Killing Season è un film del 2013 diretto da Mark Steven Johnson, con protagonisti Robert De Niro e John Travolta, per la prima volta insiem...

Killing Season è un film del 2013 diretto da Mark Steven Johnson, con protagonisti Robert De Niro e John Travolta, per la prima volta insieme in un film.

Le riprese del film iniziano il 30 gennaio e terminano il 17 aprile 2012 e si svolgono tra Bulgaria e Stati Uniti d'America, tra la città di Sofia e lo stato della Georgia.  

Trama.

l film parla della vicenda di due uomini tanto diversi quanto uguali , quello che li unisce e l'aver partecipato alla guerra in Bosnia ognuno da una parte diversa , e la cui vita dopo la guerra li ha segnati profondamente sia sul corpo che psicologicamente .

Benjamin Ford (De Niro) è un veterano di guerra ormai ritiratosi in un cottage  situato in mezzo alle montagne degli Appalchi e dove non ha nessun contatto con la società , tantomeno con la famiglia e in particolare con il figlio , che sente di rado e di cui non conosce neanche il primogenito , prossimo al battesimo , Benjamin pensa agli orrori della guerra e di quello che dovette fare in particolare in Bosnia 20 anni prima , dove segno la vita di un uomo per sempre .

Robert De Niro

In parallelo ci viene raccontata la storia di un uomo di nome Emil Kovac (Travolta) , un ex combattente Bosniaco , che in quella guerra oltre a perdere una parte della sua esistenza perse anche tutta la famiglia , dove la madre e la sorella vennero violentate e poi date alle fiamme , dopo essere scampato alla morte dopo un colpo di mitragliatore sul capo ricevuto da un soldato americano per giustiziarlo , pensato per morto , dopo la lunga convalescenza , riuscì a riprendersi , con un solo obbiettivo nella testa "scusate per il doppio senso" riuscire a trovare l'uomo che gli sparo in testa in quella sciagurata guerra e fargliela pagare .

John Travolta

Quel giorno arriva finalmente per il perso Emil , che dopo aver pagato per l'informazione , si imbarca e vola sino negli USA , dove il suo uomo vive da qualche parte in mezzo a sentieri montuosi degli Appalachi , ignaro che il passato , lo sia venuto a cercare ...

John Travolta

MAI + COME PRIMA, AMARA E MALINCONICA COMMEDIA ADOLESCENZIALE AMBIENTATA IN ALTA MONTAGNA. 28.07.2014 - 0 Comments Mai + come prima è un fil...


  • Mai + come prima, amara e malinconica commedia adolescenziale ambientata in alta montagna.

    MAI + COME PRIMA, AMARA E MALINCONICA COMMEDIA ADOLESCENZIALE AMBIENTATA IN ALTA MONTAGNA.

    28.07.2014 - 0 Comments

    Mai + come prima è un film del 2005, prodotto e diretto da Giacomo Campiotti. Il film fu girato in Alta Badia, nella località di San Cassiano e nel Parco naturale Fanes - Sennes e Braies, nonché a Roma Nicola Cipolla, interprete del personaggio del disabile Max, è realmente un portatore di handicap. Il regista ha dichiarato che nel film ci sono note autobiografiche: tra i suoi amici c'era un ragazzo disabile che si soleva portare in spalla. Inoltre ha affermato di aver perso anche lui un amico in montagna. Sei amici, compagni di scuola, dopo gli esami di maturità decidono di partire insieme per una vacanza nelle Dolomiti, in quella che probabilmente sarà la loro ultima estate insieme prima di perdersi definitivamente…

  • Nessuno mi può giudicare è una buona commedia che fa anche riflettere.

    NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE È UNA BUONA COMMEDIA CHE FA ANCHE RIFLETTERE.

    18.06.2015 - 0 Comments

    Nessuno mi può giudicare è un film del 2011 diretto da Massimiliano Bruno, con Raoul Bova e Paola Cortellesi. Ha vinto a sorpresa il Nastro d'argento alla migliore commedia battendo i due campioni d'incasso stagionali Benvenuti al Sud e Che Bella Giornata. Tra gli altri attori vi sono Rocco Papaleo, Anna Foglietta, Caterina Guzzanti, Massimiliano Bruno e Giovanni Bruno nella sua prima apparizione cinematografica. Il regista interpreta una piccola parte all'inizio del film, recita nel ruolo di Graziani, collaboratore di Pietro, che insieme alla moglie fa le condoglianze a Alice/Paola Cortellesi. Sceglie l'iperrealismo rispetto a film dello stesso genere come Henry - Pioggia di sangue e Il cameraman e l'assassino. Fa una denuncia,…

  • Il Velo Dipinto è un film drammatico diretto da John Curran con Edward Norton e Naomi Watts.

    IL VELO DIPINTO È UN FILM DRAMMATICO DIRETTO DA JOHN CURRAN CON EDWARD NORTON E NAOMI WATTS.

    03.05.2016 - 4 Comments

    Il velo dipinto (The Painted Veil) è un film del 2006 diretto da John Curran, con Edward Norton e Naomi Watts.Tratto dall'omonimo romanzo di William Somerset Maugham, è stato girato prevalentemente in Cina, a Guilin. Gli attori protagonisti, Naomi Watts e Edward Norton, figurano anche come produttori. Alexandre Desplat, curatore della colonna sonora, ha vinto il Golden Globe per la migliore colonna sonora originale.I romanzi di Maugham, scrittore britannico morto nel 1965, sono stati per anni la magnifica ossessione di Edward Norton. La sua scelta è poi ricaduta su "Il velo dipinto", già trasposto sullo schermo nel 1934 da Richard Boleslawski e interpretato, nello splendore del bianco e nero, da Greta Garbo. Il risultato è un film delicato…

  • Il Federale: un grande Tognazzi per una commedia che aiuta a riflettere.

    IL FEDERALE: UN GRANDE TOGNAZZI PER UNA COMMEDIA CHE AIUTA A RIFLETTERE.

    29.06.2015 - 0 Comments

    Il federale è un film del 1961 diretto da Luciano Salce con protagonista Ugo Tognazzi. Arcovazzi, fascista della milizia, deve arrestare un noto filosofo da sempre oppositore del regime, il professor Bonafè: il film racconta in chiave satirica il rapporto tra i due personaggi, l'odissea che compiono attraverso l'Italia occupata del 1944 per giungere a Roma e l'amicizia che si stabilisce tra loro nonostante le differenze ideologiche. A Roma Arcovazzi sfila con la divisa di federale ma la città è stata liberata dagli alleati e la popolazione, dopo tanto malcontento, si sfoga aggredendolo. È il buon professor Bonafè a salvarlo.  Siamo agli inizi di giugno 1944, tedeschi e anglo-americani combattono la guerra sul territorio…

  • Umberto Eco accademico, filosofo semiologo, linguista e bibliofilo italiano di fama internazionale.

    UMBERTO ECO ACCADEMICO, FILOSOFO SEMIOLOGO, LINGUISTA E BIBLIOFILO ITALIANO DI FAMA INTERNAZIONALE.

    08.05.2011 - 0 Comments

    Umberto Eco (Alessandria, 5 gennaio 1932) è uno scrittore, filosofo, accademico, semiologo, linguista, massmediologo e bibliofilo italiano di fama internazionale.Dal 2008 è professore emerito e presidente della Scuola Superiore di Studi Umanistici dell'Università di Bologna.Saggista prolifico, ha scritto numerosi saggi di semiotica, estetica medievale, linguistica e filosofia, oltre a romanzi di successo.Definito come l'intellettuale italiano vivente più famoso nel mondo[senza fonte], dal 12 novembre 2010 Umberto Eco è socio dell'Accademia dei Lincei, per la classe di Scienze Morali, Storiche e Filosofiche.Opere.Narrativa.Il Nome della Rosa (1980) - Un giallo di ambientazione medievale, vincitore del Premio Strega nel 1981, finalista del…

  • Secret Windows, ottimi fotografia e montaggio, il film perde un po' di fascino nel finale.

    SECRET WINDOWS, OTTIMI FOTOGRAFIA E MONTAGGIO, IL FILM PERDE UN PO' DI FASCINO NEL FINALE.

    18.08.2014 - 0 Comments

    Secret Window è un film del 2004 diretto da David Koepp, tratto dal racconto Finestra segreta, giardino segreto di Stephen King (dalla raccolta di racconti Quattro dopo mezzanotte). Un altro film tratto da Stephen King. Se ne sentiva la mancanza? Non molto, tuttavia nella oramai corposa graduatoria dei titoli portati su pellicola, l'opera di Koepp non sfigura. Il regista, meno brillante che nella sua opera precedente, lo splendido Echi Mortali (che nessuno ha visto ma che merita più di una visione), trova comunque un Jolly nella convincente performance del solito efficace Johnny Depp, alle prese con il blocco dello scrittore, ed un violento e sovraeccitato John Turturro. Ottimi fotografia ed il montaggio, il film perde un po'di…

  • I 10 articoli piu letti sul sito Raccomandati Se Ti Piacciono nel mese di Gennaio 2015.

    I 10 ARTICOLI PIU LETTI SUL SITO RACCOMANDATI SE TI PIACCIONO NEL MESE DI GENNAIO 2015.

    09.02.2015 - 0 Comments

    1.- Cari fottutissimi amici, un film particolare e originale dal maestro della commedia all'italiana.Cari fottutissimi amici è un film del 1994 diretto da Mario Monicelli ambientato nella Firenze dell'agosto 1944, appena liberata dagli Alleati. Monicelli firma un film molto particolare e originale, sfortunato al botteghino. Siamo nel 1943, in Toscana. C'è stata la liberazione yankee e il sor Dieci gira di piazza in piazza con dei boxeur addestrati. Per potersi guadagnare da vivere organizza Leggi il resto dell'articolo... »2.- Mario Monicelli è il regista che meglio ha interpretato lo stile della commedia all'italiana.Mario Monicelli (Roma, 16 maggio 1915 – Roma, 29 novembre 2010) è stato un regista, sceneggiatore e attore italiano.…

  • Peaky Blinders è una delle migliori serie tv degli ultimi anni con ottime ambientazioni.

    PEAKY BLINDERS È UNA DELLE MIGLIORI SERIE TV DEGLI ULTIMI ANNI CON OTTIME AMBIENTAZIONI.

    17.07.2018 - 0 Comments

    I Peaky Blinders furono una gang criminale attiva a Birmingham nel XIX e XX secolo. Furono una delle tante gang giovanili dell'epoca. Secondo lo storico Carl Chinn, il nome Peaky Blinders deriva dalla pratica di cucire dei rasoi nella visiera dei cappelli, i quali all'occorrenza potevano essere utilizzati come armi.Un'altra ipotesi è che "peakys" fosse il soprannome del modello di cappello che indossavano.La gang aveva infatti un distinto stile di abbigliamento che era caratterizzato da dei cappelli con visiera, fazzoletto al collo e pantaloni a zampa di elefante.Il loro stile di abbigliamento era simile a quello di una gang di Manchester attiva nello stesso periodo, conosciuta come gli Scuttlers.La prima apparizione del nome Peaky…

  • I quasi adatti, una storia sui drammi dei ragazzi che gli adulti non possono o non vogliono capire.

    I QUASI ADATTI, UNA STORIA SUI DRAMMI DEI RAGAZZI CHE GLI ADULTI NON POSSONO O NON VOGLIONO CAPIRE.

    26.08.2010 - 0 Comments

    Peter ha quattordici anni ed è solo. Da sempre. Dopo estreme ed indicibili esperienze trova accoglienza in una scuola sperimentale di Copenaghen.La scuola in oggetto è un istituto specializzato nel recupero di adolescenti disadattati.Qui Peter dovrebbe imparare a coltivare affetti, a capire la realtà,essere uomo,crescere formarsi. Sceglie però,vie alternative, al margine o fuori da ciò che le ferree regole dell'Istituto consentono. È la storia di ciò che ha vissuto, suo passato, condiviso con due amici anche loro ospiti dell'istituto,August e Katarina.Lo stesso Peter la racconta alla famiglia a distanza di anni.Dall'autore di "Il senso di Smilla per la neve" un romanzo quasi autobiografico. Una storia sui drammi dei ragazzi che gli adulti…

  • Corsa con la morte, film thriller psicologico con Laura Prepon.

    CORSA CON LA MORTE, FILM THRILLER PSICOLOGICO CON LAURA PREPON.

    07.07.2015 - 0 Comments

    Il film è basato sull’omonimo romanzo giallo di Iris Johansen che ha venduto quasi 2 milioni di copie in tutto il mondo. Il film, il cui titolo in originale è The Killing Game è stato prodotto nel 2011 per una coproduzione tra Stati Uniti e Canada, ha una durazione di circa un'ora e 3 minuti ed è stato diretto dal regista Bobby Roth. Il personaggio di Eve Duncan è protagonista di ben diciotto romanzi di Iris Johansen. Il film è stato trasmesso per la prima volta in America da Lifetime il 30 ottobre 2011, poi è stato proposto anche in Canada, Francia, Brasile e Spagna. Eva Duncan è una “scultrice” forense che lavora per la polizia per creare teste e somiglianze facciali di vittime di omicidi che altrimenti decomponendosi…

  • A rischio è un romanzo della scrittrice statunitense Patricia Cornwell pubblicato nel 2006. Si tratta del primo libro di una miniserie (tra...

    A rischio è un romanzo della scrittrice statunitense Patricia Cornwell pubblicato nel 2006. Si tratta del primo libro di una miniserie (trasposta anche in versione televisiva) con protagonista il fascinoso detective mulatto Winston (Win) Garano della polizia di Boston. Coprotagonista il Sostituto Procuratore Monique Lamont, capo di Win Garano.

    Una procuratrice distrettuale, Monique Lamont, ambiziosa e senza scrupoli. Un investigatore americano brillante ed ostinato, Wiston Garano. Un caso di omicidio, quello dell’anziana e facoltosa Vivian Finlay, insoluto da vent’anni. Un noir da leggere tutto di un fiato quello di Paticia Cornwell, intitolato “A rischio”. Fedele al genere del giallo statunitense, la scrittrice ambienta un “cold case” irrisolto tra i il Tennessee, Boston e il Massachusetts.

    a-rischio

    Trama


    Win Garano viene incaricato dal Sostituto Procuratore Monique Lamont di chiarire un vecchio caso insoluto di omicidio. La bella Monique cerca in realtà notorietà mediatica e sia che Win fallisca sia che Win risolva il caso l'obiettivo sarà raggiunto.

    Sono passati 20 anni dall'omicidio di un’anziana in un paesino del Tennessee ed altri eventi funesti, forse connessi, sono accaduti in quel periodo nella zona.

    Tra Win e Monique, che viene stuprata e salvata da morte certa proprio da Win, inizia a crescere una tensione sessuale che evidenzierà più le loro meschinità umane che le loro indiscusse capacità professionali.

    La procuratrice distrettuale, Monique Lamont sa che per divenire governatrice dovrà giocarsi il tutto per tutto. L’occasione nasce con il caso insoluto di Vivian Finlay, anziana benestante che viene uccisa e seviziata nella propria casa matronale. La donna sa che il detective Wiston Gargano, spedito a frequentare un corso di tecniche investigative alla National Forensic Academy, è l’uomo giusto. Non sa, però, che il poliziotto è scaltro, scrupoloso e poco incline a credere solamente alle banali apparenze. Il suo fiuto lo porterà non solo a risolvere il delitto, ma anche a smascherare un sistema di potere marcio e corrotto.

    Quella strada chiamata paradiso (588, Rue Paradis) è un film del 1992 diretto da Henri Verneuil. È il seguito di Mayrig (1991): i due film...

    Quella strada chiamata paradiso (588, Rue Paradis) è un film del 1992 diretto da Henri Verneuil. È il seguito di Mayrig (1991): i due film, nonostante l'importanza storica del tema trattato, hanno avuto scarsa diffusione in Italia, come ha denunciato la scrittrice Antonia Arslan

    Il titolo fa riferimento a Rue Paradis, strada di Marsiglia in cui sono domiciliati i protagonisti della vicenda.

    Racconta la storia di una famiglia armena rifugiatasi in Francia (precisamente a Marsiglia) per sfuggire al genocidio. Si può considerare un film autobiografico del regista.

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    Trama

    La famiglia del protagonista (Azad Zakarian), ricchi armatori dell'Armenia, riesce a scampare al genocidio rifugiandosi a Marsiglia. Come ogni rifugiato non ha più nulla, fatta eccezione per i forti legami affettivi dei suoi componenti, la propria dignità e la propria identità culturale. Il primo domicilio sarà in una camera malsana di un condominio sito al civico 109 di Rue Paradis. Si riparte da zero in condizioni di estrema miseria e discriminazione, ma consapevoli delle uniche ricchezze rimaste: la famiglia e le proprie radici. "Il male peggiore dell'esiliato è la nostalgia di ciò che è perduto. Guai a cedere ai rimpianti che gli fanno stringere il cuore, che gli fanno ricordare cos'era una volta a paragone di adesso. Purtroppo per noi la nostalgia è un lusso. Noi possiamo solo continuare a vivere." Con queste parole il padre del protagonista chiede ad un suo connazionale di portarlo con sé presso lo zuccherificio dove lavorava, con la speranza di ottenere un impego come operaio. Ogni risorsa viene investita nella cura del protagonista, in età scolare, garantendogli un'educazione pari a quella della ricca borghesia francese. Col tempo, riescono a rilevare il piccolo negozio di camicie per il quale la madre e le due zie del protagonista lavoravano, sito al 168 di Rue Paradis.

    Azad affronta, fin da piccolo, le difficoltà di un'integrazione sociale e culturale in un contesto avulso dal proprio, senza rendere partecipe la propria famiglia delle discriminazioni sistematiche che subisce dai suoi coetanei e dai suoi precettori.

    Dopo essersi laureato in ingegneria, il giovane si appassiona al teatro.Diventa un importante regista e giungono fama, affermazione sociale e ricchezza.

    Sposa una donna che, vergognandosi delle origini del marito, lo induce a cambiare il proprio nome e cognome con uno francese. Nel sistematico tentativo di cancellare il suo passato, tenta di allontanarlo dalla sua stessa famiglia.

    Nonostante una vita apparentemente invidiabile, Pier, già Azad, si sente sempre più avulso dal contesto in cui vive e questo stato di alienazione finisce per condizionare le dinamiche relazionali con la moglie e la famiglia di origine. A seguito di un'intervista concessa dagli anziani genitori ad una rivista francese, ritenuta inopportuna dalla moglie, scaturisce una mortificante invettiva telefonica contro il padre. "Mio padre mi ascoltò senza dire una parola. Sotto lo sguardo impietoso di Carole dissi cose che oltrepassavano di gran lunga quello che pensavo. Avevo dimenticato la vecchia massima che lui mi ripeteva spesso:"Parla sempre come se non ci fosse un domani per pentirti di quello che hai detto il giorno prima"." ll padre si fa dignitosamente da parte e muore senza che il figlio possa comunicargli le sue scuse. Il rimorso lo induce a riconsiderare il suo percorso identitario.

    L'ennesimo tentativo della moglie di mortificare pubblicamente la madre è l'occasione per il protagonista di confessarle di non riconoscersi più nell'immagine costruitagli. Ne consegue che i coniugi si separano.

    Riconciliatosi con se stesso e con le proprie origini, torna a prendersi cura della madre regalandole un domicilio al civico 588 di Rue Paradis, in una residenza lussuosa che da bambino la madre gli aveva indicato essere simile a quella in Armenia. Nel partire per una tournée, la madre gli raccomanda di portare con se un pullover per proteggersi dal freddo e questo gesto lo riporta indietro nel tempo quando regolarmente la madre gli nascondeva un maglioncino nella valigia per proteggerlo da "un freddo immaginario". Consapevole del fatto che il tempo dell'addio alla madre si avvicina pensa al freddo che proverà "

    Interpreti e personaggi

        Claudia Cardinale: Mayrig
         Omar Sharif: Hagop
         Richard Berry: Azad Zakarian / Pierre Zakar
         Diane Bellego: Carole
         Zabou Breitman: Astrig Setian
         Nathalie Roussel: Gayane
         Jacques Villeret: Alexandre
         Sylvie Joly: : Georgette Sylva
         Daniele Lebrun: madre di Alexandre
         Maurice Chevit: Nazareth
         Jacky Nercessian: Apkar
         Isabelle Sadoyan: Anna
         Cédric Doucet: Azad a 7 anni
         Tom Ponsin: Azad a 12 anni
         Stéphane Servais: Azad a 20 anni

    fonte: wikipedia

    Una doppia verità (The Whole Truth) è un film del 2016 diretto da Courtney Hunt con protagonisti Keanu Reeves e Renée Zellweger. Inizialment...

    Una doppia verità (The Whole Truth) è un film del 2016 diretto da Courtney Hunt con protagonisti Keanu Reeves e Renée Zellweger.

    Inizialmente il protagonista avrebbe dovuto essere Daniel Craig, che ha abbandonato il progetto pochi giorni prima dell'inizio delle riprese, nell'aprile 2014, senza dare motivazioni. Craig venne poi sostituito da Keanu Reeves nel giugno seguente.

    una-doppia-verità-locandina

    Trama.
    L'avvocato difensore Richard Ramsay lavora su un duro caso per difendere il diciassettenne Mike Lassiter, sospettato di aver ucciso il suo ricco padre. Ramsay chiede l'aiuto di una giovane avvocatessa, Janelle Brady, la quale è determinata a scoprire la verità su quello che è accaduto quel giorno.

    Comincia come il racconto di un'avventura hardboiled, il film di Courtney Hunt, con la voce narrante di Ramsay a farne in partenza un antieroe, un solitario, tutto intuito e scarsa disciplina, ma si risolve, alla fine, quasi nel suo contrario.

    E, sia detto subito, il finale in un certo senso delude, sonoramente, implacabilmente. Però, per il resto del tempo, il film aggancia, pur nella semplicità della costruzione, che usa l'aula di tribunale e quel che viene detto al suo interno come trampolino per il lancio dei flashback: le vere tessere del puzzle che va componendosi. Aggancia perché, facendosi bastare poche occasioni e pochissimi personaggi (un barbecue, una notte di sesso, il giorno stesso dell'omicidio), porta in vita un mondo. È il mondo della borghesia agiata di una piccola comunità della calda, sudaticcia Lousiana, dove tutti si conoscono e rivestono un ruolo l'uno per l'altro e per la società, ed è proprio nel tradimento di quel ruolo e nei segreti alla luce del sole che si allunga l'ombra del delitto.

    Ramsay ha una strategia precisa: prendere l'avversario, ovvero la giuria popolare, per sfinimento. Far crescere in essa, grazie all'accumulo di una serie di colpi assestati sempre nella stessa direzione (contro l'imputato), il desiderio di un ribaltamento dell'ultimo minuto, di un colpo di scena, di una narrazione meno scontata e lineare di quella di un parricidio che nessuno mette in fondo in discussione. E non c'è dubbio che la regista voglia fare altrettanto, tirare la corda, metterci al posto della giuria. Il gioco le riesce però solo fin dove si tratta di stimolare nel pubblico il desiderio; le manca invece, in seguito, il coraggio di andare a fondo e così fa parlare Mike troppo presto, troppo poco, per correre verso un finale che è la parte meno interessante del tutto.

    Interpreti e personaggi
    Keanu Reeves: Richard Ramsay
    Renée Zellweger: Loretta Lassiter
    Gabriel Basso: Mike Lassiter
    Gugu Mbatha-Raw: Janelle Brady
    Jim Klock: James LeBlanc
    Jim Belushi: Boone Lassiter
    Sean Bridgers: Arthur Westin
    Doppiatori italiani
    Luca Ward: Richard Ramsay
    Chiara Colizzi: Loretta Lassiter
    Manuel Meli: Mike Lassiter
    Domitilla D'Amico: Janelle Brady
    Gianfranco Miranda: James LeBlanc

    La lapidazione di Soraya M. è un film del 2008 diretto da Cyrus Nowrasteh. Il film è basato sul romanzo dello scrittore franco-iraniano Fre...

    La lapidazione di Soraya M. è un film del 2008 diretto da Cyrus Nowrasteh.

    Il film è basato sul romanzo dello scrittore franco-iraniano Freidoune Sahebjam La donna lapidata, basato a sua volta su fatti realmente accaduti. Tra gli interpreti del film figurano le attrici iraniane Shohreh Aghdashloo e Mozhan Marnò e l'attore statunitense James Caviezel.

    Il film è stato presentato in anteprima al Toronto International Film Festival il 7 settembre 2008, successivamente è stato presentato al Los Angeles Film Festival dove ha vinto il premio Audience Award for Best Narrative Feature. Il film ha ottenuto tre candidature ai Satellite Awards 2009.

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    Il film è stato presentato in anteprima italiana l'8 marzo 2011 dall'associazione culturale CINEMAZERO di Pordenone in occasione della festa della donna e della nuova edizione del Festival “Le Voci dell'Inchiesta”.

    Trama
    In uno sperduto villaggio iraniano, uno scrittore francese viene avvicinato da una donna di nome Zahra, desiderosa di raccontargli l'atroce morte della nipote Soraya, avvenuta in circostanze cruente il giorno prima. Quando lo scrittore accende il suo registratore, Zahra racconta dall'inizio la storia di Soraya, in una terra dove la disumanità della shari'a non permette alle donne di aver diritti. Come segno di speranza e con la voglia di sconfiggere le ingiustizie, la donna affida la sua storia impressa nell'audiocassetta allo scrittore, che dovrà riuscire a lasciare il paese in modo che il mondo venga informato di quanto sta succedendo.

    Interpreti e personaggi
    Shohreh Aghdashloo: Zahra
    Mozhan Marnò: Soraya M.
    James Caviezel: Freidoune

    Turtles Can Fly è un film del 2004 diretto da Bahman Ghobadi. Una parte molto importante di un film è il messaggio che deve dare al pubblico...

    Turtles Can Fly è un film del 2004 diretto da Bahman Ghobadi.

    Una parte molto importante di un film è il messaggio che deve dare al pubblico. Un modo per attirare l’attenzione del pubblico è scegliere un titolo in sintonia col messaggio del film. In questo caso ho scelto il titolo Anche le tartarughe volano come metafora fra la durezza del guscio della tartaruga e la durezza della vita dei bambini rifugiati nel nord dell’Iraq, i bambini rifugiati del Kurdistan. Ho voluto mostrare, simbolicamente, la durezza della vita dei bambini semplicemente mediante il guscio di una tartaruga.

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    Trama
    Un piccolo villaggio e il campo profughi curdi sorto intorno ad esso, costruiti sul confine turco-iracheno, attendono con ansia l'imminente invasione americana dell'Iraq, sperando che abbattano il regime di Saddam Hussein, ma con il timore che la sua caduta porti violenze e caos su tutti. Satellite è un orfano di tredici anni che vive nel villaggio. Il ragazzino è soprannominato così per via per la sua ossessione per la tecnologia e la forte convinzione dell'utilità di installare antenne satellitari per ascoltare le trasmissioni sulla guerra che verrà. Satellite inoltre mostra un enorme interesse per gli Stati Uniti (esprimendosi con parole o frasi di inglese gratuito nel suo discorso, per esempio) ed è alla guida di quasi tutti i bambini del villaggio, organizzandoli in gruppi di lavoro che si guadagnano da vivere disarmando e vendendo mine a trafficanti d'armi o sminatori delle Nazioni Unite in cambio di denaro o armi. Anche se la maggior parte di questi ragazzi è orfana o menomata a causa degli incidenti durante la raccolta delle mine, riescono in qualche maniera a passare le giornate in maniera spensierata.

    Mentre Satellite sta montando un'antenna, al campo arrivano tre nuovi arrivati. Conosce Agrin, una ragazzina orfana, e il suo piccolo fratello cieco Riga. Il ragazzo si innamora subito dell'orfana, e cerca di aiutarla in ogni maniera quando è possibile. Tuttavia Agrin è una ragazza perennemente triste e persa nei suoi pensieri, incapace di sfuggire ai demoni del passato. A Viaggiare con lei è il disabile, ma molto premuroso fratello Hengov, che sembra avere il dono della chiaroveggenza, anche se ha una cattiva reputazione per questo. Più in là viene rivelato che Agrin ha dato alla luce Riga dopo essere stata violentata da un gruppo di soldati che hanno attaccato il suo villaggio, mentre le braccia di Hengov erano state distrutte mentre i soldati tentavano di annegare entrambi i bambini. Agrin non è in grado di accettare Riga come qualcosa di diverso da una macchia, un continuo ricordo del suo passato brutale.

    Agrin tenta più volte di abbandonare il bambino. In uno di questi tentativi porta il piccolo al centro di un campo minato e lo lascia lì. Satellite, avvertito da tutti i bambini del campo che Riga è in pericolo, tenta di salvarlo, ma nel tentativo esplode su una mina che lo ferisce in maniera grave. Riga riesce a sopravvivere, ma alla fine Agrin riesce a farla finita: lo lega ad una corda e lo butta sul fondo di un lago, buttandosi a sua volta da un burrone subito dopo. Quando il suo fratello ha la visione del piccolo che annega, corre disperato per tentare di salvarlo, ma è troppo tardi. Hengov alla fine trova il corpo di Riga sul fondo del lago, ma non riesce a tagliare la corda a causa della sua disabilità. A Hengov non rimane che piangere la sorella sul ciglio dal quale si è gettata. Nel frattempo, Satellite, disabile a causa dell'esplosione, osserva apatico una colonna di soldati americani che passa attraverso il campo, avendo perso ogni interesse nell'America e negli americani.

    Interpreti e personaggi
    Soran Ebrahim : Satellite
    Avaz Latif : Agrin
    Saddam Hossein Feysal : Pashow
    Hiresh Feysal Rahman : Hengov
    Abdol Rahman Karim : Riga
    Ajil Zibari : Shirkooh


    Premi
    Concha de Oro al Festival di San Sebastián

    Split è un film del 2017 diretto da M. Night Shyamalan . Shyamalan ha sviluppato la sua sceneggiatura su un soggetto liberamente ispirato ...

    Split è un film del 2017 diretto da M. Night Shyamalan.

    Shyamalan ha sviluppato la sua sceneggiatura su un soggetto liberamente ispirato alla figura di Billy Milligan, un criminale statunitense affetto da disturbo dissociativo dell'identità.

    James McAvoy interpreta il pericoloso psicopatico, mentre le altre interpreti principali sono Anya Taylor-Joy, Jessica Sula, Haley Lu Richardson e Betty Buckley.

    split-locandina
    Trama
    Filadelfia, tre adolescenti, le popolari Claire e Marcia e la problematica Casey, vengono rapite e tenute prigioniere dall'enigmatico "Dennis". Questi è in realtà una delle molteplici personalità di Kevin Crumb, persona con gravi disturbi mentali insorti presumibilmente a causa di una infanzia molto problematica.

    Negli anni, la psichiatra Karen Fletcher, che ha diagnosticato a Kevin una grave forma di disturbo dissociativo dell'identità, è riuscita ad instaurare un rapporto di fiducia con Kevin nonché ad affidare alla personalità più equilibrata, quella di "Barry" S., la capacità di far entrare "nella luce" – cioè avere il controllo del corpo – le altre personalità e di relegare lontano "dalla luce" le personalità del violento ossessivo compulsivo "Dennis" e della maniaca "Patricia "colpevoli di terrorizzare le altre personalità raccontando della Bestia. Purtroppo però un recente incidente sul lavoro – due ragazze hanno costretto Kevin a toccare loro il seno per scommessa – ha risvegliato le personalità iperprotettive di Dennis e Patricia. La dottoressa ha identificato ben 23 personalità distinte, ognuna con caratteristiche diverse, persino fisiche, al punto che, ad esempio, addirittura una di esse ha il diabete.

    Mentre Claire e Marcia vogliono attaccare Dennis e scappare, Casey, che fin da piccola è stata abituata dal padre a cacciare, vuole prima valutare con chi ha a che fare. In breve si accorgono che l’uomo ha più personalità e, quando si mostra con quella di un bambino di 9 anni, Hedwig, lei cerca di convincerlo a liberarle, ma lui si rifiuta e, inavvertitamente, rivela che la stanza in cui sono rinchiuse ha un punto debole. Claire lo trova e prova a fuggire ma finisce per essere punita da Dennis che la divide dalle altre. Quando poi anche Marcia tenta di fuggire, Patricia divide anche lei da Casey. Questa, rimasta sola, riceve la visita di Hedwig che convince a portarla nella sua stanza dove lui le mostra il walkie talkie di Kevin. Casey allora, approfittando dell'ingenuità del bambino, lancia un SOS che però cade nel vuoto.

    Dato che il momento di sacrificare le ragazze alla Bestia si avvicina, ben 15 personalità di Kevin chiedono alla psichiatra un appuntamento urgente ma poi è sempre Dennis a presentarsi anche se fa di tutto per farsi credere Barry. L’esperienza della donna le fa capire che la personalità con cui parla è quella di Dennis così va a trovare l’uomo nel posto in cui vive e scopre non solo che la "Bestia" è la 24esima personalità di Kevin che sta per "nascere", ma anche che Dennis ha rapito tre ragazze. Dennis tramortisce la donna e poi sale su un treno e si trasforma nella Bestia: un essere dotato delle qualità animali delle varie creature che popolano lo zoo dove lavora e vive.

    Tornato allo zoo, la Bestia uccide la psichiatra e sbrana Marcia e Claire; Casey invece scappa e trova un biglietto della dottoressa che dice come bloccare l'azione delle personalità di Kevin, cioè dire il suo nome per intero: Kevin Wendell Crumb. Raggiunta dalla Bestia, Casey pronuncia il nome completo di Kevin che così si risveglia e, scoperto cos'è successo, chiede a Casey di prendere il fucile e ucciderlo, ma prima che lei possa farlo emergono le altre personalità e alla fine quella della Bestia ha il sopravvento. Casey fugge nei sotterranei dell'edificio; riesce a sparare alla Bestia, che però non muore e si scaglia ancora contro di lei. Quando vede che la ragazza porta sul suo corpo i segni di un’infanzia travagliata – la ragazza infatti è stata abusata per anni dallo zio John, che tra l’altro è diventato il suo tutore legale dopo la morte del padre – la lascia vivere perché le persone che hanno sofferto sono "pure".

    Mentre Casey viene trovata nel seminterrato da uno dei custodi dello zoo e dalla polizia (alla quale la ragazza trova il coraggio di dichiarare gli abusi subiti da parte dello zio), si vedono Dennis, Patricia ed Hedwig che esercitano un controllo permanente sul corpo e sono pronti a scatenare la Bestia quando lo ritengono necessario.

    Infine, in una tavola calda, dalla tv la voce di una giornalista si riferisce a Kevin Wendell Crumb come l’“Orda”, e tra le persone presenti una nota delle similitudini con un criminale arrestato quindici anni prima, ma del quale non ricorda il nome. Dietro di lei, un uomo (David Dunn) ricorda il suo soprannome: l'Uomo di Vetro" (vedi Unbreakable - Il predestinato).

    Interpreti e personaggi
    James McAvoy: Kevin Wendell Crumb / "Bestia"
    Anya Taylor-Joy: Casey Cook
    Betty Buckley: Dr.ssa Karen Fletcher
    Haley Lu Richardson: Claire Benoit
    Jessica Sula: Marcia
    Brad William Henke: zio John
    Sebastian Arcelus: padre di Casey
    Neal Huff: padre di Claire
    Izzie Coffey: Casey da piccola
    M. Night Shyamalan: Jai
    Bruce Willis: David Dunn
    Doppiatori italiani
    Massimiliano Manfredi: Kevin Wendell Crumb, le sue 23 personalità e la "Bestia"
    Letizia Ciampa: Casey Cook
    Aurora Cancian: Dr.ssa Karen Fletcher
    Lucrezia Marricchi: Claire Benoit
    Elena Perino: Marcia
    Paolo Marchese: zio John

    Era mio padre (Road to Perdition) è un film del 2002 diretto da Sam Mendes, basato sull'opera a fumetti di Max Allan Collins. È l'ul...

    Era mio padre (Road to Perdition) è un film del 2002 diretto da Sam Mendes, basato sull'opera a fumetti di Max Allan Collins. È l'ultima apparizione cinematografica di Paul Newman.

    L'autore Max Allan Collins, dal cui fumetto è tratto il film ha dichiarato: "Avevo immaginato il racconto come una storia di John Woo, ma ne hanno fatto Il padrino e va bene lo stesso!". La storia alla base del film prende spunto da eventi reali riguardanti il boss criminale John Looney. Quando Max Allan Collins realizzò il fumetto, il suo agente ne individuò il potenziale come soggetto cinematografico e lo sottopose all'attenzione di Dean Zanuck, figlio del produttore Richard D. Zanuck. Quest'ultimo approvò il progetto e lo inviò a Steven Spielberg nella speranza che potesse interessarlo. Spielberg non poté assumerne la regia perché già impegnato, ma si mostrò entusiasta e volle che il film venisse realizzato attraverso la sua casa di produzione, la DreamWorks.

    era-mio-padre-locandina

    Trama.

    Illinois, 1931. Michael "Mike" Sullivan, marito e padre amorevole sposato con Annie dalla quale ha avuto due figli, Michael Jr. e Peter, lavora come gangster per il boss irlandese John Rooney, che l'ha cresciuto come un figlio. Una sera Mike accompagna Connor, il figlio di Rooney, a una riunione con Finn McGovern che dopo la dipartita del fratello, che era sospettato di aver rubato denaro a Rooney, ha iniziato a creare dei fastidi, e benché la riunione dovesse essere pacifica, gli animi si scaldano e Connor uccide Finn. Purtroppo all'insaputa di Mike e Connor, il giovane Michael, era entrato di nascosto nell'auto del padre, e ha visto l'esecuzione di Finn.

    Ormai Michael, visibilmente scosso e turbato, ha capito la vera natura del lavoro di suo padre, e benché Mike assicuri sia a Connor e a Rooney che suo figlio non aprirà bocca, Connor decide di eliminare Mike e tutta la sua famiglia per sicurezza, benché sia probabile che la vera ragione fosse legata all'odio che provava nei riguardi di Mike, che ha sempre goduto della stima che il padre non ha mai mostrato a Connor. Quest'ultimo tende una trappola a Mike lasciando a un suo debitore il compito di ucciderlo, ma fallisce, poi Mike va a casa sua e trova Annie e Peter morti, uccisi da Connor, l'unico sopravvissuto è Michael, che per sua fortuna non era in casa quando Connor era andato lì per uccidere la famiglia di Mike.

    Il dado ormai è tratto, Mike non può perdonare Connor per quello che ha fatto, benché questo significhi farsi nemico anche Rooney, il quale pur essendo furibondo per quello che ha fatto il figlio non ha altra scelta che proteggerlo, e Mike dopo aver ucciso Jack Kelly, uno degli uomini di Rooney, gli dichiara apertamente guerra, scappando via insieme a Michael.

    Mike va a Chicago per chiedere intercessione a Frank Nitti, ma quest'ultimo non è intenzionato a dare il suo sostegno all'uomo, al contrario decide di aiutare Rooney, e malvolentieri darà protezione a Connor, inoltre Frank e Rooney assoldano Maguire, un killer psicopatico il cui lavoro ufficiale è quello di fotografare i morti per omicidio che lui stesso ferisce mortalmente lasciandoli morire lentamente, infatti proprio a Maguire danno l'incarico di uccidere Mike, sebbene Rooney metta in chiaro che il piccolo Michael dovrà essere risparmiato.

    Mike inizia a fare delle ricerche sulla contabilità di Connor, e la sua strada incrocia quella di Maguire, e tra i due nasce un conflitto a fuoco dove Mike ne esce ferito alla spalla, ma Michael lo porta in salvo mettendosi al volante dell'auto. Padre e figlio trovano assistenza in una fattoria gestita da una gentile e anziana coppia sposata, dove Mike viene guarito. L'unico risvolto positivo di questa tragica storia sembra essere la vicinanza che si sta creando tra Mike e il figlio dato che prima il loro era sempre stato un rapporto freddo.

    Mike raggiunge Rooney in chiesa e lo informa che tenendo traccia dei resoconti contabili di Connor ha scoperto che lui rubava denaro a suo padre aprendo conti a nomi di persone decedute, il fratello di Finn era innocente e Connor aveva ucciso Finn per evitare che scoprisse la verità. Purtroppo l'ultimo tentativo di Mike di far sì che Rooney voltasse le spalle al figlio permettendo quindi a Mike di consumare indisturbato la sua vendetta fallisce, infatti Rooney gli rivela che già sapeva che Connor gli rubava denaro, ma nel bene e nel male è sempre suo figlio e farà di tutto per proteggerlo.

    Mike avendo preso atto di essere arrivato al punto di non ritorno, spara e uccide prima tutte le guardie del corpo di Rooney, e con suo dispiacere spara pure quest'ultimo, e Rooney con rassegnazione accetta la sua morte. Ora che Rooney è morto, Nitti non ha più motivo per dover garantire protezione a Connor dato che era solo per suo padre che lo teneva al sicuro, dunque Nitti permette a Mike di entrare nella camera d'albergo di Connor dove lui si nascondeva e gli spara uccidendolo, vendicando così la moglie e il figlio.

    Ormai sembra che la faccenda sia finita nel migliore dei modi, quindi Mike e il figlio vanno nella casa sul lago Michigan a Perdition (città immaginaria) dove pare che abbiano trovato il loro lieto fine potendo ora vivere una vita tranquilla, ma il bel momento dura poco infatti Maguire si introduce furtivamente nella casa e spara alla schiena a Mike, poi rispettando il suo solito modus operandi si prepara a scattare una foto guardando Mike soffrire per il dolore, ma poi arriva Michael che gli punta contro una pistola anche se non trova il coraggio di sparare. Maguire si avvicina a Michael per sottrargli l'arma facendo l'errore di voltare le spalle a Mike che con le sue ultime forze spara a Maguire uccidendolo. Michael accorre al padre gravemente ferito che esprime al figlio il suo dispiacere per quello che è successo, e ora Mike può morire fra le sue braccia.

    Il ragazzino continuerà la propria vita nella fattoria dei due contadini che prima avevano aiutato lui e il padre, e crescerà ricordando quelle sei settimane durante le quali, insieme al padre, aveva visto tutto ciò di cui l'animo umano può essere capace. Forse anche grazie a questa incredibile esperienza riesce a perdonare quell'uomo che per lui non era né buono né cattivo, ma solo suo padre.

    Interpreti e personaggi.

    Tom Hanks: Michael "Mike" Sullivan
    Paul Newman: John Rooney
    Jude Law: Maguire
    Jennifer Jason Leigh: Annie Sullivan
    Stanley Tucci: Frank Nitti
    Daniel Craig: Connor Rooney
    Tyler Hoechlin: Michael Sullivan Jr.
    Liam Aiken: Peter Sullivan
    Dylan Baker: Alexander Rance
    Ciarán Hinds: Finn Mac Govern

    Doppiatori italiani.

    Fabrizio Pucci: Michael "Mike" Sullivan
    Renato Izzo: John Rooney
    Riccardo Niseem Onorato: Maguire
    Claudia Razzi: Annie Sullivan
    Roberto Draghetti: Frank Nitti
    Stefano Benassi: Connor Rooney
    Flavio Aquilone: Michael Sullivan Jr.
    Gabriele Patriarca: Peter Sullivan
    Luciano Roffi: Alexander Rance
    Eugenio Marinelli: Finn Mac Govern

    La sconosciuta è un film del 2006 diretto da Giuseppe Tornatore. Sei anni dopo Malèna, il regista siciliano torna al cinema con un film i...

    La sconosciuta è un film del 2006 diretto da Giuseppe Tornatore.

    Sei anni dopo Malèna, il regista siciliano torna al cinema con un film ispirato ad alcuni fatti di cronaca riguardanti il racket della prostituzione di ragazze provenienti dall'Europa dell'Est e sullo sfruttamento dei loro uteri per dare figli a coppie che non possono averne.

    Il film, ambientato nella fittizia città veneta di Velarchi, è stato girato in gran parte a Trieste ed è stato presentato nella sezione Première della Festa del Cinema di Roma 2006, uscendo poi nelle sale italiane il 20 ottobre 2006.

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    Trama
    Irena, una ex-prostituta ucraina, è quanto mai determinata nella ricerca di un lavoro in un palazzo di eleganti appartamenti di Velarchi, una fittizia città del Nord-Est italiano, e comincia, dopo aver stretto un patto con l'ambiguo portiere, ad occuparsi della pulizia della scala. In realtà, fa questo per riuscire a trovare un lavoro presso gli Adacher, facoltosa famiglia di orafi, che risiede nel palazzo: Irena fa amicizia con Gina, che si prende cura della figlia degli Adacher, Tea, e vive nell'appartamento con la famiglia.

    Quando Gina rimane gravemente ferita in seguito a una caduta per le scale causata da Irena - che in seguito si adopererà sia per farla assistere in un ospizio, sia a farle firmare i documenti di versamento sul conto di Tea, che Gina aveva aperto per farle un regalo di compleanno, una sorpresa che avrebbe avuto una volta cresciuta, versamenti che provvede adesso proprio Irena ad effettuare - l'ucraina viene assunta per prendere il suo posto.

    Attraverso alcuni flashback parziali, dilazionati nel corso di tutto il film e che risultano in un progressivo disvelarsi del mistero della sconosciuta (ma essi sono montati in maniera che solo alla fine si scopra tutta la verità) - anche il suo nome è diverso rispetto a quello impostole nella sua vita precedente - gli spettatori scoprono che Irena era stata oggetto di turpe, indicibile violenza fisica e psicologica, e costretta da 'Muffa', il suo 'protettore' aguzzino, a dare alla luce nove bambini, tutti quanti a lei strappati fin dalla nascita e venduti a famiglie adottive. Tuttavia, nonostante tanto dolore, aveva conosciuto e si era innamorata, riamata, di un giovane italiano che voleva liberarla dall'inferno nel quale Muffa l'aveva imprigionata. Questi aveva fatto uccidere il ragazzo ed Irena, divorata dall'odio, lo aveva massacrato a colpi di forbice, derubandolo di un ingente quantitativo di denaro, partendo poi alla ricerca della bimba generata con il suo uomo e credendo di identificarla proprio nella piccola Tea. Da qui il suo piano ai danni della famiglia Adacher.

    Alcuni documenti che Irena trova nell'appartamento dimostrano che Tea è stata adottata e ciò convince definitivamente la donna che la bambina sia davvero sua figlia. Inoltre, in lei, vittima di una rarissima malattia neurologica che la rende incapace di tutelarsi dalle offese, dai pericoli, dalle cadute, Irena continua a rivedere flashback delle sue terrificanti esperienze, e si adopera per farla reagire al trauma del trovarsi continuamente indifesa e vittima sia della malattia sia della malvagità altrui.

    In Valeria Adacher le perplessità nei confronti di Irena si fanno sempre più gravi e alla fine la bambinaia viene licenziata, nonostante il legame di affetto che si è sviluppato tra Irena e la bambina. L'ex-protettore di Irena, però, non è morto: messosi sulle sue tracce, scopre il suo nascondiglio e manda degli scagnozzi a casa sua perché la pestino a sangue e la convincano a restituire il maltolto. In seguito, Muffa fa uccidere Valeria, divenuta troppo sospettosa. A questo punto Irena, facendo credere a Muffa d'aver ceduto alle sue pressioni e fingendo di condurlo nel luogo dove sono nascosti i soldi, lo lascia morire dopo che la colluttazione lo porta a sbattere la nuca su di una roccia. Dopodiché lo seppellisce lì.

    Il padre di Tea, intanto, si trasferisce in un nuovo appartamento dove ha preparato anche una stanza per Irena, ma in seguito al ritrovamento di alcuni effetti personali di Irena nella macchina dove Valeria è stata uccisa (in realtà lasciati da Muffa), questa viene arrestata, giudicata per vari reati (concorso in omicidio, occultamento di cadavere), e condannata alla prigione. Solo a questo punto si chiarisce tutta la sua storia.

    Tea, che con Irena ha stabilito ormai un profondo rapporto, vistasi abbandonata si rifiuta di mangiare, fino a quando il giudice consente che Irena si rechi all'ospedale a trovarla ed a confortarla. I test del DNA rivelano che Tea non è la figlia di Irena ed un nuovo flashback svela l'origine di questo terribile malinteso che ha generato una lunga spirale di sangue e di dolore: pressata dalle continue richieste della ragazza in merito al cognome della famiglia che ha adottato la bimba concepita con il suo uomo italiano, Genna Lucrezia, la donna che aiuta Muffa a far partorire le prostitute, si vede costretta a chiedere lumi al protettore. Questi, che non conosce l'identità delle famiglie adottive, si rigira tra le dita la catenina d'oro che ha al collo e le suggerisce di dire ad Irena un cognome a caso, quello che lui legge sul retro del ciondolo: Adacher, in realtà semplicemente il marchio di fabbrica degli orafi.

    Irena, uscita dal carcere, si siede su una panchina; arriva una ragazza con l'aria di aspettare qualcuno. I capelli, il sorriso, lo sguardo di reciproco riconoscimento delle identità come del reciproco affetto rivelano che quella ragazza è proprio Tea, che non l'ha mai dimenticata.

    Interpreti e personaggi
    Ksenia Rappoport: Irena
    Michele Placido: Muffa
    Claudia Gerini: Valeria Adacher
    Pierfrancesco Favino: Donato Adacher
    Clara Dossena: Tea Adacher
    Alessandro Haber: Il portinaio
    Piera Degli Esposti: Gina
    Pino Calabrese: GIP
    Ángela Molina: Genna Lucrezia
    Paolo Elmo: Nello
    Gisella Marengo: Alma la poliziotta
    Nicola Di Pinto: Pubblico Ministero
    Margherita Buy: Avvocato di Irena
    Simona Nobili: La poliziotta
    Elisa Morucci: La cameriera
    Giulia Di Quilio: La segretaria
    Pino Calabrese: Il magistrato
    Valeria Flore: Tea Adacher adulta


    fonte: wikipedia

    Lezioni di sogni (in tedesco Der ganz große Traum) è un film tedesco del 2011 basato sulla storia del professor Konrad Koch, importatore in ...

    Lezioni di sogni (in tedesco Der ganz große Traum) è un film tedesco del 2011 basato sulla storia del professor Konrad Koch, importatore in Germania del calcio, che introdusse tale sport in una scuola durante l'epoca imperiale tedesca alla fine del XIX secolo.

    Il film è stato diretto da Sebastian Grobel e il protagonista è Daniel Brühl.

    lezione-di-sogni

    Trama
    Nel 1874 Konrad Koch arriva in una scuola tedesca (Martino-Katharineum, a Braunschweig) per insegnare inglese. Per attirare l'attenzione dei suoi alunni, insegnerà loro a giocare a calcio parlando in inglese. Questo gioco otterrà lo scopo di far dimenticare ai ragazzi le differenze sociali, la dura disciplina del sistema educativo tedesco dell'epoca e diventerà, col tempo, una grande passione per tutti. I genitori degli alunni non sono però d'accordo, e impediranno continuamente ai ragazzi di giocare ostacolando il professore (Konrad Koch)

    Produzione
    Il film è stato girato a Braunschweig e nel Castello di Wolfenbüttel. Il budget è stato di circa 5.5 milioni di euro. Fu proiettato per la prima volta il 22 febbraio 2011.

    Interpreti e personaggi
    Daniel Brühl: Konrad Koch
    Burghart Klaußner: Gustav Merfeld
    Thomas Thieme: Dr. Roman Bosch
    Jürgen Tonkel: Dr. Jessen
    Justus von Dohnányi: Richard Hartung
    Kathrin von Steinburg: Klara Bornstedt
    Axel Prahl: Schricker Sen.
    Theo Trebs: Felix Hartung
    Adrian Moore: Joost Bornstedt
    Till Winter: Otto Schricker
    Tim Blochwitz: Claasen
    Fabio Seyding: Hans Schwertfeger
    Lennart Betzgen: Emanuel
    Josef Dragus: Zumbrink
    Sten Horn: Wilhelm
    Henriette Confurius: Rosalie
    Josef Ostendorf: Pfarrer Werners
    Anna Stieblich: Frau Salchow
    Milan Peschel: Profalla
    Tomas Spencer: Ian
    Max Gertsch: Reporter Rodenstock
    Michael Hanemann: Tuchowski
    Rüdiger Kuhlbrodt: Diener Stollberg
    Christoph Zapatka: Delegationsleiter
    Aljoscha Stadelmann: Kutscher
    Christian Vitu: Aufseher in Fabrik
    Vincent Kastner: Offizier zu Hohenlohe
    Doppiatori italiani
    Fabrizio Manfredi: Konrad Koch
    Franco Zucca: Dir. Gustav Merfeld
    Stefano De Sando: Dr. Roman Bosch
    Sergio Di Giulio: Dr. Jessen
    Angelo Maggi: Richard Hartung
    Laura Cosenza: Klara Bornstedt
    Paolo Marchese: Schricker Sen.
    Manuel Meli: Felix Hartung
    Arturo Valli: Joost Bornstedt
    Alex Polidori: Otto Schricker
    Flavio Aquilone: Hans Schwertfeger
    Ambrogio Colombo: Pastore Werners


    Premi
    Deutscher Filmpreis: Nominato come Miglior film, Miglior fotografia e Migliori Costumi
    Festival do Rio: Premio del pubblico

    fuente_wikipedia

    Viaggio in Inghilterra (Shadowlands) è un film del 1993 diretto da Richard Attenborough Il film narra la storia della relazione tra lo scri...

    Viaggio in Inghilterra (Shadowlands) è un film del 1993 diretto da Richard Attenborough
    Il film narra la storia della relazione tra lo scrittore C. S. Lewis e l'americana di origine ebrea Joy Gresham, così come è realmente avvenuta tra il 1950 e il 1960. In origine Shadowlands era un'opera teatrale, diventata poi uno sceneggiato televisivo e quindi un film sceneggiato da William Nicholson.
    Trama
    Inghilterra, metà Novecento. C. S. Lewis, un tranquillo professore di letteratura a Oxford, convinto anglicano, si apre veramente alla vita quando si innamora di una donna americana, Joy Gresham, sul punto del divorzio col marito alcolista, e quando conosce il di lei figlio. Joy è la tipica donna americana, forse anche troppo avanti per i conservatori frequentatori dei circoli culturali inglesi di cui Jack (questo è il nome con cui viene chiamato lo scrittore C. S. Lewis) è socio. È giunta a Oxford col figlioletto Douglas anche per conoscere lo scrittore amato dal figlio al quale Joy, aspirante scrittrice, ha scritto un'appassionata lettera. I due si incontrano e fanno amicizia, quindi lei torna in America dove divorzia dal marito alcolista e infedele. Trasferitasi a Londra reincontra Jack, ormai innamorato, e gli chiede di sposarla per ottenere la nazionalità, ma, quando lei si ammala di cancro, sarà lui a chiederla in sposa, questa volta per amore. Prima di morire Joy trascorre gli ultimi giorni di vita nella casa di Oxford di Jack e i due fanno a tempo a fare un ultimo appassionato viaggio nei luoghi che ispirarono Jack sin da bambino

    Interpreti e personaggi

        Anthony Hopkins: Clive Staples "Jack" Lewis
         Debra Winger: Joy Gresham
         John Wood: Christopher Riley
         Julian Fellowes: Desmond Arding
         Edward Hardwicke: Warnie Lewis
         Joseph Mazzello: Douglas Gresham

    Doppiatori italiani

        Dario Penne: Clive Staples Lewis
         Emanuela Rossi: Joy Gresham
         Simone Crisari: Douglas Gresham

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