovute al cibo avvelenato dai carcerieri per indebolire progressivamente Valentin e indurlo a cedere agli interrogatori. Molina si è però frattanto innamorato di Valentin, e questo lo induce a non riferire al direttore del carcere le informazioni man mano raccolte.

Pur non avendo ottenuto da Molina quanto richiesto, il direttore del carcere decide di liberarlo, ma solo per poterne spiare le mosse. Al momento del commiato, Valentin accetta di avere un rapporto sessuale con Molina, come segno di riconoscenza e di affetto.

Molina racconta un'ultima storia, questa volta di tipo allegorico. Un naufrago approda su un'isola, dove incontra una creatura mostruosa e meravigliosa al tempo stesso, la donna ragno del titolo, che lo attira nella sua casa di ragnatela, versando alla fine un'unica lacrima.

Valentin ha bisogno di trasmettere un messaggio a Lidia e chiede a Molina di contattarla per telefono. Lui esita, perché teme di poter essere coinvolto, ma alla fine, nonostante il pericolo, accetta l'incarico.

Durante la telefonata, Lidia convince Molina a incontrarla per consegnarle personalmente il messaggio. Mentre si reca al luogo dell'incontro, Molina si accorge di essere seguito dal poliziotto di colore che aveva conosciuto in carcere, ma, credendo di averlo seminato, non rinuncia a portare a termine la propria missione e durante l'incontro viene ferito mortalmente, senza poter comunicare con Lidia.

Nel frattempo le autorità carcerarie cambiano strategia per ottenere informazioni da Valentin e decidono di torturarlo. Dopo l'ennesima tortura un medico, in segreto, gli somministra della morfina per farlo dormire. È col sogno di Valentin che si conclude il film: il prigioniero sogna di essere liberato da Marta e di allontanarsi in barca con lei al tramonto. Solo in sogno Valentin riesce ad abbandonarsi ai sentimenti, a essere momentaneamente felice e a dire a Marta che la ama.

Interpreti e personaggi
William Hurt: Luis Molina
Raúl Juliá: Valentin Arregui
Sônia Braga: Leni Lamaison/Marta/Donna Ragno
José Lewgoy: direttore del carcere
Milton Gonçalves: poliziotto
Míriam Pires: madre di Molina
Nuno Leal Maia: Gabriel, amico di Molina
Fernando Torres: Américo
Patricio Bisso: Greta
Denise Dumont: Michelle
Ana Maria Braga: Lidia
Miguel Falabella: tenente
Claudio Curi:
Doppiatori italiani
Francesco Vairano: Luis Molina
Luca Dal Fabbro: Valentin Arregui
Sonia Scotti: Leni Lamaison/Marta/Donna Ragno
Laura Boccanera: Michelle

Complice la Luna (A Walk on the Moon) è un film del 1999 diretto da Tony Goldwyn. I personaggi sono abbozzati con gusto, il tono morbidament...

Complice la Luna (A Walk on the Moon) è un film del 1999 diretto da Tony Goldwyn.

I personaggi sono abbozzati con gusto, il tono morbidamente nostalgico non stempera il ritratto d'ambiente e l'imbarazzo di Pearl viene reso con una certa finezza.

Alla fine Pearl dovrà decidere se restare con la sua famiglia o seguire la libertà che Walker rappresenta.

Il film procede in modo interessante per tre quarti della durata. Poi il desiderio di mettere tutte le cose a posto prevale.

Trama
Estate 1969. Mentre la missione Apollo sta partendo per la luna e la guerra in Vietnam è in una fase delicatissima, Pearl Kantrowitz, giovane casalinga, si appresta a partire per Dr.Fogler's Bungalows, una località dove di solito trascorre le vacanze. Pearl porta con sé la figlia adolescente Alison, il figlioletto Daniel e l'irrequieta nonna. Marty, il marito, li accompagna e subito dopo torna in città: impegnato nel lavoro di riparatore di televisori, Marty si farà vivo solo nei fine settimana. Nella località la vita quotidiana procede molto tranquilla. Gli unici visitatori sono i venditori ambulanti che passano con qualche offerta speciale per le signore e le mamme. Un giorno arriva Walker Jerome, abbigliamento e aspetto da hippie, che vende vestiti, camicette, magliette. Nonostante tenti di resistergli, Pearl è attratta da questo giovane uomo, il cui modo di fare disinibito la fa sognare. Succede allora che Pearl si lascia convincere ad indossare jeans scoloriti, a fare il bagno nuda e ad accettare una relazione con l'uomo. Mentre è così tollerante verso se stessa, Pearl resta severa verso Alison, cui impedisce di uscire con un amichetto del posto. La figlia allora scappa di nascosto e si dirige verso Woodstock, dove sta cominciando un grande concerto rock. Qui, nella grande folla, Alison vede la mamma in atteggiamento inequivocabile con Walker, la chiama, la rimprovera. Pearl allora avverte il marito, che arriva nella località, fa alcune domande e infine scopre la relazione della moglie. Infuriato, le dice che tutto é finito e che vuole portare i figli con se. Pearl allora va da Walker, gli comunica che tra loro non può esserci più niente, e si dirige verso casa. Marty torna indietro, lei mette un disco di musica leggera, lui invece cambia con uno di musica rock. E i due cominciano a ballare.

Interpreti e personaggi


Diane Lane: Pearl Kantrowitz
Viggo Mortensen: Walker Jerome
Liev Schreiber: Marty Kantrowitz
Anna Paquin: Alison Kantrowitz

Psycho è un film del 1998 diretto da Gus Van Sant, remake di Psyco di Alfred Hitchcock del 1960. Non è un rifacimento del film di Hitchcock,...

Psycho è un film del 1998 diretto da Gus Van Sant, remake di Psyco di Alfred Hitchcock del 1960.

Non è un rifacimento del film di Hitchcock, ma il suo clone a colori: G. Van Sant ha ricalcato inquadratura per inquadratura il modello. È un prodotto replicante, ma non al cento per cento. A parte lo spostamento dell'azione nel 1998 che ha conseguenze irrilevanti, la sceneggiatura di Joseph Stefano apporta una mezza dozzina di piccole varianti tra cui la più importante è un accenno di masturbazione mentre Norman Bates fa il voyeur, così come V. Vaughn suggerisce un sottotesto di omosessualità. Tutto il resto è identico, compresi i titoli di testa di Saul Bass, la vecchia casa in gotico californiano, la colonna musicale di Bernard Herrmann, con minime manipolazioni nell'orchestrazione di Danny Elfman.

Trama
Phoenix, Arizona, venerdì 11 dicembre 1998. Marion Crane lavora come segretaria presso un'agenzia immobiliare; quando le si presenta l'occasione di rubare 400.000 dollari in contanti destinati ad una transazione, la ragazza fugge e si dirige in California, dove abita il suo fidanzato Sam Loomis. Questi la ama, ma non la può sposare perché deve pagare gli alimenti alla ex-moglie da cui ha divorziato. Il viaggio, tuttavia, è costellato da imprevisti: per prima cosa, il suo capo la vede partire; poi viene intercettata da un poliziotto, cui sfugge cambiando la sua auto con una dalla targa diversa; infine scoppia un tremendo temporale che la costringe a fermarsi presso un Motel lungo la strada secondaria che ha preso: il Bates Motel.

Qui Marion incontra Norman Bates, il gestore, un ragazzo dai comportamenti un po' strani, ma all'apparenza innocui. Essendo la prima cliente in settimane, Norman la invita a cenare a casa sua, che si trova accanto al motel; subito dopo, però, Marion ascolta le urla di sua madre provenire dalla casa, che rimprovera il ragazzo con toni molto aspri di essersi lasciato sedurre dalla donna. Norman e Marion parlano nell'ufficio del ragazzo, dove questi rivela di avere l'hobby della tassidermia: impaglia uccelli. Quando il discorso cade sulla madre di Norman, l'uomo si altera visibilmente, e rivela a Marion che sua madre è malata, ma innocua, nonostante lo segreghi in casa. Marion è spaventata dal tono furente con cui lui la apostrofa, e si ritira in camera. Norman la spia da un buco segreto nel suo ufficio e mentre lei si spoglia si masturba; poi si dirige a casa sua e si siede tranquillamente in cucina.

In seguito alla discussione con Norman, temendo che la sua vita diventi come quella di quest'ultimo, Marion ha deciso di tornare indietro a Phoenix e di restituire i soldi al suo capo, compresi quelli che ha speso per il viaggio. Mentre si sta facendo una doccia, però, una misteriosa figura (che sembra essere la madre di Norman) entra nel bagno e la colpisce a morte con molte pugnalate, poi fugge verso la casa. Dalla casa dei Bates si sente la voce di Norman, che chiede a sua madre cosa abbia fatto; il ragazzo corre al motel e trova il cadavere di Marion. Passato il primo momento d'orrore, il ragazzo decide di eliminare tutte le prove che incriminino sua madre: pulisce la stanza e mette il corpo della ragazza e tutti i suoi effetti personali (compresi i dollari) nell'auto da lei acquistata, che poi lascia inabissarsi in un vicino lago.

Quattro giorni dopo, al negozio di Sam Loomis (il fidanzato di Marion) si presentano Lyla, sorella di Marion, e Milton Arbogast, un detective privato che il capo della povera ragazza ha assoldato per ritrovare lei e i soldi. Questi ha seguito le tracce della ragazza, e, non sospettando di Sam, le ripercorre fino ad arrivare al Bates Motel. Qui l'uomo trova Norman e lo interroga. Il ragazzo cade molte volte in contraddizione nel parlare della ragazza e Arbogast sospetta di lui, ma non avendo mandato di perquisizione non può cercare indizi su Marion. Vorrebbe però parlare con la madre di Norman, che ha visto affacciata alla finestra di casa sua, e di cui Norman ha parlato. Dà così appuntamento a Sam e Lyla per l'ora successiva, e si reca di soppiatto nella casa dei Bates per interrogare la madre. Mentre vaga per la casa, apparentemente vuota, la stessa figura che ha ucciso Marion fa la sua improvvisa comparsa e lo getta da una scala, pugnalandolo a morte.

Lyla e Sam sono insospettiti dal ritardo ingiustificato di Arbogast. Sam si reca al motel, ma lo trova vuoto (Norman è in realtà allo stesso stagno in cui aveva inabissato l'auto di Marion, e probabilmente vi ha gettato anche il cadavere del detective per proteggere sua madre). I due si recano quindi dal vice sceriffo del paese, Al Chambers, e raccontano quello che Arbogast era riuscito a dir loro. Lo sceriffo è però insospettito dal fatto che il detective avesse visto la madre: rivela infatti che la madre di Norman, Norma Bates, si era uccisa ben dieci anni prima assieme al suo secondo marito, e che quindi l'uomo aveva sicuramente mentito, magari dopo aver trovato Marion ed esser stato convinto a lasciarla in pace con del denaro. Nel frattempo, a casa Bates, si sente Norman parlare con sua madre, dicendole che dei "cattivi" sospettano di lei e stanno per venire a prenderla; contro la sua volontà, la solleva dal suo letto e la porta a nascondersi in cantina, perché non la trovino.

Sam e Lyla non credono alla versione di Chambers, e decidono di recarsi al Bates Motel per investigare autonomamente. Norman, capendo di chi si tratta, assegna loro una camera diversa da quella che aveva dato a Marion, ma i due organizzano un piano: Sam va a parlare con Norman per distrarlo, e Lyla esplora il motel. Nella camera di Marion, la ragazza trova indizi sulla precedente presenza di sua sorella in essa; poi si dirige verso la casa dei Bates, con l'intenzione di parlare con la madre. Nella sua camera trova i vestiti della donna e il suo letto, su cui ancora si vede la forma del corpo, capendo che ella è stata spostata da poco. Intanto la conversazione tra Norman e Sam si è fatta gradualmente più pesante e rabbiosa: Sam gli dice che sospetta lui abbia ucciso Marion per prenderne i soldi. Norman però si accorge dell'assenza di Lyla: mette KO Sam colpendolo con una mazza da golf e corre verso la casa.

Lyla vede Norman correre verso la casa, e si nasconde nell'anticamera della cantina, mentre lui sale al piano di sopra. Vedendo che la porta è aperta, Lyla scende nella cantina, dove trova il laboratorio da impagliatore di Norman e una grande voliera piena di uccellini situata in fondo alla stanza, davanti alla quale è seduta una donna. Credendo si tratti della madre di Norman Bates, le si avvicina e gira la sedia rivelando così che in realtà si tratta di un cadavere ormai quasi completamente decomposto. Orrificata la ragazza urla, e in quel momento arriva Norman, vestito con un abito da donna e con in testa una parrucca, brandendo un coltello per ucciderla. Ma Sam, ripresosi, arriva a salvarla, e dopo una furiosa lotta riescono ad avere la meglio sul maniaco.

Norman viene arrestato e psicanalizzato dal dottor Richmond, che spiega cosa sia successo. Quando il padre di Norman era morto, lui e sua madre erano rimasti da soli, e il ragazzo si era così morbosamente legato a lei che, quando si trovò un nuovo marito, divenne geloso e li uccise. Tuttavia, a causa dell'amore che Norman aveva per sua madre e del suo senso di colpa per averla uccisa, cercò di espiare la colpa facendo "rivivere" sua madre: per prima cosa, prese il suo corpo dalla tomba e lo mummificò; poi pian piano assunse una doppia personalità, che faceva sì che in uno stesso corpo convivessero la personalità di Norman e quella di Norma. Quando quest'ultima prendeva il sopravvento, lui si comportava come lei si sarebbe comportata, facendo e dicendo le stesse cose (imitandone anche la voce); di conseguenza, quando Norman era stato attirato sessualmente da Marion, la sua psiche gli aveva suggerito che, come lui era stato geloso di sua madre, così lei sarebbe stata gelosa di lui, e aveva ucciso la ragazza. Probabilmente questo era accaduto per altre donne prima di Marion.

L'essere stato scoperto ha però causato un trauma irreversibile nella psiche di Norman: la personalità della madre ha ormai preso il sopravvento sulla sua, e nell'ultima scena si sente la voce di Norma Bates dire che farà di tutto per non essere incolpata dei delitti commessi dal figlio.

Durante i titoli di coda, la macchina di Marion viene ripescata dal laghetto vicino al Bates Motel.

Interpreti e personaggi
Vince Vaughn: Norman Bates
Anne Heche: Marion Crane
Julianne Moore: Lila Crane
Viggo Mortensen: Samuel Loomis
William H. Macy: Milton Arbogast
Robert Forster: Docteur Fred Simon
Philip Baker Hall: Sceriffo Al Chambers
Anne Haney: Eliza Chambers
Chad Everett: Tom Cassidy
James Remar: poliziotto
Flea: Bob il commesso
Ken Jenkins:
Doppiatori italiani
Francesco Prando: Norman Bates
Claudia Catani: Marion Crane
Roberta Greganti: Lila Crane
Massimo Rossi: Samuel Loomis
Ambrogio Colombo: Milton Arbogast
Bruno Alessandro: Sceriffo Al Chambers

Riprese.

Nel suo film Hitchcock avrebbe voluto iniziare con uno zoom panoramico che partiva da sopra i palazzi della città ed entrava nella stanza di Marion. Non poté farlo per i limiti tecnici dell'epoca, così si accontentò di panoramiche e dissolvenze. Gus Van Sant, invece, ha potuto realizzare l'idea di Hitchcock.

Durante la lavorazione, Gus Van Sant portava con sé il film originale del 1960, per ripassarsi la lezione. Quando notava un errore (come una porta aperta senza chiave), Van Sant decideva di riproporre il medesimo errore nel suo film.

Luoghi delle riprese.

La casa dei Bates costruita per il remake si trovava direttamente di fronte a quella dell'originale, rimasta in piedi come attrazione turistica; il motel è invece lo stesso del primo film, e si nota infatti che la posizione della casa rispetto ad esso è leggermente diversa tra le due versioni. Notiamo inoltre che il motel è stato rimodernato: sono state cambiate tutte le porte delle camere e sul tetto è stata aggiunta una grande insegna con scritto motel. Anche la famosa camera n° 1 è stata rimodernata: sono state cambiate le tende, la scrivania e il suo specchio, le lampade, la poltrona accanto al letto, il quadro attaccato alla sinistra della finestra che si affaccia su casa Bates è stato sostituito da una lampada e la carta da parati presente sulla parete dove c'è il letto è stata rimossa. Invariati invece sono rimasti il letto (di cui però è stata cambiata la coperta), l'armadio, la cassettiera e gli altri tre quadri. È stata aggiunta una piccola televisione accanto alla porta. Per quanto riguarda il bagno invece è stata cambiata la rubinetteria, la tenda della doccia e la tavoletta del WC.

Lupo solitario (The Indian Runner) è un film del 1991 diretto da Sean Penn, al suo debutto nella regia. Il film è caratterizzato dal fatto ...

Lupo solitario (The Indian Runner) è un film del 1991 diretto da Sean Penn, al suo debutto nella regia. Il film è caratterizzato dal fatto che la trama è completamente ispirata da una sola canzone di Bruce Springsteen, Highway Patrolman, dell'album Nebraska del 1982. I personaggi, le ambientazioni e lo stile narrativo sono una trasposizione fedele della canzone, di cui il film diventa omaggio ed estensione. Il produttore esecutivo fu Steve Bannon. Trama Il film è basato sul rapporto e il conflitto di due fratelli, Joe e Frank Roberts. Joe è lo sceriffo di una piccola cittadina agricola del Nebraska, Plattsmouth, Frank è un soldato dell'esercito degli Stati Uniti. Lo sceriffo Joe Roberts conduce una vita tranquilla ed è sposato con Maria, una giovane donna messicana per cui ha dovuto lottare con i pregiudizi razzisti del padre. La vita dei due fratelli separati è scossa dalla morte del padre: Frank incontra il fratello dopo essere tornato dalla guerra in Vietnam. È diventato un uomo scontroso e cupo, incapace di starsene fuori dai guai. Joe, paziente ed amorevole nei confronti del fratello ritrovato, cerca di ricostruire una vita per lui e per suo fratello, ricordando la loro infanzia trascorsa insieme. Frank ha una relazione con una ragazza del posto, Dorothy, che darà alla luce suo figlio, dandogli una parvenza di speranza e apparente felicità nella nuova comunità in cui vive. L'indole e la solitudine di Frank Roberts non riesce comunque a cambiare: uccide Caesar, il gestore dell'unico bar del paese. Il fratello sceriffo è quindi messo in conflitto tra l'amore che prova verso il fratello e la sua integrità di poliziotto: lo insegue fino al confine e decide di accostare lasciando il fratello libero di scappare. Il film si chiude con una citazione di Tagore: (EN) «Every new child born brings the message that God is not yet discouraged of man» (IT) «Ogni nuovo bambino che nasce porta il messaggio che Dio non è ancora scoraggiato dall'uomo» (Tagore) Pur avendo ingaggiato attori di prim'ordine e utilizzando una sceneggiatura particolare, la pellicola per gli argomenti trattati è stata distribuita prevalentemente nel circuito dei film indipendenti e non è mai diventata un successo commerciale su larga scala. Infatti utilizza scene di forte impatto, registicamente ineccepibili ma che possono disturbare qualche spettatore, fra cui nudi maschili ed un parto ripreso con molti dettagli. Dedicato alla memoria di Hal Ashby, Frank Bianco e John Cassavetes, il film è stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 44º Festival di Cannes

American Yakuza è un film d'azione statunitense del 1993 diretto da Frank Cappello. Trama Il film narra le vicende di un agente dell...

American Yakuza è un film d'azione statunitense del 1993 diretto da Frank Cappello.

Trama
Il film narra le vicende di un agente dell'FBI che viene coinvolto nelle attività illecite della mafia giapponese, vale a dire la yakuza.

Interpreti e personaggi
Viggo Mortensen: Nick Davis / David Brandt
Ryō Ishibashi: Shuji Sawamoto
Michael Nouri: Dino Campanela
Franklyn Ajaye: Sam
Yuji Okumoto: Kazuo
Anzu Lawson: Yuko
Robert Forster: Littman
John Furjioka: Isshin Tendo
Nicky Katt: Vic
Jeff Bankert: medico
John Hammil: ufficiale FBI
Rosine Hatem: agente FBI


Doppiatori italiani
Marco Balzarotti: Nick Davis / David Brandt
Luca Semeraro: Shuji Sawamoto
Mario Zucca: Dino Campanela
Patrizia Salmoiraghi: Yuko
Stefano Albertini: Vic
Diego Sabre: medico
Giovanni Battezzato: ufficiale FBI
Silvana Fantini: agente FBI

28 giorni è un film del 2000 diretto da Betty Thomas. Il film affronta il tema della tossicodipendenza e dell'alcolismo ed ha come prot...

28 giorni è un film del 2000 diretto da Betty Thomas.

Il film affronta il tema della tossicodipendenza e dell'alcolismo ed ha come protagonista Sandra Bullock che, reduce da successi soprattutto in commedie, qui interpreta un ruolo pienamente drammatico.

La giovane reporter Gwen Cummings ed il fidanzato Jasper conducono una vita di eccessi a base di alcol e sostanze stupefacenti. Questa attitudine di Gwen culmina il giorno del matrimonio di sua sorella Lily, quando in preda ai fumi dell'alcol non soltanto rovina l'intero ricevimento, ma provoca un incidente e distrugge la limousine noleggiata per l'occasione. Durante il processo che ne consegue Gwen viene condannata a passare ventotto giorni presso un centro di riabilitazione. Gwen è particolarmente riluttante nell'accettare l'idea, e rifiuta tutti i trattamenti a cui dovrebbe sottoporsi in clinica, rifiutando di ammettere di essere una alcolista.

Dopo aver conosciuto alcuni degli altri ospiti della clinica, Gwen gradualmente inizia a riesaminare la propria vita, realizzando finalmente di avere un problema serio. Gli altri pazienti della clinica infatti si dimostreranno particolarmente disponibili nei confronti della giovane, che stringerà amicizia con Andrea, una diciassettenne tossicodipendente ed autolesionista. Il percorso di guarigione di Gwen si dimostrerà più complicato del previsto, anche per via delle complicazioni sorte con il fidanzato Jasper che non vuole abbandonare il suo stile di vita.

Interpreti e personaggi.


Sandra Bullock: Gwen Cummings
Viggo Mortensen: Eddie Boone
Dominic West: Jasper
Elizabeth Perkins: Lily Cummings
Azura Skye: Andrea
Steve Buscemi: Cornell Shaw
Alan Tudyk: Gerhardt
Mike O'Malley: Oliver
Marianne Jean-Baptiste: Roshanda
Reni Santoni: Daniel
Diane Ladd: Bobbie Jean
Margo Martindale: Betty
Susan Krebs: Evelyn


Doppiatori italiani.

Pinella Dragani: Gwen Cummings
Simone Mori: Eddie Boone
Enrico Di Troia: Jasper
Paila Pavese: Lily Cummings
Domitilla D'Amico: Andrea
Sandro Acerbo: Cornell Shaw
Riccardo Rossi: Gerhardt
Nino Prester: Oliver
Anna Cesareni: Roshanda
Angelo Nicotra: Daniel
Anna Rita Pasanisi: Bobbie Jean
Paola Giannetti: Betty
Stefanella Marrama: Evelyn

A History of Violence è un film del 2005 diretto da David Cronenberg. Il film è tratto dall'omonimo romanzo grafico scritto da John Wag...

A History of Violence è un film del 2005 diretto da David Cronenberg.

Il film è tratto dall'omonimo romanzo grafico scritto da John Wagner, illustrato da Vince Locke e pubblicato dalla Vertigo (etichetta della DC Comics) nel 1997, noto in italiano come Una storia violenta (edito dalla Magic Press). Il lungometraggio è stato presentato in concorso al 58º Festival di Cannes.



Trama.
Tom Stall è il proprietario di una tavola calda e vive con sua moglie Edie, avvocato, suo figlio Jack e sua figlia minore Sarah in una piccola città dell'Indiana, Millbrook. Egli diventa l'eroe locale dopo aver difeso se stesso e altre persone da un tentativo di rapina, uccidendo i rapinatori Leland e Billy che stavano per uccidere la cameriera e che avevano già ucciso in altri luoghi. La sua storia diventa in breve di dominio pubblico attirando l'attenzione dell'intera nazione e anche dei membri della mafia irlandese di Filadelfia. Alcuni di loro arrivano in città guidati dallo sfregiato Carl Fogarty. Egli sostiene che Tom in realtà è Joey Cusack, che li aveva traditi vent'anni prima. Queste supposizioni rompono l'equilibrio dell'intera famiglia.

Intanto Jack, che fino ad allora si era sempre tirato indietro dalle risse scolastiche, reagisce ai bulli che lo avevano tormentato a scuola sino ad allora, pestando a sangue il peggiore. Viene però rapito dalla banda di Fogarty che lo prende come ostaggio per avere Tom con sé. Tom però, al momento dello scambio riesce ad uccidere tutti i suoi assalitori, eccetto Fogarty che viene ucciso da Jack con un colpo di fucile alla schiena. Dall'abilità mostrata nell'affrontare i gangster risulta evidente che Tom è Joey Cusack. La moglie e il figlio si infuriano con lui per aver mentito così a lungo, ma quando lo sceriffo comincia a pensare che le parole di Fogarty fossero vere, Edie difende il marito.

I guai però non sono finiti perché il fratello di Joey, Richie, uno dei boss della malavita di Filadelfia, telefona a Joey chiedendogli di fargli visita. Joey accetta per chiedere al fratello di far cessare quella faida anche se un rifiuto costerebbe probabilmente la vita a lui e alla sua famiglia. Parte quindi per Filadelfia, dove incontra il fratello a casa sua. Dopo un abbraccio, in un clima apparentemente cordiale, Richie ricorda a Joey che il suo comportamento gli è costato molto denaro per scongiurare il rischio dell'appartenenza alla mafia irlandese dell'Est Coast, che era stata sul punto di ucciderlo. Alla domanda di Joey su che cosa possa fare per rimediare e fare pace, Richie gli risponde: «Potresti morire». Uno degli uomini di Richie, come da accordo precedente, tenta di uccidere Joey col "laccetto", ma quest'ultimo riesce a uccidere sia il primo assalitore che quelli successivi. Prima di andar via uccide lo stesso Richie con un colpo di pistola alla fronte.

Joey ritorna a casa durante l'ora di cena. L'atmosfera è intensa: il resto della famiglia è a tavola e sta per iniziare a mangiare. Joey si siede, e i figli gli porgono un piatto e del cibo mentre la moglie lo guarda e scoppia in lacrime.

Riprese.
Il film è ambientato nella cittadina immaginaria di Millbrook nell'Indiana, Stati Uniti d'America, ma le riprese sono in realtà avvenute a Millbrook nell'Ontario, in Canada, tra il 2 agosto e il 14 novembre 2004. Gli incassi hanno superato i 30 milioni nel mercato nord-americano.


Interpreti e personaggi.
Viggo Mortensen: Tom Stall/Joey Cusack
Maria Bello: Edie Stall
Ed Harris: Carl Fogarty
William Hurt: Richie Cusack
Ashton Holmes: Jack Stall
Peter MacNeill: sceriffo Sam Carney
Stephen McHattie: Leland Jones
Greg Bryk: Billy Orser
Sumela Kay: Judy Danvers
Kyle Schmid: Bobby Jordan
Deborah Drakeford: Charlotte
Gerry Quigley: Mick
Heidi Hayes: Sarah Stall
Aidan Devine: Charlie Roarke
Bill MacDonald: Frank Mulligan
Michelle McCree: Jenny Wyeth
Ian Matthews: Ruben
R.D. Reid: Pat
Doppiatori italiani
Pino Insegno: Tom Stall
Francesca Fiorentini: Edie Stall
Adalberto Maria Merli: Carl Fogarty
Rodolfo Bianchi: Richie Cusack
Andrea Mete: Jack Stall
Renato Mori: sceriffo Sam Carney
Davide Perino: Bobby Jordan
Angelo Nicotra: Leland Jones
Vittorio De Angelis: Billy Orser
Gianluca Machelli: Mick

L'ultima profezia (The Prophecy) è un film del 1995 scritto e diretto da Gregory Widen. La pellicola è interpretata da Christopher Walke...

L'ultima profezia (The Prophecy) è un film del 1995 scritto e diretto da Gregory Widen. La pellicola è interpretata da Christopher Walken, Elias Koteas, Virginia Madsen, Eric Stoltz e Viggo Mortensen.

Sugli angeli del cinema si potrebbe scrivere un volume, notando quanto spesso assumano fattezze umane. Tuttavia, deve essere difficile trovarne uno con l’aspetto inquietante di Christopher Walken, che non a caso è spesso chiamato a impersonare vampiri e principi delle tenebre. In L’ultima profezia il bravissimo attore incarna l’angelo Gabriel, il quale dopo avere combattuto Lucifero, ha egli stesso aperto le ostilità contro Dio, ingelosito dalla sua decisione di dotare di un’anima gli uomini. La storia la scopre Thomas, un poliziotto di Los Angeles con trascorsi di seminarista.


Trama.

Thomas Dagget sta per essere ordinato sacerdote quando viene colpito da orribili visioni su angeli in guerra tra loro; diversi anni dopo Thomas, avendo perso la fede e abbandonato la chiesa, è divenuto un detective che lavora per la Polizia di Los Angeles. Due angeli cadono sulla Terra: uno, Simon, avverte Thomas degli eventi che stanno per accadere prima di scomparire, il secondo, Uziel, rintraccia Simon e tenta di ucciderlo, ma viene ucciso lui stesso. Per indagare sul fatto, Thomas va a casa di Simon e trova un necrologio di un veterano della Guerra di Corea recentemente scomparso di nome Arnold Hawthorne. Thomas trova quindi una copia di un testo di teologia, che lui stesso ha scritto anni fa; a Chimney Rock, Simon trova il veterano e ne aspira l'anima dalla bocca.

Il medico legale informa Thomas che il corpo di Uziel è un qualcosa che non ha mai visto prima: non ha occhi, né segni di crescita ossea, tracce di ermafroditismo e la stessa chimica del sangue di un feto abortito. Tra gli effetti personali trovati sul corpo c'è un antico manoscritto della Bibbia che comprende il ventitreesimo capitolo dell'Apocalisse - un capitolo che non esiste nelle altre versioni. Thomas traduce il capitolo e viene a sapere di una seconda guerra in Paradiso istigata da un gruppo di angeli che si sono rifiutati di accettare l'elevazione, ad opera di Dio, dell'uomo su tutte le altre creature, tra cui gli angeli. Il capitolo include inoltre una profezia su un'anima nera che verrà trovata sulla Terra e che può essere usata come una terribile arma.

All'insaputa di Thomas, Gabriel è arrivato sulla Terra e avendo bisogno di un aiuto umano recluta Jerry, che si trova in uno stato di sospensione nel Limbo da quando Gabriel gli ha impedito di morire durante il suo suicidio. Jerry recupera quindi le cose di Uziel dalla stazione di polizia mentre Gabriel distrugge il corpo di quest'ultimo all'obitorio; dopo aver trovato il necrologio di Hawthorne, i due si dirigono a Chimney Rock, nell'Arizona, dove ha vissuto Hawthorne. Prima che Gabriel arrivasse, Simon ha fatto amicizia con una bambina, Mary, alla quale passa l'anima per nasconderla da Gabriel; la piccola, subito dopo, si ammala e viene curata dalla sua insegnante Katherine.

Dopo aver trovato il corpo di Uziel, Thomas decide di andare a Chimney Rock. Gabriel e Jerry localizzano il corpo di Hawthorne, ma non trovano la sua anima: Gabriel individua Simon dal suo odore e lo affronta nella scuola dove si è rifugiato, ma Simon si rifiuta di dirgli dove ha nascosto l'anima. Gabriel dice allora che l'anima di Hawthorne gli consentirà di chiudere la fase di stallo e farà vincere la parte che la possiede per poi uccidere Simon con delle fiamme e strappandogli il cuore dal petto.

Mary, nel frattempo, comincia a mostrare segni di essere possessione da parte dell'anima di Hawthorne. Thomas, nel mentre, arriva a Chimney Rock, esamina i resti di Simon e fa alcune domande a Katherine; successivamente cerca la casa di Hawthorne e trova le prove di un processo in corte marziale in cui Hawthorne era stato accusato di una serie di crimini di guerra, tra cui il cannibalismo. Thomas visita quindi una chiesa per riflettere ma viene turbato da un confronto con Gabriel.

Katherine arriva a scuola il giorno dopo e trova Gabriel a fare domande ai bambini; successivamente l'angelo se ne va e si precipita a casa di Mary trovandovi anche Thomas. Le condizioni di Mary stanno peggiorando e Katherine porta Thomas a una miniera abbandonata dove ha visto l'auto di Gabriel parcheggiata; all'interno, i due trovano uno scritto angelico sulle mura e sperimentano una visione di un campo di battaglia disseminato di angeli morti. Thomas e Katherine tornano quindi di fretta a casa di Mary: Gabriel e Jerry sono lì e il primo sta tentando di estrarle l'anima. Thomas uccide Jerry e Katherine fa esplodere il rimorchio della casa di Mary sparando una bombola di propano; Mary, successivamente, informa Thomas che gli angeli non sono immortali sulla Terra ma possono essere uccisi strappandogli il cuore. Katherine porta quindi Thomas e Mary a un sito di nativi americani in cui deve essere eseguito un rituale per espellere l'anima di Hawthorne dal corpo di Mary mentre Gabriel recluta un'altra assistente, Rachael, da una unità di terapia intensiva di malati terminali in un ospedale vicino.

Quella notte, mentre Mary comincia a subire il suo esorcismo, Katherine ha un confronto con Lucifero: questi le dice che altri angeli hanno ripreso questa guerra contro l'umanità e da allora le anime umane non sono state più in grado di incontrare il loro creatore. Egli sa inoltre del complotto di Gabriel sul voler usare l'anima di Hawthorne per rovesciare gli agenti del Cielo e sa anche che se Gabriel dovesse vincere il suo nuovo cielo finirà per regredire in un altro Inferno, con la conseguente e indesiderata concorrenza. Il giorno successivo Lucifero appare anche a Thomas e gli consiglia di usare la mancanza di fede di Gabriel contro di lui. Gabriel arriva e tenta di interrompere il rituale ma Thomas lo ferma, uccide Rachael e poi cerca di soggiogare Gabriel.

Mentre il rito continua Lucifero appare e affronta Gabriel, strappandogli il cuore fino a divorarlo; una volta che gli antenati tribali completano l'esorcismo, l'anima di Hawthorne viene espulsa da Mary e distrutta. Con la minaccia eliminata, Lucifero chiede a Thomas e Katherine di tornare a casa con lui, ma si rifiutano. Lucifero fa quindi ritorno all'Inferno mentre Thomas commenta la natura della fede e cosa significhi essere veramente umano.

Interpreti e personaggi
Christopher Walken: Gabriel
Elias Koteas: Thomas Daggett
Virginia Madsen: Katherine Henley
Eric Stoltz: Simon
Viggo Mortensen: Lucifer
Amanda Plummer: Rachael
Adam Goldberg: Jerry
Doppiatori italiani
Luigi La Monica: Gabriel
Mauro Gravina: Thomas Daggett
Angelo Nicotra: Lucifer

La promessa dell'assassino (Eastern Promises) è un film del 2007 diretto da David Cronenberg, presentato in anteprima al Toronto Interna...

La promessa dell'assassino (Eastern Promises) è un film del 2007 diretto da David Cronenberg, presentato in anteprima al Toronto International Film Festival.

Dai tempi di "Spider" (2002) - passando per "A History of Violence" (2005) - David Cronenberg sembra aver adottato una sterzata nei confronti del suo "estremo" cinema passato: inizialmente imparentato con il migliore e lontano B-Movie Usa, poi già tra gli 80 e i 90 dallo stile gelido e controllatissimo. In realtà ci troviamo di fronte a un approdo maturo, di raro coraggio più che di convenzione verso le leggi della ricca Hollywood: l'autore canadese è riuscito a immergere la sua "poetica del corpo" in un contesto dove classicismo non coincide mai con banalità e riconciliazione, e "Eastern Promises" ne è un esempio folgorante.

Ci troviamo difatti davanti a un vero e proprio noir all'interno del quale sono riscontrabili le caratteristiche cardini del genere: una morte, buoni e cattivi, una ragazza combattiva e (forse) in pericolo, un destino (o forse più) da segnare, il passato che, imperterrito, macchia di sangue il presente. Ed è proprio quest'ultimo tema che ne fa una sorta di corollario di "A History of Violence", che secondo chi scrive è in assoluto il capolavoro di Cronenberg.


Trama
Londra. Anna Khitrova è un'ostetrica di origine russa che rimane molto colpita dalla tragica morte di una quattordicenne, avvenuta a causa di un'emorragia dopo aver dato alla luce una bambina; della ragazza non si conosce l'identità e Anna cerca di scoprirla tramite un diario che la giovane aveva addosso, che però è scritto completamente in russo.

Tra le pagine del diario Anna trova un biglietto di un ristorante chiamato Trans-Siberian, dove si reca per cercare notizie al fine di rintracciare la famiglia di origine della ragazza a cui affidare la neonata. Il ristorante è gestito dal cordiale Semyon, ma dietro la facciata disponibile dell'anziano si nasconde in realtà il capo di una fratellanza criminale chiamata Vory V Zakone, al cui vertice, oltre a lui, c'è anche il figlio Kirill, un uomo alquanto instabile e poco apprezzato dal padre.

Nikolai Luzhin è il carismatico e imperturbabile autista di fiducia di Kirill, con cui ha stretto un legame profondo ed ambiguo, il cui scopo sembra quello di voler arrivare, proprio tramite questi, alle grazie del padre; un rapporto ambiguo nasce anche tra lui e la bella Anna, la quale, alla disperata ricerca di una famiglia a cui affidare la neonata, non riesce a capire la vera natura dell'uomo.

Una volta tradotto il diario si scopre che Tatiana, la ragazzina, era arrivata in Inghilterra dopo la morte del padre per cercare una vita migliore, ma era caduta nel giro della prostituzione gestito da Semyon e per giunta era stata violentata da quest'ultimo rimanendo incinta.

Nel frattempo Nikolai diviene sempre di più l'uomo di fiducia di Semyon, tanto da acquisire ufficialmente i "gradi" della Vory V Zakone, ma l'uomo decide di venderlo ad alcuni rivali ceceni per salvare la vita di Kirill, il quale aveva ucciso il fratello di questi uomini poiché spargeva in giro la voce che fosse gay (voce che lo stesso Semyon sembra confermare, così come altri comportamenti ambigui che questi tiene nei confronti di Nikolai).

Nikolai riesce a salvarsi e in ospedale viene visitato dal capo della sezione russa di Scotland Yard, rivelando così di essere un infiltrato; Anna si prende cura di lui finché non intravede nell'ascensore Kirill: questi ha rapito la piccola Christine dopo che la polizia, seguendo le indicazioni di Nikolai, ha prelevato il sangue di Semyon per dimostrare che è lui il padre della bambina e di conseguenza accusarlo di stupro e corruzione di minore.

Anna e Nikolai riescono a fermare Kirill appena in tempo salvando la bambina; i due si salutano con un bacio e, qualche tempo dopo, si scopre che la piccola è ormai nelle amorevoli mani dell'ostetrica e della sua famiglia mentre Nikolai, proseguendo imperterrito nella sua missione, ha ormai preso il posto di Semyon nelle gerarchie criminali dell'organizzazione.

Produzione
Questo è il primo film di Cronenberg girato completamente fuori dal Canada.

Cronenberg torna a dirigere Viggo Mortensen dopo A History of Violence, ma questo film è una sorta di sequel di Piccoli affari sporchi  di cui lo sceneggiatore Steven Knight ha scritto la sceneggiatura nel 2004, venendo candidato all'Oscar per la migliore sceneggiatura originale.

Mortensen dà vita ad un personaggio memorabile per intensità e suggestione. In perfetta continuità con il precedente cinema di Cronenberg, anche per il protagonista di questo film la fisicità riveste un ruolo di primaria importanza: il corpo di Nikolai è infatti ricoperto da 43 vistosi tatuaggi. Mortensen ha studiato per mesi i tatuaggi criminali grazie ad un libro e al documentario girato nelle prigioni russe da Alix Lambert.

Per ricoprire il corpo di Viggo Mortensen di tatuaggi, Stephan Dupuis ha impiegato più di quattro ore.

La scena in cui a Nikolai vengono tatuate delle stelle sulle ginocchia, sta a significare che "egli non si inginocchierà mai di fronte a nessuno"; inoltre, le stelle sul petto significano che è entrato nella famiglia come membro effettivo.

Per la scena di lotta nella sauna, Cronenberg ha chiesto a Mortensen di girare la scena completamente nudo per renderla più credibile.


Interpreti e personaggi
Viggo Mortensen: Nikolai Luzhin
Naomi Watts: Anna Khitrova
Vincent Cassel: Kirill
Armin Mueller-Stahl: Semyon
Sinéad Cusack: Helen
Donald Sumpter: Yuri
Jerzy Skolimowski: Stepan
Josef Altin: Ekrem
Mina E. Mina: Azim
Aleksandar Mikic: Soyka
Sarah-Jeanne Labrosse: Tatiana
Lalita Ahmed: Cliente
Badi Uzzaman: Chemist
Raza Jaffrey: Dottor Aziz
Doppiatori italiani
Pino Insegno: Nikolai Luzhin
Barbara De Bortoli: Anna Khitrova
Riccardo Rossi: Kirill
Franco Zucca: Seymon
Aurora Cancian: Helen
Sandro Iovino: Yuri
Dario Penne: Stepan
Flavio Aquilone: Ekrem
Carlo Reali: Azim
Michele D'Anca: Soyka
Giulia Tarquini: Tatiana

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