Cent'anni di solitudine (Cien años de soledad) è un romanzo del 1967 del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez, considerato t...

 


Cent'anni di solitudine (Cien años de soledad) è un romanzo del 1967 del Premio Nobel colombiano Gabriel García Márquez, considerato tra le opere più significative della letteratura del Novecento.

Narra le vicende di sette generazioni della famiglia Buendía, il cui capostipite, José Arcadio, fonda alla fine del XIX secolo la città di Macondo. La storia è narrata con uno stile elaborato e personale, ricco di prolessi che anticipano drammaticamente gli avvenimenti ancora da narrare. Attraverso un modello che unisce rigore formale e frasi sontuose, radici classiche e sperimentazione, il romanzo svelò il vitalismo di un universo di solitudini incrociate, dove si succedono i destini ineluttabili di una famiglia, romanzo nel quale, come disse Ariel Dorfman, «l'individuo è divorato dalla storia e la storia è divorata a sua volta dal mito».

Il romanzo, scritto in diciotto mesi è considerato l'opera maggiore dell'autore; pubblicato originariamente dalla casa editrice Sudamericana a Buenos Aires nel giugno 1967, vendette in due settimane ottomila copie; nei tre anni successivi 600 000 copie. Fu in seguito tradotto in 37 lingue vendendo più di venti milioni di copie.

Lo stile del romanzo, il celebre realismo magico, e la materia tematica fanno sì che Cent'anni di solitudine diventi rappresentativo del boom latinoamericano degli anni sessanta e settanta, influenzato stilisticamente dal modernismo (europeo e nordamericano) e dal movimento letterario legato alla rivista cubana Vanguardia.

Cent'anni di solitudine è la storia delle sette generazioni della famiglia Buendía nell'immaginaria cittadina di Macondo, nella Colombia caraibica. Lo stile di questo romanzo, definito in seguito "realismo magico", racconta un microcosmo arcano e segregato in cui la linea di demarcazione fra vivi e morti non è così nitida e ai vivi è dato il dono tragico della chiaroveggenza, il tutto sullo sfondo di un drammatico messaggio di isolamento e arretratezza. 

Il romanzo è diviso in capitoli separati da un'interruzione di pagina, che non sono tuttavia numerati né intitolati. Dalla fondazione di Macondo alla sua fine passano circa cento anni, appunto, di "solitudine"; pressappoco equivalente, nella lente trasfigurata della fantasia dell'autore, al periodo colombiano dal 1830 (anno di fondazione della Colombia simboleggiata da Macondo) alla depressione economica post-bananiera del 1930, come si evince dai pochi avvenimenti storici ricordati e dalle tecnologie usate.

Follia per sette clan (Clans of the Alphane Moon) è un romanzo di fantascienza scritto nel 1967 da Philip K. Dick. Deriva dal racconto breve...



Follia per sette clan (Clans of the Alphane Moon) è un romanzo di fantascienza scritto nel 1967 da Philip K. Dick. Deriva dal racconto breve Shell Game, pubblicato nel 1954 sulla rivista statunitense Galaxy Science Fiction.

Trama

Il libro è composto da due filoni inizialmente autonomi che si intrecciano per concludere in un finale comune. Il primo filone è ambientato su un pianeta (o più correttamente su una luna) fittizio chiamato Alfa III L2. Tale pianeta era una ex-colonia dei terrestri, su cui essi avevano posto in ricovero coatto degli individui affetti da svariati disturbi psicotici. Una volta abbandonato il pianeta, i malati ne hanno preso possesso, dando vita a sette clan, uno per ogni disturbo.


Essi si riuniscono in consiglio saltuariamente, ed è proprio da uno di questi consigli che si dirama il libro. Il secondo filone è formato dalla storia di Chuck Rittersdorf e sua moglie Mary, in procinto di separarsi. Chuck lavora per la CIA (Counter Intelligence Authority), acronimo con cui Dick sfrutta abilmente l'assonanza con la famosa agenzia americana, per la quale scrive discorsi di propaganda per il "mondo rosso".


Sua moglie Mary invece è una consulente matrimoniale che si è offerta volontaria per partecipare ad un progetto che prevede di mandare una delegazione terrestre su Alfa III L2 a verificare la situazione sociale dei malati. Suo marito, in fuga dalla disfatta matrimoniale e dalla sua stessa vita (tenterà infatti il suicidio) si rifugia in un infimo motel dove incontra, tra gli altri un non-T (non terrestre): una muffa gelatinosa di Ganimede di nome Lord Running Clam, capace di leggere il pensiero, che si rivelerà fondamentale per il cammino del protagonista, che, accecato da una nuova rabbia nei confronti di sua moglie, si recherà anch'esso su Alfa III L2. A questo intrigo di personaggi si aggiunge anche Bunny Hentman, comico e showman terrestre, e amico degli alfani (nemici dei terrestri) le cui intenzioni reali resteranno mascherate fino alla fine.

Cyclops è un romanzo di Clive Cussler del 1986 della serie che ha per protagonista Dirk Pitt. È incentrato sul ritrovamento di una nave carb...



Cyclops è un romanzo di Clive Cussler del 1986 della serie che ha per protagonista Dirk Pitt. È incentrato sul ritrovamento di una nave carboniera della marina americana, la USS Cyclops, scomparsa nel famoso Triangolo delle Bermude nel 1918 con tutto l'equipaggio, diretta a Norfolk dopo una sosta alle Isole Bermude. 

Trama.

Nella Cyclops ancorata nel porto brasiliano di Rio de Janeiro, sovraccarica di minerale di manganese, viene stivata una ingombrante e misteriosa cassa prima della partenza, ed il console americano sale a bordo per il viaggio. Dopo uno scalo alle Isole Bermude, la nave capta una richiesta di aiuto da parte di un'altra nave alla quale il capitano non permette di rispondere; poco dopo, la nave viene colpita da una gigantesca onda anomala ed affonda, non prima che uno dei suoi ufficiali, sceso nella stiva con il console a controllare il misterioso carico venga aggredito da uno strano clandestino.

Dopo settant'anni, un dirigibile senza controllo – lo ZMC-2 della marina americana –, scomparso da diversi giorni, compare sulla costa della Florida e viene fermato avventurosamente da Dirk Pitt, il quale scopre a bordo tre cadaveri; uno di essi dovrebbe essere il miliardario Raymond LeBaron, proprietario dello stesso dirigibile.

Ma la moglie Jessie, presso l'obitorio, non riconosce il cadavere come quello del marito, amico personale del presidente degli Stati Uniti, e viene deciso di far ripetere al dirigibile il viaggio misterioso, con un equipaggio molto particolare: Jessie, che possiede il brevetto di pilota ed è abilitata per quel dirigibile, Dirk Pitt ed i suoi fidati amici Al Giordino e Rudi Gunn.

Poiché la rotta passa molto vicino alle acque cubane, viene anche imbarcata qualche "attrezzatura" extra; intercettati da un elicottero cubano, che inizia a bersagliarli con il fuoco di armi automatiche, riescono ad abbatterlo con parte dell'attrezzatura di cui sopra (un lanciarazzi) e si tuffano in acqua durante una tempesta con un equipaggiamento da sub per sfuggire all'esplosione del dirigibile e ad una motovedetta di pattuglia.

Nel frattempo, il presidente viene fatto oggetto di un ricatto da una misteriosa organizzazione, dietro la quale sguinzaglia un abile investigatore ed amico di vecchia data. Questi riesce a seguire le tracce dei "cospiratori", i quali si riveleranno dei patrioti con metodi assai poco ortodossi, che sono riusciti a fondare una colonia lunare, la Jersey Colony, operativa da vent'anni.

Dopo aver scoperto il relitto della Cyclops ed un passeggero che non era certo affondato con la nave, i quattro sbarcano sull'isola cubana di Cayo Santa Maria, dove vengono catturati e torturati dal KGB, che qui gestisce un centro informazioni in cooperazione con i cubani.

Pitt riesce però a fuggire su una vasca da bagno con un fuoribordo, viene raccolto da un sottomarino nucleare americano, l'USS Tucson, e collabora all'organizzazione di una spedizione di salvataggio degli amici, che vengono liberati da una squadra d'assalto di esuli cubani.

Nel frattempo, la navetta Gettysburg, che ha raccolto gli scienziati della colonia, reduci da una battaglia sul suolo lunare con le truppe speciali russe, ed una imponente quantità di dati scientifici, è stata dirottata dalla rotta per Cape Canaveral da falsi segnali irradiati dall'isola. Pitt riesce però, prima di distruggere l'apparato di trasmissione, a far atterrare la navetta su una base della US Navy nelle Key Islands; subito dopo, ripartito su un acquascooter insieme con Jessie, fresca vedova poiché il marito era morto realmente durante l'incursione, fa rotta su Cuba poiché la missione di Jessie era in realtà quella di consegnare un messaggio a Fidel Castro.

Ma anche i russi hanno un messaggio per Fidel: un colpo di Stato accompagnato da una catastrofica esplosione nel porto dell'Avana, che dovrebbe coinvolgere durante una parata tre navi cariche di sostanze esplosive spazzando via l'intero gruppo dirigente cubano e buona parte della capitale.

Consegnato il messaggio, nel rocambolesco modo che caratterizza le avventure di Dirk Pitt, lui e Jessie si rifugiano nell'ambasciata svizzera, che ospita la legazione statunitense. Qui Pitt viene informato della minaccia incombente, e viene organizzato un gruppo che riuscirà a trovare le navi, farne salpare due, non senza un duro conflitto a fuoco con le forze di sicurezza e con una fregata cubana di pattuglia speronata ed affondata all'uscita del porto, e a ridurre notevolmente gli effetti dell'esplosione.

Imbarcato su una delle due navi, Dirk scampa alla morte, contrariamente a buona parte degli equipaggi, e si mette in salvo.

  L'allenatore (Bleachers) è un romanzo di John Grisham pubblicato il 9 settembre 2003. Pubblicato in Italia nel novembre dello stesso a...


 

L'allenatore (Bleachers) è un romanzo di John Grisham pubblicato il 9 settembre 2003. Pubblicato in Italia nel novembre dello stesso anno.


Trama.

Eddie Rake è stato il leggendario allenatore degli Spartans, la squadra liceale di Football della cittadina immaginaria di Messina, nella profonda provincia americana. Rake era un coach estremamente esigente, che sottoponeva i suoi ragazzi ad allenamenti durissimi ed estenuanti, senza mai gratificarli di un elogio o un applauso. Ormai anziano e malato, l'allenatore sta per morire. La notizia si è sparsa ed è giunta ai suoi ex allievi-giocatori, che si radunano ogni sera sulle gradinate (bleachers) dello stadio per rivivere i momenti di gloria di una squadra che aveva vinto moltissimi campionati e aveva acceso un'enorme passione negli abitanti di Messina.


Anche Neely Crenshaw, che di quegli Spartans fu una promessa non mantenuta, torna nella città natale, dove troverà gli ex compagni di squadra, il vecchio stadio in cui giocava, una ragazza che ha lasciato con troppa leggerezza, ma soprattutto troverà le risposte alle domande che si è sempre posto, arrivando a vedere l'odiatissimo ex allenatore sotto un'ottica completamente diversa.

  Una splendida festa di morte (The Shining) è il terzo romanzo dello scrittore statunitense Stephen King, che arrivò in Italia nel 1978. Ra...


 

Una splendida festa di morte (The Shining) è il terzo romanzo dello scrittore statunitense Stephen King, che arrivò in Italia nel 1978. Rappresenta una delle tappe più importanti compiute dallo scrittore: l’allontanamento dal genere thriller-fantastico e l’avvicinamento all’horror, che raggiungerà livelli altissimi con alcune successive opere. Doveva essere originariamente ambientato in un parco divertimenti, ma durante una vacanza, King e la moglie Tabitha soggiornarono allo Stanley Hotel ad Estes Park, in Colorado, mentre i dipendenti si preparavano alla chiusura invernale e l’ispirazione venne cambiata. La storia è quella di Jack Torrance che ha perso il proprio lavoro d’insegnante di letteratura inglese dopo aver aggredito uno studente, e cerca di portare a termine una commedia alla quale lavora da tempo accettando un lavoro: trasferirsi come guardiano invernale all’Overlook Hotel, un imponente albergo costruito all’inizio del XX secolo che domina le alte montagne del Colorado e situato a 65 chilometri dal più vicino centro abitato. Nell’immaginario collettivo trovarsi di fronte a una situazione del genere suscita grande soggezione: tre persone sole in un hotel sperduto chissà dove per un intero inverno e pochissime possibilità di contatto con altri membri del genere umano. Direi che le premesse per un horror ci sono eccome.


L’elemento soprannaturale non può mai mancare nei libri dello Zio. Se in “Carrie” si trattava di telecinesi qui è qualcosa di diverso dallo spostare gli oggetti con il pensiero. Viene definito come ‘aura’ ed è molto complicato, ogni lettore è libero di interpretarlo a modo suo ma per me è come se Danny (il figlioletto di Jack) fosse a metà tra un sensitivo ed un semplice umano. Leggere nella mente delle persone e influenzarle. King è bravissimo in questo gioco e sembra essere lui a leggere nella nostra mente per scoprire ciò che vogliamo sentirci dire, ciò che vogliamo leggere ogni volta. E sapete che c’è? Fa sempre centro perchè ogni parola scritta ti cattura e conduce nei meandri più reconditi del ‘buio’. Il concetto fondamentale è quello di edificio che ha coscienza: un’idea già esplorata da Edgar Allan Poe in La caduta della casa degli Usher di cui Stephen King è un grande estimatore. Le pagine scorrono veloci in un susseguirsi di atti macabri e di una violenza inaudita che ti accompagnano fino alla fine. La descrizione dei particolari è poi formidabile, sembra quasi di iniziare a sentire delle voci nella testa e chiedersi veramente: “ma sono io il Jack?”. La capacità di rendere terrificante ciò che all’apparenza sembra innocuo è magistrale, avreste mai pensato che una siepe potesse arrivare a fare del male ad un essere umano? Di certo la mente dello scrittore è decisamente contorta e a tratti perversa per riuscire a sfornare certe opere ma che ci volete fare, con ogni romanzo riesce a catapultarti nella sua follia. Una splendida festa di morte (o Shining, se preferite) è il battesimo del fuoco che consacra definitivamente Stephen King ad autore internazionale.


Il così grande successo di questo romanzo deriva anche dal fatto che il RE scrive di se stesso, di uno dei suoi periodi neri della vita: la dipendenza da alcool e droghe e il rapporto tra genitore e figli. Ammette con coraggio di aver creato il personaggio di Jack Torrance ispirandosi alla sua figura. Leggere questo libro significa entrare in casa di uno dei più grandi e prolifici scrittori dell’ultimo secolo. Se conoscete solo il film di Kubrick allora fareste meglio a recuperare anche questo romanzo, non ve ne pentirete.

  "Che cosa sappiamo sull'universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L'universo ebbe un inizio e, in t...

 


"Che cosa sappiamo sull'universo, e come lo sappiamo? Da dove è venuto, e dove sta andando? L'universo ebbe un inizio e, in tal caso cosa c'era prima? Il tempo avrà mai una fine?" 

Con questi quesiti Stephen Hawking ci introduce in una straordinaria avventura: un'emozionante cavalcata nel tempo. L'espansione dell'universo, il principio di indeterminazione, le particelle elementari e le forze della natura, l'origine e la sorte dell'universo, l'unificazione della fisica sono le grandi tappe di questo viaggio indimenticabile. 

Ma oltre a riassumere le conoscenze tradizionali Hawking illustra le ultime teorie sulla fisica dei buchi neri, il principio antropico, la teoria dell'universo inflazionario, l'universo contenuto in una bolla. Introduzione di Carl Sagan.

  “The oddity of sunshine on a freezing day intrigued her.” (“La stranezza del sole durante un freddo giorno la incuriosiva.”)  Stephen Lewi...

 


“The oddity of sunshine on a freezing day intrigued her.” (“La stranezza del sole durante un freddo giorno la incuriosiva.”) 


Stephen Lewis è un famoso scrittore di libri per bambini, oltre a un devoto marito e attento padre. Una domenica mattina Stephen va al supermercato con la figlia di quattro anni, ed è proprio durante questa spesa di routine che succede l’inimmaginabile: Stephen si distrae per un istante, e quando si gira Kate è sparita. Inutile è chiamarla, inutile è correre tra le corsie del supermercato, inutile è l’aiuto nella ricerca da parte degli altri clienti. Nel corso di poche ore la vita di Stephen e di sua moglie crolla completamente. Mentre Stephen non si rassegna e continua la sua esasperata ricerca, Julie rimane chiusa in casa, nel silenzio.  


Il rapimento della bambina porterà la coppia ad allontanarsi e a cominciare un nuovo solitario percorso, un viaggio che per Stephen consisterà nella rievocazione della sua stessa infanzia. 


‘Bambini nel tempo’ è una lettura per pochi. Un libro certamente intenso, che però riesce a incuriosire e accattivare. McEwan descrive un dolore che, pur molto difficilmente compatibile, viene vissuto in prima persona nei panni di Stephen.  


Il suo tormento diventa un’ossessione: non solo ha perso la sua bambina, ma anche il loro futuro insieme e la persona che lei sarebbe potuta divenire.  


Stephen comincia a scambiare altre bambine con sua figlia, addirittura a regalarle tutti i giochi che le sarebbero potuti piacere. E in questo stato di quasi follia, tra decisioni compulsive e atteggiamenti ossessivi, Stephen si ritrova inevitabilmente incastrato nel suo passato come in quello dei suoi genitori, un passato che per quanto lontano nel tempo tuttora si ripercuote nel presente.  


Inoltre, nel trattare della brusca separazione di Julie e Stephen, McEwan invita a una riflessione di carattere sociale, che si lega alla centralità della figura dei figli nella stabilità della coppia.  


Egli sembra quasi rivelare, alla fine della narrazione, una risposta ben precisa. Che poi essa sia effettivamente la soluzione a questa delicata questione, è una domanda troppo complessa. Il finale della storia, con il suo tono dolce-amaro, è, dopotutto, un nuovo inizio.  

Gli invitati sono tutti riuniti nel giardino della grande villa per brindare agli sposi: lui è uno psichiatra illustre e controverso, lei un...



Gli invitati sono tutti riuniti nel giardino della grande villa per brindare agli sposi: lui è uno psichiatra illustre e controverso, lei una giovane rampolla dell’alta società newyorchese. La sposa si fa attendere, come nelle migliori tradizioni. Ma quando il ritardo si fa imbarazzante, iniziano a cercarla.

Un thriller originale, che racconta di una malattia che non viene mai analizzata.

Sappiamo bene,  l’organizzazione mondiale della sanità ce lo conferma, che la maggior parte dei pedofili sono stati, a loro volta, bambini abusati. L’essere umano non fa altro che rimettere in scena i traumi subiti, piccoli o grandi che siano.

Di questo disturbo, solitamente, sono portatori maschi. Le bambine, parrebbe, si limitano a subire senza che ciò influenzi un loro comportamento aggressivo nell’età adulta.

Ebbene, non è così. Anche le bambine, una volta diventate donne, possono ripetere gli abusi subiti su altri bambini.

Questo romanzo, ben congegnato e scritto con mestiere, ci parla proprio di questo lato della medaglia, una faccia che rimane, perlopiù, oscura.

Il detective David Gurney ha lasciato il distintivo da più di un anno; con la moglie, si è ritirato in una casa di campagna, in mezzo alla natura, limitandosi a tenere corsi di approfondimento per gli ex colleghi.

Almeno fino a quando la madre di una ragazza uccisa (e dacapitata) nel giorno delle sue nozze, lo viene a cercare, pregandola di aiutarla a trovare l’assassino della figlia.

Incerto se accettare o meno il caso, Gurney (ovviamente) alla fine cede a quella parte di sé che non può rinunciare alla ricerca della verità.

Le indagini cominciano e si addentrano in un terreno sempre più vischioso. Si suppone che l’assassino sia un giardiniere messicano che lavorava per il marito della sposa, ma subito dopo l’omicidio è come scomparso nel nulla.

Poi si scopre che il marito è uno psichiatra, nella sua clinica si occupa di ragazze abusate, diventate a loro volta abusanti. Sua moglie era una di loro. Gli eventi si complicano e gli omicidi si moltiplicano, tutti simili a quello su cui sta investigando Gurney. Lo stesso detective viene preso di mira.

Infine, la soluzione.

Un buon libro, scritto bene, definito, non a caso: “Una storia da incubo, un thriller al cardiopalma” da El mundo.

 

Cría cuervos è un film del 1976 scritto e diretto da Carlos Saura, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 29º Festival di Cannes...

Cría cuervos è un film del 1976 scritto e diretto da Carlos Saura, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 29º Festival di Cannes.

 Cría Cuervos è un film rischioso sia nella forma che nel contenuto, che rasenta i limiti del politicamente corretto in un periodo di cambiamento epocale per la Spagna. Più che essere vicino alla fine del regime di Franco, introduce messaggi completamente contrari a ciò che il regime aveva promulgato.

In La prima Angélica Saura aveva già giocato sul filo del rasoio. In effetti, questo film è il chiaro precedente di Cría Cuervos. Secondo lo stesso regista, l'ultima inquadratura de La prima Angélica contiene la sua idea germinale: la scissione di madre e figlia come due espressioni di una sola persona, che si concretizza nell'uso della stessa attrice per rappresentare sia la madre che la figlia adulta. D'altra parte, è importante sottolineare il ruolo chiave giocato dal periodo storico in termini di censura: Cría Cuervos fu girato nei mesi precedenti la morte del Caudillo e la sua proiezione coincise con i primi passi del post-franchismo, il che giocò a suo favore.



Trama.

 

Ormai donna, Ana ricorda la sua infanzia di venti anni prima. Si rivede legata da un profondo affetto alla madre, morta poi di un male incurabile , mentre odiava a tal punto il padre - un ufficiale franchista infedele alla sua povera moglie - da volerlo avvelenare (ma la pozione usata era un'innocua polverina). L'uomo morì davvero, ma per infarto, durante un convegno amoroso con una amica di casa. Dell'orfanella e delle sue due sorelline cominciò allora a occuparsi una zia, Paolina, che però non seppe guadagnarsi il loro affetto. Ana, nei cui sogni tornava continuamente la madre, credette - convinta dei propri poteri magici - di potersi liberare anche di lei, allo stesso modo usato col padre. Naturalmente, neanche a Paolina accadde nulla. Infine, con la riapertura delle scuole, si chiuse per Anna la più triste


Interpreti e personaggi

    Ana Torrent: Ana bambina
    Geraldine Chaplin: Ana adulta / La madre
    Conchi Pérez: Irene
    Maite Sanchez: Maite
    Mónica Randall: Paulina
    Florinda Chico: Rosa
    Josefina Díaz: la nonna
    Germán Cobos: Nicolás Garontes
    Héctor Alterio: Anselmo
    Mirta Miller: Amelia Garontes

Il grande romanzo di Ramses è una saga di 5 libri, scritta dallo scrittore francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse ...

Il grande romanzo di Ramses è una saga di 5 libri, scritta dallo scrittore francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse II. Il romanzo, oltre che racconto delle imprese del sovrano, è anche un dettagliato quadro della vita quotidiana nell'epoca ramesside, periodo storico molto studiato dall'autore della saga.

Regnò per sessantasette anni. Portò il suo paese all'epopea della gloria e della sapienza. Ramses II, "il figlio della luce", fu il più grande faraone egizio e l'uomo che impresse una svolta alla storia del mondo antico. Con questa meravigliosa narrazione - un caso editoriale senza precedenti - Christian Jacq ci fa calcare in modo appassionante la scena della sua vita.

L'ultimo Nemico.


Sono passati parecchi anni dalla morte di Nefertari e ora Ramses, cinquantenne ancora in forma, continua a regnare sull'Egitto con a fianco la bella Iset quale sposa reale. Uriteshup, precedentemente condannato a un domicilio coatto, riesce a trovare la libertà ma, odiando Ramses con tutto il proprio essere, decide di allearsi con Raia e tramare contro il faraone. ramses-ultimo-nemico

 

 Asha, che ha da poco ricevuto un messaggio dal re ittita Hattusil rivela a Ramses il volere del sovrano alleato: questi è stufo di sentirsi come un suddito per l'Egitto e chiede al faraone di sposare sua figlia. Ramses, che non vuole ripudiare Iset, è deciso a non cedere al volere dell'imperatore ittita.

Serramanna è sicuro che Uriteshup continui a complottare contro il re d'Egitto ed è deciso a seguirlo. Questi, grazie all'aiuto di Raia, riesce a sposare Tanit, una vedova fenicia, che si lascia subito sedurre dall'incredibile possanza del giovane ittita. Il suo enorme patrimonio servirà ai due cospiratori per lanciare un'ondata di rivolte ai danni di Ramses. Ad essi si è da poco unito Malfi, il fratello di Ofir, che è riuscito a radunare sotto il proprio pugno di ferro i clan della Libia, deciso a distruggere l'Egitto vendicando così tutti quei secoli di offese subite.

Asha decide di recarsi ad Hattusa per rivelare al re ittita e a sua moglie che Ramses non ha intenzione di ripudiare la propria sposa. Questi però non è deciso a cedere: o sua figlia diventa regina d'Egitto o ricomincerà la guerra. Durante il viaggio di ritorno, Uri-Teshup attacca la carovana di Asha e lo uccide con la propria daga. Prima di morire, il diplomatico riesce a scrivere col proprio sangue sulla tunica la parola "No", sotto forma di un geroglifico.

Il corpo di Asha viene ricondotto in Egitto con solenne cerimonia. Ramses e Ameni, leggendo sulla tunica il "No" scritto dall'amico defunto, comprendono che non è stato Hattusil a compiere l'omicidio. La guerra non può comunque essere evitata, e Ramses e il suo esercito si prepara a partire. Ma Serramanna chiede al sovrano di correre al palazzo reale: la bella Iset, pur di non causare una nuova guerra, ha preferito suicidarsi così da permettere al marito di sposare la principessa ittita.

Con grandi festeggiamenti giunge in Egitto la figlia del re Hattusil che, durante il matrimonio con Ramses, riceve il nome egizio di Maathorneferura. La giovane, vissuta tutta la vita in una società molto diversa da quella egizia, è convinta di poter spadroneggiare tanto da ordinare che le vengano offerti i tesori dei tempio. Ramses, disgustato dal comportamento della nuova moglie, si infuria e, facendole capire cosa vuol dire essere un vero capo modello, la reclude nell'harem di Merur, lasciandola così vivere in quella gabbia dorata.

Dopo un viaggio in Fenicia, Ramses riesce a salvarsi da una congiura ordita dalla stessa Mat-Hor, che ha agito però sotto il controllo di Uri-Teshup. Questi, convinto che le donne siano solo oggetti, continua a spadroneggiare sulla moglie Tanit che, spaventata dalle sue cattive maniere, decide di recarsi da Serramanna e rivelargli i piani del marito. Il guerriero sardo riesce a circondare la villa dell'ittita ma questi riesce a fuggire in Libia dove continua la propria opera di distruzione al fianco di Malfi.

Hattusil intanto, venuto a conoscenza della sorte di Mat-Hor, ha deciso, su richiesta di Ramses stesso, di condurre in Egitto un'altra fra le sue figlie, meno dispotica della prima, così da fare divenire lei Grande Sposa Reale. Sarà comunque Meritamun ad adempire alle grandi cerimonie religiose al fianco del padre. Questi intanto ha scovato il covo di Malfi e Uriteshup, che hanno devastato le fortezze di confine, e muove contro di loro con il grosso del suo esercito. Comincia la lotta con i guerrieri libici durante il quale Merenptah uccide Malfi mentre Serramanna, inizialmente deciso a prendersi una pausa, scopre una cosa che gli è terribile e lo terrorizza: Uri-Teshup sta per uccidere Ramses! Serramanna corre a perdifiato e si interpone tra il faraone e l'ittita, ma non riesce ad evitare il colpo mortale che si conficca nel petto. Tuttavia, Serramanna ha ancora la forza di strangolare il suo nemico di sempre, e si ferma solo alla sua morte. Alla fine, il sardo si accascia a terra, si congratula con Ramses e rende la sua anima tra le braccia del faraone.

Dopo quest'ultimo combattimento, Ramses continua a regnare per molti altri anni. Alla fine della sua vita è vecchio, costretto quindi a camminare con un bastone, e ormai malato anche ai denti; i suoi amici, ad eccezione di Setau, Loto ed Ameni, sono ormai morti, e anche l'imperatore ittita Hattusil, sua moglie Puthuepa, Nebu, il sommo sacerdote di Amon, Kha, il primogenito di Ramses, e l'ebreo Mosè hanno lasciato il mondo dei vivi. Stanco per le lunghe imprese, seduto sotto un albero d'acacia, il faraone guerriero muore carico d'anni, in compagnia di Ameni, che si dispera per la morte del suo antico amico. Per onorarlo, Ameni deciderà quindi di scrivere la sua storia, in modo che nessuna generazione a venire dimenticherà il Figlio della Luce.

Il grande romanzo di Ramses è una saga di 5 libri, scritta dallo scrittore francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse ...

Il grande romanzo di Ramses è una saga di 5 libri, scritta dallo scrittore francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse II. Il romanzo, oltre che racconto delle imprese del sovrano, è anche un dettagliato quadro della vita quotidiana nell'epoca ramesside, periodo storico molto studiato dall'autore della saga.

Regnò per sessantasette anni. Portò il suo paese all'epopea della gloria e della sapienza. Ramses II, "il figlio della luce", fu il più grande faraone egizio e l'uomo che impresse una svolta alla storia del mondo antico. Con questa meravigliosa narrazione - un caso editoriale senza precedenti - Christian Jacq ci fa calcare in modo appassionante la scena della sua vita.

La Regina di Abu Simbel.


Il quarto volume è intitolato La regina di Abu Simbel e narra le ultime fasi della guerra contro gli ittiti, il racconto biblico dell'Esodo e la costruzione del tempio di Abu Simbel, con la successiva morte di Nefertari.

Ramses continua le sue campagne, riconquistando i territori riconquistati dagli ittiti. La fortezza di Gaza cade sotto il dominio egizio, i suoi soldati annientati. Il faraone vuole muovere contro la fortezza d'Amurru, deciso a liberare l'amico Asha. Grazie a uno stratagemma riesce a vincere anche questa battaglia e il principe Benteshina è costretto alla resa lasciando andar via Asha, ma Setau, sopraffatto dall'emozione per aver scoperto che Asha era sano e salvo, lascia accidentalmente andare la sua vipera che aveva in mano, vipera che attacca e morde Benteshina.

Ramses - La regina di abu simbel

Il grande romanzo di Ramses è una saga di 5 libri, scritta dallo scrittore francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse ...

Il grande romanzo di Ramses è una saga di 5 libri, scritta dallo scrittore francese Christian Jacq, che narra la vita del faraone Ramesse II. Il romanzo, oltre che racconto delle imprese del sovrano, è anche un dettagliato quadro della vita quotidiana nell'epoca ramesside, periodo storico molto studiato dall'autore della saga.

Regnò per sessantasette anni. Portò il suo paese all'epopea della gloria e della sapienza. Ramses II, "il figlio della luce", fu il più grande faraone egizio e l'uomo che impresse una svolta alla storia del mondo antico. Con questa meravigliosa narrazione - un caso editoriale senza precedenti - Christian Jacq ci fa calcare in modo appassionante la scena della sua vita.

La Battaglia di Qadesh.

Ramses - La battaglia di Qadesh

Il terzo volume è intitolato La battaglia di Qadesh e narra appunto il grande conflitto fra egiziani e ittiti che avrà come suo apice la terribile battaglia di Kadesh.

Gli ittiti, decisi a conquistare l'Egitto, hanno sterminato gli egiziani delle zone di frontiera e hanno sottomesso al proprio volere i principi di provincia, alleati di Ramses. La capitale del suo regno diventa dunque un enorme caserma dove giorno e notte vengono fabbricate armi e carri da guerra. Serramanna in persona addestra le nuove reclute e fa conoscere loro la durezza della guerra.

Shenar intanto, in combutta con Asha e Raia, è sicuro che l'esercito egiziano non riuscirà a sopravvivere al disastro di questa nuova guerra perché male armato e poco addestrato alle lotte in campo. Serramanna intanto, a causa di un tranello di Raia, viene rinchiuso in prigione per alto tradimento pur essendo in realtà innocente.

Ramses ha preparato il suo esercito e, dopo aver affidato il potere decisionale a Nefertari, Tuya ed Ameni, parte per la terra di Canaan deciso a debellare la rivolta nei confini e a sconfiggere i vecchi alleati traditori. In meno di un mese le truppe faraoniche riconquistano tutta la terra di Canaan e sottomettono nuovamente i principi di provincia al volere dell'Egitto. Con grande prova di forza, Ramses e i suoi vincono anche contro i ribelli di Megiddo e costringono il principe Benteshina di Amurru ad arrendersi.

Dopo questa prima vittoria, il faraone e il suo esercito tornano trionfanti a Pi-Ramses. Ameni e Asha riescono intanto a scoprire la reale innocenza di Serramanna e il sardo viene dunque liberato. Ofir continua a combattere il faraone con le sue arti oscure e tenta di fare del male a Nefertari utilizzando il suo scialle, rubato da Romè, l'intendente di palazzo. Questi però viene scoperto e, non appena sta per confessare tutto, Ofir, utilizzando la sua magia, lo fa morire con un sortilegio.

Intanto ad Hattusa, capitale del regno ittita, i due consiglieri del re Muwatalli, suo figlio Uri-teshup e suo fratello Hattusil, sono in contrasto riguardo alla guerra. Il primo è assetato di sangue e vorrebbe distruggere l'Egitto, il secondo invece vorrebbe utilizzare la diplomazia. Tentando di placare prima i dissensi interni, Muwatalli decide di ritardare i preparativi per la guerra. Preoccupato per questa inattività degli ittiti, Ramses ordina ad Asha di infiltrarsi nel loro regno sotto mentite spoglie.

Raia, la spia siriana che complotta con Shenar, viene incastrato ed è costretto a ritirarsi dalla sua rete di spionaggio. Recatosi dal suo capo, Ofir, anche lui al servizio degli ittiti, rivela il suo fallimento. Il mago libico decide dunque di utilizzare come nuova spia Meba, ex ministro degli Affari Esteri. Mentre ripristina la sua rete di spionaggio, Ofir riesce a colpire con i suoi sortilegi anche Nefertari che adesso sta morendo. Ramses decide di recarsi in Nubia perché, secondo una leggenda, lì troverà una pietra in grado di salvare l'amata sposa. Grazie all'aiuto di Setau e sua moglie Loto trova il magico oggetto e riesce così a scongiurare la minaccia del mago libico che è costretto a fermare momentaneamente i suoi attacchi. Nel luogo del ritrovamento, Abu Simbel, Ramses ordina che sia costruito un tempio in onore della grande coppia reale.

Nefertari intanto è preoccupata perché Ramses non ha discendenti maschi all'infuori del figlio avuto in gioventù con Iset, il piccolo Kha. La grande sposa reale, divenuta sterile in seguito al parto, chiede al marito di unirsi ancora con Iset così da poter generare un nuovo erede. Il faraone, benché a malincuore, accetta la proposta della moglie e dalla sua unione con la bella Iset nasce un secondo figlio maschio, Merenptah.

Asha intanto, dopo aver scoperto che gli ittiti sono pronti a colpire, viene arrestato da Raia e costretto alla reclusione. Prima della cattura riesce però a mandare un messaggio a Ramses, rivelandogli così le intenzioni degli ittiti. Ofir, scoperto intanto da Serramanna, uccide la giovane Lita e fugge insieme a Dolente, sicuro che Muwatalli raderà presto al suolo l'Egitto.

Ramses prepara dunque il suo esercito per lo scontro definitivo con gli ittiti. Prima di partire però fa arrestare Shenar che, convinto che Asha sia un suo alleato, non si è mai reso conto che questi non aveva mai tradito il faraone, ma lo aveva invece messo in guardia dai suoi progetti malvagi. Grazie a una terribile tempesta di sabbia, Shenar riesce ad eliminare i suoi sorveglianti e a fuggire prima di venire condannato ai lavori forzati.

Sul monte Sinai, Mosè, che si era stabilito presso la tribù di Madian, ha la visione di Dio e decide di tornare in Egitto per liberare i propri compatrioti, che non sono schiavi bensì comuni lavoratori, benché non siano liberi di credere nel loro unico Dio in una terra di politeisti.

Comincia la battaglia di Kadesh. Grazie a un inganno degli ittiti, la maggior parte degli uomini di Ramses vengono circondati e sterminati. Il faraone, favorito all'improvviso dalla luce divina di Amon, insieme al fedele leone Massacratore, quello che aveva salvato da cucciolo e che ora era divenuto una vera e propria macchina da guerra, affronta gli ittiti e riesce a metterli in fuga poiché questi, vedendo le sue incredibili dote di guerriero, credono sia un dio. Muwatalli e Hattusil non riescono a rincuorare i propri uomini e sono costretti a rifugiarsi nella fortezza di Kadesh, ritenuta inespugnabile.

Ramses non riesce a conquistarla ma non è deciso ad arrendersi. Muwatalli gli manda un messaggio chiedendo la pace in cambio della vita di Asha. Il faraone, alla fine, accetta l'accordo.

Gli ittiti non accettano però questa sconfitta e, mentre Asha tenta di riconquistare con la diplomazia i territori di frontiera, Hattusil lo fa catturare e rinchiudere all'interno della fortezza di Amurru, ordinando al diplomatico di scrivere un messaggio nel quale rivelava che tutto andava per il meglio in quelle terre. Asha, utilizzando i suoi trucchetti, svela a Ramses la sua situazione. Il faraone ordina a Serramanna di recarsi ad Amurru per liberare il suo amico.

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